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stazione fse gallipoliGALLIPOLI.  Da domenica 31 luglio ci saranno le seguenti corse che collegheranno il capoluogo alla Città bella: Lecce Gallipoli al mattino 8,55 e 10,55; pomeriggio 15 e 17.20; Gallipoli – Lecce 10.05 e 12,08 al mattino e 13.10 e 19 nel pomeriggio. Sono ormai parecchi anni che i binari della Sud Est sono muti di domenica: tutti costretti a spostarsi in macchina. E se il disagio e il malcontento sono notevoli per tutto l’anno, è chiaro che questa assenza diventa intollerabile d’estate quando il flusso di turisti, soprattutto verso Gallipoli e Otranto, si moltiplica e non basta a soddisfarlo il servizio provinciale di SalentoinBus. La comunicazione tramite telegramma dell’attivazione delle tratte domenicali a partire dal 31 luglio ha raggiunto diverse stazioni, tra cui quella di Zollino.

Nelle ultime settimane numerosissimi sui social gli appelli e le petizioni perché fosse attivato il servizio di domenica. Sarà stato certamente l’impegno e la mobilitazione di molti e finalmente, a stagione già avviata, sarà ripreso un servizio che si speri non tramonti con la fine dell’estate.

treni fse nuovi 2015 stazione gallipoliOltre alle tante critiche e contestazioni, ci sono anche novità sul fronte delle Ferrovie Sud Est. Entro la fine dell’anno sui binari salentini correranno nuovi treni e sulle strade 10 nuovi autobus articolati. Queste le dichiarazioni dell’assessore regionale Giovanni Giannini dopo una lunga serie di proteste di clienti abituali e di turisti occasionali, che ogni giorno fanno esperienza di ritardi, guasti e sporcizia a bordo delle carrozze e degli autobus. Tra le sollecitazioni quelle di Palazzo dei Celestini, del senatore Dario Stefano, del direttore dell’Ufficio scolastico provinciale Vincenzo Nicolì, di numerosi consiglieri regionali, di privati cittadini che hanno scritto lettere e si sono serviti dei social per denunciare situazioni insostenibili. Così cominciano ad arrivare le prime promesse. Al consigliere regionale Ernesto Abaterusso, nel corso di un incontro, l’assessore Giannini ha parlato di “una svolta alla mobilità su ferro della nostra regione anche attraverso lo stanziamento di due finanziamenti, il primo da 27 e il secondo di 3,5 milioni di euro, per la messa in sicurezza della rete ferroviaria”. Sono stati annunciati altri interventi anche più immediati: entro la metà del prossimo anno sarà velocizzata la linea Maglie-Otranto e per l’estate collegamenti veloci Lecce-Gallipoli.

Per la verità, non sono mancati in questi anni gli stanziamenti per le Sud-Est: è del 2011 la delibera Cipe con cui venivano concessi alle Fse 120 milioni di di provenienza europea per interventi previsti nei Piani attuativi dei trasporti. Ma non sono mancati gli “incidenti di percorso”. Pesa sul bilancio il buco di 240 milioni di euro, pesa lo scandalo delle vetture d’oro di cui abbiamo tracce visibili nella stazione di Gallipoli. Qui, su un binario morto, sono parcheggiate alcune delle vetture pagate a peso d’oro di cui si è interessata anche la cronaca nazionale. Tra il 2006 e il 2009 le Fse comprarono 25 carrozze dismesse al costo di 37.500 euro ciascuna spendendo complessivamente 912mila euro; successivamente le carrozze furono vendute a una società polacca, incaricata di eseguire lavori di ristrutturazione, al prezzo di 280mila euro ciascuna con un ricavo di 7 milioni di euro. Carrozze che le Fse hanno ricomprato al prezzo di 900mila euro ciascuna spendendo 22 milioni e mezzo di euro. I conti sono presto fatti. Per questa operazione sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza beni per 11 milioni ad amministratore unico e ad ex dirigente delle Fse.

