Home Tags Posts tagged with "flavio fasano"

flavio fasano

Gallipoli – Approderà probabilmente a Palazzo Balsamo, sede storica del Comune, la vicenda che ha visto al centro la consigliere di maggioranza (in lista Udc) Caterina Fiore e un vigile urbano. Terreno di scontro accertamenti appena effettuati circa il rispetto di ordinanze di chiusura di locali adibiti a sale da gioco. Hanno atteso che ci fossero le prime reazioni ufficiali – in questo caso quella di condanna del consigliere comunale da parte del Sindaco Stefano Minerva – e magari anche altre conferme relative a denunce e querele, ed ecco che un paio di ore dopo la pubblicazione della nota del Sindaco su piazzasalento.it, i consiglieri comunali di opposizione Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi, hanno scritto al presidente del Consiglio comunale, Rosario Solidoro.(in foto da sinistra Fasano, il presidente De Tommasi, Cataldi)

I due rappresentanti della lista Gallipoli Futura hanno chiesto al presidente Solidoro di “convocare con urgenza il Consiglio comunale perché il Sindaco abbia a riferire sui fatti accaduti ed all’esito della discussione voglia indicare ed assumere le necessarie ed opportune determinazioni”. Vanno all’attacco gli oppositori. Scrive Fasano sulla rete sociale Facebook e racconta che “abbiamo aspettato ben cinque giorni sperando che il Presidente del Consiglio comunale convocasse l’assise. Solo oggi, dopo cinque giorni (il fatto clamoroso è accaduto lunedì scorso intorno alle 13 ndr) il Sindaco Minerva esce timidamente con una ?presa di distanza’ non presente nemmeno sul sito istituzionale del Comune ed affidata solo al giornale on line Piazzasalento“. Fasano rimarca che, a suo parere, “vi è stata totale assenza di consapevolezza istituzionale” e mette in evidenza che al vigile urbano verbalmente aggredito, “non è stata manifestata alcuna solidarietà” da parte dei vertici istituzionali. L’accaduto viene giudicato quindi “gravissimo” e “già oggetto di indagine giudiziaria” ed anche “per il clamore suscitato con grave danno immagine dell’intero Consiglio comunale”.  .

Gallipoli – Non cercate una sia pur piccola targhetta che indichi la sede di una società in via della Cala, nei pressi della chiesa del Canneto: non c’è alcuna indicazione che porti alla Ittica Gallipoli srl, che – sia pure come garante per certi aspetti legali – era nell’affidamento del mercato ittico all’ingrosso di via Lecce. La vincitrice del bando comunale, il terzo, risulta essere la Gallipoli Fish della Statale 101 al km 1. Per  l’una e per l’altra ieri è stato un lunedì nero, preceduto da un altro giorno da dimenticare quando – a formalità per la consegna della struttura quasi ormai completate – si sono viste recapitare la sospensione dell’affidamento a causa di una interdittiva antimafia arrivata in via riservata negli uffici di via Pavia a metà giugno.

L’interdittiva antimafia e poco dopo gli arresti Che le due date siano collegate strettamente lo si comprende chiaramente in questi giorni in cui l’operazione “Labirinto” della Procura antimafia di Lecce con gli investigatori speciali dei carabinieri (Ros) ha messo in luce rapporti manovre e conflitti su Gallipoli, sulle sue attività economiche principali, compreso il comparto ittico, locale e d’importazione. Protagonista principale Davide Quintana, 37 anni, con amicizie assai ingombranti ma anche tranquillizzanti se si pensa ai suoi vari tentativi di farsene scudo per avanzare nel capo del commercio ittico. A lui e ad alcuni suoi familiari è intestata la società a responsabilità limitata “Ittica Gallipoli”; con questo vascello voleva arrivare ad ingrandire la sua fetta di mercato soprattutto di frutti di mare, togliendone un pezzo ad altri. Che a loro volta godevano di amici protettori che sapevano farsi valere.

Quel balzo in avanti di Quintana, col mercato assegnato, rimasto a metà Certamente l’assegnazione del mercato all’ingrosso sarebbe stato un passo importante per l’Ittica Gallipoli:. E’ vero che quella struttura ultimata a fine anni Novanta, collaudata nel 2003 e poi praticamente abbandonata, per cominciare a funzionare necessità di interventi sostanziosi (almeno 400mila euro), tali da aver fatto scappare i precedenti vincitori del bando (cooperative di San Bendetto del Tronto e Leuca), lasciando nelle casse comunali i 36mila euro di caparra. Ma è anche vero che con gli sponsor adatti ed i fornitori giusti, quel mercato sarebbe potuto diventare un grande macinatore di soldi, reali e non. Proprio sui fornitori la strategia di Quintana e dei suoi partner – dal clan Padovano ad un gruppo che fa capo al clan Tornese di Monteroni, quello di Vincenzo Rizzo, 54enne di San Cesario – si è impantanata per un po’. Quel tanto che è bastato ai Ros per mettere gli ultimi tasselli di una inchiesta in corso fin dal 2015.

Dallo scontro al patto tra due gruppi con le stesse mire Appena in tempo, si potrebbe dire, con un mercato che resta in cerca di un padre. Con un impianto simile a disposizione, forse un patto si sarebbe alla fine trovato tra il gruppo Rizzo e quello di Saulle Politi, 46 anni di Monteroni, sostenitore di un altro grosso operatore nello stesso settore il quale, per non correre rischi, aveva schierato in campo anche i suoi referenti del clan Coluccia di Noha di Galatina. Gli affari sono affari, si sarebbe concluso, insieme ad una concordata ripartizione delle zone: per Quintana i rubinetti dei fornitori di pesce e cozze si sarebbero aperti, quelli nazionali ed anche quelli spagnoli e greci in particolare; l’import nel settore è ormai vitale, il pescato nelle acque di Gallipoli è andato sempre più calando. Alla fine tutto si è interrotto davanti alle manette (33 gli arresti).

Il “padre” Fasano: “Quella struttura serve ancora oggi” La città ha subito una ulteriore scossa. E il “padre” di quel mercato dotato di tutto punto, l’allora Sindaco Flavio Fasano, che era collegato – nei suoi progetti ad un porticciolo per l’attracco dei pescherecci nella stessa zona – ora dice: “In tutti questi anni si è perso tutto, abbandonato ai vandali. Era nato per essere dato in gestione ad una società di cooperative di pescatori, Camera di commercio e Comune per una piccola partecipazione, non per essere consegnato a terzi. Erano le categorie della pesca a doverlo utilizzare. Invece…”. Ma ha ancora senso puntare su di un mercato all’ingrosso, con una marineria che segna anno dopo anno record negativi, sia come pescato che come numero di imbarcazioni? “Certo! – risponde Fasano -. Del resto erano nato per togliere di mezzo locali fatiscenti ed anti igienici in cui veniva commercializzato il pescato, ma ancora oggi sono in funzione. Vi si opposero proprio loro, quelli dei magazzini, anche perché così agivano indisturbati e incontrollati. Com’è pure adesso”.

by -
0 229

Gallipoli – Seguendo la linea dell’attacco per far emergere “l’assoluta mancanza di programmazione” più volte messa in risalto, Gallipoli Futura ha inviato al Sindaco una interrogazione con risposta scritta e discussione in Consiglio comunale su tre scadenze. Nella nota a firma dei consiglieri Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi inviata a Stefano Minerva dettano l’agenda di questo fine mese, in cui si giocano – a detta degli esponenti dell’opposizione consiliare – tre questioni di un certo rilievo, in cui eventuali proroghe sarebbero del tutto illegittime ed aprirebbero la strada a danni erariali a carico degli amministratori comunali (nella foto Fasano, De Tommasi, Cataldi)

Nuovo servizio rifiuti ed “esuberi” La prima questione – decisamente la più delicata – riguarda la scadenza della quarta proroga del servizio rifiuti il 30 giugno ed il passaggio al nuovo capitolato d’appalto dell’Aro 11. Qui a pendere sula testa di Comune e cittadini è anche la sorte di 28 addetti non contemplati dal nuovo contratto firmato nel novembre scorso (ne prevede 48) e che dovrebbero confluire in una società a latere con oneri a carico del Comune. “A che punto è questo passaggio di cui sembra non esista alcun tipo di adempimento preparatorio?”, chiedono i due consiglieri per i quali una quarta proroga “alla sola Gial Plast” risulterebbe ancora una volta “onerosissima” per le tasche dei gallipolini.

Parcometri Scade il 30 giugno anche il servizio dei parcometri a pagamento che risale al 2013 con la Sis srl  di Perugia ed anche qui “nulla ancora è dato sapere”, scrivono gli interroganti, i quali infine sollevano il problema trasporto pubblico cittadino gestito dalla ditta Chiffi di Nardò ed anche questo in scadenza col 30 giugno. “Anche qui nulla è dato sapere si quanto si intende fare”, rimarcano Fasano e Cataldi.

Bus urbano Dal Comune si sa per ora che si sta lavorando, non solo per rispondere all’interrogazione consiliare che accenna a risvolti poco tranquillizzanti (il danno erariale, ad esempio) ed ogni risposta è rimandata di qualche giorno. Dei tre argomenti, su di uno però, la risposta c’è: il pacchetto dei trasporti urbani è di competenza della Regione, ribattono da via Pavia.

Gallipoli – Quella concessione demaniale non andava rinnovata; illegittimo è stato il prolungamento pluriennale delle autorizzazioni (l’ultima era stato fino al 2020): dopo il Consiglio di Stato con i pronunciamenti del 3 agosto dell’anno scorso, è di oggi la sentenza del Tribunale amministrativo regionale (Tar) di Lecce con cui si respinge il ricorso della “Bleu Salento”, società di Lecce, che gestiva la banchina nell’ultimo tratto del lungomare Marconi. La concessione a privati n. 56 del 2009 non esiste più, insomma. Per la verità, l’annullamento della concessione era stato firmato il 5 settembre 2017 dal dirigente responsabile  del settore Gestione del territorio e reti infrastrutturali, ingegnere Giuseppe Cataldi; tempo per lo sgombero: due mesi. Poi era scattato quest’ultimo tentativo legale davanti al Tar. Come si ricorderà, sul rilascio e sulle  proroghe della concessione demaniale da parte del Comune, sin dal 2011 si era aperto un contenzioso con una società concorrente, la Darsena Santa Caterina.

