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Guardia medica

Taviano – Torna la paura per la dottoressa in servizio presso la guardia medica di Taviano. Nella mattinata del primo maggio, nell’ambulatorio di via Sant’Antonio si è infatti presentato lo stesso 43enne di Racale protagonista dell’aggressione di appena due mesi prima ai danni della stessa donna. In quella circostanza il tentativo di violenza sessuale, denunciato dalla stessa vittima, avvenne nel corso di una visita domiciliare mentre pochi giorni fa è stato l’uomo a bussare alla porta dell’ambulatorio di Taviano chiedendo di essere visitato. Se ciò sia avvenuto deliberatamente è ancora da chiarire. Resta il fatto che la dottoressa 35enne, malgrado il precedente, non si è persa d’animo ed ha immediatamente richiesto, per telefono, l’intervento dei vigilantes giunti sul posto in pochi minuti. Nel frattempo, però, il 43enne, stando alle prime ricostruzioni della vicenda, avrebbe pure tentato di introdurre la mano all’interno della grata di protezione della porta d’ingresso come se cercasse in qualche modo di aprirla. Di fatto la visita medica si è poi svolta regolarmente ma alla presenza dell’agente di vigilanza intervenuto. Da rilevare la presenza di un preservativo usato sul pavimento: anche in questo caso resta da chiarire se questo “dettaglio” possa o meno ricondursi alla presenza del racalino nell’ambulatorio.

Il precedente Risale appena allo scorso 3 marzo l’episodio che ha portato la dottoressa a denunciare il 43enne il quale, dopo aver richiesto un intervento domiciliare, non solo provò a baciare la donna ma arrivò anche ad abbassarsi i pantaloni mostrandole i genitali.

L’Ordine dei medici e la richiesta di maggiore sicurezza Anche alla luce del nuovo episodio, l’Ordine dei Medici sè tornato ad invocare maggiori misure di sicurezza, con telecamere di controllo e servizi di vigilanza, per garantire la sicurezza nelle sedi di Guardia medica.

 

Gagliano del Capo – Incontro speciale questa sera nei locali della guardia medica di Gagliano in ricordo della dottoressa Maria Monteduro (foto),  uccisa 19 anni fa, il 25 aprile 1999, proprio mentre prestava il proprio servizio (fu condannato per questo delitto Giovanni Pucci di Castrignano del Capo, trovato morto impiccato in carcere a Padova nel luglio 2014). A ricordarla dal punto di vista professionale ed umano c’erano il Sindaco Carlo Nesca, il presidente dell’Ordine dei Medici di Lecce Donato De Giorgi e il vicepresidente Luigi Peccarisi. “È stata l’occasione – si legge nella nota diffusa al termine dell’incontro – per testimoniare un evento drammatico che continua a rimanere indelebile nelle menti non solo degli operatori del settore ma anche e soprattutto nella cittadinanza che le ha dato i natali”.

Alla dottoressa Monteduro “medico eccellente, assessore attento, madre encomiabile, moglie ideale che continua a vivere nei ricordi di quanti l’hanno conosciuta ed apprezzata”, il Comune ha intitolato il Centro diurno polivalente mentre l’Ordine dei Medici provinciale le ha dedicato la sala multimediale nella sede di via Nazario Sauro a Lecce; porta il suo nome anche la commissione dell’Ordine sulla sicurezza e sul disagio lavorativo. Il corpo della professionista e assessore comunale fu trovato privo di vita nelle campagne di Gagliano. Presentava numerose ferite causate con un punteruolo.

“A distanza di quasi venti anni le violenze contro i medici – si rammenta infatti in un altro passaggio della nota – continuano con episodica casualità soprattutto a carico degli operatori nei posti di frontiera quali le guardie mediche, i pronto soccorso ospedalieri, il 118. L’Ordine dei Medici provinciale, fra gli impegni assunti, è prioritariamente attento contro ogni abuso e violenza in ogni sua manifestazione. Gli incontri già avvenuti con il Prefetto, i vertici della Asl, il Sindaco del capoluogo salentino, e le istituzioni variamente rappresentate, hanno avuto per tema prioritario la sicurezza nelle sedi di lavoro. Questa sera a Gagliano l’incontro fra l’Ordine ed il Sindaco della cittadina – è la conclusione – , ha sancito un patto teso a mantenere indelebile nelle menti un episodio esecrabile, che sia da monito per giungere a ottimali rapporti fra i medici e i pazienti che hanno come obiettivo comune la sconfitta della malattia”.

Taviano – “Ormai le violenze, le molestie, le aggressioni fisiche e verbali, le intimidazioni ai danni dei medici sono una vera emergenza, come abbiamo avuto modo di esporre a Sua eccellenza il Prefetto di Lecce in un recente incontro con quest’Ordine; un’emergenza che va ben al di là dei dati ufficiali, in quanto solo in una piccola percentuale vengono denunciati ufficialmente”: comincia così la presa di posizione del dottor Donato De Giorgi, presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Lecce dopo l’ultimo episodio, in ordine di tempo, accaduto ad una sanitaria della Guardia medica durante una visita in casa del paziente che l’aveva chiamata. Il fatto è di qualche giorno fa. La diretta interessata non avrebbe ancora sporto denuncia, preferendo per ora parlarne con i colleghi. Che questa mattina nella sede della Guardia medica, in via S. Antonio, l’hanno incontrata tramite il presidente De Giorgi, alla presenza anche della dottoressa Daniela Fusco, della commissione Pari opportunità dell’Ordine professionale, per sottolineare con più forza questa professione di “frontiera” con vittime quasi sempre femminili nel giorno dell’8 Marzo.

