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giuseppe cataldi

Gallipoli – Attesa, sollecitata da più parti e oggetto della discordia, la disinfestazione è stata fissata: l’intervento servirà a debellare la “cimice asiatica” e verrà effettuato nella notte di sabato 13 ottobre. A eseguirlo sarà il consigliere Cosimo Nazaro, presidente  della sesta commissione consiliare Ambiente, che ha invitato anche gli altri consiglieri ad affiancarlo.

La decisione arriva a meno di ventiquattrore dalla nota di diffida presentata dai consiglieri Caterina Fiore, Sandro Quintana, Giuseppe Cataldi e Flavio Fasano, che chiedevano al Sindaco Stefano Minerva (in foto) un intervento urgente per risolvere i problemi di igiene pubblica della città. Cimici e non solo, nella nota indirizzata a Minerva si legge: “Sono migliaia i cittadini che stanno soffrendo la presenza di ratti, cavallette, grilli, ancora zanzare, cimici e blatte, ed è obbligatorio da parte Sua, Sindaco, rimuovere la grave indolenza e sottovalutazione del problema che si sta verificando da diversi giorni. Spendiamo fior di milioni per pagare servizi di igiene ambientale che non vengono assolutamente effettuati o, se fatti, scadenti e inefficaci: dalla pulizia dei cassonetti, alla disinfestazione, al lavaggio delle strade, al diserbamento, alla rimozione dei rifiuti presenti in abbondanza nelle zone periferiche sui cigli delle strade”.

Dall’esecutivo fanno sapere che la disinfestazione era tema discusso da tempo, ma la programmazione dell’intervento ha richiesto diversi giorni di attesa per capire come agire contro questa cimice. Sulla pericolosità dell’insetto che arriva dalla Cina e dalla penisola coreana il Comune rassicura affermando che “non è pericoloso per gli uomini ma per frutteti e coltivazioni”. E anche riguardo i problemi igienici che avrebbero portato questi parassiti in città si minimizza, sostenendo che la loro presenza è “solitamente favorita dal clima mite degli ambienti e comunque non dovuta alla sporcizia o al sudiciume dell’habitat in cui la  cimice vive”.

Gallipoli – Dopo la grana rifiuti (con nuovo slattamento della questione), ecco il sistema portuale commerciale e diportistico al centro delle attenzioni dei quattro consiglieri comunali delle opposizioni che hanno presentato oggi in Comune la richiesta di riunire il Consiglio. Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi di Gallipoli Futura, Caterina Fiore e Sandro Quintana, indipendenti, nell’assise cittadina da convocare entro il mese come da regolamento comunale, propongono alla maggioranza indicazioni sul piano regolatore del porto commerciale, sull’immediato futuro della darsena Bleu Salento ora che la vicenda giudiziaria si è conclusa a favore del Comune, e di quella del progetto di ampliamento di Porto Gaio, più recente.

Sulle tre questioni i quattro consiglieri hanno le loro idee ben chiare, come argomentato nelle tre pagine della deliberazione proposta al voto. Chiedono intanto “lo stato di attuazione della deliberazione della Giunta comunale n. 141 del 2016 (il 29 novembre di quell’anno la Giunta aveva espresso degli indirizzi sul piano regolatore portuale, ndr) che però ad oggi non avrebbe sortito alcun passo concreto. Da qui la richiesta al Sindaco della nomina di un progettista che “tenga anche conto della pianificazione esistente”.

Sul punto della darsena gestita dalla srl leccese Bleu Salento, i consiglieri richiamano la sentenza del Consiglio di Stato del 3 agosto 2017 in base alla quale è stata “riconosciuta l’illegittimità pregressa delle concessioni precedenti statuendo così la immediata disponibilità dell’intera struttura al Comune di Gallipoli”. La bozza della proposta impegna il Sindaco ed il dirigente del settore a fare tutto quanto necessario per dar corso con immediatezza alle procedure che rendano fruibile la struttura fin dalla prossima primavera”. Il Comune si dovrebbe quindi attivare per individuare “con procedura ad evidenza pubblica” il soggetto che se ne dovrà occupare della struttura “nel rispetto della sentenza definitiva del Consiglio di stato”.

L’intricata matassa intorno al progetto di ampliamento della darsena Porto Gaio per iniziativa di una società di Nardò. Qui Fasano e gli altri consiglieri “impegnano il Sindaco con la Giunta ed il dirigente comunale del settore di esprimere parere negativo per motivi di “non idoneità al progetto di ampliamento a soddisfare in via combinata gli interessi pubblici alla valorizzazione del territorio comunale ed alla tutela del paesaggio e dell’ambiente, nonché alla migliore utilizzazione dell’area demaniale marittima nell’interesse pubblico generale”. Sulla costruzione di una diga foranea lunga 600 metri lineari, il 23 luglio scorso si era espressa, con parere favorevole, la conferenza dei servizi.

