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Gallipoli – Consiglio comunale convocato per il 24 settembre a Gallipoli (il 27 in seconda convocazione) per le ore 9 a Palazzo Balsamo. L’assise cittadina si dovrà occupare del nuovo Statuto del parco naturale Punta Pizzo – Isola di Sant’Andrea, del bilancio consolidato dell’anno 2017, di una variazione di bilancio per l’operazione Spiagge sicure estate 2018 e della costituzione dell’Osservatorio locale sull’imposta di soggiorno con la nomina dei componenti. Per iniziativa di quattro consiglieri comunali di opposizione – Sandro Quintana, Flavio Fasano, Giuseppe Cataldi, Caterina Fiore – si discuterà infine anche dell’appalto del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. (nella foto la riunione del 17 in Comune tra amministratori e sindacalisti)

Chiara la volontà dell’Amministrazione comunale guidata da Stefano Minerva di riprendere l’Osservatorio sull’imposta di soggiorno che era attivo durante la Giunta di Francesco Errico, naturalmente cambiandone i componenti. L’intenzione è quella di partire da una verifica della situazione – da qui il gruppo di “osservatori” – per poi intavolare una discussione nel merito con gli operatori della ricettività circa modalità dell riscossione (spesso si sono registrati ritardi da parte di albergatori e simili nel versare l’imposta nelle casse comunali) e consistenza della stessa.

Le modifiche del regolamento del parco sono  propedeutico invece alla definizione del primo piano di gestione da quando il Punta Pizzo- Isola è stato istituito, cioè nell’ormai lontano 2006. Finora l’area protetta è stata affidata ad “autorità provvisorie di gestione”; l’ultima è stata di Gianluca Barone di Nardò, dimessosi dopo pochi mesi.  Prima di lui se n’era occupato l’ingegnere comunale Giuseppe Cataldi, andato poi in pensione.

Grande dibattito ci si attende invece sull’argomento fatto inserire nell’ordine del giorno dalle minoranze. “Attuazione contratto di appalto del servizio di raccolta e gestione dei rifiuti solidi urbani per l’Aro 11 sottoscritto il 21 novembre 2017. Indirizzi per la cessazione del regime di proroga ed attuazione del contratto definitivo”. Com’è noto dal 17 scorso la Giunta comunale, in particolare il Sindaco Minerva e il suo vice ed assessore al bilancio Giuseppe Venneri insieme al presidente della commissione consiliare Ambiente,Cosimo Nazaro, sono impegnati in una trattativa con i sindacati, che rappresentano i 76 addetti, in una rimodulazione del servizio per cercare di assicurare l’impiego di tutti i lavoratori, L’ipotesi in fase di approfondimento esecutivo agisce sulla leva dei orari di lavoro differenziati tra i quattro mesi estivi e gli altri otto. In più sono previsti servizi aggiuntivi e collaterali a quelli già fissati nel contratto con Gial Plast e Colombo Biagio srl.

La linea di Fasano Uno dei firmatari della richiesta di Consiglio sulla questione, Fasano, ha prefigurato quale potrebbe essere la posizione degli oppositori. Su Facebook ha definito “un gioco di prestigio” quanto proposto dall’Amministrazione comunale. A suo parere, il surplus finanziario per tutelare “tutti  i lavoratori”, sottolinea, dovrebbe essere messo in conto del bilancio comunale e non “fatto pagare dai cittadini con loro soldi”. Infine lancia un “consiglio”: “Sindaco, coinvolgi la Corte dei conti se sei davvero convinto di quanto proponi”. Secondo Fasano la soluzione prospettata ed apprezzata da ditte e sindacalisti, resterebbe comunque “illegittima”.

Gallipoli – Sono state convocate per lunedì 17 alle ore 10 le organizzazioni sindacali che hanno proclamato lo stato di agitazione a nome degli addetti al servizio di nettezza urbana di Gallipoli. Alla richiesta urgente, firmata dai segretari di categoria di Cgil, Cisl, Uil, Fiadel e Ugl, ha risposto a stretto giro di posta il Sindaco Stefano Minerva, che già ieri aveva dichiarato a piazzasalento.it che “Il Comune ha una sua proposta, siamo pronti a fare dei sacrifici” e che “l’obiettivo rimane quello di non lasciare nessuno a casa degli attuali addetti al servizio di nettezza urbana e verso quel traguardo si muove la nostra soluzione”.

L’iniziativa sindacale era partita dopo la riunione di lunedì in Confindustria Lecce in cui il Comune di Gallipoli, capofila dell’Aro 11, mentre sul tavolo vi era lo spinoso dossier degli organici e della ripartizione degli stessi in capo alle due aziende vincitrici dell’appalto, la Gial Plast di Taviano e la brianzola Colombo Biagio.

Ancora pochi giorni e si saprà come si potrà sviluppare il piano, riconfermato in più occasioni dagli amministratori gallipolini, di un impiego totale e senza esclusioni dei 78 dipendenti attuali, dei quali gli esuberi sarebbero dai 21 ai 25. Nell’accordo del 29 gennaio 2016, con il commissario straordinario alla guida del Comune, preso atto con i sindacati della sensibile riduzione della pianta organica, si ipotizzava la nascita di un’altra società, la Global service, in cui far transitare il personale eccedente e, con fondi del bilancio comunale, affidare alla neonata società altri compiti.

Imminente un  Consiglio comunale sull’argomento La riunione di lunedì dirà sicuramente sia in vista dell’imminente avvio del nuovo servizi rifiuti l’1 ottobre), sia anche per il Consiglio comunale richiesto sull’argomento da cinque consiglieri di opposizione il 4 settembre scorso e da tenersi entro venti giorni, come da regolamento. Quintana, Fasano, Cataldi, Fiore e Oltremarini, dopo aver criticato il Sindaco e l’Amministrazione comunale per aver proceduto in questi anni a colpi di proroghe (cinque, sostengono), hanno presentato una proposta di deliberazione “tesa a tutelare le unità lavorative in esubero (non è dato ancora sapere quante siano né chi siano) ed al tempo stesso ridurre il costo del servizio che si sarebbe dovuto già fare dal 21 novembre 2017 di oltre 1 milione 300mila euro”.

 

 

 

Gallipoli – Il Castello “sommerso da erbacce altissime e soffocato dalle autovetture”; “evidentissimi segni di cedimento lungo tutta la cinta muraria”; oltre le mura del centro storico “erbacce e rifiuti di ogni genere”; nessuna perizia risulta commissionata “per la verifica del danno causato dalla posa in opera dei famosi frangiflutti in cemento armato” alla spiaggia della Purità e, infine, le condizioni della Fontana greco-romana che “presenta evidenti crepe e profonde lesioni”: citando questi esempi i consiglieri di minoranza Sandro Quintana, Caterina Fiore, Giuseppe Cataldi, Flavio Fasano hanno presentato durante il Consiglio comunale dell’11 settembre una interrogazione urgente avente per tema “il grave degrado del nostro patrimonio storico ambientale” chiedendo interventi altrettanto urgenti all’Amministrazione comunale.

In particolare gli interroganti inviano a corredo del testo della istanza affidata al presidente del Consiglio comunale, Rosario Solidoro, alcune immagini sullo stato di uno dei monumenti simbolo della città, la fontana greco-romana. Circa la spiaggia della Purità e del piccolo tratto di arenile scomparso per qualche tempo durante i lavori citati e poi ricomparso, i consiglieri di opposizione chiedono notizie anche sul collaudo finale di quelle opere a difesa della cinta muraria.

“A nulla possono valere convegni e mobilitazioni – concludono i quattro consiglieri comunali – a favore di un turismo tutto da costruire se prima non si effettuano interventi di recupero, difesa e valorizzazione del nostro patrimonio e dell’intero centro storico”.

Gallipoli – Consiglio comunale delle grandi occasioni quello di oggi, iniziato alle 9,50 e conclusosi intorno alle 13, con tutti i 21 consiglieri presenti così come i nuovi assessori (ad eccezione di Angelo Mita). In aula il primo Consiglio comunale convocato dalle minoranze (cinque consiglieri) con due argomenti tosti che, non a caso, hanno acceso animi e dato luogo a sconti dialettici che a tratti hanno coinvolto anche il numeroso pubblico.

Un bel pezzo dei lavori si è infatti consumato si recenti passaggi dalla maggioranza all’opposizione dei consiglieri Sandro Quintana e Caterina Fiore e sugli strascichi che simili cambi di fronte generano. Il Sindaco Minerva ha ribadito il suo giudizio di “minoranza raccogliticcia”, riferendosi anche alle vecchie e recenti fratture fra alcuni componenti della nuova opposizione; gli ha risposto a tono il capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano. Ma alla fine chi aveva pensato ad una maggioranza sotto pressione ed intimorita è rimasto complessivamente deluso.

 

Dopo le comunicazioni del presidente Rosario Solidoro, relative all’abbandono del Pd da parte di Tony Piteo e dell’Udc da parte di Caterina Fiore e Federica Portolano, ci sono state le comunicazioni del Sindaco, che ha presentato per la prima volta al Consiglio la nuova Giunta con gli assessori Giuseppe Venneri, Biagio Palumbo, Antonella Russo, Paola Scialpi. Dopo l’interrogazione di Gallipoli Futura svolta dal consigliere Giuseppe Cataldi) relativa all’associazione  “Regalami una rosa”, che è in cerca di locali dove poter svolgere la propria attività di volontariato, si è poi passati ai nodi scottanti della giornata preceduti nella mattinata di sabato scorso da una conferenza-stampa dei cinque consiglieri proponenti, e da una convocazione dell’ultima ora (poi andata deserta per l’assenza dei consiglieri di maggioranza) della Commissione urbanistica.

Le proposte delle minoranza non sono passate Stoppate le modifiche degli articoli 10 e 13 del Regolamento sull’organizzazione e sul funzionamento del Consiglio comunale e delle commissioni consiliari, la prima e, secondo argomento, le “misure urgenti di carattere urbanistico, idrogeologico ed ambientale per fronteggiare l’emergenza dell’intero bacino idrografico Baia Verde con sospensione dei lavori del cantiere dei lidi, per le quali si seguiranno iter amministrativi diversi da quelli proposti dalle minoranze. Dopo la discussione e la dichiarazione di voto, si è infatti registrato il solo parere favorevole dei cinque proponenti; 16 i contrari.

Strada dei lidi, assemblea e poi una eventuale variante Puntuali ed apprezzati anche dalle opposizioni gli interventi del presidente della Commissione urbanistica Cosimo Giungato e del neoassessore ai Lavori pubblici e Urbanistica Biagio Palumbo, che ha elencato alcune criticità, dallo scarso funzionamento del Consorzio Ugento-Li Foggi, agli scarichi abusivi nella fogna bianca da parte di alcune utenze, fattori che contribuiscono agli allagamenti di Baia verde. Si è accennato anche alle problematiche relative ai lavori per la “strada dei lidi” (litoranea sud) in via di completamento per quanto riguarda il primo lotto. Entro il prossimo ottobre ci sarà un tavolo tecnico cui sarà invitata anche la città e prima della fine dell’anno, un Consiglio comunale per deliberare un eventuale progetto di variante.

