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don tonino bello

Parabita – “Ha scritto t’amo sulla roccia. Don Tonino Bello accompagnatore vocazionale” (Edizioni San Paolo) è il volume di monsignor Vito Angiuli che viene presentato martedì 23 ottobre, alle ore 18.30, presso l’istituto “Giannelli” di Parabita. Nel volume, il vescovo della diocesi di UgentoSanta Maria di Leuca traccia il profilo dell’ex presidente di Pax Christi e vescovo di Molfetta scomparso il 20 aprile del 1993 e sepolto ad Alessano, suo paese d’origine. «È bello vedere un’intera comunità – afferma il dirigente scolastico Cosimo Preite – che si sviluppa e cresce con iniziative culturali così importanti come la presentazione del libro di monsignor Angiuli, autore di rilievo, capace di condurci a comprendere, a tutto tondo la figura di un educatore come don Tonino, nel 25° anno della sua morte, dedito a Cristo, alla Chiesa e, di conseguenza, all’uomo».

L’incontro è organizzato in collaborazione con  la sezione pugliese dell’Unione cattolica insegnati, dirigenti, educatori e formatori della città delle Veneri. Oltre ai saluti del dirigente scolastico, è previsto l’intervento di Marilena De Pietro, presidente della sezione dell’”Ucim” e del vescovo della diocesi di NardòGallipoli, Fernando Filograna. Con l’autore dialogherà il docente di filosofia Stefano Marra. Nel corso della serata sarà possibile effettuare o rinnovare il tesseramento con “Ucim”, la realtà associativa promotrice dell’evento.

Alessano – Musica e preghiere ad Alessano per ricordare don Tonino Bello. Tanti gli ospiti della serata, sabato 13 ottobre dalle 19.30, radunati nel cimitero comunale, sulla tomba del vescovo scomparso il 20 aprile del 1993. “Musiche di pace ’18” propone il cantautore di Acquarica del Capo Franco Simone, Antonio Amato (dall’Ensemble della Notte della Taranta”, Francesca Profico (di Gagliano del Capo, già apprezzata a The voice of Italy) la canta ed il “Coro di Alessano per don Tonino”, balzato agli onori della cronaca anche per aver cantato in occasione della recente visita di Papa Francesco ad Alessano in occasione del 25° della sua morte. Tra gli ospiti anche il musicista, autore e interprete Alberto Costantini (già consulente musicale per Mediaset) che nel corso della serata eseguirà tre brani, dei quali uno adattato e musicato da un testo di don Tonino. Nel corso della serata, organizzata dall’Amministrazione comunale insieme alla Fondazione Don Tonino Bello di Alessano e dalla Pro Loco, saranno letti e recitati alcuni scritti del vescovo che della pace aveva fatto il proprio emblema, basti pensare che a pochi mesi dalla sua morte, già gravemente malato, capeggiò nel dicembre 1992 la “marcia della pace” di Sarajevo, città all’epoca in stato d’assedio. Le letture son tratte dal suo libro “Con Cristo sulle strade del mondo” (edizioni Paoline).

I saluti La serata si aprità con i saluti del sindaco di Alessano Francesca Torsello, del parroco della chiesa matrice don Gigi Ciardo, di padre Francesco Monticchio della chiesa conventuale francescana di Alessano, del presidente della Fondazione “Don Tonino Bello” Giancarlo Piccinni e del nipote del presule scomparso Stefano Bello.

 

Alessano – Pensieri inediti del vescovo dei poveri, un uomo il cui “sorriso parlava di Dio”: è un don Tonino Bello (in foto) cittadino del mondo quello che emerge dal libro di Giancarlo Piccinni a lui dedicato, “Con Cristo sulle strade del mondo – 31 meditazioni per una Chiesa in missione”.

Pubblicato dalla casa editrice San Paolo, il volume è in libreria dal 21 settembre, a pochi giorni da ottobre, mese che la Chiesa dedica alle missioni. L’opera ricostruisce il percorso del religioso originario di Alessano a partire da quando era parroco a Tricase, prima di essere nominato vescovo e presidente nazionale di “Pax Christi”.

Un uomo che parlava al cuore della gente – “Sin da ragazzo seguivo don Tonino ovunque andasse – racconta Piccinni. – Spesso lo invitavano presso alcune emittenti locali, e io registravo ogni suo intervento, che il più delle volte affrontava tematiche sociali. Erano gli anni ’70-’80 e c’erano i nastri magnetici. Non molto tempo fa ho ritrovato quelle registrazioni, chiuse in un cassetto: riascoltandole ho provato le stesse emozioni di allora, così le ho riversate su cd e le ho trascritte, per condividere i suoi insegnamenti”. E aggiunge: “Chiunque abbia incontrato sulla sua strada don Tonino si è sempre innamorato di Dio, perché era il suo sorriso che parlava di Dio: la sua fede autentica e il suo esempio affascinavano. Lui ha sempre parlato al cuore della gente, per questo i suoi scritti suscitano ancora oggi immutato interesse”.

Don Tonino: “Sono un contemplattivo – Così si definiva il vescovo pugliese, che univa la preghiera alla denuncia concreta delle storture del mondo. “Egli denunciava e affrontava le infamie della nostra società, spesso anche le fiacchezze e i ritardi della Chiesa, sempre in difesa degli ultimi e a favore della pace e della nonviolenza”, continua Piccinni. Quest’ultimo vede nelle parole di don Tonino un grido di dolore “per le tribolazioni e le discordie tra i popoli, per gli odi vecchi e nuovi di tutti i fratelli, per la minaccia degli egoismi sempre risorgenti”.

 

Salve – “Ha scritto t’amo sulla roccia. Don Tonino Bello accompagnatore vocazionale” (Edizioni San Paolo) è il volume di monsignor Vito Angiuli che verrà presentato mercoledì 19 settembre, alle 19, presso la biblioteca comunale di Salve (palazzo Carida Ramirez). Un profilo forse meno noto ma “necessario” quello tracciato dall’autore, vescovo della diocesi di Ugento- Santa Maria di Leuca, per provare a comprendere meglio la figura dell’ex presidente di Pax Christi e vescovo di Molfetta scomparso il 20 aprile del 1993. I lavori saranno introdotti e moderati dal filosofo  Mario Carparelli, del Presidio del Libro del Capo di Leuca. Dopo il saluto del sindaco di Salve Francesco Villanova, ci sarà l’Intervento del parroco di Salve don Lorenzo Profico e del dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Salve, Morciano di Leuca e Patù, Chiara Vantaggiato. L’iniziativa, promossa dall’assessorato regionale all’Industria turistica e culturale in collaborazione con le associazioni Presìdi del Libro e Salentosophia, è organizzata dalla Biblioteca comunale di Salve, dal centro culturale Palazzo Carida Ramirez (società cooperativa Imago) e dal Comune di Salve.

Il volume Nel libro (120 pagine), già presentato con successo in diverse località (tra cui Gallipoli e Santa Maria di Leuca, monsignor Angiuli accompagna il lettore alla scoperta di un don Tonino inedito e sconosciuto ai più, nella profonda “spiritualità” che lo accompagnava anche quando, come presidente di Pax Christi e uomo di punta della Chiesa, era sotto i riflettori dei media. Con questo volume, è la prima volta che don Tonino viene rivelato “a tutto tondo”: da uomo di Dio ad educatore, da amico a confidente. È sempre l’adesione a Cristo che lascia una sempre traccia di sé, non “sulla sabbia” (come nella famosa canzone in voga negli anni ’60), ma – come lo stesso don Tonino amava ripetere – “sulla roccia dell’adesione al Vangelo di Cristo”, ovvero alla Chiesa che continuò ad amare e a servire (anche se dileggiato e offeso) e di conseguenza, all’uomo in ogni sua espressione, specie poi se emarginato e povero.

L’autore Prima di essere nominato vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca da Benedetto XVI,  monsignor Angiuli (nato a Sannicandro di Bari nel 1952) è stato anche educatore e docente presso il Seminario regionale di Molfetta proprio negli anni in cui don Tonino Bello era vescovo di quella stessa diocesi. Dottore in teologia dogmatica, si è laureato anche in Filosofia presso l’Università di Bari. Attualmente è presidente della Commissione episcopale per il laicato presso la Conferenza episcopale italiana. Autore di numerose pubblicazioni di carattere filosofico-teologico e pastorale, suoi sono i libri su don Tonino Bello, tra cui  “La terra dei miei sogni. Bagliori di luce dagli scritti ugentini”, e, sempre della San Paolo, “Don Tonino Bello visto da vicino”.

                                                                                                                                   

Leuca (Castrignano del Capo) – Si avvia a conclusione il cammino dei 352 giovani provenienti da tutto il Mediterraneo, in marcia dal 5 agosto per il cammino del meeting “Carta di Leuca”. Dopo aver già toccato Brindisi, Lecce, Copertino, Galatina, Otranto, Poggiardo, Uggiano La Chiesa e Cerfignano, nella tarda mattinata di oggi, giovedì 9 agosto, il gruppo è arrivato ad Alessano. Qui, in piazza don Tonino Bello, in serata (dalle 23,30) si terrà uno spettacolo sulla convivialità.

Marcia in notturna sui passi di don Tonino – Fra i momenti più toccanti ci sarà la partenza della marcia notturna che si muoverà all’1 dalla tomba di don Tonino, per poi raggiungere all’alba di venerdì 10 il santuario De Finibus Terrae, a Leuca. Lungo più di 10 chilometri, il percorso da Alessano a Leuca sarà illuminato da una fiaccolata e dalla “Fiamma della Pace”, portata fino al santuario De Finibus Terrae da una staffetta di 12 atleti dell’esercito italiano, per l’occasione tedofori della fede. L’arrivo della Fiamma verrà salutato da una cerimonia sul piazzale della basilica di Leuca, alle 7 del mattino, e da un momento di preghiera. A seguire, alle 7,30 si passerà alla proclamazione e firma della “Carta di Leuca”.