Ad intervenire subito sulla vicenda politico-giudiziaria è il capogruppo di “Gallipoli Futura”, Flavio Fasano che, per la cronaca, sta seguendo col consigliere Giuseppe Cataldi, la vicenda legata alla portualità gallipolina da tempo. Con un ricorso al Tar, il gruppo di opposizione si era visto respingere il 9 marzo 2017 la richiesta di bloccare la decisione della Giunta di individuare un progettista per l’adozione di un piano regolatore portuale; secondo la tesi dei ricorrenti, tale decisione era di competenza del Consiglio comunale. Il 21 gennaio di quest’anno i due consiglieri aveva presentato una interrogazione al Sindaco Stefano Minerva con cui si chiedeva cosa intendesse fare l’Amministrazione comunale di quell’area portuale dopo l’annullamento della concessione e come intendesse procedere “per una generale programmazione della portualità turistica, mercantile e peschereccia”. Fasano e Cataldi chiedevano anche cosa il Comune intendesse fare per “la salvaguardia delle unità lavorative impegnate nella struttura”. “Ora il Sindaco non ha più alibi – afferma Fasano su Facebook – a lasciare la gestione della darsena al soggetto privato che illegalmente continua a detenerla”. “Nel mentre il Sindaco si affretta a dare il “consenso” alla costruzione di un altro porto provato (Porto Gaio, società di Nardò) – si sostiene dall’opposizione – rinuncia a gestire la darsena che il Consiglio di Stato fin dallo scorso mese di agosto ha sentenziato appartenere al Comune. Cosa aspetta a dire quali sono le sue reali intenzioni?”.

“Procederemo subito allo sgombero, ovviamente – afferma Minerva per tutta risposta – abbiamo in corso un chiarimento sulle caratteristiche  dei punti d’imbarco e dei punto d’ormeggio con la Regione; una volta chiariti questi aspetti, decideremo il futuro della darsena”. Circa la  questione generale della portualità a Gallipoli, il Sindaco a piazzasalento conferma: “Non abbiamo ancora nominato il tecnico che l’ufficio competente aveva avuto l’indirizzo di individuare, ma restiamo fermi sui nostri programmi così come annunciati pubblicamente: è necessario il piano regolatore portuale”.

 

Gallipoli – Il grosso dei lavori, compreso il piano calpestio per la rigenerazione naturalistica della litoranea tra Baia verde (foto) e canale dei Samari, sono stati ultimati. Restano in bilico i faretti a terra che probabilmente non saranno attivati da subito, mentre per gli approvvigionamenti e per il ritiro dei rifiuti si userà l’rea a parcheggio subito al di là delle dune. Come ultima cosa si sta vedendo, contattando gli operatori sanitari, se ci sono problemi per l’arrivo sul posto dei mezzi di Pronto soccorso e posi si parte con il nuovo assetto. se ci sono problemi eventuali. Per il resto, le note emesse finora dagli amministratori comunali restano improntate ad un cauto ottimismo: “Quella che stiamo mettendo in campo è una nuova idea di mobilità e di interpretazione del concetto turistico che segna un tangibile cambiamento – ha dichiarato due giorni fa il Sindaco Stefano Minerva rispondendo a muso duro a Federbalneari di Mauro Della Valle –  e non sarà facile farlo accettare o abituarsi subito alla nuova impostazione di litoranea e non ne nascondiamo le difficoltà. Sappiamo che continui miglioramenti possono essere apportati e proprio per questo motivo il confronto continuerà ad esserci magari in una commissione urbanistica che convocheremo in settimana”. Minerva ricorda che “da anni si chiedeva un cambiamento rispetto alle file di macchine, agli ingorghi, all’inquinamento acustico ed ambientale e finalmente questa Amministrazione ha avuto il coraggio di cambiare. Ancora poche settimane e la parte interessata dai lavori sarà consegnata: continueremo a incontrare i balneari di buona volontà che hanno voglia di collaborare (come ha fatto Cna) per risolvere i piccoli problemi organizzativi e per sistematizzare la nuova impostazione della litoranea”. A Della Valle, che ha denunciato un calo degli affari per i gestori dei lidi di quel tratto interessato dal cantiere, il Sindaco ha ribattuto assicurando che “non ci sono problemi di sorta o difficoltà oggettive per raggiungere la spiaggia”. Sembra essere slittata a dopo l’estate infine la rotatoria da realizzare all’altezza dello stadio “Bianco”.

Non ne è proprio convinto Flavio Fasano, capogruppo di “Gallipoli Futura”, per il quale “la strada maledetta, su cui insistono otto lidi, cinque già aperti, ha causato un calo di di presenze rispetto all’anno precedente. “I titolari degli stabilimenti sono costretti a portarsi con le loro auto i sacconi di rifiuti perchè i camion della nettezza urbana non passano. Inoltre – insiste Fasano – il cantiere ancora non è stato ultimato e mancherà comunque qualsiasi forma di illuminazione stradale, come manca la viabilità di servizio per sicurezza, raccolta rifiuti, e per l’approvvigionamento”. E tutto ciò a causa di uno “stravolgimento spaventoso con danni incalcolabili, mettendo a repentaglio l’ormai iniziata stagione turistica”.

 

Gallipoli – Il conto finale del 2017 va, con punte di soddisfazione per la maggioranza del Sindaco Stefano Minerva ed anche con degli impegni da assolvere. L’opposizione di “Gallipoli futura” non va in aula, come annunciato: c’è, ma resta tra il pubblico. I consiglieri Flavio Fasano, Giuseppe Cataldi e il presidente del sodalizio culturale-politico, Luigi De Tommasi, alla fine del Consiglio comunale disertato non rinunciano a ribadire le loro critiche su aspetti tecnici rilevati anche sul Consuntivo in esame (“ma meno gravi di quelli sul piano Tari e preventivo 2018-20” dicono) e su aspetti di contenuto.

Le cose fatte, quelle su cui recuperare L’assessore Dario Vincenti (foto) in chiusura delle sei cartelle di relazione, esprime soddisfazione “per i risultati contabili, amministrativi e politici raggiunti: testimoniano la bontà delle scelte compiute”. Tra i dati positivi mette “un miglioramento della situazione finanziaria dell’ente, rispettosa dei vincoli ed in grado di fronteggiare eventuali situazioni eccezionali o imprevisti di gestione”. I residui attivi, di recente riaccertati a tappeto,  sono aumentati e sono pari a circa 17 milioni, il 63% di essi per crediti di natura tributaria (tassa rifiuti, per lo più). “Va detto che una parte di essi sono stati incassati nel 2018 – ha precisato Vincenti – ma certamente date le dimensioni, s’impone una riflessione dell’Amministrazione per ottimizzare le modalità di riscossione”. La lotta all’evasione fiscale ha dato i suoi frutti in materia di Ici/Imu (400mila euro) e di Tari (650mila), recuperi “al di sopra delle previsioni” con una attività che va dunque proseguita. Capitolo a parte per la tassa di soggiorno: “Il rendiconto fotografa una buona performance (recupero di 70mila euro) ma ancora c’è molto da fare sulla fase di riscossione ordinaria del tributo”. Revisione in corso poi per i beni e i servizi comunali: il 3 aprile l’assessore ha chiesto ai dirigenti una ricognizione per vedere se e dove intervenire in materia di contratti, affidamenti eventuali rinegoziazioni. Per il resto pareggio assicurato, nessun mutuo acceso lo scorso anno, pagati debiti fuori bilancio (per esiti giudiziari) per 260mila euro, il 30% in meno del 2016.”L’Ente ha comunque accantonato una quota di avanzo di Amministrazione in un fondo rischi contenzioso pari a 3 milioni di euro”, ha rilevato Vincenti. Circa i tre rilievo formulati dal collegio dei revisori, l’aggiornamento dell’inventario è stato deliberato giusto ieri dalla Giunta comunale; dei due debiti fuori bilancio al 31 dicembre si provvederà al più presto mentre per la ricognizione del patrimonio comunale, in parte è già avviato come per il mercato del pesce al dettaglio.

“E i programmi? Ne avete? A che punto sono?” L’opposizione ha rimarcato con forza sia dettagli procedurali (“una correzione dell’Organo dei revisori contabili proprio in corso di Coniglio comunale senza che i consiglieri la  votino!, ha esclamato Fasano) sia sui contenuti. “Non c’è stato nessun riferimento allo stato di attuazione dei programma, prove ennesima della incapacità progettuale di questa Amministrazione”, hanno rilevato gli esponenti di Gallipoli futura. Per gli oppositori temi su cui investire invece ce ne sarebbero diversi, tra cui – per esempio – i problemi dei traffico, dei trasporti, dei parcheggi, della mobilità interna ed esterna, per non parlare del piano generale delle manutenzioni  di strade, aree verdi, marciapiedi, parchi, illuminazione. “Occorre – è tato rimarcato da Fasano – uno stanziamento pluriennale per lo studio e la conseguente attuazione delle misure che incidano su questi annosi problemi, invece avete realizzato parcheggi in terra battuta senza illuminazione, servizi, collegamenti”. Oltre a ricordare le disposizioni normative che stabiliscono che viene prima il Consuntivo ’17 e poi il preventivo per il 2018, De Tommasi ha rincarato la dose delle critiche: “Dopo la brutta figura ed i conti ancora in disordine per il bilancio di previsione dove alcune somme a specifica destinazione compaiono nella parte entrata e scompaiono nelle uscite, o almeno compaiono dove non dovrebbero, oggi il quadro si è ulteriormente offuscato con la presenza di errori che ci fanno comunque ulteriormente perdere la fiducia nell’affidabilità dei documenti contabili approvati dalla Amministrazione comunale, e controllati , si fa per dire, dal collegio dei revisori dei conti”.