Gallipoli – Progetto per mettere al riparo da allagamenti Baia verde; commissione di controllo sui procedimenti amministrativi da parte dei dipendenti comunali; servizio dei rifiuti; il sistema portuale generale; il piano di gestione del parco naturale: sono queste le questioni (le prime due già martedì prossimo) da portare in Consiglio comunale secondo la nuova tattica messa in piedi dalla minoranza che oggi ha tenuto una conferenza stampa al Jolly Hotel. Prima tappa martedì 11 settembre. I cinque consiglieri che hanno prodotto la prima convocazione dell’assise cittadina della consiliatura da parte delle opposizioni le hanno annunciate e argomentate, rimarcando “il momento alto di democrazia compiuta” e il “senso di responsabilità di tutti gli eletti, in maggioranza o in minoranza davanti ai problemi della città”.

Al tavolo erano presenti il capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano, Giuseppe Cataldi dello stesso gruppo, Sandro Quintana, i quali hanno parlato anche a nome delle consigliere Stefania Oltremarini e Caterina Fiore. “Coinvolgendo il Consiglio comunale – ha detto Fasano – si potranno valutare ed apportare le migliori soluzioni a come il dissesto idrogeologico della Baia verde, che ha origini vecchie (50 anni fa) e la commissione di controllo sugli atti amministrativi, che riteniamo sia utile a tutti e che abbiamo mutuato da quanto previsto nel Comune di Lecce”.

Come si spiega questa unità operativa considerati i trascorsi tra alcuni di questi consiglieri, fieramente avversari durante la campagna elettorale di due anni fa ed anche dopo? “Opereremo come un gruppo di consiglieri che, data la consistenza numerica, potranno far convocare il Consiglio comunale periodicamente, sganciati da logiche di appartenenza”, ha chiarito Fasano. Quintana ha aggiunto: “Non è una opposizione dell’ultimo momento, come l’ha chiamata il Sindaco Minerva. Al di là degli scontri con Flavio, vogliamo puntare ai tanti problemi da mettere finalmente in primo piano, utilizzando responsabilmente gli strumenti che il regolamento comunale ci offre”.

Come ha ricordato Fasano, “Gallipoli Futura ha prodotto sul caso Baia verde quattro interrogazioni senza ottenere granché”. Il gruppo di studio – composto dai proponenti da un geologo, un ecologo, un urbanista e da un esperto in impianti idraulici – potrebbe essere nominato, qualora la proposta venisse accolta, entro novembre; in aprile si potrebbe avere il progetto con cui chiedere poi i finanziamenti europei, a stare al cronoprogramma di GF, da cui sono venute critiche sulla deliberazione della Giunta comunale con cui si chiede lo stato di calamità, “cioè niente”. Il passaggio più difficile da digerire per la maggioranza potrebbe essere però quello che porta alla sospensione dei lavori della “strada dei lidi”, che secondo gli oppositori avrebbe causato “enormi disagi e aggravato ulteriormente il drenaggio dell’acqua piovana”. (nella foto il cantiere quando era ancora aperto)

Prossima tappa, già formalizzata, di questa strategia della pressione sull’Amministrazione comunale giudicata finora insufficiente e quindi da stimolare, è il capitolo rifiuti, con annessi problemi di costi e di organici in esubero. Se ne dovrebbe parlare a fine settembre, su richiesta ancora dei cinque consiglieri.

Altro tema introdotto da Quintana, quello di un sistema portuale (navi, diporto, pescherecci) a cui mettere mano, “per non arrivare ad approvare progetti di privati slegati da una visione d’insieme (il riferimento è alla  società di Porto Gaio”. “Siamo fermi ad un piano degli anni ’80. In queste condizioni è inutile andare a Msc crociere (notizia data dal Sindaco alcuni giorni fa circa l’incontro a Napoli con i vertici della Costa crociere) quando non sappiamo neanche dove eventualmente potremmo far attraccare navi simili,. E’ come andare ad un matrimonio in mutande. Al massimo potremo ottenere che la sosta delle navi a Vieste comprenda un trasferimento in pullman dei loro ospiti fino a Gallipoli”.

Due gli appelli venuti dal consigliere Cataldi: il primo ai cittadini a partecipare ai lavori consiliari (martedì l’appuntamento a Palazzo Balsamo è alle 9) per essere informati e poter quindi valutare; il secondo ai “colleghi della maggioranza: valutino i problemi non chi li propone, secondo la responsabilità che ci è stata data dai cittadini”.

A margine della conferenza stampa critiche e ironie sono piovute sulla nuova Giunta “nominata il 17 agosto e fino ad oggi non si è riunita neanche una volta” (Fasano) e sul fatto che il presidente del parco naturale, il professionista Barone di Nardò designato da Guglielmetti, “si sia dimesso un mesetto fa”.

 

Gallipoli – Si terrà l’11 settembre prossimo, alle ore 9 a Palazzo Balsamo la riunione del Consiglio comunale chiesta da cinque consiglieri della minoranza (perché sia valida l’istanza deve essere firmata da almeno quattro consiglieri) per discutere sugli allagamenti a Baia verde con annessi lavori in corso e sulla commissione di controllo. I capigruppo riunitisi ieri, 3 settembre, hanno deciso la data e l’ordine del giorno basato sulle proposte di deliberazione preparate da Sandro Quintana (foto), Caterina Fiore, Stefania Oltremarini, Giuseppe Cataldi e Flavio Fasano; in commissione non c’è stato nessun voto contrario, mentre i rappresentanti della maggioranza – Cataldi, Abbate, Giungato, Piro e Portolano – si sono astenuti.

Al centro della riunione, che si preannuncia piuttosto calda, vi è la vicenda del cantiere e dei lavori eseguiti a Baia verde per la “strada dei lidi”, I cinque esponenti della minoranza hanno poi chiesto che si nomini la commissione consiliare di controllo e garanzia, la cui presidenza dovrebbe toccare di norma ad un membro della opposizione. La richiesta è stata inoltrata il 21 agosto scorso al presidente del Consiglio comunale Rosario Solidoro.

Per la commissione di controllo e garanzia i richiedenti scrivono tra l’altro che la costituzione della stessa appare ancora più opportuna e necessaria anche in considerazione dei ‘rischi corruttivi’ presenti nel Comune di Gallipoli e sanciti nel piano anticorruzione per come redatto ed approvato dal Commissario straordinario in sede di aggiornamento il 29 gennaio 2016″. La proposta, se approvata, andrebbe a modificare due articoli del Regolamento sull’organizzazione e funzionamento del Consiglio comunale e delle commissioni consiliari”.

Se su questo argomento potrebbe, in linea teorica, trovarsi un accordo con la maggioranza che sostiene il Sindaco Stefano Minerva, assai più difficile per chi governa la città è accettare la bozza di deliberazione relativa alla Baia verde, non tanto sul versante dell’equilibrio idrogeologico da ritrovare nel quartiere, flagellato da continui allagamenti e disagi per i residenti in quella che un tempo era una zona paludosa. Nella proposta dei cinque firmatari si parte dall’esigenza di “misure urgenti di carattere urbanistico, idrografico e ambientale per fronteggiare l’emergenza dell’intero bacino” e dalla nomina di un “tecnico-scientifico per la redazione di un progetto studio”, per poi arrivare al blocco immediato dei lavori in corso dalla seconda uscita di Baia verde al canale dei Samari e del progetto complessivo sulla litoranea sud e “fino a quando i tecnici non avranno fornito le indicazioni richieste”.  Sebbene il Sindaco Minerva abbia annunciato in conferenza stampa la possibilità di una revisione del progetto generale, appare improbabile al momento che si arrivi ad un fermo totale dell’intera opera.

 

 

Gallipoli – Da dove si riparte? Quali le priorità ed urgenze? Il nodo vecchio dell’assetto idrogeologico di Baia verde (anche oggi bombardata d’acqua con un accumulo record quest’anno, già a 687 millimetri rispetto ai 530 dell’anno scorso); il nodo nuovo del progetto di rinaturalizzazione della litoranea (probabile una variante); il centro storico e le nuove regole (da applicare del tutto evidentemente); la riorganizzazione del Corpo di polizia municipale; opere pubbliche fondamentali, come i due lungomari, marciapiedi e sistema dei parcheggi; riassetto del decoro urbano e la partenza del nuovo servizio di igiene pubblica (con il problema del futuro per circa venti addetti in esubero): queste le priorità – su domanda di piazzasalento.it – del Minerva bis, il cui varo è stato completato ieri con l’assegnazione delle deleghe ai nuovi e nuovissimi assessori, tra rientri e ritorni e prime esperienze.

Futuro, Benessere, Crescita, Armonia, Concretezza Non rinuncia il Sindaco, apparso rilassato e fiducioso, alle definizioni originali dei compiti assegnati a ciascuno componente dell’Esecutivo, le stesse che poco più di due anni fa suscitarono curiosità. Per cui Giuseppe Venneri, vicesindaco, è assessore alla Crescita e si occuperà di Bilancio e Tributi, Rapporti con gli Enti, Ambiente, Servizi cimiteriali, Igiene urbana, Politiche e finanziamenti comunitari. A Biagio Palumbo, già assessore con Venneri Sindaco per otto mesi, la Concretezza, da perseguire con i Lavori pubblici, Edilizia privata, Urbanistica, Decoro e arredo urbano, Centro storico, Periferie, Marine, Verde pubblico, Regolamenti comunali, Tutela del territorio. Ad Angelo Mita, alla prima esperienza, il Benessere: Politiche sociali, Piano di zona, Servizi al cittadino, Politiche per l’infanzia, Sanità, Famiglia, Welfare, Pari opportunità, Politiche del lavoro e Politiche giovanili. Antonella Russo, altra new entry, ha avuto il Futuro, vale a dire  Turismo, Sport, Spettacolo, Portualità, Sviluppo economico, Protezione civile, Associazionismo, Politiche scolastiche e della formazione, Beni archeologici e monumentali. Infine l’Armonia a Paola Scialpi: Polizia locale, Personale ed organizzazione, Demanio, Patrimonio, Traffico e mobilità, Trasporti, Contenzioso, Affari generali, Viabilità. Il Sindaco Stefano Minerva ha tenuto per sé la delega alla Cultura, come in precedenza e “per il momento” anche il Commercio.

E’ la migliore Giunta che in questo momento, la città potesse avere”, ha assicurato Minerva, con componenti “di alto profilo”., un gruppo “più forte ed efficiente, come mi chiedeva il mio popolo”. Attento a non dispiacere troppo ai rimossi, il primo cittadino ha occupato un bel pezzo della conferenza stampa di mezzogiorno, ringraziando tutti quanti, a cominciare dai gruppi politici che lo sostengono: “Se ne parlava da circa un anno ma ho preso il tempo necessario in considerazione anche del periodo e degli avvenimenti accaduti”, con chiaro riferimento alle dimissioni dell’assessore Emanuele Piccinno (uscito anche dall’Udc) ed allo scontro tra la consigliera Caterina Fiore ed un vigile urbano in Comune” con la maggioranza che mi chiedeva una presa di posizione forte”.

Ringraziamenti per tutti quindi, da “Noi giovani per Minerva, tre consiglieri ed “un assessore (Silvia Coronese, ndr) che mi è stato accanto fin dai primi momenti, e si è distinto per passione e risultati”, a Salvatore Guglielmetti, da Rosario Solidoro (Pd) al gruppo misto Piteo e Piro; a Grande Gallipoli e a La Puglia in più. Senza dimenticare i vertici regionali consultati ed ascoltati, dal presidente della Regione Emiliano al presidente della Provincia Antonio Gabellone, agli assessori Sebastiano Leo, Loredana Capone, Totò Ruggeri.