E dire che alcuni segnali facevano ben sperare, per esempio la ristrutturazione delle stazioni. Senonché, appena terminati i lavori, arredo e aria condizionata compresi, sono diventate “impresidiate” ,cioè chiuse. Le stazioni di Galatina, Spongano, Corigliano, Copertino, Nardò città, Campi, Parabita ne fanno testimonianza. Tra le lamentele dei passeggeri che vedono le sale d’aspetto dall’esterno e non possono entrarci.
Ora ne arriva un altro di segnale potenzialmente positivo: per riavviare quel bel progetto della Metropolitana di superficie, alcuni Sindaci, d’accordo con la Regione, si stanno muovendo. I soldi per la progettazione potrebbero venire con un piano Interreg transfrontaliero Italia-Albania: lì si punterebbe ai collegamenti Valona-Scutari, qui alla diretta Lecce-Nardò-Gallipoli, passando per Novoli, Carmiano e Copertino. Dice il Sindaco di Nardò Marcello Risi: «è una operazione molto seria, gli strumenti per andare fino in fondo questa volta ci sono e poggiano sull’ammodernamento della rete delle Fse fatta di recente».

andrea caroppoBagni sporchi e puzzolenti pure nei nuovissimi treni “Nicolaus”; aria condizionata quasi sempre fuori uso sui treni “vecchi”, Breda e Fiat (infatti si viaggia con finestrini aperti, tende e capelli al vento); vagoni passeggeri sporchi, non si salvano neanche le cabine di guida (spesso i passeggeri stendono giornali prima di sedersi e toccano i finestrini o altro con guanti); quello che poteva essere un vantaggio – l’aumento della velocità grazie agli interventi fatti – diventa un disagio perché i treni arrivano in anticipo rispetto all’orario e restano in attesa (orari non ancora coordinati): la lista delle doglianze è lunga, compreso qualche incidente di troppo.

Il consigliere regionale Andrea Caroppo (Nuovo centrodestra, foto) elenca cinque incendi di motrici, vetture e un autobus delle Ferrovie del Sud Est tra il 25 marzo e il 18 giugno, richiamando la Regione “affidataria e responsabile del servizio di trasporto” ad un intervento. Di disagi di studenti e pendolari parla un altro collega di Caroppo, Giuseppe Cristella (Fi-Pdl), in particolare di pulizie, corse soppresse all’improvviso e treni con passeggeri stipati come sardine sulla Bari-Taranto.

Secco il giudizio del consigliere regionale leccese Sergio Blasi (Pd) in una nota dal titolo “Liberare le Sud Est da inefficienze e approfittatori”: «Mi chiedo – dice tra l’altro – che senso ha investire milioni per tenere a Brindisi le rotte aeree low cost di Ryan Air se poi, una volta toccato il suolo pugliese, i turisti si ritrovano nel deserto in quanto a trasporto pubblico». Della materia si sono occupati anche il Sottosegretario al Lavoro, Teresa Bellanova e il parlamentare salentino Salvatore Capone (entrambi Pd), che hanno chiesto un “potenziamento strutturale delle Fse nel Salento” con nuovi treni e nuovi orari con una lettera inviata all’amministratore unico dell’azienda. I due parlamentari mettono in rilievo l’importanza del ruolo della “infrastruttura strategica di collegamento, nei processi di crescita e di sviluppo del territorio”.

pullman galatone

GALATONE. Dopo la grande ondata di denunce delle scorse settimane, la situazione dei trasporti pubblici per gli studenti che ogni mattina si spostano da Galatone a Galatina non sembra essere granchè  cambiata. La società Ferrovie del Sud-Est, soprattutto tramite le lamentele inoltrate da alcuni autisti, si è limitata a spostare di qualche minuto gli orari di alcune corse, per cercare di raccogliere quanti più utenti possibili presso le tre fermate (due in via Savoia, una in piazza SS. Crocifisso).  Ma la sostanziale mancanza di una corriera (una corsa mattutina è stata soppressa all’inizio dell’anno per carenza di veicoli), si fa ancora sentire, soprattutto attraverso le incresciose situazioni di sovraffollamento, sia nel viaggio di andata che in quello di ritorno.

