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discarica burgesi

Ugento – Il 28 giugno 2018 alle ore 10 i cittadini e le associazioni di Ugento, Gemini, Acquarica, Taurisano e del Capo di Leuca (Pro loco Beach di Gemini, Pro loco di Acquarica e Consorzio Pro loco del Capo di Leuca, Ciatdm sezione di Acquarica del Capo, Pro loco di Taurisano, AttivaMente di Ugento, Associazione culturale Gemini, Associazione Pro loco Ugento e Marine, Comitato per Torre San Giovanni e la Lilt sezione di Ugento) manifesteranno presso la sede della Regione Puglia per chiedere la bonifica di Burgesi. La partenza del pullman è prevista per le ore 6.30 da Ugento in piazza Italia, da Gemini alle ore 6.45 nell’area fitness (vicino la scuola media) e da Acquarica alle ore 7 in piazza dell’Amicizia. Alle ore 10 il corteo manifesterà in via Capruzzi dirigendosi verso la sede della Regione Puglia. Una delegazione dei rappresentanti delle associazioni incontrerà il Presidente Michele Emiliano e tutti i consiglieri di maggioranza e opposizione, nonché i parlamentari pugliesi che vorranno partecipare alla discussione. Le associazioni affronteranno la questione del milione di euro destinato al monitoraggio della discarica Burgesi, il problema della bonifica e di tutte quelle situazioni d’inquinamento che interessano il territorio, oltre alla questione della chiusura del ciclo dei rifiuti in Puglia.

“La nostra amarezza dipende dal fatto di aver scritto più volte al Presidente Michele Emiliano – affermano i rappresentati delle associazioni – di aver chiesto dei tavoli tecnici con la presenza dei rappresentanti delle associazione e di non aver ricevuto mai delle risposte, nonostante la manifestazione del 28 maggio 2017″. Le preoccupazioni dei cittadini riguardano le dichiarazioni del pentito Gianluigi Rosafio, il quale ha affermato di aver tombato nella discarica 600 fusti di policlorobifenili (PCB) . Le analisi dei periti del CNR di Bari, infatti, come loro stessi scrivono dimostrano che nella discarica sono stati stoccati fusti contenenti PCB, rinvenuto nel percolato ma fortunatamente non ancora nell’acqua: una bomba ecologica che potrebbe esplodere da un momento all’altro nelle viscere della terra inquinando la falda. “Ancor più che il milione di euro – sottolineano – chiediamo la bonifica della discarica che non può aspettare; al di là che ci sia o meno la risoluzione del contenzioso con il Comune di Ugento, la Regione avrebbe comunque il dovere di provvedere e trovare soluzioni anche diverse con gli enti interessati al problema, anche perché servirà molto più di un milione di euro per monitorare e bonificare la Burgesi” .

Le associazioni si aspettano che il 28 giugno possa esserci un incontro costruttivo e soprattutto risolutivo. “Il Salento da tempo si attesta ai primi posti per gli indici di mortalità per cancro – concludono le associazioni – per questo l’impegno deve convergere ora più che mai verso la tutela dell’ambiente e della salute di tutti i cittadini per scongiurare catastrofi ambientali”.

Ugento – Le associazioni di Ugento, Gemini, Acquarica del Capo, Presicce e Taurisano con una lettera aperta tornano a scrivere al Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano contro i ritardi della bonifica della discarica Burgesi. Interventi e provvedimenti necessari in tempi brevi, risoluzione del problema dello stanziamento del fondo di un milione di euro entro e non oltre il 31 maggio 2018 e convocazione urgente di un tavolo tecnico: questi i punti fermi della mobilitazione.

