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discoteca

Santa Cesarea Terme – Due arresti e numerose denunce per droga nel corso di un’azione di controllo presso i locali della “movida” estiva a Santa Cesarea Terme. All’interno di una discoteca, i carabinieri della Compagnia di Maglie hanno fermato il 21enne leccese Christian Pellegrino trovato in possesso di otto dosi di ketamina (pari a 2,2 grammi), undici di mdma (2,7 grammi), cinque pasticche di ecstasy (2,4 grammi) e sei dosi di hashish (4,2 grammi), oltre ad un bilancino di precisione e 20 euro in contanti, quale presunto provento dell’attività di spaccio. Nello stesso locale, inoltre, il 20enne Gianluca Castaldo (anche lui è finito in carcere a Lecce), nato a Napoli e residente a Colverde (Como), è stato sorpreso nel cedere due dosi di ketamina ad un ragazzo 21enne nato a Benevento e residente a Brindisi. Il giovane aveva addosso anche altre nove dosi di ketamina, per complessivi 4,5 grammi, un involucro con 4,5 grammi di marijuana e 270 euro. Altri due giovani di Corigliano d’Otranto, il 23enne L.R. (nato a Scorrano) ed il 25enne E.V. (nato a Milano) sono, invece, stati trovati in possesso di 6,2 grammi di hashish.

L’operazione condotta dai carabinieri ha permesso di segnalare in Prefettura 25 persone per uso non terapeutico di sostanze stupefacenti con il sequestro, nel complesso, di 2,3 grammi di cocaina, 10,9 di hashish, 22,8 di marijuana, due di ketamina, uno di mdma e sei spinelli. Altre 12 persone sono state, infine, fermate perché alla guida sotto effetto di sostanze stupefacenti o alcol.

Carabinieri di Casarano

Gallipoli – Furto sistematico di catenine d’oro all’uscita della discoteca: è accaduto nella notte di lunedì, in via vecchia Gallipoli. Dopo la segnalazione delle tre vittime dello scippo, intorno alle 4 di lunedì 23 luglio scorso, i carabinieri della Compagnia di Casarano sono giunti sul posto e dopo indagini e contatti col personale della discoteca hanno tratto in arresto un uomo, Vincenzo Orlando (nato a Firenze e residente a Portici, in provincia di Napoli), di 25 anni.

Il ladro colto in flagrante, però, non aveva agito da solo: insieme a lui pare ci fosse un altro complice, ancora da identificare. Indagini sono in corso per arrivare anche al complice.

Prima di vedersi mettere le manette ai polsi, il ladro era stato tenuto d’occhio dagli addetti alla sicurezza della discoteca, che gli hanno precluso qualsiasi possibilità di fuga. Il bottino dei tre furti “con strappo continuato in concorso” – per dirla con il codice penale – è stato valutato in circa mille euro. La sua attività ha infine portato l’uomo dritto dritto nel carcere di Borgo San Nicola di Lecce.

 

Carabinieri di Casarano

Taviano – Per una lite molto probabilmente legata ad una contesa di clienti, un uomo di Taviano è finito all’ospedale la scorsa notte per escoriazione multiple e ferite all’occhio ed all’orecchio. Lo scontro tra i due è avvenuto intorno alle 3 davanti ad una discoteca situata tra Gallipoli e Taviano. L’ipotesi più probabile porta all’accaparramento di clienti, essendo entrambi conducenti di navette. Quale che sia il motivo il tavianese nella colluttazione è scivolato per terra ed il suo antagonista ha ulteriormente infierito con pugni e calci. Alcuni passanti diretti alla discoteca lo hanno dapprima soccorso e poi hanno chiamato il servizio 118.

Il ferito, di 60 anni, dopo le prime cure è stato trasportato all’ospedale “Sacro Cuore” di Gallipoli. Ne avrà per una decina di giorni (ma dopo le cure è stato dimesso), salvo complicazioni per i colpi inferti al capo dal suo antagonista, un uomo di nazionalità brasiliana,  M. A. R. nato a Sacramento di 35 anni. Quest’ultimo è stato alla fine denunciato ai carabinieri della compagnia di Casarano e della stazione di Taviano. Dovrà rispondere del reato di lesioni personali.

