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Guardia di Finanza

Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) – Un motoscafo con a bordo una tonnellata di marijuana è stato sequestrato nelle scorse ore dalla Guardia di Finanza al largo di Santa Maria di Leuca. Dopo un inseguimento, i militari hanno arrestato tre uomini: gli scafisti A.M. e E.A., di 34 e 30 anni entrambi di Valona, ed il 65enne M.G. di La Spezia: tutti e tre sono stati arrestati per detenzione e traffico internazionale di stupefacente.
Il potente motoscafo, lungo dieci metri, navigava a lento moto verso le coste italiane, in pieno giorno, con una linea di galleggiamento particolarmente bassa. Quest’ultimo elemento ha insospettito particolarmente i militari che, dopo un inseguimento ad alta velocità, sono riusciti a bloccare il mezzo (poi condotto a Otranto) e a scoprire, al suo interno ben 49 colli di marijuana: sul mercato, lo stupefacente avrebbe garantito un introito pari a circa 10 milioni di euro.

Nardò – L’area mercatale di Sant’Isidoro è abusiva? La questione tinta di giallo rimbalza da giorni su stampa e social network ma non è nuova. Lo scorso 29 maggio, in un modo o nell’altro, è arrivata anche in Consiglio comunale. Quel giorno infatti durante i lavori consiliari ha fatto irruzione in aula un gruppo deciso ma pacifico di commercianti operanti nella marina. Presa di mira però non l’Amministrazione comunale ma un consigliere di minoranza, il capogruppo pd Daniele Piccione. Per cercare di capire il motivo è necessario un passo indietro.
Il 19 aprile scorso Piccione chiede ad Asl, Comune, Capitaneria di porto di Gallipoli e Comando di polizia locale chiarimenti sul mercato di Sant’Isidoro. La risposta della Asl è dell’8 maggio ed ha una sorpresa: “Agli atti di questo servizio non risulta pervenuta alcuna richiesta né, di conseguenza, risulta essere stato rilasciato alcun parere e/o autorizzazione per l’area sita in Sant’Isidoro…”. L’area mercato quindi, attiva in quella zona da moltissimi anni, stando a quanto mette per iscritto l’Asl, potrebbe non essere mai stata autorizzata.

l 12 maggio si esprime anche la Polizia locale. «L’area mercatale in oggetto – scrive il comandante Cosimo Tarantino – risulta regolarmente inserita nella deliberazione di Consiglio comunale n.50 del 4/6/2010, con la quale veniva approvato il Piano commercio su aree pubbliche del Comune di Nardò. Nel quadro delle aree riconosciute e approvate come aree mercatali per il territorio comunale vi è disciplinato e regolamentato il mercato denominato “Jolly Mare – Sant’Isidoro” con un numero di trenta posti». Posteggi addirittura aumentati negli anni successivi, con ulteriori delibere del Consiglio comunale. Tuttavia il comandante Tarantino non esclude eventuali altre problematiche e, nonostante i commercianti risultino in possesso di regolare autorizzazione amministrativa, chiede agli uffici comunali preposti “di attivare il dovuto procedimento atto a chiarire la reale situazione sia dell’area mercatale in questione, sia delle altre site in Sant’Isidoro (nella marina è presente un’altra zona mercato oltre a quella in oggetto, ndr) e in località Quattro Colonne a Santa Maria al Bagno, anch’esse inserite e previste in seno al richiamato Piano Commercio”.
Temendo decisioni drastiche, i commercianti il 29 scorso raggiungono Palazzo Personè. Dopo il Consiglio comunale vengono ricevuti dal sindaco Mellone, dal vicesindaco Oronzo Capoti, dall’assessore al Commercio Giulia Puglia e dai consiglieri comunali Giuseppe Verardi e Luigi Venneri. «Questi commercianti – dichiarerà il primo cittadino al termine dell’incontro – sanno di essere in regola, pagano le tasse e fanno sacrifici importanti, come tutti in questo settore. Giustamente sono arrabbiati per le piroette del consigliere Piccione”, attacca Mellone. “Negli anni scorsi si è occupato direttamente delle problematiche del mercato – prosegue – è stato vicino agli operatori, li ha aiutati nelle pratiche amministrative, oggi di colpo si è “ricordato” che c’è qualcosa che non va, pretende verifiche di ogni sorta e vuole mandare sul lastrico queste famiglie. Il doppio gioco, inevitabilmente, non è sfuggito ai commercianti. Ma a parte questo, abbiamo scelto di incontrarli subito e di approfondire i loro problemi, con onestà e sano realismo, a differenza di qualcun altro che è scappato a gambe levate».

Il capogruppo del Pd non ci sta ovviamente a passare per il nemico dei commercianti e diffonde in rete un ulteriore documento. Si tratta di una lettera di quasi un anno fa, datata 10 luglio 2017, inviata dall’attuale primo cittadino Giuseppe Mellone al Comando provinciale della Guardia di Finanza di Lecce dalla quale si evince che era stato Mellone a chiedere un anno fa alle Fiamme gialle di intervenire per punire le irregolarità delle aree mercato di Sant’Isidoro, “al fine di ristabilire – si legge testuale – il minimo grado necessario di legalità, decoro urbano e sicurezza stradale. Intervento deciso, mirato e, se necessario, reiterato volto a risolvere la situazione”.
Prossima puntata in arrivo: nei prossimi giorni il confronto tra commercianti e amministratori proseguirà, stavolta alla presenza anche del comandante Tarantino.

