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Suor Donata Cairo
UGENTO. Da Ugento al Cile al servizio degli ultimi. Suor Donata Cairo (foto) ha quasi 60 anni ed ha trascorso oltre metà della sua vita in missione. Ha lasciato Ugento intorno ai 25 anni e, dopo un periodo passato in altre parti d’Italia, ha raggiunto il deserto di Atacama e poi il sud del Cile e Santiago. Tra i lavoratori stagionali della produzione di uva da tavola, tra le vittime del terremoto, nelle baraccopoli. Per portare la carità con le sue azioni, e non solo con le parole.

Una scelta, quella di dedicarsi completamente a Dio nel servizio ai poveri, che suor Donata ha maturato negli anni dell’adolescenza a Ugento. Un’infanzia semplice, la sua, trascorsa tra  giochi per strada (“la campana – ricorda – insieme agli altri bambini in via Giuranno, dove le auto non passavano”), le estati a Torre San Giovanni (“la spiaggia, i tramonti, le passeggiate in biciclette, la pizzeria con gli amici, incontri e costruzioni di relazioni significative”), il gruppo giovanile della parrocchia “San Giovanni Bosco”, “il lavoro nel maglificio di Mario Gentile e la scuola di infermeria a Tricase”. E poi ci sono le omelie di don Tonino Bello: «Le domeniche mi alzavo prima degli altri giorni per partecipare alla messa che lui celebrava nella chiesa della Madonna Assunta. Sentivo che le sue parole mi nutrivano profondamente. Qualche anno dopo l’ho avuto anche come docente a Tricase. Tutto ciò mi ha formata e “costruita” dentro».

Suor Donata fa parte della congregazione della “Piccole sorelle di Gesù fondata da Charles De Foucauld. «Siamo donne di diversa nazionalità – racconta – consacrate a Dio e contemplative nel mondo. Viviamo in piccole comunità sparse in 68 paesi, in mezzo a popoli di diverse culture e specialmente con coloro che non hanno potere, sono ai margini, ma che hanno ben altre ricchezze». È stato intorno ai 18 anni che suor Donata ha iniziato a pensare ad un futuro diverso. «Partecipavo al gruppo giovanile fondato da don Tonino Bello e poi portato avanti da don Mimmo Ozza. Anche padre Alessandro Zanotelli, che in quel momento viveva a Lecce, ha influito molto nelle mie scelte. Mi colpì anche l’esperienza di due preti italiani torturati e espulsi dal Cile durante la dittatura di Pinochet».

Dopo un breve periodo trascorso nelle periferie di Roma e Milano, suor Donata ha chiesto di vivere in America Latina, attirata dalle lotte per il rispetto dei diritti umani. «Da qualche mese vivo alla periferia di Santiago, nella baraccopoli emblematica per essere stata la sede della prima occupazione illegale di terreno in America Latina, nel 1957. Grazie alle pressioni della Chiesa di quel tempo, ai poveri è stato concesso il terreno. Tutto il resto è venuto grazie alle lotte e all’organizzazione della gente: acqua, luce, urbanizzazione, fognatura». Anche se il suo pensiero è costantemente rivolto ai poveri, suor Donata non ha dimenticato le sue origini. E di tanto in tanto raggiunge Ugento e parla ai giovani della zona della sua missione.

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