Ultima notte salentina – Nella serata di venerdì 10 si resta a Leuca, dove si terranno la Festa della Convivialità alle 19,30 e la Festa dei Fuochi alle 21,30, fuori programma del festival “La Notte della Taranta”, che porterà sul palco i gruppi Kardiamundi (di Parabita), KoraSora (composto da giovani migranti africani) e Griot (ensemble multietnico, nato all’interno del laboratorio di Integra Onlus presso il CAS – Centro Accoglienza Straordinaria – di Brindisi). Alle 2 della notte è tempo di lasciare il Salento e di partire alla volta di Roma, per l’incontro con papa Francesco.

Leuca (Castrignano del Capo) – Ha avuto inizio domenica 5 agosto a Brindisi la terza edizione della “Carta di Leuca”, organizzata dal Parco culturale ecclesiale “De Finibus Terrae” e dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca, guidata dal vescovo mons. Vito Angiuli. La manifestazione culminerà il 10 agosto a Leuca, per poi proseguire alla volta di Roma, per l’incontro in piazza San Pietro, l’11 e 12 agosto, con Papa Francesco.

Ampia partecipazione – L’adesione dei partecipanti ha superato di gran lunga le previsioni, che indicavano una presenza di 352 giovani – come anticipato qui da piazzasalento – provenienti dai diversi Paesi che s’affacciano sul Mediterraneo. All’iniziativa hanno aderito le 5 diocesi della Metropolia di Lecce, nei cui territori sono fissati i vari appuntamenti: si tratta delle arcidiocesi di Brindisi-Ostuni (mons. Domenico Caliandro), Lecce (mons.Michele Seccia) e Otranto (mons. Donato Negro), e delle diocesi di Nardò-Gallipoli (mons. Fernando Filograna) e Ugento-S. Maria di Leuca (mons. Vito Angiuli).

Prosegue il cammino – Intanto nella mattinata di lunedì, i giovani partecipanti italiani e stranieri, dopo aver percorso a piedi il primo tratto del Cammino metropolitano da Santa Maria di Cerrate a Surbo, hanno raggiunto il campo base di Lecce, presso l’Istituto delle Marcelline. Alle 16, sempre alle Marcelline, si sono tenuti gli incontri nelle Tende della Convivialità e subito dopo, intorno alle 20 in piazza Duomo, alla presenza del  sindaco di Lecce Carlo Salvemini, c’è stato un dibattito interreligioso sulla “convivialità”, tema tanto caro a don Tonino Bello, nel cui nome si sta celebrando la “cinque giorni” di quest’anno, meglio conosciuta come meeting internazionale interculturale e interreligioso “Carta di Leuca”.

Si registra per la prima volta la presenza dell’Esercito italiano – In quest’occasione, oltre a patrocinare e sostenere l’evento con la propria organizzazione logistica, correndo ininterrottamente lungo tutto il percorso da Brindisi a Leuca, all’alba del 10 agosto i nostri soldati porteranno sul piazzale del Santuario che s’affaccia sul Mediterraneo una fiaccola accesa, simbolo di pace.

La dichiarazione del comandante territoriale dell’Esercito in Puglia  Il comandante, generale di brigata Mauro Prezioso, afferma: “L’idea della partecipazione dell’Esercito alla ‘Carta di Leuca’ nasce come normale coinvolgimento della Forza armata a tutte le attività che riguardano il sociale. È  proprio il caso di dire, come indicato da uno dei nostri slogan, che ‘noi ci siamo sempre’ anche nel sociale, ponendo particolare attenzione alle attività socio-culturali. L’organizzazione e l’adesione ad attività indirizzate soprattutto ai giovani consolida l’impegno dell’Esercito nella diffusione dei fondamentali valori etici e di solidarietà insiti nella Forza armata. L’Esercito non poteva mancare – prosegue Prezioso – a un appuntamento così importante, un laboratorio interculturale e interreligioso rivolto ai giovani che vivono nelle diverse sponde del Mediterraneo e che si impegnano vicendevolmente nella costruzione di un futuro migliore attraverso la costruzione di percorsi di convivialità. Parteciperemo mettendo a disposizione dei giovani pellegrini vari assetti logistici, che vanno dai trasporti, alle docce, ai bagni, un modo per rendere più confortevole il cammino. Ma non solo: nella parte finale di questo viaggio, alcuni soldati porteranno – come dei tedofori – una fiaccola da Alessano (accesa dinanzi al sacello di don Tonino Bello), sino a Leuca, consegnandola nelle mani del vescovo, mons. Vito Angiuli”.

L’incontro con Papa Francesco – Qualche ora dopo la firma finale della “Carta di Leuca” alla presenza delle massime autorità civili, militari e religiose, nella serata di venerdì 10 ci sarà la partenza alla volta di Roma, dove l’11 e 12 agosto i giovani incontreranno Papa Francesco. A lui sarà consegnato, fresco fresco di stesura, il documento sulla pace.

Leuca (Castrignano del Capo) – Tutto confermato, come anticipato da Piazzasalento: si terrà dal 5 al 10 agosto la terza edizione della “Carta di Leuca – Step by Step, Face to Face” (passo dopo passo, faccia a faccia), che al nome inconsueto aggiunge anche un programma denso di novità non da poco: del resto, quest’anno è interamente dedicato a don Tonino Bello, il vescovo della “convivialità delle differenze” e della pace, nel 25° della sua morte. Come si ricorderà, il meeting interculturale e interreligioso è promosso dal Parco culturale ecclesiale “De Finibus Terrae” e dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca guidata da mons.Vito Angiuli e coinvolge giovani provenienti dai diversi Paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

Molto fitta d’appuntamenti l’agenda de “la cinque giorni”, alla quale parteciperanno ben 352 giovani: poco più della metà sono salentini (sono cinque le diocesi le diocesi coinvolte per la prima volta all’appuntamento di metà agosto: e cioè le tre arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, Lecce e Otranto, e le diocesi di Nardò-Gallipoli e Ugento S. Maria di Leuca, appartenenti tutte alla Metropolita di Lecce): gli altri giovani provengono perlopiù dai diversi Paesi europei, dai Balcani, dall’Africa e dal Medio Oriente. La Nigeria ha la delegazione più nutrita con 23 rappresentanti, poi c’è il Gambia con 22 giovani, la Costa d’Avorio, Mali, Senegal, Afghanistan, Albania, Algeria, Camerun, Etiopia, Ghana, Guinea, Guinea Bissau, Iraq, Lagos, Libano, Libia, Marocco, Niger, Nigeria, Pakistan, Rwanda, Sierra Leone, Siria, Somalia, Tunisia, Turchia e Ucraina.

Quest’anno sarà presente anche l’Esercito italiano, quale riconoscimento del suo impegno nelle diverse missioni di pace: in questa edizione saranno i militari dell’Esercito infatti, che, alla stregua dei tedofori olimpici, raggiungeranno “di corsa” (nella mattinata del 10) il piazzale di Leuca, portando una fiaccola accesa, simbolo della “pace” appunto.

Questi, in particolare, gli appuntamenti: domenica 5, arrivo a Brindisi nel pomeriggio per la “festa dell’accoglienza” (prevista la presenza dell’arcivescovo di Brindisi mons. Domenico Caliandro, ancora convalescente a seguito di una rovinosa caduta da cavallo durante la processione del Corpus Domini), e poi la cerimonia ufficiale per il “mandato di fraternità”, le “tende della convivialità”: subito dopo, ci si incammina, a piedi, verso Santa Maria del Casale. Lunedì 6, trasferimento a Santa Maria di Cerrate e “Cammino” verso Lecce, dove, alla presenza dell’arcivescovo mons. Michele Seccia, ci sarà un dibattito sulla Convivialità: la serata si concluderà con una festa organizzata dalla comunità locale.

Martedì 7 sarà la volta della diocesi di Nardò-Gallipoli (vescovo mons. Fernando Filograna) dove, a Copertino, ci sarà un momento di liturgia penitenziale accompagnata da eventi e incontri interculturali: anche qui la giornata si concluderà con una festa organizzata dalle parrocchie di Copertino. Mercoledì 8 agosto, da Copertino ci si sposta a “La Grottella” e da lì a Galatina (arcidiocesi di Otranto, vescovo mons. Donato Negro) dove si visiterà la basilica di Santa Caterina d’Alessandria, e, muovendosi alla volta di Otranto, la visita della cattedrale; dopo cena, serata in festa, a cura delle comunità locali.

Da Otranto, giovedì 9, ci si sposta a Poggiardo (la diocesi ospitante di Ugento-Santa Maria di Leuca, vescovo mons. Vito Angiuli), e poi ad Alessano, paese natale di don Tonino Bello, dove Papa Francesco il 20 aprile ha pregato sulla sua tomba. Nella notte tra il 9 e il 10 agosto, ci sarà una “marcia silenziosa a lume di candela”, che partendo dalla tomba del vescovo della “Chiesa del grembiule”, raggiungerà Leuca alle prime luci dell’alba, nel grande sagrato che s’affaccia sul Mediterraneo. Qui, dopo un momento di preghiera interreligiosa, ci sarà in diretta tv la proclamazione dell’Appello per la Pace, alla presenza del prefetto di Lecce Claudio Palomba e delle più alte rappresentanze istituzionali; poi, dopo un breve riposo dei partecipanti più che giustificato dalla notte “insonne” e dal percorso lungo 15 chilometri attravrsato a piedi, la giornata si concluderà con la “festa dei fuochi”.

Altra novità: non sarà Leuca l’ultima tappa, perché l’indomani si parte per Roma, dove, l’11 e 12 agosto, i giovani incontreranno Papa Francesco: “E chissà se nella “Carta di Leuca” di quest’anno – si lasciano sfuggire gli organizzatori della Fondazione- non ci sarà pure la sua firma. Questa edizione della “Carta di Leuca” è speciale, perché risponde anche alla chiamata del Santo Padre Francesco a mettersi in cammino verso il “Sinodo dei giovani”.

Andrano – Un castello per celebrare la pace: dalla serata di lunedì 23 luglio e fino a mercoledì 25, il castello Spinola-Caracciolo ospita il festival delle culture mediterranee, con una lunga maratona di eventi dedicati al dialogo fra culture e alla convivenza fra popoli.