Quasi un anno fa, il 28 maggio 2017, cittadini e sindaci avevano marciato verso Burgesi chiedendo alla Regione la bonifica urgente del luogo, ma ad oggi la situazione appare immutata. «Non possiamo accettare ritardi in una vicenda che richiede da tempo un intervento urgente, chiesto anche dalla Magistratura – scrivono nella lettera al presidente Michele Emiliano – come è noto, attendiamo di sapere se nella discarica sono presenti i 600 fusti di PCB, dei quali ha parlato il pentito Gianluigi Rosafio». A luglio dello scorso anno, infatti, con un’altra nota indirizzata alla Regione Puglia, alla Procura, alla Prefettura al Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, Consiglio Nazionale delle Ricerche, alla Asl di Lecce e al Comune di Ugento, le stesse associazioni avevano richiesto un tavolo di “crisi ambientale” per avere chiarezza sulla situazione, senza ricevere alcuna risposta.

Nella nota odierna, indirizzata al Presidente della Regione Puglia, alcuni degli interrogativi sollevati riguardano l’annosa vicenda del milione di euro stanziata dal Ministero dell’Ambiente, in particolare l’assenza di riferimenti da parte della Regione in relazione alle attività di verifica della presenza dei fusti contenenti sostanze cancerogene nella discarica e nei pozzi esterni all’impianto, presente, invece, nel Piano di investigazione definito a luglio 2017. Il Comune di Ugento, infatti, aveva chiesto la rettifica delle due delibere regionali nella parte in cui si parlava del Pertusillo e del Locone, visto che le somme avevano una destinazione specifica per la Burgesi, mentre nella delibera regionale del 20 marzo 2018 – evidenziano le associazioni – si parla semplicemente di presa d’atto di un verbale, che non modificherebbe di fatto le delibere precedenti. Una vicenda che si protrae ormai da troppo tempo senza arrivare a una soluzione. «Se non giungeranno risposte concrete entro il 31 maggio 2018 – concludono le associazioni – saremo costrette a intraprendere iniziative di protesta che ci porteranno fino a Bari, non escludendo un presidio e blocco del conferimento dei rifiuti nell’impianto in località Burgesi durante tutto il periodo estivo».

Ugento – Emergenza rifiuti a Burgesi, dopo ore di trattative c’è l’accordo: i rifiuti destinati a Cavallino verranno solo lavorati a Ugento per poi essere trasferiti nell’impianto di Statte, nel tarantino, ma ciò soltanto sino al prossimo 9 gennaio. Tale scadenza viene considerata “improrogabile” dai Sindaci di Ugento, Acquarica del Capo e Presicce che questa mattina hanno bloccato fisicamente l’ingresso dell’impianto di biostabilizzazione di Burgesi ai camion giunti dai 31 comuni che fanno riferiemento alla discarica di Cavallino. Il presidio è stato sciolto in seguito alla nota giunta alle ore 13,35 da parte dell’Agenzia regionale per i rifiuti, quando il sindaco Ferraro ha comunicato ai presenti che le istanze delle tre comunità erano state accolte e che i rifiuti avrebbero stazionato per pochi giorni nell’impianto di Ugento. L’emergenza era scattata in mattinata sin dalle 7 quando i sindaci dei Comuni di Ugento, Acquarica del Capo e Presicce, rispettivamente Massimo Lecci, Francesco Ferraro e Salvatore Monsellato, insieme a numerosi cittadini e associazioni, hanno bloccato l’ingresso dell’impianto di biostabilizzazione di Ugento ai camion che invece di conferire nella discarica di Cavallino erano stati dirottati a Burgesi dall’Agenzia regionale dei rifiuti. Sul posto carabinieri, polizia e vigili urbani. La protesta era montata già nella serata di venerdì 21 dicembre quando dal commissario dell’Agenzia regionale per i rifiuti, Gianfranco Grandaliano, è giunta la decisione di far arrivare negli impianti di Ugento e Poggiardo i rifiuti provenienti dai 31 comuni salentini che fanno riferimento alla discarica di Cavallino a causa dalla mancata presentazione, da parte della società “Ambiente & Sviluppo Scarl”, che gestisce tale impianto, di adeguate garanzie finanziarie per le attività di trattamento dei rifiuti volta a coprire gli oneri di gestione. A causa di tali intoppi burocratici i rifiuti sarebbero dovuti essere conferiti ad Ugento con aggravio di costi. Tutto questo a ridosso delle festività natalizie, con la conseguenza che un intero servizio sarebbe stato trasferito a Poggiardo e Ugento con orari poco compatibili con il sistema di smaltimento dei comuni del nord Salento. Nella mattinata numerosi autocompattatori provenienti da Lecce, e altri comuni del nord Salento sono rimasti fuori dall’impianto e non hanno potuto conferire in discarica a causa del presidio.