Gli oppositori rilevano una contraddizione dell’Amministrazione comunale che, nella fase istruttoria della stessa conferenza dei servizi, il 27 settembre 2017, per bocca del Sindaco affermava che “non sia idoneo (il progetto di ampliamento, ndr) a soddisfare in via combinata gli interessi pubblici…”. Successivamente e sempre nella conferenza dei servizi istruttoria – scrivono i quattro consiglieri – il 23 maggio 2018 “senza alcun motivo” il Sindaco dichiarava “l’assenso di massima di questa Amministrazione comunale… atteso che il progetto appare coerente con la migliore utilizzazione dell’area demaniale marittima nell’interesse pubblico generale”.

 

 

 

Gallipoli – Nasce l’Osservatorio sulla tassa di soggiorno; arriva un nuovo statuto per la gestione del Parco naturale di Punta Pizzo – Isola di S. Andrea; resta la linea dell’Amministrazione per l’organico del servizio rifiuti: queste le principali decisioni del Consiglio comunale convocato – limitatamente al nodo del numero dei dipendenti da mettere in carico alla nuova gestione della raccolta e smaltimento delle immondizie – per questa mattina.

L’assise cittadina ha preso atto del bilancio consolidato del Comune 2017 e  l’approvazione di una ratifica di Bilancio e della modifica di bilancio per l’operazione Estate sicura. Palazzo Balsamo ha poi nominato i propri rappresentanti nell’Osservatorio sull’imposta di soggiorno, individuandolo in un consigliere della maggioranza (Tony Piteo) ed uno della minoranza (Giuseppe Cataldi di Gallipoli Futura). I due eletti vanno ad aggiungersi ai due esponenti di associazioni del settore turistico già indicati: si tratta di Jess Donadeo (commercianti e imprenditori) e Stefan Carlino (operatori turistici, dall’alto in basso).

Approvato il nuovo Statuto del parco regionale con un voto quasi unanime (contrari Flavio Fasano e Sandro Quintana). “Quest’atto consente al nostro parco – ha detto il Sindaco Stefano Minerva – di rappresentare, come è nelle nostre intenzioni, un punto di riferimento per il territorio, per implementare politiche  ecologiche serie e puntuali, non una scatola vuota ma uno strumento operativo per la sua gestione e valorizzazione”.

Rifiuti e organici, scontro Fasano-Venneri  Era previsto come punto caldo quello sugli gli organici della nettezza urbana, sovradimensionati di circa 25 unità in base al nuovo appalto sottoscritto come Aro 11, di cui Gallipoli è capofila. La proposta dei consiglieri Cataldi, Fasano, Quintana e Caterina Fiore (opposizioni) è stata respinta. Prevedeva la creazione di una società collaterale all’ati (associazione temporanea d’imprese) Gial Plast di Taviano e Colombo Biagio srl lombarda. Diversa la strada che ha imboccato l’Amministrazione, d’accordo i sindacati e l’ati: rimodulazione dell’orario suddiviso in due periodi dell’anno: da giungo a settembre con quattro ore in più a settimana da parte di tutti i dipendenti oggi in organico (76) e da ottobre a maggio un’ora in meno a settimana. con l’aggiunta di nuovi servizi. Anche qui si sono registrati battibecchi tra Sindaco e Fasano.

L’1 ottobre slitta Il prossimo 27 in Confindustria a Lecce nuovo incontro per definire la parte di personale da assegnare alle due ditte. Tra uno scontro verbale e l’altro (particolare quello che ha visto protagonisti due ex Sindaco, Fasano e Venneri) la maggioranza ha sostenuto quest’ultima strada. Anche se probabilmente, anche l’1 ottobre, data fissata per l’avvio del nuovo servizio a Gallipoli, è destinato a slittare.

Pensiamo che entro la prima decade di ottobre il servizio nella sua nuova teste sarà funzionante”, afferma l’assessore all’Ambiente Biagio Palumbo.

Il commento del Sindaco “Riteniamo – il commento di Minerva – che la strada percorsa dall’Esecutivo e per la  quale ringrazio sia gli uffici che il precedente ed attuale vicesindaco (Alemanno e Venneri, ndr) sia l’unica possibile per evitare il consistente taglio di personale  che altrimenti verrebbe operato. Un risultato, quello raggiunto, di cui ci hanno dato pieno atto i sindacati, riconoscendo i nostri sforzi. Capisco poi che chi non ha la  responsabilità di fare scelte, possa dire in libertà tutto e il  contrario di tutto, ma quando si amministra bisogna ragionare a 360 gradi ed operare nell’interesse collettivo. Quest’Amministrazione lo ha  fatto”.