Gallipoli – “Non ci sono le condizioni per poter collaborare con questa Amministrazione comunale”. “Inizia una protesta civile e democratica contro l’inagibilità democratica nel Comune di Gallipoli”: Cambiano le parole ma il messaggio è simile, sia che lo esprima un adirato presidente dell’associazione, Luigi De Tommasi, sia che lo invii un convinto capogruppo, Flavio Fasano. Al Consiglio del 22 prossimo due sedie quindi rimarranno vuote, quella di Fasano e l’altra del consigliere Giuseppe Cataldi. Non vogliono condividere responsabilità “pesanti”- a seguito di precedenti che risalgono al Consiglio comunale di marzo sul piano economico e finanziario sulla gestione dei rifiuti ed a quello successivo sul bilancio di previsione 2018-20 – con altri conti, riguardanti questa volta il conto consuntivo finale dell’anno 2017.

I tre presunti danni arrecati al Comune e all’Erario Presentatisi con un mucchio di documenti (pareri di revisori e dirigenti del settore, verbali densi di dichiarazioni e controrepliche, raffronti di piani economico finanziari non combacianti, come nel caso della Tari), Fasano e De Tommasi hanno annunciato la denuncia presentata alla Corte dei conti di Bari (procuratore regionale e presidente sezione regionale di controllo), Ispettorato per la Funzione pubblica di Roma, al Ministero economia e finanza di Roma, alla Guardia di finanza nucleo polizia tributaria di Lecce, “tre aspetti di danno erariale”. I presunti illeciti riguarderebbero appunto il piano economico finanziario per il servizio rifiuti 2018 di marzo scorso , il bilancio di previsione e l’organizzazione e il finanziamento della manifestazione del Carnevale 2018. “Questi in estrema sintesi i tre gravi aspetti emersi a carico di quei Consiglieri comunali – Sindaco compreso – che con il loro voto espresso in Consiglio comunale, ignorando volontariamente ogni e qualsiasi approfondimento su quanto i sottoscritti Consiglieri avevano formalmente eccepito – sostengono da GF – hanno realizzato un “falso contabile” e “danno erariale” con la complicità di funzionari e dirigenti nonché con la responsabilità dell’Organo di revisione”. “I documenti parlano chiaro – affermano Fasano e De Tommasi – ed è nostro dovere esporre tutto quanto affinché vengano adottati, con la dovuta urgenza che il caso richiede, i doverosi provvedimenti tesi ad eliminare il “danno” ed a perseguire chi si è reso dolosamente (perché avvertito in tempo!) responsabile di quanto causato alla comunità cittadina”.

Capitolo Rifiuti Oltre ad un “illegittimo” regime di proroghe (quattro), l’accusa è quella di una “incidenza di ben 1 milione 300mila euro in più all’anno (a far data dal 21 novembre 2017 posta come Tari a carico dei cittadini con vantaggio solo per la ditta esecutrice dell’appalto”. “Falsità” o errore grave sarebbe la non corrispondenza tra il piano economico presentato dalla società vincitrice dell’appalto dell’Aro di cui fa parte Gallipoli (pari a 5 milioni 80mila euro) e il piano economico del Comune (4 milioni 560mila euro). “Se fosse già entrato in funzione il nuovo appalto Aro, il costo sarebbe sceso appunto di 1 milione 300ila euro”, è stato spiegato. Circa i 28 addetti in più in attesa di sistemazione affidando loro servizi e incombenze particolari (quindi in aggiunta a quanto previsto dall’appalto, “sono passati due anni e non si è fatto niente: noi eravamo d’accordo e siamo d’accordo”.

Capitolo Bilancio 2018-20 La “peggior situazione in cui io, che ho una esperienza ormai quasi quarantennale, mi sia trovato” sarebbe costituita dal bilancio di previsione per quest’anno, ha rilevato Fasano che, insieme al presidente De Tommasi, non ha lesinato valutazioni negative circa il dirigente dell’ufficio che se ne occupa. La “mostruosità” sarebbe rappresentata dalle somme che ruotano intorno al Piano sociale di zona, qualcosa di “impossibile da non denunciare”: “Ben 356.954 euro di somme a destinazione vincolata (piano sociale di zona, ndr) sono state impropriamente destinate a “spese correnti” e ciò pone gravissimi dubbi sulla “fedeltà” di questo bilancio”. Il dirigente, durante il Consiglio comunale, ha fatto riferimento “ad una fase in cui stiamo chiudendo la programmazione 2014-16” con proroga nel 2017: “L’anno prossimo, con la programmazione 2018/2020 o forse appena verrà approvata, ci sarà l’entrata, una variazione complessiva derivante dall’approvazione del nuovo piano di zona 2018/2020 che mi dicono che è in cottura”, Il dirigente ha aggiunto che alcuni Comuni non stanno corrispondendo le somme dovute; c’è inoltre un Comune in dissesto (Melissano) Questa risposta ha convinto Sindaco e consiglieri di maggioranza ma non l’opposizione che adombra il reato di falsità in atti pubblici.

Capitolo Carnevale 2018  “Non abbiamo niente contro le associazioni, anzi; ma proprio perché le rispettiamo, vorremmo che tutto si svolgesse in modo trasparente e serio”: con questa premessa Fasano ha aperto un altro capitolo spinoso per il Comune, a suo dire. La tassa sulle affissioni “affidata” all’associazione per il Carnevale gallipolino sarebbe del tutto illegittima e “ad ogni modo, è impossibile delegare ad una associazione la riscossione di una tassa come quella per la pubblicità e il suolo pubblico: si volevano dare 40mila euro al Carnevale” Lo si poteva fare senza fare giri fuori dalle norme”.  “Succederà lo stesso per la festa di Santa Cristina”, ha chiosato De Tommasi. “Siamo di fronte ad una palese incapacità politica del Sindaco, degli assessori che si è scelto e dei variegati e saltellanti suoi consiglieri comunali. Ad una Amministrazione che si autodefiniva eccezionale, avremmo preferito una Amministrazione semplicemente normale”, la chiusa ironica infine di Fasano.

 

 

.

 

.

Gallipoli – Il caso della storica scuola del centro storico “Santa Chiara” che rischia di chiudere per mancanza di bambini (appena nove per la prima classe) ha tenuto banco, in apertura, della conferenza stampa indetta da “Gallipoli futura” sui conti comunali e su altri argomenti spinosi. Il fuoriprogramma è stato imposto dagli ultimi eventi riportati dalla cronaca cittadina, con i genitori allarmati e con gli amministratori di via Pavia, l’assessore Silvia Coronese in particolare, in campo per cercare di trovare difficili vie d’uscita. Non si sono pronunciati sui possibili sviluppi o  eventuali deroghe che spettano alle autorità scolastiche i consiglieri comunali Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi, al tavolo con il presidente Luigi De Tommasi. Hanno puntato l’indice, durante l’incontro con i giornalisti e con numerosi loro sostenitori, sui diversi progetti e non del tutto coerenti tra loro che si sono susseguiti intorno all’edificio di via De Pace, nel cuore della città vecchia, a cominciare dal piano integrato di rigenerazione urbana risalente alla Giunta Francesco Errico (2014) con un cambio di destinazione d’uso e di ristrutturazione edilizia della scuola per consentire la creazione di aloggi-parcheggio. Poi nel febbraio 2017, Sindaco Stefano Minerva secondo la ricostruzione fatta dal capogruppo Fasano, ecco un altro progetto chiamato “Ricominciamo dal centro storico” che introduceva delle “integrazioni” al precedente piano con un protocollo d’Intesa con i Comuni di Alezio e Tuglie e come obiettivo il Por sulla rigenerazione urbana sostenibile; altra tappa in luglio (avviso pubblico per intervento di riqualificazione per edifici scolastici) e poi lo scorso 19 gennaio è stata deliberata la partecipazione ad un bando del Miur (Ministero istruzione ricerca università)  per ottenere finanziamenti da utilizzare per i lastricati solari della scuola.

“L’Amministrazione comunale deve dirci una volta per tutte che cosa intendere fare della scuola di Santa Chiara – ha attaccato Fasano – perché non sempre chiedere e magari ottenere finanziamenti è indice di efficienza e di lungimiranza. Semmai il contrario”.

Gallipoli – Tredici voti a favore, quattro contrari: il Consiglio comunale ha approvato questa mattina il bilancio che prevede entrate, uscite, servizi e opere per il 2018. Ma ci sono volute due interruzioni dei lavori per consentire ai revisori dei conti di verificare alcuni dei tanti rilievi mossi – con cinque “domande” allegate e precedenti l’intervento vero e proprio – dal capogruppo di “Gallipoli Futura” Flavio Fasano.

I numeri e gli obiettivi nella relazione dell’assessore Vincenti Davanti ad una platea piuttosto nutrita, a Palazzo Balsamo si è consumato l’ultimo scontro (ma solo in ordine di tempo) tra la maggioranza di Stefano Minerva e gli oppositori : ai due “storici” Fasano e Giuseppe Cataldi (GF), si sono aggiunti Sandro Quintana e Stefania Oltremarini (Fitto). L’assessore Dario Vincenti ha relazionato sul documento programmatico 2018-20 a cominciare dal piano delle alienazioni in cui campeggia ancora (nonostante i tentativi di vendita infruttuosi già fatti) l’ex Casa del fanciullo di lungomare Galilei. Il prezzo è sempre fissato a 2 milioni 700mila, come definite restano le destinazioni dell’eventuale vendita. Tra le entrate che seguono “il trend storico degli esercizi precedenti”, vi è anche quella della tassa di soggiorno a 400mila euro.  da destinare a servizi turistici, eventi e arredi urbani. I proventi da multe e contravvenzioni del codice della strada serviranno a potenziare la segnaletica stradale (100mila euro), ad interventi straordinari sulle strade cittadine (370mila euro), agli automezzi della Polizia municipale. Circa le opere pubbliche che l’Amministrazione vuole realizzare entro quest’anno ci sono la ristrutturazione e riqualificazione degli edifici scolastici di Santa Chiara (centro storico) e via Milano. il lungomare Marconi secondo il progetto già redatto dalla precedente Amministrazione; loculi cimiteriali per 850mila euro. Entro l’anno il governo cittadino punta anche ad avere il progetto definitivo del centro sportivo polifunzionale in modo da entrare nella fase esecutiva nel ’19. Della “spesa sociale” Vincenti ha ricordato i 3 milioni e mezzo a disposizione dell’Ambito sociale di cui Gallipoli è capofila e l’obiettivo di fare del’ex Ceduc una struttura socio-residenziale per minori e anziani. “Mi preme sottolineare – ha affermato l’assessore – gli sforzi compiuti nel tentativo di finanziare e risolvere annose problematiche come la manutenzione delle strade, il problematico fenomeno di Baia verde (gli allagamenti,  ndr), il rifacimento della segnaletica stradale e la manutenzione del territorio, a cominciare dalle periferie”.

