Home Tags Posts tagged with "discarica abusiva"

discarica abusiva

Uggiano la Chiesa – Aveva trasformato il proprio fondo agricolo in una vera e propria discarica il 57enne di Uggiano la Chiesa denunciato dai carabinieri della Forestale di Otranto. L’uomo (G.D. le iniziali del suo nome) è ritenuto responsabile di ripetuti scarichi di rifiuti (non pericolosi) derivanti da attività di demolizione edile su di un’area pari a circa 500 metri quadrati. Il fondo in questione ricade pure in zona sottoposta a vincolo paesaggistico.

COLLEPASSO. Una vera e propria discarica abusiva di rifiuti pericolosi è stata scoperta dai carabinieri di Collepasso in contrada “Poste”, nei pressi di una masseria. Sotto sequestro è finito un appezzamento di terreno da 3.000 metri quadri all’interno di una proprietà di 10mila mq. La denuncia è scattata per un uomo 83enne di Collepasso, proprietario dell’appezzamento e ritenuto responsabile (ai sensi della legge n. 156 del 2006) per aver raccolto e realizzato illecitamente la discarica abusiva. Particolarmente pericoloso il materiale rinvenuto: fusti di olio per auto esausto, barre di eternit, pneumatici, elettrodomestici, parti di veicoli e addirittura un’auto bruciata, materiale plastico e ferroso. Nelle vicinanze veniva sequestrata anche una buca vuota dal diametro di 20 metri, profonda 8, che sarebbe stata usata per infossare ed occultare i rifiuti.

discarica rifiutiPRESICCE. Grazie ad una campagna di sensibilizzazione il Comune era riuscito a raggiungere risultati lusinghieri nel settore della raccolta differenziata dei rifiuti. Nel mese di giugno, infatti, con l’iniziativa delle due giornate “Svuota tutto”, la raccolta differenziata era salita dal 34% al 50,12 %, adempiendo così agli obblighi prescritti dalla Regione Puglia ed evitando di far pagare ai cittadini l’Ecotassa. Ma al risultato di giugno non ha fatto seguito un impegno costante dei cittadini e così, a causa dei soliti incivili, si parla di una discarica abusiva (foto) a cielo aperto nei pressi della zona industriale del paese, sulla strada per Alessano. Una discarica abusiva dove c’è di tutto e di più, dai rifiuti inerti di amianto prodotti dalle demolizioni di immobili, agli pneumatici, alla plastica. «Ma perché il Comune non installa qualche telecamera alimentata ad energia solare per scoprire così i responsabili di questo scempio e sanzionarli come si deve, in maniera che sia di monito per tutti?» ha dichiarato il proprietario di un terreno ubicato nella zona interessata.

GALATONE. Con l’accusa di illecito smaltimento di rifiuti e discarica abusiva, l’imprenditore 36enne di Galatone D.A. è stato deferito in stato di libertà dai carabinieri della locale Stazione. Durante l’attività di perlustrazione del territorio, i militari hanno potuto verificare lo strano transito, nei pressi della zona industriale, di numerosi camion e cisterne che entravano carichi ed uscivano vuoti dalla sede della società dell’uomo. Ciò accadeva soprattutto la mattina presto o all’imbrunire. Avendo verificato che la società in questione risultava sprovvista di alcuna autorizzazione allo smaltimento dei rifiuti, i carabinieri, con l’ausilio del personale del Nucleo operativo ecologico di Lecce, sono entrati nell’area verificando che il terreno in questione era stato adibito a discarioca abusiva per prodotti di varia natura: da materiale di risulta di lavori edili a e di natura agroalimentari. L’area, estesa 5000 metri quadrati e dal valore di circa 200mila euro, è stata sottoposta a sequestro.