Non l’ha mandata a dire agli oppositori vecchi e nuovi, agli ex alleati. “C’era chi ci accusava di agire come un triumvirato; eccolo adesso Fasano, insieme a Fiore e Quintana, dimenticate le accuse di mafia… “. Lontanissime le immagini della sera del ballottaggio vittorioso con Minerva e Quintana bagnati fradici di spumante, festeggiare insieme davanti al comitato elettorale del primo. Oggi le gocce sono di tutt’altro genere: “Come ho detto in Consiglio, c’è anche chi esce da una maggioranza per tornaconto personale. Quintana voleva togliere i gazebo davanti a Marechiaro (il ristorante clou della famiglia, ndr), un altro un posto di lavoro per la moglie o un familiare… Parafrasando Guccini posso dire ‘agli altri le ghiande, a noi le ali'”.

Gallipoli – Conferire con sollecitudine un incarico tecnico scientifico che studi e proponga soluzioni per l’intero bacino idrografico della Baia verde; istituire, come già fatto in altri Comuni, la Commissione consiliare permanente di controllo e garanzia: su questi due argomenti hanno chiesto la convocazione del Consiglio al presidente Rosario Solidoro cinque componenti dell’assise cittadina. Sono Sandro Quintana (Italia destati), Caterina Fiore (gruppo misto), Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi (Gallipoli Futura), Stefania Oltremarini (Conservatori e riformisti).

Gli improvvisi e violenti rovesci che stanno colpendo queste zone da un po’ di tempo hanno messo in risalto, qualora ce ne fosse bisogno,

Sandro Quintana

le gravi difficoltà in cui versa il quartiere della Baia verde, originariamente zona paludosa, a causa di questi fenomeni. “In questi ultimissimi anni gli allagamenti – scrivono i cinque consiglieri – sono diventati ancor più frequenti anche a causa della strada Lecce-Leuca”. Non si manca di rimarcare poi come i vecchi canali del consorzio di bonifica Ugento Li Foggi siano “perennemente ostruiti e privi di manutenzione”. Anche la recente realizzazione del progetto di rinaturalizzazione sull’ultimo tratto seconda uscita per Baia verde-canale dei Samari, a detta degli scriventi, avrebbe “ulteriormente aggravato il già compromesso equilibrio idrogeologico”. Da qui l’urgenza di un progetto-studio da realizzare entro quattro mesi, con un sistema di drenaggio delle acque pluviali e il ripristino degli equilibri idrogeologici. Nella bozza di deliberazione proposta c’è anche il contemporaneo blocco di ogni nuova costruzione o ampliamento edile ed anche i lavori già iniziati e già previsti sulla “strada dei lidi”.

La richiesta Commissione di controllo e garanzia dovrebbe essere presieduta – passando alla seconda deliberazione da portare all’esame del Consiglio comunale –  da un componente dell’opposizione o minoranza. Si rileva inoltre che andrebbe modificato il regolamento sulle costituzione e composizione delle commissioni consiliari e che tale organismo è già presente in numerosi centri della provincia, tra cui il capoluogo.

 

 

Gallipoli – La nascita della nuova Giunta comunale (foto)ad opera del Sindaco Stefano Minerva, ancorché in un periodo per antonomasia di distrazioni dell’opinione pubblica, ha suscitato una serie di reazioni tra il serio e il faceto, l’ironico e il sarcastico attraverso canali tradizionali (comunicati ai media) e tecnologici come le reti social.

Flavio Fasano e Gallipoli Futura Tra i primi ad aprire le danze – pubblicando note e commenti vari – è stato il capogruppo di Gallipoli Futura, Flavio Fasano (foto): “Buon venerdì 17 giorno ideale per annunciare la “nuova” Giunta del Sindaco Minerva! Aver deciso di “cambiare” non è forse ammettere di non aver avuto la capacità di governare? Aver cambiato gli assessori ha forse risolto la evidente crisi della “raccogliticcia” maggioranza da ballottaggio, variopinta e saltellante, che ha permesso per soli 141 voti di andare al governo cittadino? Nulla da dire per nessuno a livello professionale, molto a livello politico-amministrativo!”. La butta anche sull’ironia l’associazione Gallipoli Futura che ieri e oggi ha prodotto numerosi interventi: “Con la Giunta comunale revocata in due colpi spariscono Futuro, Bellezza, Felicità e non per ultimo Creatività (le deleghe così denominate conferite dal Sindaco, ndr)”. Gli oppositori incalzano: “Dopo aver letto con attenzione il decreto n. 22 con il quale il Sindaco ha revocato i suoi assessori alla ricerca delle ragioni e motivazioni politiche del cambiamento che si vuole realizzare, vorremmo chiedere al Sindaco Minerva se ci può indicare dove posso trovare ” il programma politico… sulla cui base ha ricevuto l’investitura popolare.. per poter perseguire con piena efficienza ed operatività…”, così come si ben motiva nel provvedimento di revoca. Sarebbe utile anche ai nuovi assessori conoscere il programma, che lei ha posto a base delle motivazioni, per poter prendere da questo gli spunti necessari per raggiungere gli obbiettivi sperati e che i precedenti assessori hanno evidentemente mancato”.

Sandro Quintana In una lunga nota il consigliere comunale Sandro Quintana (Italia

Sandro Quintana

Destati), già vicino alla maggioranza per qualche tempo ed ex presidente della commissione consiliare Ambiente, in un passaggio sottolinea: “Ricapitoliamo: la staffetta famigliare ce l’abbiamo; il rapporto coniugale ce l’abbiamo; il vecchio che avanza ce l’abbiamo; il governo ombra ce l’abbiamo; la rassicurante ‘saggezza’ già  sperimentata ce l’abbiamo;  il diktat dai vertici ce l’abbiamo. Un mix esplosivo, una tavola imbandita con minuzia, lungimiranza, cui invitare solo alcuni prescelti, per non scontentare i parenti, i mariti, gli amici, gli amici degli amici, i mentori, gli amici dei mentori…”. E poi: “Spiegaci, Sindaco, perché non hai avuto l’energia, tu con i tuoi pochi anni, di liberarti dalle catene che da sempre avvinghiano la Città Bella! Tu consacri oggi la vittoria dei ”soliti noti”, tu ci riconsegni un copione già letto, ci condanni ad un immobilismo già vissuto”.

Silvia Coronese, chiarimenti e ringraziamenti Silvia Coronese, ex assessore, ha

Silvia Coronese

dapprima smentito voci e illazioni circa un “cambio” magari concordato in Giunta (“Vorrei specificare che io non sto cedendo il testimone a mia cognata, così come scrive qualche giornalista. Io e lei siamo due pianeti distinti e separati che non potranno mai incontrarsi”);  poi ha preso l’iniziativa di rispondere agli apprezzamenti ricevuti circa la sua attività amministrativa: “Le mie più grandi vittorie: l’affetto della gente e l’essere uscita da questa amministrazione così come vi sono entrata: sono rimasta la Silvia di sempre, fiera di non essere mai scesa a compromessi, di aver fatto il mio lavoro senza mai pensare a raggiungere scopi personali”. Quindi passa a rilevare temi ed argomenti di cui si è impegnata in questi due anni “perché non si faccia di tutta l’erba un fascio”. Dopo aver ringraziato i consiglieri del gruppo “Noi giovani con Minerva” che, “fino all’ultimo minuto hanno cercato di tutelare la mia posizione all’interno della Giunta”, Coronese ricorda il cambiamento intervenuto nella gestione della mensa scolastica “revicando l’appalto alla ditta, ma creando una cucina in loco esclusiva per le scuole di Gallipoli, una commissione mensa di vigilanza e controllo, e i moduli per avere la possibilità di detrarre fiscalmente l’acquisto dei biglietti mensa”. Grande attenzione agli anziani (cure termali e trasporto gratuito sui bus urbani), ai minori (con progetti personalizzati, in particolare per quei minori segnalati dal Tribunale per i minori). Per le famiglie è stata cambiata una convenzione con la ditta di raccolta differenziata dei vestiti usati, “che ha permesso di creare il primo parco giochi in centro città affollato e apprezzato”, mentre per i pacchi alimentari sono stati affidati alle parrocchie durante il periodo natalizio “di modo da non eliminare questo servizio”. Sempre a proposito di minori “è stata mia premura, essendo assente il sindaco in quel periodo, attivare un dialogo tra servizi sociali e forze dell’ordine per sgombrare il campo rom situato alle spalle della spiaggia Fontanelle e mettere in sicurezza tutti i bambini e ragazzini ivi presenti”.
In ultimo il grande impegno nella stesura del Piano sociale di zona “che , grazie all’accordo di programma con l’Aasl, è stato definito dagli stessi sindacati in cabina di regia una svolta storica”. Infine, circa la delega riguardo alla progettazione europea , il Comune di Gallipoli è stato vincitore di ben 4 progetti Interreg: uno per la partenza di un idrovolante che colleghi Gallipoli con Corfù, il secondo la creazione di una app per informare su tutti mezzi di trasporto esistenti tra i paesi del salento e la Grecia, la creazione di un attracco per le piccole navi da crociera e in ultimo, “ma non meno importante, un progetto per il recupero delle acque reflue da riutilizzare in agricoltura”. Puntando a recepire fondi europei soprattutto sui trasporti, “ho deciso – conclude il resoconto Silvia Coronese – di riaprire un dialogo con Fse, dialogo morto da anni ma che, una volta ripristinato ha permesso la riattivazione della metropolitana di superficie per collegare il centro con la zona pedonale di Baia verde e ottenere otto corse dirette con una sola sosta a Nardò per la stazione di Lecce, nonché formulare una serie di proposte insieme ai comuni di Casarano e Nardò per migliorare il piano di bacino e non risultare, come è stato negli ultimi 20 anni, tagliati fuori dal resto della Puglia”. “Tutto ciò – è il commento finale – grazie al mio impegno, alla mia passione per la politica, quella vera, quella che sogno da quando ero bambina, quella che non ti fa dormire la notte perché hai voglia di vedere crescere e migliorare la tua città”.

 

Elio Pindinelli Tirato in ballo nelle ultime giornate come “papabile”, Elio Pindinelli “a scanso di equivoci mi è doveroso precisare quanto già detto a commento di Piazzasalento: che qualcuno abbia potuto pensare a me è gratificante; affermare che poi ci sia stata una scelta tra me e qualcun altro è sbagliato in termini e nella sostanza. Le scelte sono abituato a farle da me e non certamente partecipando (come sembrerebbe ipotizzato dalla notizia) ad una fantasiosa roulette russa dei desiderata altrui”.

Il caso Udc: botta e risposta  La confusa posizione di questo partito in tutta questa

Emanuele Piccinno

fase piuttosto travagliata a cominciare dal caso che ha visto protagonista la consigliera Caterina Fiore, viene evidenziata, non senza ironie, proprio da alcuni esponenti locali di esso. Emanuele , ex assessore, posta su Facebook: “Caro sindaco ma l’assessore dr Angelo Mita da quale partito è rappresentato?”. “Partito o reparto?” commenta subito Caterina Fiore. Sandro Quintana, già esponente di quel partito,  interviene e conclude: “È stato nominato dal Segretario Regionale Totó Ruggeri dunque espressione dell’Udc… di quale Udc poi non si sa…visto che tu ti sei dimesso e la capogruppo epurata…”.

