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Gallipoli

Gallipoli – Torna in carcere il 57enne di Gallipoli Marcello Padovano (nella foto), cugino del boss della malavita locale Pompeo Rosario Padovano. Dopo essere riuscito ad evitare le sbarre per problemi di salute, l’uomo ha fatto ritorno nella casa circondariale di Borgo San Nicola per aver più volte violato gli obblighi relativi agli arresti domiciliari cui era sottoposto. Nella notte tra lunedì 19 e martedì 20 febbraio, Padovano è stato intercettato e fermato (dopo un breve inseguimento) dagli agenti del Commissariato di Gallipoli mentre a bordo di un’auto transitava per le vie del centro cittadino. Sempre nel cuore della notte, il malavitoso era già stato arrestato dai carabinieri lo scorso 3 febbraio nella zona industriale di Alezio mentre era in auto (una Cadillac intestata ad un uomo 32enne di Casarano) insieme al pregiudicato 32enne Emanuele Boellis e all’incensurato 25enne Gabriele Portaluri, entrambi di Gallipoli con alcune dosi di cocaina. Nel totale le forze dell’ordine contestano a Padovano tre evasioni dai domiciliari.

Nardò – Maltratta la moglie per farsi dare i soldi con i quali comprare la droga e finisce in carcere. Il 39enne Francesco Montefusco, nato a Nardò e residente a Gallipoli, è stato arrestato dai carabinieri della locale Stazione in esecuzione di un provvedimento cautelare emesso dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Lecce. Secondo quanto appurato nel corso delle indagini, l’uomo avrebbe maltrattato e percosso ripetutamente la donna al fine di ottenere somme in denaro per acquistare sostanza stupefacente. Dopo le formalità di rito in caserma, Montefusco è stato condotto presso la casa circondariale di Lecce.

Maglie – Pioggia di medaglie in occasione della terza edizione del “Cross della Corte” organizzata dalla Podistica Magliese presieduta da Stefano Rizzo. Al netto di 350 partecipanti che hanno gareggiato domenica mattina presso la Tenuta dei Droso (Strada Provinciale 361 Maglie-Gallipoli), una nutrita rappresentanza di iscritti provenienti dalle società a sud del Salento si è imposta con risultati di pregevole fattura. Francesco Colaci dell’Atletica Capo di Leuca ha trionfato nella classifica generale riservata alle categorie AM, AF, Donne e Senior Master dai 60 anni in poi. Nella prima batteria Colaci ha fatto registrare il tempo di 13:44 ottenendo il primo posto. Tra le donne si è confermata ai massimi livelli Luana Boellis di Gallipoli, che ha fermato il cronometro a 15:46. Per quanto riguarda la seconda batteria riservata ai Senior Master 45, 50 e 55 anni si è fatta valere la prova di Stefano Colona della Puc Salento Melissano, valsa il secondo posto in virtù di un ottimo 23:10. Alle spalle di Colona si è accaparrata la terza posizione Giancarlo Scarlino della Atletica Salento Aradeo. Terzo posto di prestigio anche per Emanuele Capasa della Amatori Corigliano, che ha tagliato il traguardo in 20:29 per la terza ed ultima batteria concernente le categorie Juniores, Promesse e Senior Master e SM tra i 35 e i 40 anni. Tra gli Esordienti, i Ragazzi e i Cadetti, sono saliti sul gradino più alto del podio Beatrice Ferrari (Atletica Taviano 97), Gioia De Leo (Atletica Tricase), Gabriele Letizia (Saracenatletica Collepasso), Francesco Chirico (Podistica Magliese), Giorgio Potenza (Atletica Tricase), Andrea De Paola (Saracenatletica Collepasso) e Andrea Stefanizzi (Podistica Magliese).

Gallipoli – Già tre ore prima piazza Tellini ha i segni di quello che sarà, per precisa volontà dei ragazzi coetanei dello scomparso e già con un dolorosa memoria alle spalle. “Davide e Marco per sempre nei nostri cuori” ha scritto una mano anonima su di una tela bianca. “Fratelli da sempre, per sempre, per la vita! Ciao Davide”, ha continuato in un altro striscione e poi ancora “fratelli” in un altro messaggio. Sarà che hanno voluto per forza una chiave a tutto quanto accaduto, sarà che così ci si rincuora non poco, ma gli amici di Davide Mauro – morto domenica mattina a 22 anni, dopo essersi sposato con la sua Deborah, 23enne, compagna per nove anni e sposa per sei giorni (qui l’articolo) – hanno trovato questa strada per sentirsi meno soli e far sentire meno solo anche Davide.

La lettera degli amici ai due “fratelli”.  Come se il suo amico fraterno Marco Barone – deceduto per uno stesso male nell’aprile del 2015 – lo avesse solo preceduto ed ora accolto, come hanno scritto in una lettera i loro amici: “Il tuo Marco ti aspettava (aveva tatuato il suo nome Davide, ndr) , ti mancava quel tuo amico d’infanzia che hai sentito sempre accanto a te. Ora sorridete insieme. Ciao Marco, buon viaggio Davide. Vi vogliamo bene”. Ben oltre la morte, quasi uno sberleffo. Come quello ad opera di san Paolo ai Corinzi, richiamato da padre Ignazio Miccolis: “Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è il tuo pungiglione?”.

Teste chine e sguardi attoniti. Un sorriso solo quando padre Ignazio sbaglia squadra…. La chiesa del “Sacro Cuore” è gremita. Moltissimi i giovani e tutti con gli occhi lucidi. C’è chi non trattiene i singhiozzi, si alza e va via; chi non nasconde piccoli gesti d’insofferenza davanti ai perché che non hanno risposta, se non si ha una forte fede o si è troppo disperati. I riferimenti al loro caro commuovono i familiari di Marco; piangono e si consolano per un ricordo ancora così vivo e genuino. Scappa anche un sorriso quando l’officiante sbaglia la fede calcistica dei due: juventino Davide (all’uscita lo aspettano palloncini bianchi e neri), interista Marco. Ma va bene anche questo, pur di allentare un poco la cappa che grava su tutti, anche sconosciuti e passanti che si fermano a guardare tanti adolescenti con la testa china per nascondere lo sguardo attonito.

Proprio oggi sarebbe stata la data del matrimonio, in tempi normali. In prima fila Deborah Solidoro è fra i genitori di entrambi e il nonno di Davide. Da quel 23 settembre in cui partirono con tante speranze per Roma, non lo ha abbandonato mai il suo sposo. In tutti i sensi. «Gli ha regalato sorrisi anche quando era proprio difficile sorridere», dice una parente. Anche durante la festa del matrimonio di lunedì scorso, con festicciola finale a cura della Lilt. «Ai due fidanzati riconoscono una dedizione reciproca assoluta, una vita in comune, che non poteva finire che con un patto tra marito e moglie. Prima di quel settembre in cui il tempo è impazzito; prima delle viste al “Sacro Cuore” e poi a San Giovanni Rotondo, per quella gamba dolorante e gonfia, i due avevano fissato la data: ci sarebbe stato oggi il matrimonio “normale”», come rivela Carla Solidoro, zia di Deborah: «Dopo l’intervento chirurgico a Roma, al Policlinico – aggiunge la parente – Davide era tornato a casa. Avevamo tutti la sensazione che il peggio fosse passato. Abbiamo fatto anche festa. E invece…». Invece poco dopo, si sono messi a squillare altri allarmi: una tosse frequente, ancora esami, una macchia scura nei polmoni. E l’impossibilità di provare con la chemio per le condizioni fisiche ormai deteriorate.

