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Evasione fiscale

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P.P.NARDÒ. L’autorità giudiziaria tedesca nel marzo del 2014 aveva emesso nei suoi confronti un mandato di arresto europeo per i reati di appropriazione indebita ed evasione fiscale e contributiva. Per questo motivo Pantaleo Pelargonio, 56enne originario di Nardò, è stato arrestato lo scorso 27 settembre dai militari della Stazione di Nardò. L’uomo, in qualità di dirigente di una società edile, tra l’aprile ed il gennaio 2013, avrebbe omesso di versare alle autorità preposte le tasse relative ai contributi dei lavoratori dipendenti, appropriandosene senza giusto motivo. L’arrestato, al termine delle formalità di rito, è stato condotto presso la Casa Circondariale di Lecce.

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guardia di finanza nuova x genericheCapo di Leuca. Una evasione fiscale di 5 milioni, un danno alle casse delo Stato di un milione 200mila euro con un sequestro di denari di pari importo: si è conclusa così una operazione delle Fiamme gialle di Tricase che ha messo sotto controllo un ristoratore. Il sequestro di risorse finanziarie di oltre un milione è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Lecce. La società cui fa capo l’attività di ristorazione aveva omesso di dichiarare ricavi per complessivi 5 milioni ed Iva per oltre mezzo milione.

Guardia-di-Finanza2GALLIPOLI. La Guardia di finanza sequestra tre immobili, per un valore complessivo di circa 350mila euro, di proprietà di due società di Gallipoli completamente sconosciute al fisco. Si tratta di una società di capitali del settore  edile e di una società di persone con una attività di installazione di impianti idraulico- sanitari. Per le Fiamme gialle le due società avrebbero evaso totalmente il fisco nelle annualità 2010, 2012 e 2013. L’indagine ha permesso di recuperare a tassazione elementi di reddito per 5,5 milioni di euro accertando un’evasione di Iva per oltre 500mila euro. Scoperto anche un giro di false fatturazioni tra le due società per un ammontare complessivo di oltre 360mila euro, “al fine di evadere le imposte attraverso l’indebita deduzione di elementi passivi fittizi relativi a costi di fatto mai sostenuti”. Dai controlli eseguiti presso i locali dell’azienda e il domicilio dei rappresentanti legali è stata, inoltre, acquisita documentazione extracontabile relativa ad operazioni commerciali “in nero”.

A quanto è emerso in questa fase di indagini,  le due aziende avevano stabilito la propria sede legale ed amministrativa presso il medesimo indirizzo, “a riprova della unitarietà e contiguità nella gestione aziendale dei due soggetti economici”. Al termine delle verifiche, i due rappresentanti legali sono stati denunciati alla Procura della Repubblica per i reati fiscali di infedele e fraudolenta dichiarazione mediante l’utilizzo nonché emissione di fatture per operazioni inesistenti.

 

CASARANO.Ricavi non dichiarati, evasione dell’Iva e lavoratori in nero. Queste le inadempienze contestate ad un commercialista del Sud Salento dai Finanzieri della Tenenza di Casarano. Il professionista, infatti, ha omesso di dichiarare ricavi per oltre 300.000 euro e di versare l’Iva per circa 140.000 euro.I finanzieri, inoltre, hanno scoperto che per il 2012 il commercialista ha omesso la presentazione della dichiarazione dei redditi, acquisendo così la veste di “evasore totale”, mentre per i periodi d’imposta dal 2009 al 2011 le dichiarazioni sono state presentate in maniera infedele, occultando al fisco una parte rilevante dei ricavi. All’attenzione delle Fiamme Gialle è finita anche la posizione lavorativa dei dipendenti dello studio due dei quali  lavoravano “in nero”.

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Scoperto dai finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Lecce un nuovo caso di evasione fiscale. Al proprietario di una ditta che si occupa di sistemazione di parchi e giardini è stata contestata l’omessa dichiarazione di ricavi per circa 486 mila euro, di Iva per circa 110 mila euro, ritenute Irpef per 15 mila euro, ritenute previdenziali ed assistenziali Inps per 26 mila euro e contributi e premi Inail per 5 mila euro per il periodo che va dal 2009 al 2013.