Il “sì” di Piro: accolto il suo emendamento per la Scuola di Medicina In aula sono arrivati sei emendamenti al bilancio, tre di Quintana, due di Gallipoli Futura e uno di Vincenzo Piro: suo l’unico emendamento accolto dalla maggioranza con Quintana astenuto e contrari Fasano, Cataldi e Oltremarini. “Abbiamo un traguardo da raggiungere grazie alla collaborazione della Facoltà di Medicina di Bari e del prof. Rosario Polizzi ed ora abbiamo fatto un altro passo con un impegno in bilancio – ha detto Piro – per il resto debbo ammettere che la “risvolta” (noto slogan usato da Minerva in campagna elettorale, ndr) non c’è stata ancora”.

Fasano: “Tagli di spese immotivati e aumenti di entrate gonfiati, come quelli dalle multe” Il rinvio con il ritiro del Bilancio non c’è stato ma la sospensione dei lavori per interpellare i revisori dei conti sui rilievi sì: Fasano ha fatto le pulci ai numeri, rilevando cifre che – a suo dire – non erano veritiere ed attendibili. “Il caso della Tari è quello più emblematico, la spesa è addirittura in chiaro contrasto con il contratto in essere con la ditta fornitrice del servizio – ha affermato il capogruppo di GF – stiamo pagando per i rifiuti solidi urbani circa 1 milione 300mila euro in più del dovuto; 412mila euro al mese invece dei 320mila previsti dal contratto approvato dall’Aro (Ambito rifiuti ottimale, ndr)”. Altri aspetti non hanno convinto per niente Fasano come l’incasso previsto per l’Imu  “aumentato senza giustificato motivo di 250mila euro” o la Tari “aumentata di 113mila euro”. Tagliate anche di 163mila euro le rette per ricoveri dei minori. “Avete diminuito le spese per l’acqua  – ha proseguito Fasano – e avete però raddoppiato le indennità di carica ed i gettoni di presenza dei consiglieri. Sono diminuite le spese legali per liti di 847mila euro eppure il trend storico lo avrebbe assolutamente sconsigliato”. Da qui la conclusione: Colleghi consiglieri, a fine anno saremo pieni di debiti fuori bilancio e non avremo soldi per farvi fronte anche perchè, carte alla mano, il capogruppo della minoranza ha fatto l’esame dei proventi per infrazioni al codice stradale: previsti incassi per 3 milioni 175mila eur; di wusta somma il 42,44% – ha sostenuto Fasano – se ne va per incassare quei soldi; un altro 27,56% se ne va per manutenzione delle attrezzature e per il personale; rimane solo il 30%della somma originaria, vale a dire “appena un milione”.

 

 

 

Gallipoli – Torna a riunirsi, dopo la seduta di fine marzo, il Consiglio comunale di Gallipoli. Il suo presi dente, Rosario Solidoro (foto a sinistra, il suo vice è ora Vincenzo Piro, dopo le dimissioni di Sandro Quintana) ha reso noto che la riunione si terrà il 19 aprile prossimo alle 8,30 in prima convocazione per deliberare su sette argomenti. Tra i quali spiccano il bilancio di previsione del triennio 2018-20, il Documento unico di programmazione (Dup) collegato al bilancio ed il ripiano dei debiti fuori bilancio. Si prenderanno decisioni inoltre sui costi di urbanizzazione delle aree a parcheggio e sul piano per le valorizzazioni ed alienazioni immobiliari.

Ma a garantire il pepe alla seduta consiliare sarà molto probabilmente l’interrogazione n. 43 del 30 marzo scorso con cui il Sindaco Stefano Minerva ha intimato l’apertura al pubblico delle aree dopo la Baia verde utilizzate a parcheggi durante la stagione estiva, in parte private. L’ordinanza, i cui effetti si sono concretizzati solo il 2 aprile, giorno di Pasquetta, era stata subito messa nel mirino dai consiglieri di “Gallipoli futura”, Flavio Fasano (foto a destra) e Giuseppe Cataldi, i quali vi avevano rilevato alcune imprecisioni di carattere normativo e delle lacune sostanziali: era stato preventivamente informato il prefetto,? A chi era indirizzata l’ordinanza? Perchè quel ritardo nella sua esecuzione? Per i due consiglieri di opposizione l’atto era dia ritenersi nullo “perché privo dei requisiti essenziali che un provvedimento eccezionale, com’è una ordinanza,deve avere, comporta l’obbligo risarcitorio (verso i proprietari di quell’area, ndr) oltre a risvolti di natura penale”. Poche ore dopo l’interrogazione con risposta scritta, era infatti arrivata la denuncia querela della società “Meridiam” di Casarano e del’amministratore Angelo Marrella, casarense anche lui.  I denuncianti non contestano le motivazioni (gran traffico, esigenze di prevenire pericoli per l’incolumità pubblica), quanto le modalità ed i presunti danni operati da persone che avrebbero divelto sei cancelli e messo fuori uso gli impianti di videosorveglianza.

Gallipoli – Assolti perché “non c’è prova che il fatto costituisca reato” il presidente di “Gallipoli futura” Luigi De Tommasi e il consigliere comunale dell’associazione omonima Giuseppe Cataldi: lo ha stabilito il giudice dell’udienza preliminare davanti al quale si è svolto il processo col rito abbreviato. Esulta il capogruppo di “Gallipoli futura” Flavio Fasano: “Non costituisce alcuna diffamazione l’aver presentato una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Emanuele Piccinno, chiedendone la revoca del mandato da parte del Sindaco e che invece resta in carica pur avendo un giudizio penale in corso per reati gravi”, scrive Fasano in una nota. “Un sentito e meritato grazie esprimo – prosegue il capogruppo – al collega Giampiero Tramacere che da par suo ha saputo porre, anche nel giudizio, la centralità della questione morale quale ineludibile impegno per una forza politica che dinanzi a questioni come quella per cui è causa, non può restare silente”. Fasano auspica quindi che il Sindaco adesso “sappia trarre le debite conseguenze nell’interesse della cittadinanza e delle stesse istituzioni”.

Il fatto risale a fine marzo di un anno fa. A seguito di notizie di stampa e di dichiarazioni dell’associazione politico-culturale prima citata, si era acceso un caso, con l’assessore Piccinno accusato di essere coinvolto in una inchiesta in cui si ipotizzavano reati di stampo mafioso. “Gallipoli futura” aveva quindi deciso di presentare una mozione di sfiducia con l’obiettivo di far decadere da assessore Piccinno, non senza travagli interni circa l’opportunità o meni di un simile passo. La mozione infatti era stata dapprima presentata, poi emendata, infine ritirata. Ma tutto ciò non era bastato all’assessore, il quale aveva querelato i rappresentati e i firmatari della mozione nonchè i responsabili di un durissimo comunicato sulla vicenda giudiziaria. Il diretto interessato a Piazzasalento.it aveva dichiarato: “La gogna mediatica sui sono stato sottoposto è stata micidiale per cui mi dispiace ma non posso passarci sopra. E se anche la mozione è stata adesso del tutto ritirata con una lettera al presidente del Consiglio comunale a firma del capogruppo Giuseppe Cataldi, per me non cambia nulla: il presidente dell’associazione Luigi De Tommasi e il consigliere Cataldi saranno chiamati a rispondere davanti al giudice per quello che hanno fatto”. Piccinno aveva nominato due legali a sua difesa, gli avvocati, Ferilli e Massari: “Gli estensori di quel comunicato stampa – aveva concluso Piccinno – non potevano non sapere che non ho ricevuto alcun rinvio a giudizio per reati mafiosi e che sono solamente indagato per una slot machine portata nel mio esercizio e risultata irregolare; un reato da contravvenzione”. Ma lo scontro, a quanto pare, non finisce qui.

Gallipoli – Non si sa, al momento, se i proprietari dell’area a sud della Baia verde adibita a parcheggi durante l’estate, adiranno davvero le vie legali contro l’ordinanza del Sindaco Stefano Minerva, che li ha obbligati ad ospitare gli automezzi dei vacanzieri durante lo scorso fin settimana. Quel che è certo che quella decisione del primo cittadino, presa venerdì 30 marzo e pubblicata il giorno successivo, è diventato già un caso politico. Con ironia che a tratti diventa sarcasmo, il gruppo consiliare di “Gallipoli futura” ha presentato oggi una interrogazione urgente con richiesta di risposta scritta e di inserimento tra i temi da trattare nel prossimo Consiglio comunale.

Le firme dei consiglieri Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi chiudono un documento lungo più di quattro pagine. Si parte con un appunto di natura tecnica: l’articolo da citare per l’ordinanza “contingibile e urgente” non sarebbe il n. 50 (da evocare in condizioni di emergenza sanitaria e di igiene pubblica) bensì il 54, sempre del decreto legislativo n. 267 del 2000. In questo passaggio normativo il Sindaco, in quanto “ufficiale di Governo”, può adottare “atto motivato” per prevenire ed eliminare “gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”. Ma. fanno notare Fasano e Cataldi, questo articolo prevede che “preventivamente deve essere informato il prefetto”: è stato fatto?, è la domanda conseguente. Al Sindaco si chiede quindi di indicare “la natura giuridica dell’atto emanato” ed inoltre se è a conoscenza che l’emanazione di un atto nullo – si scrive nella interrogazione – perché privo dei requisiti essenziali che un provvedimento eccezionale, com’è una ordinanza,deve avere, comporta l’obbligo risarcitorio (verso i proprietari di quell’area, ndr) oltre a risvolti di natura penale”. A chi era comunque indirizzata l’ordinanza “quale la controparte cui intimare l’apertura dei cancelli?”- Infine “come mai l’1 aprile non si è proceduto a eseguirla? Chi ha omesso il rispetto di un ordine da lei impartito?”.