Ma si fa incalzante un altro problema: la manutenzione dei mezzi. Nelle ultime settimane è, infatti, capitato molto spesso che alcuni pullman non siano partiti proprio per problemi tecnici di vario genere, con moltissimi studenti rimasti a terra. E adesso che i giorni di pioggia si fanno più frequenti, i ragazzi lamentano addirittura di “dover entrare nelle corriere con gli ombrelli”, a causa di un persistente problema di infiltrazioni. Diverse famiglie si sono, ormai, organizzate diversamente costrette come sono ad accompagnando i propri figli a scuola con le auto.

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TUGLIE. «Il museo è uno dei luoghi che danno l’idea più elevata dell’uomo». Con queste parole, André Malraux, scrittore e politico francese, parlava del museo ne “La psicologia dell’arte”, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale. Parliamo, infatti, del  luogo dove, per eccellenza, il passato si rende testimone, diventando un’attenta chiave di lettura del presente e del futuro.

Quando, poi, il museo sorge in una piccola comunità, diventa una vera e propria ricchezza per tutti i cittadini, in particolare per i giovani. Accade a Tuglie dove la contemporanea presenza di due esposizioni permanenti e di una fermata ferroviaria (anche storica e di recente rimessa a nuovo) rappresentano un motivo di rinnovata attrazione turistica apprezzata anche dalle scolaresche. Il Museo della Civiltà contadina del Salento è una struttura privata, gestita da Pippi Bernardi e dall’Associazione Culturale “Amici del Museo”, mentre il Museo della Radio è di proprietà comunale ed è diretto da Salvatore Giuseppe Micali, mentre il presidente onorario è Otello Petruzzi.

Il primo museo, fondato nel 1982, è ubicato nel seicentesco  Palazzo Ducale e conserva una raccolta di testimonianze della civiltà contadina dal  XVII secolo alla Seconda Guerra Mondiale. Attualmente, il Palazzo Ducale è anche una masseria didattica, fattoria sociale e agriturismo. Questo vuol dire che sono molte le attività previste per i suoi visitatori come, per esempio, esperimenti e prove pratiche di analisi dell’olio, del mosto, del vino. A settembre, il Museo si è arricchito della nuova fermata ferroviaria, a servizio delle scolaresche e degli ospiti, ripristinando ciò il progetto già utilizzato nei primi anni del Novecento dal duca Ferdinando Venturi.

Il Museo della Radio, invece, conserva una ricca collezione di radio d’epoca, frutto di una minuziosa e trentennale ricerca di Salvatore Giuseppe Micali. La collezione è costituita da oltre cento pezzi, comprese le prime sperimentazioni radiofoniche, quando le componenti degli apparecchi erano prodotti artigianali ingombranti, e pur di straordinaria funzionalità. Il Museo, inaugurato nell’aprile 2004 alla presenza di Pippo Baudo, è sito in via Vittorio Veneto, nell’ex Frantoio Marulli ed è composto dalle sale espositive e da un frantoio ipogeo.

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lungomare Marconi auto in sosta

GALLIPOLI. Ci potrebbero essere novità interessanti in arrivo per lungomare Marconi, lungomare di nome ma non di fatto date le sue attuali condizioni che, in particolare, sconsigliano una qualsiasi passeggiata. A maggio tramite “Piazzasalento” un abitante, della zona, Fabio Dimo, aveva lanciato una proposta: allargare la carreggiata chiedendo il terreno necessario alle Ferrovie Sud-Est. È di qesti giorni il sopralluogo effettuato da tecnici delle Fse e del Comune per valutare la possibilità di un simile intervento. In precedenza vi era stato a Bari un incontro tra l’amministratore delegato ing. Fiorillo e alcuni amministratori comunali.

