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Gallipoli

Torre Mozza (Ugento) – Tragedia sfiorata ieri sera nelle acque del basso Ionio per un veliero incagliatosi tra le rocce affioranti nelle secche al largo del litorale ugentino. L’imbarcazione trasportava, in pessime condizioni igienico sanitarie, circa 65 immigrati (35 uomini, 14 donne e 16 minori). Ad intervenire sul posto il BSO 249 della seconda squadra unità navale della Guardia di Finanza di Leuca alle dipendenza della sezione operativa di Gallipoli.

Due arresti I militari hanno intercettato l’imbarcazione, bloccato e arrestato i due scafisti (di probabile nazionalità ucraina) per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I due, tra l’altro, dopo aver abbandonato l’imbarcazione e l’equipaggio hanno cercato di darsi alla fuga a bordo di un tender mettendo ancor di più a rischio la salute dei migranti. L’operazione dei militari della Guardia di Finanza, atta a disincagliare il veliero in secca, è continuata fino alle prime ore di questa mattina mentre i migranti sono stati soccorsi e “scortati” verso il porto di Gallipoli dalla Capitaneria di Porto e trasferiti nel centro di accoglienza Don Tonino Bello di Otranto.

Paola Scialpi

Gallipoli – Consegnata alla scuola di via Gorizia l’ex abitazione del custode: lo ha deciso l’Amministrazione comunale nei giorni scorsi. Il provvedimento è stato adottato da un lato perché dalla stessa scuola era partita la richiesta di avere la disponibilità di quei locali, e, dall’altro, per impedire che l’immobile – come già avvenuto in passato – finisse per essere occupato del tutto illegalmente. “Evitare nuovi casi di occupazioni abusive e dotare il plesso scolastico  di via Gorizia di ulteriori spazi per le proprie attività istituzionali”: comincia infatti così la nota del Comune che chiarisce appunto le ragioni della deliberazione.

“Con questo duplice obiettivo l’Amministrazione comunale ha assegnato, tramite atto di  concessione amministrativa e a titolo gratuito in ossequio al relativo  regolamento comunale per l’uso da parte di terzi di beni immobili ad uso  non abitativo nella disponibilità dell’Amministrazione comunale. L’immobile è composto da tre vani più accessori.

Obiettivo di tale  donazione è quello di “consentire  al plesso guidato dalla professoressa  Martinella Biondo di avere un ampio locale di circa quattro vani da  utilizzare in base alle esigenze che saranno definite dallo stesso  dirigente scolastico; un locale – prosegue la nota – che è stato oggetto, anche nel passato  recente, di occupazione abusiva e pertanto la scelta dell’Esecutivo va  nella direzione di mettere nella fruizione e nella disponibilità  pubblica, per finalità prettamente educative”. Attualmente l’immobile si presenta murato proprio per scongiurare ulteriori ingressi abusivi.

L’intendimento  dell’Amministrazione Comunale – dichiara l’assessore al Patrimonio,  Paola Scialpi – è quello di avviare una politica volta ad utilizzare nel  migliore dei modi il patrimonio comunale. La delibera di recente  approvata, che mira a consegnare un bene di proprietà del Comune nella  disponibilità e fruibilità pubblica, atteso che il beneficiario finale è  l’ente scolastico, va proprio in questa particolare direzione e  rappresenta la prima di una serie di iniziative tese a tutelare il  patrimonio dell’Ente, sia valorizzandolo, sia contraendo eventuali  sprechi”.

Guida alla programmazione dei film in uscita nelle sale cinematografiche di Gallipoli e Nardò da mercoledì 19 a mercoledì 26 settembre 2018

GALLIPOLI – TEATRO ITALIA
Da Mer 19 a Mer 26 settembre

Sala 1
“Gli Incredibili 2”
Orario spettacoli: 18.15 – 20.30 – 22.30

Solo Mer 19
Sala 2
“The Equalizer 2 – Senza Perdono”
Orario spettacoli: 18.15 – 20.30 – 22.30

Sala 3
“Gotti – Il primo Padrino”
Orario spettacoli: 18.30 – 20.30 – 22.30

Da Gio 20 a Mer 26
Sala 2
“The Equalizer 2 – Senza Perdono” – spettacolo unico 18.15

“Gotti – Il primo Padrino” – orario spettacoli: 20.30 – 22.30

Sala 3
“The Nun” – orario spettacoli: 18.30 – 20.30 – 22.30

 

GALLIPOLI – TEATRO SCHIPA
Solo Mer 19
“Sulla mia pelle”
Orario spettacoli: 18.30 – 20.30 – 22.30

Da Gio 20 a Mer 26
“Una storia senza nome”
Orario spettacoli: 18.30 – 20.30 – 22.30

 

Prezzi: intero €. 7,00  ridotto € 5,00 + € 1.00 per 3d
Dal lun al ven 1° spettacolo € 5,00 + €. 1,00 per 3d, escluso festivi e anteprime
Mercoledì € 5,00 + €. 1,00 per 3d, escluso festivi e anteprime

 

NARDO’ – MULTISALA PIANETA CINEMA
*(lunedì chiusura per riposo settimanale)

Da Gio 20 a Mer 26 settembre
Sala 1 “Gli incredibili 2” – orario spettacoli: 17.40 – 20.05 – 22.30
Sala 2 “Una storia senza nome” – orario spettacoli: 18.05 – 20:15 – 22:25
Sala 3 “Gotti – Il primo Padrino” – orario spettacoli: 18:10 20:20
Sala 3 “Sulla mia pelle” – spettacolo unico ore 22.30
Sala 4 “Hotel Transylvania 3 – Una vacanza mostruosa”  spettacolo unico: 18.15
Sala 4 “The equalizer 2 – Senza perdono” – orario spettacoli: 20.10 – 22.30
Sala 5 “The Nun” – orario spettacoli: 18:30 – 20:25 – 22:20

 

Prezzi
Martedì (tariffa unica) € 5,00
Mercoledì € 5,00 intero € 4,00 ridotto
Altri giorni, prefestivi, festivi e prime € 7,00 intero  € 5,00 ridotto

 

Gallipoli – Si va verso un orario di lavoro rimodulato, differente nei mesi di giugno, luglio, agosto e settembre rispetto a tutti gli altri mesi dell’anno, degli addetti al servizio di nettezza urbana della città. Inoltre in aggiunta a quanto stabilito nel contratto d’appalto dell’Aro 11, di cui capofila è Gallipoli, verranno attivati altri servizi in materia ambientale. I dipendenti chiamati a percorrere la strada prevista dall’articolo 18 del contratto nazionale collettivo di lavoro circa “la ripartizione dell’orario di lavoro multiperiodale” sono i 76 attuali: nessuno, secondo questa ipotesi di lavoro avanzata dall’Amministrazione comunale ed apprezzata dalle aziende interessate e dalle organizzazioni sindacali, resterà dunque fuori in questo delicato passaggio tra vecchio e nuovo appalto che deve entrare in vigore a partire dall’1 ottobre.

Si deve procedere a tappe forzate Le parti tornano a riunirsi il 21 prossimo in Confindustria a Lecce, per “proseguire il confronto”. in altre parole si tratta di definire adesso quanti operatori saranno in carico della gial Plast di Taviano e quanti a carico dell’altra impresa associata, la lombarda Colombo Biagio.

Stiamo facendo dei progressi“, si limita a dire un prudente Paolo Taurino, rappresentante della Funzione pubblica Cgil che è impegnato a trovare una soluzione praticabile ai cosiddetti “esuberi” (intorno alle 25 persone) con i sindacalisti di Cisl, Uil, Ugl, Fiadel, Usb, Isa e i rappresentanti sindacali di base (Rsu) Giuseppe Carroccia e Cosimo Caiffa. Per la società di Taviano stanno seguendo le trattative Paolo Babbo e Fausto Viva. In attesa del prossimo incontro, intanto, è stato corretto l’inserimento di un addetto nuovo nell’elenco dei 76 lavoratori del cantiere di Gallipoli.

Altra novità importante messa a verbale nella riunione di ieri, 18 settembre, è la volontà dei sindacalisti di sottoporre a referendum consultivo l’accordo finale. Gli stessi rappresentanti hanno chiesto alle due aziende di procedere alla ripartizione degli operatori “con criteri oggettivi e condivisi”.

Rimane nel frattempo congelato lo stato di agitazione proclamato l’11 settembre scorso, alla luce di queste proposte del Comune illustrate l’altro ieri dal Sindaco Stefano Minerva e dal vicesindaco Giuseppe Venneri. presente il presidente della commissione ambiente Cosimo Nazaro, proposte che hanno visto interessate tutte le altre parti coinvolte nella delicata vicenda, al centro peraltro di scontri politici in Consiglio comunale e fuori. I servizi aggiuntivi cui hanno pensato gli amministratori comunali sono di igiene ambientale, attività complementari a quelle presenti nel contratto d’appalto, servizi accessori a richiesta già previsti nel capitolato dell’Ambito rifiuto ottimale e una maggiore frequenza di raccolta di rifiuti.

Oltre alla “piena soddisfazione per l’impegno espresso dall’Amministrazione comunale” venuto da più parti, da parte aziendale è stata manifestata una preoccupazione-raccomandazione: “La distribuzione dell’orario di lavoro prospettata non infici l’esecuzione dei servizi nei mesi di luglio e agosto”. In base allo schema su cui si sta lavorando, gli addetti avranno due ore in meno a settimana da ottobre a maggio e quattro ore in più a settimana da giugno a tutto settembre.