Lecce – Un’indagine internazionale ha permesso di scoprire una maxi evasione fiscale da 48 milioni di euro legata al mercato floricolo. La Guardia di finanza di Lecce ha smascherato una società cipriota, ma stabilmente operante in Italia nel commercio all’ingrosso di fiori: le investigazioni sono state condotte per circa due anni anche in paesi esteri quali Lettonia, Olanda, Russia e Cipro. La società in questione avrebbe organizzato un “articolato sistema fraudolento” attraverso una “stabile organizzazione” istituita nella sede di Lecce. In maniera occulta ed in totale evasione d’imposta sarebbe stata esercitata una lucrosa attività imprenditoriale consistente nell’acquisto di fiori da produttori agricoli di Taviano e Leverano esportandoli verso la Russia. L’occultamento dei redditi avveniva con l’interposizione di una società con sede negli Emirati Arabi (non soggetta alla tassazione italiana), di fatto sconosciuta agli stessi produttori agricoli. I ricavi sono stati complessivamente valutati in circa 48 milioni di euro tra il 2013 ed il 2018. Al termine delle indagini sono stati deferiti all’autorità giudiziaria per frode fiscale il rappresentante legale della società ed il suo preposto per la sede di Lecce, entrambi di nazionalità russa.

Ruffano – Sono accusati di bancarotta fraudolenta i tre salentini arrestati nei giorni scorsi dalla Guardia di finanza di Rimini a Misano Adriatico. Si tratta dei fratelli Rossano e Renato Margarito, rispettivamente di 51 e 41 anni, originari di Ruffano e residenti il primo a Misano, il secondo a Gallipoli, e del 41enne di Maglie Davide Negro (residente a Calcinato in provincia di Brescia), dagli inquirenti considerato un prestanome. La bancarotta ammonterebbe a 5 milioni di euro e nell’inchiesta sarebbero coinvolte anche una decina di aziende del manifatturiero con sede a Taviano e a Racale. Secondo le indagini delle fiamme gialle, i tre avrebbero organizzato il fallimento di una ditta di commercio all’ingrosso e al dettaglio di calze, intimo e accessori, con sede nella cittadina romagnola.

“Fallimento pilotato” Gli inquirenti sono convinti che intenzione dei fratelli (già attivi del settore commercio ambulante) sia stata quella di avviare l’azienda per poi portarla al fallimento e fare cassa con la merce accumulata dapprima procrastinando i pagamenti per poi non onorarli affatto. In sostanza, i due avrebbero fatto fare gli acquisti al loro prestanome, tra l’altro privo di esperienza imprenditoriale, nullatenente e noto nel giro della tossicodipendenza, per poi trasferire le giacenze di magazzino, prima del fallimento, ad altre aziende salentine coinvolte nell’inchiesta ma a loro sempre riconducibili. Tra l’altro, i fratelli avrebbero anche acquistato la merce in esenzione d’Iva dichiarandone l’esportazione, per poi rivenderla sul territorio nazionale  evadendo l’imposta e occultando le scritture contabili al fine di non consentire la ricostruzione del volume d’affari per l’anno 2014, danneggiando in tal modo l’erario e gli altri creditori. Sulla scorta delle indagini svolte, la Procura della Repubblica di Rimini ha disposto l’arresto in carcere per Rossano Margarito e i domiciliari per il fratello Renato così come per Negro. Nei loro confronti, le Fiamme Gialle hanno anche dato esecuzione ad un sequestro preventivo di beni per oltre 200mila euro.

Augustino Potenza e l’arresto per droga nel 2006 Rossano Margarito, tra l’altro, è un nome noto alle cronache giudiziarie locali: nel 2006 venne, infatti, arrestato, in un giro di droga, insieme ad Augustino Potenza (il boss di Casarano assassinato il 26 ottobre del 2016) e a Cosimo Aretano nella campagne di Alezio. Per quella storia Margarito fu condannato in primo grado a sei anni di reclusione.

Gallipoli – Controlli “a tappeto” anche nel Salento da parte della Guardia di finanza per contrastare il lavoro “nero” e “irregolare”. Gli scorsi 30 e 31 gennaio il Comando regionale ha disposto un piano di interventi istituzionale allo scopo di tutelare il corretto andamento del mercato del lavoro. L’operazione ha registrato l’esecuzione di 199 interventi in tutta la regione, 40 dei quali nel Salento, nel corso dei quali sono stati scoperti 162 lavoratori impiegati totalmente “in nero” (24 in provincia di Lecce), oltre a sette lavoratori la cui posizione è risultata “irregolare”, con la conseguente verbalizzazione di complessivi 85 datori di lavoro. Ben 280 invece sono le posizioni lavorative ancora in fase di definizione, per le quali sono necessari ulteriori accertamenti. L’attività ispettiva è stata condotta “trasversalmente” nei confronti di numerose tipologie di imprese (soprattutto per ditte di restauro e costruzioni) individuate a seguito di specifiche “analisi di rischio”. Nel nord barese, ad esempio, un’impresa manifatturiera è risultata completamente sconosciuta al fisco. Le attenzioni delle Fiamme gialle si sono incentrate anche nei confronti di un call center con 54 impiegati le cui posizioni risultano “sospette e in fase di accertamento”.