 

 

 

 

 

 

Gallipoli – Doveva essere il colpo politico di Ferragosto, studiato per varare finalmente, dopo un po’ di tentativi (almeno tre), la nuova Giunta comunale di Gallipoli. Invece ad un passo dalla conclusione ufficiale e dopo un pomeriggio di riunione con tutti i consiglieri della maggioranza, il Sindaco Stefano Minerva ha rinviato tutto a domani, venerdì 17. Forse c’è ancora qualche dubbio, qualche designazione non del tutto accolta dai consiglieri. Certo è che l’Esecutivo sarà nuovo di zecca: il decreto di revoca delle nomine è stato firmato dal Sindaco in serata. Tutti fuori, niente rimpasto, si cambiano tutti gli assessori rimasti (quattro, dopo l’abbandono in piena estate del titolare del Turismo e commercio, Emanuele Piccinno).

Ma l’intenzione di Minerva è ferma: questa volta si fa e si fa adesso. Anche se qualcuno dei papabili si è spinto a dire che – a stagione ormai andata – sarebbe meglio a questo punto procedere senza tanta fretta. I nomi? Dovrebbero essere, secondo i criteri di fondi indicati dal capo dell’Amministrazione, un misto di tecnici e di politici. Si va da Giuseppe Venneri, già primo cittadino, che prende il posto del vicesindaco Cosimo Alemanno della stessa lista “rande Gallipoli”; a Biagio Palumbo (foto), già ex amministratore, scelto al posto di un altro ex amministratore cittadino di cui si è parlato a lungo, Elio Pindinelli. Cede alla chiamata ripetuta Assunta Titti Cataldi (foto); con lei un altro medico in Giunta, il dottor Angelo Mita. Seconda donna assessore Paola Scialpi, avvocato, già Forza Italia e candidata alle ultime Comunali per il candidato Sindaco Sandro Quintana, sostenuta da Guglielmetti. Titti Cataldi assessore apre le porte del Consiglio al primo dei non eletti di “Puglia prima di tutto”, Dario Vincenti, assessore uscente.

L’ufficializzazione di dovrebbe avere, come detto, fra poche ore. Salvo imprevisti che – considerati i tentativi falliti finora – non sono proprio da escludere. Venuto a sapere dei presunti nomi nomi che affiancheranno Minerva nel governo cittadino, il capogruppo di Gallipoli Futura Flavio Fasano lancia la prima critica scomodando Fedro: “la montagna stava partorendo/ gemeva e lanciava grida immani/e sulla terra c’era grande attesa./ Ma quella partorì un topo”.

 

Gallipoli – Il minibus che effettua il servizio urbano in città appiedato dalla Guardia di finanza. È accaduto questa mattina quando agenti delle Fiamme gialle hanno fermato per controlli l’unico automezzo che fornisce il servizio di trasporto urbano per conto di una impresa di Nardò, concessionaria. Con notevole sorpresa i finanzieri hanno dovuto constatare che l’automezzo in circolazione in quel momento era privo di collaudo fin dal 2002 ed inoltre aveva l’assicurazione scaduta da tempo.

Di conseguenza il minibus è stato sequestrato ed i passeggeri fatti scendere. Il servizio urbano – da molti indicato come insufficiente soprattutto nel mesi estivi – è poi ripreso regolarmente con un altro automezzo poco dopo.

Il fatto ha suscitato clamore sui social network. Il consigliere comunale di opposizione Flavio Fasano ne ha dato notizia addossando responsabilità al Comune per omessi controlli sullo svolgimento del servizio pubblico urbano, ricordando tra l’altro polemicamente che il contratto per tale servizio – assegnato dalla Regione – è stato di recente prorogato dall’Amministrazione comunale.

Il caso pare si sia verificato per un guasto improvviso al minibus grigioverde solitamente in servizio in città. Quando l’autista ha riscontrato che il mezzo non si metteva in moto, ne ha preso un altro presente nel deposito di Gallipoli. Quest’ultimo bus, vecchio e di  proprietà comunale, non veniva usato da tempo ed anche per questo aveva la polizza scaduta ed era privo di collaudo.

Gallipoli – Approderà probabilmente a Palazzo Balsamo, sede storica del Comune, la vicenda che ha visto al centro la consigliere di maggioranza (in lista Udc) Caterina Fiore e un vigile urbano. Terreno di scontro accertamenti appena effettuati circa il rispetto di ordinanze di chiusura di locali adibiti a sale da gioco. Hanno atteso che ci fossero le prime reazioni ufficiali – in questo caso quella di condanna del consigliere comunale da parte del Sindaco Stefano Minerva – e magari anche altre conferme relative a denunce e querele, ed ecco che un paio di ore dopo la pubblicazione della nota del Sindaco su piazzasalento.it, i consiglieri comunali di opposizione Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi, hanno scritto al presidente del Consiglio comunale, Rosario Solidoro.(in foto da sinistra Fasano, il presidente De Tommasi, Cataldi)

I due rappresentanti della lista Gallipoli Futura hanno chiesto al presidente Solidoro di “convocare con urgenza il Consiglio comunale perché il Sindaco abbia a riferire sui fatti accaduti ed all’esito della discussione voglia indicare ed assumere le necessarie ed opportune determinazioni”. Vanno all’attacco gli oppositori. Scrive Fasano sulla rete sociale Facebook e racconta che “abbiamo aspettato ben cinque giorni sperando che il Presidente del Consiglio comunale convocasse l’assise. Solo oggi, dopo cinque giorni (il fatto clamoroso è accaduto lunedì scorso intorno alle 13 ndr) il Sindaco Minerva esce timidamente con una ?presa di distanza’ non presente nemmeno sul sito istituzionale del Comune ed affidata solo al giornale on line Piazzasalento“. Fasano rimarca che, a suo parere, “vi è stata totale assenza di consapevolezza istituzionale” e mette in evidenza che al vigile urbano verbalmente aggredito, “non è stata manifestata alcuna solidarietà” da parte dei vertici istituzionali. L’accaduto viene giudicato quindi “gravissimo” e “già oggetto di indagine giudiziaria” ed anche “per il clamore suscitato con grave danno immagine dell’intero Consiglio comunale”.  .

Gallipoli – Non cercate una sia pur piccola targhetta che indichi la sede di una società in via della Cala, nei pressi della chiesa del Canneto: non c’è alcuna indicazione che porti alla Ittica Gallipoli srl, che – sia pure come garante per certi aspetti legali – era nell’affidamento del mercato ittico all’ingrosso di via Lecce. La vincitrice del bando comunale, il terzo, risulta essere la Gallipoli Fish della Statale 101 al km 1. Per  l’una e per l’altra ieri è stato un lunedì nero, preceduto da un altro giorno da dimenticare quando – a formalità per la consegna della struttura quasi ormai completate – si sono viste recapitare la sospensione dell’affidamento a causa di una interdittiva antimafia arrivata in via riservata negli uffici di via Pavia a metà giugno.

L’interdittiva antimafia e poco dopo gli arresti Che le due date siano collegate strettamente lo si comprende chiaramente in questi giorni in cui l’operazione “Labirinto” della Procura antimafia di Lecce con gli investigatori speciali dei carabinieri (Ros) ha messo in luce rapporti manovre e conflitti su Gallipoli, sulle sue attività economiche principali, compreso il comparto ittico, locale e d’importazione. Protagonista principale Davide Quintana, 37 anni, con amicizie assai ingombranti ma anche tranquillizzanti se si pensa ai suoi vari tentativi di farsene scudo per avanzare nel capo del commercio ittico. A lui e ad alcuni suoi familiari è intestata la società a responsabilità limitata “Ittica Gallipoli”; con questo vascello voleva arrivare ad ingrandire la sua fetta di mercato soprattutto di frutti di mare, togliendone un pezzo ad altri. Che a loro volta godevano di amici protettori che sapevano farsi valere.

Quel balzo in avanti di Quintana, col mercato assegnato, rimasto a metà Certamente l’assegnazione del mercato all’ingrosso sarebbe stato un passo importante per l’Ittica Gallipoli:. E’ vero che quella struttura ultimata a fine anni Novanta, collaudata nel 2003 e poi praticamente abbandonata, per cominciare a funzionare necessità di interventi sostanziosi (almeno 400mila euro), tali da aver fatto scappare i precedenti vincitori del bando (cooperative di San Bendetto del Tronto e Leuca), lasciando nelle casse comunali i 36mila euro di caparra. Ma è anche vero che con gli sponsor adatti ed i fornitori giusti, quel mercato sarebbe potuto diventare un grande macinatore di soldi, reali e non. Proprio sui fornitori la strategia di Quintana e dei suoi partner – dal clan Padovano ad un gruppo che fa capo al clan Tornese di Monteroni, quello di Vincenzo Rizzo, 54enne di San Cesario – si è impantanata per un po’. Quel tanto che è bastato ai Ros per mettere gli ultimi tasselli di una inchiesta in corso fin dal 2015.

Dallo scontro al patto tra due gruppi con le stesse mire Appena in tempo, si potrebbe dire, con un mercato che resta in cerca di un padre. Con un impianto simile a disposizione, forse un patto si sarebbe alla fine trovato tra il gruppo Rizzo e quello di Saulle Politi, 46 anni di Monteroni, sostenitore di un altro grosso operatore nello stesso settore il quale, per non correre rischi, aveva schierato in campo anche i suoi referenti del clan Coluccia di Noha di Galatina. Gli affari sono affari, si sarebbe concluso, insieme ad una concordata ripartizione delle zone: per Quintana i rubinetti dei fornitori di pesce e cozze si sarebbero aperti, quelli nazionali ed anche quelli spagnoli e greci in particolare; l’import nel settore è ormai vitale, il pescato nelle acque di Gallipoli è andato sempre più calando. Alla fine tutto si è interrotto davanti alle manette (33 gli arresti).

Il “padre” Fasano: “Quella struttura serve ancora oggi” La città ha subito una ulteriore scossa. E il “padre” di quel mercato dotato di tutto punto, l’allora Sindaco Flavio Fasano, che era collegato – nei suoi progetti ad un porticciolo per l’attracco dei pescherecci nella stessa zona – ora dice: “In tutti questi anni si è perso tutto, abbandonato ai vandali. Era nato per essere dato in gestione ad una società di cooperative di pescatori, Camera di commercio e Comune per una piccola partecipazione, non per essere consegnato a terzi. Erano le categorie della pesca a doverlo utilizzare. Invece…”. Ma ha ancora senso puntare su di un mercato all’ingrosso, con una marineria che segna anno dopo anno record negativi, sia come pescato che come numero di imbarcazioni? “Certo! – risponde Fasano -. Del resto erano nato per togliere di mezzo locali fatiscenti ed anti igienici in cui veniva commercializzato il pescato, ma ancora oggi sono in funzione. Vi si opposero proprio loro, quelli dei magazzini, anche perché così agivano indisturbati e incontrollati. Com’è pure adesso”.

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Gallipoli – Seguendo la linea dell’attacco per far emergere “l’assoluta mancanza di programmazione” più volte messa in risalto, Gallipoli Futura ha inviato al Sindaco una interrogazione con risposta scritta e discussione in Consiglio comunale su tre scadenze. Nella nota a firma dei consiglieri Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi inviata a Stefano Minerva dettano l’agenda di questo fine mese, in cui si giocano – a detta degli esponenti dell’opposizione consiliare – tre questioni di un certo rilievo, in cui eventuali proroghe sarebbero del tutto illegittime ed aprirebbero la strada a danni erariali a carico degli amministratori comunali (nella foto Fasano, De Tommasi, Cataldi)

Nuovo servizio rifiuti ed “esuberi” La prima questione – decisamente la più delicata – riguarda la scadenza della quarta proroga del servizio rifiuti il 30 giugno ed il passaggio al nuovo capitolato d’appalto dell’Aro 11. Qui a pendere sula testa di Comune e cittadini è anche la sorte di 28 addetti non contemplati dal nuovo contratto firmato nel novembre scorso (ne prevede 48) e che dovrebbero confluire in una società a latere con oneri a carico del Comune. “A che punto è questo passaggio di cui sembra non esista alcun tipo di adempimento preparatorio?”, chiedono i due consiglieri per i quali una quarta proroga “alla sola Gial Plast” risulterebbe ancora una volta “onerosissima” per le tasche dei gallipolini.

