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donazione del sangue

Gallipoli – Grandi novità per la Fidas di Gallipoli, che, dopo 10 mesi di commissariamento, cambia volto e si prepara ad una stagione ricca di appuntamenti. Il nuovo direttivo, composto dalla presidente Maddalena Bembi, dal vice presidente Marcello Pedaci, dal segretario organizzativo Aniello Gallo, dal tesoriere Alessandro Bianchini e dai consiglieri Stefano Coppola, Fabrizio Benvenga, Emanuele Cortese, Massimo De Giorgi, Eugenio Fiamma, Giuseppe Imperatore e Giulia Solidoro, ha già in serbo due appuntamenti. Il primo si terrà domenica 22 aprile, la mattina dalle 9 alle 13 e il pomeriggio dalle 17 e le 20 in piazza Tellini, dove i volontari Fidas, con stand, banchetto e palloncini, sosterranno l’iniziativa “Orchidea Unicef 2018”, con la vendita per beneficienza delle orchidee, il cui ricavato sarà interamente voluto per i bambini migranti e rifugiati.

L’altro appuntamento sarà invece con la prima iniziativa organizzata dal nuovo direttivo, che si terrà il 1 maggio alle ore 10 presso lo stadio Bianco di Gallipoli, con una giornata di beneficienza con cerimonia di firma del gemellaggio tra la Città di Gallipoli e la “Città della Speranza”, alla presenza del sindaco Stefano Minerva e del presidente della Città della speranza Franco Masello, con gare di atletica per tutti i bambini (quota di partecipazione di 5 euro che verrà interamente devoluto alla Città della speranza. Per info 3200120011/ 3200125175). “La Città della speranza è un polo di ricerca oncologico per i bambini malati di leucemia – afferma la presidente Fidas, Maddalena Bembi – e con la sottoscrizione de “La Charta dei Comuni” le amministrazioni comunali si impegnano alla sensibilizzazione dei cittadini con almeno due incontri l’anno nelle scuole, con l’appoggio di associazioni no profit, e con un incontro annuale con le associazioni che coinvolga tutta la comunità. Altri comuni del Salento, come Salve e Specchia si sono già gemellati lo scorso anno, ed in futuro probabilmente si unirà anche Galatina; sono 180 i comuni gemellati fino ad ora. Io ho sposato questo progetto dallo scorso anno, l’ho presentato in Comune in estate e in novembre la proposta è stata accettata e sarà la prima iniziativa di questo nuovo direttivo, sperando che ci sia l’adesione di molti bambini a questa giornata ed ai giochi, realizzati con l’Atletica Gallipoli. Credo molto nel nuovo direttivo che si è formato – continua la presidente – io personalmente sono in Fidas dal 1999, e so che c’è davvero tanta gente che ha bisogno delle nostre donazioni. Sapere che si sta aiutando qualcun altro a vivere, ti da un motivo per alzarti la mattina e sorridere. Cerchiamo nuovi collaboratori e nuovi giovani: la Fidas deve rinascere e portare tante donazioni a chi ne ha bisogno, lavoriamo con serietà e trasparenza e accettiamo gli aiuti di chiunque voglia collaborare con noi. Presto realizzeremo altre manifestazioni, tra cui andare nelle scuole per educare i bambini al “dono” sperando, una volta maggiorenne, che possano diventare donatori per aiutare il prossimo”.

Alezio – “Correva l’anno 2012…”: a sfogliare l’album dei ricordi è la presidente di Fidas Alezio, Anna De Santis, in occasione dell’assemblea annuale. Ma la nostalgia lascia il posto all’amarezza. L’associazione aletina è pronta ad una nuova giornata dedicata alla donazione del sangue, quella di domenica 15 aprile, quando l’autoemoteca sosterà nei pressi della sede dalle 8,15 alle 11,30. Ma i numeri, assicura la presidente, anno dopo anno continuano ad essere tutt’altro che incoraggianti. Sei anni fa il dato entusiasmante era di 525 donazioni, quest’anno il record è stato negativo, scendendo a 243. I “tempi d’oro” sono lontani e la presidente non riesce a trattenere il suo rammarico: “Le generazioni cambiano e sicuramente io non riesco più a portare agli “aletini di oggi” il messaggio sulla utilità e importanza della donazione. Non riesco più a far capire che gli ammalati di Alezio che devono dire grazie ai donatori dei paesi vicini, e che il sangue non arriva da un rubinetto ma dalla coscienza e solidarietà umana”.

