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Gallipoli – Giovedì Santo: Gallipoli si prepara a vivere la Pasqua con quattro giorni di intensa devozione. La città si ferma per partecipare ai riti pasquali che qui  hanno un sapore particolare grazie anche ad una partecipazione ancora popolare. Lo sanno bene anche tanti turisti che, oltre che per godere dei primi slanci di primavera, ogni anno giungono per immergersi in questo spirito di solenne contemplazione dei Misteri. Gli appuntamenti cominciano oggi nel pomeriggio con la messa in Coena Domini celebrata in tutte le parrocchie. Al termine della celebrazione, centinaia di persone, cittadini, locali e turisti, si recano nel centro storico per ammirare e adorare gli altari della reposizione, i cosiddetti “Sepolcri”. In pellegrinaggio si recano anche tutte le confraternite – ben nove nella città vecchia ed una nel borgo – che si alternano per le viuzze tra suoni di “trozzula”, inni e preghiere. Gli altari possono essere visitati fino al mezzogiorno del venerdì. Poi, dopo l’ora sesta, sempre di venerdì, cala il silenzio e ci si prepara alla celebrazione dell’ora nona; in alcune chiese si svolge la meditazione delle “sette parole” i passi del vangelo che narrano i misteri di Gesù o si celebra la “Messa sciarrata” una liturgia antica e particolare per rendere omaggio alla Croce. Dalle 17 il momento più atteso: nel centro storico presso la Chiesa del Crocifisso, guidata dall’omonima congrega e da quella di Santa Maria degli Angeli,  inizia la Processione dei Misteri, che prosegue verso la Cattedrale dove si tiene la celebrazione della Passione di Cristo presieduta dal Vescovo Monsignor Filograna; a seguire il corteo  si snoda per le vie della città; prevista una sosta alle 22 presso la parrocchia di San Gerardo Maiella e rientro intorno all’una e trenta di sabato. Dalle ore 3 prende vita la Processione della Desolata portata in pellegrinaggio per la città fino al mattino quando,  intorno alle 12,  presso la chiesa della Purità, migliaia di persone attendono il toccante “incontro” tra il simulacro della Vergine e quello dell’Urna di Cristo. Il giorno di Pasqua a mezzogiorno il rito dello sparo della “caremma” che saluta l’austerità della Quaresima. Per l’occasione non si potrà accedere in auto nel centro storico:  oggi dalle ore 19 alle 24,  venerdì dalle 17 al termine della processione, sabato dalle 7  alle 14. Da oggi a lunedì 2 sarà però consentito il parcheggio libero e gratuito presso l’area portuale. (foto di Franco Mantegani, Processione dei Misteri)

Gallipoli – In vista dell’Immacolata e in particolare per il giorno della vigilia, gli uffici comunali modificano  gli orari di apertura al pubblico: con un’ordinanza del 30 novembre il Sindaco Stefano Minerva, su richiesta delle organizzazioni sindacali, ne ha disposto la modifica temporanea, lasciando però invariati i servizi “Stato civile” e “Polizia locale”. Questi gli orari di apertura al pubblico nella settimana che va dal 4 al 9 dicembre:  da lunedì a venerdì (escluso martedì) dalle 10 alle  13; mercoledì dalle ore 15,30 alle 17,30. In buona sostanza, salta l’apertura pomeridiana di giovedì (vigilia dell’Immacolata), che viene anticipata al mercoledì. Dall’11 invece si riprende con l’orario consueto: dalle 10alle 13 dal lunedì al venerdì, esclusi martedì e giovedì) e dalle 15,30 alle 17,30 il giovedì. L’aria di festa e le tradizioni familiari legate alla viglia dell’Immacolata sono così salvaguardate.