Parcometri Scade il 30 giugno anche il servizio dei parcometri a pagamento che risale al 2013 con la Sis srl  di Perugia ed anche qui “nulla ancora è dato sapere”, scrivono gli interroganti, i quali infine sollevano il problema trasporto pubblico cittadino gestito dalla ditta Chiffi di Nardò ed anche questo in scadenza col 30 giugno. “Anche qui nulla è dato sapere si quanto si intende fare”, rimarcano Fasano e Cataldi.

Bus urbano Dal Comune si sa per ora che si sta lavorando, non solo per rispondere all’interrogazione consiliare che accenna a risvolti poco tranquillizzanti (il danno erariale, ad esempio) ed ogni risposta è rimandata di qualche giorno. Dei tre argomenti, su di uno però, la risposta c’è: il pacchetto dei trasporti urbani è di competenza della Regione, ribattono da via Pavia.

Gallipoli – Quella concessione demaniale non andava rinnovata; illegittimo è stato il prolungamento pluriennale delle autorizzazioni (l’ultima era stato fino al 2020): dopo il Consiglio di Stato con i pronunciamenti del 3 agosto dell’anno scorso, è di oggi la sentenza del Tribunale amministrativo regionale (Tar) di Lecce con cui si respinge il ricorso della “Bleu Salento”, società di Lecce, che gestiva la banchina nell’ultimo tratto del lungomare Marconi. La concessione a privati n. 56 del 2009 non esiste più, insomma. Per la verità, l’annullamento della concessione era stato firmato il 5 settembre 2017 dal dirigente responsabile  del settore Gestione del territorio e reti infrastrutturali, ingegnere Giuseppe Cataldi; tempo per lo sgombero: due mesi. Poi era scattato quest’ultimo tentativo legale davanti al Tar. Come si ricorderà, sul rilascio e sulle  proroghe della concessione demaniale da parte del Comune, sin dal 2011 si era aperto un contenzioso con una società concorrente, la Darsena Santa Caterina.

Ad intervenire subito sulla vicenda politico-giudiziaria è il capogruppo di “Gallipoli Futura”, Flavio Fasano che, per la cronaca, sta seguendo col consigliere Giuseppe Cataldi, la vicenda legata alla portualità gallipolina da tempo. Con un ricorso al Tar, il gruppo di opposizione si era visto respingere il 9 marzo 2017 la richiesta di bloccare la decisione della Giunta di individuare un progettista per l’adozione di un piano regolatore portuale; secondo la tesi dei ricorrenti, tale decisione era di competenza del Consiglio comunale. Il 21 gennaio di quest’anno i due consiglieri aveva presentato una interrogazione al Sindaco Stefano Minerva con cui si chiedeva cosa intendesse fare l’Amministrazione comunale di quell’area portuale dopo l’annullamento della concessione e come intendesse procedere “per una generale programmazione della portualità turistica, mercantile e peschereccia”. Fasano e Cataldi chiedevano anche cosa il Comune intendesse fare per “la salvaguardia delle unità lavorative impegnate nella struttura”. “Ora il Sindaco non ha più alibi – afferma Fasano su Facebook – a lasciare la gestione della darsena al soggetto privato che illegalmente continua a detenerla”. “Nel mentre il Sindaco si affretta a dare il “consenso” alla costruzione di un altro porto provato (Porto Gaio, società di Nardò) – si sostiene dall’opposizione – rinuncia a gestire la darsena che il Consiglio di Stato fin dallo scorso mese di agosto ha sentenziato appartenere al Comune. Cosa aspetta a dire quali sono le sue reali intenzioni?”.

“Procederemo subito allo sgombero, ovviamente – afferma Minerva per tutta risposta – abbiamo in corso un chiarimento sulle caratteristiche  dei punti d’imbarco e dei punto d’ormeggio con la Regione; una volta chiariti questi aspetti, decideremo il futuro della darsena”. Circa la  questione generale della portualità a Gallipoli, il Sindaco a piazzasalento conferma: “Non abbiamo ancora nominato il tecnico che l’ufficio competente aveva avuto l’indirizzo di individuare, ma restiamo fermi sui nostri programmi così come annunciati pubblicamente: è necessario il piano regolatore portuale”.

 

Gallipoli – Il grosso dei lavori, compreso il piano calpestio per la rigenerazione naturalistica della litoranea tra Baia verde (foto) e canale dei Samari, sono stati ultimati. Restano in bilico i faretti a terra che probabilmente non saranno attivati da subito, mentre per gli approvvigionamenti e per il ritiro dei rifiuti si userà l’rea a parcheggio subito al di là delle dune. Come ultima cosa si sta vedendo, contattando gli operatori sanitari, se ci sono problemi per l’arrivo sul posto dei mezzi di Pronto soccorso e posi si parte con il nuovo assetto. se ci sono problemi eventuali. Per il resto, le note emesse finora dagli amministratori comunali restano improntate ad un cauto ottimismo: “Quella che stiamo mettendo in campo è una nuova idea di mobilità e di interpretazione del concetto turistico che segna un tangibile cambiamento – ha dichiarato due giorni fa il Sindaco Stefano Minerva rispondendo a muso duro a Federbalneari di Mauro Della Valle –  e non sarà facile farlo accettare o abituarsi subito alla nuova impostazione di litoranea e non ne nascondiamo le difficoltà. Sappiamo che continui miglioramenti possono essere apportati e proprio per questo motivo il confronto continuerà ad esserci magari in una commissione urbanistica che convocheremo in settimana”. Minerva ricorda che “da anni si chiedeva un cambiamento rispetto alle file di macchine, agli ingorghi, all’inquinamento acustico ed ambientale e finalmente questa Amministrazione ha avuto il coraggio di cambiare. Ancora poche settimane e la parte interessata dai lavori sarà consegnata: continueremo a incontrare i balneari di buona volontà che hanno voglia di collaborare (come ha fatto Cna) per risolvere i piccoli problemi organizzativi e per sistematizzare la nuova impostazione della litoranea”. A Della Valle, che ha denunciato un calo degli affari per i gestori dei lidi di quel tratto interessato dal cantiere, il Sindaco ha ribattuto assicurando che “non ci sono problemi di sorta o difficoltà oggettive per raggiungere la spiaggia”. Sembra essere slittata a dopo l’estate infine la rotatoria da realizzare all’altezza dello stadio “Bianco”.

Non ne è proprio convinto Flavio Fasano, capogruppo di “Gallipoli Futura”, per il quale “la strada maledetta, su cui insistono otto lidi, cinque già aperti, ha causato un calo di di presenze rispetto all’anno precedente. “I titolari degli stabilimenti sono costretti a portarsi con le loro auto i sacconi di rifiuti perchè i camion della nettezza urbana non passano. Inoltre – insiste Fasano – il cantiere ancora non è stato ultimato e mancherà comunque qualsiasi forma di illuminazione stradale, come manca la viabilità di servizio per sicurezza, raccolta rifiuti, e per l’approvvigionamento”. E tutto ciò a causa di uno “stravolgimento spaventoso con danni incalcolabili, mettendo a repentaglio l’ormai iniziata stagione turistica”.

 

Gallipoli – Il conto finale del 2017 va, con punte di soddisfazione per la maggioranza del Sindaco Stefano Minerva ed anche con degli impegni da assolvere. L’opposizione di “Gallipoli futura” non va in aula, come annunciato: c’è, ma resta tra il pubblico. I consiglieri Flavio Fasano, Giuseppe Cataldi e il presidente del sodalizio culturale-politico, Luigi De Tommasi, alla fine del Consiglio comunale disertato non rinunciano a ribadire le loro critiche su aspetti tecnici rilevati anche sul Consuntivo in esame (“ma meno gravi di quelli sul piano Tari e preventivo 2018-20” dicono) e su aspetti di contenuto.

Le cose fatte, quelle su cui recuperare L’assessore Dario Vincenti (foto) in chiusura delle sei cartelle di relazione, esprime soddisfazione “per i risultati contabili, amministrativi e politici raggiunti: testimoniano la bontà delle scelte compiute”. Tra i dati positivi mette “un miglioramento della situazione finanziaria dell’ente, rispettosa dei vincoli ed in grado di fronteggiare eventuali situazioni eccezionali o imprevisti di gestione”. I residui attivi, di recente riaccertati a tappeto,  sono aumentati e sono pari a circa 17 milioni, il 63% di essi per crediti di natura tributaria (tassa rifiuti, per lo più). “Va detto che una parte di essi sono stati incassati nel 2018 – ha precisato Vincenti – ma certamente date le dimensioni, s’impone una riflessione dell’Amministrazione per ottimizzare le modalità di riscossione”. La lotta all’evasione fiscale ha dato i suoi frutti in materia di Ici/Imu (400mila euro) e di Tari (650mila), recuperi “al di sopra delle previsioni” con una attività che va dunque proseguita. Capitolo a parte per la tassa di soggiorno: “Il rendiconto fotografa una buona performance (recupero di 70mila euro) ma ancora c’è molto da fare sulla fase di riscossione ordinaria del tributo”. Revisione in corso poi per i beni e i servizi comunali: il 3 aprile l’assessore ha chiesto ai dirigenti una ricognizione per vedere se e dove intervenire in materia di contratti, affidamenti eventuali rinegoziazioni. Per il resto pareggio assicurato, nessun mutuo acceso lo scorso anno, pagati debiti fuori bilancio (per esiti giudiziari) per 260mila euro, il 30% in meno del 2016.”L’Ente ha comunque accantonato una quota di avanzo di Amministrazione in un fondo rischi contenzioso pari a 3 milioni di euro”, ha rilevato Vincenti. Circa i tre rilievo formulati dal collegio dei revisori, l’aggiornamento dell’inventario è stato deliberato giusto ieri dalla Giunta comunale; dei due debiti fuori bilancio al 31 dicembre si provvederà al più presto mentre per la ricognizione del patrimonio comunale, in parte è già avviato come per il mercato del pesce al dettaglio.

“E i programmi? Ne avete? A che punto sono?” L’opposizione ha rimarcato con forza sia dettagli procedurali (“una correzione dell’Organo dei revisori contabili proprio in corso di Coniglio comunale senza che i consiglieri la  votino!, ha esclamato Fasano) sia sui contenuti. “Non c’è stato nessun riferimento allo stato di attuazione dei programma, prove ennesima della incapacità progettuale di questa Amministrazione”, hanno rilevato gli esponenti di Gallipoli futura. Per gli oppositori temi su cui investire invece ce ne sarebbero diversi, tra cui – per esempio – i problemi dei traffico, dei trasporti, dei parcheggi, della mobilità interna ed esterna, per non parlare del piano generale delle manutenzioni  di strade, aree verdi, marciapiedi, parchi, illuminazione. “Occorre – è tato rimarcato da Fasano – uno stanziamento pluriennale per lo studio e la conseguente attuazione delle misure che incidano su questi annosi problemi, invece avete realizzato parcheggi in terra battuta senza illuminazione, servizi, collegamenti”. Oltre a ricordare le disposizioni normative che stabiliscono che viene prima il Consuntivo ’17 e poi il preventivo per il 2018, De Tommasi ha rincarato la dose delle critiche: “Dopo la brutta figura ed i conti ancora in disordine per il bilancio di previsione dove alcune somme a specifica destinazione compaiono nella parte entrata e scompaiono nelle uscite, o almeno compaiono dove non dovrebbero, oggi il quadro si è ulteriormente offuscato con la presenza di errori che ci fanno comunque ulteriormente perdere la fiducia nell’affidabilità dei documenti contabili approvati dalla Amministrazione comunale, e controllati , si fa per dire, dal collegio dei revisori dei conti”.