Avevano trasformato in una vera e propria discarica una cava in aperta campagna. Con l’accusa di realizzazione di discarica abusiva, i carabinieri di Porto Cesareo nei giorni scorsi hanno deferito, in stato di libertà, due fratelli incensurati di Copertino che in via Santa Maria d’Arneo, in agro di Nardò, svolgevano “una sistematica attività di raccolta rifiuti” finendo con il colmare l’intera cava di loro proprietà. I militari hanno rinvenuto milioni di metri cubi di rifiuti ferrosi, bituminosi, edilizi e di plastica senza tralasciare sanitari, elettrodomestici, pneumatici, pezzi di legno e scarti di lavorazione agricola. La zona in questione è pure difficile da raggiungere perché distante da vie di comunicazione. Man mano che la quantità di rifiuti cresceva, inoltre, i due fratelli provvedevano a colmare la cava con uno strato di sabbia e terriccio perché non fosse rintracciabile neppure dall’alto. La cava-discarica è stata sottoposta a sequestro preventivo.

rifiuti giornata ecologica 27.10.2013 casarano (2)

CASARANO. Sorpresa nella recente giornata ecologica promossa dai volontari impegnati nel ripulire le periferie. Tra i rifiuti raccolti sono stati, infatti, trovati alcuni indizi utili per risalire agli autori delle discariche abusive. I “pizzini”, quanto mai sospetti, sono stati consegnati all’assessore all’Ambiente Ottavio De Nuzzo, presente all’iniziativa, allo scopo di applicare, se possibile, le sanzioni previste.

La giornata, promossa dal gruppo di amici capitanati da Ippazio Pedone (a sinistra nella foto), ha avuto successo ed ha permesso di raccogliere un’ingente quantità di rifiuti: oltre 100 sacchetti di materiale di ogni tipo sono stati recuperati, insieme ad una ventina di pneumatici, alle spalle del cimitero. Altre zone bonificate sono state quelle della Vora e della stradina secondaria che conduce a Matino (zona Mercatone Uno). Due camion ed un compattatore per gli ingombranti sono stati messi a disposizione dei volontari dalla ditta che svolge il servizio di raccolta, la Igeco costruzioni. Insieme a loro anche un paio di operatori.

Gallipoli. Poco più di un mese di attività e la cittadinanza sembra pian piano abituarsi ad utilizzare il primo ecocentro della città. Quello di via Pasolini, inaugurato il 14 aprile scorso nelle immediate adiacenze del popoloso quartiere in zona  Peep 3. Anche se le cattive abitudini e il problema annoso dell’abbandono fuorilegge dei rifiuti sono ancora lontani dall’essere debellati.

Del resto, l’educazione civile e il rispetto verso il luogo in cui si vive non spunta dall’oggi al domani, per cui il territorio comunale – ammirato da tanti – continua ad essere ricettacolo di ogni rifiuto possibile ed immaginabile. Ma con i controlli serrati in atto da parte della polizia municipale e con le sanzioni previste dal regolamento comunale è meglio non concedersi più tante leggerezze perchè si rischia grosso.

La nuova isola ecologica per il conferimento degli ingombranti e dei rifiuti speciali e differenziati (affidata alla gestione della ditta Navita srl che detiene il servizio di igiene urbana) rimane aperta per tre giorni a settimana, lunedì, venerdì e sabato dalla 8 alle 13. Al momento non sono disponibili dati significativi sul conferimento dato che gli stessi addetti alla struttura parlano di un graduale avvicinamento della cittadinanza al servizio (numero verde 800 098563).

Sul versante discariche selvagge ecco una recente segnalazione giunta a “Piazzasalento” con cui si evidenzia quanto di increscioso si è verificato nel tratto finale di via Orvieto, all’altezza dell’incrocio che congiunge via Scalelle e la strada provinciale per Alezio. «Ecco il vero ecocentro – scrive amareggiato un cittadino – ed è in funzione 24 ore su 24». Dalla foto si capisce che in quell’angolo vengono abbandonati impunemente  rifiuti di ogni genere. L’appello alla vigilanza e al controllo degli enti e delle forze dell’ordine è ovviamente sollecitato.