Organizzato dall’associazione culturale “Mediterranea” (con sede ad Andrano), l’evento mescola letteratura, arte, musica, cinema e teatro, con incontri, mostre e mercatini che animeranno il castello in una maratona culturale no stop, che proseguirà ininterrottamente per le tre giornate, dalla sera alla mattina.
Tutti gli eventi del festival possono essere seguiti attraverso la diretta streaming su facebook.

Omaggio a don Tonino Bello e maratona di scrittori – Si parte lunedì con l’inaugurazione della mostra di pittura, scultura e installazioni digitali “Tessere di pace”, dedicata a don Tonino Bello e curata da Giuseppe Alessio, visitabile per tutta la durata del festival.
Martedì 24 spazio invece a una maratona letteraria vedrà protagonisti scrittori e poeti salentini: ognuno di loro avrà a disposizione un tempo massimo di 15 minuti per leggere poesie e testi (propri o di altri) legati alle tematiche della pace. Fra i tanti autori ospiti ci saranno anche Cosimo Renna (di Alliste), Alessia Lorenzi (di Racale) e Michele Bovino (di Aradeo).

Il teatro e il concerto di Claudia Casciaro – Fra gli appuntamenti di martedì 24 spiccano poi lo spettacolo “L’urlo” della compagnia teatrale Alibi (di Tricase) alle 21,45; e a seguire il concerto di Claudia Casciaro, cantante originaria di Marittima e famosa per la partecipazione al talent “Amici” nel 2012. Per tutte e tre le giornate, inoltre, si susseguiranno proiezioni di film a tema.

 

 

 

Nardò – Si avvia a conclusione il Salento Book Festival, rassegna itinerante di libri e cultura ideata da Giampiero Pisanello e quest’anno diretta da Luca Bianchini. Ancora tanti gli ospiti di livello nazionale che animeranno le tre serate finali, in programma venerdì 20 a Nardò, sabato 21 a Galatina e domenica 22 a Gallipoli.

Giornalismo d’inchiesta e storie al femminile a Nardò – Il lungo week end si apre venerdì in piazza Salandra (ore 20,30): qui, i giornalisti Danilo Procaccianti e Giorgio Mottola – dialogando con Danilo Siciliano – presentano il libro “Italia sotto inchiesta”, che racconta alcuni fra i principali scandali che hanno segnato il nostro paese negli ultimi anni.
Alle 21,30, stessa location per l’incontro con Chiara Francini e il suo romanzo “Mia madre non lo deve sapere”, una storia familiare al femminile, piena di emozioni e ironia. Dialoga con l’autrice Ilaria Marinaci.

Il ricordo di Bartali e i royal baby a Galatina – Tre gli appuntamenti per il sabato del Salento Book Festival a Galatina, tutti in piazzetta Orsini (nei pressi della basilica di Santa Caterina). Si comincia alle 20 con Gioia Bartali, che presenta il libro del padre Andrea (scomparso a giugno dello scorso anno): nel volume “Gino Bartali, mio papà” l’autore ripercorre glorie sportive e vita privata di uno dei più grandi campioni del Novecento. A dialogare con Gioia Bartali sarà Antonio Sanfrancesco.
Alle 21 è invece il momento del corrispondente Rai da Londra Antonio Caprarica, che dialogando con Patrizia Cesari presenta il libro “Royal baby”, un’analisi del mondo non sempre dorato in cui vivono i bambini delle dinastie reali.
Chiude la serata (alle 22) il ritorno di Chiara Francini, per una nuova presentazione di “Mia madre non lo deve sapere”, in dialogo con Eleonora Leila Moscara.

Migranti, ribelli e il pensiero di don Tonino Bello a Gallipoli – Nella serata finale del festival, domenica 22, si approda in piazza Aldo Moro a Gallipoli (nei pressi del santuario del Canneto). Qui, alle 20 arriva il regista salentino Giuseppe Pezzulla, che nel documentario “C’è di mezzo il mare” racconta le storie di migranti, richiedenti asilo e rifugiati che vivono in Salento. Partecipa all’incontro Carmelo Chianura di Arci. Modera Valentina Murrieri.
Sempre Valentina Murrieri incontra alle 21 Saverio Tommasi, autore di “Siate ribelli, praticate gentilezza”, un libro che è l’appassionata lettera d’amore di un uomo alle proprie figlie.
La chiusura del festival e della serata vede arrivare alle 22 il vescovo della diocesi Ugento-Santa Maria di Leuca monsignor Vito Angiuli, autore del libro “Ha scritto t’amo sulla roccia”, dedicato alla figura di don Tonino Bello. Dialoga con l’autore Antonio Sanfrancesco.

Castrignano del Capo –  Presentata stamattina in Prefettura la “Carta di Leuca 2018” “Step by step, face to face”. Diverse le novità per questa terza edizione, e non poteva andare diversamente nel venticinquesimo del dies natalis di don Tonino Bello, profeta della “convivialità delle differenze”, gsulla cui tomba – si ricorderà- in aprile scorso ha sostato in preghiera anche Papa Francesco. Innanzitutto non più il tragitto di pochi chilometri in notturna da Alessano a Leuca prima della sottoscrizione del documento finale, ma – secondo un programma più articolato  in via di definizione – un più lungo percorso, dal 5 al 10 agosto,  lungo le vie “sallentina”, “traiana-calabra e “leucadense”, con il conseguente coinvolgimento delle diocesi del territorio metropolitano di Lecce, cioè le arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, Lecce e Otranto e le diocesi di Nardò-Gallipoli e Ugento Santa Maria di Leuca.

Un maggiore coinvolgimento del territorio pugliese – dice il vicepresidente del Parco culturale ecclesiale, don Lucio Ciardo – in cui non mancherà la fatica del cammino da Brindisi ad Alessano, fino a Leuca,  per i giovani pugliesi e i ragazzi provenienti da ogni parte del mondo occasione propizia per conoscersi meglio e condividere, strada facendo, i principi sanciti nella Carta di Leuca all’insegna dell’incontro di persone di Paesi diversi che si affacciano sul Mediterrraneo: non mancherà lo studio e lo svago e, la sera, il giusto riposo con momenti di  spettacolo e di festa”.

Altra novità per questa terza edizione: il santuario “De finubis terrae” non sarà la tappa finale, che l’11 e 12 agosto si sposterà a Roma, allorché i giovani incontreranno Papa Francesco, per ricambiargli la visita di Alessano: “E chissà che quest’anno la Carta di Leuca non avrà anche la firma del Santo Padre”, confida speranzoso don Lucio. “Al Meeting della pace 2018 inviteremo tutti i sindaci di Puglia, perché, con indosso la fascia tricolore,  portino il saluto delle proprie comunità”.

Alla conferenza-stampa di oggi erano presenti il prefetto di Lecce Claudio Palomba, l’arcivescovo metropolita di Lecce mons. Michele Seccia, il vescovo di Ugento-Santa Maria di Leuca mons. Vito Angiuli, l’assessore regionale Loredana Capone, il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone (di Tuglie), il sindaco di Lecce Carlo Salvemini, il Comandante territoriale dell’Esercito in Puglia, gen. Mauro Prezioso, il presidente dell’Unione dei Comuni “Terra di Leuca”  Gabriele Abaterusso (di Patù), il presidente della Fondazione “Notte della Taranta” Massimo Manera, il vicepresidente nazionale del Csi (centro sportivo italiano) Marco Calogiuri, il coordinatore delle pastorali giovanili delle diocesi partecipanti a Carta di Leuca, don Pasquale Fracasso, e numerosi  altri rappresentanti istituzionali e imprenditoriali del territorio.

Alessano – La musica che unisce, coinvolge e cura la mente, sarà celebrata ad Alessano, il prossimo 30 giugno, alle ore 18,30 in piazza Castello. Un’occasione da ricordare, quella dell’evento realizzato dal C.S.M. di Maglie – Dipartimento di Salute Mentale – ASL Lecce “Un gioioso miscuglio di Musica”, ricordando i 40 anni dall’approvazione della legge Basaglia, ed il 25° anniversario di don Tonino Bello vescovo. Il ritmo, terapia per i pazienti psichiatrici fa da collante tra la riforma psichiatrica realizzata con la Legge 180, che – fanno sapere gli organizzatori – ha permesso di modernizzare l’impostazione clinica dell’assistenza, ad Alessano, paese natìo di don Tonino Bello e custode dei suoi insegnamenti, ma anche culla della “pizzica salentina”. Un luogo dove unire – con la danza popolare – i professionisti dei gruppi musicali e gli operatori sanitari per combattere l’isolamento dei pazienti psichiatrici.

L’idea nasce grazie ad esperienze già sperimentate che hanno dimostrato quanto sia stato importante l’uso della musica, in particolare della pizzica, come terapia nei pazienti psichiatrici. Il tamburello si è rivelato un importante strumento per il trattamento di soggetti schizofrenici, bipolari, affetti da depressione maggiore che presentano anche delle difficoltà di integrazione sociale. Ciò che si è notato è stato un cambiamento positivo nei pazienti sia da un punto di vista fisiologico che cognitivo psicologico.

L’evento, realizzato con il patrocinio del Comune di Alessano, vedrà la partecipazione del Coro “I Cantori di Ippocrate”, dell’Associazione Culturale “Argalìo” di Corigliano d’Otranto, con cui danzeranno le “Dionisìe” dirette da Annarita Vizzi, ospiti e operatori sanitari delle CRAP leccesi. La serata sarà aperta da un dibattito, al quale sono stati invitati a partecipare il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, l’assessore regionale al Welfare Salvatore Ruggeri, il Direttore Generale ASL Lecce Ottavio Narracci, il Direttore del D.S.M ASL Lecce Serafino De Giorgi, il Sindaco di Alessano Francesca Torsello, l’assessore al Welfare Comune di Alessano Donato Melcarne, il direttore del C.S.M. Maglie Donato Damiano Merico, la psicologa psicoterapeuta Rosa Ferraro, il medico – sociologo Mariano Di Monte ed i direttori delle CRAP della provincia di Lecce. Modera lo psicologo psicoterapeuta del C.S.M. Maglie Luce Pignataro. A seguire, sarà possibile visitare l’esposizione dei lavori realizzati dagli ospiti delle CRAP leccesi e, infine, alle 21 avrà inizio la sperimentazione musicale.