RACALE – Riesce a truffare l’Inps, intascando circa 80mila euro, fingendosi a reddito zero e residente all’estero. A scovare a Montevideo l’uomo originario di Racale, ma di fatto residente con la sua famiglia sin dal 1957 nella capitale dell’Uruguay, è stata la Guardia di finanza della Compagnia di Gallipoli, sotto il coordinamento del Comando provinciale di Lecce. L’uomo percepiva indebitamente dal 2007 l’assegno sociale che l’Inps prevede per quanti abbiano compiuto 65 anni e siano residenti “effettivamente ed abitualmente in Italia” e si trovino in condizioni economiche disagiate. Pur all’estero dagli anni ’50, l’uomo in questione nel maggio del 2007, durante un breve periodo di rientro in Italia per le vacanze, si era iscritto nelle liste anagrafiche del suo Comune presentando all’Inps domanda per ottenere l’assegno sociale dichiarando falsamente di risiedere stabilmente in Italia e di avere un reddito familiare pari a zero, così come prescrive la legge. Subito dopo è però rientrato in Sud America, beneficiando regolarmente dell’assegno dell’Inps mediante accreditamento su di un conto corrente bancario.
Approfondimenti investigativi hanno tuttavia permesso di accertare che le uniche operazioni “in uscita” su tale conto corrente erano quelle riconducibili a prelevamenti internazionali eseguiti da Montevideo, la città dove l’anziano risiede. Nel corso degli anni, tra l’altro, il “pensionato” ha pure fatto pervenire all’Inps false autocertificazioni con le quali ha continuato ad attestare la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge per avere l’assegno sociale. L’intervento della Guardia di finanza ha permesso di scoprire la truffa con l’immediata sospensione del beneficio da parte dell’Ente previdenziale oltre all’avvio delle procedure di recupero delle somme indebitamente percepite. Conseguente la denuncia per truffa aggravata ai danni dello Stato e falso ideologico, oltre alla segnalazione alla Procura regionale della Corte dei conti per l’accertamento del danno erariale.

GALLIPOLI – Impianti manomessi, prezzi non chiari e irregolarità fiscali: queste le principali risultanza della “due giorni” di controlli sulla distribuzione dei carburanti che ha hanno portato, in tutta la regione, al sequestro di 3.900 litri di prodotto e alla denuncia di sette persone. All’opera, il 18 e 19 ottobre, gli agenti del Comando regionale della Guardia di finanza che ha disposto l’esecuzione di un piano straordinario di interventi finalizzato a prevenire e reprimere le irregolarità nel settore della distribuzione di carburanti ed in materia di circolazione dei prodotti sottoposti ad accise. Sono stati eseguiti 134 controlli sulla circolazione dei prodotti sottoposti ad accise e 136 interventi presso impianti di distribuzione stradale di carburanti, con la collaborazione degli ufficiali metrici della Camera di commercio di Bari per le operazioni di misurazione. In 27 casi sono state rilevate irregolarità che hanno portato al sequestro di 3.900 litri di carburante ed alla denuncia all’autorità giudiziaria di sette soggetti.

In alcuni casi sono stati individuati distributori che, mediante la manomissione degli impianti di erogazione, frodavano i consumatori erogando quantità di carburante inferiori rispetto a quelle visualizzate sui display della colonnina ed effettivamente pagate dai consumatori; in altri casi sono emerse irregolarità nella gestione amministrativa delle attività di distribuzione che hanno determinato anche l’avvio di specifici approfondimenti di natura fiscale. L’attività ispettiva ha evidenziato numerose irregolarità in materia di disciplina dei prezzi: in 24 casi, infatti, i controlli hanno evidenziato la mancanza di una corretta e trasparente informazione all’utenza sui prezzi praticati, così come disciplinato dalla legge.

Dall’inizio dell’anno, i Reparti operativi del Comando regionale Puglia delle Fiamme gialle hanno effettuato 522 controlli su tutto il territorio regionale, riscontrando 297 violazioni, con il sequestro di circa 370 tonnellate di carburanti e prodotti sottoposti ad accise. Nell’anno in corso, dalle Fiamme gialle pugliesi, sono stati constatati circa 7,5 milioni di euro di imposte evase, a seguito di sequestri di olii minerali e carburanti, nonché ulteriori consumi in frode pari a oltre 3.000 tonnellate di olii minerali agevolati

GALLIPOLI. Arrivano fino a Gallipoli e in altre località maggiormente frequentate della provincia i prodotti contraffatti su cui hanno messo le mani i finanzieri, scoprendo un vero e proprio laboratorio di falsificazione di scarpe, borse, portafogli, giubbini, etichette metalliche e adesivi situato in centro a Lecce. Sequestrati oltre 30mila articoli in questo opificio, oggetto di un andirivieni di persone che ne uscivano invariabilmente con bustoni pieni di qualcosa. L’attività era gestita, a quanto pare, da un gruppo di persone di nazionalità senegalese. Il servizio effettuato rientra nell’ambito del programma contro la contraffazione e la sicurezza dei materiali portato avanti dalla Guardia di finanza di tutta la provincia.

