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Foto Luigi BrunoVenerdì 25 luglio Luigi Bruno sarà protagonista di un concerto a Lecce presso “Le Tagghiate” con il suo progetto “Mediterranean Psychedelic Session”. Il Luigi Bruno duo si esibirà con brani inediti e pezzi contenuti nei progetti del chitarrista rielaborati per l’occasione con chiavi di lettura differenti, in un percorso che va dalle canzoni dei “Muffx” alla incursioni nella world music e le sonorità balcaniche. Tra i prossimi progetti del chitarrista, originario di Galatone, c’è il nuovo album dei “Muffx”, reduci da una tournée europea che ha fatto tappa anche in Belgio, Olanda e Germania.

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palio delle contrade - 2013 - galatone   (6)GALATONE. Nel solco di tradizioni, cultura e spettacolo, è stato reso noto il ventaglio di eventi dell’“Estate galatea”, promossa dal Comune in collaborazione con Pro loco e  Protezione civile e la grande rete del movimento  associativo della città. Una carrellata di eventi che il 18 e 19 luglio proporrà una nuova edizione del Festival del cortometraggio “Gabriele Inguscio” alle ore 20,30 a palazzo Marchesale. Domenica 27, alle 18 in piazza San Sebastiano, torna “Galatonesi nel mondo” dell’asso-Migranti. Non mancherà nemmeno quest’anno il Palio delle contrade, in agenda il 3 agosto, con inizio alle ore 21 presso lo stadio comunale “Gigi Rizzo”, in via Lecce: l’associazione Creattivamens, dopo lunghi mesi di lavoro, sta per mettere fine ai preparativi dell’attuale edizione, a dire degli organizzatori nuovamente ricca di sorprese.

“Galatone in pizzica”, evento a cura del “Centro studi Arpa”, attende gli amanti del folklore il 12 ed il 13 agosto con due giorni di storia, sapori e suoni locali grazie anche alla partecipazione del “Canzoniere grecanico salentino”. Ritorna, poi, “Notte glamour”, il 28 agosto, alle 21 in piazza Crocifisso; ed anche il Premio nazionale ed internazionale “Città del Galateo”, pianificato dall’associazione VerbulandiArt e fissato per il 29 ed il 30 agosto. Spazio anche al teatro nell’“Estate galatea” 2014: “La moglie nuova” è il titolo della rappresentazione  in scena il 20 luglio, alle 20, al Marchesale, grazie al Civico 20 e al contributo dell’associazione penitenziaria; dal 18 al 23 agosto, poi, via alla rassegna teatrale in vernacolo “Giuseppe Susanna” a cura della Compagnia “Ti Santu Luca” e della Pro loco.

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Don Tommaso Sabato

«Avverto un ritorno all’essenzialità ed al senso vero della festa e della tradizione. Sarà anche la crisi economica così diffusa in questi anni ma credo che gli eccessi tendano a ridimensionarsi». Nelle parole di don Tommaso Sabato, della parrocchia dei Santi Giuseppe e Pio a Casarano, la conferma di un’auspicata inversione di tendenza nel rapporto tra “sacro e profano” a vantaggio di una partecipazione “più  consapevole” della comunità cristiana ai riti religiosi.

«Di per sé la religiosità crea tradizioni che, quando non sono fini a se stesse, sono utili a conservare le radici della fede. Al di là delle convenzioni sociali, le tradizioni vanno preservate e valorizzate: spetta alla Chiesa e all’intera comunità cristiana ricondurre la partecipazione ai riti al loro valore intrinseco. Gli eccessi ci sono stati e, forse in misura minore, ci sono ancora oggi, ma è sempre meglio orientarli nella giusta direzione piuttosto che vedere le tradizioni scomparire, così come accade, ad esempio, per le feste nel nord Italia», afferma, ancora, il delegato vescovile per la formazione del diaconato permanente nominato “Monsignore”, lo scorso dicembre, dall’ex vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli Domenico Caliandro.

«Finché la cultura è stata espressione della fede, la religiosità e l’evidenza esterna si coniugavano perfettamente: oggi non è più così ed il rischio da scongiurare, almeno nelle feste popolari, è quello di trascendere nel folklore», afferma don Gigi De Rosa, rettore del santuario del Canneto a Gallipoli.

«Davanti alle manifestazioni della fede si può avere una partecipazione intima e sentita o solo curiosa: accade a Gallipoli, per esempio, per i riti della Settimana santa che attirano tanti turisti. Anche la curiosità, pur non essendo fede, può suscitare interrogativi e comunque far riflettere. La sfida da vincere – afferma, ancora, il prete di Gallipoli – è  quella di far comprendere a tutti che nella liturgia c’è la Verità del segno, c’è l’incontro con Dio. Per questo la scorsa Pasqua, non potendo celebrare al Canneto i riti del Giovedì e del Venerdì santo, non ho ritenuto di dover allestire il “Repositorio” evitando di trasformare la chiesa, aperta comunque per le confessioni, in una vetrina».

Don Gigi De Rosa

Circa gli eccessi del “profano” nelle celebrazioni dei sacramenti, don Gigi ritiene si debba “educare ad una maggiore sobrietà piuttosto che vietare”.

«Occorre riscoprire l’essenziale. È giusto fare festa per un matrimonio, una cresima o un battesimo ma, soprattutto oggi, pensare anche a risparmiare ed evitare che sia il contorno a prevalere. Per questo ai sacramenti ci si accosta dopo i corsi di preparazione in parrocchia ritenuti superflui pochi decenni fa», conclude don Gigi.

