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divieto di sosta

Biciclette parcheggiate - estate gallipoli

Gentile Redazione,

vi scrivo dopo aver letto due articoli sul numero 18 del 15/8/2013 . Sono una turista venuta in Salento con il camper e le biciclette al seguito. L’esplosione del noleggio di biciclette dichiarato in un articolo non è stato di certo seguita dal rendere accessibile il transito di questo mezzo nelle strade, soprattutto in quelle di accesso al mare, sulle quali le macchine sfrecciano, a volte, a forte velocità.

In merito all’articolo di sosta selvaggia da parte di alcuni camper, è importante non generalizzare: solitamente i camperisti evitano di abbandonare i propri rifiuti in aree non apposite e soprattutto di scaricare le acque in modo selvaggio, proprio per lo stile che ci contraddistingue di amare la vita all’aria aperta e quindi di rispettare la natura.

A questo proposito,  a mio avviso, il Salento risulta una zona poco attrezzata per l’accoglienza dei camper (sia per la sosta che per lo scarico) : sono presenti campeggi con prezzi per me elevati, in quanto non mi interessano tutti i servizi che offrono; risultano poche le aree “attrezzate” dove è prevista solo sosta e carico/scarico.

Scrivo questa mail nella certezza che critiche costruttive porteranno il Salento ad organizzare una migliore ricezione per qulsiasi tipo di turismo. Grazie.

Caterina Russo

camper a Mancaversa

MANCAVERSA (TAVIANO). L’area camper di Mancaversa, che in realtà non dovrebbe funzionare perchè chiusa ufficialmente dal Comune, desta invece l’interesse dei camperisti e gli interrogativi di villeggianti e cittadini (vedasi una lettera in proposito a pagina 31). Pur essendo stata dichiarata out a inizio della stagione turistica, l’area attrezzata per i camper risulta infatti affollata di utenti direttamente interessati a questo tipo di vacanza. Il fatto è che, essendo i servizi necessari bloccati, gli scarichi dei camper vanno a finire molto probabilmente dove non dovrebbero. Lo segnalano in tanti, vicini “di casa” e non, chiedendo una verifica della situazione e controlli.

Mancaversa

MANCAVERSA (TAVIANO). «Ma di quali proteste parlano? Alla spiaggia di Mancaversa dei cavalli finalmente ci posso andare anche io con mio figlio. Ed è da luglio (da quando è entrato il vigore il divieto di transito per tutte le auto a poochi metri dalla spiaggetta, ndr) che finalmente posso respirare io e la mia famiglia»: sono contrastanti le versioni sugli effetti del divieto circa l’accesso alla spiaggia della marina tavianese anche tra gli stessi soggetti che hanno a che fare con problematiche di disabilità.

«Prima del divieto, che ha reso efficace questa Amministrazione – continua un genitore di un minore con tetraparesi spastica – dovevamo aspettare che se ne andassero camper, auto e motocicli per poter passare con la carrozzina; prima delle 17, 17,30 non si poteva andare a mare. Adesso non è più così». Per fare rispettare il divieto che è stato subito fatto oggetto di atti di vandalismo, è stata anche installata una telecamera e dopo le prime giornate di sorpresa (con multe, a quanto pare), la zona adesso risulta più accessibile per chiunque.

camper litoranea nord

GALLIPOLI. Per campeggiare è obbligatorio recarsi nelle aree di sosta, questo il senso dell’articolo 185 del Codice della Strada, secondo il quale “la sosta delle autocaravan, dove consentita, sulla sede stradale non costituisce campeggio, attendamento e simili se l’autoveicolo non poggia sul suolo salvo che con le ruote, non emette deflussi propri, salvo quelli del propulsore meccanico, e non occupa comunque la sede stradale in misura eccedente l’ingombro proprio dell’autoveicolo medesimo”. In questi giorni tuttavia non è raro, soprattutto nelle prime ore del mattino e spesso anche nel tardo pomeriggio, notare la sosta selvaggia di camper e roulotte con tavolini, tende, biciclette al seguito, sulla scogliera del litorale nord, dove fra l’altro,  vige il divieto anche da parte della Capitaneria attraverso un’ordinanza.

Stesso fenomeno nella zona antistante il cimitero, al di fuori dell’area sosta comunale autorizzata. In entrambi i casi si nota l’abbandono evidente di rifiuti. Queste presenze di turisti non registrate in nessuna delle sedi opportune, inoltre,  falsano i dati ufficiali  con una perdita per il turismo all’aria aperta e per il Comune in termini di tassa di soggiorno e rifiuti. Altra criticità la questione degli scarichi anch’essa regolata dal suddetto articolo che vieta “lo scarico dei residui organici e delle acque chiare e luride su strade ed aree pubbliche al di fuori di appositi impianti di smaltimento igienico-sanitario”. Una situazione di abusivismo che si ripercuote dunque anche sulla sicurezza sanitaria e su decoro e pulizia urbana.

