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Discariche abusive

rifiuti 2TAVIANO. Sulle strade provinciali e comunali che portano a Taviano discariche abusive deturpano le campagne: rifiuti d’ogni tipo, tra cui metalli pesanti, riversi ai margini delle carreggiate, odori sgradevoli, vapori nocivi. Questa in sintesi la  denuncia che arriva dal Pd di Taviano, per bocca del consigliere provinciale Mauro Gaetani, ed è indirizzata al presidente della Provincia Gabellone e al sindaco Carlo Portaccio. «Si tratta di uno scempio ambientale – denuncia Gaetani –  che ferisce le campagne di Taviano, al confine con Melissano, Matino, Racale discariche a cielo aperto che mettono a repentaglio la salute dei cittadini». Da qui la richiesta di attivare le dovute procedure di bonifica ed effettuare controlli più accurati. «Chiedo all’ufficio Ambiente della Provincia – sottolinea Gaetani – di attivare la polizia provinciale e municipale per mappare le discariche,e procedere alla loro bonifica e provvedere all’installazione di fotocamere per fotografare i trasgressori».

Immediata la risposta del Sindaco: «Da sempre l’Amministrazione che guido ha provveduto a destinare risorse alla bonifica di siti ritenuti a rischio ambientale». E ricorda gli interventi che sono stati attuati: la pulizia nei pressi del canile comunale, delle zone dove erano depositati rifiuti in amianto, sottolineando l’installazione di un impianto di videosorveglianza perché funzionasse da deterrente per i cittadini che impunemente abbandonano i rifiuti .
Per il primo cittadino il problema riguarda “l’inciviltà di alcuni cittadini” che mancano di senso di responsabilità.

Discarica segnalata e fotografata il 1° ottobre scorso; in basso Francesco Chetta

Discarica segnalata e fotografata il 1° ottobre scorso; in basso Francesco Chetta

MELISSANO. I dati allarmanti diffusi dalla Lilt qualche mese fa, che parlano del Salento come una delle zone d’Italia con più alto tasso d’incidenza di malattie tumorali, sembrano, purtroppo, non interessare gli sciagurati che continuano impunemente ad inquinare l’ambiente. Come se la salubrità dell’aria che respiriamo, dell’acqua che beviamo, degli alimenti che mangiamo, non li riguardassero minimamente. Si susseguono senza sosta, infatti, le segnalazioni di campagne trasformate in discariche a cielo aperto e di esalazioni maleodoranti in orari notturni. È di qualche giorno fa la denuncia di una discarica a cielo aperto sita tra il ponte della provinciale 68 Casarano-Taviano e l’attigua stradina di servizio, in territorio di Melissano. In quell’area ci si trova di tutto: frigoriferi, mobili, pneumatici, scarti industriali, materiale elettrico, confezioni di fitofarmaci, plastiche varie. Il caso è stato sollevato da Francesco Chetta e Marco Gargiulo, due giovani ambientalisti, ideatori della pagina Facebook “Flora e fauna del Salento”, che nei prossimi giorni presenteranno un documento ufficiale al Sindaco e alla sua Amministrazione chiedendo loro di adoperarsi per favorire l’immediata bonifica del sito.
Non accenna a fermarsi, se non a rallentare per via delle piogge, la pessima abitudine di appiccare fuoco alle erbacce e agli scarti di potatura nelle campagne, magari gettando nel rogo anche sostanze plastiche in grado di produrre diossina, molto tossica per l’organismo umano. Fumi nocivi si possono sprigionare anche per autocombustione, per via della decomposizione di materiali interrati nel corso degli anni.
La battaglia civile è ancora lunga ma le armi per combattere i reati ambientali, intensificando controlli e sanzioni, e per educare la comunità con delle campagne di sensibilizzazione, ci sono tutte. In gioco c’è la nostra salute.

discarica  rifiuti localita Curti

MELISSANO. Nessun pericolo ambientale ma solo tanta incuria e inciviltà. I tre siti nel territorio melissanese, compresi nell’elenco della Regione Puglia delle aree potenzialmente inquinanti, non destano particolare allarme. Questo è stato uno degli argomenti discussi nel Consiglio comunale del 30 novembre.

Il dibattito è nato da un’interrogazione presentata dalla consigliera Valeria Marra, volta a conoscere la situazione delle zone comunali “Cutura” (ex discarica comunale), “Pozzosalato” e “Trappeto – La Grotta”. In quelle aree sono presenti delle discariche a cielo aperto, contenenti materiali di risulta edilizia, scarti di vegetazione, materassi e spazzatura di vario genere.