Com’è noto, l’accesso ai parcheggi è stato possibile solo il 2 aprile, pasquetta, e con una ditta che ha operato la rimozione dei lucchetti, come ricostruito da Piazzasalento.it in un precedente articolo, in cui si racconta del braccio di ferro tra proprietari della ex “Praja del Sud” e Comune. “Mi sono assunto tutte le mie responsabilità – ha dichiarato ieri Minerva – dando il via libera sulla litoranea che ha permesso ai lidi  di lavorare e alle persone di usufruire dei servizi senza disagi”.

Gallipoli – Questione teatro Garibaldi chiuso e mancata stagione teatrale a Gallipoli, nuovo capitolo. Dopo gli articoli di Piazzasalento.it in cui le compagnie locali hanno espresso il loro rammarico per la mancanza di una stagione teatrale comunale, dopo l’ultima messa in scena della quarta e ultima stagione nel maggio 2016. Quella chiusura, come si ricorderà, nel novembre dello stesso anno, fu seguita dalla notizia che il teatro sarebbe stato chiuso per poche settimane per problemi di inagibilità riguardanti una uscita di sicurezza. Da lì in poi l’antico luogo di spettacolo è rimasto off limits fino ad oggi, col Sindaco che ha rimandato la palla ai Vigili del fuoco e con l’annuncio di una raccolta firma per chiederne la riapertura. L’argomento è infine giunto all’attenzione del Consiglio comunale. E’ del 20 marzo infatti un’interrogazione consiliare “Sulla concessione provvisoria in uso immobile comunale. Atto di indirizzo” riguardante i locali adiacenti il Teatro Garibaldi (destinati, si legge nell’interrogazione, ad uscita di sicurezza ed altra utilizzazione per il teatro”), firmata dai consiglieri Flavio Fasano, capogruppo di “Gallipoli futura”, e da Giuseppe Cataldi, presentata con allegato l’articolo di Piazzasalento.it del 19 marzo “Gallipoli e la stagione teatrale che fu”.

“Ritirate quella delibera di concessione” L’interrogazione contesta una “delibera di indirizzo” risalente a quattro giorni prima, datata 16 marzo e pubblicata sull’albo pretorio del Comune il 19 marzo, con la quale Sindaco e Giunta hanno deciso di cedere in uso proprio quei locali accanto al teatro Garibaldi (in via provvisoria e per un massimo di due anni), alla ex Lega Bottai, che ne avevo fatta richiesta il 21 febbraio 2018 con la firma di Luigi Tricarico, al canone annuo di 270 euro. Nell’interrogazione, oltre a mettere in dubbio la natura di “indirizzo” della delibera, definita invece un “provvedimento finito”, sl richiedeva l’immediato “annullamento in autotutela” della “illegittima concessione” in uso dei locali di via Garibaldi 10 (l’ex tabacchino) in quanto, “dato che fanno parte del Teatro stesso, sono da considerare beni demaniali e non patrimoniali e non tocca alla Giunta compiere atti di gestione, anche perché tale delibera non contiene i pareri della regolarità tecnica da parte del dirigente del Demanio e patrimonio né di regolarità contabile da parte del Dirigente di ragioneria”. Si legge inoltre nella stessa interrogazione che la deliberazione “è illegittima in quanto contraddittoria rispetto alle finalità del bene demaniale in se ed anche rispetto al “Verbale di consegna del dicembre 2016”, con il quale il locale è stato consegnato al Comune in via anticipata rispetto alla scadenza contrattuale dal precedente affittuario. “Ci risulta infatti – scrivono Fasano e Cataldi – che la dirigente del Servizio, dottoressa Maria Teresa De Lorenzis, rilasciò ricevuta della consegna delle chiavi e dispose che il locale venisse ripulito per il conseguente ripristino dell’uscita di sicurezza del Teatro Garibaldi”. Si chiede di sapere infine le vere cause che impediscono l’utilizzazione del teatro.

La risposta del Sindaco Minerva La risposta del sindaco Stefano Minerva non è tardata ad arrivare, pubblicata sul sito del Comune e ribadita durante l’ultimo Consiglio comunale: “Strumentalizzare gli anziani per attacchi politici è sinonimo di cinismo ed insensibilità – ha affermato il Sindaco – e ricevuta l’interrogazione da parte del gruppo consiliare di Gallipoli Futura, ho subito colto la speculazione che vi è dietro questo gesto: anzitutto, dispiace già contraddire il primo punto. Confermo la natura della delibera come un atto di indirizzo, poiché tale è: non vi è nessun impegno definitivo sulla questione. Ad ogni modo, per coloro che abbiano la memoria corta, ricordo che gli ex-soci della Lega Bottai hanno collaborato in maniera attiva con il Comune: quando infatti, lo scorso anno è stato chiesto loro di liberare la sede per permette agli abitanti del centro storico (e ad i suoi turisti) di disporre di un centro di primo soccorso, la loro disponibilità è stata massima”. Rimasta infatti senza un luogo di ritrovo dalla scorsa estate, la storica associazione degli ex bottai aveva chiesto un altro luogo al Sindaco con la promessa, da parte dello stesso, che sarebbe stata vagliata un’alternativa. “Ignorare questo aspetto – conclude Minerva- è molto grave per un duplice motivo: con questo attacco trasversale si colpisce una parte della città che è un patrimonio essenziale e indispensabile per noi tutti. Gli anziani, ex soci della Lega Bottai, sono parte della comunità, memoria storica e una risorsa per tutti. Chi non lo riconosce, chi lo dimentica e chi strumentalizza una questione così delicata, dovrebbe solo riflettere sulle proprie parole e vergognarsi.” Su facebook intanto, sulla bacheca pubblica del consigliere Sandro Quintana, rivolto ad un altro consigliere, Caterina Fiore, si legge: “Spiega a mia sorella come mai vi lascia un locale due anni prima per il Garibaldi e voi lo destinate a gioco…”.

Gallipoli – Hanno fatto irruzione con clamorosi botti, più o meno, sulla scena politica provinciale e, fiutando il clima generale come cani di razza, hanno cercato di dare una spallata decisiva al sistema dei partiti, ai gruppi dirigenti che si autoperpetuano, alla “vecchia politica”. E sembrava fatta.

La primavera del 2016, tinta di “amori” trasversali. Il 2016 è apparso l’anno che aveva spalancato loro le porte definitivamente: uno, nella sorpresa generale, aveva conquistato Nardò, il secondo centro della provincia, con “Andare Oltre”; l’altro aveva sfiorato l’impresa a Gallipoli, sfumata per una manciata di voti, con “Gallipoli Futura”. A urne appena richiuse, entrambi avevano lasciato intendere quali erano gli obiettivi a breve termine, annunciando obiettivi ambiziosi, a tratti visionari; l’”ultrapolitica” alla conquista del “Sistema” ormai moribondo; una rete di liste autonome nell’intera Puglia.

Alla conta di questi giorni, rinviata “buona la prima“. Ma, a liste definite e pubblicate, quel “buona la prima” scritta a pieno titolo nella primavera del ’16, è diventato “andrà meglio la prossima” per entrambi. Forse. Giuseppe Mellone, ispirato dal pensiero di Pino Rauti (Msi), ultima fase, definita appunto “Andare oltre”, ha dovuto ufficialmente ammainare bandiera e, dopo aver fatto affiggere grandi manifesti e immortalato l’impegno con foto di gruppo a sostegno della sua fedele assessora, Maria Grazia Sodero, nella lista con la Lega Nord di Salvini, ha dovuto annunciare che il movimento non sarà della partita.

Non è bastato il radiamento a tappe forzate per AO. Eppure gli animatori di AO ce l’hanno messa tutta per arrivare all’appuntamento che conta, quello col Parlamento, con le carte in regola: apertura di sedi o individuazione di “referenti locali” in “circa venti realtà”, da Lecce a Maglie, a Neviano, a Roma Sud persino; esponenti nelle Amministrazioni comunale di Lecce (vicesindaco). Galatina (Sindaco), Alezio (consigliere di minoranza), Squinzano (vicesindaco), un consigliere provinciale; addirittura un “Manifesto dell’Idea” e “sottoscritto da 60 amministratori locali” dicono in una delle tante note con cui fanno sentire – giorno dopo giorno quasi – la propria presenza.  Ma i “soliti politici” non se la sono bevuta, anche se AO aveva strizzato l’occhio al M5S (“L’apertura di Luigi Di Maio alle forze civiche non può che farci piacere”, parole di Giancarlo Erroi, coordinatore provinciale) agli inizi di gennaio; quell’ammiccamento evidentemente era rimasto lì, non colto come desiderato dai proponenti. Che, col passare del tempo e senza stringere nulla in mano, si sono pure pubblicamente rammaricati, tanto da scrivere a fine gennaio: “Sono passati due mesi dalla lettera aperta rivolta dai principali movimenti civici del territorio ai partiti e ai movimenti nazionali in vista delle Politiche del 2018, per chiedere un coinvolgimento dei territori nella scelta dei candidati di collegio, ma ad oggi questa richiesta non è stata presa nella dovuta considerazione”. I referenti dei partiti “non ascoltano le istanze di cambiamento che soffiano ormai in tutta la Nazione”. Compreso il Pd di Michele Emiliano, che da presidente della Regione aveva raccolto un gruppo consiliare di due elementi e pubblici apprezzamenti da Mellone, giustificati da quest’ultimo ai melloniani più recalcitranti come “armoniose convergenze” su fatti e progetti utili per la città.

Come voterà adesso AO? Poi, a pochi giorni dalla presentazione delle candidature, ecco la svolta con Salvini, che poi svolta non era. Si dice che Salvini e i suoi abbiano subdorato un tasso di strumentalità (fare da taxi) evidentemente non sopportabile. Cosa farà ora la “comunità militante” di AO? Di certo i corteggiatori in queste settimane non mancheranno, allettati dal loro consistente patrimonio di voti e, considerata la voglia di protagonismo di AO, non è da escludere qualche sorpresa con annessa indicazione di voto più o meno esplicita (ma correndo il rischio di scontentare qualche alleato). Del resto, senza accordo con i tanto vituperati partiti nelle comunali 2016, la conquista di Palazzo Personé non si sarebbe realizzata.

