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Taviano-Casarano – Musica, danza e poesia contro ogni forma di discriminazione. Con un doppio appuntamento l’associazione culturale “Vittorio Bachelet” di Taviano affronta, attraverso il teatro, il tema della promozione delle pari opportunità tra uomo e donna, in occasione delle celebrazioni dell’8 marzo. “Ho conosciuto il dolore e l’ho preso a colpi di canzoni e parole”, è lo spettacolo che promosso dall’associazione mercoledì 7 marzo alle ore 20, nella Sala Bachelet in via Immacolata a Taviano e giovedì 8 marzo alle ore 10, presso il Liceo scientifico “Vanini” a Casarano.

Gli eventi rientrano in “Colpi di genio”, la campagna di sensibilizzazione ideata e organizzata dall’Ufficio della consigliera di Parità della Provincia di Lecce, in collaborazione con la Provincia di Lecce – Servizio Pari opportunità e controllo fenomeni discriminatori. Dopo la prima di Taviano, sul palcoscenico del “Vanini” si esibiranno Camilla Burlizzi, Aurora Bruno, Jacopo Cacciatore, Claudio Casto, Alessio De Benedittis, Arianna De Fusco, Gabriele Esposito, Giulio Fruttuoso, Marco Giuranno, Salvatore Muci, Giorgia Renna, Jacopo Sales, Federico Sanfrancesco e Arianna Scategni.

“Colpi di genio” è nato da un Avviso pubblico della Provincia di Lecce con cui sono state selezionate, attraverso un concorso di idee, proposte culturali ed artistiche legate al tema della rimozione degli ostacoli che impediscono la completa realizzazione di un’uguaglianza di genere tra uomini e donne, ponendo l’attenzione contro ogni forma di discriminazione. Il bando prevedeva un finanziamento riconosciuto dall’Ufficio della consigliera di Parità della Provincia di Lecce, guidato da Filomena D’Antini, in accordo con la Provincia di Lecce.

Maglie – Una scelta di vita “diversa”. Quella di suor Annarita Alessandrì, figlia della Carità, responsabile del Centro d’Ascolto “Santa Luisa” di Chieti, al centro dell’incontro presso l’auditorium della Madonna Addolorata alle ore 18, promosso dal Centro italiano femminile di Maglie, in occasione della Giornata internazionale della Donna. Originaria di Maglie, suor Annarita racconterà le motivazioni della sua scelta e la sua esperienza di donna consacrata, che l’ha portata a ricoprire anche ruoli di responsabilità nell’ambito educativo. Dopo la maturità presso il locale liceo classico Capece e la laurea in pedagogia presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, ha conseguito il diploma in Scienze religiose presso l’Istituto Superiore di Napoli. Docente e successivamente preside fino al 2013 nel capoluogo campano, da quella data suor Annarita è responsabile del Centro d’Ascolto “Santa Luisa” di Chieti, dove ora risiede. Non ha mai smesso di dialogare con i giovani che continuano a seguirla anche sui social: i suoi post (riflessioni, poesie) sono molto seguiti e cliccati su fb. Ha pubblicato tre quaderni di Formazione “Tracce di un cammino” che raccolgono interventi su vari temi e scandiscono la riflessione sui periodi liturgici. Costante l’attenzione fattiva verso coloro che si trovano in stato di indigenza. Assieme a lei alcune socie di Cif hanno condiviso diverse esperienze di associazionismo giovanile a Maglie, continuando a mantenere i contatti.

Dopo i saluti della presidente del Cif Rosaria De Pascalis, durante l’incontro di giovedì sono previsti gli interventi di Maria Rosaria De Lumé, vice presidente provinciale, e di don Totò Mileti, consulente ecclesiastico dell’associazione.

Diso – Anche le donne hanno fatto la storia, ma di fatto sono poco presenti sui libri di storia. Il motivo è che gli storici hanno privilegiato l’aspetto politico-istituzionale, sicché le donne,  che hanno ottenuto il diritto di voto solo nel 1946, sono state escluse dalla vita pubblica e politica e… dalle pagine dei manuali. Questa la situazione fino a qualche tempo fa, ora invece si registra un’inversione di tendenza perché  gli studiosi concordano che non si può parlare dei grandi eventi storici passando a piè pari sul contributo delle donne. Come nel caso della rilettura della Grande Guerra fatta da Salvatore Coppola attraverso il saggio “Pane!… Pace!, il grido di protesta delle donne salentine negli anni della Grande Guerra” edito da Giorgiani editore  nella collana Cultura e Storia della Società di Storia Patria di Lecce.