“Deborah, posso andare?”. A sua moglie Davide ha chiesto l’ultimo permesso. «Domenica mattina – ricorda malinconicamente un testimone – intorno alle 9 ha detto a Deborah: “Me ne posso andare?” “Perché, dove devi andare…”, ha detto lei. Dopo pochi minuti ha ripetuto la domanda: “Me ne posso andare?” Alla risposta di sua moglie (“Va bene, vai…”), è spirato». Un gruppo di giovanissimi è radunato intorno ad una panchina, in attesa del feretro. Amici di Davide? «Sì, ci salutavamo ma niente di più», dicono al cronista. E cosa vi ha portato qui? Si guardano imbarazzati. «Quello che è successo», risponde uno. Devono ancora capire cos’è la vita, figuriamoci quando fa capriole incomprensibili fino a tramutarsi nel suo contrario.

“Vivere, e sperare di star meglio”. “Vivere, vivere/E sperare di star meglio/Vivere, vivere/E non essere mai contento/Vivere, vivere/E restare sempre al vento a/Vivere e sorridere dei guai/Proprio come non hai fatto mai/E pensare che domani sarà sempre meglio…”. Hanno citato il loro Vasco nel loro saluto a Davide e Marco e letta in chiesa. Parole e note sono riecheggiate in piazza prima del percorso verso il cimitero. Solo quelle parole e quelle note, nient’altro. Se non la voglia matta di aggrapparsi a qualcosa o a qualcuno. Che li metta magari al riparo e li incoraggi: “Domani sarà sempre meglio…”. Di oggi.

Ha collaborato Amleto Abbate

Gallipoli – Quella parte della litoranea sud interessata dal cantiere da 2 milioni di euro, quando sarà pronta? Se n’è parlato più di una settimana fa in commissione consiliare Lavori pubblici (e prima ancora in un incontro amministratori-imprenditori a inizi gennaio)  con molti uditori attenti e preoccupati. Amministratori e il dirigente responsabile hanno provato a rassicurare operatori e commercianti circa l’avanzamento dei lavori giunti – secondo le dichiarazioni in quella sede ufficiale – alla fase di pavimentazione e piantumazione del verde.  Allo stato dei fatti, che si evince dalle foto allegate, salgono però le preoccupazioni e i dubbi circa le sorti della stagione balneare per gli stabilimenti che insistono nel segmento che va dalla Baia verde al canale dei Samari.

Il tratto di strada interessato appare per tutta la sua lunghezza un cantiere quasi fermo o che progredisce a rilento: un percorso completamente sterrato; assenza di strumenti e mezzi di lavoro; nessuna traccia di illuminazione, sulla quale peraltro vi è divergenza di opinione tra Comune e Soprintendenza; tutto quasi sovrapponibile alle immagini di due mesi  fa,  ad eccezione dei tracciati degli impianti idrici, predisposti in prossimità dei lidi , per permettere alle autopompe dei vigili del fuoco di allacciarsi alla condotta in caso di incendi della pineta. In alcuni punti inoltre sembrano essere state puntellate le aree di sosta.

Durante l’incontro, sia l’opposizione che gli operatori avevano sollevato forti perplessità circa la viabilità di soccorso e il poco spazio a disposizione per far defluire le centinaia di turisti che a piedi raggiungono i lidi e permettere, al contempo, un eventuale passaggio di biciclette e mezzi di soccorso. In base ai puntelli posizionati, tra piazzole e manto vegetale, in effetti lo spazio per la corsia pedonale e, all’occorrenza, carrozzabile, risulta ridotto secondi i più. Al momento la costa è irraggiungibile in auto a partire dal primo ingresso di Baia Verde dove sono state apposte le transenne per evitare di trovarsi di fronte allo sbarramento del cantiere e al senso vietato di rientro in Baia Verde e fino allo svincolo in prossimità del canale dei Samari. Mentre restano da risolvere i problemi relativi a operazioni di carico e scarico e al conferimento dei rifiuti.

Va ricordato che la prima consegna dei lavori all’associazione temporanea d’imprese (la Fea srl di Castelfranco Emilia e la Macchia di Genga, Ancona) è avvenuta nel marzo 2017 (problemi di scadenza dei termini entro cui avviare l’intervento finanziato da Ue e Regione); poi vi è stata l’interruzione estiva e la riconsegna dei lavori lo scorso ottobre, con inizio effettivo nei primi di novembre e con conseguenti frequenti interruzioni tanto che l’assessore Cosimo Alemanno ha dovuto fare pressioni sulle imprese per sollecitare una maggiore produttività.

Gallipoli – Hanno voluto essere se stessi fino alla fine, pensarsi come marito e moglie e amarsi per sempre. Anche se il sempre è stato maledettamente breve, troppo breve. Loro lo sapevano: il male si era dimostrato incurabile e quindi invincibile. Così, lunedì, scorso, un paio di giorni prima di San Valentino, da innamorati si sono sposati con intorno familiari, parenti, amici ed una gioia particolare.

I medici e gli infermieri del reparto Oncologico dell’ospedale “Sacro Cuore” sono stati vicini a Davide Mauro, 23 anni appena compiuti, impiegato in un punto di ristoro di corso Roma, nella cerimonia di nozze svolta col rito civile e sino alla fine clinica, giunta questa mattina. Non è stata purtroppo una sorpresa. Davide era, in gergo medico, un malato terminale. In qualche maniera a sorpresa era stata la decisione di unirsi in matrimonio: le fedi, lunedì 12, non erano pronte infatti. Sono arrivate agli anulari di Davide e Deborah Solidoro, sua compagna da qualche tempo, due giorni dopo, benedette dal cappellano del “Sacro Cuore”, don Marcello Spada.

Non poteva non suscitare sgomento in città questa storia al pari della malattia che ha colpito il giovane, nonostante tutti i tentativi di salvarlo (compresa l’amputazione di una gamba). Ma anche tanta commozione per questa comune sfida, tutta loro, di andare oltre i limiti medici e razionali, affermando la supremazia di un amore tra ragazzi che pensano di avere tutta una vita da trascorrere insieme. Un gesto di consolazione, ed anche di amore alla fine, per chi resta con il loro sguardo negli occhi e per coloro che, con le lacrime agli occhi, hanno comunque pensato che “oltre la morte c’è sempre qualcosa o qualcuno”.

I funerali si terranno domani alle 15, presso la chiesa del Sacro Cuore su corso Roma.

Ha collaborato Amleto Abbate 

Santa Maria di Leuca – Una piccola imbarcazione alla deriva al largo di Santa Maria di Leuca è stata tratta in salvo, nel tardo pomeriggio di sabato 17 febbraio, dalla Guardia costiera. A lanciare l’allarme è stato il conduttore del natante a causa dell’avaria dell’apparato di propulsione. In seguito alla chiamata giunta al numero d’emergenza 1530 della sala operativa della Capitaneria di porto di Gallipoli, è stato subito disposto l’intervento della motovedetta Sar Cp 886 dislocata nel porto di Leuca che dopo pochi minuti di navigazione ha intercettato il natante e portato in salvo le quattro persone a bordo. Non appena giunti in banchina, i militari della Guardia costiera, dopo essersi sincerati delle buone condizioni di salute di tutti gli occupanti l’imbarcazione soccorsa, hanno condotto accertamenti documentali e di sicurezza, finalizzati a risalire alle cause dell’avaria.