 

 

Gallipoli – Il Castello “sommerso da erbacce altissime e soffocato dalle autovetture”; “evidentissimi segni di cedimento lungo tutta la cinta muraria”; oltre le mura del centro storico “erbacce e rifiuti di ogni genere”; nessuna perizia risulta commissionata “per la verifica del danno causato dalla posa in opera dei famosi frangiflutti in cemento armato” alla spiaggia della Purità e, infine, le condizioni della Fontana greco-romana che “presenta evidenti crepe e profonde lesioni”: citando questi esempi i consiglieri di minoranza Sandro Quintana, Caterina Fiore, Giuseppe Cataldi, Flavio Fasano hanno presentato durante il Consiglio comunale dell’11 settembre una interrogazione urgente avente per tema “il grave degrado del nostro patrimonio storico ambientale” chiedendo interventi altrettanto urgenti all’Amministrazione comunale.

In particolare gli interroganti inviano a corredo del testo della istanza affidata al presidente del Consiglio comunale, Rosario Solidoro, alcune immagini sullo stato di uno dei monumenti simbolo della città, la fontana greco-romana. Circa la spiaggia della Purità e del piccolo tratto di arenile scomparso per qualche tempo durante i lavori citati e poi ricomparso, i consiglieri di opposizione chiedono notizie anche sul collaudo finale di quelle opere a difesa della cinta muraria.

“A nulla possono valere convegni e mobilitazioni – concludono i quattro consiglieri comunali – a favore di un turismo tutto da costruire se prima non si effettuano interventi di recupero, difesa e valorizzazione del nostro patrimonio e dell’intero centro storico”.

Gallipoli – Progetto per mettere al riparo da allagamenti Baia verde; commissione di controllo sui procedimenti amministrativi da parte dei dipendenti comunali; servizio dei rifiuti; il sistema portuale generale; il piano di gestione del parco naturale: sono queste le questioni (le prime due già martedì prossimo) da portare in Consiglio comunale secondo la nuova tattica messa in piedi dalla minoranza che oggi ha tenuto una conferenza stampa al Jolly Hotel. Prima tappa martedì 11 settembre. I cinque consiglieri che hanno prodotto la prima convocazione dell’assise cittadina della consiliatura da parte delle opposizioni le hanno annunciate e argomentate, rimarcando “il momento alto di democrazia compiuta” e il “senso di responsabilità di tutti gli eletti, in maggioranza o in minoranza davanti ai problemi della città”.

Al tavolo erano presenti il capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano, Giuseppe Cataldi dello stesso gruppo, Sandro Quintana, i quali hanno parlato anche a nome delle consigliere Stefania Oltremarini e Caterina Fiore. “Coinvolgendo il Consiglio comunale – ha detto Fasano – si potranno valutare ed apportare le migliori soluzioni a come il dissesto idrogeologico della Baia verde, che ha origini vecchie (50 anni fa) e la commissione di controllo sugli atti amministrativi, che riteniamo sia utile a tutti e che abbiamo mutuato da quanto previsto nel Comune di Lecce”.

Come si spiega questa unità operativa considerati i trascorsi tra alcuni di questi consiglieri, fieramente avversari durante la campagna elettorale di due anni fa ed anche dopo? “Opereremo come un gruppo di consiglieri che, data la consistenza numerica, potranno far convocare il Consiglio comunale periodicamente, sganciati da logiche di appartenenza”, ha chiarito Fasano. Quintana ha aggiunto: “Non è una opposizione dell’ultimo momento, come l’ha chiamata il Sindaco Minerva. Al di là degli scontri con Flavio, vogliamo puntare ai tanti problemi da mettere finalmente in primo piano, utilizzando responsabilmente gli strumenti che il regolamento comunale ci offre”.

Come ha ricordato Fasano, “Gallipoli Futura ha prodotto sul caso Baia verde quattro interrogazioni senza ottenere granché”. Il gruppo di studio – composto dai proponenti da un geologo, un ecologo, un urbanista e da un esperto in impianti idraulici – potrebbe essere nominato, qualora la proposta venisse accolta, entro novembre; in aprile si potrebbe avere il progetto con cui chiedere poi i finanziamenti europei, a stare al cronoprogramma di GF, da cui sono venute critiche sulla deliberazione della Giunta comunale con cui si chiede lo stato di calamità, “cioè niente”. Il passaggio più difficile da digerire per la maggioranza potrebbe essere però quello che porta alla sospensione dei lavori della “strada dei lidi”, che secondo gli oppositori avrebbe causato “enormi disagi e aggravato ulteriormente il drenaggio dell’acqua piovana”. (nella foto il cantiere quando era ancora aperto)

Prossima tappa, già formalizzata, di questa strategia della pressione sull’Amministrazione comunale giudicata finora insufficiente e quindi da stimolare, è il capitolo rifiuti, con annessi problemi di costi e di organici in esubero. Se ne dovrebbe parlare a fine settembre, su richiesta ancora dei cinque consiglieri.