Le reazioni dei Sindaci – «Il provvedimento non è condivisibile –  ha subito affermato il sindaco di Ugento , Massimo Lecci- non si possono chiudere degli impianti per mancanza di garanzie finanziare, ed è necessario che gli enti preposti trovino la soluzione». Il sindaco di Acquarica del Capo, Francesco Ferraro, ha poi aggiunto:«Il territorio di Acquarica, Presicce e Ugento ha dato tanto in tal senso. L’impianto di biostabilizzazione, inoltre, è stato programmato per gestire i rifiuti di un certo numero di utenze e non si può stravolgere questo bacino per emergenze continue e carenze di programmazione». Dello stesso tenore il primo cittadino di Presicce, Salvatore Monsellato: «I cittadini sono stanchi. La protesta, infatti, ha unito le nostre tre comunità che confidano nel buon senso e nella soluzione del problema».

Oronzo Ricchiuto , presidente della Pro Loco Beach di Gemini, in rappresentanza di alcune associazioni presenti, ha sottolineato che il territorio dei tre comuni in questione “non può sopperire alle continue emergenze”, ribadendo anche il problema della bonifica della discarica e del dirottamento del milione di euro destinato a Burgesi, per il quale si aspettano ancora le risposte da mesi. «Confidiamo nel buon senso e nella collaborazione, in caso contrario ci vedremo costretti ad adottare iniziative più incisive», ha affermato Ricchiuto.

Malgrado la tregua raggiunta, i protagonisti della mattinata di protesta si sono già dati appuntamento al 10 gennaio, “per verificare che le garanzie ricevute oggi vengano confermate”.

Ugento – Emergenza rifiuti nella discarica di Burgesi, a Ugento. Stamattina, sin dalle 7, un presidio composto dai sindaci dei Comuni di Ugento, Acquarica del Capo e Presicce, rispettivamente Massimo Lecci, Francesco ferraro e Salvatore Monsellato, insieme a numerosi cittadini e associazioni, sta bloccando l’ingresso all’ impianto di biostabilizzazione dei rifiuti ai camion che dovrebbero conferire nella discarica di Cavallino. Di ieri sera è giunta la notizia della decisione adottata dall’Agenzia regionale per i rifiuti, con il commissario Gianfranco Grandaliano, per dirottare i rifiuti di ben 31 comuni verso le discariche di Poggiardo e Ugento-Burgesi. Alla base della decisione la mancata presentazione di adeguate garanzie finanziarie da parte della società che gestisce l’impianto di Cavallino. Da ciò la decisione assunta dalla Regione. A Burgesi la mobilitazione rischia di andare avanti a lungo, con un vero e proprio presidio, in attesa di risposte certe da parte del Prefetto.

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UGENTO. Falda idrica da monitorare e un Piano straordinario di monitoraggio per Burgesi. Questi gli ultimi interventi adottati dalla Regione Puglia per la ricerca di eventuali contaminazioni delle risorse idriche. Per Burgesi la Regione ha varato un corposo intervento da un milione di euro (da finanziare da parte del Ministero dell’Ambiente) per la verifica dell’integrità della barriera di confinamento della discarica nel territorio ugentino e per la verifica dell’eventuale presenza di fusti tombati. Su questo fronte la Asl lavorerà con l’Arpa Puglia e l’istituto zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata. L’intervento va ad affiancarsi al progetto “Minore” con il quale la stessa Regione ha dato il via libera al monitoraggio della falda idrica nell’intero Salento leccese. In questo caso sarà possibile raccogliere, analizzare e studiare un campione significativo degli oltre 13mila pozzi autorizzati (ma altrettanti si stimano gli abusivi) che pescano in falda. Al progetto “Monitoraggi idrici non obbligatori a livello regionale” hanno aderito tutti i sindaci salentini.