Gallipoli – Smontare tutto? Ci vogliono tre-quattro settimane per rimuovere un lido; poi per rimontare tutto quanto ne occorrono di più perchè c’è da rifare prima permessi, autorizzazioni, sopralluoghi, collaudi. Per non parlare dei lidi (“Zeus” e “Zen”, quest’ultimo per un provvedimento precedente) che si trovano proprio nella parte della litoranea sud coinvolta direttamente dai lavori di riqualificazione ed attualmente impraticabile.

Impossibile rimuovere le strutture, rifare le procedure e rimontarle in tempi utili. Per non far saltare l’avvio della stagione balneare fissato per l’1 di aprile, il giorno dopo le ordinanze comunale di smantellamento di cinque lidi, in base a sentenze del Consiglio di Stato del 2012 e del 2017 si affacciano già richieste di soluzioni-tampone, prima fra tutte una deroga allo sgombero, tesi sostenuta da Cna balneatori e Federbalneari. Anche se c’è chi fa notare che, nelle determinazioni a firma del tecnico comunale responsabile, non ci sono termini perentori entro cui lasciare libero l’arenile, una volta concesso (nel 2010) e poi ritrovatosi senza una autorizzazione paesaggistica valida. Cosa diversa insomma, insomma, dalle ordinanze che hanno colpito “Samsara” e “Zen” in cui si stabilisce chiaramente che la rimozione delle strutture deve essere fatta entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento.

Si profilano altre battaglie legali. Non bisogna essere indovini per prevedere altre battaglie legali da parte dei titolari di “Punta della Suina” (Li Foggi), “Zues” (Baia verde), “Spiaggia club (zona stadio), “Rivabella” e “La Bussola” (Rivabella). Toti Di Mattina, per esempio, interessato alla gestione di “Punta della Suina”, per esempio, si dice certo della sua situazione: ci sarebbe una sentenza a suo favore del Tar di Lecce, non appellata e quindi efficace, che però il Comune non avrebbe in alcun modo considerato ma che certamente sarà fatta valere nelle sedi adeguate. “Abbiamo appreso di ennesime revoche della licenza stagionale per cinque lidi di Gallipoli, a circa un mese dall’apertura. Pretendere che in 30 giorni i titolari possano smontare e, dopo aver ottenuto i permessi necessari, rimontare le proprie strutture, è una sfida al buon senso”, afferma Ernesto Abaterusso, capogruppo in Regione di Articolo 1. “Riteniamo ragionevole la loro richiesta di una deroga che permetta di posticipare di qualche mese le operazioni imposte dalla sentenza. È questione che non riguarda solo l’interesse di alcuni imprenditori – conclude il consigliere regionale – attiene alla crescita e alla credibilità di una comunità che dal turismo trae lavoro, sviluppo, e persino servizi. La volontà di collaborare con le istituzioni è stata infatti in più occasioni dimostrata dagli imprenditori turistici”.

Il Consiglio di Stato ha finora sempre ribaltato le sentenze del Tar. Anche se in realtà, non si tratta di un caso ma di una verifica chiesta da più parti dello stato delle concessioni demaniali, al centro anche di appetiti criminali come più volte richiamato da magistrati antimafia. Con numerose sentenze a favore, sul piano della salvaguardia ambientale, la Soprintendenza si sente forte di ribaditi pareri e conclusioni: su 24 ricorsi in Appello contro sentenze del Tar, l’ha spuntata finora in 13 circostanze; le altre undici sono in arrivo e assai probabilmente seguiranno lo stesso indirizzo delle precedenti.

Soprintendenza: “I controlli richiesti da noi non ancora completati in nessun Comune”. A “Nuovo Quotidiano di Puglia” la soprintendente Maria Piccarreta ha chiarito: “I provvedimenti del Comune di Gallipoli non hanno nulla a che vedere con la ricognizione chiesta da noi (risalgono cioè a sentenze del CdS, ndr); sono i Comuni a rispondere eventualmente di mancato controllo”. Le verifiche chieste dalla Soprintendenza, invece, non sono state completate da nessun Ente locale per cui “dati i tempi, non ci sarà nell’immediato lo smontaggio di lidi” per effetto di questi controlli ancora in corso.

Gallipoli – Continua l’azione di monitoraggio sullo sfruttamento delle risorse marine ad opera della Guardia costiera. Nel corso di due distinte operazioni, i militari della Capitaneria di porto di Gallipoli hanno posto sotto sequestro un migliaio di esemplari di riccio di mare. Circa 700 ne sono stati catturati da pescatori di frodo, già noti alle forze dell’ordine, all’interno della “zona C” dell’area marina protetta di Porto Cesareo: in questo caso la Guardia costiera, oltre al avvalersi del sistema di videosorveglianza denominato “Le Torri fortificate vedette della legalità”, ha pure impiegato un battello pneumatico con l’ausilio dei militari appostati lungo il litorale. Oltre al sequestro dei ricci (poi rigettati in mare perché ancora in stato vitale), i militari hanno deferito all’autorità giudiziaria sia il sub quanto il soggetto che gli forniva assistenza a bordo della barca appoggio.

Nei pressi dello scalo d’alaggio del porticciolo di Santa Caterina (Nardò), invece, un’ulteriore attività ispettiva ha permesso di individuare un pescatore sportivo con circa 300 ricci a bordo del suo natante: anche in questo caso è scattato il sequestro del prodotto ittico (superiore al quantitativo catturabile al giorno per pesca sportiva) e l’applicazione di una sanzione amministrativa  di importo pari a 4.000 euro.

Gallipoli – Non poteva durare ancora il silenzio dell’Amministrazione Minerva dopo le cinque determinazioni del dirigente comunale di tre giorni fa, che ordina di smontare altrettanti lidi senza più autorizzazione paesaggistica, pur senza citare i termini temporali entro qui tale operazione va compiuta da parte dei concessionari di demanio marittimo.  Il primo cittadino Stefano Minerva e l’assessore al Turismo, Emanuele Piccinno, prendono la parola per svolgere le loro considerazioni e per concludere con questa proposta operativa: “Per esprimere ancora di più il nostro sentimento di vicinanza, intendiamo passare all’azione concreta invitando imprenditori, portatori di interesse, rappresentanti di categoria ad aprirsi in un ragionamento complessivo in un Tavolo tecnico sul turismo, pubblico e allargato, che ora deve divenire un coro a più voci, in cui chiederemo a tutte le Istituzioni del territorio di aiutare questa Amministrazione e il territorio in questo cammino. Il nostro dovere è garantire il diritto di tutti a vivere un futuro migliore”.