Il vescovo Filograna nella veglia ecumenica a Tuglie tra il pastore della chiesa evangelica luterana di Bari Christian Günther, a sinistra, e il sacerdote ortodosso di Lecce, Florin Cârlig

Il vescovo Filograna nella veglia ecumenica a Tuglie tra il pastore della chiesa evangelica luterana di Bari Christian Günther, a sinistra, e il sacerdote ortodosso di Lecce, Florin Cârlig

NEVIANO. Mentre nel mondo le tensioni e i conflitti crescono ogni giorno di più, nella chiesa di Papa Bergoglio c’è invece aria di disgelo: si dialoga e si prega anche insieme alle altre Chiese. Dopo 500 anni di anatemi e scomuniche reciproche, è tornato, infatti, il sereno tra cattolici e luterani. A conferma di ciò, il 28 gennaio la chiesa dei Santi Medici ospita la tavola rotonda sul tema “Martin Lutero tra Riforma e dialogo ecumenticoˮ promossa dall’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso diretto da don Salvatore Cipressa. L’incontro, si tiene nell’ambito della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che ha per tema “L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione”. Preceduti dai saluti del vescovo Fernando Filograna e di don Salvatore Cipressa, si confronteranno Bruno Gabrielli, pastore della chiesa evangelica valdese di Taranto, Grottaglie, Brindisi e diaspora, e Rossella Schirone, docente di ecumenismo presso l’Istituto superiore di scienze religiose di Lecce.

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RACALE. “L’Avvento su Whatsapp” è un cammino di formazione e informazione spirituale che, dopo il successo e l’entusiasta partecipazione dello scorso anno, guiderà ancora una volta la gioventù racalina durante tutto il tempo d’avvicinamento al Santo Natale. L’interrogativo tematico dell’iniziativa è “E tu gli farai posto?”, esplicitandone in modo chiaro il fine prioritario: sfruttare il social per eccellenza al fine di preparare la via al Signore che viene. La Pastorale giovanile, infatti, coordinata da Andrea Santantonio – nonchè Responsabile “Giovani” dell’Azione Cattolica della parrocchia “San Giorgio Martire” – ha confermato l’appuntamento con l’invio, nelle domeniche d’Avvento, di una nota vocale su Whatsapp da parte di un sacerdote, che fornisce la propria riflessione sul Vangelo del giorno. «Siamo al secondo anno di questa bella esperienza che ci fa sperimentare la bellezza del portare la Parola in ogni angolo e luogo del mondo – spiega Andrea – I social sono ormai dei luoghi che noi cristiani dobbiamo vivere ed evangelizzare consapevolmente». I sacerdoti coinvolti sono: don Alessio Sestili, don Pasquale Fabbiano (foto), don Totò Tundo, don Tony Drazza (foto) e don Dario Donateo.

Azione cattolica TUGLIETUGLIE. Continua l’impegno dell’Azione cattolica (foto) nella comunità parrocchiale di Tuglie tra incontri formativi, momenti di preghiera, attività nei vari gruppi e pellegrinaggi. L’associazione locale, guidata spiritualmente da don Francesco Martignano e presieduta da Anthony Toma, segue quella che è la linea spirituale e formativa a livello nazionale, guidata da Matteo Truffelli, e che rimane, ancora oggi, la più antica, ampia e diffusa tra le associazioni cattoliche laicali d’Italia. Nei giorni scorsi, il gruppo di Tuglie ha vissuto un momento molto importante per la vita associativa. “Misericordiosi come Te” è stato il nome dato alla due giorni di sabato 29 e domenica 30 ottobre che hanno vissuto i vari gruppi di Azione cattolica, il cui momento clou è stato il passaggio verso la Porta Santa del Santuario dedicato alla Ma- donna della Coltura di Parabita. Il momento di festa e di condivisione è iniziato presso la chiesa di San Giuseppe, nel centro storico di Tuglie, con le confessioni di tutti i tesserati.