L'”ecocentro” spontaneo all’uscita di via Orvieto verso Alezio

by -
0 1147

Liquami ben visibili

Taurisano. Un lago di liquami di un chilometro quadrato nella campagna al confine con Acquarica del Capo: è questo l’indecoroso spettacolo a cui si assiste nei pressi del depuratore di Taurisano.

Una situazione che rischia di causare danni all’ambiente, ma che è già giunta all’attenzione della Procura di Lecce. Claudio Stefanachi – proprietario del terreno che confina con il depuratore, invaso dalle acque che fuoriescono dalle vasche dell’impianto – per tramite del suo legale Giovanni Chiffi ha chiesto all’autorità giudiziaria di sequestrare l’intera struttura.

La vicenda è iniziata nel mese di settembre 2011; Il 15 dicembre l’avvocato Chiffi ha chiesto all’Aqp di fermare lo sversamento entro 15 giorni, mentre, il 20 dicembre, è stato lo stesso Stefanachi a recarsi dai carabinieri per presentare una denuncia-querela e per chiedere il sequestro dell’impianto di depurazione. L’Acquedotto pugliese, qualche giorno dopo, ha spiegato che dei 3.000 allacci previsti, in paese ne sono stati realizzati solo 1.500 e che, quindi, l’eccesso di reflui non può essere imputato a problemi relativi alla rete fognaria.

La causa, invece, sarebbe l’acqua piovana che, dalle condutture di fogna bianca, andrebbe a finire in quelle di fogna nera, intasando l’impianto. «Se non ci saranno risvolti nei prossimi giorni – conclude il legale –  promuoveremo un’azione civile per chiedere il sequestro d’urgenza della struttura».                                                            

PT

by -
0 832

Uno dei cumuli di rifi uti sulla Casarano-Taurisano

Taurisano. Percorrendo la strada provinciale n. 360, che da Taurisano conduce a Casarano, da circa un mese ci s’imbatte in uno spettacolo in molti non hanno esitato a definire «indecoroso»: proprio in corrispondenza dell’incrocio con la stradina che conduce alla cripta del “Crocifisso della Macchia”, nell’aiuola spartitraffico è stato depositato un cumulo di rifiuti, tra cui ci sono una moltitudine di pneumatici, pezzi di carrozzeria, elettrodomestici e cassette in legno e in plastica.

Il tutto recintato da un nastro biancorosso sul quale sono affissi dei cartelli che recitano: «Provincia di Lecce. Lavori di manutenzione e pronto intervento lungo le strade provinciali del gruppo sud. Annualità 2010. Deposito provvisorio di rifiuti speciali di cantiere».

Molti cittadini hanno segnalato e lamentato il problema all’Amministrazione comunale di Taurisano – anche se quella parte di territorio rientra nel Comune di Ugento – così come spiega l’assessore all’ambiente Francesco Damiano: «Quei rifiuti si trovano a ridosso dell’incrocio dai primi giorni di febbraio e sono stati raccolti dalle zone adiacenti alla Provinciale.Capiamo le esigenze di chi sta effettuando i lavori, che li ha depositati in quel punto temporaneamente, però crediamo che, anche per una questione di decoro, sia arrivato il momento di ripulire la zona. Quella è una strada di passaggio, sia per chi si muove tra Taurisano e Casarano, sia per chi si reca nella zona del “Crocefisso della Macchia”».

Damiano spiega che l’azienda che sta svolgendo i lavori per la Provincia ha contattato il Comune di Taurisano affinché la società che ha in gestione la raccolta comunale dei rifiuti provveda alla pulizia e allo smaltimento. «Il problema – continua l’assessore all’Ambiente – è che quella zona fa parte di Ugento, anche se in molti credono che sia territorio di Taurisano, data la vicinanza con il paese». È proprio quello, infatti, il punto in cui la linea di confine di Ugento si spinge più a nord, arrivando a toccare il territorio di Ruffano.