Patto per la sicurezza, legalità e attenzioni particolari. Dopo il clamore suscitato dai citati provvedimenti, Minerva e Piccinno premettono che “poco vi è da dire sul rispetto di prassi e regolari procedimenti burocratici rispetto ai quali la politica poco ha a che fare e che a volte basta poco per condannare: a tal proposito, l’attuale Amministrazione conferma la volontà ad agire per garantire il bene comune nel pieno rispetto della legalità e trasparenza”. Si richiama per questo subito il “Patto sulla Sicurezza” che ha portato l’Amministrazione “a rivolgere la propria attenzione capillarmente su vari settori per garantire un ordine generale che vada dal suolo pubblico al commercio. Uno sforzo non da sottovalutare, ma che poco varrà se in esso non confluiscono volontà ed interesse di tutte le Istituzioni che ora hanno il dovere di compiere questo percorso di crescita insieme alla città”.”

Sostegno alla rete imprenditoriale che ha investito nello sviluppo. In un momento di difficoltà come questo, non è in alcun modo accettabile l’indifferenza da parte di chi deve fungere da stampella in questo cammino. La nostra rete imprenditoriale – sottolineano Minerva e Piccinno – è costituita da persone perbene e lungimiranti che hanno saputo investire nello sviluppo del territorio con professionalità e ragionevolezza. Per tal motivo, intendiamo esprimere la più sincera vicinanza e il reale sostegno  particolarmente a coloro i quali sono stati coinvolti nella ‘vicenda smontaggio’ a cui chiediamo pazienza, appellandoci al contempo alla Regione per accelerare i tempi del Tavolo costituito sull’argomento. L’occhio vigile sulla tutela dell’ambiente e la salvaguardia del territorio deve sposare però la vision imprenditoriale:
avere le strutture turistiche aperte tutto l’anno vuol dire rispettare il piano di destagionalizzazione che da due anni stiamo attuando e su cui sono incentrati i nostri sforzi”. E proprio per mettere insieme esigenze ed aspettative diverse ma non divergenti, ecco l’idea del “Tavolo” pubblico sul turismo a cui l’intera città è chiamata adesso a partecipare. “A questa sfida noi rispondiamo che ci siamo, e manifestiamo la nostra concreta presenza a tutti gli imprenditori che stanno subendo le conseguenze di una burocrazia talvolta poco chiara”, concludono Sindaco ed assessore.

 

 

Gallipoli – In un clima piuttosto teso e precario dopo la raffica di ordinanze di sgombero rivolte ad alcuni lidi senza più i requisiti (almeno questo si presume al momento), ecco un “via libera” ad una richiesta di concessione che risale a fine 2016, esattamente il 20 ottobre di quell’anno. Le procedure seguite dal Comune sono state giudicate del tutto legittime dai giudici del Tribunale amministrativo di Lecce. Ad avvenuta stesuta del verbale finale, la commissione di valutazione  e comparazione aveva assegnato 2.700 metri quadri di litorale, all’altezza della prima entrata alla Baia verde, alla società XBeach” di Gallipoli,  per realizzare una spiaggia libera con servizi.

Non avevano accettato il responso tre dei quattro concorrenti: la “Totem arts srl” di Gallipoli, la ditta Luigi Cavalera e Mario De Nuzzo della “Higreen power” di Lecce. Le loro motivazioni però sono state ritenute o irricevibili o da respingere, per cui la decisione finale dell’organismo esaminatore è stata confermata. La concessione ha la durata di sei anni.

Resta da vedere eventuali sviluppi per un esposto che fu inviato anche all’attenzione della Procura della Repubblica di Lecce. Sotto i riflettori della polemica politica era finita anche la proroga alla scadenza del bando, che gli uffici comunali competenti avevano ritenuto fondato e motivato concedere.

Gallipoli – Le cardiopatie non interessano più soltanto le persone anziane ma, da qualche tempo, sono drammaticamente attuali anche tra i giovani: alcol e droghe i principali fattori di rischio di quello che è ormai un vero e proprio allarme sociale. Dei fattori di rischio e della necessaria prevenzione di è parlato nel corso della mattinata nell’aula magna del Liceo “Q.Ennio” di Gallipoli in occasione della  Giornata nazionale del cuore. A trovare i ragazzi, direttamente a “casa loro”, ovvero a scuola, sono stati molti esperti del settore. “Mi sta a cuore”, questo il titolo dell’appuntamento promosso dal reparto di cardiologia dell’ospedale di Gallipoli, ha visto al tavolo dei relatori, oltre al dirigente scolastico Antonio Errico, anche il primario di Cardiologia al “Sacro Cuore” Giancarlo Piccinni,  l’assessore regionale alla Formazione Sebastiano Leo, il sindaco Stefano Minerva, il direttore generale dell’Asl Lecce Ottavio Narracci, il direttore sanitario del presidio ospedaliero di Gallipoli, Egidio Dell’Angelo Custode e la presidente della commissione comunale alla sanità Titti Cataldi. Tema predominante della tavola rotonda è stato il vecchio adagio, quanto mai attuale “mens sana in corpore sano”. «Alcol e droghe sono fattori di rischio per le cardiopatie e in questi ultimi anni – ha affermato il dottor Piccinni – vi è stato un preoccupante  incremento, non solo nel Salento, per cui bisogna correre ai ripari facendo prevenzione, specie nelle scuole e tra i giovani, che vanno informati dei gravi rischi ai quali si espongono facendo uso di sostanze che danneggiano gravemente la salute. È difficile  fare previsioni statistiche perché a quelle tradizionali si devono aggiungere  le nuove droghe, che sappiamo purtroppo essere molto usate dalle nuove generazioni». Anche Titti Cataldi ha insistito sul tasto della prevenzione, proponendosi di riproporre altrove l’incontro del Quinto Ennio. «Appena il teatro “Garibaldi” tornerà agibile coinvolgeremo tutte le altre scuole sul tema della prevenzione. Anche questi sono problemi che interessano il territorio  e su cui anche noi amministratori dobbiamo fare la nostra parte,  informando dei rischi e facendo prevenzione. L’installazione dei defibrillatori e i corsi per il loro uso sono stati solo l’inizio per portare Gallipoli ad essere “Città cardioprotetta”». Anche il direttore sanitario Dell’Angelo Custode si è detto “estremamente soddisfatto” dell’iniziativa, sottolinenando come “il presidio ospedaliero non solo cura i malati, ma si apre anche al territorio, nel senso che prevenire è sempre meglio che curare”. Il dirigente scolastico Antonio Errico, da parte sua, ha  evidenziato soprattutto che “la scuola deve avere una costante relazione con tutti gli altri luoghi di formazione, che non può più essere pensata come “disciplina chiusa, ma deve essere aperta a tutte le espressioni intorno alle quali i vari saperi si aggiungono”.

Gallipoli – Annullata l’autorizzazione paesaggistica, lidi da smantellare: cinque determinazioni a firma del tecnico responsabile del settore gettano altra benzina sul fuoco già acceso da precedenti problemi arrivati davanti alla magistratura competente e risoltesi con drastiche ordinanze: rimozioni di strutture nate per l’attività balneare e – questo il reato contestato – diventate altro. In base a sentenze del Consiglio di Stato del 2012, esattamente il 7 settembre, si trovano oggi senza autorizzazione paesaggistica, fondamentale per mantenere le attività avviate, gli stabilimenti balneari  “Punta della suina” di Pierpaolo Garofalo – Its srl e “Spiaggia club” di Roberto Coi sulla litoranea sud; “Lido Rivabella” di Fabiola Leone e “Lido La Bussola” Barbara Fiore sulla litoranea nord. Si basa su di una sentenza del Consiglio di Stato del 19 giugno 2017 un analogo provvedimento che riguarda “Zeus – Mare azzurro” di Lucia Alessandrelli.