Gallipoli – “Non ci sono le condizioni per poter collaborare con questa Amministrazione comunale”. “Inizia una protesta civile e democratica contro l’inagibilità democratica nel Comune di Gallipoli”: Cambiano le parole ma il messaggio è simile, sia che lo esprima un adirato presidente dell’associazione, Luigi De Tommasi, sia che lo invii un convinto capogruppo, Flavio Fasano. Al Consiglio del 22 prossimo due sedie quindi rimarranno vuote, quella di Fasano e l’altra del consigliere Giuseppe Cataldi. Non vogliono condividere responsabilità “pesanti”- a seguito di precedenti che risalgono al Consiglio comunale di marzo sul piano economico e finanziario sulla gestione dei rifiuti ed a quello successivo sul bilancio di previsione 2018-20 – con altri conti, riguardanti questa volta il conto consuntivo finale dell’anno 2017.

I tre presunti danni arrecati al Comune e all’Erario Presentatisi con un mucchio di documenti (pareri di revisori e dirigenti del settore, verbali densi di dichiarazioni e controrepliche, raffronti di piani economico finanziari non combacianti, come nel caso della Tari), Fasano e De Tommasi hanno annunciato la denuncia presentata alla Corte dei conti di Bari (procuratore regionale e presidente sezione regionale di controllo), Ispettorato per la Funzione pubblica di Roma, al Ministero economia e finanza di Roma, alla Guardia di finanza nucleo polizia tributaria di Lecce, “tre aspetti di danno erariale”. I presunti illeciti riguarderebbero appunto il piano economico finanziario per il servizio rifiuti 2018 di marzo scorso , il bilancio di previsione e l’organizzazione e il finanziamento della manifestazione del Carnevale 2018. “Questi in estrema sintesi i tre gravi aspetti emersi a carico di quei Consiglieri comunali – Sindaco compreso – che con il loro voto espresso in Consiglio comunale, ignorando volontariamente ogni e qualsiasi approfondimento su quanto i sottoscritti Consiglieri avevano formalmente eccepito – sostengono da GF – hanno realizzato un “falso contabile” e “danno erariale” con la complicità di funzionari e dirigenti nonché con la responsabilità dell’Organo di revisione”. “I documenti parlano chiaro – affermano Fasano e De Tommasi – ed è nostro dovere esporre tutto quanto affinché vengano adottati, con la dovuta urgenza che il caso richiede, i doverosi provvedimenti tesi ad eliminare il “danno” ed a perseguire chi si è reso dolosamente (perché avvertito in tempo!) responsabile di quanto causato alla comunità cittadina”.

Capitolo Rifiuti Oltre ad un “illegittimo” regime di proroghe (quattro), l’accusa è quella di una “incidenza di ben 1 milione 300mila euro in più all’anno (a far data dal 21 novembre 2017 posta come Tari a carico dei cittadini con vantaggio solo per la ditta esecutrice dell’appalto”. “Falsità” o errore grave sarebbe la non corrispondenza tra il piano economico presentato dalla società vincitrice dell’appalto dell’Aro di cui fa parte Gallipoli (pari a 5 milioni 80mila euro) e il piano economico del Comune (4 milioni 560mila euro). “Se fosse già entrato in funzione il nuovo appalto Aro, il costo sarebbe sceso appunto di 1 milione 300ila euro”, è stato spiegato. Circa i 28 addetti in più in attesa di sistemazione affidando loro servizi e incombenze particolari (quindi in aggiunta a quanto previsto dall’appalto, “sono passati due anni e non si è fatto niente: noi eravamo d’accordo e siamo d’accordo”.

Capitolo Bilancio 2018-20 La “peggior situazione in cui io, che ho una esperienza ormai quasi quarantennale, mi sia trovato” sarebbe costituita dal bilancio di previsione per quest’anno, ha rilevato Fasano che, insieme al presidente De Tommasi, non ha lesinato valutazioni negative circa il dirigente dell’ufficio che se ne occupa. La “mostruosità” sarebbe rappresentata dalle somme che ruotano intorno al Piano sociale di zona, qualcosa di “impossibile da non denunciare”: “Ben 356.954 euro di somme a destinazione vincolata (piano sociale di zona, ndr) sono state impropriamente destinate a “spese correnti” e ciò pone gravissimi dubbi sulla “fedeltà” di questo bilancio”. Il dirigente, durante il Consiglio comunale, ha fatto riferimento “ad una fase in cui stiamo chiudendo la programmazione 2014-16” con proroga nel 2017: “L’anno prossimo, con la programmazione 2018/2020 o forse appena verrà approvata, ci sarà l’entrata, una variazione complessiva derivante dall’approvazione del nuovo piano di zona 2018/2020 che mi dicono che è in cottura”, Il dirigente ha aggiunto che alcuni Comuni non stanno corrispondendo le somme dovute; c’è inoltre un Comune in dissesto (Melissano) Questa risposta ha convinto Sindaco e consiglieri di maggioranza ma non l’opposizione che adombra il reato di falsità in atti pubblici.

Capitolo Carnevale 2018  “Non abbiamo niente contro le associazioni, anzi; ma proprio perché le rispettiamo, vorremmo che tutto si svolgesse in modo trasparente e serio”: con questa premessa Fasano ha aperto un altro capitolo spinoso per il Comune, a suo dire. La tassa sulle affissioni “affidata” all’associazione per il Carnevale gallipolino sarebbe del tutto illegittima e “ad ogni modo, è impossibile delegare ad una associazione la riscossione di una tassa come quella per la pubblicità e il suolo pubblico: si volevano dare 40mila euro al Carnevale” Lo si poteva fare senza fare giri fuori dalle norme”.  “Succederà lo stesso per la festa di Santa Cristina”, ha chiosato De Tommasi. “Siamo di fronte ad una palese incapacità politica del Sindaco, degli assessori che si è scelto e dei variegati e saltellanti suoi consiglieri comunali. Ad una Amministrazione che si autodefiniva eccezionale, avremmo preferito una Amministrazione semplicemente normale”, la chiusa ironica infine di Fasano.

 

 

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Gallipoli – Il caso della storica scuola del centro storico “Santa Chiara” che rischia di chiudere per mancanza di bambini (appena nove per la prima classe) ha tenuto banco, in apertura, della conferenza stampa indetta da “Gallipoli futura” sui conti comunali e su altri argomenti spinosi. Il fuoriprogramma è stato imposto dagli ultimi eventi riportati dalla cronaca cittadina, con i genitori allarmati e con gli amministratori di via Pavia, l’assessore Silvia Coronese in particolare, in campo per cercare di trovare difficili vie d’uscita. Non si sono pronunciati sui possibili sviluppi o  eventuali deroghe che spettano alle autorità scolastiche i consiglieri comunali Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi, al tavolo con il presidente Luigi De Tommasi. Hanno puntato l’indice, durante l’incontro con i giornalisti e con numerosi loro sostenitori, sui diversi progetti e non del tutto coerenti tra loro che si sono susseguiti intorno all’edificio di via De Pace, nel cuore della città vecchia, a cominciare dal piano integrato di rigenerazione urbana risalente alla Giunta Francesco Errico (2014) con un cambio di destinazione d’uso e di ristrutturazione edilizia della scuola per consentire la creazione di aloggi-parcheggio. Poi nel febbraio 2017, Sindaco Stefano Minerva secondo la ricostruzione fatta dal capogruppo Fasano, ecco un altro progetto chiamato “Ricominciamo dal centro storico” che introduceva delle “integrazioni” al precedente piano con un protocollo d’Intesa con i Comuni di Alezio e Tuglie e come obiettivo il Por sulla rigenerazione urbana sostenibile; altra tappa in luglio (avviso pubblico per intervento di riqualificazione per edifici scolastici) e poi lo scorso 19 gennaio è stata deliberata la partecipazione ad un bando del Miur (Ministero istruzione ricerca università)  per ottenere finanziamenti da utilizzare per i lastricati solari della scuola.

“L’Amministrazione comunale deve dirci una volta per tutte che cosa intendere fare della scuola di Santa Chiara – ha attaccato Fasano – perché non sempre chiedere e magari ottenere finanziamenti è indice di efficienza e di lungimiranza. Semmai il contrario”.

Gallipoli – Tredici voti a favore, quattro contrari: il Consiglio comunale ha approvato questa mattina il bilancio che prevede entrate, uscite, servizi e opere per il 2018. Ma ci sono volute due interruzioni dei lavori per consentire ai revisori dei conti di verificare alcuni dei tanti rilievi mossi – con cinque “domande” allegate e precedenti l’intervento vero e proprio – dal capogruppo di “Gallipoli Futura” Flavio Fasano.

I numeri e gli obiettivi nella relazione dell’assessore Vincenti Davanti ad una platea piuttosto nutrita, a Palazzo Balsamo si è consumato l’ultimo scontro (ma solo in ordine di tempo) tra la maggioranza di Stefano Minerva e gli oppositori : ai due “storici” Fasano e Giuseppe Cataldi (GF), si sono aggiunti Sandro Quintana e Stefania Oltremarini (Fitto). L’assessore Dario Vincenti ha relazionato sul documento programmatico 2018-20 a cominciare dal piano delle alienazioni in cui campeggia ancora (nonostante i tentativi di vendita infruttuosi già fatti) l’ex Casa del fanciullo di lungomare Galilei. Il prezzo è sempre fissato a 2 milioni 700mila, come definite restano le destinazioni dell’eventuale vendita. Tra le entrate che seguono “il trend storico degli esercizi precedenti”, vi è anche quella della tassa di soggiorno a 400mila euro.  da destinare a servizi turistici, eventi e arredi urbani. I proventi da multe e contravvenzioni del codice della strada serviranno a potenziare la segnaletica stradale (100mila euro), ad interventi straordinari sulle strade cittadine (370mila euro), agli automezzi della Polizia municipale. Circa le opere pubbliche che l’Amministrazione vuole realizzare entro quest’anno ci sono la ristrutturazione e riqualificazione degli edifici scolastici di Santa Chiara (centro storico) e via Milano. il lungomare Marconi secondo il progetto già redatto dalla precedente Amministrazione; loculi cimiteriali per 850mila euro. Entro l’anno il governo cittadino punta anche ad avere il progetto definitivo del centro sportivo polifunzionale in modo da entrare nella fase esecutiva nel ’19. Della “spesa sociale” Vincenti ha ricordato i 3 milioni e mezzo a disposizione dell’Ambito sociale di cui Gallipoli è capofila e l’obiettivo di fare del’ex Ceduc una struttura socio-residenziale per minori e anziani. “Mi preme sottolineare – ha affermato l’assessore – gli sforzi compiuti nel tentativo di finanziare e risolvere annose problematiche come la manutenzione delle strade, il problematico fenomeno di Baia verde (gli allagamenti,  ndr), il rifacimento della segnaletica stradale e la manutenzione del territorio, a cominciare dalle periferie”.