Una parabola analoga a Gallipoli. Sempre in riva allo Jonio, un po’ più a sud, sia pure con meno enfasi e comunicazione assillante si è manifestata e definita un’altra parabola, sempre a partire dalle votazioni comunale di metà 2016. Qui “Gallipoli Futura” trae il nome da un libro scritto da Flavio Fasano alla fine degli anni in cui era stato Sindaco con maggioranze di centrosinistra. E in piena campagna elettorale lancia l’idea di una rete autonomistica che abbracci l’intera Puglia”. Poiché “le associazioni civiche nascono con peculiarità localistiche ma possono essere riunite in un movimento sostenuto in un progetto politico di cui chiedere l’attuazione con la forza delle idee che maturano dal basso”.

“La Puglia come laboratorio di una rete civica”. A stretto giro di posta gli aveva risposto l’ex parlamentare di An ed assessore regionale Rosario Polizzi, in qualità di cattedratico dell’Università di Bari, anche lui a capo di un movimento civico barese e convinto dalla prospettiva unitaria regionale. “Per restituire alla Puglia – aveva detto in occasione di una manifestazione cultural-gastronomica – il ruolo di laboratorio politico declinato in passato in varie forme”. Entrambi, Fasano e Polizzi, aveva annunciato in tempi ragionevoli una “grande convention di forze civiche”. Il tema aveva fatto capolino in qualche comunicato da allora ad oggi ma senza novità rilevanti. Che sono giunte in questi giorni con un ordine del giorno sull’atteggiamento da tenere davanti alla scheda elettorale. Che farà GF? Voterà? E se sì, per chi?

Le indicazioni di voto di GF per il Parlamento. In un documento approvato dal direttivo guidato da Luigi De Tommasi, dal gruppo consiliare, digli attivisti riuniti in assemblea si stabiliscono quattro punti di fondo. Nel primo si richiama la genesi di GF “costruita col coinvolgimento diretto dal basso”, in nome del “popolo sovrano” e “rifuggendo da logiche di interesse e di potere”. Nel secondo punto si stigmatizza la legge elettorale definita “obbrobriosa”, senza “diritto di scelta” da parte dell’elettore; la perdurante centralità degli “apparati di partito vecchi e nuovi” per privilegiare “l’autoconservazione dei vecchi gruppi dirigenti” che fa venir meno “ogni principio di democrazia partecipata”. Ad uno scenario che “non lascia presagire nessuna prospettiva di rilancio e di sviluppo economico e sociale per questo nostro  Salento“, GF aggiunge il necessario superamento di un partito o di una coalizione del 40%, limite che “fa già aprire scenari di inciuci e trasformismi”, per poi concludere: “Si delibera di proporre ad iscritti ed attivisti di andare comunque ad esercitare il più importante diritto democratico, il voto, lasciando però libertà di scelta, non ultima la scheda bianca, come palese protesta democratica contro questa partitocrazia”. Naturalmente, anche a Gallipoli adesso c’è da aspettarsi tentativi di abboccamenti con gruppi di elettori “in libertà” da qui al 4 marzo. Con esiti tutti da valutare. Dopo.

 

 

Flavio Fasano

Gallipoli – “Lavori in ritardo e molti dubbi ancora da chiarire” secondo il gruppo di minoranza “Gallipoli Futura” che chiede la convocazione (“urgente”) della commissione Lavori pubblici per trattare il tema del cantiere sulla litoranea a sud della città. All’indomani delle rassicurazioni sui tempi  fornite dal sindaco Minerva all’incontro voluto da Cna Balneatori, la civica di opposizione, a firma di Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi, rilancia la propria richiesta dell’ottobre 2016 con la quale veniva chiesto al sSndaco appena eletto che dell’argomento “litoranea” se ne parlasse in Consiglio comunale (ottenendo risposta positiva). «Gli articoli di stampa di quest’oggi – si legge nella nota – attestano inequivocabilmente che la nostra intuizione contenuta nell’interrogazione di oltre un anno fa, era fondata: il progetto approvato e che si portava frettolosamente in esecuzione non era idoneo per essere appaltato».

Il lungo iter dei lavori – Drastico il giudizio sul progetto e sull’avviamento dei lavori “iniziati ed interrotti più volte, ma poi ripresi ad ottobre per essere definitivamente ultimati, ma che non sembrano poter essere avviati a soluzione, soprattutto nell’imminente inizio della stagione turistica”. Il progetto, approvato dall’Amministrazione Errico e poi confermato dal Commissario straordinario Aprea, viene definito da Gallipoli Futura “importante per lo sviluppo e l’ammodernamento della nostra città”, che, però, avrebbe preferito una soluzione che prevedesse “l’eliminazione completa della striscia di asfalto, con ricomposizione dunale,  ricostruzione della strada  a monte  e  attraversamenti del tratto con percorsi pedonali e per mezzi di piccole dimensioni che assicurino gli approvvigionamenti, il tutto con parcheggi  pubblici nelle aree retrostanti”. La civica dell’avvocato Fasano, che già nell’ottobre 2016 registrava il ritardo nell’inizio dei lavori, oggi rilancia parlando di “ulteriori problematiche e criticità di impostazione che non consentiranno al progetto di vedere la luce”. «Le norme impongono che prima di appaltare un’opera pubblica debbono esserci tutti i “pareri” previsti e che non debbono esserci ombre sul modo di realizzare l’opera, invece – continua “Gallipoli Futura” – il sindaco ed i suoi assessori stanno ancora pensando quale sia il tracciato e come fare la viabilità alternativa». La richiesta di affrontare la commissione Lavori pubblici punta a far luce sulle problematiche ancora sul tappeto.

Il ruolo della Procura – Altro punto da chiarire quello del ruolo della Procura, alla quale Minerva ha detto di affidarsi per avere indicazioni su parcheggi e strade da ampliare. «Quando mai con la Procura si “contratta” sul tracciato di una strada, e com’è possibile pensare che la Procura possa dare “pareri”  sui progetti!?», affermano Fasano e Cataldi.

Flavio Fasano

Gallipoli – Assolto dall’accusa di abuso d’ufficio; prescritti gli altri capi d’accusa relativi a falso ideologico, corruzione (di altri due casi ne era uscito già assolto), turbativa d’asta: dopo nove anni di indagini e processi (non solo quello di primo grado in cui era stato condannato a 3 anni e sei mesi), Flavio Fasano può ritenere chiusa una vicenda che ha influito e tornerà ad influire – in senso positivo questa volta – sulla sua carriera politica.

Può rientrare in Consiglio, per la seconda volta. L’ex assessore provinciale finito sotto processo con gli esiti finali di oggi, può adesso tornare in Consiglio comunale. Sarà la seconda volta, per la verità, dopo il decreto del prefetto del 3 agosto che ne aveva impedito la convocazione alla seduta di insediamento dell’assise cittadina uscita dalle elezioni del giugno precedente. E per la seconda volta ne uscirà Mina Della Ducata, subentrata a Fasano da ultimo nel gennaio scorso. Altri quattro imputati di questa complessa vicenda relativa ad un appalto di cartellonistica ed all’assunzione di un impiegato in un Comune e che ha visto impegnati i magistrati per quasi quattro anni d’indagini, erano stati definitivamente scagionati  nel giugno del 2016; i quattro avevano scelto il rito abbreviato. Quella sentenza oggi appare in qualche modo premonitrice per i sostenitori di Fasano che era tornato in campo per la campagna elettorale comunale sfiorando di circa 200 voti il ritorno a Palazzo Balsamo come Sindaco. Da un presunto danno erariale era stato poi assolto – insieme al Presidente della Provincia Giovanni Pellegrino ed agli altri assessori – dalla corte dei conti di Bari.

Tra gli intrecci della vicenda anche la discusa applicazione della “legge Severino”. Ad intrecciare ancor più i fili dell’inchiesta e dei magistrati giudicanti era intervenuta nel frattempo anche la legge anti corruzione, la cosiddetta “legge Severino”, la cui applicazione ha trovato a Lecce ed altrove non pochi ostacoli e interpretazioni. Ma oggi è tempo di sollievo e di qualche sassolino che ovviamente Fasano non rinuncia a togliersi dalle scarpe: Dopo ben nove anni  di un processo che non doveva nemmeno mai sorgere – scrive in una nota – finalmente è stato messo quest’oggi un punto fermo e definitivo: ero e sono innocente su tutto quanto mi è stato mostruosamente contestato”. Ringrazia il suo avvocato (Andrea Fares del Foro di Milano) che ha “nel merito evidenziato la falsità delle accuse come anche la distorsione di fatti e circostanze contenute in intercettazioni prive di ogni genuinità”.

La prescrizione cancella senza processo “ma la colpa è dei magistrati”. E quasi per prevenire l’obiezione circa la prescrizione (cioè la scadenza dei termini di legge entro cui portare a giudizio una causa) che in pratica cancella i presunti reati, Fasano risponde: “Vale solo la pena evidenziare come la prescrizione è solo il frutto di una gravissima patologia del processo che vede come unici responsabili gli stessi magistrati che per loro esclusiva inerzia impediscono il normale corso della verità processuale”.

Il pensiero più caro a “Gallipoli Futura” in crisi. Un ringraziamento finale è riservato al movimento cittadino che l’ha sostenuto “ed ha sempre creduto in me e sofferto con me durante questa lunghissima ingiustizia, in particolate a tutti i componenti di Gallipoli Futura”. La restituzione a tutti gli effetti del leader non si sa però se avrà, dal punto di vista politico, la forza necessaria per un rilancio dell’associazione politico-culturale, attraversata da alcune mesi da nodi politici difficilmente districabili circa la linea da tenere nei confronti dell’Amministrazione Minerva (lotta frontale o atteggiamento critico ma propositivo) e dall’abbandono tre mesi fa di un consigliere passato al gruppo misto.