 

 

 

Lecce – Secondo appuntamento per celebrare la “Giornata mondiale del Rifugiato”, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni unite. Il programma è quello di Arci Lecce, finalizzato a ribadire i valori della solidarietà verso chi fugge da guerre, fame e persecuzioni. Anche questo evento si avvale del patrocinio dei comuni di Lecce, Trepuzzi, Surbo, Campi Salentina, Galatina, San Pietro Vernotico, Sogliano Cavour, Caprarica di Lecce, Cavallino, Castrignano De’ Greci, Castrignano del Capo, Diso, Lequile, Patù, Tricase e dei comuni dell’Ambito territoriale sociale di Campi Salentina.

Incontro con padre Alex Zanotelli Domani, lunedì 25 giugno, all’interno del Parco chiesetta Balsamo di Lecce, quartiere San Pio, per conoscere da vicino le attività svolte con i progetti di accoglienza gestiti da Arci Lecce, con l’incontro insieme a padre Alex Zanotelli, il concerto di Crifiu, la proiezione del film “Il Quartiere” di Filippo Cariglia, e molto altro. Si inizia alle 19 con il dibattito con padre Alex Zanotelli, missionario combinano, promotore della Rete Lilliput, direttore rivista “Mosaico” fondata da don Tonino Bello, il vescovo nato ad Alessano, ispiratore e fondatore di diversi movimenti italiani sulla pace, giustizia sociale e non violenza. Dopo l’esperienza missionaria in Sudan, dal 1965 al 1973 a difesa delle fasce più povere della popolazione martoriate dalla guerra civile, e dal 1989 al 2001 in Kenya, nel cuore delle baraccopoli nella periferia Nairobi, oggi padre Alex Zanotelli vive nel Rione Sanità di Napoli, nel tentativo di ridare speranza a un territorio segnato da un’inaudita violenza camorristica. Durante la serata ci sarà uno stand della libreria Palmieri di Lecce dove poter acquistare libri e pubblicazioni di padre Alex Zanotelli.

Film sul quartiere del miscuglio Alle 20,30 Proiezione del film “Il quartiere” di Filippo Cariglia incentrato sulla zona San Pio a Lecce, un quartiere dove si mescolano studenti, anziani e migranti, ed esposizione dell’omonima mostra fotografica. Scene di vita reale si alternano una dietro l’altra facendoci conoscere persone che vivono il quartiere da quasi mezzo secolo, e di altre che vi si trovano solo di passaggio. Quello che un tempo sembrava essere la periferia della città, diventa in breve il centro della vita notturna cittadina. A seguire i programma prevede poi l’esibizione del coro “Made in World”, composto da richiedenti asilo e rifugiati ospiti nei progetti di accoglienza integrata gestiti da Arci Lecce e diretti da maestro Ettore Romano.

Gran finale con i Crifiu Alle 22,30 il concerto dei Crifiu che presenteranno il nuovo tour, un viaggio dal rock alle melodie del Mediterraneo, dall’elettronica e alla world music. Dopo il successo di “Rock & Raï” e “Al di là delle nuvole” la band salentina è ritornata con il nuovo singolo “Il Clown di Aleppo”, dedicato ad Anas alBasha, il giovane volontario vestito da pagliaccio che, nonostante la guerra in Siria, aveva deciso di rimanere ad Aleppo per regalare un sorriso ai bambini, finendo egli stesso vittima dei bombardamenti.

Per tutta la durata della manifestazione, sarà possibile visitare lo stand informativo a cura di EnFem, progetto internazionale con Arci Lecce capofila, nell’ambito delle iniziative di cittadinanza, avviato per migliorare e facilitare l’integrazione delle donne migranti in Europa, arricchito da una sezione video a cura Cooperativa Alfea, sui laboratori e le attività realizzati nel corso del progetto.

 

Taurisano – Nel 25mo della morte di don Tonino Bello, con la venuta ad Alessano di Papa Francesco che si è fermato a pregare sulla sua tomba, si torna a parlare della santità non solo del vescovo di Alessano ma anche di altri che, a quanto pare, non mancano in questo lembo di terra in cui ricade la diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca guidato da mons. Vito Angiuli. Oltre alle cause di beatificazione della fondatrice dell’istituto religioso “Figlie di Santa Maria di Leuca” Madre Elisa Martinez, c’è pure quella di Mirella Solidoro, di Taurisano, morta a 34 anni in odore di santità, dopo una lunga malattia. Terza di cinque figli, Mirella nacque a Taurisano il 13 luglio 1964 e a 9 anni ebbe inizio il suo calvario, prima con forti mal di testa, sino alla scoperta di una estesa massa tumorale nel capo. Nel settembre 1979, a seguito di un intervento eseguito dall’equipe di neurochirurgia del “Vito Fazzi” di Lecce, rimase cieca, ma “nonostante le sue numerose sofferenze che la costringevano il più delle volte a letto, serbava sempre parole di conforto verso chi l’andava a trovare”, come ricordano quanti l’hanno conosciuta, particolare che è posto a base poi del suo processo di beatificazione.

“Così l’ho fatta conoscere al Papa” E’ proprio di questi giorni la notizia che il segretario di mons. Angiuli diacono don Luigi Bonalana, ha consegnato a Papa Francesco un’immagine della “serva di Dio” durante l’udienza in piazza San Pietro. “Un momento particolarmente emozionante – racconta don Bonalana – la figura di don Tonino Bello ormai ha catalizzato tutta la nostra diocesi e non solo. Affascinato da questa splendida figura di santità (il riferimento è a Mirella Solidoro, ndr) mi sto prodigando di farla conoscere e di farne apprezzare le sue virtù eroiche di santità. Il giorno della venuta di Papa Francesco mi ero prefissato di fargli conoscere anche Mirella, e l’occasione, grazie a mons. Angiuli,  che me ne ha data l’opportunità, non mi è mancata, di salutare nei giorni scorsi Papa Francesco, in piazza San Pietro. Ho portato con me un quadretto di Mirella Solidoro, l’ho messo nelle sue mani e lui con grande entusiasmo  mi ha chiesto chi fosse. Ho illustrato la figura di Mirella al Santo Padre, che si è soffermato in modo particolare quando gli ho parlato della sua cecità e del modo con cui ha accettato la sofferenza. Si è chinato sul quadretto, l’ha baciato e benedetto, per poi consegnarlo al suo segretario. Si è congedato da me con un abbraccio – conclude ancora emozionato – e l’entusiasmo è stato tanto: Mirella ha fatto certamente la sua parte. ne sono convinto. Mi auguro quanto prima, di vederla onorata sugli altari assieme a don Tonino”.

Papa Francesco e monsignor Vito Angiuli

Ugento – “Carissimi, è con profonda amicizia che la Chiesa di Ugento-Santa Maria di Leuca vi dà il benvenuto in questa “terra finestra”, dove lo stupore ha posto la sua dimora e si fa proposta per la vostra vacanza”: inizia così il gesto di accoglienza ai turisti e villeggianti che stanno per attivare o, in parte, sono già qui da parte del vescovo della diocesi Ugento – Santa Maria di Leuca, mons. Vito Angiuli. Il presule cita l’espressione “terra finestra” fatta propria da Papa Francesco nell’anniversario della morte di don Tonino Bello ad Alessano lo scorso aprile, simbolo di sguardi lunghi e larghi.

“Stupitevi della bellezza del Creato. I mari con la loro brezza, il sole con il suo calore e il verde con i suoi profumi diventano respiro di vita quotidiana. Stupitevi della bellezza dell’Arte è l’invito di monsignor Angiuli – . Le forme eleganti del barocco, i colori vivi delle tele e il suono gioioso degli organi divengono gioia di vita bella. Stupitevi della bellezza del nostro popolo. Il sorriso cordiale, l’accoglienza laboriosa e la battura sempre pronta si fanno esperienza di fraternità. Vivete la nostra terra! Vivete le sue feste che raccontano il desiderio di incontro. Vivete i suoi luoghi sinbolo: Leuca con il suo Santuario della Madonna e Alessano con la profezia di don Tonino Bello. Vivete le numerose iniziative culturali e religiose che vogliamo condividere con voi, offrendole come un dono. Vi auguro – conclude il vescovo – che in queste vacanze nel Capo di Leuca nasca in ciascuno di voi il desiderio per una forma di vita meravigliosa!”.

 

Alessano – Organizzato dalla Fondazione Parco culturale ecclesiale “Terre del Capo di Leuca – De Finibus Terrae”, parte “Cammini d’estate”, quattro escursioni domenicali, “per conoscere la storia, la cultura e la natura del Capo di Leuca”: si comincia il 3 giugno, per poi proseguire il 17 dello stesso mese e poi l’8 e il 22 luglio. “Quattro appuntamenti con altrettante escursioni a piedi nel Salento più profondo e autentico, nell’entroterra meno valorizzato e lontano dal clamore delle mondanità estive:  è proprio da lì che si ritrova la ruralità e la spiritualità che maggiormente appartengono all’identità delle comunità locali”, fanno sapere da Alessano, dove il programma pluriennale di sviluppo umano integrale “Cammini di Leuca” ha preso forma per volontà del vescovo di UgentoS.Maria di Leuca mons. Vito Angiuli, e poi dai sacerdoti della diocesi impegnati nel sociale, dalle istituzioni territoriali, dalle associazioni culturali e dalle imprese locali interessate al progetto.

Il primo appuntamento in programma si terrà nel paese di don Tonino Bello, recentemente visitato da Papa Francesco: domenica 3 giugno alle 8,30 è previsto il ritrovo presso il punto di informazione turistica e religiosa di via Macurano. La passeggiata condurrà a Patù, per appena 7 chilometri: partendo dall’”ultima dimora” di don Tonino Bello, accompagnati da guide turistiche regolarmente abilitate, si proseguirà verso l’area archeologica di Macurano, e poi per il complesso monumentale di Leuca Piccola, il pozzo di San Pietro e la sua chiesa dell’anno mille, sino alle “Centopietre”, dove si potrà ammirare Patù agghindata a festa per “l’Infiorata”, uno speciale addobbo delle vie cittadine  per il passaggio della processione del “Corpus Domini”. Previsti momenti di riflessione e di svago.