Gallipoli – Tre giovani sono finiti in ospedale in seguito ad una lite scatenatasi davanti ad una discoteca di Gallipoli. L’aggressione si è verificata, a quanto pare per futili motivi, nella notte di domenica 20 maggio davanti ad un locale della litoranea sud. Ad avere la peggio sono stati tre ragazzi di Leverano, di età compresa tra i 20 e 22 anni, i quali han dovuto fare ricorso alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale “Sacro Cuore” di Gallipoli. Le lesioni riportate hanno richiesto alcuni giorni di prognosi. Ad aggredirli sarebbero stati due soggetti alla cui identità stanno cercando di risalire i carabinieri della locale Stazione.

Gallipoli – Ci siamo. Domani 1 marzo il Consiglio di Stato si pronuncerà definitivamente sul destino del “Samsara”, prossimo e anche futuro. E’ fissata per domattina infatti la riunione del collegio giudicante di Palazzo Spada a Roma, in cui i magistrati esamineranno il ricorso presentato dai legali della società “Sabbia d’oro” contro la decisione del Comune di revoca della concessione demaniale e rimozione delle strutture balneari, decisione confermata anche dal Tar di Lecce a cui in prima istanza si erano rivolti i soci David Cicchella (foto) e Rocco Greco.

In quel lido – è la tesi finora prevalente basata su sopralluoghi della Capitaneria di porto nel luglio scorso con annessi verbali e multa da 1.032 euro – le attività prevalenti nel pomeriggio erano diverse da quelle alla base della concessione. In altre parole, dalle 16 alle 20 (orario autorizzato dal Comune) più che di stabilimento balneare l’attività prevalente sarebbe stata da discoteca con conseguenti danni ambientali. Il provvedimento comunale è scattato il 24 novembre scorso e doveva essere eseguito entro 60 giorni da quella data. Che sono trascorsi ma che non hanno avuto effetti concreti, stante la vertenza giudiziaria in corso. Nel frattempo si sono susseguite conferenze stampa (“Niente di anomalo in questa stagione rispetto alle precedenti: come mai allora questo provvedimento?” la domanda dei titolari della notissima struttura, foto), prese di posizione di Cna balneatori e Federbalneari, la circolare della Regione Puglia che consente simili attività se però restano accessorie rispetto a quella dei servizi da spiaggia.

Occhi a Roma anche dai titolari dello “Zen”, colpito per la stessa presunta violazione. In attesa della sentenza non ci sono sono Greco e Cicchella ma anche le realtà collegate al movimento turistico che il “Samsara” sprigiona, da quelle ricettive a quelle dei trasporti e della ristorazione. Senza dimenticare che un altro lido della litoranea  sud – lo Zen – ha seguito la stessa sorte del “Samsara” per lo stesso presunto reato, con revoca scattata il 9 febbraio di quest’anno. Più discoteca che spiaggia l’accusa rivolta alla società “Simant”, una srl di Casarano con amministratrice unica Brunella Rausa. Comunque vadano a finire le vicende al momento aperte, è certo che la stagione 2018 verrà sarà ricordata come quella più turbolenta a causa di un groviglio burocratico-legale che reclama ormai in tempi brevi una risistemazione complessiva per sgomberare il campo da forzature interpretative, violazioni presunte ed abusi conclamati.

GALLIPOLI. Ha scelto di trascorrere la serata in discoteca, in occasione dell’inaugurazione della stagione estiva, ma ci è andato armato di pistola. È finito in manette con l’accusa di porto abusivo di arma comune da sparo P.S., 30enne di Ugento. I militari del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Gallipoli, assieme ai colleghi di Galatone, lo hanno arrestato nella flagranza di reato all’alba di oggi, nei pressi di una nota discoteca sulla strada provinciale 194 che collega Sannicola a Lido Conchiglie.

Accortosi della presenza dei carabinieri nei pressi dei parcheggi della discoteca, l’uomo si è rifugiato subito in auto. Uscito poco dopo, si è mischiato tra la folla di ragazzi che uscivano dal locale, per poi dirigersi lontano dal parcheggio, in una zona buia e isolata. A quel punto i militari hanno ricondotto l’ugentino nel parcheggio per procedere a perquisizione. Approfittando dell’ancora scarsa luminosità della zona, l’ugentino ha cercato di disfarsi della pistola che aveva in tasca lanciandola in una campagna vicina. Il gesto non è sfuggito ai militari che hanno ritrovato l’arma, una pistola beretta calibro 6.35, in perfette condizioni, con sette proiettili nel caricatore. Dotata di matricola, si presume che possa provenire dall’estero, in quanto inesistente sulle Banche dati delle Forze di Polizia. Il soggetto fermato, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari. Sull’arma e sulle munizioni saranno, invece, necessari degli accertamenti tecnici per accertare se siano stati utilizzati in precedenti episodi criminali.

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