Altro tema introdotto da Quintana, quello di un sistema portuale (navi, diporto, pescherecci) a cui mettere mano, “per non arrivare ad approvare progetti di privati slegati da una visione d’insieme (il riferimento è alla  società di Porto Gaio”. “Siamo fermi ad un piano degli anni ’80. In queste condizioni è inutile andare a Msc crociere (notizia data dal Sindaco alcuni giorni fa circa l’incontro a Napoli con i vertici della Costa crociere) quando non sappiamo neanche dove eventualmente potremmo far attraccare navi simili,. E’ come andare ad un matrimonio in mutande. Al massimo potremo ottenere che la sosta delle navi a Vieste comprenda un trasferimento in pullman dei loro ospiti fino a Gallipoli”.

Due gli appelli venuti dal consigliere Cataldi: il primo ai cittadini a partecipare ai lavori consiliari (martedì l’appuntamento a Palazzo Balsamo è alle 9) per essere informati e poter quindi valutare; il secondo ai “colleghi della maggioranza: valutino i problemi non chi li propone, secondo la responsabilità che ci è stata data dai cittadini”.

A margine della conferenza stampa critiche e ironie sono piovute sulla nuova Giunta “nominata il 17 agosto e fino ad oggi non si è riunita neanche una volta” (Fasano) e sul fatto che il presidente del parco naturale, il professionista Barone di Nardò designato da Guglielmetti, “si sia dimesso un mesetto fa”.

 

Gallipoli – Si terrà l’11 settembre prossimo, alle ore 9 a Palazzo Balsamo la riunione del Consiglio comunale chiesta da cinque consiglieri della minoranza (perché sia valida l’istanza deve essere firmata da almeno quattro consiglieri) per discutere sugli allagamenti a Baia verde con annessi lavori in corso e sulla commissione di controllo. I capigruppo riunitisi ieri, 3 settembre, hanno deciso la data e l’ordine del giorno basato sulle proposte di deliberazione preparate da Sandro Quintana (foto), Caterina Fiore, Stefania Oltremarini, Giuseppe Cataldi e Flavio Fasano; in commissione non c’è stato nessun voto contrario, mentre i rappresentanti della maggioranza – Cataldi, Abbate, Giungato, Piro e Portolano – si sono astenuti.

Al centro della riunione, che si preannuncia piuttosto calda, vi è la vicenda del cantiere e dei lavori eseguiti a Baia verde per la “strada dei lidi”, I cinque esponenti della minoranza hanno poi chiesto che si nomini la commissione consiliare di controllo e garanzia, la cui presidenza dovrebbe toccare di norma ad un membro della opposizione. La richiesta è stata inoltrata il 21 agosto scorso al presidente del Consiglio comunale Rosario Solidoro.

Per la commissione di controllo e garanzia i richiedenti scrivono tra l’altro che la costituzione della stessa appare ancora più opportuna e necessaria anche in considerazione dei ‘rischi corruttivi’ presenti nel Comune di Gallipoli e sanciti nel piano anticorruzione per come redatto ed approvato dal Commissario straordinario in sede di aggiornamento il 29 gennaio 2016″. La proposta, se approvata, andrebbe a modificare due articoli del Regolamento sull’organizzazione e funzionamento del Consiglio comunale e delle commissioni consiliari”.

Se su questo argomento potrebbe, in linea teorica, trovarsi un accordo con la maggioranza che sostiene il Sindaco Stefano Minerva, assai più difficile per chi governa la città è accettare la bozza di deliberazione relativa alla Baia verde, non tanto sul versante dell’equilibrio idrogeologico da ritrovare nel quartiere, flagellato da continui allagamenti e disagi per i residenti in quella che un tempo era una zona paludosa. Nella proposta dei cinque firmatari si parte dall’esigenza di “misure urgenti di carattere urbanistico, idrografico e ambientale per fronteggiare l’emergenza dell’intero bacino” e dalla nomina di un “tecnico-scientifico per la redazione di un progetto studio”, per poi arrivare al blocco immediato dei lavori in corso dalla seconda uscita di Baia verde al canale dei Samari e del progetto complessivo sulla litoranea sud e “fino a quando i tecnici non avranno fornito le indicazioni richieste”.  Sebbene il Sindaco Minerva abbia annunciato in conferenza stampa la possibilità di una revisione del progetto generale, appare improbabile al momento che si arrivi ad un fermo totale dell’intera opera.