L’autorizzazione paesaggistica cancellata per sentenze di qualche anno fa (tranne un caso). “Solo in data odierna – scrive il dirigente – a conclusione di una ricognizione di tutte le autorizzazioni paesaggistiche rilasciate, questo Ufficio è venuto a conoscenza della emissione delle sentenze del Consiglio di Stato”. Pressoché immediatamente, si è messo nero su bianco l’ordine alla società interessata della “rimozione della struttura balneare ove presente sul territorio”. Il provvedimento viene inviato “per opportuna conoscenza e competenza” alla Soprintendenza ai beni ambientali artistici storici della Puglia e al comando della Polizia urbana. La notifica dell’atto. per autorizzazioni paesaggistiche datate tutte 2010, sono in corso. Ma c’è chi mette le verifiche effettuate dal Comune su larga scala in diretta relazione alle denunce pubbliche e – c’è da giurarci – pressioni ufficiose provenienti dalla Direzione distrettuale e nazionale antimafia circa le infiltrazioni di gruppi criminali nelle principali attività collegate al turismo.

L’antefatto che ha portato alla situazione attuale. La vicenda che ad oggi si conclude così, muove i primi passi nel 2009 quando le società concessionarie del demanio marittimo chiedono al Comune l’autorizzazione paesaggistica necessaria per mantenere per tutto l’anno in piedi le strutture balneari. Il Comune acconsente, tramite la Commissione paesaggio, il 30 novembre 2010. Dà invece parere contrario la Soprintendenza (allora “per i beni architettonici e paesaggistici delle province di Lecce, Brindisi e Taranto”). Il 21 gennaio 2011 così motiva la propria presa di posizione: “le strutture balneari in esame, per dimensioni contrastano con l’ambito paesistico caratterizzato dalla presenza di dune e vegetazione autoctona”. Il Comune a questo punto, il 21 marzo 2011, nega l’autorizzazione paesaggistica. I concessionari non ci stanno ovviamente e si va al Tar di Lecce.

Di giudizio in giudizio fino alla parola finale. I giudici amministrativi ritengono che non ci siano “particolari ragioni a sostegno dell’obbligo di rimuovere le strutture nel periodo invernale e che le relative operazioni di rimozione finirebbero per danneggiare l’ambiente piuttosto che preservarlo”. Questa volta sono le Amministrazioni interessate a non essere d’accordo: si va al Consiglio di Stato. Nella sentenza i giudici della Sezione sesta, richiamano il conflitto tra una norma della Regione Puglia e la Corte costituzionale (la n. 232 del 2008) con la prima dichiarata illegittima; ritengono l’Appello fondato e ribaltano le considerazioni del Tar di Lecce, dando in sostanza via libera agli orientamenti di Soprintendenza e Comune di Gallipoli. Tranne che per lo “Zeus”, il pronunciamento del CdS è del settembre 2012 e sembra fermare l’orologio sull’aspetto del contrasto delle  “dimensioni” degli stabilimenti non compatibili, secondo il soprintendente, con l’ambiente circostante.

Le prime reazioni sono di “Gallipoli Futura”: “Inaudito!”. Se dall’Amministrazione comunale non giungono, al momento, reazioni e commenti, a mettere il sale sulla ferita apertasi ci pensano gli esponenti di “Gallipoli Futura”. “Sconcerta non poco prendere atto di come fin dal settembre 2012 – attacca il capogruppo Flavio Fasano – per la struttura di Punta della Suina, per esempio, il Consiglio di Stato avesse espresso parere contrario; tale sentenza aveva confermato il parere contrario della Soprintendenza con la evidente conseguenza di una immediata rimozione della struttura balneare, come oggi, a distanza di sei anni, riporta la determinazione n. 299. Inaudito”. Per Fasano, che poche settimane fa aveva chiesto l’accesso agli atti relativi a tutte le concessioni e autorizzazioni balneari a seguito delle vicende legate al “Samsara” e che richiama il clima elettorale del 2012 per il rinnovo del Consiglio comunale, “è del tutto superfluo dire che tutto questo che si denuncia è l’esatto contrario della trasparenza, della legalità, dell’efficienza, della tutela e del rispetto dei diritti di tutti”.

 

 

 

Gallipoli – Hanno preso il via oggi, giovedì 15 febbraio, le riprese del cortometraggio “Se vi picchia non vi ama”, il nuovo cortometraggio del regista gallipolino Cosimo Scialpi,  dedicato alla giovanissima Noemi Durini, la sedicenne di Specchia uccisa dall’ex fidanzato. Il lavoro, scritto e diretto dallo stesso Scialpi e interpretato da Stefano Simondo e Lidia Cuppone, è realizzato in collaborazione con Sky. “Se vi picchia non vi ama” sarà interamente girato al Victoria Palace Hotel di Gallipoli fino al 18 febbraio e tratterà dell’educazione e del rispetto per le donne, ma anche dell’educazione degli uomini. “E’ un invito rivolto anche alle istituzioni a intervenire su questi argomenti – afferma Scialpi – ed è un messaggio affinché questi episodi di femminicidio non accadano mai più. Ho seguito direttamente la vicenda di Noemi per Mediaset e Sky, ed è un argomento che mi ha toccato particolarmente. Ci tengo a precisare che tutto quello che verrà ricavato dal cortometraggio sarà interamente devoluto alla famiglia di Noemi”.

Tuglie – Arresto in flagranza di reato per il 27enne Daniele Picciolo di Tuglie fermato dai carabinieri nel corso di un servizio finalizzato alla prevenzione e repressione dello spaccio di stupefacenti. Il giovane è stato bloccato dai militari del Nucleo operativo radiomobile di Gallipoli alla guida di una Lancia Y all’interno della quale è stato trovato un involucro contenente 10,32 grammi di cocaina oltre a materiale utile per il confezionamento delle dosi. Lo stesso Picciolo ha pure cercato, ma invano, di disfarsi dello stupefacente alla vista dei carabinieri. Di rilievo anche l’esito della perquisizione condotta presso la sua abitazione dove, oltre ad altri due involucri contenenti 0,93 grammi ciascuno di cocaina ed un involucro con 36 grammi di marijuana, i carabinieri hanno trovato 1.720 euro in banconote di diverso taglio, somma ritenuta il probabile provento dell’attività di spaccio. In casa anche altro materiale utile per il confezionamento delle dosi ed un bilancino di precisione . Dopo le formalità di prassi in caserma, l’arrestato è stato condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari.

Gallipoli – Ha conseguito il diploma di “Master educator” per l’azienda internazionale di nails, make up, extension ciglia e cosmetica “Cosmonails” la gallipolina Rita Maggio, 34 anni, proprietaria di un centro estetico in città dove collabora con la sorella. Il master si è svolto a Nola (Napoli) dall’1 al 3 febbraio e la gallipolina si è classificata come unica finalista per la Puglia insieme ad una siciliana ed una calabrese. “Questo titolo – afferma Rita Maggio – per il mio lavoro è molto importante, perché mi permetterà di insegnare e di essere giudice di gara in concorsi di estetica in varie gare nazionali ed internazionali”.

