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destagionalizzazione

Corigliano d’Otranto – Turisti tutto l’anno? Qui qualcosa del genere si sta già verificando. Lo dice l’Osservatorio sul Turismo della Regione Puglia e lo sottolinea il Sindaco Dina Manti. Il centro regionale che censisce e raccoglie i dati anno dopo anno, ha registrato circa 11mila presenze in paese nel corso del 2017. E si cresce ancora a stare ai dati di questi primi mesi del 2018., sempre all’insegna annunciata e perseguita della destagionalizzazione.

Altro dato interessante nella panoramica offerta dall’Osservatorio  regionale è che delle 11mila presenze ufficiali e registrate, ben 5mila riguardano visitatori stranieri con tren positivo che colloca il paesi della Grecìa salentina tra le mete a vocazione turistica della regione. «Nella nostra città il turismo è per tutte le stagioni, le presenze sono costanti e in continua crescita anche nei primi mesi del 2018. Raccogliamo i primi veri frutti degli sforzi fatti per elaborare un programma di destagionalizzazione che include anche iniziative di promozione del territorio in partnership pubblico-privata – è il commento del Sindaco Dina Manti (foto) – come il Castello de’ Monti riportato a nuova vita con il progetto “Castello Volante”, un luogo di comunità che valorizza tradizioni, sentimenti collettivi, energie, competenze e passioni. Il report dell’osservatorio regionale ci restituisce l’immagine di una piccola cittadina di 5.800 abitanti capace di accogliere il visitatore richiamato dal ricco patrimonio monumentale e paesaggistico – rileva il primo cittadino – dalla professionalità degli operatori turistici e culturali e dalle eccellenze enogastronomiche. Sono numeri che si riflettono positivamente anche sulle strutture ricettive del circondario, che comprende gran parte delle antiche masserie dell’entroterra frequentate dai turisti anche nella stagione più fredda”.

 

lido san giovanni rotonda foto di Gabriele SebasteGALLIPOLI. Il gran bisticcio degli stabilimenti balneari da smontare a fine stagione. Per ora si levano dai litorali tutte quelle strutture e pertinenze ritenute superflue, in attesa di aver un quadro normativo più chiaro. Istituzioni, associazioni di categoria e Ministero sono al lavoro per sbrogliare la matassa. La situazione al momento è tornata nelle mani del Gruppo di lavoro coordinato dal prefetto Giuliana Perrotta che è stato costituito dopo un incontro ad hoc per cercare di dirimere la questione e la disparità di applicazioni delle norme per il mantenimento delle strutture amovibili per tutto l’anno piuttosto che lo smantellamento richiesto e imposto dai pareri della Soprintendenza sui permessi a costruire stagionali rilasciati dai Comuni. L’obiettivo resta quello di contemperare le esigenze del diritto d’impresa dei balneari con il rispetto degli equilibri ambientali degli arenili e del demanio. 

E mentre anche il Tar aveva già legittimato da tempo il mantenimento delle strutture amovibili sull’arenile per tutto l’anno, ci ha pensato il Consiglio di Stato, a macchia di leopardo, a ribaltare quella vittoria incassata da molti dei gestori dei lidi gallipolini e salentini. Su intercessione dei parlamentari salentini Salvatore Capone e Federico Massa si è svolto un confronto con il sottosegretario Francesca Barracciu.
Il tutto mentre dai litorali di Gallipoli, Ugento (con il portavoce Giancarlo Lucrezio), Porto Cesareo e le marine leccesi, l’opinione dei balneari è univoca: «tali disposizioni vanno in controtendenza con il discorso della destagionalizzazione. Con il clima potremmo lavorare fino a novembre e riprendere già ad aprile. Ma sapete cosa significherebbe montare e smontare una struttura due volte? quaranta o cinquantamila euro».

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La piazza di Felline, meta turistica estiva, dove si affacciano alcuni ristoranti. Il centro della frazione è anche sede di numerose sagre

La piazza di Felline, meta turistica estiva, dove si affacciano alcuni ristoranti. Il centro della frazione è anche sede di numerose sagre

FELLINE. Destagionalizzazione, qualità, servizi, infrastrutture, crisi, collaborazione, promozione turistica, eco-sostenibilità. Sono le parole più ricorrenti tra gli imprenditori della ristorazione e del turismo di Felline, al termine di una stagione difficile (anche per il meteo) che ha confermato le grandi potenzialità della nostra terra ma anche le lacune che accusa in diversi settori. Emerge chiara la voglia di collaborare e di differenziare maggiormente la proposta turistica, mantenendo alto lo standard qualitativo.

L’associazione “Felline Officina Turistica” presieduta da Marta Cesi, titolare dell’enoteca “Vite colta”, ne è un esempio: riunisce alcuni professionisti della ristorazione, dell’accoglienza e della produzione agricola per promuovere il progetto “Felline – Borgo del buon vivere”, nato per rendere il paese più vivibile ed eco-sostenibile. «Offrire più servizi al turista, valorizzare le bellezze del territorio e avere cura dell’ambiente circostante» è la ricetta di Cesi. Per Mario Ferocino (“Il muraglione” e “Cisternella”) è fondamentale la qualità dei cibi da servire al cliente. Stagione soddisfacente per Antonio D’Agostino (“Il mulino di Alcantara”) che, però, riporta le lamentele dei turisti per l’assenza del servizio Bancomat. Per Fabiano Viva (“Posto divino”) “servono scelte politiche forti per puntare ad un turismo elitario, potenziando infrastrutture e servizi anche per cercare di destagionalizzare il flusso turistico”. Antonella De Vitis (“Antico monastero”) auspica un serio intervento delle istituzioni: «Bisogna vendere ai turisti l’intero “Pacchetto Italia”, di modo che si riesca a portare nel Salento anche chi va a visitare le città d’arte del Nord e del Centro».

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