Gallipoli – Spaccio di droga, sicurezza stradale, microcriminalità: questi i principali campi d’azione nei quali si è intensificata, nel corso dell’estate, l’attività di prevenzione e di repressione dei carabinieri. In tutta la provincia, ma con un occhio di riguardo a Gallipoli ed al suo litorale nonché Porto Cesareo, Santa Cesarea Terme e la pineta di Torre dell’Orso. Per tutto il Comando provinciale (sei Compagnie e 60 Stazioni), a supporto dell’ordinaria vigilanza, sono stati impiegati da giugno ad agosto, altri 120 carabinieri giunti come rinforzi, dei quali 45 soltanto per Gallipoli.

La “sicurezza percepita” Accanto alle operazioni più importanti (l’ultima ieri con la banda della droga italo-albanese tra Taviano e Gallipoli, poi Var Bay ancora a Gallipoli e l’omicidio Fasano a Melissano), l’obiettivo dell’Arma è stato quello di garantire la sicurezza anche a livello di “prossimità e visibilità” per aumentare, nei fatti, anche la “sicurezza percepita” da parte di turisti, operatori del turismo e semplici cittadini. Migliaia sono state le chiamate al numero d’emergenza 112, anche per semplici informazioni o per segnalare “situazioni sospette”.

La “malamovida” I servizi sono stati intensificati nei fine settimana in particolar modo lungo la fascia costiera adriatica e jonica, nei pressi dei locali notoriamente conosciuti quali luoghi di aggregazione giovanile, per contrastare il fenomeno della cosiddetta “malamovida” legato allo spaccio di sostanze stupefacenti ed alla guida alterata da droghe o alcol (massivo è stato l’uso degli etilometri). I controlli hanno riguardato anche il mancato uso del casco e delle cinture di sicurezza così come il fenomeno della guida distratta dal telefonino ed il superamento dei limiti di velocità.

I controlli sul commercio illegale Molti servizi condotti a piedi, nelle aree a maggiore vocazione turistica, così come i controlli nei confronti di soggetti socialmente pericolosi perché sottoposti a misure di prevenzione. Particolare attenzione è stata posta al fenomeno dell’abusivismo commerciale ed alla vendita di prodotti con marchi di fabbrica contraffatti o dannosi per la salute, con il sequestro di migliaia di articoli illegali (borse, scarpe, cappelli, giocattoli per bambini) con sanzioni soprattutto nei confronti di cittadini extracomunitari, alcuni dei quali non in regola con il permesso di soggiorno.

I numeri Nello specifico, sempre nei mesi centrali dell’estate, ovvero da giugno a ad agosto, sono state arrestate 223 persone, 45 delle quali solo a Gallipoli. A seguire gli altri numeri con riferimento all’intera provincia ed alla Città Bella: 1.371 denunce (197); 12.806 (1475) pattuglie utilizzate; 6.046 contravvenzioni al Codice della strada (1038); 209 (25) patenti ritirate; 132 (33) carte di circolazione ritirate; 82 mezzi sequestrati (35).

Le grandi operazioni Tra le operazioni più importanti dell’estate i carabinieri ricordano quella condotta a Baia Verde contro lo spaccio di stupefacente, con il monitoraggio dell’area che ha portato all’arresto di 7 indagati (ad oggi in carcere) ed all’identificazione di altri 18 soggetti coinvolti, tutti extracomunitari, con precedenti e senza fissa dimora. Altra operazione quella che ha portato alla veloce conclusione delle indagini sull’omicidio del 24 luglio, a Melissano, del 22enne Francesco Fasano. A neppure 24 ore dall’esecuzione mafiosa, i carabinieri giunsero al fermo di 10 persone meritando il plauso dei vertici dell’Arma. Di ieri gli undici arresti alla “banda delle coca” che riforniva la movida del litorale di Gallipoli con ramificazioni nelle vicine Taviano, RacaleAlezio ed Alliste. Tra di loro il 43enne di Taviano Vincenzo De Matteis, elemento di spicco del “clan Troisi”, affiliato alla Sacra corona unita, già condannato nel 1998 per l’omicidio del boss di Taviano Luciano Stefanelli del 17 luglio 1995.

 

Ugento – Numeri che si riconfermano a livelli alti con un lieve calo, quasi fisiologico: così si può raccontare, al momento, la stagione turistica ormai agli sgoccioli, vista attraverso le esperienze degli operatori di Ugento, che i dati ufficiali di arrivi e presenze incoronano come regina dell’estate. Probabilmente per il tipo di turismo, non tanto giovanile (come quello di Gallipoli che poi ha risentito della chiusura del Parco Gondar e di strutture simili) ma familiare.

Ugento al primo posto fra le località salentine Osservando il trend degli ultimi tre anni fotografato attraverso il report dell’Osservatorio turistico regionale, Ugento è davanti a Gallipoli e Otranto. Fra il 2015 e il 2017, la città ha registrato infatti una crescita sia del turismo italiano che di quello straniero, nei due indicatori degli arrivi e delle presenze (numeri dei giorni trascorsi dai villeggianti sul territorio): in particolare, si è passati dai 103.403 arrivi (totali fra italiani e stranieri) del 2015 ai 107.617 del 2016, fino ai 114.428 del 2017; mentre per le presenze il 2015 ne ha registrate 800.580, passate a 830.869 nel 2016 e cresciute ancora nel 2017, quando sono arrivate a 865.507. Si parla di dati ufficiali, riscontrati, comunicati dalle strutture ricettive; altra cosa sono le stime ed i flussi tanto reali quanto non quantificabili.

Chi c’era ha speso di più In zona, la flessione più importante – che resta comunque contenuta – si è registrata a inizio stagione: soprattutto a giugno, con cali fra il 5 e il 20%; e a luglio, con un meno 10%. Per agosto, invece, il quadro è immutato rispetto allo scorso anno, quando non addirittura in crescita. Discordanti i dati di settembre: se alcune strutture hanno recuperato, per altre il fine estate è risultato amaro. Andando per settori e per fasce di vacanzieri a Ugento e marine, è necessario osservare com’è cambiato il target di chi sceglie di trascorrere qui le vacanze: “La fascia alta, quella che sceglie residence e villaggi, ha continuato a prenotare perché ha trovato i servizi che cerca. Sappiamo, però, che altrove il calo si è sentito di più, soprattutto nella fascia bassa, quella che opta per le case vacanze”, fanno sapere dal residence La Giulita, a Torre Mozza. Ospiti di fascia medio-alta quindi, come confermano anche dal ristorante Morfeo, a Torre San Giovanni: “Dopo il leggero calo di giugno – afferma il proprietario, Luca Scarcia – a luglio gli incassi sono stati uguali rispetto alla passata stagione: qualche cliente in meno, ma quelli che c’erano hanno speso di più”.

Meno vacanze fai da te, meno giovani Il turismo qui sembra premiare la qualità. Ne sono convinti i gestori dell’agriturismo Torre Casciani e Giovanni Cavalera del bar-ristorante Baxter, entrambi a Torre San Giovanni. Per Cavalera, la stagione è stata buona, perfino in crescita, ma ammette: “A livello generale, parlando anche con altri operatori, il calo c’è stato, anzi, sarebbe più corretto parlare di un cambio di tendenza: meno turismo giovanile, cosa che si è ripercossa sui bar, con una riduzione nel consumo degli alcolici. Riguardo il mio locale, però, siamo riusciti a lavorare bene puntando sulla cucina e diversificando l’offerta con il sushi bar, che è l’unico in zona”. Anche da Torre Casciani arriva una simile analisi: “Perché gli agriturismi fidelizzano i clienti, lavorano sulla qualità e il km 0 e questo ci ha favoriti”.

Dopo il boom del 2017, si torna alla normalità Nessuna stagione compromessa, semmai una estate 2018 di ritorno alla buona “normalità” precedente: “Il meno 5-10% di cui si parla – afferma Alessandro Pierri, presidente dell’associazione commercianti di Torre San Giovanni, oltre che gestore dell’agenzia immobiliare Verso Sud – dipende anche dal confronto con lo scorso anno, quando c’è stato un boom di presenze che, se ha portato indubbiamente vantaggi economici, ha anche influito in negativo sulla vivibilità e i servizi: Torre San Giovanni non è pronta ad affrontare flussi come quelli del 2017. Quest’anno, con qualche presenza in meno, la qualità della vacanza è aumentata”. Sulla stessa lunghezza d’onda Mirko Congedi, proprietario dell’omonimo frantoio a Ugento, ma anche del b&b Dimora Terranostra  sempre a Ugento e di alcuni appartamenti a Torre San Giovanni: “L’annata 2017 è stata il top, una sorta di anomalia in positivo. Forse anche per questo, nel confronto con la passata stagione, quest’anno qualcuno parla di un calo”.

Note dolenti: “pubblicità negativa” e infrastrutture ko. Ma non si pensi che la situazione sia tutta rose e fiori. “Anche se la nostra struttura ha lavorato bene – aggiungono i gestori di Torre Casciani – il quadro generale è tutt’altro che rassicurante. Il problema principale è che oggi la pubblicità negativa sul Salento è stata fatta a 360°, associando il territorio alla Xylella, all’Ilva e a Cerano, oltre che a un turismo giovanile (quello di Gallipoli) per così dire ‘sfrenato’. E poi c’è il problema del mancato investimento nelle infrastrutture e nei trasporti, con molti voli che da Brindisi sono stati dirottati su Bari, per non parlare del fatto che i turisti che arrivano in aeroporto sono abbandonati a sé stessi. Le strutture che puntano sulla qualità hanno resistito meglio, ma il calo è stato sentito. Anche perchè negli ultimi anni si è puntato ad avere quanti più clienti possibili nell’immediato, senza porsi però il problema di come farli tornare. Vediamo tante strutture che alzano i prezzi mantenendo una qualità dei servizi bassissima”.

