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donatori di sangue parabita

FOTO RICORDO. Giuseppina Luceri con l’attestato per le 100 donazioni di sangue. La signora (al centro attorniata da altri soci dell’Adovos) appartiene ad una famiglia di donatori convinti e benemeriti: il marito è un caso mondiale mentre è fattiva la “collaborazione” anche delle figlie

Parabita. Una medaglia d’oro, mille ringraziamenti e tanta soddisfazione sono stati il meritato premio di oltre 25 anni di altruismo e impegno verso la salute del prossimo.

La signora Giuseppina Luceri, parabitana d’adozione ma collepassese d’origine, è stata la prima donna nella storia dell’Adovos cittadina, l’associazione dei donatori volontari di sangue, ad aver superato il traguardo delle cento donazioni di sangue ed emo-componenti.

Dall’ospedale di Casarano a quello di Galatina, da Tricase a Lecce, da Taranto a San Giovanni Rotondo, la signora Luceri ha percorso la Puglia in lungo e in largo per raggiungere i centri trasfusionali e i reparti ematologici dove effettuare le  preziose donazioni. Il sangue umano è, infatti, fondamentale nei servizi di primo soccorso, in chirurgia, nei trapianti e nella cura di alcune malattie, e non è riproducibile artificialmente in laboratorio.

Secondo le indicazioni dell’Istituto superiore di sanità, siamo ancora molto lontani dal coprire il fabbisogno nazionale di sangue intero, calcolato in 2 milioni e 300 mila unità singole.

L’impossibilità di ottenerlo tramite procedimenti chimici, unitamente al suo frequentissimo impiego terapeutico, rendono il sangue sempre insufficiente.

Dove non arrivano la biologia e la scienza, arriva però la generosità umana. Era il settembre del 1981 quando la signora effettuò la sua prima donazione. Da allora, due volte all’anno durante l’età fertile e 4 nel periodo successivo, come prescritto dalla legge, ha sempre fatto il suo dovere di volontaria senza mai risparmiarsi, a spese proprie e non guadagnandoci nulla aldilà della riconoscenza e della gratitudine degli addetti ai lavori.

In Italia, infatti, il donatore non percepisce nulla, a differenza di alcune nazioni dove viene ricompensato con una cifra in denaro più o meno consistente.

Quella della donazione, però, sembra essere una vera e propria cultura alla quale tutta la sua famiglia è da sempre abituata, comprese le figlie. Il marito della signora Luceri, Totò Pisanello, detiene addirittura il record mondiale, con ben 469 donazioni effettuate in 41 anni, tra sacche di sangue intero ed emoderivati come piastrine, plasma e globuli rossi.

DP

Parabita. Una grande festa ed un ricco week end di appuntamenti per spegnere le prime 40 candeline dell’Adovos “F. Greco”, l’associazione dei donatori volontari di sangue.

Espressione della migliore solidarietà umana, di quella generosità non economica e non interessata che fa della vita stessa un dono per gli altri, il gruppo è una realtà attiva ed importante per il territorio, che conta ben 1.800 soci donatori, affiancati da 50 sostenitori.

Era il 1971 e Parabita fu scossa da un grave evento di cronaca:  l’incendio di una fabbrica di fuochi pirotecnici in cui perse la vita il titolare, Fiorentino Greco. A nulla servirono i tentativi di soccorso e il ricovero presso l’ospedale di Brindisi perché non si riuscì a reperire l’ingente quantità di sangue necessaria a salvargli la vita. In quel momento però, i figli della vittima ed alcuni suoi amici, tra i quali Mario Cala e Giuseppe Cataldo, decisero che il suo sacrificio non sarebbe stato vano, e costituirono un’associazione per la donazione volontaria di sangue a lui intitolata.

Una missione onorata per quarant’anni, dunque, promossa con organizzazione di eventi a tema e campagne di sensibilizzazione, grazie anche alla fitta attività editoriale de “Il Donatore”, bollettino ufficiale dell’associazione sin dal 1988, e dei due volumi “Minima storica parabitana”, che raccoglievano testimonianze di donatori e contributi dei massimi storici locali, poichè cultura e solidarietà sono stati da sempre i valori fondanti dell’associazione.

Proprio il quarantennale sarà l’occasione per una terza uscita dell’opera, che quasi come un album dei ricordi, ripercorrerà  i momenti più salienti dei 40 anni dell’Adovos. Un anniversario, dunque, tra bilanci del passato e sfide del futuro.

Tra gli appuntamenti previsti anche una conferenza-dibattito sul tema “La donazione del sangue cordonale” che si terrà sabato, 26 novembre, alle 17, presso la Sala Congressi “Domus Petrae”, zona Pip di Parabita. L’evento, come spiega il Presidente, Giovanni Coluccia, mira a sensibilizzare alla donazione del sangue del cordone ombelicale, contenente cellule staminali necessarie per la cura di gravi patologie, quali i tumori e le malattie del sistema immunitario. Nella stessa occasione verranno anche premiati gli alunni dell’Iiss “E. Giannelli” di Parabita che si sono adoperati per la realizzazione di un nuovo logo da utilizzare in occasione dei festeggiamenti.

Il programma proseguirà poi domenica 27 con una santa messa celebrata presso la chiesa San Giovanni Battista in memoria dei donatori scomparsi e con un pranzo sociale durante il quale saranno consegnati i diplomi di benemerenza ai soci che hanno effettuato dalle 10 alle 80 donazioni e le medaglie d’oro e d’argento a quanti si sono distinti per encomiabile generosità, in alcuni casi raggiungendo anche le 100 donazioni.

Daniela Palma

Voce al Direttore

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