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L'angolo di via San Donato con il divieto

Taurisano. Nel corso dell’ultimo  Consiglio comunale il sindaco Di Seclì ha chiarito le “incomprensioni” a proposito della rimozione del divieto di sosta in via S. Donato. L’assessore William Maruccia aveva parcheggiato in divieto e chiamato i vigili per farsi multare.

La provocazione per sollevare in modo clamoroso il problema di un divieto che dava solo fastidio alla mobilità. Subito dopo, il segnale con un’ordinanza del sindaco era stato rimosso, ma questo aveva provocato il sospetto da parte del segretario del circolo “Nuova Italia” che il sindaco volesse proteggere il suo assessore.

 Ora il chiarimento: il divieto di sosta faceva parte di un esperimento temporaneo (ma durato cinque mesi)  in attesa di una decisione definitiva. Che ora è arrivata: il segnale “sarà sostituito con il previsto divieto d’accesso in corrispondenza con l’incrocio di via Macchie, portando a compimento il progetto della segnaletica su quel tratto di strada”, conclude il sindaco.

Il comandante dei vigili urbani di Gallipoli, Giuseppe Parisi

Gallipoli. Tempo d’estate a Gallipoli, con la popolazione che aumenta in modo esponenziale e raggiunge livelli di saturazione oltre ogni limite di presenze. Ad essere nell’occhio del ciclone sono gli agenti di polizia locale.

Il comandante Giuseppe Parisi, per mettere ordine al traffico caotico di questi giorni ha fatto un primo tentativo: d’accordo con il Commissario prefettizio De Girolamo aveva emanato l’ordinanza di divieto di sosta, sulla corsia di sinistra a partire dalla prima entrata della Baia Verde, fino al canale dei Samari.

Comandante perché la revoca?
«Oltre ad aver constatato di non riuscire a trovare ditte specializzate disponibili in questo periodo per la posa dei segnali, abbiamo ponderato bene insieme al Commissario che non avremmo risolto il problema congestionando ancor di più il traffico nella Baia Verde».

Lì si è verificato un inconveniente.
«Su via delle Dune, che è la parallela alla litoranea ed è a doppio senso, avevamo posizionato dei segnali di divieto di sosta, infissi nel suolo. Notte tempo sono stati divelti e trainati dalle auto lontani».

Perché la situazione non è stata studiata prima di emettere l’ordinanza?
«Perché credevamo di poter trovare le ditte. Ci tengo a dire comunque che il problema va risolto strutturalmente».

Comandante, si dice in giro che a farvi revocare l’ordinanza sia stato un intervento esterno molto influente?
«Respingo in modo categorico queste illazioni. Ci tengo a ribadirlo: non c’è stata alcuna interferenza esterna in merito all’ordinanza».

Però, il giorno dopo la revoca dell’ordinanza, lei voleva dimettersi. Perchè?
«La mia volontà di dimettermi era dovuta ad un momento di sconforto e di impotenza che aveva superato i momenti di gratificazione che derivano da questo lavoro. Non me la sento più di chiedere ai colleghi sacrifici oltre il limite di sopportazione. Non posso più spremere queste persone».

Che organico ha Gallipoli?
«Il Comando è sottodimensionato rispetto alle esigenze effettive del territorio. D’estate si avrebbe bisogno di 100 unità per poter assicurare un servizio efficiente. Noi siamo 16 agenti oltre a me. Per la viabilità ne abbiamo solo 3. Più 14 vigili provvisori».

Il Centro storico scoppia, la gente non ne può più.
«La gente non ne può più non solo nel centro storico. Ci arrivano in continuazione telefonate per segnalarci ingorghi, code chilometriche, incidenti». Una arriva durante l’intervista.

Da tempo Gallipoli non ha un piano traffico.
«Se non si fanno i parcheggi, che sono alla base per l’accoglienza dei turisti, non si può parlare di piano traffico, che comunque sarà compito della prossima Amministrazione».

Perché il centro storico non può diventare zona pedonale, come accade in tutti i centri storici d’Italia?
«Chi lo dice che non si può? Questa è una decisione politica. L’importante che ci sia la volontà della prossima Amministrazione. Noi ci attrezzeremo per far rispettare la decisione».

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