La concorrenza dell’Est Europa è un altro elemento da considerare. Lo sostiene Maria Rita Chirivì, del b&b Messapia a Ugento: “Il fenomeno Salento si sta sgonfiando, perché i prezzi sono troppo alti e i servizi scadenti: con lo stesso budget, la gente preferisce andare in Albania o in Grecia, dove l’offerta è migliore. Per noi la stagione non è stata bellissima, abbiamo avuto un leggero calo a luglio, mentre settembre è stato terribile: lo scorso anno abbiamo lavorato fino al 20, quest’anno invece abbiamo 15 giorni del tutto vuoti”.

Cresce il turismo estero Seppur si tratti di una fetta ancora esigua rispetto ai villeggianti italiani, in arrivo un po’ da tutte le regioni e da Napoli, viene avvertito in crescita il turismo da Paesi esterni all’Italia. Secondo Mirko Congedi, “gli stranieri sono in aumento, ma non arrivano in alta stagione, piuttosto a maggio e ottobre. Quest’anno abbiamo avuto molti inglesi e francesi”. Dal ristorante Morfeo fanno sapere di aver avuto “molti clienti francesi e belgi, concentrati nella settimana successiva ai Mondiali di calcio”. I serbatoi dei villeggianti stranieri sono ovviamente i famosi villaggi ugentini, aperti e quasi al completo da aprile ad ottobre; una realtà consolidata ed a sé stante.

Mancaversa (Taviano) – È di cinque anni e tre mesi la condanna inflitta ad un 29enne di Latina accusato di aver violentato una ragazza la scorsa estate a Mancaversa. Di Anzio (provincia di Roma) la turista 18enne che denunciò la violenza subita al termine di una notte trascorsa in una discoteca di Gallipoli. Intorno alle 6.30 del mattino (era il 30 agosto del 2017) sarebbe stato il ragazzo a bussare alla porta del bungalow dove villeggiava la 18enne conosciuta in precedenza. Nel corso del processo, l’imputato ha ammesso di aver avuto un rapporto ritenendolo, però, del tutto consenziente. Sei anni erano stati, invece, invocati dall’accusa. Di quanto accaduto se ne riparlerà in sede di processo d’appello, già preannunciato dai difensori del condannato.

Casarano – Il futuro dell’ospedale Ferrari passa dai nuovi Dipartimenti. Ne è convinto il segretario cittadino del Partito democratico nel fare il punto della situazione all’avvio dei lavori per la realizzazione della quarta torre dell’ospedale. « La nuova strutturazione “dipartimentale”, a ben vedere, di fatto rappresenta anche una correzione di rotta rispetto al Piano di riordino ospedaliero, e la classificazione “antica” di ospedale di primo livello o di base,  lascia il posto alla migliore organizzazione e funzionalità delle reti dipartimentali», afferma Gabriele Caputo  In quest’ottica, dunque, “si è fatto un enorme passo in avanti verso l’idea ormai largamente condivisa dalla popolazione, che è meglio specializzarsi, avere meno reparti, ma efficienti”.

La nuova organizzazione Dello scorso 9 agosto è la delibera con la quale la Asl Lecce ha adottato la nuova Organizzazione dipartimentale  che, di fatto, nel distribuire le singole Unità operative nell’ impianto della rete dipartimentale provinciale, mette a disposizione di ogni singola struttura ospedaliera, anche quelle di base, le attrezzature, le competenze e le equipè di personale dell’intero dipartimento. «Tradotto in altri termini: la possibilità di cura sarà uguale in tutta la provincia, non dipendendo più le sorti del paziente dalla bravura del primario di turno,  o dalle disfunzioni dell’ospedale di “sotto casa”, ma dalla migliore organizzazione e dalla convergenza di tutte le risorse ed esperienze inserite nelle reti dipartimentali». L’attuale impostazione pone il “Ferrari” in rete dipartimentale con il “Fazzi” di Lecce  per la Neurologia, (con la definitiva previsione della seconda “stroke” in provincia), Chirurgia, Medicina, Urologia, Radiologia, Ortopedia, ma anche Cardiologia nell’ambito del Dipartimento cardiovascolare, Anestesia e Rianimazione.

Il Pd e la “diplomazia istituzionale” «Se questi sono i nuovi propositi, il “Ferrari”  potrà continuare a rappresentare per questa comunità  ed il suo hinterland  un importante punto di riferimento della sanità», continua Caputo. Lo stesso segretario del Pd ritiene, altresì, che Casarano abbia “perso soldi ma soprattutto tempo utile” intraprendendo la via dei ricorsi amministrativi contro il Piano regionale (da ultimo c’è la sentenza del Tar di Bari che conferma la sua classificazione di base), “sottraendo tempo a quella diplomazia istituzionale rivalutata solo a partita finita,  che ha portato solo in zona cesarini alla stesura della nota lettera di riconciliazione istituzionale del sindaco Stefano al Presidente della Regione Puglia”.

La strada dei ricorsi A tal proposito il sindaco Gianni Stefàno ha già preannunciato il ricorso al Consiglio di Stato contro tale ultima decisione del Tar, “in assenza di risposte certe da parte della Regione”. Chiaro il riferimento all’ipotesi di “collaborazione” con l’ospedale di Gallipoli avanzata dallo stesso presidente Emiliano anche all’inaugurazione dei lavori del quarto lotto (sono previste opere da 14 milioni di euro per l’intera struttura).

Gallipoli – Cocaina per la movida del litorale di Gallipoli con ramificazioni nelle vicine Taviano, Racale, Alezio ed Alliste.  Sono undici gli arresti eseguiti nell’operazione antidroga, condotta alle prime luci dell’alba dai carabinieri, che ha permesso di sgominare un’organizzazione italo-albanese dedita al rifornimento, al taglio ed alla distribuzione della cocaina. Le indagini dei militari hanno documentato migliaia di cessioni di stupefacente, principalmente lungo il litorale gallipolino, ma non solo, su richiesta di molti noti professionisti della zona e pure di alcuni minorenni. In conferenza stampa a Lecce si è rimarcato con preoccupazione proprio il dato dell’entità della domanda dei consumatori. Una delle ordinanze di custodia cautelare ha colpito il 43enne di Taviano Vincenzo De Matteis, elemento di spicco del “clan Troisi”, affiliato alla Sacra corona unita ed operante a Racale e nei comuni limitrofi. L’uomo era già stato condannato nel 1998 per omicidio con sentenza divenuta irrevocabile nel 1999.

La tecnica delle “cipolline” La cocaina spacciata veniva ceduta all’interno di involucri della forma di “cipolline” che, nel corso delle tante intercettazioni captate, venivano indicate con il termine “amici”. Da qui il nome “Amici miei” dato dai militari all’operazione portata a termine su richiesta della Procura della Direzione distrettuale antimafia. Ciascuna “cipollina”, dal peso di 0,5 grammi, veniva poi ceduta al prezzo di 60 euro per un introito complessivo accertato nel corso delle indagini per oltre 350mila euro. L’indagine, avviata nel novembre del 2016, ha portato alla luce la tecnica del “drug & drive”, consistente nell’accostamento di due veicoli in una zona poco frequentata con il successivo rapido scambio di stupefacente. In due occasioni, nel gennaio e nell’aprile del 2017, i carabinieri del Nucleo operativo sono riusciti ad individuare i nascondigli della cocaina sequestrando rispettivamente 30 cipolline la prima volta e 400 grammi poi, con l’arresto di tre persone.

La prima volta dei “Cacciatori” Per la perfetta riuscita dell’operazione, con elicotteri a bassa quota nella zona di Gallipoli intorno alle 4, i carabinieri hanno potuto fare affidamento alle unità cinofile antidroga di Modugno, ad un elicottero del Nucleo di Bari ed allo Squadrone eliportato “Cacciatori Puglia” istituito dall’allora ministro Minniti del governo Gentiloni, con base a Vico del Gargano.

L’ultimo precedente Vincenzo De Matteis era stato arrestato anche nell’aprile del 2017 quando, in una campagna di Taviano, i carabinieri della Compagnia di Gallipoli lo fermarono nel cedere (sempre con la tecnica delle auto affiancate) un pacchetto in cellophane con all’interno ben 100 grammi di cocaina purissima a due acquirenti, entrambi di Taviano, ovvero il 32enne Pasquale Di Battista ed il 21enne Domenico Scala, entrambi coinvolti nell’operazione “Amici miei”.

Gli arrestati “Amici miei” ha portato a tre ordini di custodia cautelare in carcere e ad otto arresti domiciliari con il contestuale sequestro preventivo di cinque autoveicoli. I reati contestati sono quelli di detenzione ai fini spaccio ed associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. Con De Matteis in carcere sono finiti anche gli albanesi Saimir Sejidini (27 anni) e Klodian Shehaj (36), entrambi residenti a Taviano. Si trovano, invece, ai domiciliari il 26enne Luca Di Battista, nato a Terlizzi e residente a Mancaversa, il 32enne Pasquale Di Battista, nato in Germania e residente sempre a Mancaversa, il 20enne Danel Gjoci, albanese residente a Taviano; il 27enne Roxhers Nebiu, albanese residente a Melissano, il 22enne Gilberto Perrone, nato a Gallipoli e residente a Taviano, il 21enne Domenico Scala, nato a Gallipoli e residente a Taviano, il 25enne Enri Shehaj, albanese residente a Rutigliano mentre il 25enne albanese Rrapush Tafa, residente a Racale, si trova all’estero perchè espulso dall’Italia lo scorso febbraio.