Dalla ricostruzione dei finanzieri è emerso che l’impresa individuale, avvalendosi anche di un lavoratore “in nero”, pur emettendo le fatture fiscali ai clienti, negli anni 2009 e 2010 ha presentato le dichiarazioni fiscali in maniera infedele, mentre nei periodi d’imposta 2011 e 2012 omettendo di presentare i dovuti adempimenti in materia di imposte sui redditi, Iva e Irap. Contro l’”evasore totale” è scattata la denuncia alla Autorità giudiziaria.

oTAURISANO. Scoperta evasione fiscale per oltre mezzo milione di euro. Il reato è stato contestato al titolare di una ditta individuale di Taurisano che gestisce un supermarket finito sotto la lente di ingrandimento da parte dei Finanzieri della Tenenza di Casarano. Dall’indagine svolta utilizzando anche lo strumento del “controllo incrociato”, è emerso che il titolare avrebbe nascosto al fisco ricavi per oltre 500mila ed evaso l’iva per altri 70 mila euro.

Inoltre, stando alle verifiche dei finanzieri, la ditta taurisanese avrebbe sottratto base imponibile, sulla quale calcolare l’imposta regionale sulle attività produttive, per ulteriori 520 mila euro circa, omettendo in maniera sistematica di presentare le dichiarazioni fiscali ed assumendo così la veste di “evasore totale”. Il titolare dovrà rispondere nei confronti dell’agenzia delle entrate

guardia-di-finanzaMatino. In quattro anni e mezzo avrebbe intascato circa 22mila euro di pensione il falso cieco che nei giorni scorsi ha patteggiato la richiesta di pena, per truffa aggravata e continuata ai danni di un ente pubblico, avanzata nei suoi confronti dal tribunale di Lecce. Il 44enne L.D.B., nato a Taranto ma da anni residente a Matino, per ben due volte, nel 2008 e nel 2010, era riuscito ad ingannare la commissione medica della Asl che arrivò a certificare il suo stato di invalidità con un residuo visivo “non superiore ad un ventesimo da entrambi gli occhi”. Malgrado fosse quasi totalmente cieco, la Guardia di finanza è riuscita a smascherare la sua frode immortalandolo alla guida di uno scooter per le strade del paese. Per lui due anni di reclusione (con pena sospesa).

In tutta la provincia l’Inps eroga 2.298 pensioni d’invalidità e 4.576 di accompagnamento: il maggior numero di invalidi si registra a Nardò (oltre 2.437), Copertino (2.136), galatina (1.893), Gallipoli (1.401) e Casarano (1.355).

finanza 4 dic

CASARANO. Fa domanda per ottenere un finanziamento pubblico, di quelli destinati a giovani imprenditori residenti in aree economicamente svantaggiate. Lo vince: 60mila euro. Ma per raggiungere il suo scopo, un’azienda agricola di Melissano aveva allegato alla domanda una documentazione fiscale completamente falsa. Fatture “truccate”, che provavano acquisti mai avvenuti di attrezzature e macchinari, sono venute alla luce dopo i controlli eseguiti dalla Guardia di finanza di Casarano.

Così la titolare dell’impresa, una 35enne, insieme ad altre quattro persone coinvolte in varia misura, sono state denunciate alla Procura della Repubblica di Lecce per il reato di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, oltre che per utilizzazione ed emissione di fatture per operazioni inesistenti.

avvocatoCASARANO. Dal 2008 al 2012 aveva continuato ad esercitare la professione legale, ma omettendo di dichiarare ricavi per 280mila euro: i controlli della Guardia di finanza di Casarano hanno messo in luce le irregolarità compiute da un avvocato 48enne della città.

Alla già grossa cifra evasa, vanno aggiunti 56mila euro di Iva non pagata dal legale che è stato denunciato dai militari. Le Fiamme gialle sono giunte alla conclusione dopo aver esaminato documenti di natura contabile ed extra contabile, e la documentazione bancaria rimandante ai conti correnti intestati all’avvocato.

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GALLIPOLI. Scontrini regolarmente emessi ma nessuna dichiarazione fiscale, in ben quattro supermercati. È scattata la denuncia, questa mattina, per la società a capo degli esercizi commerciali finiti nel mirino della Guardia di finanza: dai controlli dei movimenti economici tra il 2007 e il 2011, è emersa un’evasione fiscale superiore al milione e mezzo di euro.

Significa che, in tutto quel periodo di tempo, i clienti dei supermercati avevano sempre ricevuto lo scontrino, ma poi quei guadagni (pari a 1,4 milioni di euro) non erano mai stati dichiarati dall’azienda, né era stata pagata l’Iva per circa 200mila euro.

