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discarica castellino

L’assessore Mino Natalizio

Nardò – Entro trenta giorni dalla conferenza dei servizi tenutasi a Bari il 2 novembre scorso, la “Società Mediterranea Castelnuovo 2”  si è impegnata a produrre il Piano di caratterizzazione per mettere definitivamente in sicurezza la ex discarica di Castellino. Questo piano – che sarà pronto quindi tra un paio di settimane – recepirà le osservazioni del Comune di Nardò fatte proprie dalla Regione. I rilievi mossi riguardano “la ricostruzione del locale assetto geologico-idrogeologico contenuto nel piano” presentato dalla societàche gestiva l’impianto. Tra le altre cose, è stato chiesto dalla Regione che l’elaborato tecnico contenga la previsione di “perforare altri due nuovi piezometri (oltre a quello già realizzato), che consentono di controllare l’interazione della discarica con le falde acquifere nelle aree circostanti”. La caratterizzazione – fase prevista espressamente dalle norme in caso di dismissioni di discariche – potrà quindi permettere la ricostruzione di un modello – come si legge in una nota del Comune – che rappresenti lo stato ambientale di suoli e acque sotterranee, nonché fornire un minimo di dati necessari all’esecuzione di un’analisi di rischio specifica. E naturalmente ciò consentirà anche di stabilire se la contaminazione finora riscontrata sia causata o meno dalla discarica”. Alla Conferenza dei servizi hanno partecipato oltre ai competenti settori della Regione, i rappresentanti di Provincia di Lecce, Mediterranea Castelnuovo 2 e Arpa Puglia (Dipartimento di Lecce). Per conto del Comune di Nardò erano presenti l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio, il dirigente Nicola D’Alessandro e il consulente Andrea Vitale. La celerità con cui la Regione sta procedendo per concludere il Piano di caratterizzazione di Castellino – sottolineano il Sindaco Giuseppe Mellone e l’assessore  all’Ambiente Mino Natalizio – è la prova del concreto impegno del presidente Emiliano e dell’assessore Caracciolo per mettere definitivamente la parola fine al capitolo della corretta chiusura e messa in sicurezza della discarica”.

La discarica Castellino

La discarica Castellino

Il sindaco Nisi e l’assessore Campa

Il sindaco Nisi e l’assessore Campa

GALATONE. Il territorio tra Galatone e Nardò finisce sotto la lente d’ingrandimento dei monitoraggi ambientali voluti dall’Amministrazione Nisi. È un comunicato a firma del Sindaco e dell’assessore all’ambiente Annamaria Campa a sottolineare l’azione intrapresa per tenere d’occhio periodicamente la salubrità dell’aria e dell’acqua nelle aree intorno alle discariche della “Rei” (inerti e amianto) e della “Mediterranea Castelnuovo”, quest’ultima chiusa nel 2007 e ancora in attesa della bonifica totale. I due impianti negli scorsi mesi sono stati a più riprese oggetto delle preoccupazioni delle cittadinanze e delle autorità, e l’iniziativa del Comune si va ad aggiungere a quelle già intraprese dall’Arpa e dalla stessa Rei, “al fine di garantire ulteriormente la salvaguardia dell’ambiente e la salute dei cittadini”. Incassata l’autorizzazione da parte dei proprietari dei pozzi che rientrano nel territorio di Galatone, il Comune ha dunque avviato le analisi, che avranno cadenza trimestrale: già a febbraio si è partiti con gli esami sui pozzi intorno alle discariche, mentre a giorni si partirà con le rilevazioni sull’aria, “a monte e a valle della discarica e in luoghi all’interno del centro abitato, per la rilevazione di eventuali fibre di amianto aereodisperse” fanno sapere Nisi e Campa, richiamando l’atto della Giunta del 29 giugno scorso. Vetrina pubblica per i risultati dei campionamenti. «Le analisi saranno pubblicate sul sito del Comune di Galatone appena disponibili, per opportuna conoscenza da parte della cittadinanza tutta», si legge ancora nel comunicato. In porto, intanto, la tre giorni di sensibilizzazione per la raccolta differenziata di rifiuti ingombranti: in tre giornate di giugno (il 22, 24, 29) in piazza Padre Pio i cittadini hanno potuto conferire materiali di grandi dimensioni or- mai inutilizzati.

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masseria pantaleiNardò. Parere negativo all’ampliamento della cava di calcarenità adiacente all’ex discarica dei rifiuti di Castellino, sulla Nardò-Galatone, località masseria Pantalei. Lo ha stabilito la Conferenza dei servizi relativa al procedimento di valutazione di impatto ambientale, le cui conclusioni sono contenute nella determina dell’Area funziona Attività produttive del Comune di fine marzo. La richiesta era stata avanzata, con una procedura iniziata nel 2011, dall’imprenditore neretino Piergiorgio Mazzotta, amministratore unico di “Italsmal” che già gestisce l’attuale cava estesa per oltre cinque ettari e mezzo; l’ampliamento richiesto e per ora bloccato riguardava altri otto ettari.