Gallipoli – Convegno di psicologia sabato 22 settembre nella Galleria dei 2 Mari nel Castello angioino, promosso dall’Associazione culturale junghiana salentina Kyklos, che gode del patrocinio del Cipa meridionale (scuola quadriennale di formazione per il conseguimento dell’abilitazione professionale di psicoterapeuta), del Comune di Gallipoli e della Provincia di Lecce e degli Ordini degli psicologi e dei medici della provincia di Lecce. “La bellezza dell’osceno” il titolo del convegno.

L’Associazione Kyklos, che per il terzo anno consecutivo richiama a settembre autorevoli esponenti del mondo della psicologia e della psicanalisi, è stata fondata dalla gallipolina Loredana Benvenga ( al centro nella foto, già direttrice della rivista L’Immaginale, fondata da Dario Caggìa), da Rosario Puglisi (Cipa – Centro italiano di psicologia analitica) e dal direttore del Sert di Gallipoli, Cassio Scategni di Taviano (a destra nella foto), che la presiede tuttora.

Cosa significa oggi il termine osceno Così spiegano gli organizzatori, presentando il tema del convegno in una nota, il perché della ricerca: “Carmelo Bene, in una memorabile intervista da Maurizio Costanzo, a fronte della oscurità etimologica del termine (dal latino caenum = sporchizia, fango, sudiciume?), ripropose l’interpretazione di osceno come derivante da obscena, il fuori scena, ossia l’insieme di contenuti non rappresentabili perché ostentazione di contenuti turpi, immorali o volgari o perché dotati di capacità dirompenti per l’ordine sociale costituito e per la psiche individuale ordinaria. Di converso, la recente modifica legislativa (2016) sanziona il reato di atti osceni in luogo pubblico solo con una ammenda, a meno che tali atti non siano compiuti in presenza di minori”.

“La profonda trasformazione del concetto di osceno (da intendersi non solo in termini sessuali) – proseguono i promotori dell’iniziativa – comporta quindi la necessità di riflettere sulle ricadute generali e personali di tale cambiamento; a fianco delle note interpretazioni antropologiche e sociologiche che vedono tale cambiamento di volta in volta come fatto liberatorio o per converso come segno di un inarrestabile processo di decadenza (o peggio, come schadenfreude, termine tedesco che definisce una sorta di piacere maligno nel degradarsi) è necessario dotarsi di nuove chiavi di lettura atte a favorire una reinterpretazione del fenomeno”.

I relatori del convegno “Il Convegno – precisa la dottoressa Benvenga – ha l’obiettivo di confrontare le prassi cliniche di psicologia del profondo con gli apporti di altri domini culturali e si articolerà in due sessioni di lavoro (quella del mattino dalle 8.30 alle 13.30 e la pomeridiana dalle 15 alle 17.30) con la partecipazione di illustri relatori e cattedratici. I relatori di quest’anno sono gli psicologi analisti e didatti Cipa e Iaap (International Association for Analytical Psychology): Pasqualino Ancona, Francesco La Rosa, Giancarlo Magno, Maurizio Nicolosi, Francesca Picone, Floriana Putino, Ferdinando Testa, e Riccardo Mondo, assieme ai soci Kyklos Fernando Conte (psicologo, analista in formazione Cipa, di Lizzanello, Patrizia Miggiano (attrice e formatrice teatrale, laureata in Filosofia di Corigliano d’Otranto; Daniela Morello (psicologa, analista in formazione Cipa, di Castrì di Lecce) e Emanuele Pasca che parlerà del rapporto tra osceno e arte.

Il programma Dopo i saluti del sindaco di Gallipoli Stefano Minerva, dei presidenti dell’Ordine degli psicologi e dell’Ordine dei medici della Provincia di Lecce, del direttore Cipa e del presidente dell’Associazione culturale “Nea Carpiniana”, sarà la dottoressa Benvenga a tenere la prima relazione sul tema: “L’osceno e il sacro. Lettura immaginale del Malladrone di Gallipoli”. Presenterà e modererà i lavori il presidente dell’Associazione Kyklos, Cassio Scategni.

Gallipoli – Rivisto ed integrato il comitato tecnico scientifico nominato lo scorso maggio che presiederà il percorso burocratico fino a giungere all’istituzione della Scuola di Medicina a Gallipoli, presso l’ospedale Sacro Cuore, per gemmazione dalla Facoltà dell’Università di Bari. La Giunta comunale (la prima dall’insediamento del nuovo Esecutivo) il 13 settembre scorso ha rettificato ed integrato la composizione del tavolo tecnico su indicazione del coordinatore professore Rosario Polizzi e del Sindaco Stefano Minerva.  (nella foto il consigliere Piro promotore dell’iniziativa, il prof. Polizzi, il rettore Uricchio e il Sindaco Minerva)

Questi i  componenti definitivi del comitato: il rettore Antonio Uricchio (Università di Bari); il rettore Vincenzo Zara (Università del Salento); Ottavio Narracci (direttore generale Asl Lecce); il Sindaco Stefano Minerva; il prof. Rosario Polizzi, past president del Consiglio del Corso di Laurea; il prof. Paolo Livrea (docente emerito di Uniba); il prof. Pietro Nazzaro (Ordinario di Uniba); Angelo Mita (assessore comunale alla Sanità Comune di Gallipoli); Lucilla Crudele (Rappresentante “Giovani Medici”); Donato De Giorgi (presidente dell’Ordine dei Medici di Lecce); Francesco Fischetti (professore associato di Scienze Motorie e della Riabilitazione di Uniba); prof. Alessandro Miani (presidente di Sima, Società italiana di medicina ambientale); Filippo Anelli (presidente nazionale dell’Ordine dei medici); Rosario Solidoro, presidente del Consiglio comunale; prof. Loreto Gesualdo (presidente della Scuola di Medicina dell’Università di Bari); Mario De Donatis, esperto e già dirigente della Regione Puglia; Guatiero Pepe, esperto; Vito Sassanelli, già responsabile amministrativo di Uniba.

Nella stessa seduta di ieri la Giunta comunale ha approvato la bozza del Protocollo d’Intesa per la Scuola di Medicina, come fatto nei giorni scorsi dall’Ufficio di presidente della Facolta della “Aldo Moro”. delegando il Sindaco alla sottoscrizione finale, atto che vedrà presto le adesioni dell’Ordine dei Medici di Lecce e della stessa Città di Lecce.

Gallipoli – La Xylella sottospecie Pauca parla ormai tedesco (un focolaio, eradicato), spagnolo (Alicante, Isole Baleari, in una serra in Andalusia), francese (Corsica e Costa azzurra da epidemia), oltre che salentino e pugliese: lo si evince dalla relazione svolta a Roma in questi giorni davanti alla Commissione Agricoltura della Camera dei deputati da uno dei protagonisti della ricerca, il Cnr di Bari e il dottor Pierfederico La Notte, tra risposte incoraggianti, altre deprimenti e opposizioni polemiche ormai da accantonare.

Un albero malato in due anni crea un cimitero intorno a sé L’inedita partita – con un batterio che, inserito in un nuovo contesto rispetto a quello di provenienza, ha costretto i ricercatori a cominciare da zero – si sta giocando su più tavoli: per cercare di limitare l’azione del principale insetto vettore si è arrivati a pensare di inficiarne persino l’attività sessuale, per dire che si sta lavorando a 360 gradi per trovare la coesistenza utile ed economicamente sostenibile tra batterio e ulivi, ma anche mandorli e ciliegi. Senza tralasciare uno degli elementi fonte di recriminazioni e scontri, il fattore tempo essenziale soprattutto nella zona cuscinetto: “Un alberto infetto che rimane al suo posto per due anni genera una diffusione della malattia disastrosa”, ha raccontato La Notte.

Il quadro più aggiornato del flagello che ha colpito la zona del Gallipolino cinque anni fa per poi diventare un problema italiano ed europeo, è stato presentato mercoledì scorso a Montecitorio, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla Xylella. Il ricercatore dell’Istituto  per la protezione sostenibile delle piante del Consiglio nazionale delle ricerche di Bari, ha ricevuto alla fine i complimenti per contenuti, completezza e pacatezza. L’Istituto da cui proviene è il coordinatore di numerosi progetti di ricerca di atto, a cominciare dai due a carattere internazionale, Horizon 2020 e X Factor con 29 partner, multidisciplinare e con studiosi sparsi per il mondo, da Taiwan al Brasile ed agli Stati uniti. Ha insomma la bussola in mano, dovendo interfacciarsi anche con l’Osservatorio fitosanitario regionale e nazionale e con gli organismi europei come quello sulla sicurezza alimentare (Efsa). Lo sguardo del ricercatore ha infatti spaziato sui diversi piani, con passaggi inediti o poco noti: in Italia si è giunti alla convinzione che il batterio non era più eradicabile e che quindi si doveva cambiare strategia passando al contenimento nel 2015; in Corsica e alle Baleari la “non eradicabilità” della Xylella è stata dichiarata nel dicembre scorso.

