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NardòSant’Isidoro abbandonata nel degrado. Nient’affatto, realizzati interventi su tutta la costa. Stavolta il botta e risposta si questioni di amministrazione cittadina registra una new entry. Tra gli accusatori c’è infatti la deputata neretina del Movimento Cinque Stelle, Soave Alemanno, alla quale risponde il consigliere di maggioranza con delega alla marina, Giuseppe Verardi. Nel mezzo, un altro attacco alla maggioranza da parte del consigliere comunale del Pd, Lorenzo Siciliano.

L’on. Alemanno: “Degrado, abusivismo e isolamento” Dopo un recente sopralluogo alla marina di Sant’Isidoro la parlamentare, che a Montecitorio è anche componente della commissione Attività produttive, prende carta e penna e attacca il Sindaco Mellone e la maggioranza di Palazzo Personè, rei – secondo la deputata – di trascurare Sant’Isidoro tra degrado, abusivismo e isolamento. «Dove sono finite – si chiede l’on. Alemanno – le promesse elettorali dell’attuale Sindaco che vive in una perenne campagna elettorale? Nel suo programma si leggeva di ‘azioni tese a favorire l’espandersi dell’offerta ricettiva favorendo la riqualificazione urbanistica’ e di ‘istituzione dei comitati di quartiere’. Nella vasta area alle spalle del Camping di Sant’Isidoro – incalza il deputato neretino – ci sono gravi disagi causati dall’abusivismo. Saprà invece molto bene, il Sindaco, che alcun investimento è stato destinato a quella zona per incentivare il turismo, le attività commerciali e ripristinare un livello di decoro appena accettabile». Infine, la mano più o meno tesa: «Da parte mia – conclude Alemanno – c’è ampia disponibilità a far parte di quella fantomatica cabina di regia sulle Attività Produttive o comitato di quartiere che si prometteva di istituire in campagna elettorale». (nella foto da sinistra Siciliano, l’on. Alemanno, Verardi)

Siciliano: “Dopo un anno parcheggio in stato pietoso. E tanti rifiuti” A dar manforte alla deputata grillina è Lorenzo Siciliano, consigliere comunale Pd. «Lo stato pietoso di degrado e incuria in cui si presenta il parcheggio della marina, costato ai neretini oltre 20mila euro e realizzato solo 12 mesi fa, rappresenta l’emblema del modo di amministrare di questa nefasta compagine di governo con un uomo solo al comando. Ma a Sant’Isidoro non è solo questo il problema: rifiuti speciali, lavatrici e mobilia di ogni genere abbandonati lungo i cigli stradali ed erbacce che la fanno da padrone. Qui non si tratta di mancanza di interventi da parte della ditta ma di totale improvvisazione nella pianificazione da parte di Giunta municipale e commissione competente. Mi chiedo – conclude Siciliano, che afferma di aver informato il settore Lavori pubblici delle criticità segnalategli – per quanto altro tempo dovremo sorbirci autocelebrazioni di qualche amministratore che si intesta peraltro realizzazioni di opere pubbliche rese possibili invece grazie a fondi dell’Area marina protetta».

Verardi: “Uno scenario superato dai fatti” Replica dall’altra parte Giuseppe Verardi, consigliere comunale di “Giovani in Azione” con delega alla marina di Sant’Isidoro. «In questi due anni – dichiara l’esponente melloniano, proprio mentre ieri tra Sant’Isidoro e Lido dell’Ancora sono iniziati i lavori per “Less Barrier”, opere di ingegneria naturalistica per ridurre le barriere architettoniche – si sono sviluppati interventi su tutta la costa da Torre Squillace al Frascone. Abbiamo realizzato un parcheggio, asfaltato quattro strade, installato nuove panchine e rifatto il marciapiede in via Marsala. E grazie al vicesindaco Capoti – prosegue Verardi – l’Amministrazione ha introdotto la nuova illuminazione da via Marsala a Torre Squillace, su via Otranto e altre vie interne, fino a denominare numerose vie che, per evidente trascuratezza di chi ci ha preceduti, attendevano da decenni». Dopo aver accusato la deputata neretina di “farsi suggerire interventi da chi coltiva il proprio orticello”, il consigliere delegato conclude: «Mi spiace che la concittadina parlamentare del Movimento 5 Stelle si faccia strumentalizzare con un’uscita imbarazzante e offensiva per l’intelligenza dei cittadini. Lo scenario di abbandono e degrado che ha descritto è nettamente superato dai fatti».

