Home Tags Posts tagged with "diocesi di Nardò-Gallipoli"

diocesi di Nardò-Gallipoli

Leuca (Castrignano del Capo) – Si è concluso pochi giorni fa a Roma, con il saluto di Papa Francesco al Circo Massimo e in piazza San Pietro, ma ancora se ne avverte il riverbero, il terzo meeting internazionale della Carta di Leuca promosso dal Parco culturale ecclesiale “De Finibus Terrae” e dalla diocesi di Ugento-Santa Maria di Leuca guidata dal vescovo mons. Vito Angiuli.

Abbiamo camminato gli uni accanto agli altri condividendo la fatica della strada. Abbiamo incontrato volti nuovi riconoscendoli amici. E oggi vogliamo dire al mondo ciò che abbiamo toccato in questa esperienza: la gioia della convivialità!”, così comincia la Carta di Leuca di quest’anno sottoscritta da 352 giovani provenienti dai Paesi che s’affacciano sul Mediterraneo. “Mediterraneo, convivialità del creato, ma anche dei volti, oltre che convivialità economica e partecipativa”, prosegue il documento, che conclude con la volontà di “far giungere su ogni sponda del Mediterraneo la bellezza del vivere e – tema molto caro a don Tonino Bello, nel 25° della sua morte – la convivialità delle differenze in un mondo in cui oltre al tempo condividiamo lo spazio: un’unica terra bagnata da un unico mare e abitata da un’unica umanità!”, la conclusione.

Curata fin nei minimi particolari, la “5 giorni Brindisi-Leuca”si è svolta secondo copione, col coinvolgimento delle cinque diocesi della Metropolia di Lecce (come si ricorderà, le arcidiocesi di Brindisi-Ostuni, Lecce e Otranto, e le diocesi di Nardò-Gallipoli e Ugento-Santa Maria di Leuca) ma imprevisto ed emozionante è stato l’entusiasmo della piazza di Leuca all’arrivo dei 352 pellegrini provenienti da ben 35 nazioni, moltiplicatisi nel frattempo lungo la strada. Ad accoglierli, alle prime luci dell’alba, c’erano ragazzi con le bandiere di tutti i Paesi mediterranei, mentre il generale di Corpo d’armata dell’Esercito, Salvatore Farina di Casarano, consegnava a mons. Angiuli la “fiaccola” prelevata dalla tomba di don Tonino Bello ad Alessano, con la quale il presule ha acceso la “lampada della convivialità”. Alla cerimonia finale in terra salentina hanno preso parte anche il presidente della fondazione “Parco culturale ecclesiale Terre del Capo di Leuca-De Finibus Terrae” don Stefano Ancora, il ministro per il Sud Barbara Lezzi, il Sindaco di Castrignano del Capo Santo Papa, il  vicepresidente nazionale dell’Anci e Sindaco di Casarano Gianni Stefano, l’assessore regionale Loredana Capone, il viceprefetto Claudio Sergi, il Nunzio apostolico in Egitto mons. Bruno Musarò e il direttore per la pastorale del tempo libero della Cei   (Conferenza episcopale italiana) don Gionatan De Marco.

Al chiarore di questa luce aurorale firmiamo la Carta di Leuca condividendo i sogni di Giorgio La Pira e don Tonino Bello: la convivialità che soprattutto voi, cari giovani, avete vissuto e sperimentato in questi giorni – è stato il messaggio del vescovo di Ugento – è garanzia del comune impegno per il futuro”. Raggiunto a margine della cerimonia ha poi dichiarato a Piazzasalento:”L’appuntamento della Carta di Leuca ha una funzione educativa e culturale: evidentemente questo cammino ha bisogno dei suoi tempi, tuttavia attorno a questa iniziativa c’è un consenso sempre più crescente e allargato, il che sta a dire che quanto si sta seminando certamente darà i suoi frutti”. A fine giornata la partenza per Roma da Papa Francesco.