Colpiti 22mila km quadrati in Europa Accertata la provenienza dal Costa Rica (Centro America), questa specie di batterio ha finora colpito 22mila km quadrati di territorio europeo (lo 0,5%), La strategia del tamponamento si è basata su quattro pilastri stabiliti a livello mondiale: controllo vivai, monitoraggio, inoculo, insetto vettore. Ma ricercatori e studiosi hanno dovuto fare i conti con numerosi elementi diversi da zona a zona: ad esempio, qui nel Salento la gamma delle piante ospiti è salita a 31 specie; in America i vettori sono del tutto diversi da quelli individuati in Italia (l’anno scorso ne sono stati intercettati altri due anche se il principale resta la Sputacchina); cambiano da caso a caso anche le metodologie d’intervento.

Per la Sputacchina, di conseguenza, si è giunti a definire il raggio d’azione (cento metri circa), a pensare a piante-trappola, ad erbe repellenti, fino ai messaggi vibrazionali che l’insetto emette a scopo riproduttivo. “Le linee di studio sono proprio tante – ha sottolineato il dottor La Notte – e adesso nutriamo forti speranze sulle resistenze genetiche di alcune specie”. Sulle 15 esaminate due si sono rivelate, com’è noto, resistenti al batterio, il Leccino (la terza varietà più diffusa nel Salento) e la F17 Favolosa. “Questo punto di arrivo – ha continuato il ricercatore – ha portato a rimuovere il divieto di reimpianto nella zona infetta ed ora lì si può ripartire”. la novità sta nel fatto che il Leccino può essere usato come argine naturale alla diffusione del contagio: riceve il batterio, lo ospita ma non lo trasmette.

Si apre uno spiraglio anche per i Monumentali .L’esperto ha fato riferimento ad un caso segnalato da Giovanni Melcarne, agronomo e produtture di un olio Dop di Gagliano del Capo: “Questa Ogliarola di 80 anni colpita da Xylella, per metà risulta innestata, circa 50 anni fa con Leccino. La parte innestata è quella a sinistra, l’apparato fogliare di Ogliarola a destra. Questa pianta è la più bella evidenza empirica, mai trovata fino ad ora, e fa diventare sempre più reale la possibilità di salvare i nostri Monumentali”, ha affermato Melcarne su Facebook (foto in alto; a sinistra il convegno su Xylella alla Fiera del Levante). Ma la ricerca riguarda anche i semenzali selvatici, l’inoculazione in serra, il sovrainnesto su piante infette e tanto screening: su 12 ettari privati nel Sud Salento sono state innestate 440 varietà italiane ed europee nell’aprile 2016; con gli altri fondi della Regione in arrivo l’esperimento  continuerà “e forse potremo restituire le chiome agli alberi secolari”.

Altro capitolo: le medicine Un versante su cui “i risultati non sono stati finora incoraggianti” è quello della ricerca dei medicinali adatti, di qualcosa che applicato alle piante le faccia guarire. Qualcosa di importante, soprattutto per i vivai di barbatelle della vite della zona di Otranto, si è registrato ancora una volta quando sono state scoperte e testate alcune varietà inattaccabili dalla Xylella e che hanno procurato l’annullamento del divieto per la loro movimentazione. Qualcos’altro di importante si potrebbe ottenere se ci fossero controlli adeguati sui materiali vegetali in ingresso un Europa: “Solo che il Cile ha due punti d’ingresso, l’Unione europea ben 42: questo sistema lascia molto a desiderare”. E preoccupare, anche per il futuro.

L’Ecoresort le Sirenè

Gallipoli – Riparte secondo un calendario ormai fisso, la selezione delle risorse umane nell’ambito della programmazione della prossima stagione 2018-19. Lo annuncia la dirigenza del gruppo Caroli Hotels. Si cercano in particolare professionisti dei settori Ristorazione, Ricevimento, Cucina, Lavanderia, Centro Benessere, Spiaggia, Escursioni. Per inviare il curriculum e candidarsi a risorseumane@carolihotels.it c’è tempo fino al 21 novembre: dal 22 al 25 dello stesso mese saranno effettuati gli incontri con i candidati che avranno ricevuto una e mail di risposta con indicata la data per il colloquio di lavoro presso l’Ecoresort Le Sirenè a Gallipoli.

Le risorse umane selezionate saranno poi inserite nelle strutture del gruppo diretto da Attilio Caroli Caputo (foto): Ecoresort Le Sirenè Gallipoli, Joli Park Hotel Gallipoli, Bellavista Club Gallipoli, Hotel Terminal Santa Maria di Leuca, Villa La Meridiana Santa Maria di Leuca, Sport Hotel Cortina d’Ampezzo.

I requisiti espressamente richiesti nell’annuncio pubblico sono esperienza di almeno due anni maturata nello stesso ruolo indicato nella domanda di colloquio; competenze, professionalità elevata e predisposizione al lavoro di squadra; estrema cortesia e discrezione; massimo impegno nel mantenere gli standard di servizio elevati; ottima conoscenza della lingua inglese e preferibilmente di una seconda lingua straniera.

Il Gruppo Caroli Hotels, che si segnala tra i pochi per una attività pressoché inesauribile durante tutto l’anno con una lunga catena di eventi sociali sportivi e culturali, ha tra l’altro intessuto rapporti con numerosi Istituti alberghieri in tutta Italia, ai quali è riservata anche una gara di livello nazionale che si svolge in primavera.

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Gallipoli – Non aveva pagato quanto stabilito come alimenti alla ex moglie ed ai figli; denunciato dalla donna, è stato condannato a undici mesi di reclusione ed al pagamento di 25mila euro come risarcimento danni. La sentenza è stata emessa dal Tribunale di Lecce ed è a carico di un finanziere di Gallipoli, F. P. di 49 anni.

I fatti denunciati – contro i quali è già stato preannunciato il ricorso in Corte d’Appello da parte degli avvocati dell’uomo – si sarebbero protratti per alcuni anni tanto da portare già in precedenza davanti ai giudici l’ex marito inadempiente. I mancati versamenti di denari avrebbero di conseguenza causato disagi e difficoltà all’ex coniuge ed ai figli nati dal loro matrimonio poi naufragato.

Il condannato – la sentenza è di mercoledì scorso – deve pagare 800 euro di multa e circa 2mila di spese legali.

Gallipoli – Il lido Samsara ha chiuso i battenti. Sono saltati quindi anche gli ultimi due beach party in programma per sabato e domenica prossimi, 15 e 16 settembre. Erano stati pensati per salutare, in tutto relax, l’estate 2018 che invece verrà ricordata con una certa amarezza almeno sul versante jonico dalla società di David Cicchella e Rocco Greco. Sul versante adriatico invece hanno registrato un grande successo anche i due closing party del Samsara Beach di Riccione, che si sono tenuti sabato 8 e domenica 9 settembre (il weekend della Moto GP). Lo staff era pronto a mettersi in moto per il fine settimana per un arrivederci in grande stile.

Sembra la sottolineatura più vistosa tra due attività uguali fra loto: il Samsara di Riccione ha addirittura gli stessi orari in cui si balla in spiaggia (16-20) di Gallipoli. Stesse norme e diverse interpretazioni? Esigenza di leggi più chiare e univoche? La discussione su come non si sia potuto fare molto per salvare un’azienda di spicco del territorio è in pieno svolgimento tra Confindustria (Giuseppe Coppola), Federbalneatori (Mauro Della Valle), Cna Balneatori (Giuseppe Mancarella) e Silb (associazione locali da ballo, il cui presidente nazionale, Maurizio Pasca di Nardò, ha voluto lo steso mettersi a disposizione).

Intanto la società Sabbia d’oro srl, amministratore rocco Greco, ha deciso – anticipando di qualche ora un nuovo ordine del Comune di sgomberare quei circa 1.100 metri quadri di arenile in località Baia verde, ha proceduto a mettere il lucchetto. Col pronunciamento del Consiglio di Stato diventa efficace in tutti i suoi aspetti l’ordinanza emanata nel novembre scorso da via Pavia che metteva la parola fine ad una attività irregolare e non autorizzata, secondo i magistrati che se ne sono occupati a Lecce (il Tar) e a Roma (Consiglio di Stato).

Anche un eventuale ricorso in Cassazione, qualora venisse presentato, non avrebbe certo il potere di sospendere nuovamente l’ordinanza comunale basatra su di una ispezione del luglio di un anno fa dagli agenti della Capitaneria di porto di Gallipoli. La decadenza della concessione riguarda ovviamente tutti gli aspetti dell’attività svolta finora, da quelli commerciali a quelli dei servizi balneari. “Così come era giusto sospendere quel provvedimento fino alla sentenza di Roma, come concordato tra le parti – rilevano dal Comune – adesso è altrettanto scontato procedere”.

Per la cronaca, secondo il programma preparato da tempo, nel prossimo nel week end erano previsti molti degli artisti da consolle di casa al Samsara: Botteghi, Bellemani, Chicco, Eugenio Colombo, Jody Cecchetto, Danilo Seclì, Marco Santoro, Marco Giorgino, Cristina Oliveira DJ, Max Baccano, Fabio Marzo, Luigi Abaterusso, Carlo Sazio, Gabriele Blandini e Luca Bovino. Niente da fare. Arrivederci non si sa a quando e come. (nella foto il manifesto che annunciava la festa di fine stagione al Samsara di Riccione e Gallipoli).