 

 

Gallipoli – Conferire con sollecitudine un incarico tecnico scientifico che studi e proponga soluzioni per l’intero bacino idrografico della Baia verde; istituire, come già fatto in altri Comuni, la Commissione consiliare permanente di controllo e garanzia: su questi due argomenti hanno chiesto la convocazione del Consiglio al presidente Rosario Solidoro cinque componenti dell’assise cittadina. Sono Sandro Quintana (Italia destati), Caterina Fiore (gruppo misto), Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi (Gallipoli Futura), Stefania Oltremarini (Conservatori e riformisti).

Gli improvvisi e violenti rovesci che stanno colpendo queste zone da un po’ di tempo hanno messo in risalto, qualora ce ne fosse bisogno,

Sandro Quintana

le gravi difficoltà in cui versa il quartiere della Baia verde, originariamente zona paludosa, a causa di questi fenomeni. “In questi ultimissimi anni gli allagamenti – scrivono i cinque consiglieri – sono diventati ancor più frequenti anche a causa della strada Lecce-Leuca”. Non si manca di rimarcare poi come i vecchi canali del consorzio di bonifica Ugento Li Foggi siano “perennemente ostruiti e privi di manutenzione”. Anche la recente realizzazione del progetto di rinaturalizzazione sull’ultimo tratto seconda uscita per Baia verde-canale dei Samari, a detta degli scriventi, avrebbe “ulteriormente aggravato il già compromesso equilibrio idrogeologico”. Da qui l’urgenza di un progetto-studio da realizzare entro quattro mesi, con un sistema di drenaggio delle acque pluviali e il ripristino degli equilibri idrogeologici. Nella bozza di deliberazione proposta c’è anche il contemporaneo blocco di ogni nuova costruzione o ampliamento edile ed anche i lavori già iniziati e già previsti sulla “strada dei lidi”.

La richiesta Commissione di controllo e garanzia dovrebbe essere presieduta – passando alla seconda deliberazione da portare all’esame del Consiglio comunale –  da un componente dell’opposizione o minoranza. Si rileva inoltre che andrebbe modificato il regolamento sulle costituzione e composizione delle commissioni consiliari e che tale organismo è già presente in numerosi centri della provincia, tra cui il capoluogo.

 

 

Gallipoli – Approderà probabilmente a Palazzo Balsamo, sede storica del Comune, la vicenda che ha visto al centro la consigliere di maggioranza (in lista Udc) Caterina Fiore e un vigile urbano. Terreno di scontro accertamenti appena effettuati circa il rispetto di ordinanze di chiusura di locali adibiti a sale da gioco. Hanno atteso che ci fossero le prime reazioni ufficiali – in questo caso quella di condanna del consigliere comunale da parte del Sindaco Stefano Minerva – e magari anche altre conferme relative a denunce e querele, ed ecco che un paio di ore dopo la pubblicazione della nota del Sindaco su piazzasalento.it, i consiglieri comunali di opposizione Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi, hanno scritto al presidente del Consiglio comunale, Rosario Solidoro.(in foto da sinistra Fasano, il presidente De Tommasi, Cataldi)

I due rappresentanti della lista Gallipoli Futura hanno chiesto al presidente Solidoro di “convocare con urgenza il Consiglio comunale perché il Sindaco abbia a riferire sui fatti accaduti ed all’esito della discussione voglia indicare ed assumere le necessarie ed opportune determinazioni”. Vanno all’attacco gli oppositori. Scrive Fasano sulla rete sociale Facebook e racconta che “abbiamo aspettato ben cinque giorni sperando che il Presidente del Consiglio comunale convocasse l’assise. Solo oggi, dopo cinque giorni (il fatto clamoroso è accaduto lunedì scorso intorno alle 13 ndr) il Sindaco Minerva esce timidamente con una ?presa di distanza’ non presente nemmeno sul sito istituzionale del Comune ed affidata solo al giornale on line Piazzasalento“. Fasano rimarca che, a suo parere, “vi è stata totale assenza di consapevolezza istituzionale” e mette in evidenza che al vigile urbano verbalmente aggredito, “non è stata manifestata alcuna solidarietà” da parte dei vertici istituzionali. L’accaduto viene giudicato quindi “gravissimo” e “già oggetto di indagine giudiziaria” ed anche “per il clamore suscitato con grave danno immagine dell’intero Consiglio comunale”.  .