Il “sì” di Piro: accolto il suo emendamento per la Scuola di Medicina In aula sono arrivati sei emendamenti al bilancio, tre di Quintana, due di Gallipoli Futura e uno di Vincenzo Piro: suo l’unico emendamento accolto dalla maggioranza con Quintana astenuto e contrari Fasano, Cataldi e Oltremarini. “Abbiamo un traguardo da raggiungere grazie alla collaborazione della Facoltà di Medicina di Bari e del prof. Rosario Polizzi ed ora abbiamo fatto un altro passo con un impegno in bilancio – ha detto Piro – per il resto debbo ammettere che la “risvolta” (noto slogan usato da Minerva in campagna elettorale, ndr) non c’è stata ancora”.

Fasano: “Tagli di spese immotivati e aumenti di entrate gonfiati, come quelli dalle multe” Il rinvio con il ritiro del Bilancio non c’è stato ma la sospensione dei lavori per interpellare i revisori dei conti sui rilievi sì: Fasano ha fatto le pulci ai numeri, rilevando cifre che – a suo dire – non erano veritiere ed attendibili. “Il caso della Tari è quello più emblematico, la spesa è addirittura in chiaro contrasto con il contratto in essere con la ditta fornitrice del servizio – ha affermato il capogruppo di GF – stiamo pagando per i rifiuti solidi urbani circa 1 milione 300mila euro in più del dovuto; 412mila euro al mese invece dei 320mila previsti dal contratto approvato dall’Aro (Ambito rifiuti ottimale, ndr)”. Altri aspetti non hanno convinto per niente Fasano come l’incasso previsto per l’Imu  “aumentato senza giustificato motivo di 250mila euro” o la Tari “aumentata di 113mila euro”. Tagliate anche di 163mila euro le rette per ricoveri dei minori. “Avete diminuito le spese per l’acqua  – ha proseguito Fasano – e avete però raddoppiato le indennità di carica ed i gettoni di presenza dei consiglieri. Sono diminuite le spese legali per liti di 847mila euro eppure il trend storico lo avrebbe assolutamente sconsigliato”. Da qui la conclusione: Colleghi consiglieri, a fine anno saremo pieni di debiti fuori bilancio e non avremo soldi per farvi fronte anche perchè, carte alla mano, il capogruppo della minoranza ha fatto l’esame dei proventi per infrazioni al codice stradale: previsti incassi per 3 milioni 175mila eur; di wusta somma il 42,44% – ha sostenuto Fasano – se ne va per incassare quei soldi; un altro 27,56% se ne va per manutenzione delle attrezzature e per il personale; rimane solo il 30%della somma originaria, vale a dire “appena un milione”.

 

 

 

Gallipoli – Torna a riunirsi, dopo la seduta di fine marzo, il Consiglio comunale di Gallipoli. Il suo presi dente, Rosario Solidoro (foto a sinistra, il suo vice è ora Vincenzo Piro, dopo le dimissioni di Sandro Quintana) ha reso noto che la riunione si terrà il 19 aprile prossimo alle 8,30 in prima convocazione per deliberare su sette argomenti. Tra i quali spiccano il bilancio di previsione del triennio 2018-20, il Documento unico di programmazione (Dup) collegato al bilancio ed il ripiano dei debiti fuori bilancio. Si prenderanno decisioni inoltre sui costi di urbanizzazione delle aree a parcheggio e sul piano per le valorizzazioni ed alienazioni immobiliari.

Ma a garantire il pepe alla seduta consiliare sarà molto probabilmente l’interrogazione n. 43 del 30 marzo scorso con cui il Sindaco Stefano Minerva ha intimato l’apertura al pubblico delle aree dopo la Baia verde utilizzate a parcheggi durante la stagione estiva, in parte private. L’ordinanza, i cui effetti si sono concretizzati solo il 2 aprile, giorno di Pasquetta, era stata subito messa nel mirino dai consiglieri di “Gallipoli futura”, Flavio Fasano (foto a destra) e Giuseppe Cataldi, i quali vi avevano rilevato alcune imprecisioni di carattere normativo e delle lacune sostanziali: era stato preventivamente informato il prefetto,? A chi era indirizzata l’ordinanza? Perchè quel ritardo nella sua esecuzione? Per i due consiglieri di opposizione l’atto era dia ritenersi nullo “perché privo dei requisiti essenziali che un provvedimento eccezionale, com’è una ordinanza,deve avere, comporta l’obbligo risarcitorio (verso i proprietari di quell’area, ndr) oltre a risvolti di natura penale”. Poche ore dopo l’interrogazione con risposta scritta, era infatti arrivata la denuncia querela della società “Meridiam” di Casarano e del’amministratore Angelo Marrella, casarense anche lui.  I denuncianti non contestano le motivazioni (gran traffico, esigenze di prevenire pericoli per l’incolumità pubblica), quanto le modalità ed i presunti danni operati da persone che avrebbero divelto sei cancelli e messo fuori uso gli impianti di videosorveglianza.

Gallipoli – Assolti perché “non c’è prova che il fatto costituisca reato” il presidente di “Gallipoli futura” Luigi De Tommasi e il consigliere comunale dell’associazione omonima Giuseppe Cataldi: lo ha stabilito il giudice dell’udienza preliminare davanti al quale si è svolto il processo col rito abbreviato. Esulta il capogruppo di “Gallipoli futura” Flavio Fasano: “Non costituisce alcuna diffamazione l’aver presentato una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Emanuele Piccinno, chiedendone la revoca del mandato da parte del Sindaco e che invece resta in carica pur avendo un giudizio penale in corso per reati gravi”, scrive Fasano in una nota. “Un sentito e meritato grazie esprimo – prosegue il capogruppo – al collega Giampiero Tramacere che da par suo ha saputo porre, anche nel giudizio, la centralità della questione morale quale ineludibile impegno per una forza politica che dinanzi a questioni come quella per cui è causa, non può restare silente”. Fasano auspica quindi che il Sindaco adesso “sappia trarre le debite conseguenze nell’interesse della cittadinanza e delle stesse istituzioni”.

Il fatto risale a fine marzo di un anno fa. A seguito di notizie di stampa e di dichiarazioni dell’associazione politico-culturale prima citata, si era acceso un caso, con l’assessore Piccinno accusato di essere coinvolto in una inchiesta in cui si ipotizzavano reati di stampo mafioso. “Gallipoli futura” aveva quindi deciso di presentare una mozione di sfiducia con l’obiettivo di far decadere da assessore Piccinno, non senza travagli interni circa l’opportunità o meni di un simile passo. La mozione infatti era stata dapprima presentata, poi emendata, infine ritirata. Ma tutto ciò non era bastato all’assessore, il quale aveva querelato i rappresentati e i firmatari della mozione nonchè i responsabili di un durissimo comunicato sulla vicenda giudiziaria. Il diretto interessato a Piazzasalento.it aveva dichiarato: “La gogna mediatica sui sono stato sottoposto è stata micidiale per cui mi dispiace ma non posso passarci sopra. E se anche la mozione è stata adesso del tutto ritirata con una lettera al presidente del Consiglio comunale a firma del capogruppo Giuseppe Cataldi, per me non cambia nulla: il presidente dell’associazione Luigi De Tommasi e il consigliere Cataldi saranno chiamati a rispondere davanti al giudice per quello che hanno fatto”. Piccinno aveva nominato due legali a sua difesa, gli avvocati, Ferilli e Massari: “Gli estensori di quel comunicato stampa – aveva concluso Piccinno – non potevano non sapere che non ho ricevuto alcun rinvio a giudizio per reati mafiosi e che sono solamente indagato per una slot machine portata nel mio esercizio e risultata irregolare; un reato da contravvenzione”. Ma lo scontro, a quanto pare, non finisce qui.

Gallipoli – Non si sa, al momento, se i proprietari dell’area a sud della Baia verde adibita a parcheggi durante l’estate, adiranno davvero le vie legali contro l’ordinanza del Sindaco Stefano Minerva, che li ha obbligati ad ospitare gli automezzi dei vacanzieri durante lo scorso fin settimana. Quel che è certo che quella decisione del primo cittadino, presa venerdì 30 marzo e pubblicata il giorno successivo, è diventato già un caso politico. Con ironia che a tratti diventa sarcasmo, il gruppo consiliare di “Gallipoli futura” ha presentato oggi una interrogazione urgente con richiesta di risposta scritta e di inserimento tra i temi da trattare nel prossimo Consiglio comunale.

Le firme dei consiglieri Flavio Fasano e Giuseppe Cataldi chiudono un documento lungo più di quattro pagine. Si parte con un appunto di natura tecnica: l’articolo da citare per l’ordinanza “contingibile e urgente” non sarebbe il n. 50 (da evocare in condizioni di emergenza sanitaria e di igiene pubblica) bensì il 54, sempre del decreto legislativo n. 267 del 2000. In questo passaggio normativo il Sindaco, in quanto “ufficiale di Governo”, può adottare “atto motivato” per prevenire ed eliminare “gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana”. Ma. fanno notare Fasano e Cataldi, questo articolo prevede che “preventivamente deve essere informato il prefetto”: è stato fatto?, è la domanda conseguente. Al Sindaco si chiede quindi di indicare “la natura giuridica dell’atto emanato” ed inoltre se è a conoscenza che l’emanazione di un atto nullo – si scrive nella interrogazione – perché privo dei requisiti essenziali che un provvedimento eccezionale, com’è una ordinanza,deve avere, comporta l’obbligo risarcitorio (verso i proprietari di quell’area, ndr) oltre a risvolti di natura penale”. A chi era comunque indirizzata l’ordinanza “quale la controparte cui intimare l’apertura dei cancelli?”- Infine “come mai l’1 aprile non si è proceduto a eseguirla? Chi ha omesso il rispetto di un ordine da lei impartito?”.

Com’è noto, l’accesso ai parcheggi è stato possibile solo il 2 aprile, pasquetta, e con una ditta che ha operato la rimozione dei lucchetti, come ricostruito da Piazzasalento.it in un precedente articolo, in cui si racconta del braccio di ferro tra proprietari della ex “Praja del Sud” e Comune. “Mi sono assunto tutte le mie responsabilità – ha dichiarato ieri Minerva – dando il via libera sulla litoranea che ha permesso ai lidi  di lavorare e alle persone di usufruire dei servizi senza disagi”.

Gallipoli – Questione teatro Garibaldi chiuso e mancata stagione teatrale a Gallipoli, nuovo capitolo. Dopo gli articoli di Piazzasalento.it in cui le compagnie locali hanno espresso il loro rammarico per la mancanza di una stagione teatrale comunale, dopo l’ultima messa in scena della quarta e ultima stagione nel maggio 2016. Quella chiusura, come si ricorderà, nel novembre dello stesso anno, fu seguita dalla notizia che il teatro sarebbe stato chiuso per poche settimane per problemi di inagibilità riguardanti una uscita di sicurezza. Da lì in poi l’antico luogo di spettacolo è rimasto off limits fino ad oggi, col Sindaco che ha rimandato la palla ai Vigili del fuoco e con l’annuncio di una raccolta firma per chiederne la riapertura. L’argomento è infine giunto all’attenzione del Consiglio comunale. E’ del 20 marzo infatti un’interrogazione consiliare “Sulla concessione provvisoria in uso immobile comunale. Atto di indirizzo” riguardante i locali adiacenti il Teatro Garibaldi (destinati, si legge nell’interrogazione, ad uscita di sicurezza ed altra utilizzazione per il teatro”), firmata dai consiglieri Flavio Fasano, capogruppo di “Gallipoli futura”, e da Giuseppe Cataldi, presentata con allegato l’articolo di Piazzasalento.it del 19 marzo “Gallipoli e la stagione teatrale che fu”.