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gallipoli-cattedrale-con-vicesindacoGALLIPOLI. Ci siamo. L’avvio di un rapporto che si spera rappresenti un arricchimento dell’offerta turistica di Gallipoli e dell’intero arco jonico, eccolo qui. Dal 21 al 26 novembre, proprio a Gallipoli, si riunirà il coordinamento nazionale dell’Opera romana pellegrinaggi, Si tratta di circa duecento persone tra “opinion leader” e “influencers”, oeganizzatori e promotori di pellegrinaggi con animatori pastorali, assistenti spirituale e collaboratori della poderosa macchina rappresentata dall’Opera Pellegrinaggi. Su iniziativa del Gal Terra d’Arneo, di cui fanno parte adesso anche Gallipoli insieme a Galatone ed Alezio, il vicepresidente dell’Orp, mons. Liberio Andreatta è stato in Salento lo scorso 10 settembre. Da allora a questa importante vigilia, i luoghi di questa terra hanno fatto la loro prima comparsa nel prestigioso catalogo edito in decine di migliaia di copie: tra Fatima Lourdes e Terra Santa ecco la Puglia e il Salento, con Copertino (San Giuseppe), Campi (San Pompilio), Nardò e la Cattedrale, Gallipoli e il centro storico.

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SUOR-AGNESENARDÒ. Comunità neretina e Diocesi di Nardò-Gallipoli in lutto per la morte di suor Agnese Russo, del monastero delle Clarisse (le suore seguaci di S.Chiara d’Assisi) in Nardò. Suor Agnese, al secolo Addolorata Russo (questo il suo nome di battesimo prima di intraprendere la via della clausura) avrebbe compiuto 80 anni a marzo prossimo: era entrata nel monastero della sua città poco più che ventenne e  lì vi è rimasta sino al suo decesso, avvenuto (proprio come per il “Poverello” d’Assisi) nella notte tra i 3 e il 4 ottobre. Benvoluta, non solo dalle consorelle che ha servito per più di 50  anni, prima come infermiera e poi come portinaia e ostiaria, ma molto stimata dall’intera comunità cittadina. «Conosciuta e apprezzata da tutti come religioso di profondo spirito di preghiera e serafica letizia, accogliente, generosa e longanime di cuore, fu sempre disponibile per tutti. Nel giorno solenne della festa di San Francesco, come sua figlia devota, ha raggiunto lo Sposo celeste nelle nozze eterne»: questo il commosso ricordo del vescovo, monsignor Fernando Filograna.  Molta commozione durante le esequie celebrate nella mattinata di mercoledì 5 ottobre nella chiesa di Santa Chiara d’Assisi.

don-Marcello-SpadaGALLIPOLI. Sessantatre anni il prossimo 30 ottobre, 32 da prete e più della metà vissuti  nei reparti sanitari coi malati: questo l’identikit di don Marcello Spada (foto), cappellano presso il presidio ospedaliero “Sacro Cuore” di Gallipoli. Il religioso ha festeggiato l’anniversario della sua ordinazione l’8 settembre celebrando la messa di ringraziamento, proprio nell’ospedale, circondato dai volontari e dal personale ospedaliero, che non hanno voluto mancare all’appuntamento. Benvoluto da tutti, ha preso il posto di mons. Giorgio Chezza (ora primo consigliere presso la Nunziatura apostolica in Italia), e sta  proseguendo nell’opera di formazione dei volontari. Stare accanto al malato, infatti, e prestargli la dovuta assistenza, non è cosa da poco, ma con le giuste motivazioni del cuore, si ottengono risultati sorprendenti.

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L'accesso all'eremo del Casale

L’accesso all’eremo del Casale

Ugento. L’eremo della Madonna del Casale sia dichiarato bene di interesse culturale e la Curia e il Comune si interessino all’acquisto, per farlo rimanere nella disponibilità dei fedeli. Sono le richieste che si levano da più parti, in questi giorni, dopo la diffusione della notizia della messa in vendita dell’antica chiesetta, che sorge immersa nel verde sulla collina tra Ugento e Torre San Giovanni.