All’assessore Damiano sarebbe giunta anche una comunicazione informale da parte della Asl, che avrebbe chiesto che cosa il Comune stesse facendo per la rimozione dei rifiuti. «Siccome quello non è territorio di nostra competenza, abbiamo scritto al Comune di Ugento, alla stessa Asl e alla Provincia, affinché presto si provveda a risolvere il problema. Oltre all’impatto dal punto di vista ambientale, quello spettacolo è un “pugno nell’occhio” per chiunque percorra la strada».

Ritorna, quindi, il problema  della ridefinizione dei confini di Taurisano e Ugento.

Pierangelo Tempesta

by -
0 1104

La discarica in zona “Veneziani”

Matino. La presenza di rifiuti di ogni tipo è stata segnalata in zona “Veneziani”, a Matino, dalla sezione “Sud Salento” di “Italia nostra”. Ai bordi della strada vicinale che conduce alla contrada di campagna sono stati trovati una serie di rifiuti ingombranti, pericolosi e tossico-nocivi tra i quali infissi in ferro ed alluminio, elettrodomestici, pneumatici, alcuni dei quali bruciati, nonchè le immancabili lastre di cemento-amianto, spesso anche in frantumi, insieme a resti di sostanze chimiche e materiali hi-tech.

Nel denunciare tale situazione, “Italia nostra” di Parabita ha chiesto al sindaco ed alla Polizia municipale di Matino, nonchè alla Forestale ed alla Polizia provinciale “di adottare, nei tempi più brevi possibili, i necessari provvedimenti atti a individuare i  responsabili di tale abbandono e a rimuovere, con le tecniche appropriate, i rifiuti in questione”. Fondamentale sarà anche “prevenire ulteriori attività di tal genere che, oltre a compromettere la qualità dell’ambiente, risultano di rilevante aggravio nelle casse degli enti locali”.

Il sopralluogo ha avuto luogo nei giorni scorsi nell’ambito delle normali attività dell’associaizone presieduta da Marcello Seclì, “anche su sollecitazione dei proprietari di alcuni fondi rustici”. Tale situazione di degrado rischia, inoltre, di provocare un rilevante ed irreversibile inquinamento del suolo e della falda acquifera.

by -
0 715

Una parte dell'ex discarica da bonifi care

Taurisano. “Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori”, cantava De Andrè e i versi avevano un significato chiaramente metaforico. A Taurisano, invece, stanno per diventare realistici.

Il sito dell’ex discarica  dei rifiuti solidi urbani in località “Marasculi”, infatti,  sarà bonificato e diventerà uno spazio verde da sfruttare per scopi naturalistici e socioculturali. Non si tratta di una cosa di poco conto. È in gioco un intervento su un’area di circa due ettari, che negli anni scorsi era stata già  oggetto di indagine di un piano di caratterizzazione finanziato dai fondi europei. Ora l’obiettivo principale è quello di eliminare una fonte di inquinamento ambientale del territorio, impedendo la diffusione dei contaminanti nel suolo, nel sottosuolo e nell’aria.

L’intervento avrà un costo complessivo di più di un milione di euro ed è stato finanziato dalla Regione Puglia nell’ambito dei Fondi europei di sviluppo regionale. La Regione  ha impegnato quasi 5 milioni di euro a favore  di sei amministrazioni comunali, cinque delle quali nel Salento, per la realizzazione di interventi di bonifica individuati dalla procedura negoziale attivata con le aree Vaste Salento 2020 – Vision 2020. Oltre  Taurisano hanno beneficiato dell’intervento: Presicce, Ugento, Maglie e Spongano.

Naturalmente soddisfatto l’assessore all’Ambiente Francesco Damiano che alla fine del mese scorso ha firmato a Bari il disciplinare che regola  i rapporti tra Regione Puglia e Comune per la realizzazione dell’interevento di bonifica dei siti contaminati.