I commenti dei protagonisti “Portiamo nei nostri piedi la stanchezza di questo percorso (ben cinque giorni a piedi, da Brindisi a Leuca), ma anche la gioia e la sorpresa nata dalla freschezza delle relazioni, delle amicizie e della condivisione che abbiamo potuto sperimentare in questi giorni – il commento a caldo del vice rettore del seminario di Ugento don Davide Russo, che ha accompagnato i giovani a Roma – ogni giorno abbiamo avuto momenti di intensa riflessione interreligiosa. La caratteristica del cammino è stata quella di mettere accanto giovani cattolici e giovani mussulmani. Al mattino abbiamo camminato e nel pomeriggio siamo stati guidati alla scoperta dei temi cari a don Tonino Bello. Non è stata un’opera biografica su don Tonino – conclude don Davide – ma un vivere concretamente il suo messaggio”. In comunione con Papa Francesco che passando accanto a bordo della “Papamobile” al nutrito gruppo dei “leucani” li ha salutati affettuosamente. “Ho incontrato tanti fratelli”, ha detto emozionato un ragazzo proveniente dal Nord Africa. Occhi lieti e fiduciosi tutto intorno; di ammirazione da parte di quanti hanno assistito all’epilogo davanti a Santa Maria di Leuca.

 Il coraggio di rischiare il salto “Non accontentatevi del passo prudente di chi si accoda in fondo alla fila. Ci vuole il coraggio di rischiare un salto in avanti, un balzo audace e temerario per sognare e realizzare come Gesù il Regno di Dio, e impegnarvi per un’umanità più fraterna. Abbiamo bisogno di fratellanza. Rischiate, andate avanti”: l’esortazione di Bergoglio ha raggiunto uno ad uno i 90mila presenti a Roma, in preparazione del Sinodo di ottobre con i giovani. “I sogni dei giovani fanno un po’ paura agli adulti, forse perché hanno smesso di sognare e di rischiare, forse perché i vostri sogni mettono in crisi le loro scelte di vita. Ma voi non lasciatevi rubare i vostri sogni” e qui il riferimento ad un giovane Santo che ha sognato in grande, San Francesco, del quale ha preso il nome e che è poi diventato il Patrono d’Italia. E infine un’altra considerazione: “Camminando insieme in questi giorni avete sperimentato quanto costa fatica accogliere il fratello o la sorella che mi sta accanto, ma anche questa gioia può darmi la sua presenza se la ricevo nella mia vita senza pregiudizi o chiusure”.

 

Gallipoli – E’ giunto alla sua terza edizione “Alter-Azioni di umanità migranti”, il corso di formazione alla cultura dell’integrazione organizzato dalla Diocesi di Nardò-Gallipoli, dall’Università del Salento e dal Progetto caritas “Agapolis” in collaborazione con il Csv Salento, Caritas Diocesana, l’associazione “Mensa della Carità Diocesi Nardò-Gallipoli”, il Punto pace “Pax Christi” cittadino e gli Uffici Diocesani. Il primo dei quattro incontri previsti quest’anno, dal titolo “Diritti e doveri reciproci dell’accoglienza, tra legge e conoscenza” si è svolto mercoledì 18 aprile presso il salone polifunzionale della parrocchia di Sant’Antonio da Padova a Gallipoli, moderato da don Salvatore Leopizzi e tenuto da Luigi Russo, giornalista, sociologo e presidente del Csv Salento e dal prof. Attilio Pisanò di Casarano, presidente del corso di studi in Scienze politiche e relazioni internazionali dell’Università del Salento.

“La percezione distorta dell’immigrazione e le insicurezze che abbiamo, sono state create da una cattiva informazione e dalla politica – afferma Russo – che si serve dei media che, alterando le informazioni, contribuiscono ad alterare le percezioni e diffondere la paura. Alcuni dati lo dimostrano: gli immigrati in Italia sono 5 milioni, cioè il 10% della popolazione italiana, ma gli italiani ne hanno una percezione molto più elevata; addirittura, il 25% percepisce la presenza degli immigrati come se fossero uno su quattro, e questa percezione è collegata all’informazione errata che passano i media. Un altro esempio sono gli islamici, che in Italia sono il 3%, ma che vengono avvertiti come se fossero l’8% o il 16%, falsando la realtà. Bisogna fare dunque un’adeguata informazione indipendente, ricordando che noi viviamo in situazione di mistificazione della realtà; dobbiamo formare, informare e accogliere, per smontare tutto questo sistema”.

