Home Tags Posts tagged with "denunce"

denunce

Taurisano – Le case popolari di via Tevere e via Lecce sono in uno stato di profondo degrado, con crepe, intonaco cadente e infiltrazioni d’acqua: a denunciarlo è il consigliere del Movimento 5 stelle Vittorio Ciurlia (in foto), a seguito di segnalazioni da parte di alcuni cittadini. Lo stesso Ciurlia ha visitato personalmente gli alloggi in questione, ritrovandosi dinanzi – scrive sul suo profilo facebook – a “degli immobili in uno stato allarmante”. Ciurlia ha poi informato della situazione Antonio Trevisi, consigliere regionale del Movimento 5 stelle, che martedì 4 settembre ha depositato un’interrogazione in Giunta.

Chiesta la messa in sicurezza – Obiettivo dell’interrogazione è chiedere alla Regione Puglia come intende muoversi per sollecitare l’intervento dell’Arca, ente cui spettano le decisioni sulle case popolari di Taurisano (che non sono di proprietà comunale e sulle quali dunque il Comune non ha autorità per intervenire). Così si legge nella nota di Trevisi: “Si tratta di una situazione diffusa che riguarda gli alloggi popolari di diversi Comuni, per questo chiediamo che la Regione solleciti l’Arca Puglia per una ricognizione dello stato di tutte le palazzine. I cittadini di Taurisano hanno manifestato tutta la loro preoccupazione denunciando, anche attraverso i canali social del M5S, profonde crepe, pezzi di intonaco che si staccano dalle pareti quasi ogni giorno ed infiltrazioni d’acqua nei diversi appartamenti che rendono insalubre l’ambiente abitativo. Bisogna procedere – continua il pentastellato – al più presto con la messa in sicurezza degli edifici in questione, ove occorra anche trovando una sistemazione alternativa qualora gli alloggi venissero dichiarati inagibili dai tecnici. Non si può permettere che gli inquilini, già in difficoltà, trascorrano la stagione invernale con l’incubo delle infiltrazioni e il rischio di pericolosi cedimenti nelle abitazioni”. E conclude: “Non si comprende il motivo per cui non siano ancora state avviate le opere di messa in sicurezza degli alloggi al fine di evitare un ulteriore peggioramento dello stato delle palazzine”.

Sopralluogo urgente da parte dei tecnici comunali – Dal Comune di Taurisano, il Sindaco Raffaele Stasi fa sapere che già in passato la situazione di degrado in cui versano le case popolari è stata più volte segnalata agli uffici dell’Arca di Bari, sollecitando interventi che però non ci sono stati. Intanto, lo stesso Sindaco ha richiesto un sopralluogo urgente da parte dei funzionari comunali preposti, che visiteranno gli stabili per capire meglio qual è la situazione e quali le azioni da mettere in campo.

Stefano Minerva

Gallipoli – “In merito alle vicissitudini dei giorni scorsi che hanno posto al centro dell’attenzione mediatica la condotta di un amministratore comunale intendo esprimere, in modo chiaro, il mio pieno disappunto prendendo le distanze e condannando con forza, senza se e senza ma, quanto accaduto”: comincia così la nota ufficiale del Sindaco Stefano Minerva sul caso originato da comportamenti del consigliere comunale (di maggioranza) Caterina Fiore lunedì scorso nella stanza del comandante della polizia urbana intorno alle 13. Oggetto delle vivacissime rimostranze della consigliera Fiore un vigile urbano in particolare, appena rientrato da una verifica su di una sala giochi chiusa con ordinanza a fine maggio ed invece ancora aperta e attiva come scritto nel verbale. Non è dato sapere se tra i due fatti ci sia una relazione diretta. Il vigile comunque avrebbe sporto querela mentre un poliziotto presente per caso in Comune avrebbe fato rapporto una volta tornato in commissariato per danneggiamenti di alcune suppellettili comunali.

“Un consigliere comunale deve dare un buon esempio” “Il comportamento della Consigliera Fiore è sicuramente imputabile e da ritenere un atteggiamento poco decoroso – prosegue Minerva – non affatto consono a quello che dovrebbe essere il modo di agire di un’Istituzione. Un consigliere comunale, e un amministratore in genere, deve sempre dare il buon esempio ai cittadini; questo modo di fare è lontano anni luce dalla mia idea di politica e da quella che io ho della città e della vita amministrativa. Un comportamento e una condotta che nulla può avere a che fare con il progetto di una compagine politica che io ho la responsabilità di guidare” Da qui la valutazione finale: “Assumere una carica istituzionale vuol dire prima di tutto fare proprio un codice etico imprescindibile e che non contempli, in alcun modo, alcuna violenza sia essa verbale che fisica; pertanto, non posso che esprimere il più totale disappunto”.