L’assenso di massima della società ferroviaria pubblica c’è; naturalmente la realizzazione del progetto comunale sarà a spese interamente dell’Ente locale.

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La fermata alla Baia Verde

La fermata alla Baia Verde

Esattamente due minuti dalla stazione centrale di Gallipoli per arrivare alla fermata di Via Salento (200 metri e si è al lido S. Giovanni) e 5 minuti per la fermata di Baia verde. I treni non saranno comodi, ma sempre di cinque minuti si tratta. Frequenti le corse, 8 giornaliere, la prima all’alba, alle 5.36, l’ultima alle 16.19.

Nessun intralcio,  nessun pericolo ed è subito mare. Non si capisce perché questa possibilità di usare le fermate metropolitane del treno della linea Gallipoli-Casarano venga trascurata.

Non lo sapranno i turisti, ma nemmeno i locali si rendono conto di quanto sarebbe importante lasciare l’auto a casa e servirsi del treno. Tra auto e circolare cittadina, con un adeguato lavoro di integrazione degli orari (il costo è comune, 1 euro) si potrebbe davvero dare una svolta alla mobilità soprattutto nei mesi estivi.

La protesta si è trasferita anche su Facebook, come s’informa in quest’altro articolo.

DA TRANSITO A TRANSITO Da quelli dei passeggeri a quelli delle armonie musicali: l’idea del consigliere Daniele Renna

Racale. Il passaggio dei treni dalla stazione di Racale potrebbe, molto presto, essere sostituito da “Transiti musicali”, e c’è da scommettere che saranno molto più graditi all’udito del fischio delle vecchie locomotive. Così è denominato il progetto, nato da un’idea del consigliere Daniele Renna in collaborazione col musicista Fulvio Palese, che punta alla realizzazione di un piccolo “Parco della musica” dove ora giacciono in stato di completo abbandono la casa del custode e un deposito delle Ferrovie del Sud-Est. Per realizzare quanto prima l’idea, sono in corso le trattative fra l’Amministrazione comunale racalina, guidata da Donato Metallo e disponibile ad affrontare le spese di ristrutturazione in vista di alcuni finanziamenti, e l’azienda ferroviaria Sud-est, cui è stato richiesto il comodato d’uso gratuito dei due edifici inutilizzati.

«Tutto ruota attorno al concetto di “transito” – spiega Renna – cioè la stazione, luogo storicamente d’incrocio e di passaggio di persone e merci, ora fra poco potrebbe ospitare la musica intesa come nuovo spazio d’incontro e di scambio».

Si riqualificano, così, degli spazi comuni, e lo si fa per quei giovani cui si vuole fornire un’opportunità di crescita: «Il progetto è ampio – continua il consigliere – e per questo stiamo cercando la collaborazione con “Puglia Sounds” e avremo sicuramente quella delle tante figure musicali di spicco qui a Racale perché vogliamo offrire, più che un semplice percorso di educazione alla musica, soprattutto una formazione manageriale per la produzione discografica e la vendita». “Puglia Sounds” è il programma della Regione Puglia per lo sviluppo del sistema musicale regionale,  un complesso di azioni rivolte a tutte le componenti artistiche, professionali, imprenditoriali e istituzionali che concorrono alla produzione, distribuzione e promozione musicale del territorio, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo dell’intera filiera musicale (artisti, imprese, etichette discografiche, festival, studi di registrazione, service, produttori, distributori, organizzatori che operano sul territorio ed Enti Locali).

Per poter centrare questi ambiziosi obiettivi, è previsto che il Parco della musica sia ripartito in quattro aree. Innanzitutto, la scuola di musica, da collocare nei locali dismessi della stazione. Il parco verrà dotato, di conseguenza, di uno studio di registrazione, anche mobile. Poi una parte dell’immobile delle Fse verrà adibito a sala prove, spazio fondamentale di confronto per i gruppi musicali che vi potranno accedere su prenotazione. Infine, il vecchio deposito potrebbe essere riconvertito in sala polifunzionale, un contenitore di concerti, conferenze, laboratori di danza e teatro, persino una mega sala prove per bande e orchestre.

