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DATI ISTAT

turisti nel centro storico gallipoli (6)1441369_10202073460512302_1258710957_n copiaGALLIPOLI. “Il turismo che non appare” così è definita in uno studio condotto da “Mercury strategie per il turismo” quella parte del movimento turistico che non viene rilevato dalle statistiche Istat. Un fenomeno in crescita esponenziale negli ultimi anni in tutta la Puglia e, se spostiamo lo sguardo più in là, anche a livello globale.
Il dato degli affitti sommersi nell’intera regione sfiora l’80% e Gallipoli risulta al terzo posto della lista nera dopo Vieste e Ugento. «Quello delle case vacanza – secondo Angelo Ria (a sinistra), presidente dell’associazione Gallipoli Città Bella e degli Operatori case vacanza Puglia- è un prodotto molto richiesto, un mercato con il quale occorre confrontarsi, che non può essere ignorato ed andrebbe controllato maggiormente». Tutto passa però dalla legge regionale 11/99 che regolamenta le case vacanza come strutture extra-alberghiere. «Sostanzialmente – dice Ria – non c’è differenza tra chi affitta una semplice abitazione di proprietà e chi una casa vacanza. Ma non è sufficiente avere un appartamento e mettere sul web l’offerta per fare turismo. È anche un fattore culturale, è fondamentale che tutto il territorio comprenda che occorre rispettare la legge e ottenere le autorizzazioni previste dalla 11/99». Una legge che tuttavia è obsoleta e forse andrebbe adeguata al mercato attuale. «Acceleratori di questa tendenza – conclude – sono in parte i grandi operatori globali come Booking.com ed Airbnb che se da un lato non controllano la regolarità dei posti letto che mettono in rete dall’altro però hanno il grande merito di essere una vetrina mondiale per ogni destinazione».

La domanda c’è ed è in forte crescita. «Causa principale dell’aumento vertiginoso del numero degli affitti estivi abusivi e di altri tipi di pernottamenti non censiti – secondo Giuseppe Coppola ( a destra nella foto), presidente della sezione Turismo di Confindustria – è l’offerta turistica  promossa in questi anni che  ha generato una tendenza sempre maggiore ai soggiorni brevi. Il bisogno che deve soddisfare chi viaggia attratto solo dalla movida e dal divertimento facile non è quello di una vacanza confortevole quanto più una semplice esigenza di pernottamento, con gruppi anche di otto/ dieci persone che condividono lo stesso appartamento».

«Questo trend – conclude Coppola – ha avuto come conseguenza diretta l’aumento dei prezzi in relazione al numero di persone con grande vantaggio economico per i proprietari delle case che hanno dunque maggiore interesse ad affittarle piuttosto che ad utilizzarle personalmente. Basti pensare al turismo di ritorno che fino a qualche decennio fa popolava la zona Baia Verde dove le famiglie proprietarie venivano a trascorrere lunghi periodi e che oggi è quasi scomparso».

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