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Dipartimento di urgenza

Nardò – Rete sanitaria, impegni e delusioni: dalla minoranza arriva un’interrogazione a Sindaco e Giunta comunale. A chiedere spiegazioni è il vicepresidente del Consiglio comunale Giancarlo Marinaci (foto), che chiede al primo cittadino Giuseppe Mellone “se e come dare attuazione agli impegni assunti in campagna elettorale in riferimento alla trasformazione dell’ex Punto di primo soccorso in Dipartimento d’urgenza e quali concrete iniziative sono state fin qui poste in essere per verificare il rispetto del Protocollo d’intesa del 2013 sottoscritto da Asl, Regione e Comune”.

E’ lo stesso Marinaci a ricordare i contenuti di quel protocollo, firmato ben cinque anni fa da Nichi Vendola e Marcello Risi, allora rispettivamente Presidente della Regione e Sindaco di Nardò. «Il 6 settembre 2013 – dichiara Marinaci – venne sottoscritto il Protocollo di intesa tra Regione Puglia e Comune di Nardò sulla riconversione della struttura ospedaliera “Sambiasi” in Poliambulatorio di III Livello al servizio di un’utenza di circa 150mila abitanti. Nel protocollo le parti si impegnavano – ricorda l’esponente di minoranza – ad attivare ben 27 branchie specialistiche: Cardiologia, Oftalmologia, Otorinolaringoiatria, Dermatologia, Endocrinologia, Pneumologia, Centro prelievi, Gastroenterologia, Ortopedia, Medicina Interna e Centro Uva, Geriatria, Reumatologia, Urologia e Andrologia, Neurologia con elettroencefalografia, Allergologia e malattie dell’apparato respiratorio dell’infanzia, Medicina fisica e riabilitativa, Ostetricia e Ginecologia (anche preventiva) Servizi specialistici alla gestante ed alla puerpera in revisione del percorso nascita; Odontoiatria, Neuropsichiatria infantile, Oncologia, Diabetologia, Chirurgia generale, Servizi di laboratorio di analisi territoriale, Servizio di radiodiagnostica (Rx ed ecografia con Tac e diagnostica senologica), Chirurgia vascolare con ecodoppler e Terapia del dolore.

Confrontando gli ambulatori esistenti con l’elenco pubblicato nel protocollo – denuncia Marinaci – risultano mancare all’appello diverse specialità. Innanzitutto nel Poliambulatorio si fanno i prelievi ma non le analisi. Il laboratorio di analisi è stato chiuso a ottobre dello scorso anno. Non c’è, così come prevedeva il protocollo, Gastroenterologia né Medicina interna; da oltre un anno non si effettua il day-service di ipertensione arteriosa, malattie respiratorie e reumatologiche; prevista anche la Elettroencefalografia, ma mai istituita. Non ci sono i previsti “Servizi specialistici alla gestante ed alla puerpera in revisione del percorso nascita”; non pervenuto nemmeno Neuropsichiatria infantile. C’è Ematologia, che addirittura non era prevista dal protocollo, ma i servizi di radiodiagnostica si effettuano solo nelle ore diurne nonostante fossero previsti h12».

L’elenco di servizi sanitari a Nardò presenti solo sulla carta è insomma lungo e riguarda ovviamente anche i cittadini di altri centri vicini. Marinaci ne chiede conto al primo cittadino: “Che fine hanno fatto quelle promesse e quel protocollo?”.

 

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