“Di questa emergenza siamo stanchi: vogliamo accogliere – prosegue il dottor De Giorgi – con solidarietà e professionalità i nostri pazienti, non averne paura, vogliamo ascoltarli con pazienza e serenità, non con l’ansia di una visita il più breve e sommaria possibile eseguita nell’angoscia di una solitudine notturna, vogliamo portare tutta la nostra conoscenza e disponibilità nei consulti urgenti a domicilio dei pazienti, non sentirci in una trappola senza uscita”. Il pensiero di De Giorgi  è andato naturalmente all’episodio più tragico di questa lunga serie ormai, all’omicidio della dottoressa Maria Monteduro, uccisa nel 1999 a Gagliano del Capo da un tossicodipendente che proprie lei aveva riaccompagnato a casa dopo le cure del caso. “Il nostro territorio ha pagato un contributo altissimo: se nessuno restituirà mai più ai suoi cari ai suoi pazienti e a noi la dottoressa Monteduro, la sua vicenda, come tante altre, non può rimanere inascoltata e inutilizzata”, afferma il presidente dei medici. Il suo vice, dottor Gino Peccarisi: «Le nostre colleghe sono parte di noi. Chiunque osi attentare alla loro comunità troverà un esercito compatto al loro fianco. L’Ordine dei Medici si farà sempre garante nella difesa di qualsivoglia sopruso. Nella giornata in cui si celebrano le donne con il loro coraggio, la loro forza, la loro indiscutibile professionalità, atti inconsulti minano la serenità sul posto di lavoro”. L’Ordine infine ha annunciato la costituzione di parte civile nell’eventuale processo all’aggressore.

Solidarietà alla dottoressa aggredita è stata espressa anche dal direttore generale della Asl Lecce, Ottavio Narracci, il quale questa mattina ha contattato il presidente dell’Ordine dei Medici di Lecce per esprimere la sua vicinanza alla categoria professionale e, in particolare, alla vittima. “Totale disponibilità a valutare insieme modalità e tempi di un intervento complessivo che non è più rinviabile”, ha affermato Narracci in merito al tema sicurezza nelle strutture sanitarie.

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NARDÒ. Il Presidio sanitario di Nardò può contare sul Punto di primo intervento “h24”. Ne da notizia il sindaco Marcello Risi rilanciando quanto comunicato dalla stessa Direzione generale dell’Asl di Lecce che ha assegnato “personale sufficiente alla copertura dei turni”. Al “Sambiasi” restano attive anche le postazioni di Guardia medica e quella del servizio 118. La bozza di Piano di riordino ospedaliero annunciata (e subito contestata) in questi giorni, assegna all’ex ospedale 52 posti letto: dieci per la degenza territoriale di adulti, 20 come residenza sanitaria assistita per anziani, altri dieci per malati in stati vegetali permanenti e dodici quale riconferma del centro dialisi già esistente.

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comune parabita laterale 2Parabita. La guardia medica è finalmente pronta a cambiare sede. Cominceranno fra pochi giorni, infatti, i lavori di sistemazione dei locali attigui al palazzo municipale (foto) da adibire a Presidio sanitario territoriale. Soluzione che si era resa necessaria già da diverso tempo considerando le numerose segnalazioni di disagio, disorganizzazione ed irregolarità strutturali sullo storico plesso di via Giuseppe Ferrari. Ad annunciare la novità è stato lo stesso sindaco Alfredo Cacciapaglia, d’accordo con la Asl che si farà carico delle spese per l’esecuzione dei lavori di adeguamento.

«La nuova sistemazione – ha spiegato il Primo cittadino – consentirà di migliorare l’offerta sia dei servizi sociali che sanitari resi ai cittadini, con notevoli benefici sia in termini di soddisfazione degli utenti che di risparmio gestionale». Nella nuova sede, oltre alla Guardia medica, troveranno posto il Consultorio familiare, il Centro prelievi e il punto vaccinazioni. A far tardare l’avvio delle operazioni di trasferimento, invocate e poi annunciate come imminenti già da anni, era stato, tra le altre cose, proprio il piano di riorganizzazione dei Consultori che, causa tagli economici, aveva escluso Parabita dalle sedi operanti a pieno regime, lasciando solo Casarano e Taurisano. Decisione poi rivista in seguito alle proteste delle Amministrazioni e del personale delle restanti cittadine afferenti al distretto,  ovvero Matino, Supersano, Collepasso e Ruffano.