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Gallipoli – Seguendo la linea dell’attacco per far emergere “l’assoluta mancanza di programmazione” più volte messa in risalto, Gallipoli Futura ha inviato al Sindaco una interrogazione con risposta scritta e discussione in Consiglio comunale su tre scadenze. Nella nota a firma dei consiglieri Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi inviata a Stefano Minerva dettano l’agenda di questo fine mese, in cui si giocano – a detta degli esponenti dell’opposizione consiliare – tre questioni di un certo rilievo, in cui eventuali proroghe sarebbero del tutto illegittime ed aprirebbero la strada a danni erariali a carico degli amministratori comunali (nella foto Fasano, De Tommasi, Cataldi)

Nuovo servizio rifiuti ed “esuberi” La prima questione – decisamente la più delicata – riguarda la scadenza della quarta proroga del servizio rifiuti il 30 giugno ed il passaggio al nuovo capitolato d’appalto dell’Aro 11. Qui a pendere sula testa di Comune e cittadini è anche la sorte di 28 addetti non contemplati dal nuovo contratto firmato nel novembre scorso (ne prevede 48) e che dovrebbero confluire in una società a latere con oneri a carico del Comune. “A che punto è questo passaggio di cui sembra non esista alcun tipo di adempimento preparatorio?”, chiedono i due consiglieri per i quali una quarta proroga “alla sola Gial Plast” risulterebbe ancora una volta “onerosissima” per le tasche dei gallipolini.

Parcometri Scade il 30 giugno anche il servizio dei parcometri a pagamento che risale al 2013 con la Sis srl  di Perugia ed anche qui “nulla ancora è dato sapere”, scrivono gli interroganti, i quali infine sollevano il problema trasporto pubblico cittadino gestito dalla ditta Chiffi di Nardò ed anche questo in scadenza col 30 giugno. “Anche qui nulla è dato sapere si quanto si intende fare”, rimarcano Fasano e Cataldi.

Bus urbano Dal Comune si sa per ora che si sta lavorando, non solo per rispondere all’interrogazione consiliare che accenna a risvolti poco tranquillizzanti (il danno erariale, ad esempio) ed ogni risposta è rimandata di qualche giorno. Dei tre argomenti, su di uno però, la risposta c’è: il pacchetto dei trasporti urbani è di competenza della Regione, ribattono da via Pavia.

Gallipoli – Quella concessione demaniale non andava rinnovata; illegittimo è stato il prolungamento pluriennale delle autorizzazioni (l’ultima era stato fino al 2020): dopo il Consiglio di Stato con i pronunciamenti del 3 agosto dell’anno scorso, è di oggi la sentenza del Tribunale amministrativo regionale (Tar) di Lecce con cui si respinge il ricorso della “Bleu Salento”, società di Lecce, che gestiva la banchina nell’ultimo tratto del lungomare Marconi. La concessione a privati n. 56 del 2009 non esiste più, insomma. Per la verità, l’annullamento della concessione era stato firmato il 5 settembre 2017 dal dirigente responsabile  del settore Gestione del territorio e reti infrastrutturali, ingegnere Giuseppe Cataldi; tempo per lo sgombero: due mesi. Poi era scattato quest’ultimo tentativo legale davanti al Tar. Come si ricorderà, sul rilascio e sulle  proroghe della concessione demaniale da parte del Comune, sin dal 2011 si era aperto un contenzioso con una società concorrente, la Darsena Santa Caterina.

Ad intervenire subito sulla vicenda politico-giudiziaria è il capogruppo di “Gallipoli Futura”, Flavio Fasano che, per la cronaca, sta seguendo col consigliere Giuseppe Cataldi, la vicenda legata alla portualità gallipolina da tempo. Con un ricorso al Tar, il gruppo di opposizione si era visto respingere il 9 marzo 2017 la richiesta di bloccare la decisione della Giunta di individuare un progettista per l’adozione di un piano regolatore portuale; secondo la tesi dei ricorrenti, tale decisione era di competenza del Consiglio comunale. Il 21 gennaio di quest’anno i due consiglieri aveva presentato una interrogazione al Sindaco Stefano Minerva con cui si chiedeva cosa intendesse fare l’Amministrazione comunale di quell’area portuale dopo l’annullamento della concessione e come intendesse procedere “per una generale programmazione della portualità turistica, mercantile e peschereccia”. Fasano e Cataldi chiedevano anche cosa il Comune intendesse fare per “la salvaguardia delle unità lavorative impegnate nella struttura”. “Ora il Sindaco non ha più alibi – afferma Fasano su Facebook – a lasciare la gestione della darsena al soggetto privato che illegalmente continua a detenerla”. “Nel mentre il Sindaco si affretta a dare il “consenso” alla costruzione di un altro porto provato (Porto Gaio, società di Nardò) – si sostiene dall’opposizione – rinuncia a gestire la darsena che il Consiglio di Stato fin dallo scorso mese di agosto ha sentenziato appartenere al Comune. Cosa aspetta a dire quali sono le sue reali intenzioni?”.