L’evasione fiscale è una piaga sociale che sembra incurabile: basti pensare che, in Italia, gli “invisibili” sono più del 20 per cento, quasi un cittadino su cinque non dichiara i propri guadagni allo Stato.

 

guardia di finanza

RACALE – Comunicato stampa del 6 agosto. I Finanzieri della Compagnia di Gallipoli hanno concluso una verifica fiscale nei confronti di una ditta di installazione di impianti elettrici di Racale che, per gli anni d’imposta dal 2008 al 2012, ha sottratto a tassazione ricavi per circa mezzo milione di euro ed evaso IVA per circa 40 mila euro.

I militari hanno quantificato gli importi non dichiarati attraverso l’esame della scarna documentazione contabile detenuta presso il proprio commercialista, la disamina di ulteriore documentazione extra contabile rinvenuta presso il domicilio del legale rappresentante della società, nonché dalle indagini finanziarie sul conto dello stesso.

Gli atti sono stati trasmessi al competente Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, per l’avvio delle procedure di recupero delle imposte evase.

sedie e tavolini all'aperto

GALLIPOLI.  Giro di vite contro l’abusivismo e semplificazione amministrativa, con la Scia e i pagamenti on line, sono le linee guida su cui si muove l’esecutivo cittadino del sindaco Francesco Errico nel settore commerciale, con il coordinamento dell’assessore alle Attività produttive ed alla polizia municipale, Antonio Piteo.

Secondo i dati snocciolati dal Comune, rispetto allo scorso anno, i proventi per le occupazioni di suolo pubblico sono di fatto quintuplicati ed anche le relative richieste sono triplicate, sempre rispetto a dodici mesi addietro. Questo significa che rispetto ai 200mila euro incassati prima della fine del 2012, con un regolamento ancora in rodaggio (e poi approvato definitivamente nel febbraio scorso dall’assise civica) e un’Aministrazione comunale insediata da poco tempo, per la stagione in corso si prospetta un incremento considerevole legato anche alla diminuzione delle occupazioni abusive, in alcuni casi già individuate, e regolarmente sgomberate o sanate dagli esercenti.

Le verifiche su ambulanti, attività commerciali e ristorative e sulla Scia, la segnalazione certificata di inizio attività da parte dei titolari dei locali (introdotta nel luglio scorso), stanno consentendo il classico giro di vite, impedendo di eludere in massa, come spesso e volentieri è accaduto in questi anni, il pagamento del balzello comunale o il montaggio di strutture non autorizzate. Ne potranno giovare le casse comunali, che moderando le previsioni ottimistiche del Comune, per ora potranno contare su 500-600 mila euro in più rispetto al 2012.

Tra breve anche un’altra novità importante. «Introdurremo e saremo tra i primi Comuni a farlo – spiega l’assessore Piteo – il sistema della Porta del Pagamento, così ogni operatore, collegandosi sul nostro sito comunale ed accedendo ad un apposito link, potrà comodamente da casa sua versare il dovuto all’ente, evitando file e code alle poste».

VC

Parabita. Amara sorpresa dalla Posta e dalle banche per  48 parabitani ai quali sono stati bloccati stipendi e pensioni ed è stato “congelato” il credito.  Questo il risultato del pignoramento sui conti correnti disposto dal Comune nei confronti degli evasori fiscali. Un’iter ingiuntivo, avallato dal Tribunale di Gallipoli, che mira a recuperare i crediti, soprattutto Tarsu e in minima parte Ici, per il triennio 2007-2009. Chi non ha mai pagato, nonostante avvisi di messa in mora, raccomandate e solleciti vari, si è visto bloccare i soldi presenti sul proprio conto corrente, da un minimo di 188 euro ad un massimo di 2.013 euro per ciascun evasore, in attesa della sentenza che potrà disporre, o meno, l’effettivo prelievo delle somme. Una misura estrema, certamente non consueta per una pubblica amministrazione, che ha fatto balzare Parabita agli onori della cronaca regionale e ne ha fatto un caso destinato a fare scuola in molte altre città.