Di diritti universali ha invece parlato il prof. Pisanò: “Noi viviamo in un processo di mistificazione, in cui la realtà che ci viene trasmessa dai media è molto lontana da quella che noi stessi viviamo. Per smontare questo castello, e ricostruire una corretto rapporto tra etnie e culture, tutti possiamo fare molto, partendo dai diritti come il luogo privilegiato dell’etica contemporanea, riconoscendoli come strumento per migliorare concretamente la vita e attuandoli anche per gli altri esseri umani. Rapportandoci all’altro senza discriminazione, con gli occhi aperti alla realtà, senza pregiudizi, senza paura e senza razzismo, che minano alle radici le fondamenta dei diritti. Se vincono questi atteggiamenti, i diritti scompaiono non solo per i migranti ma dalla nostra civiltà, rinnegando le nostre conquiste e mettendo a rischio la nostra stessa libertà e tutti soggetti vulnerabili della società”. Gli altri appuntamenti con “Alter-Azioni” saranno il 24 aprile con il tema “Migranti e diritto alla salute, qualità e fragilità dei servizi”, l’8 maggio con “Migranti e rifugiati, uomini e donne in cerca di pace” mentre l’appuntamento conclusivo sarà il 14 maggio con un evento formativo accreditato per l’Ordine degli Avvocati e degli Assistenti sociali di Lecce.

san simone vescovo quadro caracuta 2015SAN SIMONE. Bella sorpresa per i parrocchiani di San Biagio a San Simone che per la recente festività della Sacra Famiglia sono stati protagonisti di un significativo evento “che ha creato un ponte fra l’espressione dell’arte e la fede”, come commentato dagli stessi protagonisti. Al termine della messa vespertina officiata da monsignor Fernando Filograna, vescovo della diocesi Nardò – Gallipoli assieme al parroco don Caludio Mazzotta, don Luigi Tarantino e don Quintino Venneri, il  maestro Antonio Caracuta, pittore di Carmiano che lo scorso anno aveva incontrato papa Francesco donandogli la sua opera “L’amore di una madre regina del cielo”, ha donato al vescovo una sua opera che rappresenta “meraviglia e stupore, mentre le forme e le luci  trasferiscono a chi osserva l’opera un grido di Fede e di Speranza”. «L’opera donata è un dipinto in cui traspare, attraverso la maestria delle pennellate, il  profondo senso religioso e umano dell’autore, dimostrando che la spiritualità di un artista può essere portatrice del messaggio di Dio, in perfetta sintonia con l’omelia del vescovo che ha  posto l’accento sul valore della famiglia cristiana all’interno della società, valore  divenuto antidoto  all’ omologazione dell’individuo», fanno sapere i parrocchiani.

Intanto, dopo le visite già svolte nei giorni scorsi a Casarano (chiesetta della Campana e cappella dell’ospedale), Matino (parrocchia Santa Famiglia), Galatone (santuario SS. Crocifisso della pietà), nei prossimi giorni la fitta agenda del vescovo prevede numerosi altri incontri nei centri della diocesi. Nel giorno dell’Epifania, monsignor Filograna è atteso a Gallipoli, presso il monastero di Santa Teresa, per la messa delle 8. Giovedì 7 gennaio, alle 10, è in programma il Consiglio episcopale in curia a Nardò. Sempre a Nardò, presso il seminario diocesano, il giorno seguente alle 9.30, c’è il ritiro spirituale per il clero secolare e religioso. Nello stesso giorno c’è anche l’incontro con la comunità di Taviano presso l’istituto Suore discepole di Gesù eucaristico. Sabato 9, alle 16, presso la sede Unitalsi di Copertino l’incontro sul tema giubilare della misericordia e domenica 10 messa alle 10 presso la parrocchia Santa Famiglia di Nardò per la festa della comunità. Nella serata, alle 17,30, conferimento del sacramento della Confermazione nella parrocchia Maria SS. Assunta a Torre Lapillo. Da ricordare, ancora, la celebrazione eucaristica di domenica 17 gennaio, alle 10 presso il seminario diocesano di Nardò, con i Consigli delle Confraternite della diocesi, la veglia ecumenica in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani del 18, alle ore 18,30, presso la parrocchia Sacro Cuore di Gesù di Galatone ed il Pontificale del 20, alle 18,30 presso la basilica con cattedrale di Gallipoli nella solennità di San Sebastiano.