Roberta Rahinò

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Quando meno te lo aspetti che qualcosa – che è stato sempre lì, quasi dimenticato da tutti – possa invece cambiare, naturalmente in meglio e finalmente per servire adeguatamente i cittadini, ecco che accade. Finalmente, verrebbe da dire, ma almeno l’attesa di decenni sembra finita. Le Fse cambiano pelle, diventano più sicure e veloci, e i loro beni – spesso lasciati nell’incuria più totale – ritrovano adesso nuovo look e nuove funzioni.

Il piazzale antistante la stazione di Matino

Eccone un esempio. La stazione di Matino rientra nell’elenco degli immobili individuati dalla Regione Puglia per l’attuazione del bando “Mente Locale” che prevede la “riconversione dei beni immobili a servizio del trasporto pubblico locale, sottoutilizzati o non più utilizzati, per scopi sociali, ambientali, turistico-culturali, di promozione del territorio e della mobilità sostenibile”. Una ghiotta occasione, per rianimare e restituire alle comunità interessate beni altrimenti poco utilizzati.

Quest’ultima iniziativa,  promossa dall’assessorato alle Infrastrutture strategiche e Mobilità della Regione Puglia, in collaborazione con le aziende di trasporto pubblico locale, si rivolge alle associazioni “no profit” ed alle organizzazioni del terzo settore che potranno ottenere l’affidamento di tali immobili per un periodo di sei anni.

«Già da tempo avevamo pensato al riutilizzo ed alla riqualificazione dei locali della stazione di Matino – afferma il vicesindaco Johnny Toma – ma i costi di ristrutturazione erano proibitivi. Il bando regionale rappresenta, dunque, una buona opportunità per molte associazioni». Si potranno, infatti, trasformare i locali della stazione in centri di aggregazione e realtà attive, nell’ambito di tre campi d’intervento: sviluppo della mobilità sostenibile, inclusione sociale e cittadinanza attiva, valorizzazione e promozione del territorio. Con il contributo di 10mila euro, previsto per i progetti ammessi, il bando offre “un’occasione di sviluppo più che risorse finanziarie”, come ha fatto sapere l’assessore regionale Guglielmo Minervini.

Ora si attende l’arrivo delle candidature: tutti i soggetti interessati, hanno sessanta giorni di tempo per elaborare ed inviare le proposte progettuali.  Oltre a Matino, altri dieci comuni Pugliesi, saranno interessati dalla riconversione: Toritto, Pescariello-Altamura, Castellana Grotte, Adelfia, Noci, Pascarosa – Ceglie Messapica, Manduria, San Pancrazio, Otranto e Gagliano del Capo.

Maria Antonietta Quintana

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Parabita. Si è concluso nei giorni scorsi lo stage che ha coinvolto 15 studenti delle classi quarte e quinte dell’Istituto d’istruzione superiore “Giannelli” diretto da Cosimo Preite. Gli allievi, sia della sede centrale di Parabita che della sede associata di Alezio, sono stati impegnati durante il mese di novembre, per una durata di 160 ore, in un percorso educativo intrapreso allo scopo di affinare la preparazione scolastica con l’esperienza pratica.

Il tirocinio, tenutosi ad Albano Laziale, in provincia di Roma, rientrava nel progetto denominato “Azioni C5” (ovvero tirocini e stage in Italia e nei paesi Europei previsti dal Programma operativo nazionale: “Competenze per lo sviluppo”, finanziato con il Fondo sociale europeo) ed ha approfondito alcune tecniche di restauro nell’ambito dei lavori per la ristrutturazione di una chiesa sita nella località romana.

 

Gli stessi lavori sono curati, tra l’altro, dall’’impresa edile parabitana “Giuseppe Leopizzi 1750 srl”.