A preoccupare sembra essere la difficoltà nel coinvolgere la cittadinanza. Ma le occasioni non sono mancate, anche nell’ultimo anno, con una delegazione cittadina sempre attiva e in grado di mantenere viva l’attenzione su delle manifestazioni ormai considerate storiche e di successo: la festa in piazza e la biciclettata, fino alla fiaccolata culminata con l’accensione del falò curato dal Comitato di San Rocco e delle vecchie tradizioni, e il pranzo del donatore. E ancora giornate all’aria aperta, collaborazioni, gemellaggi e l’attenzione a tante “nobili” cause, al pari di quella che muove lo spirito di servizio proprio del donatore. Ma la difficoltà risiede nel passare dalla partecipazione all'”azione”: “Abbiamo fatto di tutto – continua De Santis – ma nessun evento, nessun appello per le urgenze sembra ormai scalfire la cittadinanza. Ci sono rimasti ormai pochi donatori sensibili e coloro che non sono donatori, quindi dovrebbero rimpiazzare chi non può più donare, sembrano essere tutti “malati” o “disinteressati”. Davanti a uscite domenicali con meno di 20 donazioni si corre il rischio di non potere più disporre delle equipe mediche e quindi di vedere annullati gli incontri con le donazioni.

Ma l’attività associativa non si ferma e il calendario della Fidas ha diverse date segnate in rosso: il 31 luglio è in programma una grande serata in piazza con il cabaret di Piero Ciakky. Dopo quella del 15 aprile, le donazioni invece proseguiranno il 27 maggio, il 31 luglio, il 9 settembre, il 21 ottobre, l’8 dicembre e tutti i giorni presso il Centro trasfusionale. “Mi auguro che sia l’ultimo anno di questa caduta verticale che sembra inarrestabile” è il desiderio della presidente, che fa un appello a tutti: “Chiedo aiuto a chi si sente intraprendente, a chi ha un po’ di tempo da dedicare al volontariato. Dateci almeno una mano parlando di donazione alle persone che vi stanno accanto. Siamo pur sempre il paese della fenice, abituati a risorgere dalle proprie ceneri ogni 500 anni. Ma noi siamo umani e non avremo tutto questo tempo. Spero che sia una rinascita per tutti”.

 

Tricase – Secondo incontro mercoledì 14 febbraio presso il liceo “G. Stampacchia” di Tricase per sensibilizzare i giovani sull’importanza della donazione del sangue e degli emoderivati. “Stimolante a livello sociale e associazionistico”, così descrive l’esperienza il coordinatore giovani di Fidas Mario Lecci (foto): «A volte parlare di donazione del sangue crea disagio, timore e diffidenza, tuttavia, la verità è un’altra. Donare significa fare un dono. Abbiamo lasciato che giovani donatori presentassero il progetto raccontando la loro esperienza sociale e umana, le emozioni e la gratificazione che si prova ad aiutare chi ne ha bisogno perché di questo si tratta». Parlando delle associazioni, Lecci prosegue: «Occorre abbandonare il luogo comune che i giovani sono disinteressati, inattivi e poco sensibili a iniziative sociali e al complesso mondo dell’associazionismo, è vero però che non è sempre semplice coinvolgerli».

Soddisfatto dell’incontro anche il Dirigente scolastico Mauro Vitale Polimeno: «Sono felice che i nostri ragazzi abbiano accolto e abbracciato l’iniziativa con la giusta sensibilità e l’entusiasmo di chi è consapevole che aiutando gli altri aiuta anche se stesso». Commenti che si aggiungono a quelli della dirigente del liceo Statale “Girolamo Comi” di Tricase Antonella Cazzato, che ha ospitato l’iniziativa lo scorso novembre: «Credo che i giovani abbiano solo bisogno del giusto input per impegnarsi nel sociale. Sono sensibili, generosi e non sono d’accordo con chi li definisce individualisti e superficiali. La reale adesione al progetto e il riscontro positivo dei partecipanti – continua – si sono concretizzati con la disponibilità alla donazione del sangue e l’interesse per la donazione degli emoderivati. Si tratta, per noi, di un risultato importante.  Chi si occupa ed è responsabile della formazione delle giovani generazioni ha anche il dovere di sensibilizzarli sui temi di solidarietà concreta poiché, se così non fosse, tutto si risolverebbe nella mera e vuota retorica. “Donare” e “sensibilizzare” sono le parola chiave del progetto sviluppato dalle sezioni Adovos di Alessano e Castrignano del Capo e destinato agli Istituti scolastici del basso Salento».