Gigi Te Nuzzo, Oronzo Ricchiuto e Alessio Forte (presidenti, rispettivamente del “Comitato per Torre San Giovanni”, della “Pro loco Beach” e di “Spartaco Salento Popolare”) hanno da poco avviato una petizione da presentare al sindaco e al Consiglio comunale affinché si promuova la dichiarazione di interesse culturale per l’antico eremo. «Con questo atto – spiegano – si vuole agevolare tanto la famiglia Colosso, proprietaria dell’immobile, qualora decidesse di restaurare e preservare l’immobile, quanto lo stesso Comune o altro ente pubblico, nel momento in cui dovesse concretizzarsi la vendita: così sarebbe infatti possibile accedere a specifici finanziamenti per il restauro del manufatto e preservare così il bene nella sua interezza». Con la dichiarazione di interesse, continuano, si sancirebbe definitivamente il diritto di precedenza nell’acquisto da parte del Comune o di altri enti pubblici.

Sulla vicenda, qualche giorno fa, è intervenuto anche il professor Salvatore Carluccio, il quale si è chiesto perché “la nostra Curia, l’Amministrazione comunale, la collettività non sentano il bisogno di attivarsi affinché il Casale resti a noi ugentini”. «Vale la pena – è stato l’interrogativo di Carluccio – di tentare delle trattative con il proprietario affinché il Casale resti così com’è, cioè gestito dai frati e fruibile come sempre da tutti noi? Il proprietario giustamente può fare ciò che vuole della sua proprietà, ma per noi il Casale è un simbolo, un luogo di culto e di incontro, un punto di riferimento e di direzione spirituale per tutto il Salento».

Ciò che sperano davvero in tanti, non solo a Ugento, è che il Comune o la Curia (o, magari, entrambi) riescano a trovare il modo di acquisire il bene, che riveste grande valore artistico e storico, oltre che culturale e religioso.

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CASARANO. Sarà il sacerdote casaranese monsignor Angelo De Donatis a presiedere i prossimi “Esercizi spirituali” di Papa Francesco in vista della Pasqua. Il Vaticano pianifica con largo anticipo gli impegni del Pontefice ed ha già reso noto che dal 9 al 14 marzo prossimi Papa Bergoglio sarà ad Albano Laziale per preparare la Quaresima.

Il Pontefice soggiornerà, con la Curia romana, nella “Casa Divin Maestro” dei Paolini “allo scopo – spiega una nota della Segreteria di Stato della Santa Sede – di poter risiedere in modo riservato e silenzioso, lontano dagli uffici del lavoro abituale, per potersi dedicare con maggiore raccoglimento agli Esercizi spirituali”.

Monsignor De Donatis ha 59 anni ed è stato ordinato nell’aprile del 1980. È direttore spirituale presso il Seminario Romano nonché parroco di San  Marco al Campidoglio nel centro di Roma.

suore san simone visita del vescovo 2013 (11)

SANNICOLA. Una serata emozionante quella vissuta, lo scorso 2 ottobre, dai fedeli raccolti nel monastero di San Simone alla presenza del nuovo vescovo Fernando Filograna in occasione del cinquantesimo anniversario di vita monastica di suor Maria Letizia della Vergine Maria del Carmelo. Il monastero ha aperto le sue porte a tutta la comunità anche se le suore di clausura hanno seguito la messa da dietro la grata che le separa dal mondo.