Salve – Le torri costiere simbolo del territorio salentino, le tecnologie e gli strumenti digitali per la valorizzazione del patrimonio culturale: un convegno a Salve e un progetto, lo “SToneS – South Towers on Salento”, che nel luglio 2016 ha ottenuto un finanziamento di 29.600 euro, di cui la quota principale (20mila euro) è erogata dal Cuis (Consorzio universitario interprovinciale salentino) e la restante parte dal raggruppamento di enti partner del progetto, con il Comune di Salve ente capofila, ora entra nel vivo. L’obiettivo è sensibilizzare istituzioni e comunità locali sul valore delle torri, farne degli attrattori per un turismo di qualità, anche sfruttando il digitale e le nuove tecnologie. Le torri oggetto dell’intervento saranno Torre Suda (Racale), Torre Sinfonò (Alliste), Torre Mozza e Torre San Giovanni (Ugento), Torre Pali (Salve), beni che al di là delle caratteristiche comuni presentano anche differenze strutturali e di conservazione (integre Torre Suda e Torre San Giovanni, conservate solo in parte le altre). Nel corso del convegno i docenti Marco Mancarella e Marco Giannotta del Mediterranean Observatory on Digital Culture and Tourism di UniSalento si sono soffermati sulla prima parte della ricerca, che prevede uno studio giuridico-costituzionale sulle torri costiere. Come si legge nel progetto, a oggi questi beni non sono adeguatamente inquadrati nella normativa vigente, tutelati solo indirettamente dal Piano paesaggistico regionale o sottoposti a vincolo storico culturale in virtù del fatto di essere stati edificati da più di 70 anni: si procederà dunque allo studio della normativa internazionale, nazionale e regionale e verranno individuati strumenti o “buone pratiche” per la concreta valorizzazione degli stessi beni. Il prof. Gianluca Quarta del Dipartimento di Matematica e Fisica dell’UniSalento ha parlato invece della fase di analisi diagnostica sulle torri, che si affiancherà allo studio giuridico e sarà eseguita usando la tecnica della datazione con radiocarbonio e la strumentazione Xrf – Raman, Pixe e Pige. In questa fase, verranno fatti dei sopralluoghi all’interno e all’esterno delle torri per campionare materiali quali travi in legno, malta o componenti organiche risalenti all’epoca di edificazione, analizzare le sostanze presenti nel particolato atmosferico a diretto contatto con le torri e studiare i principali agenti di degrado delle strutture. I dati raccolti serviranno a mettere a punto interventi di conservazione e recupero di questi beni. Altro punto di forza: fare rete, condividere dati e strategie fra i diversi attori locali, privati e pubblici.

CASARANO. Un gruppo di studenti dell’istituto Meucci ha scritto una lettera a Piazzasalento: “dateci una mano, queste sono le condizioni della nostra scuola”. Questa mattina (22 ottobre, ndr) abbiamo trovato un topo nascosto dietro un termosifone ma c’è molto altro: soffitti che cadono a pezzi, infiltrazioni d’acqua e pulizie che avvengono di rado”. Quanto segnalato si riferisce, tuttavia, ad un’ala dell’istituto da tempo non utilizzata per le lezioni.
Gli studenti rimarcano, altresì, che sono stati stanziati 700mila euro dallo scorso anno per rimettere a nuovo l’edificio che ospita il Meucci, ma finora non si è visto nulla di lavori e interventi di riparazione. “Per favore aiutateci, non ne possiamo più”.

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