“Fare una passeggiata tra vie e sentieri sconosciuti ai più diventa anche occasione per allacciare nuove amicizie, ma anche per recuperare le tre direttrici storiche del Salento, muovendo i passi sulle orme della storia, dalla via Sallentina dei Messapi alla via Traiana Calabra degli antichi romani, fino alla via Leucadense che prosegue i cammini della perdonanza, continuando fin dall’antichità a spingere genti di tutta Europa a giungere al “finis terrae” di Santa Maria di Leuca, guardando alla Terrasanta”, si spiega nella nota diffusa dagli organizzatori. La partecipazione all’evento è completamente gratuita. Per informazioni: 08331694970 – www.camminidileuca.it.

Gallipoli – Dal prossimo 1° giugno  i pullman di Salentoinbus cominceranno a percorrere le strade del Salento e a collegare il capoluogo con le località turistiche della costa ionica e adriatica. Il servizio, che fu inaugurato nell’estate del 1999 per iniziativa della Provincia di Lecce, ha costituito in questi anni un punto di riferimento non solo per i turisti, ma anche per i residenti che, per raggiungere il mare, scelgono di utilizzare un pullman pubblico, appunto. Salentoinbus, che durerà fino al 30 settembre, diventa indispensabile di domenica quando i treni della “Sud Est” rimangono fermi in deposito (per quanto ne sappiamo al momento; ma non si escludono novità).

Tutto come lo scorso anno Confermate le linee e i percorsi dell’anno scorso, con una sola novità.  Come nelle precedenti edizioni Salentoinbus si articola su nove linee principali: 101( Lecce-Torre dell’Orso- Otranto); 102 (GallipoliMaglie); 103 ( Maglie-Santa Cesarea- Castro-Marina di Andrano); 104 (Lecce-Porto Cesareo-Gallipoli); 105( Otranto-Santa Cesarea-Castro-Santa Maria di Leuca); 106 (Lecce-Maglie-Otranto); 107 (Lecce- Maglie-Tricase-Santa Maria di Leuca); 108 (Lecce-Gallipoli-Santa Maria di Leuca); 110 (Porto Cesareo-Riva degli Angeli). La novità riguarda la linea 107 che da Lecce arriva fino a S. Maria di Leuca perché è prevista una tappa ad Alessano, paese natale di don Tonino Bello, con sosta al cimitero, per quanti vogliano andare a pregare sulla sua tomba. Il processo di canonizzazione, la recente visita del Papa, il sempre più consistente numero di turisti che nella rotta Lecce-Capo di Leuca fanno tappa ad Alessano, ha suggerito di inserire la nuova fermata nella linea 107. C’è un altro elemento da tenere presente: quest’anno è prevista una iniziativa che vedrà una grande affluenza a Leuca di giovani provenienti da tutte le diocesi. Dal 5 al 10 agosto, infatti, “Il cammino dei giovani per la convivialità di pace nel Mediterraneo” partirà da Brindisi e toccherà tutte le diocesi salentine: Lecce, Otranto, Nardò-Gallipoli, Ugento.  L’11 agosto, poi, numerosi pullman partiranno da Leuca per Roma per incontrare Papa Francesco in vista del sinodo dei giovani. Il prossimo 30 maggio, in sede di conferenza stampa in Provincia saranno forniti i particolari del servizio, con gli obiettivi che si vogliono raggiungere e con le difficoltà che si incontrano ogni anno.

Tratte “doppioni” e niente servizi nelle soste Anche quest’anno sembra che manchi il contributo della Regione che servirebbe per dotare le soste di pensiline e di servizi, specialmente nelle tappe più frequentate come Gallipoli. Sotto il sole di luglio e agosto, niente panchine, niente servizi che possano rendere più gradevole l’attesa del pullman. Ogni anno la Provincia, presieduta da Antonio Gabellone (di Tuglie)  chiede un contributo alla Regione, ma inutilmente. Nonostante qualche difficoltà, i numeri del 2017 sono da capogiro: circa un milione di persone si sono servite di Salentoinbus e ad agosto, per alcune tratte,  furono impiegati anche pullman doppi. Esiste poi il problema delle tratte “doppioni”, Ferrovia Sud Est e Salentoinbus. Sarebbe auspicabile che quest’ultimo venisse usato in maniera intensiva nelle tratte in cui non ci sono stazioni ferroviarie o almeno dovrebbero essere raccordati gli orari, cosa che non succede perché alcune corse su ferro e su gomma partono nel medesimo orario.  C’è invece integrazione con i mezzi a lunga percorrenza da e verso Lecce: infatti partenze e arrivi sono coordinati con  arrivi e partenze di treni e aerei (bus navetta da e per gli aeroporti di Brindisi e Bari).

Fra qualche giorno con le decisioni e gli impegni che dovrà assumere l’azienda ferroviaria (il 28 previsto un incontro per la decisione dei treni domenicali) e l’inizio di Salentoinbus si potrà capire che cosa il Salento può offrire a turisti e residenti oltre i famosi sole, mare e vento di cui non ha alcun merito.

 

 

Alessano – Ma è stato casuale, dopo il 20 aprile e Papa Francesco sulla sua tomba ad Alessano, questo ritorno di diffuso interesse per don Tonino, o le innumerevoli iniziative in suo nome e sui suoi pensieri, da Milano a Leuca, sono i frutti che periodicamente riemergono e si rilanciano, gettando l basi di altri incontri? O, ancora,  è semplicemente la risposta, sotto varie forme e con diverse modalità, all’invito di Francesco di “raccogliere ciò che don Tonino ha seminato” e continua a seminare da quella tomba orizzontale, terra terra, anch’essa lontana mille miglia dalla monumentalità di certi sepolcri? Cosa dicono, in questo attualissimo florilegio di scritti belloniani, coloro che lo hanno conosciuto a lungo e da vicino, testimoni e prosecutori, ed anche coloro che sono arrivati a scoprire questa sorgente di ispirazione un po’ dopo?

“Parla alla Chiesa ed anche al mondo” “E’ un profeta che parla nella Chiesa, ma anche al mondo” è il pensiero di monsignor Vito Angiuli, vescovo della diocesi di UgentoSanta Maria di Leuca, il quale nel saluto a Papa Francesco ha auspicato, rimarcandolo più volte, l’elevazione all’onore degli Altari di don Tonino Bello. Secondo mons. Angiuli, il 20 aprile ha rappresentato un punto d’arrivo con riferimento alla sua Beatificazione, perché Papa Francesco in preghiera sulla tomba di don Tonino ha messo il sigillo anche sull’insegnamento, sulla testimonianza di vita e sul riconoscimento delle sue virtù eroiche, propedeutico al riconoscimento di santità, di cui si sta già occupando la  Congregazione per la Causa dei Santi. “Punto di partenza – prosegue il presule – anche per noi come Chiesa che ora dovremo conformare la nostra vita agli insegnamenti di don Tonino; ma punto di partenza anche per la società civile, perché la voce di don Tonino è rivolta anche a loro, quando parla di poveri, di giustizia e di pace”. In un intervento sulla Gazzetta del Mezzogiorno, il vescovo ha richiamato le immagini principali disegnate da don Tonino nella sua visione generale: la Chiesa del grembiule, l’albero piantato in cielo, il viaggio, la tenda, il pronto soccorso: “La Chiesa disegnata e insegnata da don Tonino non è una povera Chiesa ma una Chiesa povera e bella, una Chiesa che vive tra il cielo e la terra, felice di adorare Dio e di condividere le gioie e le speranze del mondo”.

“Annunciare, denunciare, rinunciare” Don Salvatore Leopizzi è parroco a Gallipoli nella chiesa di S. Antonio, dove è di casa “l’accoglienza degli immigrati, ma, secondo l’insegnamento di don Tonino che accoglieva in episcopio gli sfrattati e i senzatetto, anche di persone con difficoltà abitative”. Si chiama Casa di seconda accoglienza AgaPolis il centro a loro riservato ed ospita una ventina di persone.  Amico della prima ora di don Tonino, più che seguace, don Salvatore è un suo  “devoto”  (come egli stesso si definisce) oltre che autorevole esponente di Pax Christi di cui  il vescovo dei poveri fu presidente nazionale sino alla fine dei suoi giorni. “Non sapevamo  ancora della venuta di Papa Francesco, quando organizzammo l’appuntamento per il 25° di don Tonino, a Molfetta. Per non perderci gli incontri di Alessano e Molfetta col Papa – racconta don Salvatore –  il convegno si è poi tenuto il 21 e 22 aprile”. “Le radici di sogni diurni” il tema della due giorni“ è stato il tema. “Sogni diurni è un’espressione tipica di don Tonino – spiega il parroco gallipolino – quando si riferiva a quei sogni che si possono e si debbono realizzare; “le radici” invece sono ciò da cui attingere. Degli insegnamenti di don Tonino uno non può più farne a meno una volta che li ha conosciuti”. Più che abbandonarsi alla nostalgia del passato, ora è necessario guardare avanti: “Chi lo ha conosciuto non può esimersi dall’essere  “artigiano di pace” – dice – ma secondo i verbi trinitari di don Tonino, si deve annunciare, denunciare e rinunciare: annunciare come si annuncia la buona novella del Vangelo; denunciare tutto ciò che deturpa l’uomo nella sua dignità di creatura a immagine di Dio: e se non lo fa  la Chiesa – si chiede – viene meno a un suo preciso compito. Infine la Chiesa deve rinunciare ai segni del potere per poter acquisire il potere dei segni: la Chiesa della Stola e del grembiule, insomma. In conclusione, una Chiesa  “povera per i poveri”, come la prefigurava ieri don Tonino Bello e come la vuole oggi la Chiesa di Papa Francesco’”.

