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don marcello spada

Galatone – Si svolge a Galatone, sabato 10 febbraio, la “Giornata mondiale del malato” organizzata dall’Ufficio diocesano di Pastorale della salute, diretto dal cappellano ospedaliero di Gallipoli don Marcello Spada. La Giornata viene celebrata ogni anno nella ricorrenza della Madonna di Lourdes, ovvero  l’11 febbraio, ma quest’anno è anticipata per la coincidenza della domenica di carnevale. Negli anni scorsi si tenne nei  quattro comuni sede di presidio ospedaliero (Nardò, Gallipoli, Casarano e Copertino) mentre da quest’anno  si cambia pagina puntando a coinvolgere via via tutti i comuni della diocesi di Nardò-Gallipoli. “Mater Ecclesiae: «Ecco tuo figlio… Ecco tua madre». E da quell’ora il discepolo la prese con sé” è il tema della 26^ Giornata del malato ispirato da un passo evangelico dell’apostolo Giovanni.

Il programma a Galatone e Gallipoli – Questo  il programma di sabato 10: alle ore 16 è previsto il raduno nel Santuario del SS. Crocifisso per un breve momento di preghiera cui seguirà, alle 16.30, la processione verso la chiesa Madre dove, alle 17, ci sarà la messa concelebrata dal vescovo Fernando Filograna e dagli altri sacerdoti presenti. Come di consueto, oltre al vescovo e ai parroci, ci sarà una rappresentanza di i ministri straordinari dell’Eucarestia (che portano normalmente le Comunioni ai malati) insieme alle associazioni di volontariato socio-sanitario Oari, Avulss, Cvs, Unitalsi e Avo. Lunedì 12 invece, nell’ospedale di Gallipoli, alle 8 verrà celebrata la messa dal cappellano don Marcello Spada mentre alle 16 ci sarà la processione tra i vari reparti con la statua della Madonna di Lourdes e, al rientro, l’ adorazione eucaristica e il canto dei Secondi vespri in cappella.

GALLIPOLI. La pietà popolare – si sa – dedica il mese di maggio alla Madonna: Gallipoli si venera sotto i diversi titoli di Madonna del Rosario, dei Fiori, del Buon Consiglio, e spesso poi viene portata festosamente in processione. Anche il 13 maggio (quest’anno poi non solo ricorre il centenario delle Apparizioni a Fatima, ma sono stati canonizzati anche i due pastorelli precocemente scomparsi ai primi del ‘900). Gallipoli ha voluto salutare la Madonna con una cerimonia sobria, ma commovente al tempo stesso perché ha coinvolto la comunità ospedaliera con i volontari dell’Avulss e la comunità parrocchiale. Promossa dal parroco di S.Gabriele don Piero Nestola (Copertino) e dal cappellano ospedaliero don Marcello Spada (Gallipoli), si è snodata, con le candele accese (come da tradizione) la “Via Matris” composta da un centinaio di pellegrini. Partendo dall’ospedale, ha attraversato un tratto della SP Gallipoli-Alezio, per poi raggiungere la parrocchia, dove è stata celebrata la Messa.

don Marcello SpadaGALLIPOLI. Quest’anno, si celebra a Nardò la “XXV Giornata mondiale del malato” in programma l’11 febbraio, festa della Madonna di Lourdes. Ad organizzarla, nella diocesi di Nardò-Gallipoli, l’Ufficio per la pastorale della salute, diretto da don Marcello Spada, che, da Roma dov’è in udienza da Papa Francesco, coinvolge parroci, volontari e associazioni dell’ambito sanitario (Avulss, Cvs, Unitalsi e Avo) e ministri della Comunione, per la buona riuscita della “Giornata”. «L’appuntamento di Nardò – scrive nell’invito don Marcello, cappellano ospedaliero a Gallipoli e consigliere nazionale Avulss – ci dà la possibilità di sensibilizzare le comunità cristiane, civili e religiose a farsi carico delle problematiche riguardanti il mondo della salute e ad impegnarsi per rispondere alle necessità di una più adeguata e qualificata assistenza e cura delle persone malate, perché si sentano sempre più soggetti attivi nella famiglia di Dio».

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don-Marcello-SpadaGALLIPOLI. Sessantatre anni il prossimo 30 ottobre, 32 da prete e più della metà vissuti  nei reparti sanitari coi malati: questo l’identikit di don Marcello Spada (foto), cappellano presso il presidio ospedaliero “Sacro Cuore” di Gallipoli. Il religioso ha festeggiato l’anniversario della sua ordinazione l’8 settembre celebrando la messa di ringraziamento, proprio nell’ospedale, circondato dai volontari e dal personale ospedaliero, che non hanno voluto mancare all’appuntamento. Benvoluto da tutti, ha preso il posto di mons. Giorgio Chezza (ora primo consigliere presso la Nunziatura apostolica in Italia), e sta  proseguendo nell’opera di formazione dei volontari. Stare accanto al malato, infatti, e prestargli la dovuta assistenza, non è cosa da poco, ma con le giuste motivazioni del cuore, si ottengono risultati sorprendenti.

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GALLIPOLI. Il culto mariano a Gallipoli ha di nuovo il suo tempio. Lo scorso 25 novembre è stata riaperta con una celebrazione eucaristica la Chiesa  dell’Immacolata, con l’oratorio, sede della omonima confraternita cui appartenevano i nobili casati.
La costruzione fu eretta nel 1768 con ingresso dal chiostro francescano dei Riformati. La Confraternita è attestata invece sin dal 1600 e aveva sede, in origine,   presso l’altare dell’Immacolata in S.Francesco d’Assisi.  Nove anni di chiusura forzata e di attesa da parte dei fedeli e “dei confratelli che si sono spesi  per la buona riuscita del progetto” come ha sottolineato il priore Lucia De Rosa.  I restauri parziali,  che ne hanno permesso la riapertura al culto,  in tempo per le celebrazioni del 7 e 8 dicembre tra l’altro,  infatti, sono stati effettuati in parte con fondi pubblici ma anche con i contributi della stessa confraternita e di alcuni benefattori, fra cui in particolare Carlo Antonio Coppola e Pippi De Vittorio, storici confratelli.

Per l’occasione, l’associazione “Gallipoli Nostra” ha donato alla confraternita un grande Crocifisso in cartapesta (nel riquadro) realizzato dal maestro Antonio Mercuri sui calchi originali degli antichi laboratori di Flora, Pantile e Scorrano posto su una  grande croce di noce italiano realizzata da don Marcello Spada. L’opera è stata collocata in sacrestia (foto in alto) e alla fine della solenne messa è stata benedetta dal parroco Don Piero di fronte ai numerosi fedeli presenti, a Francesco Fontò, primo assistente della confraternita e vicepresidente dell’associazione e al sindaco Francesco Errico.

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