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Gallipoli – La Guardia di finanza è a caccia di una “banda”. Particolare però: si cercano otto elementi che sappiano suonare bene. Sulla Gazzetta ufficiale della Repubblica n. 66 dell’1 settembre 2017 – 4^ Serie Speciale – sono stati pubblicati i concorsi, per titoli ed esami, separati per ciascuna parte e qualifica, per il reclutamento di 8 esecutori della Banda musicale della Gdf. Basta avere 18 anni e non aver già finiti i 40.  Richiesto anche il diploma di istruzione secondaria di secondo grado che consenta l’iscrizione ai corsi di laurea previsti dalle Università statali o legalmente riconosciute.

La domanda di partecipazione dovrà essere compilata esclusivamente mediante la procedura informatica disponibile sul sito www.gdf.gov.it – area “Concorsi On line” – seguendo le istruzioni del sistema automatizzato, con la possibilità di scegliere una delle modalità: a) “SPID”, sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale; b) “PEC”, posta elettronica certificata. Il termine ultimo per la presentazione delle domande è il 31 ottobre 2017. I vincitori del concorso saranno sottoposti ad un periodo di prova, per la durata di sei mesi, durante il quale presteranno servizio nella Banda Musicale e seguiranno un corso di formazione militare e tecnico-professionale della durata di novanta giorni. Fondata nel 1926, la Banda Musicale della Guardia di Finanza è un complesso artistico, composto da 102 elementi, che vanta un’attività concertistica pluriennale.

Gallipoli – Su quattro esercizi per giocare alle scommesse controllati a Gallipoli, due erano irregolari: è questo uno dei risultati del’operazione della Guardia di Finanza che in tutta la Puglia il 13 e 14 settembre ha realizzato una operazione di controllo e di repressione del fenomeno del gioco illegale e delle scommesse clandestine. Il piano disposto dal Comando regionale si colloca “nell’ambito della missione istituzionale finalizzata alla tutela del gettito fiscale derivante dalla raccolta delle scommesse, con particolare riguardo alla corretta applicazione del prelievo erariale unico”, come si legge in una nota a firma del colonnello Bruno Salsano. Lotta dichiarata quindi al contrasto della concorrenza sleale esercitata dai soggetti non autorizzati ai danni degli operatori regolari; difesa dei consumatori, soprattutto minori ed appartenenti alle fasce sociali più deboli, da giocgi illegali, insicuri e privi di garanzie sulla regolarità delle giocate e sulla probabilità di vincita.

In provincia di Lecce sono stati messi nel mirino il capoluogo (14 centri scommesse), Tricase (due), Otranto (cinque), Maglie (quattro), Casarano e Ugento (14), Leuca di Castrignano del Capo (tre), Porto Cesareo e Gallipoli appunto (quattro). Sono state impiegate tre pattuglie e controllati in tutto 48 esercizi. Le irregolarità più grosse rilevate a Lecce, Casarano-Ugento, Gallipoli e Maglie, dove una persona è stata denunciata alla Procura della Repubblica di Lecce, dopo il sequestro delle macchinette truccate. Di notevole importanza anche le denunce per violazioni amministrative, con due titolari delle sale giochi segnalati ai Monopoli di Stato.

L’operazione ha registrato l’esecuzione di 163 interventi in tutta la Puglia, di cui 39 irregolari (circa il 24%), nel corso dei quali sono stati sequestrate complessivamente 28 apparecchiature elettroniche, tra terminali informatici (“totem”) e personal computer, con la formalizzazione di 40 verbali di contestazione. Dall’inizio dell’anno, i Reparti operativi delle Fiamme gialle impiegati nel settore hanno effettuato 486 controlli su tutto il territorio regionale, rilevando irregolarità nel 30% dei casi, con la verbalizzazione di 650 soggetti e con il sequestro di 329 apparecchiature elettroniche. Ammonta ad oltre 3,3 milioni di euro l’imponibile accertato dell’imposta Unica su giochi e scommesse.

SUPERSANO. Dopo la condanna a quattro anni di reclusione ora c’è anche la confisca dei beni per mezzo milione di euro. Protagonista della truffa allo Stato è un imprenditore 50enne di Supersano al quale la Guardia di finanza di Lecce ha provveduto a confiscare due appartamenti, un ufficio, un’autorimessa e un opificio industriale, con terreno di pertinenza. L’accusa, confermata da tre gradi di giudizio, è quella di aver ottenuto un finanziamento (la prima tranche incassata nell’agosto 2006) grazie agli incentivi per le aree depresse previsti  dalla legge n. 488 del 1992. Dei primi anni 2000, la richiesta avanzata al Ministero per un impianto di frantumazione e recupero di materiali provenienti da demolizione e scavi, ufficialmente funzionante ma, di fatto, mai ultimato.