“Fare del 20 aprile la Giornata della Pace” Come donna di questa terra, il Sindaco di Alessano Francesca Torsello non si lascia andare all’ autocompiacimento per la bella riuscita dell’evento di valore nazionale ed oltre, ma già pensa al futuro, accogliendo così l’esortazione di Papa Francesco: “Prega per me e coraggio, vai avanti”, le ha detto sul palco a ridosso del cimitero. Così, ha già preso contatti con don Luigi Ciotti di “Libera”, con gli esponenti di “Pax Christi” e con altre organizzazioni umanitarie, perché il 20 aprile, da qui in poi, segni  “una via di non ritorno”. Pensa già al nome da dare a quella data il Sindaco, anche se c’è ancora tempo: “Giornata della Pace”, così lo  vorrebbe intitolare, un appuntamento in cui il tema dominante sia la pace, ma non solo “perché non ci può essere pace senza giustizia sociale”. “Mi piacerebbe che quell’enorme spiazzo accanto al cimitero, che venerdì scorso ha accolto migliaia di giovani, diventi ora il luogo da cui, in nome di don Tonino parta forte il messaggio e l’auspicio di pace”. In nome di un Salento conosciuto come ponte per i popoli, piuttosto che muro.

“Uno dei suoi sogni diurni: essere contemplAttivi” “Mi sembra un sogno. Stento ancora a crederci che anche Papa Francesco sia venuto sin qui, ad Alessano, per pregare sulla sua tomba: è l’ennesimo regalo di don Tonino”, confida  emozionato Giancarlo Piccinni, presidente della omonima Fondazione. Proprio il sodalizio è stato il motore e comunque il partecipante atteso in numerose manifestazioni, da Bari a Milano, dalla Marcia della Pace da Alessano a Leuca ed altre. “A volte – confessa – ci prende la struggente nostalgia del passato, quando aiutava noi giovani a scoprire gli aspetti migliori della vita, ma poi debbo ammettere che, in questi 25 anni, don Tonino  non ci ha mai lasciati soli, nemmeno per un istante, ed ha continuato a seguirci e a ispirarci”. Passata la grande emozione per la buona riuscita dell’evento indimenticabile, come Fondazione ”proseguiremo nel nostro impegno perché il messaggio  di don Tonino sia ulteriormente divulgato e studiato, non solo come momento culturale e spirituale, ma anche come impegno nel sociale, nelle scuole e nei  luoghi dove si vorrebbe mettere in discussione ed è in pericolo la dignità dell’uomo”, conclude Piccinni..

Gallipoli – La vita e l’esempio di don Tonino Bello continuano ad essere ricordati e rilanciati, messi in maggiore risalto con la venuta del Papa ad Alessano il 20 aprile scorso, giorno del suo 25° anniversario. Se ne parlerà, tra le altre, a Milano il 6 maggio prossimo a cura dell’associazione regionale pugliesi. A Bari, nei giorni scorsi gli sono state dedicate due serate: la prima con lo spettacolo teatrale “Il profeta di Dio” regia di Lino De Venuto; il giorno successivo si è avuta una serata di testimonianze, a cui hanno preso parte le persone che hanno conosciuto bene il vescovo di Molfetta e ne hanno reso omaggio raccontando alcuni aneddoti della loro storia.
All’incontro, che si è tenuto al Circolo Unione, presso il Teatro Petruzzelli, hanno partecipato don Salvatore Leopizzi, parroco di Gallipoli e amico della prima ora di don Tonino (nella foto il suo intervento durante l’attesa di Papa Francesco ad Alessano); il suo medico curante, il dottor Domenico Cives; il direttore responsabile di “L’altra Molfetta”, Sergio Magarelli. A condurre è stato chiamato il presidente della Fondazione “Don Tonino Bello” di Alessano, Giancarlo Piccinni.

Ogni intervento è stato preceduto da un video in cui le immagini erano accompagnate dalle parole forti e cariche di significato di don Tonino, già parroco di Tricase. Lui era le parole che pronunciava, e a testimonianza della sua coerenza i relatori hanno raccontato che davvero il vescovo era una persona straordinaria, diversa da tutti. “Don Tonino è stata sempre una sorpresa di Dio – ha ricordato don Salvatore, ricordando l’episodio degli zucchetti del Papa e dei vescovi fatti volare via dal vento nel giorno della visita alla sua tomba e poi sul palco – don Tonino quando celebrava non lo metteva e per questo spesso è stato ripreso dal Vaticano”. La convivialità delle differenze; l’essere disarmati e disarmanti; il “diventare scrupolo”, come un sassolino che da fastidio nelle scarpe dei potenti; le sue parole che donate agli altri sono diventate impegno e responsabilità: questi i temi principali della discussione, che per circa due ore ha tenuto desta l’attenzione del pubblico.

Si è parlato anche degli ultimi momenti di vita, della sua fede incrollabile, del suo essere visionario e, inevitabilmente, del suo impegno durante l’emergenza degli albanesi nel porto di Bari e poi contro la guerra e l’assedio di Sarajevo, con una drammatica marcia di pace sotto le bombe e i cecchini. “A chi lo ha conosciuto ha lasciato la responsabilità delle sue parole e opere – ha concluso don Salvatore Leopizzi – e le sento di più ogni volta che parlo di lui pubblicamente. Ed è questo che voglio trasmettere: abbiate il privilegio di essere spine”.

L’evento è stato organizzato dal Comitato “Testimoni del Bello” con sede presso la parrocchia “Immacolata” di Bari dei Frati cappuccini e coordinato dal parroco fra Ruggiero Doronzo. Enti patrocinanti: Regione Puglia, Comune di Bari, Città metropolitana di Bari, L’Aurora serafica, Arcidiocesi di Bari-Bitonto, Fondazione “Don Tonino Bello”, Crocerossine d’Italia.

Capo di Leuca – Dalla tomba nel cimitero di Alessano verso il santuario “De finibus terrae”: questo l’itinerario della “Marcia della pace” che venerdì 4 maggio vedrà convergere nel Capo di Leuca decine di scuole da tutta la Puglia nel nome di don Tonino Bello. Sulla scia della recente visita di Papa Francesco, “In cammino con don Tonino” è l’iniziativa promossa dall’assessorato alla Formazione e al Lavoro della Regione, dalla Fondazione don Tonino Bello di Alessano e organizzata dall’Istituto superiore “Salvemini” in collaborazione l’Ufficio scolastico regionale e le scuole di Puglia intitolate all’ex vescovo di Molfetta.

Il programma della giornata – L’iniziativa prevede il ritrovo alle 8.45 nei pressi del cimitero con l’accoglienza affidata alle dirigenti scolastiche Chiara Vantaggiato (per l’Iiss Salvemini), Anna Lena Manca (Iiss Don Tonino Bello di Tricase) e Salvatora Accogli (Istituto comprensivo di Alessano), insieme al sindaco Francesca Torsello ed alla testimonianza dei parenti di don Tonino. Alle 9.15 la partenza della marcia con sosta programmata alle 11.30 nel piazzale dei Padri Trinitari di Gagliano del Capo e arrivo verso le 13 al santuario di Santa Maria di Leuca dove interverranno il vescovo della diocesi di Ugento monsignor Vito Angiuli, il presidente della “Fondazione Don Tonino Bello” Giancarlo Piccinni, l’assessore regionale Sebastiano Leo ed il direttore dell’Ufficio scolastico regionale Anna Cammalleri. La manifestazione proseguirà poi sul lungomare di Leuca con spettacoli e laboratori sui temi della pace, dei diritti umani e della bellezza e salvaguardia della natura tanto cari all’ex parroco di Alessano.

Gallipoli – Sarà stato l’umile e straordinario omaggio di Papa Francesco sulla sua tomba; oppure l’affetto profondo che nutrono in tanti verso un uomo dalle visioni profetiche; o anche l’idea della Chiesa da lui rappresentata, fatto sta che si susseguono le iniziative, gli incontri, i giochi persino in suo nome: il clan don Tonino Bello di Tuglie ha organizzato un torneo di burraco a scopi benefici; a fine aprile a Gallipoli gli sono stati dedicati due giorni tra concerti, testimonianze e messaggi sotto il titolo “Don Tonino Bello seme di pace profumato di cielo”; ieri a Lecce due Università (del Salento e di Bari), la Pontificia Facoltà teologica, la Fondazione omonima di Alessano, i prelati di Lecce e di Ugento-S. Maria di Leuca ed altri hanno focalizzato una delle sue espressioni più umane (la convivialità delle differenze). Sulla scia s’incontra adesso l’Associazione regionale pugliesi di Milano che per il 6 maggio ha organizzato con la Federazione provinciale dell’Istituto del Nastro Azzurro di Milano con la partecipazione dell’arcivescovo di Milano Mario Delpini, per “riflettere sulla figura e l’eredità del Vescovo degli ultimi”.

Cos’ha da dire don Tonino, legato a Milano, in questi tempi? “Cos’ha da dire un testimone del Vangelo come don Tonino Bello agli uomini e alle donne del nostro tempo? Qual è il suo insegnamento per vivere la città di oggi con le sue contraddizioni e fatiche?” si legge nell’annuncio della manifestazione milanese, che richiama la visita di papa Francesco nei luoghi di don Tonino, Alessano e Molfetta, nel 25mo anniversario della morte. L’appuntamento è per domenica 6 maggio alle ore 16.30, presso il Salone della Federazione del Nastro azzurro, in via San Barnaba 29 (alle spalle del Palazzo di Giustizia). Il tema prescelto è “La chiesa del grembiule, l’ala di riserva, la convivialità delle differenze: tre modalità indicate da don Tonino Bello per vivere il proprio tempo”. I promotori ricordano “don Tonino” anche come presidente nazionale di Pax Christi, ed il processo di beatificazione in corso: “Con la città di Milano don Tonino ebbe un rapporto particolare: nel dicembre del 1989, infatti, fu chiamato dall’allora arcivescovo, il cardinale Carlo Maria Martini, in occasione della festa patronale di Sant’Ambrogio, per proporre una riflessione durante il tradizionale Discorso alla città”.