by -
0 964

GALLIPOLI. Nella parrocchia S. Antonio, promosso dalla diocesi di Nardò-Gallipoli, si è tenuto un importante convegno il 28 dicembre, 35° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di don Salvatore Leopizzi (parroco di quella chiesa e consigliere nazionale di Pax Cristi). Dopo la Messa solenne presieduta dall’ordinario diocesano, mons. Fernando Filograna,  concelebrata da mons. Giovanni Ricchiuti (vescovo di Altamura) e don Renato Sacco (Novara), rispettivamente presidente e coordinatore nazionale di Pax Cristi, e da numerosi sacerdoti della diocesi, sono seguite le relazioni dei due ospiti. A introdurre i lavori, allietati dalle  note della “Scuola Agregada” di Davide e Gabriela Greco,  il vescovo Filograna che ha parlato del messaggio di Capodanno di Papa Francesco “Vinci l’indifferenza e conquista la pace”, in occasione della 49^ Giornata mondiale della Pace.  Il vescovo ha sottolineato come il tema della pace riveste un’importanza vitale per cui “occorre non stancarsi (o peggio arrendersi) nel perseguire vie sempre  nuove  che rispondano all’intimo desiderio di Pace che è nell’uomo”. Entrando nel merito del documento di Papa Francesco, che ha analiticamente commentato, anche mons. Ricchiuti ha stigmatizzato l’indifferenza come la peggior nemica della Pace.

E’ stata, quindi, la volta di don Renato Sacco, storico rappresentante di Pax Cristi, e prete di frontiera che ha rimarcato come “pur venendo dal profondo Nord” non si riconosce con quanti, politici delle sue parti, intenderebbero risolvere la questione dell’ordine e della sicurezza pubblica, con l’uso delle armi, quale mezzo di difesa personale. Non sono mancati i momenti di emozione, quando si è vista sullo schermo la foto di don Tonino Bello, a Sarajevo durante la marcia dei 500 nel dicembre 1992, visibilmente sofferente a causa di quel male incurabile che di lì a pochi mesi lo avrebbe portato alla morte.

Di seguito il documento di don Salvatore Leopizzi, testimone di allora e di oggi nel percorso alla ricerca della “Pace”.

MESSAGGIO DI DON SALVATORE

by -
0 1367

L’apertura della Porta Santa a Nardò

Sorelle e fratelli nel Signore,
Natale è celebrare il ricordo della nascita di un bambino: Gesù! Ma chi è che nasce realmente? E cosa spinge la follia di un Dio così buono a mandare in mezzo a noi peccatori il suo unico Figlio? Il Nuovo Testamento, in riferimento all’azione del Figlio, si esprime in termini di misericordia (eleos) come sintesi dell’opera che Gesù ha compiuto nel mondo nel nome del Padre (cfr. Mt 9,13).
La misericordia di Cristo si manifesta soprattutto quando Egli si piega sulla miseria umana dimostrando la sua compassione (viscere di misericordia) verso i bisognosi, gli ammalati, gli anziani soli, gli emarginati e i peccatori. Tutto in Gesù parla di misericordia. Gesù è Misericordia Vivente.
Occorre perciò ricordare in questo preciso momento storico che in Cristo, Dio si è manifestato nella carne come “Emmanuele”, Dio con noi, e si è unito all’umanità in un vincolo indissolubile. L’Incarnazione è il “sigillo storico” dell’eterno Amore, il momento in cui Dio, infinito e senza tempo, irrompe nella storia nell’umiltà della natura umana, dichiarando il suo Amore, folle, traboccante per l’uomo e la donna di tutti i tempi.
Mentre vi scrivo ho nel cuore davvero l’immagine di Gesù che si fa carico del peso della nostra debolezza, delle nostre preoccupazioni.