Commossa Suor Letizia, ma commossi anche tutti i convenuti al sentire il suono dolce e sottile della sua voce provenire dal di là della grata nel rinnovare i voti che per 50 anni ha portato nella pace e nella solitudine della vita monastica di clausura. Una voce che proveniva da un mondo fatto di pace e contemplazione, distaccato dai beni terreni e dalle agitazioni di tutti i giorni. Presenti tutti i parroci e i diaconi della comunità, particolarmente emozionati sono apparsi don Decio Merico di Parabita, già parroco a Casarano, e monsignor Gino Ruperto, parroco di Chiesanuova, già vicario generale della diocesi Nardò–Gallipoli, che ha retto il vescovado nel passaggio tra monsignor Caliandro, che in primavera ha lasciato la diocesi per assumere l’incarico a Brindisi e monsignor Filograna che si è appena insediato.

Nell’ambito di questo incarico, don Gino, nel maggio scorso, ha avuto occasione di incontrare Papa Francesco per visita “ad limina Apostolorum”, cioè dell’incontro che, ogni cinque anni, i vescovi hanno con il Santo Padre. Entusiasmati i fedeli dall’omelia di monsignor Filograna sul senso della vita, il rapporto con la materialità dell’esistenza, la vita ascetica e quella quotidiana, il senso del divino e il rapporto con il denaro e il potere, in cui ha trattato temi teologici e temi pratici, passando dalla filosofia ai passi del Vangelo, nell’ottica della povertà evangelica e del distacco dalle cose materiali, che hanno ispirato la vita religiosa di Suor Maria Letizia per cinquanta anni e che ancora la ispirano assieme alle sue consorelle. Particolare attenzione ha posto il nuovo vescovo al tema della verginità e della purezza di chi dedica la propria vita a Dio.

 

 

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vescovo fernando filograna nella cattedrale sant'agata gallipoli

ALEZIO. Il 24 ottobre monsignor Fernando Filograna, nuovo vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, inizierà da Alezio le sue visite alle città diocesane. Alle cinque del pomeriggio, sul sagrato della Lizza, partirà l’accoglienza festosa di tutta la cittadinanza con la banda “Amici di San Rocco” e le ragazze pon pon. Dopo il saluto del sindaco Vincenzo Romano, il vescovo farà il suo ingresso nel santuario. Ci sarà la presentazione dei lavori di pitturazione eseguiti dall’architetto Mauro Bolognese, a seguire il saluto del presidente della Provincia Antonio Gabellone (l’Ente ha contribuito alla realizzazione dell’opera).

Il vescovo benedirà il santuario e in particolare gli operai delle ditte che vi hanno lavorato, dopodiché l’intera comunità si sposterà presso la parrocchia dell’Addolorata dove, alle 18, avrà inizio la celebrazione della Messa. Al termine della cerimonia religiosa, in piazza Vittorio Emanuele II avverrà  il taglio della torta, per festeggiare in maniera molto familiare l’incontro del nuovo vescovo con la cittadinanza.

 

GALLIPOLI. Accolto da uno scirocco impetuoso e piovigginoso, è arrivato puntuale per la sua prima visita in città il nuovo vescovo Fernando Filograna, accolto in piazza Imbriani dai rappresentanti istituzionali e militari. Non è stato possibile, proprio a causa del cattivo tempo, il previsto abbraccio con i fedeli in piazza Imbriani, ma l’incontro caldo e affettuoso si è verificato pochi metri più in là al momento dell’ingresso in cattedrale dell’alto prelato. Qualche applauso ha accompagnato il piccolo corteo lungo via Antonietta De Pace. La cattedrale di Sant’Agata si è presentata agli occhi del vescovo Filograna gremita e in trepidante attesa. Il saluto e il benvenuto della città hanno avuto la voce del sindaco Francesco Errico, al quale il capo della diocesi Nardò-Gallipoli ha risposto con altrettanta apertura al dialogo, alla cooperazione e all’ascolto per cercare di far fronte comune alle tante esigenze delle classi sociali più povere.