Le immagini poetiche e profetiche “La figura, il pensiero e l’eredità di don Tonino saranno affrontati prendendo spunto dalle immagini poetiche tipiche del suo linguaggio: il servizio (la chiesa del grembiule), la solidarietà (l’ala di riserva), la convivenza dei popoli all’insegna della pace e della fraternità (la convivialità delle differenze)”, si rimarca nella nota. In programma l’intervento di monsignor Mario Delpini; il coordinamento di Agostino Picicco (giornalista e autore di diversi volumi su monsignor Bello); i saluti istituzionali di Arnaldo Cassano, presidente Federazione del Nastro azzurro e di Camillo de Milato, presidente dell’Associazione regionale pugliesi; poi gli interventi di Giancarlo Piccinni (foto), presidente della Fondazione don Tonino Bello, don Maurizio Ormas, docente di Magistero sociale presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, Giuseppe Selvaggi, scrittore e studioso di tradizioni popolari. Nel corso dell’incontro, a ingresso libero, verranno letti alcuni brani di don Tonino a cura degli attori della Compagnia “Ora in scena”.

 

Foto di Luigi Mauramati

Gallipoli – Continuano a germogliare iniziative per un uomo che “si è seminato in questa terra”, per dirla con le parole di Papa francesco ad Alessano davanti alla tomba “in orizzontale” del vescovo di Molfetta ma per tutti “don” Tonino Bello.  Dalle gare podistiche ai convegni, dai concerti alla Settimana dei diritti, alle testimonianze, solo per richiamare le iniziative a lui dedicate più di recente, sono numerose le occasioni in cui l’insegnamento profetico del presule scomparso 25 anni fa viene ripreso, rinvigorito e rilanciato. Come sarà certamente anche il 2 maggio a Lecce: la  Diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca, la Fondazione Don Tonino Bello, l’ Università del Salento, l’Università di Bari “Aldo Moro”, la Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale sezione S. Luigi di Napoli, la  Facoltà teologica pugliese di Bari, tutti insieme hanno organizzato per le 9.30 del 2 maggio appunto,  presso la sala conferenze del Rettorato dell’Università del Salento, in piazza Tancredi 7 a Lecce, il convegno “Convivialità delle differenze – L’eredità di Don Tonino Bello a 25 anni dalla scomparsa”.

Il programma dell’incontro aperto al pubblico, moderato da Domenico Fazio, prorettore vicario di Unisalento, prevede alle ore 9.30, i saluti istituzionali di Carlo Salvemini, Sindaco di Lecce; mons. Michele Seccia, arcivescovo metropolita della Città di Lecce; Vincenzo Zara, rettore UniSalento; Antonio Felice Uricchio, rettore Università “Aldo Moro”; Pino Di Luccio, decano Pontificia Facoltà teologica dell’Italia meridionale, sezione S. Luigi di Napoli; Angelo Panzetta, preside Facoltà teologica pugliese di Bari. La prolusione, a cura di mons. Vito Angiuli, avrà come tema uno dei messaggi più forti ed attuali di don Tonino: “La “convivialità delle differenze, principio architettonico del pensiero di mons. Antonio Bello”, come si sottolinea in una nota dei promotori. Si proseguirà con la relazione di Carlo Alberto Augieri dell’ Università del Salento, che avrà come tema: “I tuoi gemiti si esprimono nelle lacrime dei maomettani e […] nella rettitudine degli atei”: Don Tonino Bello e la teologia ‘agnitiva’ dell’oltre Babele”. Dopo la pausa caffè,relazionerà Giuseppina De Simone della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia meridionale di Napoli, su: “Convivialità delle differenze e dialogo interreligioso”, seguita da Francesco Fistetti dell’ Università di Bari che interverrà su: “Convivialità e convivialismo: un percorso filosofico e politico”.

Alle ore 15 riprenderanno i lavori,  moderati da Giancarlo Piccinni, presidente della Fondazione Don Tonino Bello, con le relazioni di Paolo Ponzio dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, su “Sulle tracce di una convivialità in dialogo: da Don Tonino Bello a Papa Francesco”, di Vito Mignozzi dell’ Istituto teologico pugliese di Molfetta (“La Chiesa dall’esodo all’estasi nel servizio al mondo”. Concluderà Guglielmo Forges Davanzati dell’Università del Salento col tema “Dividete le vostre ricchezze. Diseguaglianze distributive e sviluppo economico nel ricordo di Don Tonino Bello”. Previsti interventi e testimonianze; poi le conclusioni con un filmato dedicato a don Tonino Bello, a cura dell’omonima Fondazione.

 

Ugento – “Corri e cammina con don Tonino” è l’iniziativa che la parrocchia Sacro Cuore di Gesù di Ugento propone domenica 29 aprile. Una gara competitiva da nove chilometri e mezzo (con partenza alle 9.20) ed una camminata da sei chilometri (il via alle 9.15) quale seconda tappa del circuito Salento Gold 2018 che prevede 23 gare podistiche in tutta la provincia. Si tratta della sesta edizione della manifestazione ugentina e della prima con la camminata organizzata dall’associazione “Walking Club Ugento” per la quale sono state raccolte numerose adesioni. Scopo dei promotori è, infatti, non solo quello di presentare un appuntamento agonistico, ma anche di coinvolgere  le famiglie in una giornata speciale. La seconda tappa del circuito Salento Gold 2018 è organizzata dalla Asd Atletica Capo di Leuca insieme alla parrocchia Sacro Cuore di Gesù e all’associazione “Ala di riserva”. La competizione, aperta ad ambo i sessi, prevede un percorso urbano ed extraurbano asfaltato e chiuso al traffico con un giro piccolo da 3.3 km e un giro grande da 6 km. E’ previsto un rifornimento sul percorso e il ristoro all’arrivo.  Alle 8 è previsto il ritrovo presso la parrocchia Sacro Cuore e alle 11 le premiazioni.

Le società coinvolte L’intero circuito si sviluppa attraverso una serie di manifestazioni sportive di corsa su strada, tutte inserite nel calendario delle gare Fidal, e ha come obiettivo quello di far conoscere il territorio Salentino visto che gli atleti iscritti provengono da tutta Italia. Insieme alla Asd La Mandra Calimera sono coinvolte molte altre società: Trepuzzi Running, Atletica Surbo, Asd Otranto 800, Nuova Atletica Copertino, Asd Podistica Tuglie, Asd Cavalli di razza, Gruppo podistico Ruffano, Asd Amatori Castrignano, Asd Salento is running, Asd Avis sport Novoli, Atletica Leverano, Asd Puc Salento, Atletica Capo di Leuca, Salento in corsa Veglie, Sport running Porto Selvaggio, Action running Monteroni e Puc Salento.

Tuglie – Quindicesima edizione a Tuglie per la “Settimana dei diritti”. La “maratona culturale”, organizzata come sempre dal “Comitato Primo Maggio Tugliese” e da “Le Officine”, con il patrocinio del Comune di Tuglie, prevede un calendario ricco di incontri: il via mercoledì 25 Aprile in piazza Garibaldi con il presidio dell’Associazione nazionale Partigiani d’Italia, con musiche e canti della Resistenza con l’obiettivo di ricordare all’intera comunità cittadina questa importante ricorrenza. La rassegna continua venerdì 27, alle ore 20.30, presso Palazzo Santese, con “Lotte e brigantaggio” alla presenza della giornalista Valentina Murrieri, dello storico Aldo D’Antico (di Parabita) e dell’attore Antonio Calò. Segue il concerto di Dario Muci che porta sul palcoscenico il progetto di “Sulu”. Domenica 29 aprile, invece, alle ore 20.30 presso la chiesa di San Giuseppe, giornata in memoria di Don Tonino Bello con l’incontro intitolato “A chi giova la guerra” al quale prenderanno parte Lorenzo Longo, “Le Officine”, alcuni rappresentanti della Fondazione Don Tonino Bello, don Salvatore Leopizzi (di Gallipoli) di Pax Cristi e il parroco di Tuglie don Maurizio Pasanisi. La “Settimana dei diritti” si conclude il primo maggio, dalle ore 15, sul parco di Montegrappa con laboratori e giochi per bambini, il mercatino opere del proprio ingegno ed un concerto con vari artisti locali dal titolo “Per Madre Terra”. Ad intervenire nella lunga giornata anche il Comitato No Tap.

Alessano – Quella parola rassicurante che forse qualcuno si aspettava, non è venuta, non almeno in senso esplicito. Chi conosce le segrete cose della Chiesa non se ne meraviglia: è la Congregazione delle cause dei santi a fare la segnalazione al Papa, al quale spetta poi il decreto. Ma alla gran parte dei 15mila convenuti fin da prima dell’alba nel piazzale del cimitero poco importa: c’è fa giurarci che don Tonino Bello rimarrà don Tonino Bello anche quando l’auspicata elevazione a Beato dovesse ufficialmente arrivare. Gli interventi ufficiali del vescovo di Ugento – S. Maria di Leuca, Vito Angiuli, per oltre dieci anni accanto al salentino vescovo di Molfetta, e del Pontefice venuto dall’Argentina si sono intrecciati su ben altri terreni, quelli che il profeta “che ha legato cielo e terra”, teneva più a cuore e praticava giorno per giorno. Agli espliciti auspici del presule di Finis terrae Francesco ha risposto con un sorriso e con tanti accenti convergenti sui poveri e la Chiesa del grembiule, sulla pace e la lotta a qualsiasi tipo di guerra, sui migranti e la dignità calpestata.