La giustificazione della consigliera Fiore Proprio ieri la consigliera tramite il suo legale ha inviato a piazzasalento la sua versione dei fatti e delle motivazioni alla base dell’accaduto: “Il 2 luglio scorso, intorno alle ore 13, il consigliere Caterina Fiore si recava presso gli uffici comunali al solo scopo di lamentare la condotta apparentemente informata ad una manifesta disparità di trattamento nei confronti dei cittadini di Gallipoli in generale e degli esercenti pubblici in specie. Segnatamente, la mia assistita rilevava di avere reiteratamente rappresentato ad alcuni uffici l’anomalo modus operandi in ragione del quale, se in alcune occasioni si registrava una più che singolare solerzia, in altre parevasi eccessivamente indugiare; e quindi ne chiedeva spiegazione”.

Porto Cesareo – Due pescatori di frodo e circa 500 ricci appena pescati sono stati individuati e bloccati dai militari della Guardia costiera, ufficio locale marittimo di Torre Cesarea. I ricci erano stati pescati nella zona C di riserva parziale dell’Area marina protetta di Porto Cesareo, con l’aiuto di autorespiratori. I due trasgressori, rintracciati grazie anche all’ausilio delle videocamere di sorveglianza, sono stati deferiti all’autorità giudiziaria. I ricci, appena pescati, sono stati rimessi nel loro habitat naturale per favorirne anche il ripopolamento; questi siti vengono purtroppo violati di frequente da incursioni irrispettose della fauna protetta nelle riserve marine. L’ingente quantitativo dei ricercati echinodermi ha fatto sì che scattasse anche il sequestro dell’attrezzatura subacquea utilizzata per l’immersione dai due uomini.

Due giorni fa a Gallipoli invece, gli agenti della Guardia costiera hanno messo sotto sequestro circa 400 ricci messi in vendita in città senza che il venditore fosse in possesso della documentazione attestante la provenienza di questi esemplari. I ricci sono stati anche in questo caso rigettati in mare, dopo che personale dell’Asl ne ha attestato la vitalità. Al trasgressore è stata appioppata una multa di 1.500 euro.

Maglie – Un uomo di 51 anni di Martano trovato in possesso di un cellulare rubato ad una donna 41enne; un giovane di 32 anni residente a Racale in possesso di un’arma orientale di genere proibito messa sotto sequestro; ala guida di automezzi in condizioni “alterazione psicofisica”: questi ed altri i reati per cui i carabinieri della Compagnia di Maglie hanno stilato verbali e deferimenti all’autorità giudiziaria durante un servizio straordinario di controllo del territorio.

Il ritiro della patente di guida ha interessato sei persone, tra le quali un 29enne di Poggiardo, un 31enne di Scorrano, un 30enne di Giurdignano, peraltro finito fuori strada proprio per effetto dello stato di ebrezza alcolica in cui si trovava; arrivo dei soccorsi, i carabinieri appunto, è stato rilevata anche la sua condizione personale.  Sono tornate a casa senza patente anche altre otto persone che guidavano i propri veicoli pur essendo sotto effetto di sostanze stupefacenti. Infine nei controlli sono incappate nove persone le cui generalità sono state trasmesse alla Prefettura per uso non terapeutico di droghe. Diverse sostanze psicotrope sono state infine rinvenute per un totale di 16 grammi.

Gallipoli – Sono diventati due i fascicoli nelle mani dei magistrati dopo la conclusione del concorso per l’assunzione di dieci vigili a tempo indeterminato. All’esposto di dieci esclusi (i partecipanti sono stati 314) che si sono sentiti lesi nei loro diritti per presunte carenze di imparzialità, correttezza e trasparenza, si è contrapposta formalmente nei giorni scorsi la querela, per diffamazione a mezzo stampa e calunnia, del presidente della commissione, il segretario generale del Comune. Il dottor Giancarlo Ria, aveva già replicato alla richiesta-diffida di annullamento del concorso da parte dei dieci concorrenti del 22 agosto scorso, con una nota del 7  settembre. Ma evidentemente non era sembrata sufficiente per cui i protagonisti della vicenda si sono rivolti alla Procura della Repubblica di Lecce.