FOTOGALLERY di Emiliano Picciolo

 

Colonna_di_Sant'Andrea_-_Presicce (2)PRESICCE. Il 9 settembre scorso sono partiti da Presicce in 45, guidati, dal parroco del paese don Francesco Cazzato alla volta di Patrasso. Ma che ci fa una comitiva di salentini a Patrasso? Il protettore di Presicce è Sant’Andrea (nella foto la colonna a lui dedicata) e Patrasso (che ha lo stesso santo come protettore) è la città dove Sant’Andrea è stato martirizzato. La comitiva di presiccesi, perciò, ha voluto realizzare una specie di gemellaggio ideale tra due città protette dalla stesso santo. A Patrasso  vengono conservate alcune reliquie del santo, che inizialmente erano state trasportate a Costantinopoli, da qui nel 1208 vennero trasferire ad Amalfi e da Amalfi a Roma. Papa Paolo VI  nel 1964 consegnò alla chiesa di Patrasso la testa di Sant’Andrea come gesto di apertura verso la chiesa ortodossa greca.

«Dopo la bellissima esperienza del viaggio organizzato l’anno scorso per Medjugorie abbiamo deciso di ripetere l’esperienza»   ha dichiarato don Francesco Cazzato, parroco di Presicce. «Abbiamo scelto la Grecia come destinazione perché il mondo greco rimane un caposaldo importante nella storia della cultura e della religione. In Grecia abbiamo visitato molti luoghi di culto che richiamano i diversi culti, da quello pagano a quello ortodosso, dal Partenone di Atene ai monasteri delle Meteore».

Tutti soddisfatti: «L’esperienza è stata bellissima – conclude il parroco – anche perché abbiamo vissuto un periodo di socializzazione che ci ha fatti sentire come se fossimo un’unica famiglia, ha aggiunto don Francesco. Anche il guasto alla nave, che ha provocato un ritardo nel rientro, è stato vissuto positivamente perché il viaggio di ritorno è stato effettuato di giorno, per cui abbiamo potuto vedere Zante, Cefalonia, Itaca, terre ricche di storia, che di notte non avremmo potuto vedere».

Insomma un modo come un altro per Sant’Andrea per dimostrare la sua gratitudine a un gruppo di devoti arrivati a Patrasso dal lontano Salento.

 

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san francesco d'assisiMATINO. In memoria del patrono d’Italia, protettore dell’ambiente e degli animali, i festeggiamenti non potevano che essere in tema: partono domani, e dureranno tre giorni, le celebrazioni di San Francesco d’Assisi a cura dell’associazione “Novass”.

Il programma è ricco. Per venerdì 4, alle 16 è prevista la benedizione degli animali presso viale della Satureggia; a seguire la celebrazione liturgica alle 19 e il concerto bandistico in piazza San Giorgio alle 20.30. Sabato, la festa inizia già alle 8.30 del mattino con la Festa dell’albero nei vari plessi scolastici; alle 15.30 la Pro loco organizza una caccia al tesoro nel centro storico; alle 21, infine, in piazza San Giorgio si potrà assistere al musical “Il re Leone” a cura dell’Asd “Latin ballet”. L’ultima giornata di festa, quella di domenica, vedrà i cavalli protagonisti di una passeggiata per le vie del paese, dalle ore 9; alle 15 sarà tempo di giochi antichi che si svolgeranno in piazza Giovanni paolo II; alle 20.30, infine, il coro “I magnifici cento” darà l’appuntamento al prossimo anno in piazza San Giorgio.

La festa di San Francesco d’Assisi è realizzata col patrocinio del Comune di Matino, con la collaborazione dell’istituto comprensivo e unitamente alle tre parrocchie cittadine.