Guida alla programmazione dei film in uscita nelle sale cinematografiche di Gallipoli e Nardò da giovedì 13 a mercoledì 19 settembre 2018

GALLIPOLI – TEATRO ITALIA
Da Gio 13 a Mer 19 settembre

Sala 1
“The Equalizer 2 – Senza Perdono”
Orario spettacoli: 18.15 – 20.30 – 22.30

Sala 2
“Mamma mia – Ci risiamo!”
Orario spettacoli: 18.15 – 20.30 – 22.30

Sala 3
“Gotti – Il primo Padrino”
Orario spettacoli: 18.30 – 20.30 – 22.30

 

GALLIPOLI – TEATRO SCHIPA
Da Gio 13 a Mer 19 settembre
“Sulla mia pelle”
Orario spettacoli: 18.30 – 20.30 – 22.30

Prezzi: intero €. 7,00  ridotto € 5,00 + € 1.00 per 3d
Dal lun al ven 1° spettacolo € 5,00 + €. 1,00 per 3d, escluso festivi e anteprime
Mercoledì € 5,00 + €. 1,00 per 3d, escluso festivi e anteprime

 

NARDO’ – MULTISALA PIANETA CINEMA
*(lunedì chiusura per riposo settimanale)

Da Gio 13 a Mar 18 settembre
Sala 3 “Resta con me” – orario spettacoli: 18.05 – 20.00
Sala 3 “Mission impossible Fallout”  spettacolo unico: 22.00

Da Gio 13 a Mer 19 settembre
Sala 1 “Gotti – Il primo Padrino” – orario spettacoli: 18.10 – 20.20 – 22.30 (*Mer 19 stessi orari ma in sala 3)
Sala 2 “Mamma mia! Ci risiamo” – orario spettacoli: 20.15 – 22.30
Sala 2 “Teen Titans go! Il film”  spettacolo unico: 18.30
Sala 4 “Hotel Transylvania 3 – Una vacanza mostruosa”  spettacolo unico: 18.30
Sala 4 “Slender man”  – orario spettacoli: 20.35 22.25
Sala 5 “The equalizer 2 – Senza perdono” – orario spettacoli: 17.50 – 20.10 – 22.30

Solo Mer 19 settembre
Sala 1 “Gli incredibili 2”  orario spettacoli: 17.40 – 20.05 – 22.30

 

Prezzi
Martedì (tariffa unica) € 5,00
Mercoledì € 5,00 intero € 4,00 ridotto
Altri giorni, prefestivi, festivi e prime € 7,00 intero  € 5,00 ridotto

 

Daniele Gatto

Casarano – Sarà un piano sociale d’Ambito improntato sulla continuità con il passato ma anche con importanti novità, quello che la conferenza dei servizi sarà chiamata ad approvare a breve e rendere così operativo (l’Ambito di Gallipoli ha chiuso il cerchio il 30 agosto scorso). L’Ambito territoriale sociale di Casarano comprende, oltre al Comune capofila, anche Collepasso, Matino, Parabita, Ruffano, Supersano e Taurisano; dopo oltre nove mesi dedicati alla programmazione, alla concertazione e alla co-progettazione, è stato messo a punto un piano che mira a consolidare il welfare tradizionale e a costruire un welfare innovativo.

I numeri registrati sono importanti e rendono l’idea della mole di lavoro svolta dall’Ambito, che più volte in passato ha incassato il plauso da parte di enti terzi, come, ad esempio, il Tribunale di Lecce. Ammontano a 663 le domande per il Reddito di inclusione (Rei) presentate nel 2018 e 137 sono i tirocini attivati con il Reddito di dignità (Red) della Regione. In 130 hanno usufruito del Servizio di assistenza domiciliare (Sad) per anziani e in 50 di quello per disabili. L’assistenza domiciliare integrata (Adi) ha riguardato 40 anziani, 17 soggetti con disagio psichico e 12 disabili.

Nell’ambito della prevenzione dalle dipendenze sono stati somministrati 1400 questionari nelle scuole secondarie di primo e secondo grado. I tirocini per tossicodipendenti sono stati 40. L’assistenza educativa domiciliare (Ade) ha riguardato 33 nuclei familiari, mentre sono stati circa cento gli utenti che si sono rivolti al centro ascolto e 17 quelli seguiti dallo Sportello immigrati. Gli alunni che hanno potuto beneficiare dell’integrazione scolastica sono stati 65. Il servizio di telesoccorso ha riguardato 60 nuclei familiari e 17 cittadini hanno fruito del progetto di vita indipendente (Provi). A questi numeri si aggiungono i progetti regionali con inserimento sociolavorativo, il Centro antiviolenza, il servizio affido/adozione ed altri servizi erogati dall’Ambito ed efficacemente elencati nella Carta dei servizi.

Più protezione per le fasce deboli «L’obiettivo del piano triennale 2018-2020 – spiega la responsabile dell’Ufficio di Piano, Gigliola Todisco – è quello di consolidare quanto già costruito per un  potenziamento della coesione nella comunità e, nello stesso tempo ampliando gli interventi a sostegno delle fasce deboli. Proprio per questo, abbiamo inserito degli interventi che nel precedente piano non c’erano, come ad esempio il Pippi, servizio a sostegno dell’infanzia che mira ad evitare l’allontanamento dalle famiglie. Altra novità sono il servizio di ridistribuzione alimentare che si occupa di recuperare e distribuire prodotti vicini alla scadenza, la mensa sociale per la fornitura di un pasto giornaliero agli utenti segnalati, l’équipe multidisciplinare per l’attivazione del Rei e integrazione del Rei con il Red, l’assistenza domiciliare integrata per i pazienti affetti da Alzheimer».

Personale ridotto all’osso Grande rilievo alle famiglie, investendo sullo sportello ascolto, un servizio che è andato benissimo e che ha registrato un numero crescente di utenti. Come notevole importanza è stata riconosciuta al servizio di prevenzione alle dipendenze nelle scuole, servizio che ha funzionato molto bene in questi anni.  Tutto ciò, con un organico ridotto all’osso. Ad affiancare la responsabile dell’Ufficio, vi sono un amministrativo part-time e quattro operatrici del Servizio sociale professionale, tre a tempo pieno e una part-time. In ogni Comune dell’Ambito è attivo uno sportello con un assistente sociale, che è il trait d’union tra i servizi sociali comunali e l’Ambito.

Aumentano le domande a cui rispondere «Per contro il lavoro aumenta – commenta l’assessore Daniele Gatto – l’utenza del Red e del Rei nell’ultimo anno è aumentata, poiché è cresciuta la platea di utenti che vivono il disagio economico e che si interfacciano con noi, chiedendo risposte e celerità. Va detto, però, che noi facciamo solo da tramite. Il Caf manda i dati all’Inps che eroga i contributi, noi effettuiamo il controllo sulla documentazione e avviamo i progetti lavorativi». Circa tutto il resto “non va scordato – aggiunge Gatto – che quelli che eroga l’Ambito sono servizi essenziali, che devono essere utilizzati al meglio, perché vanno incontro alle esigenze delle fasce più deboli: minori, disabili, anziani. Avere un supporto fa sentire le istituzioni più vicine, con un’ampia varietà di servizi. Non è sempre facile arrivare a tutti, ma si cerca di fare il meglio affinché le persone avvertano che non sono sole. Da qui l’importanza di avere un centro di ascolto per chi, a volte, non ha alcun supporto familiare o economico».

Gallipoli – Il Castello “sommerso da erbacce altissime e soffocato dalle autovetture”; “evidentissimi segni di cedimento lungo tutta la cinta muraria”; oltre le mura del centro storico “erbacce e rifiuti di ogni genere”; nessuna perizia risulta commissionata “per la verifica del danno causato dalla posa in opera dei famosi frangiflutti in cemento armato” alla spiaggia della Purità e, infine, le condizioni della Fontana greco-romana che “presenta evidenti crepe e profonde lesioni”: citando questi esempi i consiglieri di minoranza Sandro Quintana, Caterina Fiore, Giuseppe Cataldi, Flavio Fasano hanno presentato durante il Consiglio comunale dell’11 settembre una interrogazione urgente avente per tema “il grave degrado del nostro patrimonio storico ambientale” chiedendo interventi altrettanto urgenti all’Amministrazione comunale.

In particolare gli interroganti inviano a corredo del testo della istanza affidata al presidente del Consiglio comunale, Rosario Solidoro, alcune immagini sullo stato di uno dei monumenti simbolo della città, la fontana greco-romana. Circa la spiaggia della Purità e del piccolo tratto di arenile scomparso per qualche tempo durante i lavori citati e poi ricomparso, i consiglieri di opposizione chiedono notizie anche sul collaudo finale di quelle opere a difesa della cinta muraria.

“A nulla possono valere convegni e mobilitazioni – concludono i quattro consiglieri comunali – a favore di un turismo tutto da costruire se prima non si effettuano interventi di recupero, difesa e valorizzazione del nostro patrimonio e dell’intero centro storico”.

Gallipoli – Il lido più famoso di Gallipoli, il Samsara, deve sgomberare. La Sezione Quinta del Consiglio di Stato di Roma, che aveva esaminato la vertenza trattenendola per la decisione nella riunione del 7 giugno scorso, l’ha pubblicata ieri, confermando così le motivazioni che già il Tar di Lecce aveva messo a base del diniego circa il ricorso avanzato dalla società Sabbia d’oro srl.