Gallipoli – Un migliaio di persone in piazza Aldo Moro e un uomo solo sul palco: ieri sera la città all’opposizione ha accolto l’incito di “Gallipoli futura” e del suo leader di ritrovarsi per una riflessione a microfoni aperti. Iniziato nel tardo pomeriggio, l’incontro si è protratto fino a circa le 23, con le ultime due ore occupate dal comizio di Flavio Fasano. Prima c’è stato spazio per un pezzo teatrale, la distribuzione di copie del programma elettorale dell’associazione politico culturale che al ballottaggio ha perso per poche centinaia di voti, e di un cd con un discorso elettorale di Antonio La Trippa alias Totò, infine con una rassegna di problemi o “errori” commessi dalla Giunta di Stefano Minerva durante questa calda stagione (particolarmente preso di mira l’assessore al Turismo, Piccinno).

Carte alla mano, Fasano ha tenuto il pubblico attento, portandolo all’applauso ed anche allo scambio di battute, sciorinando dubbi (spinti fino a diventare sospetti), “chiari esempi di incapacità”, ritardi non più colmati se non a stagione finita (il caso di una discoteca chiusa per due settimane a settembre per aver ospitato molti più clienti dello stabilito, i parcheggi fatti e rimasti vuoti). Il tutto intervallato da un ritornello beffardo, “la banda degli onesti”, tratto da un altro film di Totò.

Tra le questioni poco chiare il candidato Sindaco fermatosi alla soglia dei 5.300 voti, ha principalmente annoverato il piano delle coste, elaborato nel novembre del ’15 dal commissario straordinario subentrato all’Amministrazione Errico e rimasto lì “chissà perché”. A corredo delle “ombre” ha ripreso la questione sorta tra una impresa che partecipava ad un bando per la concessione di un tratto di spiaggi e gli uffici comunali, “rei” di aver allungato i termini di partecipazione alla gara col risultato finale avverso a colro chep oi hanno sporto denuncia. Altre “ombre” sulle due procedure adottate per assumere vigili temporanei e non (col risultato anche qui di arrivare alle conclusioni ad agosto inoltrato) e sul recentissimo condono fiscale di Imu e Tasi approvato in Consiglio (qui Fasano ha indicato alcuni casi di grossi “evasori”, alcuni dei quali già in contenzioso col Comune per diverse centinaia di migliaia di euro).

Critiche dirette anche alla “politica portata avanti dalla Prefettura”, con il lungomare sud illuminato dal 16 agosto, l’ordinanza anti caper del 18 agosto, i permessi per i lidi di fare musica fino alle 2,30, il parcheggio nel porto “finito nel caos”. “Lo sviluppo di Gallipoli deve essere armonico e compatibile; la città non deve pagare alti prezzi di vivibilità per il vantaggio di pochi”, ha affermato, non prima di aver rilevato che “la tragedia che viviamo parte dal ontano, dalla prima Amministrazione Venneri, quando furono cancellati progetti già pronti e finanziati, come il parco di via Firenze e il porto turistico”.

Oggi sulle reti sociali, molto usate da “Gallipoli futura”, ampio spazio ai commenti soddisfatti del popolo di Fasano (tra cui molti giovani,  è stato notato). Tutti contenti anche per aver respinto il “sabotaggio”, due manifestazioni promosse dal Comune e concomitanti come orario: i gonfiabili per bambini in piazza Carducci e un concerto di pizzica in piazza Tellini (poco pubblico).

Gallipoli – Argomenti trattati nell’ultimo Consiglio e tutte le “criticità” della gestione amministrativa e della città saranno al centro della iniziativa politica organizzata da Gallipoli Futura per oggi 4 settembre in piazza Aldo Moro a partire dalle 18 e sino alle 23. Saranno allestiti il palco e dei gazebo per uno spettacolo politico e culturale, la proiezione di un video, gli interventi del presidente Luigi De Tommasi e dei consiglieri comunali, e si concluderà con un comizio di Flavio Fasano.

È la “campagna d’autunno” del gruppo di opposizione che si aggancia alle decisioni dell’assise cittadina del 31 agosto, in particolare sul via libera alla definizione agevolata delle controversie tributarie tra il Comune  e i cittadini che non sono in regola con il pagamento delle tasse, in particolare Imu e Tasi. Con l’approvazione del nuovo regolamento da parte dell’assise del 31 agosto vi è ora la possibilità di chiudere le controversie sul pagamento dei tributi locali eliminando il pagamento relativo a sanzioni e interessi di mora; saranno così abbattuti oneri per oltre 1,5 milioni di euro. Al momento sono almeno un centinaio i contribuenti morosi che potranno godere del “condono” per Imu e Tasi.

Quello sulle agevolazioni tributarie è uno degli argomenti su cui ha dato battaglia l’opposizione di Gallipoli Futura, che ha iniziato la sua campagna post estate. Già alla vigilia del Consiglio il gruppo ha parlato di “un beneficio immorale” a favore dei malpagatori delle tasse, che creerebbe anche degli “evidenti squilibri di bilancio”. Lo stesso gruppo di opposizione, con i consiglieri Mina della Ducata e Giuseppe Cataldi, si è visto respingere la proposta di modifica del regolamento comunale con l’istituzione di una commissione consiliare permanente di controllo.

Ma Gallipoli Futura non ha inteso abbassare la guardia ed ha incalzato la maggioranza del Sindaco Stefano Minerva con due interrogazioni urgenti: una di stretta attualità sulla stagione estiva con le denunce di alcuni imprenditori balneari e  “l’assordante mutismo del Sindaco in relazione ai gravi risvolti di ordine pubblico degli ultimi giorni”. L’altra interrogazione pone l’attenzione sulla situazione della darsena della “Bleu Salento” all’indomani della sentenza del Consiglio di Stato che ha dichiarato illegittima la realizzazione con concessione “di quello che è diventato poi un porticciolo turistico privato”.

Accolta dal Consiglio invece la proposta del consigliere Vincenzo Piro (ex Gallipoli Futura, ora nel Gruppo misto) per l’istituzione di una commissione provvisoria d’inchiesta relativa al rilascio del pass per il centro storico. In risposta a due precedenti interrogazioni sulle emissioni sonore e l’occupazione del suolo pubblico a firma dei consiglieri Piro e Giuseppe Cataldi, il Sindaco Minerva ha risposto che “le azioni di controllo e il numero di accertamenti complessivi mirati ad effettuare lo stato dei luoghi, sottolineando che i controlli sono stati superiori rispetto a quelli degli altri anni”.

by -
0 475
Flavio Fasano

Flavio Fasano

GALLIPOLI. Rinnovate le cariche sociali dell’associazione politico-culturale “Gallipoli Futura”. Nell’ambito dell’assemblea dello scorso 30 giugno è stata confermata la presidenza di Luigi De Tommasi per il nuovo triennio. Nel Consiglio direttivo, di cui fanno parte di diritto i tre consiglieri comunali Giuseppe Cataldi, Vincenzo Piro e Mina Della Ducata, assieme al consigliere sospeso Flavio Fasano, figurano Carlo Cacciatore, Tonino Belisario, Antonio Carra, Francesco Lerose, Loredana Abbate, Lucio Fattizzo, Giorgio Abbate, Francesco Ivagnes. Il Consiglio di garanzia sarà composto da Marcello Fontanarosa, Gino Saturno, Roberto Calignano, Carlotta Corciulo, Luigi Carroccia.

Nel corso dell’assemblea Fasano ha esposto le linee di intervento che l’associazione dovrà seguire nell’attività politica di opposizione, proponendo la costituzione di una commissione, “condivisa all’unanimità dall’assemblea, costituita da tutti quei candidati consiglieri comunali che sarebbero stati eletti in caso di vittoria, per la verifica ed il monitoraggio di quello che è stato il programma elettorale del candidato Sindaco”. Il presidente ha dettato i temi che l’associazione dovrà affrontare a livello organizzativo, sottolineando la necessità di concordare e dettare una linea politica in sintonia con le finalità del manifesto dell’associazione, “ma anche per contrastare le politiche confuse, inconcludenti, clientelari e dannose di questa maggioranza che appare sempre più minoranza di questo paese”, afferma De Tommasi. “Non mancheremo di assecondarne le iniziative, se coerenti con il nostro programma e se in linea con gli interessi dei cittadini”, conclude.

Cosima Della DucataGALLIPOLI. Con la “seconda volta” di Cosima Della Ducata si è aperto ieri pomeriggio il Consiglio comunale. La consigliera si era già insediata a Palazzo Balsamo nella prima seduta consiliare, quando il suo capogruppo Flavio Fasano era stato sospeso dalla carica con provvedimento prefettizio. Poi ne era uscita in virtù di un altro atto giudiziario; adesso il ritorno. Ma i consiglieri di “Gallipoli futura”, appunto la Della Ducata (foto) e Giuseppe Cataldi, hanno abbandonato l’aula in segno di protesta: a loro giudizio, la convocazione del Consiglio irregolare. La riposta del Sindaco Minerva, che ha stigmatizzato la decisione dell’abbandono, ha suscitato gli applausi del folto pubblico. Vi è da ricordare che il 20 gennaio prossimo la prima sezione del Tribunale di Lecce si esprimerà nel merito dell’applicazione della legge Severino anche nel caso di Fasano. Proprio l’ex Sindaco ha fatto notare che comunque la Corte costituzionale non ha ancora depositato il suo parere di costituzionalità sulla norma indicata.

Continua a leggere sull’edizione cartacea di Piazzasalento, oppure ricevi il nostro giornale direttamente a casa tua o nella tua casella di posta!