«Siamo gente povera, non disonesta. Qualcuno non vuole pagare, è vero, ma qualcuno non può pagare perché i soldi non li ha» , affermano quanti, nei giorni scorsi, si sono messi in  fila in Municipio per avere spiegazioni. Un distinguo, quello tra storie di ordinaria povertà e di incallita furbizia, che la legge, però, non può fare. E nel calderone dei pignoramenti sono finiti anche anziani che vivono della pensione minima e che ora non sanno davvero come arrivare a fine mese. Ma nonostante la mobilitazione di questi giorni, che ha portato il caso all’attenzione del Prefetto di Lecce, “la procedura – spiegano gli addetti ai lavori –  deve ormai seguire il suo corso”. In tempo per prendere provvedimenti però, sono ancora tutti quei destinatari di altri solleciti di pagamento inviati lo scorso gennaio per un totale di quasi 800 mila euro. Il sindaco Alfredo Cacciapaglia (foto), intanto ha fatto sapere che è possibile concordare un piano di rateizzazione.

DP

Taviano. Hanno guardato i suoi conti degli anni 2006-2007-2008 e 2009 ed hanno scoperto che era tutto “coperto”, nel senso di nascosto al fisco.Totalmente. Eppure in quei quattro anni la sua società avrebbe avuto un giro di affari di circa 6 milioni di euro, centesimo più centesimo meno, a quanto affermato dai finanzieri della Tenenza di Casarano.

Per questa presunta maxievasione è stato denunciato un imprenditore di Taviano, 42 anni, operante nel settore dei prodotti per l’igiene domestica, detersivi e saponi in particolare.

Bisognerà attendere per vedere come si discolperà dall’accusa di evasione fiscale totale l’uomo, ma la Guardia di finanza crede di aver visto giusto, tanto che ha chiesto subito all’autorità giudiziaria il sequestro dei beni immobili di proprietà dell’imprenditore per poter garantire il pagamento del dovuto allo Stato.

Niente dichiarazioni dei redditi per quattro anni; occultamento di entrate che avrebbero portato ad un versamento di Iva per 2 milioni; evasione anche dell’Irap, l’imposta regionale sulle attività produttive su una base imponibile di circa 4 milioni. I finanzieri hanno incrociato tra l’altro i dati tra la società ed i fornitori nazionali ed esteri, dopo aver riscontrato durante le indagini l’esistenza solo di alcune fatture d’acquisto in ordine sparso.

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L’ Agenzie delle Entrate di Casarano

Casarano. Ha fatto molto discutere nei giorni scorsi la sentenza dei giudici della Commissione tributaria di Lecce che hanno negato il sequesto conservativo dei beni di un imprenditore per più di un milione di euro.

Il fatto. Nell’ottobre dello scorso anno l’Agenzia delle Entrate dopo aver scoperto che il virtuale evasore non aveva dichiarato nel 2005 redditi e plusvalenze per 749.073,75 euro (aveva venduto un immobile del valore di 1 milione e 350mila euro dichiarandone al fisco solo 13.500), aveva chiesto al presidente della Commissione tributaria provinciale di poter procedere al sequestro conservativo dei beni di proprietà dell’uomo per il valore di 1.045.844 euro.

L’imprenditore per la difesa si è rivolto all’avvocato Maurizio Villani che nelle controdeduzioni si è opposto alla richiesta del fisco perché al sequestro sarebbe stato interessato il fondo patrimoniale dell’uomo costituito nel 1998. Il che avrebbe inciso in modo negativo sulla ricchezza familiare, tutelata appunto dal fondo patrimoniale istituito con la legge 151 del 1975 in un’ottica, per così dire, strumentale.

Si tratta, infatti, di un patrimonio separato finalizzato ai bisogni della famiglia per garantirne la stabilità economica mettendola al riparo da eventuali azioni di creditori nell’ipotesi in cui l’attività imprenditoriale o professionale di uno dei coniugi l’ avesse messa a rischio. Vista la destinazione d’uso non è possibile alienare, ipotecare o vincolare beni del fondo patrimoniale se non con il consenso dei due coniugi.

È il vincolo di destinazione, quindi, che prevale su tutto per cui il fondo patrimoniale non può essere aggredito per coprire debiti e non può essere assoggetato ad azioni esecutive da parte dei creditori, nel caso specifico dallo Stato.
Le controdeduzioni dell’avvocato Villani sono state accolte e il sequestro conservativo dei beni dell’imprenditore, possibile evasore, non è avvenuto.

C’è da dire che costituire un fondo patrimoniale non costa molto (in media dai mille ai duemila euro) ed è una pratica che si sta sempre di più diffondendo tra professionisti e imprenditori.
Il fine è buono, resta da vedere se in certi casi i mezzi sono giustificati dal fine .

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...