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foto da www.portadimare.it

foto da www.portadimare.it

CASARANO. I cassintegrati della Filanto nelle parole di monsignor Fernando Filograna. Il nuovo vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli ha rivolto, infatti, già nel suo discorso di insediamento il proprio pensiero verso i temi sociali e la mancanza di lavoro citando espressamente i lavoratori del gruppo Filanto alle prese con una difficile vertenza. “I poveri non disturbano ma salvano, mettendo alla prova chi è chiamato in loro aiuto”, ha affermato il vescovo in riferimento alle nuove sacche di povertà. Intanto proprio i cassintegrati del “cluster Filanto” hanno preso d’assalto la sede della Cgil per firmare l’accordo transattivo con l’azienda: per loro (gli interessati sono 469) mille euro “una tantum” e 400 euro mensili a partire dal 23 dicembre per ogni mensilità arretrata aspettando la Cassaintegrazione.

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piazza San Vincenzo

piazza San Vincenzo

UGENTO. Missione straordinaria particolarmente rivolta ai giovani dal 22 settembre al 6 ottobre. Lo slogan da mesi campeggia sulle chiese della città “ Ora basta! Punto tutto su Gesù”, sintetizzando quello che è l’obiettivo della missione: scuotere i giovani “un po’ intontiti dal caos della società moderna, ripristinare il contatto con il vero centro del mondo e della nostra vita, che è Cristo Gesù”. La città si sta preparando ad accogliere i missionari del Preziosissimo Sangue (60 tra sacerdoti, adoratrici e laici).   Domenica 22  alle 19 il  vicario della diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, don Beniamino Nuzzo, accoglierà l’équipe missionaria. Il programma prevede incontri nelle scuole, per i più piccoli pomeriggi di svago e di divertimento, eventi speciali la sera, e vari momenti di “pastorale di strada”. Alcuni appuntamenti:

Domenica 22 settembre, ore 21:00 in piazza San Vincenzo: Crickets in concerto;

Martedì 24 settembre, ore  21:00 in piazza San Vincenzo: Wallop ‘n’ dust – I misteri del sonno;

Sabato 28 settembre, ore 21:00 in piazza San Vincenzo: Vascolive tribute band & The Sun in concerto;

Domenica 29 settembre, ore 16:30: processione di tutti i bambini recanti in mano un fiore di campo dall’oratorio fino al simulacro della Beatissima Vergine Maria Madonna di Pompei; alle ore 20.00: concerto in Cattedrale  eseguito dal coro di ragazze “ Bela Bartok” del liceo linguistico di Pécs (Ungheria);

Martedì 1 ottobre, ore 21:00:  in piazza San Vincenzo: Plug-in (rock/blues);

Giovedì 3 ottobre, ore 21:00: “Vuoi tornare ad essere felice? Devi dire: Ora basta! Punto tutto su Gesù”. Liturgia penitenziale per tutti i giovani in piazza San Vincenzo;

Venerdì 4 ottobre, ore 21:00: Via Crucis per le vie della città con predicazione missionaria;

Sabato 5 ottobre, ore 21:00: Solenne veglia eucaristica;

Infine per ragazzi, tutti i pomeriggi dalle 15.30 alle 17.30 animazione e tornei di calcio e pallavolo a cura del Gom ( Grande oratorio missionario).

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mons. Fernando Filograna

Dopo la nomina avvenuta il 16 luglio scorso, mons. Fernando Filograna sarà ordinato vescovo della diocesi di Nardò Gallipoli il 14 settembre prossimo in piazza Duomo a Lecce. Prima di quella data, però, il comitato organizzativo costituitosi ha previsto, per il 12 settembre, un momento di adorazione eucaristica in ogni parrocchia, in preparazione al solenne evento. Non solo: ha elaborato un sussidio liturgico-pastorale contenente proposte e indicazioni per la preparazione al momento dell’ordinazione.

“Lo strumento che consegniamo alle comunità parrocchiali – afferma l’amministratore diocesano mons. Ruperto – è il segno vivo ed eloquente dell’affetto e della comunione che tutta la diocesi già nutre nei confronti di mons. Filograna. Nell’attesa di poterlo incontrare personalmente, la preghiera diventa il luogo dove sperimentare il gusto di una comunione autentica. Sono pertanto certo che tutti i sacerdoti sapranno guidare con zelo e competenza le parrocchie in queste settimane di fervida attesa”.