Tra gli obiettivi del progetto è previsto l’incremento del numero dei fitofarmaci analizzati nelle acque, includendo anche il glifosate (erbicida ampiamente utilizzato in agricoltura) mentre in un numero significativo di pozzi situati in allevamenti o aziende agricole si controllerà la qualità delle acque destinate ad irrigazione o abbeveraggio attraverso l’analisi di parametri chimici ulteriori rispetto a quelli attualmente monitorati. Fondamentale anche la campagna di formazione “L’acqua è vita in salute” che coinvolgerà le scuole sull’uso corretto delle risorse idriche. Dai risultati delle analisi si potranno eventualmente valutare le modifiche normative finalizzate ad aumentare i controlli necessari per il rinnovo delle autorizzazioni dei pozzi privati: non è esclusa neppure una moratoria sull’autorizzazione di nuovi pozzi al fine rallentare il processo di inarrestabile salinizzazione della falda salentina.

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ACQUARICA DEL CAPO. A seguito delle ripetute esalazioni che in questi giorni hanno investito il centro abitato di Acquarica e il territorio circostante, il Comune ha convocato un tavolo tecnico straordinario nella mattinata del 25 settembre presso la sede comunale, alle ore 10. Si ritiene che tali miasmi siano presumibilmente attribuibili agli impianti di biostabilizzazione e discarica di servizio/soccorso, nonché ex discarica Burgesi (foto), che si trova a Ugento al confine con il territorio di Acquarica. Al tavolo tecnico sono stati invitati i rappresentati di Arpa Puglia; il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone; il dirigente del settore ambientale della Provincia di Lecce, Dario Corsini; i rappresentanti della ditta Progetto Ambiente srl Lecce/2.

Per conoscenza la convocazione è stata inviata anche al presidente Oga Lecce, Paolo Perrone, al prefetto della provincia di Lecce, Claudio Palomba e all’assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Domenico Santorsola. L’obiettivo dell’incontro è individuare le cause per trovare soluzioni al problema.

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ACQUARICA DEL CAPO. Il paese si mobilita: l’ambiente, la salute, i rischi sono cose su cui non si può passare sopra con indifferenza. Dalle riunioni del comitato intercomunale nato intorno alle tante spine della discarica di Burgesi, in territorio di Ugento, sono emersi diversi spunti e qualche iniziativa.

Per il 5 dicembre a sera è previsto presso il castello medievale un incontro pubblico organizzato dall’Amministrazione comunale sul tema “Salvaguardia e monitoraggio ambientale del territorio comunale”, con interventi del sindaco Francesco Ferraro, del consigliere delegato all’Ambiente Luigi Ciullo e del rappresentante delle associazioni, Gigi Palese.

L’obiettivo è intanto di informare su ciò che è stato fatto e sulle iniziative intraprese, anche in  riferimento alle decisioni della Commissione  permanente  costituita dai rappresentanti delle amministrazioni e dei gruppi di opposizione dei Comuni di Acquarica, Presicce, Ugento, dalle associazioni e dal Comitato “Io conto”,  riunitosi nei giorni scorsi. Il tema era quello dell’ennesimo rinnovo dell’ordinanza del Presidente della Regione che consente ai Comuni dell’Ato Lecce 2 di conferire nell’impianto di biostabilizzione di Burgesi, realizzato per i rifiuti dell’Ato Lecce 3.

Tra i risultati concreti raggiunti si segnala il monitoraggio  dell’aria per 40 giorni, a partire dal 3 dicembre, con una stazione mobile dell’Arpa (l’agenzia della Regione per la protezione dell’ambiente), situata presso l’area polivalente di Acquarica.

Inoltre è stata richiesta all’Arpa stessa una relazione e l’interpretazione dei dati di rilevamento ambientale datati  27 settembre e 25 ottobre scorsi,  nonchè un ulteriore monitoraggio non solo dei pozzi spia ma anche dei pozzi del centro abitato. Si è infine valutata l’ipotesi di una manifestazione pubblica di protesta.

Voce al Direttore

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