 

Gallipoli – Il clou sarà una settimana di full immersion (non o almeno non solo) nel mare cristallino di Gallipoli il prossimo novembre, preceduta da una serie di incontri-sopralluoghi, schizzi e bozze per poi giungere ad una “offerta” finale alla città su come far risplendere quello scrigno chiamato comunemente centro storico. E’ l’ultimo parto assemblato dallo staff del gruppo Caroli Hotels, su una idea di un antico frequentatore di Gallipoli: “Da almeno 15 anni vengo qui da voi, ho notato un centro storico trattato, in modo distratto, un po’ sorprendente, con un mercatino in cui si vende di tutto, ma qui la memoria è importante, tra confraternite, chiese; intorno alla Fontana greca gira il mondo, antico e contemporaneo”: ha detto anche questo l’altra sera (12 febbraio) all’incontro al Bellavista Hotel l’architetto Vincenzo Vallone di Telese Terme, in provincia di Benevento, dove vive e lavora. Sono in grandissima parte in Campania le sue realizzazioni urbanistiche, tutte all’insegna del recupero di memorie appunto, di tratti della storia e di eliminazione di aggiunte, trascuratezze e brutture.

Un patto tra professionisti e chi ci mette le mani. Ci vuole, prima, un patto vero tra professionisti e artigiani; una azione comune seguendo le indicazioni della Soprintendenza “che deve fornire le linee di comportamento soprattutto nel campo edilizio”. Gli artigiani richiamati non sono solo quelli d’arte ma anche elettricisti ed idraulici, tutti magari convinti che l’architettura può migliorare la salute delle persone anche con il loro contributo e con cui i professionisti hanno un rapporto da ricostruire.

Ok dal Politecnico di Bari e da 14 aziende (solo tre della città). E’ partita l’opera di sensibilizzazione presso enti ed istituzioni, piccole aziende. Il Politecnico di Bari, facoltà di Architettura ha risposto e suoi saranno gli studenti in architettura coinvolti. Forse si aggiungerà anche l?Istituto d’arte di Lecce. Per fare cosa? “Attraverso una comune visione culturale, far capire che insieme si possono fare cose importanti – dice Vallone (nessuna parentela con i Vallone salentini) – creare una coscienza collettiva, introdurre il senso della vergogna in rapporto alla bellezza”. Qualche esempio operativa: l’eliminazione delle superfetazioni, recuperare decorazioni, intarsi, incisioni; proteggere le pietre e i lavori in ferro battuto nel quadro cromatico generale (da definire una volta per tutte, dopo tanti annunci). “E tante altre cose – affermano i promotori, col direttore Attilio Caroli Caputo in testa – purché le stesse possano potenziare e concretizzare la bellezza esistente, sopra e sotto l’isola del borgo antico. Al termine dell’esperienza, che si intende ripetere negli anni, anche al fine di valutare gli effettivi passi compiuti nella direzione del recupero della preziosa realtà gallipolina, la documentazione elaborata, in supporti multimediali, cartacei e 3D, sarà consegnata agli Enti istituzionali durante una tavola rotonda”.

Cavi, tubi, pompe di calore: mai più così. Niente più cavi elettrici che attraversano frontali austeri, o tubazioni o pompe di colare messe così come capita, senza nessun rispetto. Dice Fabrizio Benvenga, uno dei pochi artigiani aderenti di Gallipoli, specialista nella lavorazione di cristalli: “Col salmastro che divora tutto, si sostituiscono infissi e vetrate di nicchie senza molta attenzione e rispetto”.  In questo primo elenco di artigiani disponibili, oltre a Vetreria Cristalvetri di Benvenga, figurano Falegnameria Scarpina, Makers Young di Gallipoli;  gli altri sono tutti di fuori città: AB Stilcasa Casarano; Impresa Leopizzi 1750 Parabita; Fonderie De Riccardi Maglie; Luminarie fratelli Parisi Taurisano; Vetreria Due Emme Matino; Falegnameria De Nuzzo Melissano: Pitardi Cavamonti Maglie; Pavimenti De Filippi Lecce; De Pascalis Impianti Galatina; Officina Mosaico Otranto.

Gallipoli – Un sorriso, un vademecum ed uno scambio di battute per ricordare che dire “no” è possibile. Nel giorno di San Valentino, insieme agli auguri per gli innamorati, il “Progetto camper” della Polizia di Stato ha fatto tappa a Gallipoli, in piazza Carducci e poi nelle scuole (Polo 2 e liceo “Quinto Ennio”), per informare e far riflettere sulla violenza di genere anche quanti credono di essere lontani da tali situazioni. “Questo non è amore” è il tema della campagna di sensibilizzazione che, soltanto dallo scorso luglio, ha permesso a quasi 19mila persone di avvicinarsi ai camper della Polizia non solo per curiosare e chiedere informazioni, ma spesso anche per denunciare situazioni insostenibili. «Insieme alle richieste di aiuto aumenta anche la consapevolezza nelle vittime che c’è chi lavora al loro fianco. Non occorre avere paura nel denunciare. Sperata questa’ansia le istituzioni sono vicine a chi vive situazioni di sofferenza, fisica o psicologica, e crede di non poterne uscire. La Polizia, i centri antiviolenza e i servizi sociali hanno personale specializzato, sale d’ascolto protette e quanto occorre per fornire un supporto concreto alle vittime», ha affermato Marta De Bellis, dirigente del commissariato di Pubblica sicurezza di Gallipoli, in piazza accanto agli agenti ed ai rappresentati delle associazioni impegnate in questo delicato settore. Tra questi il centro antiviolenza “Renata Fonte” di Lecce, in piazza Carducci con la presidente Maria Luisa Toto, e “Il Melograno” di Parabita (telefono 328/8212906), presente con la psichiatra Liliana De Maria (di Gallipoli) e l’avvocato Paola Sperti (di Tuglie).

Il ruolo dei centri antiviolenza – Se le denunce aumentano (1522 è il numero gratuito attivo 24 ore su 24 con operatrici specializzate le richieste di aiuto e sostegno delle vittime di violenza e stalking), resta la consapevolezza che ciò che rimane sommerso è ancora tanto. «Occorre evitare il rischio della “normalizzazione del fenomeno”. Noi lavoriamo molto nelle scuole, partendo dalle materne, per educare e far riflettere già in classe su alcuni codici di comportamento. Poi – afferma Liliana De Maria – ci sono i progetti di “alfabetizzazione emotiva” con i quali cercare di far comprendere l’importanza di gesti e atteggiamenti che, se prevaricano, normali non sono e non devono passare come “accettabili”». Le fa eco Paola Sperti: «I ragazzi sono molto sensibili e curiosi, rispondono bene se stimolati. Un tratto comune è quello della percezione della violenza che loro, da giovani, considerano solo per ciò che riguarda l’aspetto fisico più eclatante, magari l’occhio nero, e spesso non sono consapevoli che l’aspetto psicologico può avere una rilevanza uguale se non maggiore».