Donne del Nord e donne del Sud di fronte alla guerra. Il ruolo delle donne, in larga parte di quelle del Nord e del Centro Italia,  a partire dal 24 maggio del 1915, (data dell’ingresso in guerra dell’Italia) è stato evidenziato in quello che venne definito il “fronte interno”  in contrapposizione a quel “fronte di guerra” dei militari che vennero arruolati per difendere i confini della patria.  «Su una popolazione di 4,8 milioni di uomini che lavoravano in agricoltura, 2,6 furono richiamati alle armi – scrive lo storico Antonio Gibelli in La Grande guerra degli italiani 1915-1918“ (Bur Rizzoli). Sicché rimasero attivi nei campi solo 2,2 milioni di uomini sopra i 18 anni, più altri 1,2 milioni tra i 10 e i 18 anni, contro un totale di 6,2 milioni di donne superiori ai 10 anni. Inevitabile fu l’occupazione femminile di spazi già riservati agli uomini, e contemporaneamente lo straordinario aggravio di fatica e di responsabilità». Così le donne cominciarono a occupare spazi prevalentemente occupati dagli uomini nelle campagne, nelle fabbriche, si riunirono in associazioni solidali, si impegnarono a confezionare indumenti per l’esercito, organizzarono raccolte fondi, divennero crocerossine. La guerra fu quindi anche occasione di emancipazione, anche se si trattò di un’esperienza provvisoria: a guerra conclusa non ci fu più posto per operaie e impiegate e gli uomini si ripresero il posto lasciato vuoto per combattere al fronte. Ma in quella parentesi, in cui “indossarono i pantaloni”, si distinsero in efficienza, come puntualizza Alessandro Gualtieri, in “La grande guerra delle donne. Rose nella terra di nessuno” (Mattioli 1885): «La guerra non è solo la prima linea: hanno combattuto a modo loro anche le donne rimaste al lavoro nei campi, talmente efficienti nello svolgere le loro mansioni che la produzione agricola non scese mai al di sotto del 90 per cento negli anni tra il 1915 e il 1918; o quelle che hanno sostituito gli uomini nei trasporti pubblici o negli uffici postali, dimostrando coi fatti quanto fosse falsa l’idea della inferiorità naturale della donna teorizzata da tanta cultura del tempo». E le donne nel Salento? L’ultimo libro di Salvatore Coppola illumina una zona d’ombra e dimostra come sia proprio fuori dalla storia  lo “stereotipo della donna meridionale, passiva e indifferente alle vicende sociali e politiche” (dall’introduzione di Giuseppe Caramuscio).

Per il pane e per la pace. Le donne salentine lottarono per il pane e la pace , manifestarono contro la penuria alimentare, contro il ritardato pagamento dei sussidi destinati alle famiglie dei richiamati, contro gli abusi nell’assegnazione delle tessere annonarie, contro la guerra reclamando il ritorno a casa dei loro mariti. Si  trattò di manifestazioni spontanee anche se i vertici politici e militari attribuivano la responsabilità delle proteste alla cosiddetta propaganda disfattista alimentata da socialisti e giolittiani. Manifestazioni di protesta massicce interessarono nel 1917 Lecce, Gallipoli, Galatone, Nardò dove la protesta fu contro i funzionari governativi che promuovevano la raccolta fondi per il prestito nazionale. Ma ci furono proteste anche in centri minori come Alezio, Aradeo, Arnesano, Carmiano, Corigliano, Cutrofiano, Felline, Maglie, Martano, Melissano, Muro Leccese, Neviano, Poggiardo, Presicce, Racale, Scorrano, Sogliano, Taviano, Tricase. Le contestazioni avevano una nota comune: accanto al grido  “vogliamo pane, siamo a digiuno noi e i nostri figli”, ci fu quello “abbasso la guerra”, “vogliamo i nostri mariti e congiunti e non il denaro”, “vogliamo la pace”. Le manifestazioni, la cui partecipazione era prevalentemente femminile, provocarono prima sorpresa nelle classi dirigenti, naturalmente maschili, e poi  “un forte senso di fastidio” perché il modello femminile  era quello di “riprodurre, starsene a casa , oziare”

