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Santa Maria di Leuca (Castrignano del Capo) –  “Ha scritto t’amo sulla roccia. Don Tonino Bello accompagnatore vocazionale” è il volume di monsignor Vito Angiuli che viene presentato questa sera, alle 19.30, presso il Circolo della vela di Leuca. L’appuntamento rientra nell’ambito del programma per le celebrazioni del 70° anniversario dello Yacht Club Leuca. Insieme al vescovo della diocesi di Ugento- Santa Maria di Leuca, autore dell’opera (edizioni San Paolo) ispirata e dedicata al pastore di Alessano per il quale è in corso il processo di canonizzazione, saranno presenti Mario Carparelli, del presidio del Libro del Capo di Leuca, Giancarlo Piccinni (nato ad Alessano e cardiologo all’ospedale di Gallipoli), presidente della Fondazione “Don Tonino Bello”, il giornalista Mauro Ciardo e Giovanni Arditi di Castelvetere, presidente dello Yacht Club Leuca.

È un profilo forse meno noto ma “necessario” per comprendere a tutto tondo la figura dell’ex presidente di Pax Christi e vescovo di Molfetta scomparso il 20 aprile del 1993. Il volume affronta, infatti, gli anni dell’infanzia e della giovinezza sino alla formazione e vocazione di don Tonino, al rapporto con i suoi coetanei e agli anni dell’insegnamento (molti dei quali a Tricase) e dei seminari (da Ugento a Molfetta). La serata di Leuca è promossa dall’assessorato all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia e dall’associazione Presidi del libro. Tra le tante pubblicazioni su don Tonino, di recente è stata data alle stampe anche quella ad opera di Giancarlo Piccinni dal titolo “Don Tonino, Sentiero di Dio”, edito da “San Paolo”.

XYLEFA_22don vito angiuli vescovo 2ugento2GALLIPOLI. Per il 30 è prevista la “Via Crucis” da Gagliano del Capo a Leuca dedicata agli ulivi malati: una preghiera collettiva cui parteciperanno i cinque vescovi delle province di Lecce e Brindisi. La Chiesa scende in campo, sottolineando però il carattere religioso della manifestazione, la cui organizzazione sarà a cura del comitato “Voce dell’ulivo” con sede presso la cooperativa Acli di Racale. Il corteo intitolato “Un Getsemani senza ulivi” partirà alle ore 19,30 da Gagliano ed è stato promosso dal vescovo di Ugento, Vito Angiuli (a sinistra nella foto). “Via dei pellegrini” è il percorso che attraversa le località Prosano, Paduli, Foresta forte, fino al piazzale della basilica De Finibus Terrae” da dove partirà l’appello a Papa Francesco. Ma le diocesi stanno dando un’altra importante mano sulla missiva inviata all’arcivescovo di Lecce Domenico D’Ambrosio – perchè appunto la facciano leggere durante le funzioni religiose nelle chiese – dal commissario per l’emergenza Giuseppe Silletti. Nel ripercorrere la cronaca di questi mesi, a cominciare dallo stato di emergenza dichiarato nel febbraio scorso, Silletti rileva il ruolo importante, come strumento di comunicazione, delle parrocchie, “luoghi che favoriscono gli incontri delle popolazioni cittadine con le persone di ogni età e quindi un canale informativo di altissima affidabilità ed efficacia”.

Ai vescovi aveva lanciato un appello qualche settimana fa anche il Forum Ambiente e Salute, che aveva chiesto ai prelati di schierarsi contro l’uso massiccio e pericolosissimo di insetticidi, diserbanti e pesticidi.
Intorno agli ulivi e alla loro “salvezza” inoltre si sono schierati artisti salentini e pugliesi, da Nando Popu (a destra nella foto) a Caparezza, da Edoardo Winspeare (che ha confessato di aver “trascurato” i suoi uliveti) ad Albano. Ciò che si teme maggiormente è che dalle parole rassicuranti (interventi mirati di eradicazione e utilizzo di insetticidi) si passi nella realtà ad un uso massiccio degli uni e degli altri. Da qui la mobilitazione. Il 29 infine altra manifestazione a Lecce promossa da Pino Aprile, scrittore e meridionalista, e altri.

Don Salvatore Palese (2)ACQUARICA DEL CAPO. “Preti del Novecento nel Mezzogiorno d’Italia. Repertorio biografico del clero della diocesi di Ugento – Santa Maria di Leuca”. Questo il titolo di una interessante ricerca storica realizzata da monsignor Salvatore Palese (foto), sacerdote acquaricese con la vocazione dello storico, già Preside della Facoltà teologica pugliese. Autore di numerose pubblicazioni. Palese ha condiviso il lavoro con Ercolino Morciano, mettendo in luce l’evoluzione del ruolo dei preti nella diocesi di Ugento nel corso dell’ultimo secolo. Sono numerosi gli aspetti di interesse generale che emergono da questo encomiabile lavoro, primo fra tutti il modo di recepire il Concilio Vaticano II° da parte dei preti della diocesi che stranamente non sono stati mai molto numerosi.

Nel 1904 su una popolazione di 60.300 abitanti se ne contavano 125, uno su 482 abitanti; nel 2006, su  123mila abitanti i preti attivi erano appena 64, uno su 1953. Un altro aspetto interessante è il rapporto tra i preti e la politica, dai governi liberali di inizio Novecento, al regime fascista, ai governi repubblicani ed ai movimenti di massa (socialismo e comunismo). Su 30 preti presi in esame ben 24 avevano sposato la politica del regime fascista, 3 avevano conservato una posizione di neutralità e 3 si erano esposti senza tentennamenti. Tra questi spicca la figura di don Vito Tonti, nato a Presicce e morto ad Acquarica in assoluta povertà. Titolare della parrocchia di Taurisano per oltre 20 anni, aveva dato vita ad una lega contadina sfidando il regime celebrando una messa di suffragio per Giacomo Matteotti. Si guadagnò il confino dal quale lo salvò il vescovo  trasferendolo presso il seminario di Ugento.

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