Nella sua replica, il sindaco Roberto Falconieri, ha gettato acqua sul fuoco, escludendo categoricamente la presenza di qualsiasi tipo di rifiuti tossici e pericolosi nelle aree in questione: «Per l’ex discarica comunale – ha affermato – dismessa da diversi anni, è stato chiesto alla Regione un contributo per la rimozione dei rifiuti e per la bonifica dei territori». L’ingente costo per la bonifica, secondo i calcoli dei tecnici, è di almeno un milione di euro.

Circa la zona “Trappeto – La Grotta”, in cui sorge il frantoio ipogeo (i cui lavori di restauro saranno, in parte, finanziati da fondi del Gal) Falconieri ha obiettato che quella, “più che una discarica, è una zona da visitare”. Le aree in questione, ha precisato il Sindaco, sono continuamente monitorate dall’Asl e dalla Guardia di finanza.

DISCARICHE A CIELO APERTO Contrada Petrose invasa dai rifiuti.

Casarano. Ancora rifiuti nelle campagne di Casarano. Una discarica a cielo aperto è in contrada Petrose, nei pressi del depuratore comunale, dove da alcune settimane si sono accumulati elettrodomestici, materiale agricolo (da tubazioni per irrigazioni a prodotti ortofrutticoli andati a male) insieme ad altri rifiuti all’interno di grandi sacchetti neri. Malgrado la recente campagna di sensibilizzazione ambientale promossa dall’Amministrazione comunale, il malcostume di alcuni continua, dunque, a proliferare. Sempre a ridosso della rete di recinzione della Vora c’è, inoltre, una discarica di minori dimensioni ma più pericolosa per la presenza di lastre di cemento-amianto per giunta sbriciolate.

I siti in questione sono a poche centinaia di metri dal centro abitato e deturpano un’area che (almeno sulla carta) dovrebbe rappresentare il futuro parco-attrezzato della Vora. Non è escluso che qualcuno (nei giorni di agitazione dei netturbini) abbia pensando di smaltire i comuni rifiuti solidi urbani gettandoli in aperta campagna e contribuendo, in tal modo, alla crescita di simili discariche. Proprio poche settimane fa l’Amministrazione comunale aveva comunicato, con soddisfazione, di aver rintracciato due autori di simili gesti attraverso le indagini della Polizia municipale.

La Giunta Stefàno ha, inoltre, spesso ipotizzato anche l’uso delle telecamere nelle contrade e l’utilizzo delle pattuglie dei Vigili urbani in tarda serata per provare a scovare chi inquina. Quanto accade in contrada Pappolino e in via extraurbana “Petrose-Cormuni” è stato segnalato dal locale coordinamento del Partito dei comunisti italiani i quali hanno chiesto al Sindaco di emettere un’ordinanza per la rimozione immediata dei rifiuti e di “provvedere al ripristino dello stato dei luoghi da parte dei soggetti obbligati”: in caso contrario spetterà allo stesso Comune provvedere alla rimozione dei rifiuti.

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Non è da dire troppo in giro ma c’è un Salento punteggiato di discariche, come fosse la faccia di un bimbo colpito dalla rosolia. Niente di veramente grave e irreprarabile ma le cifre della Polizia provinciale dicono che nel corso del 2011 sono state sequestrate 94 discariche abusive, dall’eternit in campagna o in periferia ad elettrodomestici e vecchi mobili, dalle gomme per auto e camion agli scarti da demolizioni e costruzioni edili. E poi imballaggi, materiali isolanti, vetro. In totale 538 metri cubi di abbandoni illegali e pericolosi. Se si aggiunge il periodo maggio-dicembre 2010, il totale fa addirittura 981 metri cubi.

Nel 2010, tra gli altri, sulla Gallipoli-Maglie sono state individuati  46 punti con rifiuti per 65 metri cubi di materiali, anche organici. Altro ritrovamento sulla Collepasso-Parabita con 21 metri cubi di immondizie. Anche nel 2011 tra le maglie nere spicca la Gallipoli-Maglie (terzo posto, 30 metri cubi); poi ci sono la Collepasso-Matino (18 metri cubi), la Ruffano-Casarano (6), la Gallipoli-Alezio (3), Gallipoli-Mancaversa e Taviano-Mancaversa; Mancaversa-Torre Suda; Torre San Giovanni-Alliste; Felline-Torre San Giovanni; Taviano-Casarano; Ugento-Melissano; Casarano-Ugento; Sannicola-Galatone; Taviano-Alezio…

 

Rifi uti nel litorale sud in una foto dello scorso anno

Gallipoli. Il primo atto della nuova Giunta del sindaco Errico punta a ripulire da cima a fondo le strade della città e le spiagge. Almeno ci si prova. Ed entra il vigore il Piano estate con il potenziamento del servizio, per almeno due mesi, per la raccolta dei rifiuti, lo spazzamento e la pulizia di strade e spiagge,  e l’incremento della differenziata negli stabilimenti della litoranea sud. In più da agosto ecco l’apertura tanto attesa del primo ecocentro, quello di via Pasolini nella zona Peep 3.