Il sindaco Stefano Minerva

Il sindaco Stefano Minerva

GALLIPOLI. Non esiste alcuna volontà di omettere o nascondere; tantomeno ci sono rischi di dissesto per il Comune: arriva a stretto gito la risposta del Sindaco Stefano Minerva all’attacco sferrato ieri dal capogruppo di “Gallipoli Futura” Flavio Fasano che aveva abbandonato il Consiglio comunale svoltosi in mattinata come segno di protesta. “La nota della Corte dei Conti è giunta in data 14/11/2016 – ricostruisce la vicenda Minerva – acquisita  al protocollo comunale in data 15/11/16. La stessa prevede che i termini per la risposta alle relative osservazioni sia effettuato entro 60  giorni e che dell’atto si dia comunicazione ai consiglieri comunali,  senza però indicare termini perentori, al contrario di quanto riportato  dal consigliere Fasano. I Consiglieri comunali – prosegue il Sindaco – sono stati informati  della nota al sedicesimo giorno, quindi abbondantemente prima della  scadenza delle osservazioni. Va rimarcato che l’atto in questione sarà  portato all’attenzione del consiglio comunale con le relative  contro-osservazioni del Comune entro i termini previsti. Quindi non  sussiste alcuna volontà di omissione né di occultamento da parte  dell’Amministrazione comunale”. Dopo aver sottolineato che la deliberazione della magistratura contabile è stato pubblicato sulla sezione  dell’”Amministrazione”, il primo cittadino ribadisce che tale atto “non  fa trasparire alcuna situazione di pre dissesto finanziario dell’Ente,  situazione da cui il Comune è decisamente lontana e distante”. “Le osservazioni della Corte dei Conti (cinque, ndr) non inficiano comunque sugli  equilibri approvati in consiglio comunale lo scorso 30/11/2016, come  dimostreranno anche gli atti consequenziali di Bilancio e comunque  attengono a gestioni pregresse a quella di quest’Amministrazione  Comunale”, sostiene Minerva che poi respinge anche un’altra accusa di Fasano: “Il consigliere Fasano non ha abbandonato l’Aula perchè interrotto dal  Presidente del Consiglio comunale Solidoro. Prova ne è che ha concluso l’illustrazione della  sua interrogazione, dopo venti minuti (il regolamento ne consente dieci) ed ha abbandonato con il suo  gruppo per i fatti illustrati nella stessa interrogazione, come  dichiarato in aula”. Tra i commenti finali della nota ufficiale diffusa oggi, il Sindaco si dice “molto dispiaciuto che alla già vecchia e conosciuta  voglia di scatenare una bagarre, non si faccia nulla per essere  collaborativi e che i cittadini siano continuamente distratti da questi  teatrini, non accorgendosi di tutto ciò che si sta compiendo a favore  della città”.

fasano

Flavio Fasano

GALLIPOLI. Arrivano in Comune il 15 novembre le obiezioni della Corte dei conti per i consuntivi relativi agli anni 2013 e 2014 ma l’Amministrazione comunale e il presidente del Consiglio ne danno comunicazione solo il 30, oggi cioè, dopo che il fatto è stato messo in evidenza nella riunione consiliare mattutina ad opera del consigliere Flavio Fasano. Ciò porta il capogruppo di  Gallipoli Futura a parlare di “comportamento omertoso” e di “omissione di atti d’ufficio”, ipotesi quest’ultima che porterà – come anunciato nella conferenza stampa di questo pomeriggio – ad una denuncia alla Procura della Repubblica di Lecce. Fasano ha anche dato per imminente il coinvolgimento del prefetto “per l’impedimento ad un consigliere comunale di poter illustrare questo argomento in aula, a seguito di una interrogazione urgente presentata questa mattina stessa al presidente del Consiglio comunale Rosario Solidoro”. E, terzo fronte, sarà informata dei fatti anche la Corte dei conti. Ma cosa ha eccepito la magistratura contabile regionale? “Si tratta di rilievi – risponde Fasano – che pregiudicano i futuri assetti di bilancio; siamo in una situazione di pre-dissesto e dal conto consuntivo di quest’anno emergeranno debiti fuori bilancio milionari”. Il riferimento è ad altre tre interrogazioni presentate dal gruppo di minoranza relative al parcheggio del porto non attivato; al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani (senza alcun atto che ne preveda la copertura finanziaria a partire da ottobre scorso) e un pacchetto di multe effettuate da aprile in poi, rileva “Gallipoli Futura”, da una ditta non in possesso dei requisiti richiesti. Venendo alla Corte dei conti, la deliberazione presa a Bari il 27 ottobre è stata pubblicata sul sito del Comune il 24 novembre “con una dicitura piuttosto omissiva, cioè ‘controllo rendiconto di gestione 2013 e 2014’,  con evidente malafede”, secondo i tre consiglieri di opposizione che, per avvalorare la loro tesi, sottolineano che “il Consiglio comunale è stato convocato il giorno dopo mentre tutti i consiglieri ne erano all’oscuro”, cosa decisamente censurabile per i protagonisiti della conferenza stampa. Gli appunti dei giudici contabili comunque riguardano cinque capitoli: la situazione di cassa e dei pignoramenti presso il tesoriere “in linea con il biennio precedente sotto il profilo delle criticità riscontrate”, sintomo questo ”della natura strutturale e non meramente contingente delle problematiche che affliggono l’ente locale”. Secondo capitolo di un atto composto da 14 pagine, sui debiti fuori bilancio (uno riconosciuto in ritardo); il terzo appunto riguarda il recupero del’evasione tributaria: “L’inefficiente attività di lotta all’evasione costituisce – dicono dalla Corte dei conti – la più importante criticità che il Comune di Gallipoli deve affrontare e risolvere”. Quarto punto, il mancato aggiornamento dell’inventario e, ultimo, gli “organismi partecipati”: il riferimento è alla Gefa srl, la società di cui il Comune deteneva la quota di maggioranza e che riguarda la farmacia. Tale cessione viene ancora una volta fortemente criticata da “Gallipoli Futura” che la definisce ancora come una “operazione di svendita”.

Flavio Fasano

Flavio Fasano

GALLIPOLI. In attesa della definizione giuridica dell’applicazione della legge Severino, dopo la legittimazione da parte Consulta, e il responso a gennaio del Tribunale civile che ha già reintegrato in Consiglio comunale Flavio Fasano, per il gruppo di Gallipoli Futura prosegue l’azione di controllo sugli atti amministrativi. E il 24 Novembre è anche in programma l’assemblea generale dell’associazione guidata dal presidente Luigi De Tommasi e dal capogruppo ed ex candidato sindaco Fasano, dove verranno scelti i nuovi componenti del direttivo. Nelle ultime settimane il gruppo consiliare di opposizione, formato anche dai consiglieri Vincenzo  Piro e Giuseppe Cataldi, ha presentato quattro interrogazioni al sindaco Minerva e alla sua amministrazione per avere contezza del parcheggio dell’area portuale, del servizio di raccolta dei rifiuti e sull’ecotassa, sulla reggenza del corpo dei vigili urbani, e sul progetto relativo alla riqualificazione della litoranea sud dalla Baia Verde al canale dei Samari. In più nel corso della riunione della prima decade di Ottobre con iscritti e simpatizzanti nel salone parrocchiale di San Lazzaro Gallipoli Futura ha gettato le basi per la sua riorganizzazione sul territorio e per dare maggiore incisività all’azione politica. Il capogruppo Flavio Fasano proprio nel corso dell’incontro ha lanciato una proposta di collaborazione a Minerva: “A maggio dell’anno venturo ci sarà un evento molto importante per la nostra Regione. Renzi ha infatti deciso di fissare a Bari l’evento mondiale del G7. Io avrei preferito fosse stato il sindaco a dare questa notizia, ma forse ancora non lo sa, ed io in questa sede lancio una proposta: confrontiamoci. Approfittiamo di questa notizia per muoverci in tempo e promuovere Gallipoli, dato che la città vive prevalentemente di turismo. Visto che l’evento durerà 8-10 giorni, organizziamo ad esempio un pullman con Gallipoli come meta turistica per far conoscere nel mondo la bellezza della città”. Durante l’incontro si è poi parlato di indirizzi e della linea politica che dovrà seguire l’associazione per una democrazia dal basso e dei progetti di lavoro, come la creazione di una cooperativa socio-sanitaria che creerebbe nuove opportunità di occupazione. Il gruppo consiliare ha da tempo fatto anche una richiesta per avere una stanza in  Comune per ricevere e dialogare con i cittadini.

Flavio Fasano

Flavio Fasano

GALLIPOLI. Ancora richiami e richieste di chiarimenti all’indirizzo del sindaco Stefano Minerva e della Giunta arrivano dai banchi dell’opposizione dai consiglieri di Gallipoli Futura. A sincerarsi dell’azione amministrativa e a chiedere lumi su alcune recenti tematiche quali quella del parcheggio dell’area portuale, del servizio di raccolta dei rifiuti e sull’ecotassa, e sulla reggenza del corpo dei vigili urbani, il gruppo consiliare della civica che su tali problematiche ha presentato altrettante interrogazioni a firma di Flavio Fasano e dei due consiglieri Vincenzo Piro e Giuseppe Cataldi.  Ora il gruppo di Fasano attende le risposte scritte (che il sindaco Minerva doveva fornire entro dieci giorni dalla presentazione in Comune), e la trattazione delle questioni nella prossima seduta utile del Consiglio.

Continua a leggere sull’edizione cartacea di Piazzasalento, oppure ricevi il nostro giornale direttamente a casa tua o nella tua casella di posta!

flavio-fasano-gallipoliGALLIPOLI. “Gallipoli Futura” chiama a raccolta soci e simpatizzanti per avviare la campagna di iscrizioni e sostenere il movimento politico d’opposizione all’interno del Consiglio Comunale. L’incontro di sabato 8 ottobre, dalle 16,30 presso la sala polifunzionale di San Lazzaro, prevede la discussione in merito alle modifiche dello Statuto, alla data dell’assemblea generale, agli indirizzi e strategie sulla linea politica dell’associazione e sui progetti di lavoro in fase di studio.  Circa il ruolo svolto sinora in Consiglio, “Gallipoli Futura” rileva il suo essere “l’unica vera opposizione” con le varie interrogazione presentate sul parcheggio nel porto, le “gravi carenze” riscontrate nel Corpo di polizia, sull’Ecotassa, “che graverà sulle finanze della cittadinanza”, e sull’appalto del servizio di igiene urbana, “in proroga da diversi anni”. Il capogruppo Flavio  Fasano rammenta, inoltre, come il sindaco Minerva abbia riproposto gli stessi 18 obbiettivi, “generici e irrealizzabili”, del Documento unico di programmazione per il triennio 2017-2019 “ricalcando quelli proposti dal Commissario Aprea. Il movimento pungola, infine, “i consiglieri eletti per fare opposizione che si trovano invece  a far parte della maggioranza”, chiedendosi retoricamente quanti di loro sottoscriveranno la richiesta di convocazione del Consiglio comunale.

 

Voce al Direttore

by -
Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...