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fidas - podistica VALENTINA SERINI fidas TuglieTUGLIE. L’anno che si è appena concluso sarà indimenticabile per la Fidas di Tuglie. L’associazione, presieduta da Valentina Serini (foto) ha, infatti, realizzato 710 donazioni di sangue. Un grande numero, dietro al quale, però, si cela un sinergico lavoro di squadra sull’intero territorio e, soprattutto, la diffusione tra i più giovani dei valori solidali e di beneficenza.
Sono tanti i ragazzi tugliesi che, appena raggiunta la maggiore età, si recano presso la sede sociale di Largo Fiera per donare il proprio sangue. Un gesto forte e di altruismo che sempre più si sta radicando tra le nuove generazioni, grazie a tutte le attività intraprese dall’associazione tugliese.

Un impegno svolto quotidianamente da tanti volontari che credono fortemente nelle loro azioni nei loro progetti. Se il vecchio anno è stato intenso, il nuovo, invece, è iniziato con la quarta edizione di “Corri e dona”. Domenica 4 gennaio presso la sede sociale, Fidas e l’Asd Podistica Tuglie si sono unite per aiutare chi soffre e chi vive in condizioni precarie dal punto di vista medico. Questo momento di condivisione è culminato, poi, con una donazione di sangue comune che ha sancito ancora di più la collaborazione tra le due associazioni tugliesi.

ALEZIO. La Fidas ha premiato i volontari più fedeli nel corso della “Festa del donatore”, giunta alla 38ª edizione. «Anche quest’anno abbiamo archiviato la nostra festa, come sempre all’insegna della semplicità  ma ricca di un grande senso di familiarità, grazie a tutti i donatori che ci hanno permesso di raggiungere lo stesso numero di donazioni dello scorso anno, ben 481 espressioni di grande solidarietà», ha affermato Anna De Santis, presidente della Fidas aletina. Daniele Marcuccio e Gilberto Conversano sono stati premiati per il traguardo delle 50 donazioni con una targa, Anna Quarta e Massimo Gabellone hanno invece ricevuto due medaglie d’oro per le 75, mentre Stefano Portaccio è stato premiato per la sua centesima donazione con un orologio personalizzato.

PARABITA. Hanno la scrittura nel sangue. Con la loro penna parlano al mondo, tracciando solchi di vita e storie su pagine bianche. Per questo l’Adovos “F. Greco” di Parabita li ha scelti come testimonial della nuova campagna di donazioni. Giovani scrittori, sguardi acuti e fervide sensibilità che disegneranno, quella solidarietà vitale di cui l’associazione si fa promotrice da oltre quarant’anni. Domenica 28 settembre, dalle 7,45 alle 11, l’appuntamento per le donazioni è presso lo studio medico Dimo – Ferrari – Nicoletti di piazza Terranova. Ad inaugurare l’iniziativa sarà Giuseppe Cristaldi, parabitano doc, pungente e ruvida voce di denuncia delle storture nostrane. Dalle ingiustizie sociali di “Storia di un metronomo capovolto” all’ignominia delle morti bianche nei petrolchimici di “Un rumore di gabbiani”, dalla piaga del traffico d’organi in “Nefrhotel – mi hanno venduto un rene” ai drammi esistenziali della crisi economica raccontati in “Macelleria Equitalia”. Un incisivo impegno sociale quello dell’autore contro i malcostumi e le burocrazie che schiacciano i più deboli, colpi allo stomaco messi nero su bianco per disorientare, generare indignazione e smuovere le coscienze.

Ma c’è un’altra umanità che si può scorgere in controluce nelle pagine di Cristaldi, quella possibile, quella auspicata, quella bontà autentica lontana dal buonismo che lo scrittore ha sempre combattuto. Quella testimoniata dall’impegno Adovos e dai suoi donatori, con la loro fratellanza trasversale e disinteressata. “Prima che sia lo Stato a prendertelo, dona il tuo sangue. Unisciti alla banda del buco (sul braccio), fallo adesso”, è il suo appello per l’appuntamento di domenica. Il connubio solidarietà – cultura continuerà, poi, anche nei prossimi mesi con altri volti ed altre penne che presteranno la propria sensibilità all’associazione parabitana, testimonianza che la scrittura è per la mente quello che il sangue è per il corpo. Essenziale linfa di vita.

Voce al Direttore

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L'ecotassa, per quelle comunità che non avessero raggiunto le soglie minime indicate nella raccolta differenziata dei rifiuti prodotti in casa, era fissata a partire...