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cristian casiliGALATONE. “Castellino e Rei – Le due piaghe del territorio” è il tema dell’incontro del 16 aprile, alle ore 17.30 presso Palazzo Marchesale, organizzato dal Meetup Amici di Beppe Grillo Galatone. Presentano il dibattito Sebastiano Moretto e Lucio Resta. Modera Fernando D’Aprile, direttore di Piazzasalento. Intervengono Cristian Casili (foto), consigliere regionale del Movimento 5 stelle, Annamaria Campa, assessore comunale alle Politiche ambientali e Giuseppe resta, portavoce del comitato “Salvaguardia salute, ambiente e territorio”.

Castellino4

l’ex discarica di Castellino

Nardò. È una nota firmata dal Movimento 5 Stelle neretino e dal consigliere regionale Cristian Casili, a bacchettare l’amministrazione comunale sulla cava di calcarenite (di cui è titolare la ditta “Itasmal”) in località “Pantalei”, proprio nei pressi dell’ex discarica di Castellino, in questi giorni ritornata agli onori delle cronache a causa degli alti livelli di nichel nei pozzi circostanti. «La vicenda Itasmal – scrivono i pentastelluti – ci dà la reale percezione del fallimento di questa amministrazione e della superficialità con cui vengono trattate tematiche importanti». Sotto accusa l’impegno degli amministratori, alla luce della sentenza del Tar, che si è espresso dopo che la ditta titolare della cava ha impugnato la decisione del Comune e della conferenza dei Servizi di non concedere l’ampliamento della cava nonostante la documentazione richiesta e presentata dalla ditta. «Il progetto è impattante per la popolazione e l’ambiente», avevano scritto i tecnici comunali. Ma il Tar ha dato ragione all’Itasmal: «Non si può ritenere assolto l’obbligo motivazionale dalla mera elencazione degli atti; non sono esplicitate le ragioni che hanno portato l’Amministrazione ad escludere la compatibilità ambientale del progetto». Una carenza di motivazioni che ora i Cinque Stelle rinfacciano a Risi e ai suoi: «Crediamo che questo progetto sia da fermare:  manca una reale valutazione della dispersione acustica e delle polveri, e, continuando a sfruttare la cava, esiste il rischio della fuoriuscita di percolato a causa della vicinanza con Castellino, come nel 2000».

Castellino4Nardò. Giorno cruciale il 22 ottobre  per l’ex discarica di Castellino (chiusa nel 2007 e mai totalmente bonificata), collocata nelle campagne tra Galatone e Nardò. Palazzo dei Celestini, sede della Provincia, ospiterà una riunione tra il Comune neretino, la Provincia e l’Asl leccese, per discutere le eventuali misure da adottare in seguito alle rilevazioni consegnate dall’Arpa Puglia nei primi mesi del 2015: ci sono dei problemi con le quantità di nichel nell’area intorno allo stabilimento, che risultano eccessive rispetto ai limiti consentiti in due dei tre pozzi spia. Misurazioni che hanno portato all’allargamento delle analisi ad altri venti pozzi della zona, decisa in un tavolo tecnico del 12 marzo: c’è il rischio che le acque intorno alla discarica siano inquinate, anche se secondo l’azienda proprietaria del centro (la “Mediterranea Castelnuovo srl”) l’alta concentrazione del metallo tossico è dovuta ad altri fattori. Lo stabilimento è tornato agli onori delle cronache più volte negli ultimi anni, e tanti sono stati i disagi manifestati dai cittadini residenti nelle zone limitrofe. Nello stesso territorio, soltanto a pochi passi ma formalmente in territorio galateo, sorge un’altra contestata discarica per la raccolta di amianto e inerti.

Castellino4Nardò. Inquinamento della falda acquifera nell’area della discarica di Castellino? A maggio via a nuove analisi delle acque di 20 pozzi per chiarire le discrepanze tra i valori emerse dalle analisi condotte dall’Arpa con quelle condotte dalla società Mediterranea Castelnuovo 2, che gestisce l’impianto; in arrivo nuova riunione in Provincia. Questo, in sintesi, l’esito della riunione di aggiornamento del Tavolo tecnico su Castellino che si è tenuto il 12 marzo, presenti il sindaco di Nardò, Marcello Risi, il consigliere provinciale neritino Giovanni Siciliano, dirigenti e tecnici di Provincia, Arpa, Regione e Asl.

Si è discusso, in modo particolare, delle relazioni dell’Arpa relative alle analisi dei tre pozzi-spia presenti nella discarica di Castellino. Dalle analisi effettuate dall’Arpa emergerebbe un leggero superamento della soglia di allarme per alcuni elementi potenzialmente inquinanti. Il sindaco Risi ha richiesto che le analisi dei pozzi abbiano regolarmente ad oggetto anche i pozzi situati fuori dal perimetro della discarica, a monte e a valle della falda. Da maggio l’Arpa avvierà nuove analisi in una ventina di pozzi; per alcuni di questi “in contraddittorio” tra Arpa e gestore. Il consigliere Siciliano, che ha più volte sollecitato a “non abbassare la guardia”, ha ribadito la proposta di procedere con urgenza alla convocazione di un ulteriore tavolo tecnico “anche in virtù del trasferimento delle attribuzioni dalla Regione alla Provincia del 2012:  – molto tempo si è perso  con grave rischio per il territorio». Per venerdì 27 incontro al chiostro di S. Antonio sul tema, organizzato dai giovani del Pd.

Voce al Direttore

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