Più uomini, con le assunzioni degli operatori stagionali, più mezzi (compattatori), e orari di raccolta e svuotamento dei cassonetti, potenziati. E anche estensione della raccolta differenziata e della pulizia delle spiagge. Il tutto per garantire più decorso e pulizia alla città.

Il nuovo Piano estate contro l’emergenza rifiuti in terra gallipolina parte con queste credenziali. E nella speranza che possa funzionare in queste ennesima stagione calda.

Il sindaco della città bella, Francesco Errico ha posto la questione della pulizia della città per il periodo estivo tra i primi atti approvati dal proprio esecutivo. Per la precisione la prima delibera approvata dalle nuova Amministrazione ha avuto per oggetto l’approvazione  del “Piano Estate 2012” relativo al potenziamento del servizio di raccolta rifiuti, raccolta differenziata, pulizia stradale e pulizia delle spiagge.

Il progetto è partito il 12 luglio (al fine di consentire alla ditta Seta di implementare le proprie strutture per ottemperare all’aumento del servizio richiesto dall’esecutivo cittadino) ed avrà la durata di due mesi.

Nello stesso atto deliberativo, inoltre, il sindaco Errico, che tra le sue deleghe ha anche quelle alla gestione dei rifiuti ed all’ambiente, ha voluto mettere nero su bianco anche la data di apertura dell’ecocentro di via Pasolini, fissata pertanto all’1 agosto. «Ho ritenuto doveroso farlo – dice il sindaco Errico, per una forma di rispetto nei confronti della cittadinanza, che deve avere una data certa dalla quale poter conferire rifiuti ingombranti e particolari, al fine di dare il proprio contributo civico nella tutela ambientale della nostra città».

In termini di decoro e servizi, seppur al minimo, nelle scorse settimane si era già provveduto a potenziare il servizio dei bagni chimici posti nel parcheggio presso il cimitero, nei pressi dello stadio comunale, sul lungomare Galilei in prossimità dell’ultima piazzetta sita lungo la passeggiata e nel parcheggio del porto.

Ma ci sono ancora brutti nei: un lettore di “Piazzasalento” segnala (ed è vero) che dagli arenili tra la Baia verde e il canale dei Samari sono scomparsi i bidoncini installati per il ponte di fine aprile e primi di maggio.. Finchè ci sono stati, venivano svuotati raramente.

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Taviano.  Una convenzione e 800mila euro per mettere insieme le forze, coordinare le conoscenze e le competenze con l’obiettivo di contrastare  e prevenire crimini ambientali come l’abbandono indiscriminato di rifiuti che violano il territorio.

L’accordo tra Regione Puglia, Guardia di finanza, carabininieri del Nucleo di tutela ambientale di Bari e Lecce, l’Agenzia regionale per per la protezione ambientale, il Corpo forestale dello Stato, l’Istituto per la ricerca sulle acque del Consiglio nazionale delle ricerche, è stato rinnovato e firmato nei giorni scorsi.

Notevole il lavoro fatto finora e lo dimostra il numero dei siti inquinati sequestrati dal 2007 ad oggi: sono ben 1745. Nei  prossimi due anni sarà completato il censimento delle grotte e delle cavità carsiche che spesso vengono utilizzate per smaltire rifiuti anche pericolosi e sarà costituita un’anagrafe dei siti da bonificare.

C’è un altro problema che incombe sul pianeta rifiuti: a gennaio del 2013 ci sarà la privatizzazione dei servizi pubblici locali e c’è il rischio messo in evidenza dal presidente Vendola che “il ciclo dei rifiuti possa precipitare nelle mani delle organizzazioni mafiose”.

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Taviano. Inciviltà, incuria, maleducazione: non ci sono parole per denunciare tutti quei cittadini che continuano a buttare la propria spazzatura per le strade di campagna.

Un segno di inciviltà inaudito. Una vergogna a cielo aperto. Una campagna ferita a morte. Nessun rispetto per il decoro della natura, per la salute umana e per le stesse leggi che pure cercano di punire i trasgressori. Forse un controllo più assiduo non sarebbe  male.

