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Gallipoli – Sono stati installati, nel pomeriggio di ieri, dieci defibrillatori nelle apposite teche collocate nei punti principali della città e preparate a suo tempo. L’iniziativa dell’Amministrazione comunale dà seguito all’adesione del Comune di Gallipoli al progetto Pad (Public Access Defribrillation) promosso dall’Asl di Lecce e che prevede la dotazione in città delle attrezzature Dae, cioè dei defibrillatori automatici esterni, nei punti nevralgici del territorio comunale, marine comprese. Ogni apparecchio installato, adatto per l’uso sia su bambini che su adulti, è stato mappato dal dipartimento emergenza urgenza 118 e dà la possibilità ad ogni operatore sanitario di conoscere perfettamente la collocazione di ogni singolo apparecchio e di poterlo localizzare facilmente in caso di necessità. Le teche hanno un sistema di allarme sia con un lampeggiante visivo sia con un antifurto sonoro e sono dotate inoltre di un combinatore telefonico che, in caso di apertura del contenitore, seleziona sei numeri di emergenza da contattare.

“Ringrazio la dott.ssa Quarta – è il commento del Sindaco Stefano Minerva – per aver donato alla città i defibrillatori e tutti coloro che si sono fortemente impegnati affinché la città fosse provvista dei Dae: dalla commissione consiliare Sanità a tutti i consiglieri comunali che hanno sostenuto e supportato il progetto fino ai privati che hanno contribuito alla sua realizzazione. Lo sforzo che vi è dietro ad ogni singola installazione è impensabile. Permettere di avere un’apparecchiatura disponibile 24 ore su 24 presuppone una serie di accorgimenti: dalla messa in sicurezza della teca, al collegamento telefonico fino alla manutenzione dei dispositivi Dae stessi. Uffici, collaboratori e Asl hanno accelerato i tempi e fatto sì che tutto fosse pronto per Natale. Ancora una volta, confido nel buon senso di tutti e nell’uso responsabile dei dispositivi”.

GALLIPOLI. “Città cardioprotetta? Eppure le teche sono vuote.” A chiederselo è un lettore gallipolino, il quale dopo una passeggiata in diversi punti della città ha notato la presenza delle colonnine totem ancora sprovviste, però, di defibrillatori. Nelle immagini le teche presenti nei pressi del municipio in via Pavia, in piazza Giovanni XXIII e in via Alfieri, sprovviste di apparecchi come quelle dislocate nei pressi di stazione e lungomare. Intanto dal Comune di Gallipoli fanno sapere che, circa i tempi di attivazione, è attesa entro il mese di luglio una conferenza stampa di presentazione del servizio di “città cardioprotetta”, con l’installazione degli apparecchi.

Scuola Polo 2 Casarano - defibrillatoreSull’“attenti”, a partire dal primo luglio, ci sono anche le società sportive dilettantistiche: per gli operatori che promuovono le attività sociali all’insegna dello sport è arrivato l’obbligo della presenza del defibrillatore semi-automatico all’interno degli impianti utilizzati. Un provvedimento (il decreto dei Ministeri della Salute e dello Sport è datato giugno 2016) che i sodalizi attendevano già da tempo: l’obbligo esisteva già per le società professionistiche dal 2014, e per una serie di intoppi amministrativi l’estensione alle dilettantistiche è arrivata solo a partire dalle imminenti stagioni sportive. Oltre al dispositivo, che dovrà essere “facilmente raggiungibile”, le società dovranno farsi carico anche della manutenzione e del cambio periodico delle piastre, oltre che avere nel proprio organico almeno un responsabile in possesso delle certificazioni necessarie per l’utilizzo. Già da diversi anni molte amministrazioni e numerose associazioni – anche non legate al mondo dello sport – hanno donato e messo a disposizione alcuni apparecchi. A Gallipoli dovrebbero essercene in  circolazione cinque (alcuni impiantati nelle cassette di sicurezza collocate nei punti strategici della città), donati lo scorso anno dall’associazione “Città Futura”. Anche a Nardò, pochi anni fa, l’amministrazione comunale ne ha messo cinque a disposizione dei gruppi sportivi. A Sannicola sono state da poco individuate le aree nevralgiche in cui saranno collocati i tre defibrillatori acquisiti tre anni fa. A Casarano – a marzo – i rappresentanti dei genitori del Polo 2 ne hanno donati tre all’istituto – mentre già erano presenti all’interno del Polo 3. In generale, sono ormai poche le scuole della provincia che non hanno già avviato l’iter per attrezzarsi e in molti Comuni si comincia a ragionare sull’opportunità di collocarli nei luoghi pubblici di rilievo. Rimanendo sugli atleti, secondo l’associazione “Salute Salento” in provincia di Lecce sono 690 le Federazioni sportive con le varie discipline associate con 42mila atleti coinvolti. Non quelli – ovviamente – degli sport “a ridotto impegno cardiocircolatorio”, come bocce, golf, biliardo, tiro con l’arco.

