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don mimino colazzo

Nardò – S’insedierà giovedì 27 settembre alle ore 19 il nuovo parroco delle Cenate di Nardò, il 46enne neretino don Riccardo Personè (in foto). Il religioso subentra nella guida della parrocchia Beata Vergine Maria Addolorata a don Tommaso Tamborrini (di Matino), che invece diventa collaboratore presso la parrocchia San Francesco da Paola di Nardò.

Chi è il nuovo parroco – Don Riccardo sarà immesso nelle sue funzioni dal vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli monsignor Fernando Filograna, alla presenza dei fedeli. Terzo di cinque figli, Personè è stato battezzato proprio nella parrocchia in cui ora sarà parroco. Diplomato in ragioneria e laureato in economia a Lecce, è stato da sempre attivo nella Caritas diocesana, inizialmente come obiettore di coscienza ai tempi del compianto don Mimino Colazzo. Inoltre, ha svolto servizio civile fra i terremotati dell’Umbria. Nel 2001 l’ingresso in seminario e poi il conseguimento della laurea in filosofia e teologia. Ordinato prete il 23 giugno 2007, è stato per due anni cappellano presso l’ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma, per poi tornare in diocesi, dove ha ricoperto la carica di vicario parrocchiale presso la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Casarano, e quella di segretario dell’Economato diocesano e assistente spirituale diocesano del CVS (Centro volontari della sofferenza). Dal 2011 è anche cappellano dell’ospedale di Nardò, oltre che assistente spirituale del “Volontariato vincenziano”, dell’associazione “Figli in Paradiso” e dell’Ant (Assistenza Nazionale Tumori). Dal 2010 insegna religione nella scuola pubblica.

Esempio di amore per il prossimo – Don Riccardo è noto anche per aver lanciato un appello alle coscienze che nel gennaio 2018 portò a dare degna sepoltura a una donna di origini rumene, ricoverata nel 2015 in condizioni gravissime all’ospedale Sambiasi di Nardò e rimasta in coma vegetativo per due anni. In seguito all’aggravarsi del suo stato, la donna fu trasferita al Vito Fazi di Lecce, dove morì senza alcun parente che ne reclamasse il corpo (tutti i dettagli della storia nell’articolo su piazzasalento).

 

La strada della zona artigianale dal 21 dicembre dedicata a don Mimino Colazzo (nella foto sotto)

GALATONE. A dieci anni dalla morte, la città ricorda don Mimino Colazzo (scomparso a 56 anni) con una tre giorni ad hoc nelle parrocchie in cui ha prestato servizio e pure intitolandogli una strada. Il 18 dicembre, dunque, alle ore 19, nella sala-teatro della parrocchia Santi Cosma e Damiano, l’appuntamento con i “Ricordi di don Mimino Colazzo”. Il 20, invece, alle 20, presso la chiesa matrice, il gruppo scout Galatone 1 (fondato proprio dal sacerdote) propone l’incontro “L’uomo che ha creduto nell’uomo”. Il 21 dicembre, poi, giorno dell’anniversario della morte del sacerdote galateo, alle ore 12 l’Amministrazione comunale intitolerà a don Mimino una strada della zona artigianale, proprio accanto a quella già intitolata a Robert Baden Powell, fondatore dello scoutismo; alle 18, nell’aula liturgica della comunità dei Santi Cosma e Damiano, la messa e, al termine, nell’adiacente sala-teatro, “La verità vi rende liberi”, concerto “live” del cantautore Luigi Mariano a cura della comunità scolastica del “Medi” che don Mimino diresse prima di diventare direttore della Caritas Diocesana.
«La morte di don Mimino è stata per tutti un momento molto triste ma continuiamo a sentirlo vicino», afferma don Salvatore Martalò, storico parroco della comunità San Francesco D’Assisi, molto vicino a don Colazzo nell’aiuto delle povertà materiali e spirituali.

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