«L’auspicio – dice l’assessore – è che questi interventi, oltre ad essere necessari per ripristinare e bonificare gli ambienti interessati, siano utili per sensibilizzare tutti i cittadini sulla necessità di prevenire e di evitare il ripetersi di fenomeni di inquinamento ambientale che danneggiano la più importante risorsa del Salento rappresentata dal proprio territorio». Per questo il Comune si impegnerà sul piano della prevenzione.

by -
0 905

La malsana fogna a cielo aperto e la discarica di rifi uti, un mix che rende la vita di undici famiglie originarie di Alliste veramente difficile. Mancano ancora illuminazione e acquedotto

Alliste. «Abbiamo paura ad abitare qui». È la confessione di alcuni allistini che non hanno fatto un buon affare a metter su casa a Racale, sulla parallela di via Ravenna, al confine con il loro paese d’origine.

Mancano i servizi essenziali lungo la strada “invisibile”, come la definiscono gli stessi residenti. Nessuno sembra accorgersi, infatti, delle condizioni in cui sono costrette a vivere, da oltre sette anni, ben undici famiglie, di cui otto all’interno di una palazzina di proprietà dello Iacp. E proprio nel cortile delle case popolari si nasconde (ma mica tanto) il problema più grave: ha tutta l’aria di una piscina, ma a sguazzarci dentro si contrarrebbero solo infezioni giacché si tratta di una fogna a cielo aperto. «Eppure basterebbe “tapparla” con una gettata di cemento – dice uno dei residenti – nell’attesa che venga eseguito l’allaccio alla rete di fogna nera. Almeno non saremmo più costretti a respirare quest’aria malsana, noi e soprattutto i nostri figli».

Del tutto inutili, nel tempo, i tentativi di risolvere questa incresciosa situazione: una denuncia all’Asl di Ugento nel 2007, continue richieste d’intervento agli amministratori che, oggi come allora, continuano a dare la stessa risposta. «Da anni – dice Luigi Nuzzo, assessore ai Lavori pubblici – sollecitiamo lo Iacp sulla questione».

E magari fosse l’unico problema irrisolto. Mancano la pubblica illuminazione e l’acquedotto: «L’Amministrazione comunale  – spiega l’ingegnere Gianfranco Manco, responsabile del settore Lavori pubblici – non ha, al momento, quei 40mila euro necessari perché vengano garantiti tali servizi». Le tre famiglie residenti di fronte alla palazzina, però, i soldi li hanno dovuti trovare, al momento della concessione del terreno edificabile, per pagare gli oneri di urbanizzazione che avrebbero dovuto assicurare quei servizi.

E in queste condizioni disagiate, è impensabile anche poter aprire un’attività commerciale, come qualcuno dei residenti vorrebbe. Ad essere attratti da questa zona “oscura”, più che i potenziali clienti, sarebbero (e sono sempre stati) tutti quelli che, privi di senso civico, si sono divertiti, negli anni, a dare vita ad una discarica abusiva di rifiuti ingombranti all’interno di un campo di erbacce nelle vicinanze. Ora i residenti hanno due chances: continuare ad aspettare o far proprio il motto “a mali estremi, estremi rimedi”: più di qualcuno, da tempo, suggerisce di segnalare la strada “invisibile” al tg satirico “Striscia la notizia”.

Roberta Rahinò

by -
0 892

MASSERIA VECCHIA L’area dove insiste la cava, nella quale la società Edileuropa intende procedere nei lavori per un deposito di materiali inerti. I lavori sono fermi in attesa di una decisione da parte del Consiglio comunale

Tuglie. Se ne era parlato nell’ultimo consiglio comunale, ma non si era riusciti a trovare un accordo. Tanto che si è deciso di affrontare l’argomento nella prossima riunione.

Si tratta dei lavori presso la cava in località “Masseria vecchia” eseguiti dalla società “Edileuropa srl” per farne un deposito di rifiuti inerti (costruzioni, demolizioni, scavi ecc.). A infervorare il clima è la decisione di cambiare il progetto dell’impianto di recupero, selezione e messa in riserva di rifiuti e materiali inerti.

Il nodo su cui si discute è l’ubicazione dell’impianto, già avviato a suo tempo e poi bloccato. Quella zona è stata trasformata in zona artigianale, anche se vicina a Villa Luisa, al parco archeologico e ad una zona dall’alta residenzialità. Il problema è su due fronti: inquinamento ambientale ed acustico.