«L’obiettivo di tale esperienza è stato quello di far acquisire agli allievi partecipanti lo spirito di iniziativa e di imprenditorialità, stimolandoli nella capacità di far raggiungere loro degli  obiettivi precisi, per facilitarli nel proseguimento degli studi e nell’ingresso del mondo del lavoro», afferma il dirigente Preite.

Il programma è stato curato nei dettagli coinvolgendo maturandi e non, quest’ultimi affiancati  dalla presenza di un loro docente in qualità di tutor accompagnatore, oltre che da un tutor individuato dalla azienda ospitante che aveva il ruolo di assegnare loro i compiti quotidiani monitorandoli nelle attività prestate.

                                                                        GF

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Pullman affollati

Galatone. L’anno scolastico è ripreso ormai da un bel po’, ma gli studenti pendolari che ogni giorno si spostano da Galatone a Galatina con i pullman delle Ferrovie del Sud-Est non hanno visto cambiare la grave situazione in cui sono costretti a viaggiare.

Ancora una volta i tasti dolenti sono quelli di un servizio poco efficiente, che spessissimo lascia a terra i ragazzi alle fermate degli autobus per le improvvise defezioni dei mezzi non rimpiazzati o per il sovraffollamento dei pullman.

Nonostante il costo degli abbonamenti, gli studenti viaggiano quasi sempre (quando va bene) in condizioni precarie, ammassati in macchine di solito vecchie, sporche, e addirittura non funzionanti.

Clamoroso è il caso del pullman numero 4522, indicato più volte dagli stessi ragazzi, che viene quotidianamente utilizzato per le corse, nonostante tachimetro e contagiri del motore siano totalmente guasti.

La situazione è talmente precaria che spesso, proprio a  causa di mancanze di questo genere, non è difficile notare studenti che per trovare posto sono costretti ad utilizzare non solo i cruscotti ma anche gli scalini in prossimità delle porte (che talvolta si aprono pericolosamente durante la corsa) e qualsiasi appiglio pur di entrare nell’automezzo. Visto che anche le segnalazioni indirizzate alla società di trasporti tramite l’apposito indirizzo e-mail rimangono lettera morta, gli studenti non sanno più cosa fare.

AG

Un treno delle Ferrovie del Sud-Est

Alezio. Su e giù per i treni delle Sud-est, ma senza biglietto. Avrà recepito alla lettera i consigli sulla “mobilità alternativa” tranne per un particolare, di certo non irrilevante: il titolo di viaggio.

Quella di svincolarsi dal controllore è, da sempre, una forte tentazione per molti giovani “squattrinati”, e non solo: in molte città, infatti, la percentuale di quanti pagano il biglietto dell’autubus è irrisoria. Ma il giovane aletino fermato di recente nella stazione cittadina mentre stava per salire, con un tagliando falso, su una littorina delle Ferrovie del Sud-Est ha davvero esagerato.

Avvalendosi di un comunissimo scanner, il 31enne operaio aveva, infatti, stampato una buona scorta  di biglietti per uso personale (di certo) e magari anche per “piazzarli” a prezzo scontato ad un rivenditore compiacente. Dopo essere stati beffati chissà quante altre volte, questa volta, però, i controllori hanno fiutato che qualcosa non andava per il verso giusto ed hanno verificato con maggiore attenzione. dopo aver rilevato alcune irregolarità sul biglietto hanno chiamato i carabinieri.

Questi, dopo aver perquisito l’abitazione dell’operaio, hanno rinvenuto 41 tagliandi contraffatti per un valore di 125 euro. L’uomo è stato dunque denunciato a piede libero con l’accusa di truffa e falsificazione di biglietti di pubbliche imprese di trasporto.