All’Ordinazione del 14, seguiranno due altri importanti appuntamenti: il 28 settembre ci sarà l’ingresso ufficiale del vescovo nella diocesi di Nardò, domenica 6 ottobre è prevista la prima celebrazione eucaristica di mons. Filograna nella cattedrale di sant’Agata a Gallipoli.

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don salvatore leopizzi - gallipoliGALLIPOLI. Per oggi, papa Francesco, ha indetto la giornata di digiuno e preghiera per la Pace. La comunità parrocchiale “Sant’Antonio di Padova”, “le associazioni parrocchiali e il punto Pace “Pax Christi” hanno deciso di aderire, di far sentire la loro presenza e vicinanza alla causa, con una Veglia interreligiosa ed ecumenica che si svolgerà dalle 20 sul sagrato della chiesa di sant’Antonio, situata sul lungomare Galilei.

Durante la Veglia, si ascolteranno gli interventi e le testimonianze di don Salvatore Leopizzi (foto), di un pastore della Chiesa luterana tedesca e di Saifeddine Maaroufi, l’imam della comunità islamica di Lecce.

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Processione per Sant’Agata a Gallipoli. Foto di Emiliano Picciolo

Credi in Dio? Avranno avuto qualche attimo di esitazione a rispondere le 120mila persone dei paesi che fanno parte della diocesi di Ugento  intervistate nell’ambito della ricerca Eurispes su “Religiosità e credenze”. All’indagine ha collaborato il Centro servizi volontariato Salento che ha reso noti i dati parziali già presentati all’apertura della settimana teologica diocesana e che in questo periodo sta elaborando i risultati finali.  Ma già  quello che è venuto fuori merita una riflessione.

“Credo in Dio ma…” sarebbe la risposta sintetica, e dopo questo “ma” tutta una serie di precisazioni che alla fine si traducono in un tipo di religiosità “ad personam”. La percentuale di quanti dicono di credere è altissima, il 90 per cento, ma la prima specificazione è che si crede in una esistenza superiore “che regola la vita e aiuta le persone”, in una divinità che può essere il Dio dei cristiani o qualsiasi altra forza superiore. Vale a dire che il 90 per cento delle persone ha radicato il senso del sacro, della religiosità indifferenziata che è ben altro dalla religione  che si crede rivelata e che deve essere  vissuta e testimoniata.

Il papa emerito Benedetto XVI non perdeva occasione per mettere in guardia contro il relativismo che considerava una delle tentazioni peggiori del nostro tempo. «Avere una fede chiara secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare ‘qua e là da qualsiasi vento di dottrina’ (Ef 4,14), appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie». Su questi concetti espressi all’inizio del suo pontificato, è tornato poi tantissime volte. In altri termini non possiamo costruirci un Dio a nostra immagine e somiglianza a volte per giustificare debolezze o ignoranza.

È anche vero che, come ha specificato il cardinale Martini  c’è anche un “relativismo cristiano” cioè  “il leggere tutte le cose in relazione al momento nel quale la storia sarà palesemente giudicata”. Per il cristiano la conoscenza della verità è sempre provvisoria e relativa, per usare un temine in voga “in progress”,  e le acquisizioni sono imperfette perché naturalmente limitate dalle strutture culturali che sono proprie del periodo storico che si vive. In questo senso la verità del cristiano è relativa, ma il percorso è certo  come anche l’obiettivo finale al quale commisurare i comportamenti.

Proprio nell’ambito della morale  si notano le palesi contraddizioni tra la fede e le opere. Se i dati della ricerca saranno confermati  si avrà a disposizione un materiale ricchissimo su cui riflettere. Per la chiesa locale sarà un’opportunità  per orientare l’azione pastorale e fare in modo  che la risposta alla domanda iniziale sia “credo e…” e non “credo ma”.

 

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