La massima magistratura amministrativa ha ripreso e fatte proprie le valutazioni dei giudici del Tribunale amministrativo regionale sezione di Lecce. “Il punto centrale – si legge in un passaggio della sentenza lunga sette pagine – ai fini della decisione è rappresentato dal dato sostanziale e funzionale che, secondo quanto accertato dagli operatori della locale Capitaneria di porto, fosse in concreto impossibile utilizzare o anche semplicemente individuare le attrezzature finalizzate alla balneazione e le dotazioni di sicurezza”. In altri, termini, è riconosciuto un sostanziale snaturamento della originaria concessione per stabilimento balneare; da qui la decadenza della concessione per occupare quei 1.089 metri quadri in località Baia verde.

La sentenza da eseguire Il Collegio giudicante “ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa”. Le spese legali sono state compensate: tutti i soggetti costituiti in giudizio, dal Comune a Federbalneari Salento, alla società Sabbia d’oro, pagheranno i propri avvocati (il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti è stato rappresentato dall’Avvocatura generale dello Stato).

I magistrati romani hanno demolito punto per punto le eccezioni sollevate dai legali della società gallipolina, fatte sia nei confronti delle modalità con cui gli agenti della Capitaneria di porto hanno girato il video nell’ispezione del luglio 2017, sia nei confronti del Comune per non aver rispettato nelle procedure “principi di gradualità e proporzionalità che devono necessariamente presiedere all’adozione di provvedimenti di decadenza sanzionatoria”. Non hanno inciso nella decisione, si precisa, le emissioni sonore in quelle quattro ore di attività che il Consiglio di Stato ha definito da “discoteca a cielo aperto” non assimilabile ad attività accessoria”.

La prima reazione “Il Samsara è un modello straordinario di turismo giovanile che ha portato tanti benefici in tutto il Salento. È mancata una normativa di riferimento estremamente chiara – è il commento di Giuseppe Coppola, presidente della sezione turismo di Confindustria Lecce – a cui attenersi. Una normativa che detti le regole sul demanio, dal momento che quella in vigore risulta obsoleta a causa dell’evoluzione del turismo a livello europeo. Occorre dunque accelerare il percorso legislativo per poter fronteggiare in maniera più incisiva le esigenze rappresentate da una fetta di turismo, quello giovanile, di cui l’Italia, la Puglia e il Salento non possono più fare a meno”.
“La proposta di Confindustria – rileva Coppola – è sempre stata quella di definire con chiarezza come poter utilizzare da parte dell’impresa il famoso 40% della concessione demaniale da destinare ad attività complementare. Che non è detto debba essere necessariamente legato alla somministrazione di musica. Perché esistono in altre realtà, e sono richiestissimi, anche altri tipi di offerte negli stabilimenti balneari che vanno dal benessere e quindi la possibilità di dotare gli stabilimenti balneari di vasche idromassaggio ed ogni altra innovativa attrezzatura, alla richiesta di pacchetti sportivi e quindi la possibilità di posizionamento di attrezzature per lo sport e l’attività fisica.
Tenendo sempre ben presente che non è il turista che sceglie il territorio, ma è il territorio che sceglie il segmento di turismo a cui rivolgersi in funzione dell’offerta proposta. Il turismo giovanile rappresenta una risorsa, ma deve viaggiare all’interno di regole ben precise. Indispensabili ad accrescere la reputazione di quella che in gergo viene definita destinazione turistica”.

Per le conclusioni Coppola richiama il dato, pubblicato giorni fa da piazzasalento.it sull’ammontare dei rifiuti raccolti: “L’estate 2018 è ormai alle battute finali ed i dati, quelli rappresentati dagli indicatori che fanno emergere il sommerso, dicono che a Gallipoli la produzione dei rifiuti del mese di agosto 2018 è stata di 10.000 kg. superiore a quella dell’agosto 2017. La crisi, dunque, c’è stata solo nella mente di chi ha sperato che ci fosse”.

 

Gallipoli – Arriveranno in città dopodomani, giovedì 13 per ripartire la mattina dopo e proseguire il loro tour di solidarietà a bordo di arzilli Ape, nati peraltro 70 anni fa. Si chiama SolidApe l’iniziativa di nove apenauti ed un ciclista; in calendario 4mila chilometri in 15 giorni, portando là dove possibile regali e segni di solidarietà e vicinanza, come accaduto a Norcia ed a quelle scuole lesionate dal terremoto.

“Apeggiando per l’Italia” è partito da Cazzago San Martino in provincia di Brescia; le principali tappe sono Brescia, La Spezia, Grosseto, Perugia, Ancona, Chieti, Roma, Foggia, Napoli, Cosenza, Reggio Calabria ma, evidentemente, non hanno resistito a fare una visitina a Gallipoli, con un pernottamento offerto dalla parrocchia di Sant’Antonio.

I volontari di SolidApe hanno già raccolto e donato circa 30.500 euro a diverse associazioni tra cui la Lilt contro i tumori e ad altre associazioni che si occupano dei bambini. La carovana è composta da un ciclista come detto, quattro Apecar ed un furgoncino anni Settanta, La velocità media è di 30 chilometri orari. La basa velocità non ha impedito loro di arrivare in Norvegia ed a Capo Nord in 24 giorni di viaggio.

La chicca di questo tour è la partecipazione all’udienza papale del mercoledì 19 settembre, come accordato da Papa Francesco dietro loro richiesta. Staccati otto biglietti per incontrare all’incontro papale che sarà dalle 15 alle 19.

Gallipoli – Consiglio comunale delle grandi occasioni quello di oggi, iniziato alle 9,50 e conclusosi intorno alle 13, con tutti i 21 consiglieri presenti così come i nuovi assessori (ad eccezione di Angelo Mita). In aula il primo Consiglio comunale convocato dalle minoranze (cinque consiglieri) con due argomenti tosti che, non a caso, hanno acceso animi e dato luogo a sconti dialettici che a tratti hanno coinvolto anche il numeroso pubblico.

Un bel pezzo dei lavori si è infatti consumato si recenti passaggi dalla maggioranza all’opposizione dei consiglieri Sandro Quintana e Caterina Fiore e sugli strascichi che simili cambi di fronte generano. Il Sindaco Minerva ha ribadito il suo giudizio di “minoranza raccogliticcia”, riferendosi anche alle vecchie e recenti fratture fra alcuni componenti della nuova opposizione; gli ha risposto a tono il capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano. Ma alla fine chi aveva pensato ad una maggioranza sotto pressione ed intimorita è rimasto complessivamente deluso.

 

Dopo le comunicazioni del presidente Rosario Solidoro, relative all’abbandono del Pd da parte di Tony Piteo e dell’Udc da parte di Caterina Fiore e Federica Portolano, ci sono state le comunicazioni del Sindaco, che ha presentato per la prima volta al Consiglio la nuova Giunta con gli assessori Giuseppe Venneri, Biagio Palumbo, Antonella Russo, Paola Scialpi. Dopo l’interrogazione di Gallipoli Futura svolta dal consigliere Giuseppe Cataldi) relativa all’associazione  “Regalami una rosa”, che è in cerca di locali dove poter svolgere la propria attività di volontariato, si è poi passati ai nodi scottanti della giornata preceduti nella mattinata di sabato scorso da una conferenza-stampa dei cinque consiglieri proponenti, e da una convocazione dell’ultima ora (poi andata deserta per l’assenza dei consiglieri di maggioranza) della Commissione urbanistica.

Le proposte delle minoranza non sono passate Stoppate le modifiche degli articoli 10 e 13 del Regolamento sull’organizzazione e sul funzionamento del Consiglio comunale e delle commissioni consiliari, la prima e, secondo argomento, le “misure urgenti di carattere urbanistico, idrogeologico ed ambientale per fronteggiare l’emergenza dell’intero bacino idrografico Baia Verde con sospensione dei lavori del cantiere dei lidi, per le quali si seguiranno iter amministrativi diversi da quelli proposti dalle minoranze. Dopo la discussione e la dichiarazione di voto, si è infatti registrato il solo parere favorevole dei cinque proponenti; 16 i contrari.

Strada dei lidi, assemblea e poi una eventuale variante Puntuali ed apprezzati anche dalle opposizioni gli interventi del presidente della Commissione urbanistica Cosimo Giungato e del neoassessore ai Lavori pubblici e Urbanistica Biagio Palumbo, che ha elencato alcune criticità, dallo scarso funzionamento del Consorzio Ugento-Li Foggi, agli scarichi abusivi nella fogna bianca da parte di alcune utenze, fattori che contribuiscono agli allagamenti di Baia verde. Si è accennato anche alle problematiche relative ai lavori per la “strada dei lidi” (litoranea sud) in via di completamento per quanto riguarda il primo lotto. Entro il prossimo ottobre ci sarà un tavolo tecnico cui sarà invitata anche la città e prima della fine dell’anno, un Consiglio comunale per deliberare un eventuale progetto di variante.

Gallipoli – Dal primo ottobre deve entrare in funzione il nuovo servizio rifiuti nell’Aro 11, di cui Gallipoli è capofila con Taviano, Alliste Racale e Melissano. La data è quella stabilita dal contratto. Ma molto probabilmente sarà un cambio piuttosto agitato, come preanunciano i sindacati dei dipendenti sul nodo non sciolto degli organici.

Ultimata la gara bandita dall’allora commissario straordinario Guido Aprea tre anni fa; assegnato il servizio all’associazione temporanea d’imprese Gial Plast di Taviano e la lombarda Colombo Biagio dopo aver superato una interdittiva antimafia (alla Camassambiente di Bari) ed un ricorso della TeKneko abruzzese, si è alla vigilia di un nuovo sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e della pulizia ambientale in generale, con interventi aggiuntivi e migliorativi rispetto a quanto accade oggi. La Navita di Modugno è uscita di scena nel luglio dell’anno scorso ed è subentrata la Gial Plast.