Secondo quanto accertato da indagini e processi, il finanziamento da milione di euro (nel 2009 le indagini permisero di bloccare la seconda tranche) sarebbe stato  inizialmente richiesto da una prima ditta intestata all’imprenditore ma poi trasferito a una società di capitali amministrata sempre dal medesimo la quale, nel presentare la richiesta di erogazione delle due tranches di contributo a stato di avanzamento lavori, avrebbe rendicontato tra i costi anche fatture relative a operazioni inesistenti emesse da aziende considerate “compiacenti o riconducibili allo stesso imprenditore”.

Oltre alla condanna a quattro anni di reclusione, l’imprenditore è stato condannato anche alle pene accessorie tra le quali anche l’incapacità di contrattare con la Pubblica amministrazione e dell’interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese – con la conseguente confisca dei beni immobili che saranno definitivamente acquisiti al patrimonio dello Stato, in esecuzione della sentenza della Corte d’Appello di Lecce.

 

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PORTO CESAREO. Ennesimo caso di pesca di frodo nell’Area marina protetta di Porto Cesareo. All’alba di giovedì 31 agosto i militari della sezione operativa navale della Guardia di Finanza Gallipoli hanno colto in flagranza di reato, due pescatori intenti a pescare ricci di mare. Fondamentale, ancora una volta, il sistema di videosorveglianza in dotazione dell’Area protetta (denominato “Torri Costiere vedette della legalità”), grazie al quale i militari hanno potuto monitorare nel dettaglio i movimenti dei due bracconieri ed intervenire al momento opportuno rendendo vani i goffi tentativi due subacquei di liberarsi del pescato poiché i militari, tuffandosi sul posto, hanno recuperato i ricci. Per i due subacquei sono scattate le denuncie ed il sequestrato di attrezzatura, pescato ed imbarcazione. I responsabili dell’Area marina protetta sottolineano come “la crescente richiesta di questo echinoderma nella moda alimentare locale sta creando un impatto negativo sugli stock naturali”, facendo leva sull’azione delle forze di polizia operanti sul territorio quale “al momento, unica azione di difesa”.

GALLIPOLI. Altra ordinanza del Sindaco Minerva contro il sovraffollamento di persone in locali concessi in affitto. “Vietata la permanenza ad  uso abitativo nei locali adibiti ad abitazione di più di una persona  rispetto ai parametri indicati dal decreto ministeriale del 5 luglio del ’75 (condizioni di  sovraffollamento ad uso abitativo). Per la violazione della presente  ordinanza, si applica al proprietario, al locatore o al locatario  dell’immobile la sanzione amministrativa pecuniaria quantificata in €  350,00 per ogni persona in eccedenza”: questa l’integrazione dell’ordinanza sindacale n. 163 emessa il 13 luglio scorso.  “Un’ordinanza  necessaria nell’attività di contrasto a tali fenomeni, anche al fine di  tutelare l’ordine pubblico quanto la prevenzione di possibili  problematiche a livello igienico-sanitario”, spiega una nota del Comune. I trasgressori dovranno sgomberare entro tre giorni l’abitazione dalle persone eccedenti.

Il generale Vito Augelli in visita presso la Tenenza della Guardia di fi...LEUCA. Visita nel Capo di Leuca per il comandante regionale della Guardia di finanza. Il generale di divisione Vito Augelli si è recato presso la caserma “Finanziere Giovanni Battista Russo M.B.V.M. alla memoria” esprimendo parole di apprezzamento “per l’impegno e la professionalità con cui, ogni giorno, i militari della tenenza di Leuca si adoperano per la tutela della legalità”. Dopo aver rivolto il proprio saluto al personale schierato in forza al reparto, il generale Augelli ha presieduto un incontro nel quale è stata esaminata la situazione socio economica del territorio, unitamente ai principali aspetti relativi alla gestione del personale ed alla logistica. Il comandante regionale ha sottolineato come la Guardia di finanza operi sempre in prima linea e in modo “trasversale” sul fronte del contrasto all’evasione fiscale, allo spreco nella spesa pubblica, all’immigrazione clandestina, al traffico di armi e di sostanze stupefacenti lungo la rotta balcanica ed alla corruzione in genere.