Lo scorso 26 febbraio 2010 Fernando Marini, rappresentante legale della società “Edileuropa srl” ha richiesto il permesso di costriure su una variante del progetto di un impianto di recupero. Richiesta negata, perchè l’intervento non risultava compatibile con la destinazione d’uso della zona E2 “agricola generica”.

Il legale rappresentante della società ha, quindi, chiesto l’attivazione della procedura in variante e allo stesso tempo ha presentato la documentazione per la procedura di verifica della valutazione ambientale (Via). Il progetto è andato in Conferenza dei servizi, ma la discussione si è interrotta, e anche la Provincia di Lecce ha dato parere negativo: non era conforme con gli indirizzi dello strumento di pianificazione del settore; ma si affermava che il procedimento poteva essere riattivato solo a seguito dell’intervento della deliberazione in Consiglio comunale sulla variante urbanistica dell’area in oggetto.

Il lotto che dovrebbe essere interessato dai lavori è costituito da una cava esaurita di pietra calcarea. La Provincia di Lecce prima di prendere posizione e dar seguito all’istruttoria per la variante urbanistica, ha chiesto di conoscere l’indirizzo dell’Amministrazione comunale. Per ora, quindi, tutto fermo.

by -
0 915

Melissano. Hanno forse un volto e un nome i responsabili della notte particolarmente agitata vissuta dagli abitanti di Melissano alcuni giorni fa. La causa di un diffuso malessere, con disagi fisici notevoli in alcuni soggetti già affetti da patologie respiratorie particolari, era stata rintracciata in qualche rogo di materiali particolari con conseguenti fumi incontrollati e alquanto irritanti.
L’aria inquinata da sostanze ignote aveva riempito le case con le finestre aperte a causa del caldo, provocando seri disagi respiratori ed un certo allarme.

I carabinieri di Melissano diretti dal maresciallo Alessandro Borgia unitamente ai colleghi della stazione di Ugento guidati dal maresciallo Daniele Corrado, si sono subito attivati. Fino a individuare quasi subito la discarica abusiva incendiata in territorio di Ugento, ai confini con Melissano, esattamente in contrada Pidocchio Calderani, dove erano stati bruciati importanti quantitativi di scarti di pellami e di suole, materiali evidentemente usati in qualche opificio calzaturiero di cui la zona è ancora abbastanza ricca.

Alla fine il lavoro dei carabinieri è stato premiato anche perché gli autori di questo reato ambientale proprio accorti non sono stati nella loro provocatoria operazione per sbarazzarsi dei rifiuti industriali. Così, quattro persone sono state denunciate a piede libero per smaltimento illecito di rifiuti e getto pericoloso di cose: si tratta di un imprenditore 60enne di Casarano, titolare di un’attività operante nel calzaturiero e tre componenti della sua famiglia.

Le forze dell’ordine hanno rinvenuto accanto ai focolai ancora fumanti diversi sacchi di materiale già incenerito ma anche dell’altro sfuggito al fuoco. Proprio questo avrebbe incastrato i presunti responsabili poiché, tra i rifiuti, i carabinieri hanno scoperto documenti fiscali e corrispondenza commerciale varia, forse utilizzata proprio per appiccare il fuoco, che li ha instradati sulle tracce dei quattro casaranesi. Tra l’altro, il podere dove si era consumato l’incendio con le connesse esalazioni, era già stato posto sotto sequestro quale discarica abusiva di rifiuti speciali e pericolosi.

Furibonda e comprensibile era stata la reazione dei melissanesi, cittadini, associazioni e amministratori comunali che avevano protestato vivamente, anche perché non era la prima volta che si verificavano simili episodi.

AP

Voce al Direttore

by -
L'ecotassa, per quelle comunità che non avessero raggiunto le soglie minime indicate nella raccolta differenziata dei rifiuti prodotti in casa, era fissata a partire...