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Alezio. “C’era una volta la Fiera del bestiame… ora si è ridotta tristemente ad un piccolo pollaio di fortuna”: così si legge in  un manifesto apparso per le vie di Alezio, a cura di Roy Rocco De Santis, segretario di “La Puglia prima di tutto” e del direttivo dello stesso partito. Per il gruppo politico, avendo più attenzione e coinvolgendo associazioni locali, “si potrebbe far tornare grande la nostra Fiera del bestiame”.

L’argomento – legato ad una antica tradizione che accompagna la festa della Lizza e che fa venire in mente ricordi di cavalli sontuosi e tanto forti da tirarsi dietro qualsiasi resistenza – ha suscitato commenti e discussioni. Dall’Amministrazione comunale interviene Salvatore Lagetto, assessore responsabile del settore.

«L’ultima Fiera del bestiame ad Alezio si è tenuta nel 2010. In seguito a formale richiesta di un comitato di cittadini – ricorda Lagetto – il Comune si è adoperato sia all’erogazione di un contributo, sia al disbrigo delle procedure riguardanti le varie autorizzazioni di Asl, Vigili del fuoco ecc., l’idoneità dell’area interessata alla manifestazione, che deve avere tutti i requisiti previsti dalle norme igienico-sanitarie. Già da tempo le prove di tiro e di forza non erano più consentite in quanto  considerate maltrattamento degli animali. Ciò nonostante, comportamenti isolati di qualche allevatore hanno provocato lamentele ed esposti formali,  per cui alle difficoltà organizzative si sono aggiunte noie legali che hanno scoraggiato gli operatori del settore dall’impegnarsi alla realizzazione di questa manifestazione (i diretti interessati hanno confermato, ndr)».

L’assessore conclude rimarcando come l’economia locale sia mutata “per cui la fiera del bestiame ha perso gran parte del suo significato economico per assumere sempre più quello folkloristico di conservazione di una tradizione”.

«Negli ultimi anni quindi la fiera del bestiame non si è tenuta semplicemente perché al Comune non sono pervenute richieste in merito. Anche noi siamo dispiaciuti della scomparsa di un’antica tradizione e speriamo che essa sia solo temporanea».

RM

In alto un video che documenta una delle prove di forza

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Una “tavola” del 2011

Melissano. Si ripetono, per il secondo anno consecutivo, i riti della “Tavola di San Giuseppe” e della “Fanova” (accensione del fuoco sacro, meglio conosciuta come “focara”), dedicati alla figura dello sposo di Maria, padre adottivo di Gesù.

A organizzare l’evento – che si inquadra nell’ambito del progetto “Memorie ad Est del Sud, la tradizione nel Salento” e che il 10 giugno prossimo culminerà con l’”Infiorata del Corpus Domini” – è il Centro turistico giovanile (Ctg) di Melissano. Quest’anno i festeggiamenti dedicati a San Giuseppe si arricchiranno di una fase ulteriore: la consumazione della “Tavola”. Il progetto della manifestazione si articolerà su due giorni.

Domenica 18, sarà allestita la sfarzosa “Tavola di San Giuseppe”, benedetta dal parroco al termine della messa vespertina e visitabile in un locale attiguo alla Chiesa Madre sino a tutta la giornata successiva. Sovrasterà la “Tavola”, un’immagine del Santo con il suo simbolo iconografico, il bastone dai gigli fioriti.

A seguire, in piazza Garibaldi, l’accensione della “Fanova”. Alla “Tavola” siederanno sette “Santi”, i commensali, che la tradizione individua in Gesù Bambino, Maria Vergine, San Giuseppe, Sant’Anna, San Gioacchino, Santa Elisabetta e San Giovanni. I figuranti saranno scelti tra le personalità di spicco della comunità melissanese. Quindi, il rito della consumazione, che si terrà lunedì 19, sul sagrato della chiesa.

Si consumeranno nove diverse pietanze in aggiunta al tradizionale “Pane di San Giuseppe”, al finocchio, all’arancia e al vino per un totale di 13 portate. Niente uova, carne e formaggi, in rispetto del periodo quaresimale.

                                       MM

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Sannicola. Tutto il paese si prepara a passare le notti in bianco: dappertutto, a scuola e nelle case, fervono i preparativi per le due notti che precedono la domenica delle Palme e la Pasqua in cui tutto il paese si riunisce nelle vie e nelle case al suono di lazzareni e matinate.

«Si tratta di iniziative assolutamente spontanee – rileva l’assessore alla Cultura Danilo Scorrano – e così è giusto che sia, per evitare rischi di snaturamento. Noi siamo fiduciosi perché c’è l’impegno dell’istituto comprensivo che negli anni favorisce lo studio dei ritmi e delle parole del nostro passato da parte dei ragazzi. La sera di Pasqua, in piazza, organizzeremo una rassegna dei gruppi che si sono distinti nelle notti danzanti e musicali, e, in una mattinata da concordarsi, si esibiranno le scuole».

Festosi gruppi di appassionati inrrompono nella tranquillità di quelle notti cantando e danzando: alle prime note tutto intorno a loro si blocca. Le nenie  si cantano davanti alle porte che restano chiuse fino a che non si intonano alcune strofe particolari, dedicate ai padroni di casa. Appena si aprono le porte, tutti i presenti sono invitati a “favorire”. La tradizione prevede innanzitutto le uova, simbolo della rinascita, ma non può mancare “qualcosa da bere” per accompagnare i dolcetti alle mandorle o il formaggio acquistato direttamente dalle masserie per l’occasione.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...