Guardia di finanzaLa Guardia di finanza di Lecce ha notificato, in mattinata, 21 avvisi di garanzia rivolti a due rappresentati legali e a 15 dipendenti e collaboratori di un istituto per ciechi del capoluogo e a quattro funzionari della Provincia, tutti indagati, a vario titolo, per le ipotesi di reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, falsità materiale ed ideologica commessa dal privato. Pari ad oltre 513mila euro il sequestro delle somme indebitamente percepite. Le indagini, avviate in origine dalla Polizia municipale di Lecce per presunti abusi edilizi, sono poi state condotte dai finanzieri del Nucleo di Polizia tributaria di Lecce al fine di riscontrare possibili distrazioni nei contributi erogati dalla regione Puglie e dalla Provincia di Lecce per lo svolgimento di attività didattiche e formative in favore di soggetti videolesi. In particolare, sarebbe stato accertato che alcune di tali attività formative, rendicontate dall’Istituto sia alla Regione che alla Provincia, non sarebbero mai state realizzate ed i relativi fondi in parte distratti per sostenere i costi di ristrutturazione di alcuni locali dell’istituto, di fatto utilizzati per l’esercizio di un’attività lucrativa turistico ricettiva tipo Bed and Breakfast. Il legale rappresentante dell’Istituto ed il vice-presidente del consiglio di amministrazione sono stati denunciati alla locale Procura della Repubblica per truffa finalizzata all’indebita percezione di contributi. Sono state inoltre accertate responsabilità a carico di quattro fra dirigenti e funzionari provinciali, i quali avrebbero erogato tali finanziamenti attestando falsamente la regolarità della documentazione prodotta dall’Istituto senza effettuare alcun riscontro in merito alla destinazione delle relative somme e senza porre in essere alcuna attività di controllo sui giustificativi di spesa presentati a rendiconto. Sono stati, infine, individuati 15 soggetti che, in qualità di operatori di un progetto finanziato dalla Regione nell’ambito della Legge Regionale Puglia n. 14/2011, avrebbero percepito somme per attività progettuali, anch’esse in favore di soggetti videolesi, in realtà  mai effettivamente svolte. L’Istituto avrebbe, inoltre, attestato  falsamente il possesso dei requisiti richiesti per accedere ad un finanziamento erogato dalla Regione, producendo  registri giornalieri di presenza, relazioni sulle attività svolte ed istanze di partecipazione attestanti falsamente lo svolgimento di corsi e tutoraggi finalizzati a favorire l’integrazione scolastica di alunni non vedenti, questi ultimi del tutto ignari di essere “segnalati” tra i frequentatori di tali corsi.

 

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Guardia di Finanza - lavoro neroOltre 200 ispezioni in tutta la Regione, in soli due giorni, da parte della Guardia di finanza al fine di reprimere il fenomeno del lavoro “nero” e  “ irregolare”. Il piano disposto dal Comando regionale ha portato, nell’ambito di 208 interventi,  alla scoperta di ben 194 lavoratori totalmente in nero oltre a 32 altri la cui posizione è risultata “irregolare” con la conseguente verbalizzazione di 96 datori di lavoro. Ben 135 sono, invece, le posizioni lavorative ancora in fase di definizione per le quali sono necessari ulteriori accertamenti. A titolo di esempio, una fabbrica di salotti dell’area murgiana  aveva ben 16 lavoratori in nero; in provincia di Bari erano invece sei in un’azienda dedita alla fabbricazione di pedane mentre in un panificio del foggiano in nero erano tutti e quattro i dipendenti. Dall’inizio dell’anno, su tutto il territorio regionale, sono stati scoperti 362 lavoratori completamente sconosciuti al fisco e 584 con posizione irregolare  mentre 335 sono stati i datori di lavoro verbalizzati.  

guardia di finanzaMATINO.  Ha coinvolto, con gravi irregolarità, anche Matino il recente intervento della Guardia di finanza finalizzato al contrasto del gioco illegale e delle scommesse clandestine. Trentotto i locali controllati (in appena due giorni) dal Comando regionale delle Fiamme gialle, con l’impiego di oltre 100 uomini. I militari della Compagnia di Gallipoli hanno sequestrato una sala con nove computer portatili, una stampante e numerose schede prestampate utilizzate per le scommesse illegali.

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LECCE. Prima esercitazione congiunta, quella svoltasi ieri, tra Aeronautica Militare e Guardia di Finanza, con la simulazione di un’azione di contrasto alla minaccia aerea. Nel caso specifico è stata simulata l’intercettazione e l’identificazione di un velivolo ultraleggero in transito nello Spazio Aero italiano adibito al trasporto di materiale illecito. Al termine dell’esercitazione, il velivolo “sospetto” è stato scortato e fatto atterrare presso l’aviosuperficie in zona Fondane, a Lecce. Le operazioni hanno permesso di verificare la capacità sia di impiegare sistemi d’arma, basi aeree, sensori radar e personale di supporto per il contrasto di una minaccia aerea “asimmetrica” che di gestione attraverso il sistema di Comando e controllo dell’Aeronautica Militare in concorso con i Comandi ed i mezzi della Guardia di Finanza. Sono stati coinvolti due F-2000 del 36° Stormo di Gioia del Colle, un T-346 del 61° Stormo di Galatina, un elicottero HH-139 dell’84° Centro Sar (Search and rescue) di Gioia del Colle e un velivolo S-208 del 60° Stormo di Guidonia che ha svolto il ruolo del velivolo ultraleggero da identificare. Per la Guardia di Finanza l’esercitazione è stata coordinata a livello nazionale dalla Centrale operativa del Comando generale ed ha coinvolto i Comandi provinciali di Bari e Lecce, il Reparto operativo aeronavale di Bari, nonché il Gruppo aeronavale di Taranto, con l’attivazione di un elicottero A109N della Sezione aerea di Bari ed un elicottero AB412HP della Sezione aerea di Manovra di Grottaglie e due pattuglie automontate del Comando Provinciale di Lecce.

