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DISSERVIZI

Ragazzi in attesa alla stazione di Melissano

MELISSANO. Il tempo trascorre ma non si intravedono soluzioni concrete per una situazione che è diventata insostenibile. Studenti melissanesi, e non solo, sono sempre meno tolleranti per l’inadeguatezza del servizio messo a disposizione dalle ferrovie Sud est. «La tratta Casarano Gallipoli è divenuta insostenibile», lamentano i ragazzi. Varie le cause, a partire dalla triste constatazione che una sola carrozza o al massimo due in casi eccezionali, vengano predisposte al trasporto di un elevato numero di pendolari diretti a Gallipoli e provenienti dalle stazioni di Casarano, Melissano, Racale e Taviano. Lo spazio risulta insufficiente per accogliere tutti gli studenti: la maggior parte resta in piedi, tutti a stretto contatto gli uni con gli altri o addirittura addossati pericolosamente alle porte d’ingresso del vagone. Il discorso non cambia se si guardano le condizioni igieniche: carrozze sporche, con i sedili unti e strappati. Qualche viaggiatore prima di sedersi stende un foglio di giornale.

Per la precarietà delle condizione igieniche e di sicurezza cui sono costretti a sottostare, i pendolari minacciano di bloccare le rotaie e creare disservizi generali alla regolare corsa dei treni, qualora la situazione dovesse protrarsi ancora a lungo. Gli studenti melissanesi, inoltre, lamentano il fatto che “nonostante il regolare pagamento dei vari tipi di abbonamenti, non dispongano di una struttura idonea al riparo in caso di pioggia, poiché la stazione risulta in perenne chiusura, e una sola pensilina non basta ad accoglierli tutti”. Il temporale del 7 ottobre scorso, tra l’altro, ha provocato un grave allagamento dei binari: circa 30 cm d’acqua ne hanno reso difficoltoso l’attraversamento.
Considerata la complessità dei problemi, peraltro non nuovi perché ormai si trascinano da anni, gli studenti sono decisi a inviare a breve una petizione indirizzata alla sede centrale delle ferrovie della Sud-est di Bari e al sindaco, Roberto Falconieri.

 cittadella saluteACQUARICA DEL CAPO. L’attivazione di un nuovo servizio pubblico non è bastata a placare il malumore che da tempo serpeggia tra i cittadini acquaricesi per i disservizi della Cittadella della salute. La struttura era nata con il chiaro obiettivo di evitare il facile ricorso sia al 118 che al Pronto soccorso degli ospedali. Tra i servizi previsti, infatti, c’era quello che un’associazione di quattro medici di base avrebbe dovuto garantire, coprendo la fascia oraria dalle 8 alle 20, fino all’entrata in servizio della  la guardia medica. Al momento, dopo l’attivazione del servizio che dovrebbe garantire l’associazione dei 4 medici di base, è stato attivato anche quello relativo al prelievo.
Ma il malumore della gente non accenna a diminuire. «Se prima bastava fare la fila una sola volta nell’ambulatorio del medico curante per farsi prescrivere i farmaci oggi bisogna andare presso la cittadella per fare la richiesta della prescrizione su ricetta e poi tornare il giorno dopo per ritirare la ricetta» lamentano gli assistiti che continuano a sottolineare come spesso non si trova nessun medico presso la struttura negli orari previsti. «La gente non sa ancora come dovrebbe funzionare la cittadella della salute – ha dichiarato Pasquale Melcarne che, dopo aver segnalato un caso di disfunzione vissuto direttamente nel mese di agosto, aveva formalmente chiesto al sindaco un’assemblea pubblica:« per spiegare ai cittadini come funziona il servizio. «È stato distribuito uno schema con l’orario di lavoro di ogni medico. Da questo risulta che tre medici prestano servizio nella struttura per otto ore la settimana più due ore disponibili solo su prenotazione, mentre un quarto medico non è mai presente  ed è disponibile solo su prenotazione. I cittadini chiedono solo di conoscere i propri diritti con una assemblea pubblica. Nulla di più»

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