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don pippi leopizzi

Gallipoli – Preceduta alle 19 da una messa in sua memoria, il 16 aprile nella chiesa di San Lazzaro – dove per lunghi anni è stato collaboratore parrocchiale – ci sarà una serata dedicata a don Pippi Leopizzi, a due anni dalla sua morte: ad organizzarla l’oratorio “Anspi San Lazzaro” e l’associazione “Amici di Don Pippi Leopizzi”. Come si ricorderà, don Pippi, oltre che profondo conoscitore di teologia biblica e uomo di Dio, è stato anche fine umanista, poeta in vernacolo e in lingua, musicista e, soprattutto, amante delle tradizioni gallipoline. Nel corso della serata dal titolo “…sempre na oce”, saranno declamate poesie dialettali di autori gallipolini e non, dedicate all’illustre scomparso. Non mancherà l’intrattenimento musicale di Gabriella Stea e Marco Rizzello e della Scuola “AGreGaDa” di Gabriela e Davide Greco. Presenterà a serata lo scrittore e poeta gallipolino Maurizio Marzo.

Gallipoli – Proseguono gli appuntamenti letterari per ricordare la figura di don Pippi Leopizzi, poeta,  e umanista gallipolino oltre che uomo di Dio, scomparso il 16 aprile di due anni fa dopo una breve malattia. A suo nome, nel giugno scorso,  è stata costituita l’associazione culturale “Amici di don Pippi Leopizzi – Gallipoli”  che per lunedì 29 gennaio (nel giorno della sua nascita), presso la basilica cattedrale di Sant’Agata ha organizzato l’evento “…per ricordare insieme don Pippi”. Alle 18,30 ci sarà la messa in sua memoria celebrata dal presidente del sodalizio don Santo Tricarico. Alle 19,30 seguirà la presentazione del libro di Giuliana Pisanello “Ho fatto un sogno” – 100 liriche ispirate alla vita, alle parole e alle opere di Madre Teresa di Calcutta: dialogherà con l’autrice il professore Ercole Morciano. Non mancherà l’Intrattenimento musicale a cura dei maestri Gabriela Greco (flauto), Davide Greco (violino e voce tenore) e Enrico Tricarico (organo).

Don Pippi all’ospedale “Gemelli” con Papa Francesco

Don Pippi all’ospedale “Gemelli” con Papa Francesco

GALLIPOLI. Mancano poche settimane (il 16 aprile) all’anniversario della sua morte, eppure don Pippi Leopizzi ha ancora tanto da dire e da dare, non solo alla sua Gallipoli. Si susseguono, infatti sempre più numerosi gli appuntamenti che parlano di lui: l’ultimo il 29 gennaio scorso  nella cattedrale di S. Agata, dove è stato presidente del Capitolo. Dopo la messa del Carmelitano gallipolino padre Luigi Gaetani (presidente della conferenza italiana superiori maggiori) c’è stato un  reading poetico di testi in vernacolo “Caddhipuli, zinzuli e duluri…”. Oltre che “uomo di Dio” e autorevole biblista, don Pippi è stato anche un apprezzato scrittore, musicista e poeta: “Echi e riverberi della Parola”, l’ultimo suo libro, per il 50° dell’ordinazione sacerdotale. Preceduta da un passo del Vangelo di Matteo “Vegliate perché non sapete né il giorno né l’ora”, la sua ultima poesia “Ancora un poco” (una sorta di “testamento spirituale”) declamata in sua assenza (perché già gravemente malato) dinanzi ad una platea commossa, in occasione d’una rassegna di poesie dialettali. Ora giunge una nota dei familiari, già veicolata sul web confidando “sull’amicale passaparola”, sulla volontà di riunire in un volumetto le poesie dialettali di don Pippi e sulla costituzione di un’associazione culturale.

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GALLIPOLI. «Sempre i ricordi ci cercano. Basta saperli ascoltare e inseguirne qualcuno fin dove e fin quando si può. Ci regaleranno “Echi e riverberi della Parola”»: così la dedica ad un amico e il titolo dell’ultimo libro di don Giuseppe Leopizzi. Pubblicato a giugno 2015 per i suoi 50 anni di sacerdozio, si compone di 428 pagine, e riporta gli scritti più significativi dell’uomo di Dio, ma anche del cittadino del mondo alla ricerca della “verità”. La sua cultura ha spaziato dalla musica alla poesia, alla filosofia, per poi tornare all’unica ragione della sua esistenza: “quando finiscono tutte le nostre parole – diceva – allora rimane soltanto la Grande Parola”.
Mai di parte, orgoglioso però della sua Gallipoli, alla quale ha dedicato numerose poesie. Fede e cultura nei suoi scritti non si contraddicono, ma dialogano come buoni amici: il libro spazia dalle vicende locali a quelle più ampie postconciliari. La serie dei ricordi inizia a 19 anni, con “Primi passi di un inviato in erba”, e finisce con l’omelia del vescovo Fernando Filograna per il 50° della sua ordinazione sacerdotale.

Domenica 17 aprile, l’intera cattedrale non poteva contenere le persone venute anche da fuori per l’estremo saluto all’umile “servo della Parola” di Dio ed all’amico che tutti chiamavano confidenzialmente “don Pippi”. Era un gallipolino “verace”, come sl dice dalle nostre parti quando uno “lascia una traccia positiva di sé”, pienamente ricambiato dai suoi concittadini. Lo dimostrano i fatti: nemmeno un mese fa, gli hanno portato fin nella chiesa di S. Antonio (dove collaborava col fratello don Salvatore, e dove, ormai gravemente malato, era assistito), la processione dell’Addolorata, e anche le altre due (quella dei Misteri il venerdì santo e della Desolata il mattino successivo) sostando a lungo sotto il suo balcone, al suono struggente di tamburo e tromba e delle marce.
Autore di numerose pubblicazioni e saggi, le sue poesie (in lingua e in vernacolo) sono state raccolte in due libri: “Giochi d’ombre e di vento” (edito da Grafosette) e “L’Altro e la Resa–poesie dal 1983 al 2003” (edito da Manni Editore). Aveva studiato a Napoli, dai Gesuiti e si era laureato in filosofia, con il massimo dei voti e la lode.

Ha insegnato per 40 anni nei vari licei della provincia, tra cui Casarano. Presagendo la fine imminente, si è accomiatato dalla sua città con una struggente poesia “Ancora un poco” declamata dinanzi ad un’affollata e commossa platea, a S. Lazzaro, in occasione di una rassegna di poeti gallipolini.
Se n’è andato “in punta di piedi”, come del resto è sempre vissuto, alle 17,30 di un soleggiato sabato di primavera, il 16 aprile scorso: schivo e sempre nell’ombra, ha lasciato un vuoto che non sarà facile colmare.

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