Tre officine su quattro completamente sconosciute al fisco: il dato emerge dai controlli eseguiti nei giorni scorsi dalla Guardia di finanza tra Gallipoli, Nardò, Matino, Racale e Collepasso. Le Fiamme gialle hanno operato con numerosi appostamenti ed incrociando i dati fiscali a loro disposizione. Delle sette officine meccaniche verificate (tra autoriparatori ed elettrauti) , solo quattro sono risultate titolari di regolare Partita Iva.  Nel corso delle operazioni, eseguite all’interno delle autorimesse, sono state individuate attrezzate officine dotate delle necessarie strumentazioni per le riparazioni meccaniche, tutto in maniera completamente abusiva, oltre a varie autovetture pronte per essere riparate o già in fase di consegna al cliente. Le attrezzature rinvenute (tra banconi da lavoro, attrezzi, ponti sollevatori idraulici, compressori, forni per la verniciatura e altro) sono risultate installate senza le prescritte dichiarazioni di conformità e quindi sottoposte a sequestro amministrativo, mentre i responsabili sono stati segnalati alla Camera di Commercio di Lecce, competente per l’applicazione delle relative sanzioni. Ma sono state contestate anche violazioni di carattere penale, in ordine all’illecito smaltimento di rifiuti pericolosi, ed elevate sanzioni amministrative nei confronti dei proprietari delle autovetture i quali sono obbligati ad avvalersi, per la manutenzione e la riparazione, di imprese autorizzate ovvero regolarmente iscritte alla Camera di commercio. Nei confronti dei gestori delle attività abusive seguiranno accertamenti, anche di natura fiscale, per la quantificazione del volume d’affari sottratto al fisco. Il danno arrecato da tali attività illecite è trasversale e spazia dall’evasione fiscale fino alla concorrenza sleale nei confronti degli operatori regolari, passando per il danno ambientale connesso allo smaltimento incontrollato dei rifiuti pericolosi connessi con lo svolgimento di tali attività.  

 

guardia_finanzaUGENTO. Aveva messo in piedi un sistema – quasi – perfetto per raggirare l’Inps, formalizzando false assunzioni, mediante comunicazioni postume inviate all’Inps, per consentire ai finti lavoratori l’indebita percezione delle indennità di disoccupazione erogate dall’Ente. Per questo un commercialista ugentino è stato denunciato all’autorità giudiziaria per truffa aggravata ai danni dello Stato e dell’Inps. Assieme a lui anche i 70 lavoratori coinvolti nella vicenda, i quali percepivano dai 550 fino agli 800 euro mensili, dividendo gli introiti col professionista, il quale curava anche la contabilità di sette aziende ora parte lesa nella vicenda in quanto all’epoca all’oscuro di quello che in realtà il professionista dichiarava per loro conto e del maxi raggiro – di oltre mezzo milione di euro –  messo in atto.

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Colpo grosso della Guardia di finanza nella lotta al traffico di sostanze stupefacenti. Tra il pomeriggio di ieri e le prime ore di oggi i finanzieri hanno messo a segno due maxisequestri, mettendo sotto chiave quasi 4 tonnellate di marijuana. Insospettiti da due autovetture uscite da un casolare in apparente stato di abbandono, i finanzieri hanno proceduto alla perquisizione dei veicoli. Nel primo, guidato da un italiano,  T. O. classe 1955 residente a Lanuvio (Roma), sono stati trovati numerosi involucri contenenti marjuana, dal peso complessivo di un quintale circa; nel secondo, trovato scarico, venivano identificati un italiano G.V.M. di Brindisi classe 1959 e due albanesi: X.F. del 1981 e A.G. del 1968. Continuando la perquisizione nel casolare da cui erano uscite le autovetture, le forze dell’ordine rinvenivano una montagna di “erba” pari a 102 involucri per un peso totale di 2,6 tonnellate, una pistola modello Bruni con le relative munizioni, una bilancia e il materiale per imballare. Nascosti tra gli imballaggi venivano scoperti altri due albanesi, L.R. 1990 e X.E. del1979, che custodivano l’ingente carico. I sei fermati venivano accompagnati presso la caserma del Nucleo di Polizia tributaria da cui, su disposizione del pubblico ministero di turno, il dottor Vallefuoco, venivano spediti in carcere. Nelle prime ore di oggi poi, intorno alle 5 del mattino, il Gruppo operativo antidroga del Nucleo di Polizia tributaria di Lecce ha messo le mani su un altro carico di droga in località Cerano, Brindisi. Questa volta da attirare l’attenzione sono stati un furgone e un’autovettura, infangati e con evidenti segni di operazioni di carico, che provenivano da una delle strade che porta al mare. Gli agenti si sono messi all’inseguimento e li hanno bloccati sulla Statale 16 in direzione di Bari. Le Fiamme gialle hanno così trovato sul furgone, guidato dall’italiano P.V. del 1970, 66 involucri contenenti marjuana dal peso di 1,2 tonnellate. A bordo dell’autovettura, che fungeva da staffetta, venivano identificati altri tre soggetti di nazionalità albanese Z. K. classe 1993, A.  B. classe 1988 e B. K. classe 1991. L’immediata perlustrazione delle campagne circostanti il luogo di avvistamento dei mezzi ha consentito infine di rinvenire, nascosto tra i cespugli, un altro albanese, P. D.  classe 1986. Anche questi ultimi sono stati condotti presso la Caserma della Finanza d poi, su disposizione del pubblico ministero della Procura della Repubblica di Brindisi, e poi consegnati agli agenti della locale casa circondariale.