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Lavori in corso per la stazione di Casarano

Casarano. Pronti? Si parte. Col nuovo anno il grande progetto da 120 milioni di euro per ammodernare le Ferrovie del Sud Est muoverà i primi passi concreti. In capo a tre anni, quindi dal 2015, questa montagna di euro dimezzerà i tempi di permanenza in treno per andare da una località all’altra. Tra le linee che saranno radicalmente rinnovate, dal punto di vista tecnologico e materiale, c’è la Casarano-Gallipoli e la Gallipoli-Lecce.

Intanto verranno rifatti i piazzali ferroviari di Melissano e Racale, con il cambio dei binari e delle apparecchiature; anche la tratta Racale-Melissano verrà adeguata alle esigenze attuali e di progetto, compreso il raccordo di Melissano. A Taviano verrà installato un nuovo impianto Acei per i comandi in automatico della stazione.

«Sarà tutto automatizzato – spiega il dirigente del compartimento delle Fse di Lecce e provincia, ingegnere Luciano Rizzo – con l’obiettivo di creare condizioni di sicurezza, velocità e regolarità». Il controllo centralizzato, una sorta di grande pannello luminoso con tutte le linee verrà portato da Novoli a Nardò per il Basso Salento, mentre i passaggi a livello restanti (la gran parte è già automatizzata o   soppressa), saranno superati con ponti a una luce sola mentre finora la Sud Est pretendeva cavalcavia a due luci, nell’ipotesi di raddoppio dei binari.

Quelli insopprimibili, perché si trovano magari in centri abitati, saranno comandati non più a filo ma direttamente dal treno tramite un pedale che verrà azionato dal macchinista prima e dopo l’attraversamento.

Per questa strada finalmente i treni della Sud Est diventeranno finalmente quella metropolitana di superficie di cui si vagheggia periodicamente ma sempre a parole o su carta, con automotori che passeranno da 40-50 chilometri orari a cento. I fondi messi a disposizione dall’Unione europea sono lì per questo.

Tutto ok, allora? Sarebbe bello ma c’è un ultimo problema: i binari. L’unica azienda italiana che li produce, di Piombino in Toscana, è piena di ordinativi, per cui ottenere al più presto 84 chilometri di binari non sembra cosa proprio facile; meno problematico, in questa fase di approvvigionamento di materiali per i lavori, il reperimento delle traversine monoblocco su cui sfrecceranno  anche a sud di Casarano gli Atr 220 rossi e bianchi, che “non si guastano mai”, come dicono entusiasti i macchinisti.

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Una delle vecchie vetture sulla Casarano-Gallipoli

Casarano. Sabato 6 agosto 2011 (e non 1901), ore 17,25 sul treno Gallipoli Lecce. Caldo infernale fuori, ma ancora di più dentro. Il treno, una sola carrozza, è stato preso d’assalto da un gruppo numerosissimo di giovani.

Due turisti francesi, qualche tedesco. La carrozza è strapiena, non ci sono posti a sedere. I ragazzi, non ci fanno caso, si fermano nel corridoio, vicino alla porta della toilette (si fa per dire). Niente aria condizionata, tutti i finestrini aperti, il vento solleva le tende arancione e i capelli delle donne. Caldo asfissiante, corpi sudati e immobili, qualcuno si appisola. Caldo e vento, ma non c’è soluzione, un girone infernale, se si chiudono i finestrini, si soffoca. Ad ogni stazione salita e discesa ad ostacoli perché bisogna fare slalom tra le valigie.

Per fortuna il treno arriva a Lecce, non si è fermato come qualche volta succede. Per il caldo? Perché sono vetture vecchie? Viaggiare in questo modo non è né romantico né igienico, in tutti i sensi. L’atavica sopportazione della gente del Sud impedisce le legittime contestazioni giornaliere.

Ora c’è la prospettiva del prossimo ammodernamento e delle agili vetture rosse che sostituiranno tutte le attuali.
Ma nell’attesa si potrebbe fare qualcosa come prevedere più vetture nei giorni di maggiore traffico, far circolare carrozze solo con l’aria condizionata, rispettare gli orari e le coincidenze. Piccole cose consolatorie.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...