I tumulti di Gallipoli, Galatone, Nardò, Presicce. Il 4 e 5 maggio del 1917 scoppiò quello che viene ricordato come il “tumulto di Gallipoli” , che da manifestazione per il pane divenne protesta contro la guerra. Furono arrestate cinque donne ritenute promotrici e rinviate a giudizio con l’accusa di “avere pubblicamente istigato le donne a fare una dimostrazione ostile alla guerra”. Si era diffusa la voce che stava per mancare il pane perciò le donne la mattina del 5 si radunarono nei pressi di piazza Mercato e cominciarono a gridare contro le autorità comunali che avevano deciso di spostare la vendita dalle panetterie all’ufficio di polizia municipale dove si doveva pagare in contanti. Il 6 e il 7 maggio a Galatone ci fu una manifestazione contro la guerra e la propaganda a favore del prestito nazionale che era sostenuta dall’onorevole Antonio De Viti De Marco. Seguirono altre proteste a Nardò, a Presicce dove 16 donne furono rinviate a giudizio ritenute responsabili del tumulto perché chiedevano che il grano venisse consegnato direttamente alle famiglie e non ai panificatori. Non mancarono le manifestazioni a favore della pace in ambito cattolico.  Si svolsero dappertutto processioni per la pace  raccogliendo l’invito di Benedetto XV che aveva invitato a pregare per la fine del “tremendo flagello”.

Morciano di Leuca – Il 30 novembre, nell’aula consiliare del Comune di Morciano di Leuca  si è conclusa la terza serata del tour di  presentazione del calendario di beneficenza “ Le Calendive & Friends 2018” che quest’anno ha coinvolto Salve, Morciano di Leuca e Alessano. Il progetto, giunto alla seconda edizione, è stato ideato da Irene Dongiovanni di Salve,  in continuità  con le “Calendive 2017” e coordinato quest’anno da Rosanna Conte di Morciano di Leuca  e Paola Orlando di Alessano. Dodici scatti di film famosi mese per mese (Titanic, Ufficiale e Gentiluomo, La dolce Vita, Grease, Una giornata particolare e tanti altri) realizzati dal fotografo Aldo Isocento. Un ringraziamento particolare è  stato rivolto alle 24 modelle e modelli che si sono spesi per questa iniziativa ai quali è  stato consegnato un attestato. Padrino del calendario e ospite d’onore delle tre serate, Vito Vergine, imprenditore, proprietario delle “Maldive del Salento”. Tra le novità di questo anno il  testimonial d’eccezione,  Gabriele Greco,  attore tv  e fiction di successo (tra cui “Vivere”, “Centovetrine”, “Capri 3” e “Squadra Antimafia”). Tre serate intense, alla presenza dei  sindaci Vincenzo Passaseo, Francesca Torsello e Luca Durante, con il contributo di tantissimi ospiti, tra cui anche il Sindaco di Gallipoli, Stefano Minerva, nelle quali si è  parlato di prevenzione oncologica attraverso le testimonianze di chi ha vissuto la problematica del cancro in famiglia e di chi l’ affronta ogni giorno con il proprio lavoro. Vi è stato anche l’intervento telefonico del dott Giuseppe Serravezza di Casarano, direttore scientifico della Lilt provinciale, che ha ringraziato tutti per la particolare iniziativa. L’obiettivo, infatti, è quello di dare un contributo concreto alla lotta contro il cancro attraverso il ricavato della vendita dei calendari che sarà devoluto al progetto “Ilma”, un istituto di ricerca di Oncologia ambientale. Si tratta di una struttura all’avanguardia, concepita e realizzata dalla Lega per la lotta ai tumori (Lilt) di Lecce, un traguardo che sta divenendo realtà con la costruzione sulla Provinciale Gallipoli-Alezio, in un’area di sette ettari di cave dismesse, interamente autofinanziata senza contributi pubblici. Per chi fosse interessato ad una copia del calendario si può rivolgere a Irene Dongiovanni (3394854036).

 

 

 

CASARANO – Due generazioni di donne a confronto per uno spettacolo teatrale che invita alla riflessione. L’appuntamento, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, è a Casarano venerdì primo dicembre, alle 18,30 presso l’Auditorium comunale di Casarano.  Il ritratto è quello realizzato da Cristina Comencini con la pièce teatrale “Due partite”, da cui è tratta l’omonima pellicola diretta da Enzo Monteleone nel 2009. L’evento rientra nell’ambito della rassegna teatrale “Colpi di genio” della Provincia di Lecce ed è organizzato dall’assessorato ai Servizi sociali del Comune in collaborazione con le associazioni “La Piramide” (di Taviano) e “Diversamente stabili”, che porta in scena le sue attrici, dirette da Antonio D’Aprile: Rossella De Vitis, Rita Saracino, Marialuisa Giorgetti, Filomena Duggento, Sara Pascali, Stefania Sammali, Valentina Protopapa, Paola Caputo. La pièce racconta il confronto fra due generazioni di donne. Madri, figlie e le loro “due partite” dentro e fuori il tavolo da gioco, attraverso il racconto di carriere mancate, matrimoni più o meno riusciti, amore ed emancipazione.