Insieme al santo padre Francesco, abbiamo spalancato le porte di Cattedrali e Basiliche, di dormitori e parrocchie celebrando solennemente l’inizio di questo Anno Santo, Giubileo Straordinario della Misericordia. Non manchiamo di spalancare la porta del nostro cuore, facciamo entrare Cristo nel Sacrario della nostra vita! Non ci accada di essere uomini e donne che si illudono che seguendo regole, tradizioni e precetti di varia natura, possono fare a meno dell’Amore! Né tanto meno possiamo convincerci di essere indegni di accogliere Gesù nel nostro cuore! Qualunque siano le nostre condizioni sociali e morali, qualunque sia la percezione della vita che ci portiamo addosso in questo momento, anche se fossimo presi da ansia, paura e, Dio non voglia, disperazione… Gesù, il Cristo, è nato per te, per ciascuno di noi! Facciamo insieme la scoperta di un Dio che si fa carico delle nostre tribolazioni, che con noi condivide il dolore e la gioia grande della nostra umanità. Diventiamo con Lui, per Lui e in Lui “affamati di vita buona”! Spalanchiamo le porte del cuore a relazioni che siano sane, generose, comunionali. Affrontiamo insieme, come comunità, il dramma della precarietà e della disoccupazione, non giriamoci dall’altra parte quando un nostro fratello o una nostra sorella (qualunque sia il suo credo o nazionalità di provenienza) chiede aiuto nei modi più svariati. Torniamo ad essere “casa accogliente” per chi casa non ha! E mi riferisco, innanzitutto alla capacità che abbiamo di non far cadere nel baratro della solitudine il “prossimo” che a noi si presenta mendicante d’amore! E’ il Bambino Gesù che bussa alla porta delle nostre vite! La Misericordia che il Padre ci dona nel Figlio per lo Spirito Santo siamo chiamati ad esercitarla concretamente nei confronti di chi ci viene affidato perché incontrato.
Un pensiero di particolare preghiera lo elevo per quanti, giovani donne e uomini della nostra Diocesi, provenienti soprattutto dalla Cattedrale di Nardò, con il supporto di alcuni benefattori, si sono recati per trascorrere in Uganda questi giorni di festa ed esprimere così la comunione con una meravigliosa “Chiesa sorella”, l’Arcidiocesi di Gulu. Sono una testimonianza viva, entusiasta di quanto la Misericordia di Dio possa realizzare cose belle e grandi.

In perfetta sintonia con Cristo poi è il cuore della Madre. Non si può scindere il Natale da Colei che, con il suo “fiat”, ha fatto sì che il Verbo diventasse carne. “Scelta per essere la Madre del Figlio di Dio, Maria è stata da sempre preparata dall’amore del Padre per essere Arca dell’Alleanza tra Dio e gli uomini. Ha custodito nel suo cuore la divina misericordia in perfetta sintonia con il suo Figlio Gesù. Il suo canto di lode, sulla soglia della casa di Elisabetta, fu dedicato alla misericordia che si estende ” di generazione in generazione ” (Lc 1,50). Anche noi eravamo presenti in quelle parole profetiche della Vergine Maria. Questo ci sarà di conforto e di sostegno mentre attraverseremo la Porta Santa per sperimentare i frutti della misericordia divina”. (Misericordiae vultus 24). Sentiamoci allora incoraggiati dalla Vergine Santa a intraprendere la via della generosità, dell’affidamento totale alla volontà di Dio. Scopriremo che vivere significa amare!
“Dopo che Gesù è venuto nel mondo non si può fare come se Dio non lo conoscessimo. Come se fosse una cosa astratta, vuota, di referenza puramente nominale; no, Dio ha un volto concreto, ha un nome: Dio è misericordia”. (Papa Francesco, Angelus, 18 agosto 2013). La Misericordia si è fatta carne! Oggi è Nato Gesù, Misericordia incarnata. AUGURI! In alto i cuori!

Nardò, Natale del Signore 2015

S.E. Mons. Fernando Filograna
Vescovo di Nardò-Gallipoli

ospedale di gallipoliGALLIPOLI. Alla presenza di mons.Fernando Filograna, vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli, del segretario regionale Avulss (Associazione per il Volontariato nelle Unità Locali Socio Sanitarie), dr. Cosimo De Rinaldis, del cappellano ospedaliero, don Marcello Spada e della dr.ssa Loredana Benvenga, è stato inaugurato il corso per volontari ospedalieri.
Coordinato dall’Università cattolica del Sacro Cuore, che, alla fine, attesterà l’idoneità dei partecipanti, avrà la durata di 40 ore complessive. Diverse le materie, ma – come ha precisato nel suo saluto mons. Filograna – “è davanti alla ‘cattedra del dolore e della sofferenza’ che si apprendono molte più cose” perché “andare davanti ad un letto dove c’è un ammalato è sempre un attingere, è prendere forza, energia, sapienza di vita, sapienza di cuore”. Presenti i rappresentanti dell’Asl, assenti, benché invitati, quelli dell’Amministrazione comunale, guidata dal sindaco  dott. Francesco Errico.

Voce al Direttore

by -
Attività produttive, turismo e ambiente in Puglia tra libera iniziativa economica e percorsi di sviluppo sostenibile: questo il tema scelto dall'Ordine dei commercialisti e...