Così una passeggiata in campagna diventa l’occasione per una galleria di sconcezze inaudite: campagne imbrattate da rifiuti di ogni genere, muretti a secco sommersi da mobili, giocattoli in disuso, tavoli di legno semi bruciati, ruote e pezzi di carrozzeria arrugginita. Bottiglie vuote, di vetro e di plastica, un’infinità. Reti e materassi in disuso. Sversamento di liquido oleoso e nauseabondo. Tutto in sfregio anche ai cartelli dell’Anas e del Comune “Divieto di discarica”. I profanatori della natura non li ferma nessuno. Per non parlare dei rifiuti ingombranti e pericolosi, tipo eternit, magari sbriciolati e nascosti sotto filari di vigne.

Un campionario di queste sconcezze è stato postato su You Tube al sito www.nclive.it. È il risultato di cittadini, giovani soprattutto, che amano la natura e la vorrebbero vedere e ammirare nel suo splendore più arcaico.

Rammaricato il sindaco, Carlo Portaccio, per questi rifiuti che attanagliano, nel suo grigiore, tutte le vicine periferie di campagna.

«Non ho parole per esprimere il mio disappunto per questo spettacolo che ci offende nel profondo – afferma il primo cittadino – e che mi addolora, in quanto, durante la mia campagna elettorale, ho rimarcato la massima attenzione sul problema dei rifiuti. Con i due dirigenti scolastici, scuola elementare e scuola media, abbiamo organizzato, nello scorso anno scolastico, una serie di conferenze sull’importanza del ritiro dei rifiuti porta a porta, cercando di educare in questo senso i cittadini di domani».

E i ragazzi si sono dimostrati sensibili, infatti, continua il sindaco «hanno partecipato ad un concorso disegnando il proprio punto di vista e questi disegni sono stati attaccati ai muri della città, a testimoniare un impegno da parte di tutti». Il sindaco non demorde e non perde la speranza. «A settembre –conclude – torneremo nelle scuole a parlare di questi argomenti e allargheremo il raggio di azione anche alle famiglie. Non dimentichiamo che siamo la “Città dei fiori”».   

Rocco Pasca

Aiuola vicino al Polo 1

Gallipoli. La raccolta differenziata dei rifiuti è attiva a Gallipoli da più di un anno ma il vizio di lasciare i sacchetti della spazzatura dove capita non si è mai “differenziato”.

E qual è il miglior posto di lasciare la spazzatura se non ai bordi di una aiuola (che, in verità, di aiuola ha solamente il nome) davanti ad una scuola, il Polo 1? Questo non costituisce una remora per chi, sprezzante del normale comportamento che regola i rapporti di civile convivenza, ha depositato lì dei sacchetti di immondizie senza chiedersi quali conseguenze potrà causare il suo gesto. L’aiuola, per di più, si trova davanti al plesso scolastico degli ex Salesiani.

Lo spettacolo non è certo edificante.  Eppure negli anni scorsi l’aiuola in questione era stata adottata da una classe della scuola elementare di quell’edificio. Allora sì che era un bel vedere. Ora, invece, nessuno se ne occupa e mosche e zanzare ci vivono spensierate tra i bambini che ci giocano accanto.  La presenza dei rifiuti è stata segnalata al nostro giornale da un residente della zona che ha evidenziato “l’indifferenza generale di chi ci abita, del personale scolastico e degli stessi genitori che accompagnano i figlia  scuola”.

Un altro caso di abbandono dei rifiuti, ancor più singolare, è accaduto sul lungomare “Galilei”. Un water di porcellana abbandonato accanto al box informazioni turistiche, posizionato lì alcuni anni addietro su iniziativa dell’Apt di Lecce. Si poteva capire il gesto se l’ignoto autore avesse provveduto ad allacciare il “sanitario” alla fogna e recintarlo, ma si, anche con un prefabbricato, considerato oltretutto l’assenza di diurni pubblici a Gallipoli.

Ma a cielo aperto esistono solo le discariche abusive e la città sta ancora aspettando la apertura dell’ecocentro, sorto nella zona Peep che per ora rimane un potenziale servizio di tutti i cittadini e l’Ato Lecce 2 ancora non ha fatto conoscere le intenzioni in merito alla attivazione. Un water, anche se di porcellana, abbandonato in quel posto, non fa altro che deturpare l’ambiente ed offrire ai tanti visitatori un biglietto da visita che non fa certo bene alla città.        

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Rifi uti abbandonati sul ciglio della strada

Matino. Margini delle strade adibiti a discariche, campagne che si trasformano in pattumiere a cielo aperto, spesso proprio sotto il cartello “Divieto di discarica”.