Tutto è pronto dunque per compiere finalmente il passaggio finale. Se non fosse per il problema su cui è scattato ieri lo stato di agitazione dei dipendenti addetti al servizio di Gallipoli proclamato dai loro sindacati: Cgil, Cisl, Uil, Fiadel e Ugl. La decisione è stata presa ieri durante la riunione nella sede di Confindustria di lecce. Al termine dell’incontro, cui non ha partecipato il Comune capofila, “le aziende dichiarano concluse le procedure di passaggio del personale ai sensi dell’articolo 6 del contratto collettivo nazionale di lavoro, senza alcuna notizia in merito agli elenchi dei lavoratori oggetto di modificazioni del proprio datore di lavoro come dichiarato in sede di riunione”,si legge nel verbale finale dell’incontro.

E il problema degli “esuberi” di cui si parla da tempo (da 21 a 25 persone)? E i criteri per suddividere il personale tra le due ditte? I sindacalisti non hanno tardato a prendere la decisione di chiedere un incontro urgente con gli amministratori di Gallipoli. La richiesta è partita ieri.”Il problema è sostanziale: non ci sono i soldi per pagare tutti quei dipendenti come già si sapeva. Allora che cosa si fa? Vogliamo che il Comune ce lo dica, tocca all’Amministrazione – dichiara Paolo Taurino Fp Cgil – battere un colpo ed in fretta: l’1 ottobre è arrivato”. E il nodo, su cui ci sono stati scontri accesi in Consiglio comunale tra la maggioranza di governo e la minoranza di Gallipoli Futura, torna in primo piano.

La risposta del Sindaco “Presto li convocheremo per decidere insieme il da farsi, entro breve tempo”, questa la risposta del Sindaco Stefano Minerva alla pressante richiesta dei rappresentanti dei lavoratori. E per la delicata situazione degli organici? “Il Comune ha una sua proposta, siamo pronti a fare dei sacrifici. L’obiettivo rimane quello di non lasciare nessuno a casa degli attuali addetti al servizio di nettezza urbana e verso quel traguardo si muove la nostra soluzione”.

 

Maglie – Un altro – l’ennesino – gesto di protesta dei dipendenti del call center Progetto Vendita con base a Gallipoli e Maglie si è consumato questa mattina in via Sabino D’Oria. Nel mirino l’azienda che li ha licenziati in massa. ben 113 contratti a tempo indeterminato svaniti in un contesto contrassegnato da una grave penuria di lavoro. La sede di Gallipoli è stata smantellata con 88 addetti messi alla porta, mentre 25 sono quelli che sono rimasti a casa a Maglie, dove resta ancora al lavoro un altro nucleo di lavoratori – quaranta – per concludere alcuni passaggi burocratici per poi raggiungere il gruppone degli altri licenziati.

Stipendi arretrati, tfr, ferie non godute i conti in sospeso Lavoratori e sindacalisti di Cgil Cisl Uil hanno messo in risalto non solo la rabbia per il lavoro perduto dopo anni e anni di esperienza che aveva fatto della sede di Gallipoli e Maglie la principale strutture a cui andavano rivolte dal 2009 tutte le chiamate degli utenti della principale commessa, quella di Mediaset Premium. A reclamare dall’azienda facente parte del Planet Group ci sono ancora gli stipendi di luglio e agosto, il trattamento di fine rapporto, il pagamento delle ferie non godute. “Non sappiamo come fare per sapere quando ci verrà corrisposto quello che ci tocca”, dice un ex impiegato. L’azienda si era impegnata a pagare il salario di luglio il 7 settembre scorso, poi alla fine l’ha pagato solo a coloro che stanno chiudendo le ultime pratiche.

Non va meglio per i lavoratori a progetto, in arretrato che ancora aspettano le buste paga di maggio; non risulterebbero versati neanche i contributi per la disoccupazione. “Una azienda che meno di un anno fa ha fatto il suo ingresso trionfante, che spesso si è negata agli incontri e che adesso pensa addirittura di pagare gli arretrati a rate…”  annota Tommaso Moscara della Slc Cgil, che con i rappresentanti di Fistel Cisl e Uil Com ha seguito l’evolversi della vertenza. Venerdì hanno scritto nuovamente al prefetto di Lecce per chiedere un intervento e per segnalare un disagio sociale che rischia di esplodere. “Intere famiglie lavoravano lì a Gallipoli, marito e moglie, ed improvvisamente si trovano per strada. C’è chi aveva messo su famiglia ed ora attende un figlio”, raccontano i sindacalisti.

Le accuse ai politici non sono da meno. “Sono venuti tutti, proprio tutti, ai nostri incontri, di tutti i partiti; quelli di governo hanno detto che si sarebbero impegnati ed invece sono spariti pure loro”, sottolineano sfiduciati in tanti. “Come se 113 posti di lavoro a tempo indeterminato per questa provincia non significassero niente – afferma Moscara – noi chiedevano a loro di fare politica, quella politica che capisce i problemi e, con i diretti interessati, cerca di trovare delle soluzioni, sviluppare sinergie. Invece abbiamo avuto solo passerelle. Il 20 prossimo siamo in Regione dove incontreremo un’azienda pugliese del ramo che offre qualche possibilità. ma siamo andati noi a bussare alla loro porta, non i politici. Come a Roma per Mediaset. Noi, da soli”.

Un’altra possibilità Il 20 settembre riunione a Bari quindi, con la presidenza del Comitato regionale monitoraggio sistema economico oroduttivo e aree di crisi (Sipac), i sindacalisti provinciali e regionali, i rappresentanti della Network Contacts di Molfetta. Questa società, nata nel 2001, ha un programma di espansione che potrebbe portare all’assunzione di una trentina di addetti, Quelli di Progetto Vendita sono tra i più apprezzati sul mercato, per l’esperienza accumulata. E la Network Contacts – che pare avesse già espresso un certo interessamento poche settimane fa per queste maestranze già ben formate e preparate – questo lo sa.

Parabita – Scuole pronte, anche a Parabita, per l’avvio del nuovo anno scolastico. Per gli alunni dell’Istituto comprensivo diretto da Antonia Perrone la campanella suonerà lunedì 17 settembre e venerdì 14 il Comune ha già programmato, dalle 14, la disinfestazione di tutte le scuole della città. La commissione straordinaria informa, inoltre, con una nota che sin dal primo giorno di lezioni sarà attivo il servizio scuolabus mentre la mensa sarà operativa dal giorno successivo, ovvero da martedì 18.

Il calendario dell’istituto comprensivo Per gli studenti dell’Istituto comprensivo sarà “ponte” già dal primo al quattro novembre, poi dal 7 al 9 dicembre. Dal 24 dicembre al 6 gennaio le vacanze di Natale; dal 18 al 23 aprile quelle di Pasqua, il 4 e 5 marzo per Carnevale. Festa anche il 24 e 25 aprile ed il 27 maggio per il Santo Patrono. Le lezioni termineranno il 12 giugno (il 29 per la scuola dell’infanzia).

Le date del “Giannelli” Lunedì 17 settembre prima campanella anche per la sede centrale dell’Istituto d’istruzione superiore “Giannelli” così come per le sedi di Gallipoli, Casarano ed Alezio. L’istituto diretto da Cosimo Preite avvierà, invece, le lezioni giovedì 12 settembre per  le classi terze del professionale di Gallipoli, settore Moda, manutenzione mezzi di trasporto e apparati, Impianti e servizi.

Gallipoli – Non sono scappati neanche questa volta alle grinfie delle forze di polizia gli autori del raggiro, tutto estivo, ai danni di coloro che cercavano un alloggio a Gallipoli per trascorrervi le vacanze. Dopo una meticolosa indagine non solo tradizionale ma anche attraverso i social network, i carabinieri di Gallipoli hanno individuato e poi arrestato i tre autori di una combine truffaldina che ha interessato ben 15 turisti. Ricavato della truffa 9mila euro circa che adesso però non si potranno godere.

Per truffa in concorso sono stati tratti in arresto, su indicazione dell’autorità giudiziaria, G. A. I. nato a Sannicola 45 anni fa e residente in paese; A. L. di Bari, 46 anni, residente a Roma; R. C. di Napoli, 26 anni. A dare la stura alle indagini le denunce presentate in caserma da alcuni turisti finiti nel bel mezzo di un inganno architettato in maniera magistrale.

Si partiva, come già appurato in altre operazioni anche della polizia di Gallipoli, dagli annunci – apparentemente sicuri ed allettanti – su siti internet e sul più noto social network, vale a dire Facebook. L’offerta riguardava affitti di immobili nella zona della Baia verde, litorale sud della città.  Con la pubblicazione di foto particolarmente studiate di abitazioni, ville e villette, dopo il primo contatto telefonico con i malcapitati, si passava alla richiesta di un acconto immediatamente successiva all’assicurazione che l’alloggio era stato prenotato ai loro nome.

Una volta incassata la caparra tramite una carta postapay, gli autori della manovra si rendevano irreperibili. Reperibili risultavano invece agli aspiranti affittuari i veri proprietari delle loro destinazioni, del tutto ignari ovviamente sia delle foto messe in circolazione in rete, sia del fatto di aver ceduto la propria casa in affitto per il periodo estivo. Sono stati i carabinieri di individuare e bloccare i tre malviventi. Le varie operazioni di falsi contratti di affitto sono state effettuate tra luglio ed agosto scorsi.

Voce al Direttore

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Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...