“Procederemo subito allo sgombero, ovviamente – afferma Minerva per tutta risposta – abbiamo in corso un chiarimento sulle caratteristiche  dei punti d’imbarco e dei punto d’ormeggio con la Regione; una volta chiariti questi aspetti, decideremo il futuro della darsena”. Circa la  questione generale della portualità a Gallipoli, il Sindaco a piazzasalento conferma: “Non abbiamo ancora nominato il tecnico che l’ufficio competente aveva avuto l’indirizzo di individuare, ma restiamo fermi sui nostri programmi così come annunciati pubblicamente: è necessario il piano regolatore portuale”.

 

Gallipoli – Con l’approssimarsi dell’estate, ritorna d’attualità l’annoso dilemma dei divieti per gl’incalliti frequentatori della scogliera di scirocco nel tratto delle due grotte “del diavolo” e “dei monaci”: come poter prendere la tintarella e tuffarsi in mare, senza infrangere la legge? Alla base della querelle vi è infatti una diversa regolamentazione di quel tratto, con provvedimenti autorizzativi da un lato e restrittivi dall’altro.

Intanto va detto che sin dal 2016 c’è un’ordinanza (la n. 49) della Capitaneria di Porto, quale polizia marittima, che interdice in quel tratto di scogliera “sia il transito che la sosta” a chiunque; il Comune aveva installato infatti ben visibili i paletti di divieto. Ma nello stesso tratto lo stesso Comune ha autorizzato, a seguito di una perizia geologica, il rinnovo dell’autorizzazione ad installare, come per gli anni passati, delle giostre per bambini.  Lo stridio tra i due atteggiamenti, dal punto di vista burocratico legittimi, appare evidente. “Per quale arcano motivo il divieto vale solo per noi?”, si chiedono nuovamente i bagnanti affezionati, segnalando l’apparente enigma a piazzasalento.

Non vi è nulla di misterioso, in quanto i giostrai hanno sempre goduto di regolare autorizzazione comunale stagionale rilasciata dal dirigente dell’ufficio tecnico ing. Giuseppe Cataldi (ora in pensione): da ultimo, l’anno scorso a seguito di perizia geotecnica a firma di Gianluigi Barone (di recente nominato gestore provvisorio del Parco naturale di “Punta Pizzo-Isola Sant’Andrea”) e Antonio Inguscio, entrambi di Nardò, a integrazione di altra perizia precedente a firma del geologo Marcello De Donatis di Ruffano, che esclusero pericolo di crolli. Intanto però i paletti con i cartelli di divieto in più lingue fanno ancora bella mostra di sé: “Se le perizie rassicuranti valgono per le giostre – sottolineano i bagnanti – a maggior ragione dovrebbero valere anche per quello sparuto numero di bagnanti habitué della scogliera di scirocco. Durante la precedente stagione estiva, apparve chiaro il controsenso tanto che dal Comune, dopo avere interpellato gli uffici competenti, parve di capire che sarebbero stati rimossi.

Invece non è accaduto nulla. Spiega il perché l’assessore al Demanio, Dario Vincenti. “Ho sentito sull’argomento e sulle ultime istanze il competente ufficio tecnico. Il pericolo di crollo non riguarda la zona su cui insistono le giostre, ma solo quella poco più distante, che s’affaccia direttamente sul mare”. Basta poco, giusto qualche metro e il pericolo per l’incolumità pubblica si materializza. I bagnanti incalliti sono avvertiti.

Gallipoli – Il caso della storica scuola del centro storico “Santa Chiara” che rischia di chiudere per mancanza di bambini (appena nove per la prima classe) ha tenuto banco, in apertura, della conferenza stampa indetta da “Gallipoli futura” sui conti comunali e su altri argomenti spinosi. Il fuoriprogramma è stato imposto dagli ultimi eventi riportati dalla cronaca cittadina, con i genitori allarmati e con gli amministratori di via Pavia, l’assessore Silvia Coronese in particolare, in campo per cercare di trovare difficili vie d’uscita. Non si sono pronunciati sui possibili sviluppi o  eventuali deroghe che spettano alle autorità scolastiche i consiglieri comunali Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi, al tavolo con il presidente Luigi De Tommasi. Hanno puntato l’indice, durante l’incontro con i giornalisti e con numerosi loro sostenitori, sui diversi progetti e non del tutto coerenti tra loro che si sono susseguiti intorno all’edificio di via De Pace, nel cuore della città vecchia, a cominciare dal piano integrato di rigenerazione urbana risalente alla Giunta Francesco Errico (2014) con un cambio di destinazione d’uso e di ristrutturazione edilizia della scuola per consentire la creazione di aloggi-parcheggio. Poi nel febbraio 2017, Sindaco Stefano Minerva secondo la ricostruzione fatta dal capogruppo Fasano, ecco un altro progetto chiamato “Ricominciamo dal centro storico” che introduceva delle “integrazioni” al precedente piano con un protocollo d’Intesa con i Comuni di Alezio e Tuglie e come obiettivo il Por sulla rigenerazione urbana sostenibile; altra tappa in luglio (avviso pubblico per intervento di riqualificazione per edifici scolastici) e poi lo scorso 19 gennaio è stata deliberata la partecipazione ad un bando del Miur (Ministero istruzione ricerca università)  per ottenere finanziamenti da utilizzare per i lastricati solari della scuola.