Gallipoli – Revocare la concessione agli imprenditori privati che la detengono,  acquisire l’ultimo pezzo del Castello all’uso pubblico, utilizzare tutte le possibili fonti di finanziamento per i recupero e il restauro del bene: sono queste le indicazioni principali impartite al funzionario responsabile del procedimento dalla Giunta comunale guidata da Stefano Minerva e fissate su carta con una deliberazione del 9 febbraio scorso. Tutti presenti (tranne l’assessore Anna Sergi) a questa decisione, in qualche misura, storica, che potrebbe portare anche i 789 metri quadri del Rivellino – luogo tra i più fotografati come sfondo da neo sposi – nella disponibilità dell’Ente locale per finalità ovviamente culturali che nell’atto ufficiale si accennano anche: ideazione, organizzazione e gestione di percorsi didattici, attività formative riguardanti il patrimonio artistico culturale e territoriale, le specifiche tradizioni popolari. La gestione di un tale pacchetto potrebbe essere a carico del Comune o di soggetti privati.

Costruito nel XVI secolo il caratteristico fortino; si cercano fondi per il recupero. Il governo gallipolino prevede inoltre il ricorso ad un tecnico esterno “per l’elaborazione della documentazione tecnica necessaria alla presentazione della relativa istanza presso la competente Autorità marittima e per verificare se sussistono eventuali criticità dal punto di vista statico”. Si apre la caccia anche a fondi europei e nazionali, in grado di garantire la sicurezza del fortino – opera particolare dell’ingegnere militare Francesco Giorgio Martini presso la corte di Urbino, realizzato nel XVI secolo – e la sua conservazione “ai fini della pubblica fruizione”. In questo capitolo rientra l’indicazione di presentare subito una manifestazione d’interesse alla Fondazione Sud, bando  storico-artistico e culturale 2017 “Il bene torna comune” per la valorizzazione del bene del Demanio marittimo.

Una contesa legale che dura da 10 anni. Con richiesta di risarcimento danni. Non è difficile supporre che l’iniziative del Comune abbia la strada spianata, considerata l’annosa vertenza giudiziaria che lo vede contrapposto da quasi dieci anni con i concessionari, gli imprenditori Petrucelli: dopo aver ottenuto nel 2003 il via libera da Soprintendenza e Comune al progetto (un contenitore di iniziative culturali attivo tutto l’anno quindi con copertura in legno dell’arena, acquistata da ditta di Melissano), e dopo aver avviato i lavori, la società “Cinema teatri riuniti”, meno di due anni fa ha acceso un procedimento giudiziario per risarcimento danni causati – è la loro tesi – dalle continue interruzioni del cantiere nonostante i lavori procedessero in assoluto rispetto del progetto approvato. Questa “coltellata”, come si lascia sfuggire un collaboratore degli imprenditori, non servirà certo a rasserenare  i rapporti esacerbati da dieci anni di carte bollate e da sentenze – si sottolinea – tutte favorevoli alla società, compresa quella del Consiglio di Stato. “Abbiamo ed avremmo rispettato in piano la destinazione d’uso, questo è chiaro…”, è l’unico deluso commento dopo che oggi alla “Cinema teatri riuniti” è stata notificata la decisione dell’Amministrazione comunale, la quarta dall’inizio di questa interminabile contesa (Venneri, Barba, Errico le precedenti).

Ricognizione dei beni comunali in corso, priorità del governo gallipolino. Il Comune però viaggia su di un altro binario e in un progetto generale finalizzato a “valorizzare il patrimonio comunale, tutelarlo ed ottimizzare le risorse rivenienti”. Una puntuale ricognizione della situazione è stata avviata fin dall’insediamento della nuova maggioranza, si fa sapere da via Pavia: “Nell’ambito di tale attività di censimento – dichiara l’assessore al Bilancio Giovanni Vincenti – si è incastonato un obiettivo prioritario: dopo il passaggio a titolo gratuito del Castello dal Demanio alla città, si è impartito agli uffici l’indirizzo affinché il manufatto noto come Rivellino segua la stessa strada”, restituendo così la sua fisionomia integrale e originaria al famoso Castello sul mare.

L’assessore Vincenti: “Altre iniziative simili in arrivo”. “Sono molto soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto – commenta l’assessore Vincenti – , nella convinzione che sia dovere del buon amministratore privilegiare un uso dei beni  dislocati sul territorio per esaltarne il pregio storico ed  architettonico, la vocazione naturale e le peculiarità, puntando sempre al soddisfacimento del pubblico  interesse, obiettivo che si estrinseca  sia nelle attività di recupero e valorizzazione dei beni, che nella  capacità di garantirne la massima fruizione pubblica”. Il censimento dei beni comunali dati in concessione prosegue, ovviamente. Ci sono altre novità di questo tipo in arrivo? L’assessore risponde così: “Sì, anzi colgo l’occasione  per comunicare che sono in arrivo altre iniziative per recuperare alla  fruibilità pubblica altri importanti siti demaniali”.

 

 

Gallipoli – Il reparto di cardiologia dell’ospedale “Sacro Cuore” di Gallipoli incontra gli studenti del liceo Quinto Ennio in occasione della Giornata nazionale del cuore. “Mi sta a cuore” è l’appuntamento in programma giovedì 15 febbraio alle ore 11 nella scuola diretta da Antonio Errico. “Cuore, alcol e droghe” il tema dell’incontro affrontato insieme a Giancarlo Piccinni, direttore del reparto di Cardiologia del “Sacro Cuore”, Egidio Dell’Angelo Custode, direttore sanitario dell’ospedale di Gallipoli, Sebastiano Leo, assessore regionale alla Formazione, Ottavio Narracci, direttore generale Asl Lecce, Assunta Cataldi, presidente della commissione comunale Sanità e dal sindaco Stefano Minerva.

 

Gallipoli – Tifosi del Milan sugli scudi dopo la vittoria della squadra under 14 al Trofeo Caroli Hotels. Tra i sostenitori presenti allo stadio “Bianco” di Gallipoli per la finalissima del torneo, martedì 13 febbraio, anche il Milan Club Gallipoli direttamente interessato all’esito della finale, per giunta contro i “cugini” dell’Inter. Alla fine è stato un trionfo per i rossoneri (il quinto al Trofeo Caroli Under 14) ed una festa particolare per il club dei tifosi locali che aveva avuto modo di salutare lo staff dirigenziale e tecnico rossonero, con una sua delegazione, già in occasione della cerimonia inaugurale del torneo l’8 febbraio presso l’Ecoresort Le Sirenè, omaggiando mister Nava ed il dirigente accompagnatore ufficiale Romito con delle targhe benaugurali, “a testimonianza dell’amicizia e del sostegno verso i colori rossoneri”. Rinsaldato il legame tra i tifosi ionici e il club milanese, le parti si sono salutate con la promessa (mantenuta) di rivedersi per la finale e con un arrivederci alla prossima edizione.