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ROMA– La fiamma simbolo dei carabinieri diventa per alcuni giorni arancione. L’Arma  partecipa così alla “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”. Molte le iniziative di sensibilizzazione predisposte nell’ambito della campagna mondiale denominata “Orange the World”, coloriamo di arancione il mondo, che durerà 16 giorni dal 25 novembre al 10 dicembre. Il colore arancione è stato scelto per simboleggiare un futuro migliore e senza violenze e l’Arma ha deciso di adottarlo per tutta la durata della campagna. Oggi il Comandante Generale, su invito della Presidente della Camera On. Laura Boldrini, partecipa all’apertura dell’aula parlamentare alle donne vittime di violenza. Luci di colore arancione illuminano la facciata dell’edificio del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, del Comando provinciale carabinieri di Venezia e delle Compagnie di Mestre, San Donà di Piave e Portogruaro. A Trieste viene inaugurata una “Stanza tutta per sé”, un ambiente sobrio ma confortevole dedicato a donne e bambini vittime di violenza per un loro ascolto protetto. Nelle città di Milano, Venezia, Roma, Napoli e Messina, oggi e domani 26 novembre, sono aperti stand informativi con personale femminile per illustrare le iniziative dell’Istituzione a contrasto della violenza sulle donne, dove si potrà trovare anche materiale informativo e video curati dal Raggruppamento investigazioni scientifiche dei carabinieri. Inoltre sul sito www.carabinieri.it, per tutta la durata della campagna mondiale, sarà realizzato un banner dedicato, di colore arancione, con informazioni sulle iniziative dell’Arma.

 

 

Nardò – Dopo il servizio di Senologia inaugurato poco tempo fa, eccone un altro dedicato alla salute delle donne. Nel Presidio territoriale di assistenza (Pta) del Distretto sociosanitario nell’ex ospedale di Nardò, da questo novembre è attivo il servizio di Isteroscopia ambulatoriale diagnostica ed operativa. È possibile accedere all’ambulatorio nelle giornate di lunedì, martedì e mercoledì mattina. Per le utenti è disponibile anche un piccolo libretto informativo. «Potenziamo ulteriormente – dice il direttore del Distretto, il neretino Oronzo Borgia – l’offerta sanitaria nei confronti dell’utenza femminile, che dal mese scorso può contare sul rinnovato Centro di Senologia, dove effettuiamo screening per le pazienti tra i 50-69 anni e senologia clinica per rispondere alle richieste delle donne di tutte le età». Anche per l’Isteroscopia sono a disposizione strumenti adeguati, tecniche avanzate e personale con competenze specifiche. L’attività, in particolare, è curata dalla specialista dottoressa Maria Antonietta Rizzo: «L’Isteroscopia diagnostica – spiega – è un’indagine endoscopica ginecologica (dal vocabolo greco che significa guardare in utero) mini-invasiva che permette di visualizzare accuratamente la cavità uterina ed il canale cervicale con strumenti miniaturizzati, fornendo una diagnosi delle patologie uterine sia in età fertile che in età menopausale». Tale esame ginecologico di secondo livello, che consente di diagnosticare (isteroscopia diagnostica) e curare (isteroscopia operativa) diverse condizioni patologiche, viene eseguito dopo una indicazione ecografica e/o sintomatologica.

LECCE – Ha vissuto un vero e proprio incubo la donna che circa tre settimane fa si è presentata, terrorizzata, negli uffici della Questura di Lecce per raccontare la sua storia. Una vera e propria escalation di violenza e minacce ad opera del compagno, irrefrenabile anche dinanzi ai figli minori. Dopo aver verificato fatti ed episodi, la donna è stata collocata in una struttura protetta insieme agli stessi figli. Ad arrestare l’uomo sono intervenuti, quest’oggi, gli agenti della Squadra mobile conducendo il violento nel carcere di Borgo San Nicola. A rendere non più tollerabile la convivenza sono state le tante privazioni, anche su beni di prima necessità, e i gesti violenti commessi quotidianamente e senza scrupolo anche davanti agli occhi dei figli. Gli stessi minori venivano, inoltre, continuamente presi di mira dall’uomo con ingiurie e vessazioni.

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