“Lesi nei diritti fondamentali e costituzionali”. I denuncianti sono di Gallipoli, Nardò, Aradeo, Carpignano Salentino, Galatone, Calimera e Potenza. Richiamando una serie di passaggi concorsuali ed accostando un contemporaneo concorso per vigili stagionali, i firmatari arrivano a sostenere la violazione di gravi principi, anche costituzionali (articoli 3 e 97), in fatto di “correttezza, buon andamento, imparzialità, trasparenza e par condicio nei pubblici concorsi”. I dubbi, quando non proprio sospetti, riguardano alcuni aspetti, tra gli altri: alcune domande (17) del concorso per gli stagionali erano state riproposte in quello per assunzioni definitive; lo spostamento “strano” di una prova dal 29 giugno al 25 luglio; le 200 domande già predisposte e numerate ma “già inserite sul computer in possesso della ditta (l’incaricata “Tempi moderni spa” di Conegliano, ndr) collocato sulla scrivania dalla quale da seduto parlava il responsabile per la preselezione” col quale ci sarebbe stato anche un diverbio.

Presunte “anomalie” fin dalla preselezione. “Domande simili con l’altro concorso per gli stagionali”. Ai 35 candidati giunti alla prova orale la commissione d’esame aveva comunicato che “in ognuna delle tre urne vi erano solo dieci domande per urna (anziché le 35 dovute)” e che dopo dopo la risposta del  candidato il bigliettino “anziché essere messo da parte veniva rimesso nell’urna con grande possibilità, così come realmente accaduto, di venire riestratto diverse volte”. Gli esponenti censurano anche il fatto che il Comune abbia acceso due concorsi per vigili invece di uno solo, con aggravio di costi e con prove selettive di meno di un mese l’una dall’altra (ci sono stati concorrenti che hanno partecipato a tutte e due le tornate di esami). Nella denuncia alla Procura vi sarebbero infine altri particolari segnalati e tutti da verificare, sotto i diversi aspetti, relativi a cinque concorrenti che avrebbero rapporti di parentela o affettivi con amministratori comunali e politici.

 “Tutto pubblico e trasparente, anche le domande dell’altra prova”. Le esigenze e le finalità dei due concorsi “erano non compatibili con il numero di potenziali partecipanti e con i tempi di svolgimento stimati di un concorso pubblico a tempo indeterminato, mentre per le assunzioni a tempo determinato è prevista una procedura di selezione semplificata”: comincia così la replica del dottor Ria del 7 settembre. Si fa notare inoltre che prima del concorso per dieci vigili, erano state espletate – come da legge – tutte le procedure per eventuali casi di mobilità nei mesi precedenti; da qui l’accavallamento dei tempi tra i due procedimenti. Passando alle altre accuse, il presidente della commissione ricostruisce tutte le fasi dei sorteggi delle domande e scrive che “il test estratto (pubblicato sul sito del’Ente al termine della prova) è stato composto direttamente il giorno della prova coinvolgendo direttamente i candidati presenti attraverso una procedura di sorteggio casuale da una banca dati predisposta dalla ‘Tempi moderni spa’”; il tutto “sotto il diretto controllo della commissione esaminatrice (dottor Arnò e avvocato Tunno gli altri membri, ndr)”.

Punto per punto le risposte dei commissari esaminatori. Per il presidente degli esaminatori “non si ritiene alterata la par condicio tra i concorrenti nel caso di domande uguali (13, con la precedente prova per gli stagionali) o simili (3) della prova preselettiva del 25 luglio, essendo tutti gli atti della precedente prova (26 maggio) pubblici e consultabili da chiunque. “Comunque – specifica Ria – a nessuna delle risposte dei candidati la commissione aggiungeva alcunché, tantomeno valutazioni  o integrazioni utili ai concorrenti successivi”. Nessuna disparità, quindi, è la conclusione del dottor Ria che poi respinge come falso il dato sulle dieci domande per ogni urna: “La Commissione ha formulato 90 domande complessive inserite in tre urne, raggruppate per materia”. Circa le illazioni contenute nella diffida di annullamento del concorso, il dirigente si riservava di valutare eventuali iniziative a tutela del corretto operato della commissione.

Mandati tutti i documenti a Procura, Funzione Pubblica e Prefettura. Con querela. Non placandosi l’ondata sul concorso, il presidente l’8 novembre scorso ha inviato tutti i relativi documenti (tra cui gli otto verbali) alla Procura (insieme alla querela), alla Funzione pubblica di Roma e alla Prefettura. “Da fedele servitore dello Stato – commenta – ho naturalmente piena fiducia nelle Istituzioni quindi anche nella Magistratura.  Sono completamente sereno: meglio di così non potevamo fare: tutto alla luce del sole”. Si apprende intanto che alcuni Comuni stanno attingendo alla graduatoria finale del concorso per le proprie esigenze.

 

 

 

Voce al Direttore

by -
Attività produttive, turismo e ambiente in Puglia tra libera iniziativa economica e percorsi di sviluppo sostenibile: questo il tema scelto dall'Ordine dei commercialisti e...