Gallipoli – Un San Valentino per far festa ma anche per riflettere sulla violenza di genere. Proprio mercoledì  14 febbraio, nel giorno dedicato agli innamorati, il camper della Polizia di Stato fa tappa a Gallipoli nel solco delle iniziative di prevenzione e contrasto della violenza contro le donne. “Questo non è amore” è il tema della campagna di sensibilizzazione promossa dal febbraio 2017 e dallo scorso novembre   divenuta a carattere permanente alla luce dei tanti fatti di cronaca che vedono troppo spesso le donne nel ruolo di vittime. Dallo scorso luglio ad oggi, quasi 19 mila persone si sono avvicinate ai camper della Polizia per informazioni, suggerimenti e denunce. Il progetto, oltre a voler informare, ha l’obiettivo preciso di “favorire l’emersione del fenomeno della violenza di genere offrendo alle vittime il supporto di un’equipe di operatori specializzati presenti all’interno del camper, prevalentemente di sesso femminile”. «Il fenomeno della violenza contro le donne – afferma la Polizia – scatena un sempre maggiore allarme sociale a causa dell’elevato numero di  episodi registrati, commessi anche in ambito familiare, che possono essere sintomatici di perduranti situazioni di maltrattamento tra le mura domestiche. Proprio in virtù dell’ambiente in cui si verificano tali situazioni, le vittime, nella maggior parte dei casi, si trovano in una posizione di forte fragilità psicologica, tanto che faticano a riconoscere la stessa violenza subita, e pertanto spesso non formalizzano una denuncia agli organi di polizia. Il fenomeno è tanto più insidioso proprio perché rimane nascosto nel contesto domestico, ed emerge solo quando gli atti violenti e/o persecutori raggiungono livelli estremi che, in alcuni casi, portano alla morte della vittima».

I numeri della violenza – Nel corso dell’anno appena trascorso, proprio grazie a tale attività informativa e di sensibilizzazione svolta dalla Polizia, è stato possibile intervenire, spesso anche in chiave preventiva, in varie situazioni di disagio o di violenza vera e propria. I dati diffusi dalla Direzione anticrimine della Polizia di Stato, relativi anche alla provincia di Lecce, parlano di sette arresti per violenza sessuale (e altrettante denunce), tre arresti per stolking (con 21 denunce) ben 75 richieste di ammonimento (con 17 provvedimenti emessi), 14 richieste trasmesse all’Autorità giudiziaria per intervenuta querela o procedimento penale e quattro esposti presentati.

La giornata a Gallipoli – Nella mattinata di San Valentino, mercoledì 14 febbraio, il camper della Polizia sarà in piazza Carducci con personale specializzato ed un rappresentante della locale Rete antiviolenza. Per l’occasione gli agenti andranno pure nell’Istituto comprensivo Polo 2 “Borgo” ed al Liceo Quinto Ennio, sempre per sensibilizzare gli studenti su di una tematica che li coinvolge direttamente.

Gallipoli – Va al Milan la 15^ edizione del trofeo Caroli Hotels under 14. Nella finale di questa mattina (martedì 13 febbraio) disputata alle 10,45 presso lo stadio “Bianco” di Gallipoli, i rossoneri allenati da Nava hanno avuto la meglio per 3 a 1 sui “cugini” dell’Inter guidati in panchina da Mandelli. Prima della finalissima era stato il Sassuolo a battere la Lazio (1-0) conquistando il terzo posto. Della sezione Aia di Casarano i due giovani arbitri designati a dirigere gli incontri: Marco Colazzo per la finale, Emanuele Bleve per la finalina. Per il Milan, che succede al Tor Tre Teste Roma nell’albo d’oro della manifestazione, si tratta della quinta affermazione al Trofeo Caroli Hotels Under 14 dopo i successi ottenuti nel 2006, 2009, 2013 e 2016.

Tutti i premi – Tra le premiazioni dell’ultima giornata del torneo anche quella per il fair play ai giapponesi del Fourwind Japan. Altri premi a Stefano Nava, allenatore del Milan; al capocannoniere Stojanovic (Hellas Verona) con 8 reti; premio “Giovane promessa” a Ivan del Milan (autore di due reti nella finale); premio alla carriera a Rocco Villarosa; squadra rivelazione l’Ausonia Calcio 1931. Per i giocatori premiati il portiere della Spal, Pezzolato, l’attaccante del Sassuolo, Baldari, il centrocampista della Juventus, Hasa ed il difensore della Roma, Catena. Premio fedeltà al Nick Bari; premio simpatia alla Lazio e premio staff a Salvatore Mangia. I premi speciali “La Giovane Italia” sono andati a Felline (Lecce), Bonavita (Inter) Savane (Inter), Antolini (Juventus), Salvemini (Sassuolo), Accornero (Genoa), Anane (Milan), Cherubini (Lazio).

Gallipoli – Sfilate che saltano e programmi da rivedere in fretta e furia per quella che, nel rispetto della tradizione, sarebbe dovuta essere l’ultima giornata del Carnevale. Come già accaduto sabato 10, invece, anche per il “Martedì grasso” gli organizzatori delle varie feste hanno dovuto fare i conti con i capricci del tempo. A Gallipoli salta la sfilata nel centro storico ma il programma previsto resta condensato nel salone di San Lazzaro dove, dalle 17, si esibiranno i ragazzi dell’Istituto superiore “Giannelli” ed i vari gruppi in gara prima della premiazione finale e della cerimonia del Campanone. Sabato 17 resta confermata, inoltre, la presenta de Lu Titoru al carnevale di Nardò.

Niente sfilata questo pomeriggio neppure a Casarano dove gli organizzatori hanno scelto di unire la festa della Pentolaccia, già programmata per domenica 18, con la chiusura del Carnevale: tutto si svolgerà presso i giardini comunali William Ingrosso. Anche Aradeo ha rinviato la sfilata prevista oggi: se ne parlerà per il finesettimana.

Sabato 17 chiude, invece, il Caranevale di Matino che ha dovuto fare i conti con il maltempo già sabato 10. Per il Carnevale del Capo, invece, la festa finale di Castrignano del Capo prevista per oggi è stata rinviata a domenica 18 (mentre Patù ha già anticipato a lunedì 12) e Morciano, invece, salta di una settimana: da sabato 10 a sabato 17.

Gallipoli – Derby di Milano in riva allo Ionio per la finale del trofeo Caroli Hotels under 14. Martedì 13 febbraio alle 10,45 presso lo stadio “Bianco” di Gallipoli saranno, infatti, Milan e Inter a sfidarsi nell’ultimo atto della 15^ edizione dell’importante kermesse di calcio giovanile, quest’anno aperta alla per la prima volta a tre continenti, con gli argentini del Los Aromos ed i giapponesi del Fourwinds Japan. La finalissima sarà preceduta (alle 9) dalla finale di consolazione per il terzo posto tra Sassuolo (ko ai rigori contro il Milan) e Lazio (0-2 con l’Inter). Esperienza in cascina e confronti di livello, invece, per le squadre locali del Lecce (eliminato agli ottavi dalla Juventus), Capo di Leuca, Gallipoli Montefiore e Soccer Dream Parabita (fermate nel girone di qualificazione). Pur mancando ancora le ultime due sfide, il bilancio dell’edizione 2018 del Trofeo Caroli Under 14 non può che dirsi più che positivo alla luce dei grandi numeri che segnano l’evento con ben 68 partite “spalmate” in appena cinque giorni su 21 campi (non solo Gallipoli e Castrignano del Capo, ma anche Casarano, Nardò, Maglie, Poggiardo, Racale, Ugento, Parabita, Taurisano, Otranto, Collepasso, Tricase).

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