“Ritirate quella delibera di concessione” L’interrogazione contesta una “delibera di indirizzo” risalente a quattro giorni prima, datata 16 marzo e pubblicata sull’albo pretorio del Comune il 19 marzo, con la quale Sindaco e Giunta hanno deciso di cedere in uso proprio quei locali accanto al teatro Garibaldi (in via provvisoria e per un massimo di due anni), alla ex Lega Bottai, che ne avevo fatta richiesta il 21 febbraio 2018 con la firma di Luigi Tricarico, al canone annuo di 270 euro. Nell’interrogazione, oltre a mettere in dubbio la natura di “indirizzo” della delibera, definita invece un “provvedimento finito”, sl richiedeva l’immediato “annullamento in autotutela” della “illegittima concessione” in uso dei locali di via Garibaldi 10 (l’ex tabacchino) in quanto, “dato che fanno parte del Teatro stesso, sono da considerare beni demaniali e non patrimoniali e non tocca alla Giunta compiere atti di gestione, anche perché tale delibera non contiene i pareri della regolarità tecnica da parte del dirigente del Demanio e patrimonio né di regolarità contabile da parte del Dirigente di ragioneria”. Si legge inoltre nella stessa interrogazione che la deliberazione “è illegittima in quanto contraddittoria rispetto alle finalità del bene demaniale in se ed anche rispetto al “Verbale di consegna del dicembre 2016”, con il quale il locale è stato consegnato al Comune in via anticipata rispetto alla scadenza contrattuale dal precedente affittuario. “Ci risulta infatti – scrivono Fasano e Cataldi – che la dirigente del Servizio, dottoressa Maria Teresa De Lorenzis, rilasciò ricevuta della consegna delle chiavi e dispose che il locale venisse ripulito per il conseguente ripristino dell’uscita di sicurezza del Teatro Garibaldi”. Si chiede di sapere infine le vere cause che impediscono l’utilizzazione del teatro.

La risposta del Sindaco Minerva La risposta del sindaco Stefano Minerva non è tardata ad arrivare, pubblicata sul sito del Comune e ribadita durante l’ultimo Consiglio comunale: “Strumentalizzare gli anziani per attacchi politici è sinonimo di cinismo ed insensibilità – ha affermato il Sindaco – e ricevuta l’interrogazione da parte del gruppo consiliare di Gallipoli Futura, ho subito colto la speculazione che vi è dietro questo gesto: anzitutto, dispiace già contraddire il primo punto. Confermo la natura della delibera come un atto di indirizzo, poiché tale è: non vi è nessun impegno definitivo sulla questione. Ad ogni modo, per coloro che abbiano la memoria corta, ricordo che gli ex-soci della Lega Bottai hanno collaborato in maniera attiva con il Comune: quando infatti, lo scorso anno è stato chiesto loro di liberare la sede per permette agli abitanti del centro storico (e ad i suoi turisti) di disporre di un centro di primo soccorso, la loro disponibilità è stata massima”. Rimasta infatti senza un luogo di ritrovo dalla scorsa estate, la storica associazione degli ex bottai aveva chiesto un altro luogo al Sindaco con la promessa, da parte dello stesso, che sarebbe stata vagliata un’alternativa. “Ignorare questo aspetto – conclude Minerva- è molto grave per un duplice motivo: con questo attacco trasversale si colpisce una parte della città che è un patrimonio essenziale e indispensabile per noi tutti. Gli anziani, ex soci della Lega Bottai, sono parte della comunità, memoria storica e una risorsa per tutti. Chi non lo riconosce, chi lo dimentica e chi strumentalizza una questione così delicata, dovrebbe solo riflettere sulle proprie parole e vergognarsi.” Su facebook intanto, sulla bacheca pubblica del consigliere Sandro Quintana, rivolto ad un altro consigliere, Caterina Fiore, si legge: “Spiega a mia sorella come mai vi lascia un locale due anni prima per il Garibaldi e voi lo destinate a gioco…”.

Gallipoli – Hanno fatto irruzione con clamorosi botti, più o meno, sulla scena politica provinciale e, fiutando il clima generale come cani di razza, hanno cercato di dare una spallata decisiva al sistema dei partiti, ai gruppi dirigenti che si autoperpetuano, alla “vecchia politica”. E sembrava fatta.

La primavera del 2016, tinta di “amori” trasversali. Il 2016 è apparso l’anno che aveva spalancato loro le porte definitivamente: uno, nella sorpresa generale, aveva conquistato Nardò, il secondo centro della provincia, con “Andare Oltre”; l’altro aveva sfiorato l’impresa a Gallipoli, sfumata per una manciata di voti, con “Gallipoli Futura”. A urne appena richiuse, entrambi avevano lasciato intendere quali erano gli obiettivi a breve termine, annunciando obiettivi ambiziosi, a tratti visionari; l’”ultrapolitica” alla conquista del “Sistema” ormai moribondo; una rete di liste autonome nell’intera Puglia.

Alla conta di questi giorni, rinviata “buona la prima“. Ma, a liste definite e pubblicate, quel “buona la prima” scritta a pieno titolo nella primavera del ’16, è diventato “andrà meglio la prossima” per entrambi. Forse. Giuseppe Mellone, ispirato dal pensiero di Pino Rauti (Msi), ultima fase, definita appunto “Andare oltre”, ha dovuto ufficialmente ammainare bandiera e, dopo aver fatto affiggere grandi manifesti e immortalato l’impegno con foto di gruppo a sostegno della sua fedele assessora, Maria Grazia Sodero, nella lista con la Lega Nord di Salvini, ha dovuto annunciare che il movimento non sarà della partita.

Non è bastato il radiamento a tappe forzate per AO. Eppure gli animatori di AO ce l’hanno messa tutta per arrivare all’appuntamento che conta, quello col Parlamento, con le carte in regola: apertura di sedi o individuazione di “referenti locali” in “circa venti realtà”, da Lecce a Maglie, a Neviano, a Roma Sud persino; esponenti nelle Amministrazioni comunale di Lecce (vicesindaco). Galatina (Sindaco), Alezio (consigliere di minoranza), Squinzano (vicesindaco), un consigliere provinciale; addirittura un “Manifesto dell’Idea” e “sottoscritto da 60 amministratori locali” dicono in una delle tante note con cui fanno sentire – giorno dopo giorno quasi – la propria presenza.  Ma i “soliti politici” non se la sono bevuta, anche se AO aveva strizzato l’occhio al M5S (“L’apertura di Luigi Di Maio alle forze civiche non può che farci piacere”, parole di Giancarlo Erroi, coordinatore provinciale) agli inizi di gennaio; quell’ammiccamento evidentemente era rimasto lì, non colto come desiderato dai proponenti. Che, col passare del tempo e senza stringere nulla in mano, si sono pure pubblicamente rammaricati, tanto da scrivere a fine gennaio: “Sono passati due mesi dalla lettera aperta rivolta dai principali movimenti civici del territorio ai partiti e ai movimenti nazionali in vista delle Politiche del 2018, per chiedere un coinvolgimento dei territori nella scelta dei candidati di collegio, ma ad oggi questa richiesta non è stata presa nella dovuta considerazione”. I referenti dei partiti “non ascoltano le istanze di cambiamento che soffiano ormai in tutta la Nazione”. Compreso il Pd di Michele Emiliano, che da presidente della Regione aveva raccolto un gruppo consiliare di due elementi e pubblici apprezzamenti da Mellone, giustificati da quest’ultimo ai melloniani più recalcitranti come “armoniose convergenze” su fatti e progetti utili per la città.

Come voterà adesso AO? Poi, a pochi giorni dalla presentazione delle candidature, ecco la svolta con Salvini, che poi svolta non era. Si dice che Salvini e i suoi abbiano subdorato un tasso di strumentalità (fare da taxi) evidentemente non sopportabile. Cosa farà ora la “comunità militante” di AO? Di certo i corteggiatori in queste settimane non mancheranno, allettati dal loro consistente patrimonio di voti e, considerata la voglia di protagonismo di AO, non è da escludere qualche sorpresa con annessa indicazione di voto più o meno esplicita (ma correndo il rischio di scontentare qualche alleato). Del resto, senza accordo con i tanto vituperati partiti nelle comunali 2016, la conquista di Palazzo Personé non si sarebbe realizzata.

Una parabola analoga a Gallipoli. Sempre in riva allo Jonio, un po’ più a sud, sia pure con meno enfasi e comunicazione assillante si è manifestata e definita un’altra parabola, sempre a partire dalle votazioni comunale di metà 2016. Qui “Gallipoli Futura” trae il nome da un libro scritto da Flavio Fasano alla fine degli anni in cui era stato Sindaco con maggioranze di centrosinistra. E in piena campagna elettorale lancia l’idea di una rete autonomistica che abbracci l’intera Puglia”. Poiché “le associazioni civiche nascono con peculiarità localistiche ma possono essere riunite in un movimento sostenuto in un progetto politico di cui chiedere l’attuazione con la forza delle idee che maturano dal basso”.

“La Puglia come laboratorio di una rete civica”. A stretto giro di posta gli aveva risposto l’ex parlamentare di An ed assessore regionale Rosario Polizzi, in qualità di cattedratico dell’Università di Bari, anche lui a capo di un movimento civico barese e convinto dalla prospettiva unitaria regionale. “Per restituire alla Puglia – aveva detto in occasione di una manifestazione cultural-gastronomica – il ruolo di laboratorio politico declinato in passato in varie forme”. Entrambi, Fasano e Polizzi, aveva annunciato in tempi ragionevoli una “grande convention di forze civiche”. Il tema aveva fatto capolino in qualche comunicato da allora ad oggi ma senza novità rilevanti. Che sono giunte in questi giorni con un ordine del giorno sull’atteggiamento da tenere davanti alla scheda elettorale. Che farà GF? Voterà? E se sì, per chi?

Le indicazioni di voto di GF per il Parlamento. In un documento approvato dal direttivo guidato da Luigi De Tommasi, dal gruppo consiliare, digli attivisti riuniti in assemblea si stabiliscono quattro punti di fondo. Nel primo si richiama la genesi di GF “costruita col coinvolgimento diretto dal basso”, in nome del “popolo sovrano” e “rifuggendo da logiche di interesse e di potere”. Nel secondo punto si stigmatizza la legge elettorale definita “obbrobriosa”, senza “diritto di scelta” da parte dell’elettore; la perdurante centralità degli “apparati di partito vecchi e nuovi” per privilegiare “l’autoconservazione dei vecchi gruppi dirigenti” che fa venir meno “ogni principio di democrazia partecipata”. Ad uno scenario che “non lascia presagire nessuna prospettiva di rilancio e di sviluppo economico e sociale per questo nostro  Salento“, GF aggiunge il necessario superamento di un partito o di una coalizione del 40%, limite che “fa già aprire scenari di inciuci e trasformismi”, per poi concludere: “Si delibera di proporre ad iscritti ed attivisti di andare comunque ad esercitare il più importante diritto democratico, il voto, lasciando però libertà di scelta, non ultima la scheda bianca, come palese protesta democratica contro questa partitocrazia”. Naturalmente, anche a Gallipoli adesso c’è da aspettarsi tentativi di abboccamenti con gruppi di elettori “in libertà” da qui al 4 marzo. Con esiti tutti da valutare. Dopo.

 

 

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