Ammalati, migranti, giovani in primo piano fin da subito con mons. Angiuli Gli ammalati, i migranti, i giovani hanno trovato posto fin nell’incipit dell’intervento di mons. Angiuli, insieme “ai confratelli Vescovi, alle Autorità religiose istituzionali civili e militari, ai familiari di don Tonino Bello. a tutta la gente del Salento”. Insieme alla “grande gioia” la consapevolezza di “vivere oggi un giorno memorabile: l’incontro con Lei lascerà un segno indelebile nella nostra storia e rimarrà sempre vivo nella memoria del popolo salentino”. “La ringraziamo, Padre Santo, per questo Suo gesto di squisita paternità nei riguardi del Servo di Dio, Mons. Antonio Bello, nel XXV anniversario del suo dies natalis. La sosta orante presso la sua tomba – ha rimarcato il vescovo di Ugento – è espressione di sincera ammirazione per l’esempio di vita evangelica che egli ha offerto, ma è anche un invito, rivolto a tutti noi, a seguire i suoi insegnamenti”. Mons. Angiuli ha ricordato davanti ad una folla attenta e a tratti rapita dall’importanza dell’evento “la più bella testimonianza su don Tonino offerta da lui stesso: “Volevo diventare santo – scriveva il parroco di Tricase parlando della sua “evocazione” – cullavo l’idea di passare l’esistenza tra i poveri in terre lontane, aiutando la gente a vivere meglio, annunciando il Vangelo senza sconti, e testimoniando coraggiosamente il Signore Risorto». “Siamo persuasi che questa sua aspirazione – ha ripreso il vescovo – si è pienamente realizzata ed è diventata per noi uno stimolo a incamminarci sulla via della santità; quella via che Lei ci ha invitato a percorrere con la Sua recente Esortazione Apostolica Gaudete et Exsultate. Il Cardinale Carlo Maria Martini, che ha conosciuto personalmente don Tonino, ha scritto che in lui brillava «la centralità assoluta del mistero di Gesù crocifisso e risorto». Anche Mons. Angelo Magagnoli, Rettore del seminario dell’Onarmo di Bologna, era convinto che don Tonino era stato «uno strumento docile per scuotere dal torpore tanti cristiani». E aggiungeva: «Non mi meraviglierei se domani la Chiesa lo dichiarasse santo»3. Non ce ne meravigliamo nemmeno noi. Anzi lo auspichiamo ardentemente”.

La lettera di due ragazzi al vescovo “C’è una forte unione tra loro due” Una testimonianza particolare ha poi raccontato il pastore, riguardante due ragazzi, due ministranti: “Mi hanno inviato una tenerissima lettera nella quale hanno scritto queste parole: «La visita del Papa sulla tomba di don Tonino è segno di forte unione tra loro due. L’episcopato di don Tonino e il pontificato di Papa Francesco hanno in comune la semplicità bella dell’umiltà. Speriamo di vedere presto don Tonino Beato! Don Tonino è vivo esempio per i nostri pastori. È stato per tutti, don Tonino, prima che Vescovo, papà del suo popolo, mostrando una forte paternità». Conferma autorevolmente questo comune sentire mons. Angiuli: “Santità, nelle Sue esortazioni all’amore verso i poveri, all’impegno per la pace, all’accoglienza dei migranti, ci sembra di riascoltare l’eco delle parole che più volte ci ha rivolto il nostro amato don Tonino. Nei Suoi gesti, ci pare di intravedere gli esempi di vita che don Tonino ci ha lasciato. Troppo evidente ci sembra la somiglianza. Ogni volta che Lei appare alla finestra del Palazzo Apostolico, a noi viene in mente il titolo di un libro di don Tonino: Alla finestra la speranza. Sì, Padre Santo, le Sue parole, come quelle di don Tonino, ci aiutano a non farci rubare la speranza”. E allesperanze ha messo le ali “la Sua presenza, oggi qui”.

Papa Francesco: “Da pellegrino su di una tomba tutta piantata per terra” “Sono giunto pellegrino in questa terra che ha dato i natali al Servo di Dio Tonino Bello. Ho appena pregato sulla sua tomba, che non si innalza monumentale verso l’alto, ma è tutta piantata nella terra: Don Tonino, seminato nella sua terra – lui, come un seme seminato –, sembra volerci dire quanto ha amato questo territorio. Su questo vorrei riflettere, evocando anzitutto alcune sue parole di gratitudine: «Grazie, terra mia, piccola e povera, che mi hai fatto nascere povero come te ma che, proprio per questo, mi hai dato la ricchezza incomparabile di capire i poveri e di potermi oggi disporre a servirli. Capire i poveri era per lui vera ricchezza, era anche capire la sua mamma, capire i poveri era la sua ricchezza. Aveva ragione, perché i poveri sono realmente ricchezza della Chiesa. Ricordacelo ancora, don Tonino, di fronte alla tentazione ricorrente di accodarci dietro ai potenti di turno, di ricercare privilegi, di adagiarci in una vita comoda”: Papa Francesco ha cominciato così la narrazione di don Tonino “un nome semplice e familiare che ci parla ancora”. “Non lo disturbavano le richieste, lo feriva l’indifferenza. Non temeva la mancanza di denaro, ma si preoccupava per l’incertezza del lavoro, problema oggi ancora tanto attuale. Non perdeva occasione per affermare che al primo posto sta il lavoratore con la sua dignità, non il profitto con la sua avidità. Non stava con le mani in mano: agiva localmente per seminare pace globalmente, nella convinzione che il miglior modo per prevenire la violenza e ogni genere di guerre è prendersi cura dei bisognosi e promuovere la giustizia”, ha rilevato il Vescovo di Roma, interrotto spesso dagli applausi. E questa terra è terra di pace, ne ha la vocazione, “arca di pace” anzi, che non diventi mai “arco di guerra”, per citare l’amato figlio di Alessano. Questo suo rifiutare titoli ed onori “racconta il suo desiderio di farsi piccolo per essere vicino, di accorciare le distanze, di offrire una mano tesa. Invita all’apertura semplice e genuina del Vangelo. Don Tonino l’ha tanto raccomandata, lasciandola in eredità ai suoi sacerdoti. Diceva: «Amiamo il mondo. Vogliamogli bene. Prendiamolo sotto braccio. Usiamogli misericordia. Non opponiamogli sempre di fronte i rigori della legge se non li abbiamo temperati prima con dosi di tenerezza».

“Che sia sempre di più una Chiesa contemplattiva” “Da questa sua amata terra – ha continuato il Capo spirituale della Chiesa cattolica – che cosa don Tonino ci potrebbe ancora dire? Questo credente con i piedi per terra e gli occhi al Cielo, e soprattutto con un cuore che collegava Cielo e terra, ha coniato, tra le tante, una parola originale, che tramanda a ciascuno di noi una grande missione. Gli piaceva dire che noi cristiani «dobbiamo essere dei contempl-attivi, con due t, cioè della gente che parte dalla contemplazione e poi lascia sfociare il suo dinamismo, il suo impegno nell’azione», della gente che non separa mai preghiera e azione. Caro don Tonino, ci hai messo in guardia dall’immergerci nel vortice delle faccende senza piantarci davanti al tabernacolo, per non illuderci di lavorare invano per il Regno. E noi ci potremmo chiedere se partiamo dal tabernacolo o da noi stessi. Potresti domandarci anche se, una volta partiti, camminiamo; se, come Maria, Donna del cammino, ci alziamo per raggiungere e servire l’uomo, ogni uomo. Se ce lo chiedessi, dovremmo provare vergogna per i nostri immobilismi e per le nostre continue giustificazioni. Ridestaci allora alla nostra alta vocazione; aiutaci ad essere sempre più una Chiesa contemplattiva, innamorata di Dio e appassionata dell’uomo”.

Alessano – Gli aneddoti sono tanti ma tutti convergono su di un aspetto fondamentale di don Tonino Bello: la sua volontà appassionata di abbattere barriere anche interpersonali, per poter dividere il proprio pane, la propria casa, i propri averi con chi ne aveva bisogno. Il “don” gli è rimasto per questo attaccato, anche dopo che aveva rifiutato per tre volte la nomina vescovile. Un nome umile, familiare, come ha detto Papa Francesco durante la sua visita in Puglia, ad Alessano prima e a Molfetta poi. Coerente sempre, senza sforzo alcuno, davanti ai segni del potere, a cui preferiva il potere dei segni, dei gesti, dei simboli. Era stato anche richiamato per questo da chi, in Vaticano, esigeva il ferreo rispetto dell’ortodossia anche nei paramenti. ma lui, niente: via il pastorale pregiato, eccone uno di legno di ulivo ,custodito adesso in quella che è stata la sua sede da presule.

Con questi ed altri precedenti – compresi attacchi feroci a lui, uomo di pace, provenienti dall’interno della stessa Chiesa – che lo avevano reso scomodo per le alte gerarchie ma fratello e maestro per il popolo di credenti e non, non poteva non suscitare attenzione un episodio per certi versi marginale se non ci fosse di messo, appunto, don Tonino, con quel suo sorriso a tratti da birichino che l’ha fatta grossa e lo sa. Una folata di vento di una frizzante tramontanella durante l’ascolto dell’intervento di benvenuto di mons. Vito Angiuli, ha portato via dal capo del Pontefice lo zucchetto bianco, segno inequivocabile del numero uno (è rosso porpora per i cardinali e paonazzo per vescovi, monsignori e canonici). Glielo hanno subito riportato ma Papa Bergoglio non lo ha più indossato (pur accusando qualche colpo di tosse). Tra i commenti sorridenti sull’accaduto, ecco quello su Facebook di don Bruno Tarantino di Tuglie, parroco di una frazione di L’Aquila: “Quando ci furono i funerali di Giovanni Paolo II il vento girava le pagine del libro dei vangeli poggiato sulla sua bara. Tutti i commentatori ne videro un segno dello Spirito. Oggi il vento del Salento ha permesso ancora una volta allo Spirito di parlare. Quel vento infatti ha eliminato tutti gli zucchetti (papali, episcopali, curiali, monsignorali). Dico questo perché pochi sanno di un richiamo solenne avuto da don Tonino direttamente da parte della Segreteria di Stato vaticana. Si permetteva la libertà, quando andava a celebrare al suo paese, di non usare lo zucchetto, insieme a tutti i “segni del potere” per lasciare spazio al “potere dei segni”. Ebbene a Roma questo non piaceva, forse nemmeno ad Alessano piaceva a tutti tanto da segnalare il ” caso” a Roma. Oggi davanti alla tomba di don Tonino Bello tutti si sono dovuti togliere lo zucchetto, quello del papa è addirittura volato a terra. Don Tonino è ancora profeta”.

Per la cronaca va detto che anche all’arrivo alla tomba di don Tonino Bello , nel cimitero di Alessano, appena sceso dall’elicottero che lo aveva portato in paese dall’aeroporto di Galatina, Papa Francesco era a capo scoperto, segno anche questo – se si vuole – di quel “potere” esercitato da don Tonino che altrimenti si chiama familiarità, autorevolezza e credibilità.

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