 

nardo-defribrillatoriNARDÒ. Il 19 luglio 2016 è una data che per associazioni e società sportive dilettantistiche indica una scadenza tutt’altro che trascurabile: entro tale giorno corre l’obbligo di dotarsi di un defibrillatore pena l’impossibilità di continuare a svolgere attività sportiva. Un decreto del Ministero della Salute risalente al 24 aprile 2013, infatti, obbliga i sodalizi sportivi ad avere questo apparecchio salvavita, sia durante gli allenamenti che nelle gare ufficiali. Per dare tempo ai sodalizi dilettantistici interessati di potersi attrezzare, sono state concesse in questi anni una serie di proroghe alle scadenze fissate. L’ultima, di sei mesi, lo scorso 20 gennaio. Significa, pertanto, che dal 20 luglio non ci si può allenare senza un defibrillatore a bordo campo, naturalmente con qualcuno che lo sappia usare, essendosi preparato allo scopo. L’apparecchio costa circa mille euro e il corso (obbligatorio) per imparare a “maneggiarlo” tra i 60 e gli 80 euro. Una spesa che molte piccole e piccolissime realtà sportive locali dichiarano di non potersi permettere, pur riconoscendo l’importanza di avere a disposizione il macchinario. Spiega il neretino Stefano Indiano, che nella stagione 2015-2016 ha allenato le “Red Stars”, squadra di minibasket formata da bambini di Aradeo, Seclì e Neviano (foto) «Si tratta di uno strumento indispensabile senza alcun dubbio. Di buono in questa norma c’è che se più associazioni svolgono attività sportiva nello stesso luogo (ad esempio, una squadra di basket e una di volley che si allenano nella stessa palestra) possono acquistare un unico defibrillatore e tenerlo lì, dividendo le spese. Spesso però non è semplice. Mi spiego meglio: non avendo strutture adeguate, per allenarci siamo costretti a “vagare” da una città all’altra. Così anche la “colletta” con altre associazioni diventa una chimera».

Gruppo Emergenza Salento al campo 5 ottobre 2014  (al centro il presidente  Davide Arnoldi) parabitaPARABITA. Il “Gruppo emergenza Salento”, presieduto da Davide Arnoldi (al centro nella foto), dallo scorso 5 ottobre presidia, a bordo campo, lo stadio “Gaetano Dimo” grazie all’accordo sancito con la “Gioventù calcio”. Durante le prossime partite interne del girone C del campionato di Seconda categoria, i gialloverdi (e le squadre ospiti) potranno contare sulla presenza del personale opportunamente autorizzato all’uso del defibrillatore semiautomatico. La convenzione tra il presidente della “Gioventù” Pino Petruzzi ed il responsabile della Ges Arnoldi è stata siglata lo scorso 28 giugno presso la sede dell’Adovos.
Nel 2012, dopo la scomparsa dello storico presidente Michele D’Aprile, fu proprio la sua famiglia a donare un defibrillatore alla società. I volontari lo utilizzeranno, mettendo a frutto la loro preparazione, nel caso in cui si dovessero verificare interventi di primo soccorso. « Il calcio parabitano oggi continua a crescere sotto tutti i punti di vista», afferma Petruzzi. Soddisfazione è stata espressa anche da Arnoldi, il quale ha sottolineato la disponibilità manifestata dai volontari ad avviare questa collaborazione.
L’Amministrazione comunale ha apprezzato l’iniziativa e ha fatto sapere, attraverso l’assessore allo Sport Giuseppe Provenzano, di aver ricevuto un finanziamento regionale che consentirà l’acquisto di ben 15 defibrillatori da destinare a tutte le associazioni sportive che oggi operano sul territorio comunale.

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