“L’Amministrazione comunale deve dirci una volta per tutte che cosa intendere fare della scuola di Santa Chiara – ha attaccato Fasano – perché non sempre chiedere e magari ottenere finanziamenti è indice di efficienza e di lungimiranza. Semmai il contrario”.

Gallipoli – Torna a riunirsi, dopo la seduta di fine marzo, il Consiglio comunale di Gallipoli. Il suo presi dente, Rosario Solidoro (foto a sinistra, il suo vice è ora Vincenzo Piro, dopo le dimissioni di Sandro Quintana) ha reso noto che la riunione si terrà il 19 aprile prossimo alle 8,30 in prima convocazione per deliberare su sette argomenti. Tra i quali spiccano il bilancio di previsione del triennio 2018-20, il Documento unico di programmazione (Dup) collegato al bilancio ed il ripiano dei debiti fuori bilancio. Si prenderanno decisioni inoltre sui costi di urbanizzazione delle aree a parcheggio e sul piano per le valorizzazioni ed alienazioni immobiliari.

Ma a garantire il pepe alla seduta consiliare sarà molto probabilmente l’interrogazione n. 43 del 30 marzo scorso con cui il Sindaco Stefano Minerva ha intimato l’apertura al pubblico delle aree dopo la Baia verde utilizzate a parcheggi durante la stagione estiva, in parte private. L’ordinanza, i cui effetti si sono concretizzati solo il 2 aprile, giorno di Pasquetta, era stata subito messa nel mirino dai consiglieri di “Gallipoli futura”, Flavio Fasano (foto a destra) e Giuseppe Cataldi, i quali vi avevano rilevato alcune imprecisioni di carattere normativo e delle lacune sostanziali: era stato preventivamente informato il prefetto,? A chi era indirizzata l’ordinanza? Perchè quel ritardo nella sua esecuzione? Per i due consiglieri di opposizione l’atto era dia ritenersi nullo “perché privo dei requisiti essenziali che un provvedimento eccezionale, com’è una ordinanza,deve avere, comporta l’obbligo risarcitorio (verso i proprietari di quell’area, ndr) oltre a risvolti di natura penale”. Poche ore dopo l’interrogazione con risposta scritta, era infatti arrivata la denuncia querela della società “Meridiam” di Casarano e del’amministratore Angelo Marrella, casarense anche lui.  I denuncianti non contestano le motivazioni (gran traffico, esigenze di prevenire pericoli per l’incolumità pubblica), quanto le modalità ed i presunti danni operati da persone che avrebbero divelto sei cancelli e messo fuori uso gli impianti di videosorveglianza.

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Gallipoli – “Non è stata rispettata la parità di genere nella composizione dell’Organismo indipendente di valutazione del Comune”: la denuncia viene dal gruppo consigliere di “Gallipoli Futura”, composto dal capogruppo Giuseppe Cataldi e dalla consigliera Mina Della Ducata. La “segnalazione della violazione” è stata inviata alla consigliera di Parità della Provincia, Filomena D’Antini; alla presidente della commissione Pari opportunità del Comune gallipolino, Filomena Micale; alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Dipartimento Pari opportunità. “Il Sindaco – è la tesi di “Gallipoli Futura – nonostante avesse tra le candidature quattro concorrenti di sesso femminile con un curriculum apprezzabile ed ampiamente concorrenziali, alla pari se non superiore a quello di almeno uno dei nominati, non ha scelto almeno un rappresentante femminile e non ha motivato la mancata scelta, come prescrivono le norme”. L’argomento, trattato in Consiglio comunale ed inserito come interrogazione, ha avuto una risposta del Sindaco Stefano Minerva, che ha addotto le motivazioni della valutazione finale ma il gruppo consiliare do opposizione è rimasto sulle sue posizioni. Nell’atto di nomina dei componenti l’organismo di valutazione dei dipendenti comunali, i consiglieri rilevano che i curriculum dei concorrenti sono definiti “tutti meritevoli di apprezzamento, che denotano come ciascun candidato sia in possesso dei requisiti”.

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