È questo lo scenario che spesso e volentieri capita di vedere soprattutto nelle zone extraurbane. È stato un cittadino di Matino, Vincenzo Marsano, che stanco della continua mancanza di senso civico di alcuni cittadini e delle mancate risposte alle segnalazioni presentate alla Provincia di Lecce, ai carabinieri di Matino e di Alezio, ha deciso di fare da sé.

Ha proposto agli amministratori di tentare un’azione di sensibilizzazione contro chi si rende responsabile di quest’atto illecito, affiggendo alcuni manifesti, soprattutto nelle zone interessate: “Chi abbandona i rifiuti nell’ambiente compie atti di vera e propria inciviltà”, questo lo slogan che già da qualche mese campeggia per le strade di Matino in particolare sulla strada provinciale 223 che collega Matino al mare, sulla strada spartifeudo –contrada Coline Calorì- e sulla Matino – Alezio, dove specie nel periodo estivo, è più frequente trovare sacchetti della spazzatura e rifiuti di ogni genere, nonostante l’attività di ritiro dell’indifferenziata.

A chi non rispetta l’ambiente si contrappone chi ne ha molta cura e in casa ha le compostiere: contenitori che sfruttano il naturale processo di decomposizione dei rifiuti organici per produrre il compost o humus, materiale utile alla concimazione di piante e terreni.

Già da circa quattro anni la ditta Igeco costruzioni spa, con determina del Consorzio Ato Sud Salento Bacino Le/3 n. 49 del 27 giugno 2007 ha ottenuto l’affidamento del servizio di gestione dei rifiuti. Ad oggi sono quasi seicento le compostiere che l’Igeco ha consegnato gratuitamente ai cittadini di Matino. Per ottenerle bastava presentare richiesta alla stessa ditta, essere residente nella zona urbana del Comune e avere a disposizione un giardino in cui custodire il bidone.

Molto semplice anche l’utilizzo, una volta installato, infatti,  l’unica operazione da compiere è gettarvi i rifiuti organici come residui di potatura, scarti di cucina, rifiuti da giardinaggio o foglie e ritirare il concime dopo circa due mesi.

Indubbi i vantaggi per l’ambiente, diminuendo lo smaltimento in discarica, infatti, si riduce la produzione di inquinanti atmosferici che si genererebbero dalla combustione degli scarti, non solo in modo economico ecco pronto un ottimo concime per le proprie piante.

MAQ

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Taviano. Allarme rifiuti alle periferie di Taviano o nelle varie località rupestri, là dove c’è la macchia mediterranea. Quando finisce l’estate la gente non trova di meglio che abbandonare rifiuti particolari (mobili in disuso, frigoriferi vecchi e arrugginiti, materassi, damigiane vuote, per non parlare dei residui di materiali inerti di cantieri edili e quant’altro.

«È una vera e propria corsa a chi sporca di più l’ambiente circostante – tuona severo l’assessore all’ambiente Eliano Olive – ogni volta che noi dell’Amministrazione diamo mandato alla ditta Gial Plast di pulire nell’immediato hinterland tavianese, nel giro di qualche settimana tutto torna come prima. Ci sono un sacco di cartelli che avvertono la cittadinanza che per disfarsi dei rifiuti ingombranti o particolari basta chiamare i vigili urbani o mettersi in contatto con l’ufficio Relazione con il pubblico del municipio di Taviano che ne organizzano il ritiro-prelievo davanti casa, nel giro di pochi giorni. A girare per Taviano, soprattutto sotto i cavalcavia o sulle stradine che portano in campagna, c’è da mettersi le mani nei capelli. Naturalmente riceviamo le lamentele di coloro che abitano nelle vicinanze di queste discariche abusive e non accettano di convivere con i rifiuti».

L’assessorato all’Ambiente ha deciso di risolvere, una volta per tutte, il problema, con una operazione pulizia alla grande e con un maggiore controllo magari con un sistema di videosorveglianza, per scoraggiare quanti amano abbandonare i rifiuti dappertutto.

«Abbiamo intercettato un finanziamento europeo per il monitoraggio ambientale del territorio comunale e rupestre, con particolare riguardo dei siti oggetto di discariche abusive –continua l’assessore – e contiamo di concretizzarlo a breve. È un progetto ambizioso rivolto al controllo delle discariche abusive nel nostro territorio ma affronta, pure, le problematiche dell’abbandono dei cani. Il progetto prevede l’installazione di telecamere collegate via ponte radio ad una centrale operativa che si occuperà di registrare i dati e renderli disponibili all’autorità giudiziaria, quando fosse necessario»

RP

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