 

 

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merce-contraffataIN EVIDENZA. Il dato significativo è quello fornito dal Comando provinciale della Guardia di finanza al termine di un’operazione condotta alla vigilia di Ferragosto: «L’attività di prevenzione ha permesso di sequestrare complessivamente dall’inizio dell’anno 593.889 prodotti contraffatti». Il riferimento delle Fiamme gialle è a capi d’abbigliamento, calzature e borse da donna “riconducibili a griffes di note case d’alta moda”, ma anche ad altri prodotti palesemente falsi e per giunta “pericolosi per la salute”.

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IN EVIDENZA. Tanti gli abusi sul demanio marittimo smascherati in queste settimane estive dalla Guardia costiera. Da ultimo i controlli si sono incentrati anche sugli arenili non in concessione: tra Torre San Giovanni e Torre Pali circa un centinaio sono stati i sequestri, tra ombrelloni, sdraio e altri arredi posizionati prima ancora di essere effettive mante noleggiati. A Lido Marini i militari hanno, invece, apposto i sigilli ad un chiosco bar per aver aumentato l’estensione del patio di circa 50 metri rispetto al concesso. Un intero stabilimento balneare è stato, invece, sequestrato a Santa Maria al Bagno per la presenza di pedane, opere metalliche, docce e esercizi totalmente non autorizzati: basti pensare che lo scarico confluiva abusivamente nella fogna nera cittadina. Notevole, in questo caso, il danno alle bellezze paesaggistiche con danni anche irreparabili alla costa. Così come a Porto Cesareo dove un noto stabilimento balneare aveva realizzato l’impianto di scarico sotto le dune e i sigilli sono scattati per circa 1.200 metri quadrati di duna con denuncia dei responsabili per distruzione e deturpamento di bellezze naturali e realizzazione di opere in assenza di permesso di costruire e in zone sottoposte a vincolo. Nell’ambito delle operazioni di controllo dedicate alle attività di impresa e nei cantieri navali in particolare, il personale della guardia costiera ha rilevato diverse irregolarità in due strutture lungo il litorale di Gallipoli. Nei tre giorni di accertamento sono state individuate opere abusivamente realizzate in area demaniale in concessione tra cui passerelle e pontili costruiti in contrasto con le norme sulla sicurezza dei luoghi di lavoro, impianti di depurazione delle acque, colonnine di derivazione di energia elettrica ed acqua privi di titoli autorizzativi.

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IN EVIDENZA.Droga e alcol per i trasgressivi tra Gallipoli e le marine vicine a nord (Nardò) e a sud (Ugento). E tante patenti ritirate: ben oltre cento in due sole operazioni a fine luglio (58) e a fine agosto (75, con multe per 80mila euro). Nell’ambito dei compiti del “Patto per la sicurezza”, a poliziotti e carabinieri sono stati affidati compiti di ordine pubblico e non solo. I militi dell’Arma sono stati impegnati anche nel contrasto del cosiddetto “Binge drinking”, l’assunzione fuori controllo di più alcolici, nell’arco della stessa serata, spesso acquistati da negiozianti “distratti” davanti ad acquirenti evidentemente minorenni. Solo nella settimana “campione” di Ferragosto 31 sono state le violazioni in 49 controlli, con sanzioni amministrative per oltre 82mila euro. Nove sono stati i sequestri amministrativi portati a termine; In undici casi sanzioni per somministrazione di bevande oltre le 3 mentre in nove casi gli esercenti non erano in possesso dell’autorizzazione per l’esercizio del commercio in forma itinerante. Dieci gli arresti per spaccio di droga effettuati dalla polizia soltanto lungo la litoranea sud di Gallipoli, meta di nordafricani per lo più ingaggiati da baresi nel centro di accoglienza di Bari ed inviati in riva allo Jonio con le dosi già confezionate; «Arrivano la mattina con mezzi pubblici e ripartono la mattina successiva», racconta un agente.

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guardia di finanza nuova x genericheGALLIPOLI. Erano davvero occupati abusivamente, come denunciato dall’agenzia immobiliare proprietaria, sei famiglie. In altri due aloggi erano “ospitati” sei turisti tutti settentrionali. Per questo è scattato il sequestro preventivo a firma del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce. I titolari dell’immobile si erano dovuti rivolgere alla magistratura, risultate del tutto vane le sollecitazioni a sgomberare lo stabile, composto complessivamente da 21 appartamenti in corso Italia, 27 box auto e un locale commerciale. Occupazione abusiva di unità immobiliari il reato contestato. L’operazione è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Gallipoli col coordinamento della Procura della Repubblica di Lecce. Le indagini proseguono per capire chi e quando ha concesso le chiavi agli occupanti ed ha persino dato in locazione a turisti quegli alloggi.

 

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...