Tra le operazioni necessarie prima del trasferimento ci sarà la messa in sicurezza, la predisposizione di un impianto di videosorveglianza e illuminazione per scongiurare episodi di criminalità soprattutto notturni, e adeguamenti tecnici per isolarne l’accesso rispetto all’adiacente stazione di Polizia Municipale.

CONSULTORIO sede via crispi - matino

MATINO. Da pochi giorni è stata ufficialmente trasferita la sede che ospita i  servizi Asl di Consultorio familiare, vaccinazioni e di continuità assistenziale (Guardia medica) da via Malta a via Crispi. Nei mesi scorsi si era dato l’avvio ai lavori di sistemazione della nuova struttura ubicata nei pressi della parrocchia “Santa Famiglia” attiva a partire dallo scorso 29 luglio.

Questi gli orari d’accesso ai vari servizi: continuità assistenziale tutti i giorni dalle 20 alle 8 e nei festivi dalle 10 alle 8, il Consultorio familiare è aperto il giovedì e il venerdì dalle 8 alle 13.30 e nel pomeriggio dalle 15 alle 18 (solo il giovedì) mentre  le vaccinazioni seguono invece un calendario annuale.

Il trasferimento è stato disposto in seguito ai provvedimenti approvati dalla Giunta regionale tra il 2009 e il 2010 nell’ambito della ridefinizione dei consultori familiari, che prevedeva anche il ridimensionamento delle strutture esistenti. L’individuazione e l’adeguamento di una struttura più idonea alle prestazioni Asl, da parte dell’amministrazione locale,  ha permesso di mantenere sul territorio matinese i servizi che diversamente, sarebbero stati decentralizzati verso i vicini comuni di Parabita e Casarano.

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L’ingresso della Guardia medica

Parabita. Dopo le proteste sulla disorganizzazione e le irregolarità strutturali della guardia medica locale, a cui Piazzasalento per prima ha dato voce nel n. XXI del 6-21 ottobre 2011, sembra finalmente prospettarsi una soluzione. E’ lo stesso sindaco Alfredo Cacciapaglia ad annunciarlo, dopo aver ricevuto rassicurazioni in merito dal Direttore del distretto socio sanitario di Casarano.

Entro la fine di dicembre si dovrebbe procedere al trasloco nei nuovi locali di via Ferrari, messi a disposizione dal Comune in comodato d’uso gratuito con delibera di G.C. n. 80/2010, con la quale li si adibiva a sede del Consultorio familiare.

E la causa dei ritardi  riscontrati sul trasferimento pare fosse proprio questa. In una prima bozza del piano di riorganizzazione dei Consultori predisposto dalla Asl, infatti, come sedi operanti a pieno regime sarebbero rimaste  solo quelle di Casarano e Taurisano, con un più elevato numero di personale e di utenti. Parabita era stata designata solo come punto di accoglienza, ad operatività part-time per tre giorni a settimana, e per questo motivo non le erano stati dedicati particolari finanziamenti o adeguamenti strutturali.

In seguito alle proteste delle Amministrazioni e del personale delle restanti cittadine afferenti al distretto, Parabita, Matino, Supersano, Collepasso e Ruffano, che hanno segnalato il rischio di un’eccessiva concentrazione di competenze, queste decisioni sono state riviste, e Parabita è stata ripristinata come struttura funzionante a pieno titolo. Via libera dunque ai lavori di adeguamento del nuovo edificio, che oltre al Consultorio familiare ospiterà anche il servizio di Guardia Medica.

Tra le operazioni necessarie prima del trasferimento, tiene a specificare il sindaco, in primis ci sarà la messa in sicurezza della struttura: sarà necessario predisporre un impianto di videosorveglianza e di illuminazione.

DP

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L’ingresso della Guardia medica

Parabita. File lunghissime, un caldo asfissiante, posti a sedere insufficienti, sporcizia ovunque e scatta la protesta. Tante le lamentele per la disorganizzazione e le carenze strutturali della Guardia medica in occasione delle vaccinazioni obbligatorie predisposte dalla Asl per bambini e neonati.

Tante le inefficienze riscontrate: caos nella gestione degli appuntamenti; affollamento della sala d’attesa, non adatta ad ospitare un elevato numero di persone; le carenze più gravi si sono registrate sul versante strutturale. La mancanza di uno scivolo per carrozzine e disabili sulla rampa di scale all’ingresso e la pericolosità delle stesse, la sporcizia del pavimento che ha obbligato a tenere in braccio i più piccini per tutto il tempo, il bagno inaccessibile per i bambini disabili, per i quali l’intera struttura non è attrezzata. Consapevole del disagio Leda Schirinzi, Ufficiale sanitario del distretto di Casarano.

«Aspettiamo da tempo di andar via. Ci sono stati destinati dei locali nuovi, questi non sono a norma di legge». E mentre le segnalazioni degli utenti si moltiplicano, ogni intervento è rimandato in virtù di questo trasferimento di cui si vocifera da anni. Sulla questione è ancora cauto il sindaco Cacciapaglia, ma assicura che l’Ufficio tecnico della Asl di concerto con l’Amministrazione è già al lavoro per verificare l’adeguatezza della nuova sede di via Ferrari.

DP    

Voce al Direttore

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Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...