Home Tags Posts tagged with "danni maltempo"

danni maltempo


Nardò. Incontro questa mattina tra Sindaco e pescatori per la violenta mareggiata che ieri ha colpito anche le marine di Nardò, con la chiusura del lungomare tra Santa Maria al Bagno e Santa Caterina. Una decina di barche delle due marine è stata danneggiata. All’incontro presso l’Oratorio della parrocchia di Santa Caterina, alla presenza oltre che di Marcello Risi anche del vicesindaco Carlo Falangone, si è stilata una prima lista di danni. In frantumi anche alcuni stabilimenti balneari. Lunedì se ne discuterà nella riunione della Giunta convocata per le 16. Il Sindaco è intenzionato a chiedere un contributo straordinario alla Regione. La violenza del mare ha fatto ricordare un analogo fenomeno del 1992.

allagamenti Torre S. Giovanni

TORRE SAN GIOVANNI. Il maltempo non dà tregua a Torre San Giovanni. Dopo la tracimazione del bacino “Suddenna” del 17 novembre,  le forti mareggiate hanno causato danni di non poco conto al molo dei pescatori. La forza del mare ha rimosso e scagliato sulla banchina decine di sassi più o meno grandi. Si sono ripetuti i danni della notte del 31 ottobre dello scorso anno, anche se  il vento ha risparmiato le barche.

Il comandante del presidio della Capitaneria di porto, Giovanni Cazzarò, ha effettuato un sopralluogo ed ha scritto al sindaco Massimo Lecci per sollecitare rapidi interventi di messa in sicurezza del molo, prima di quelli che interesseranno l’area grazie ai fondi regionali.

Intanto, in merito all’esondazione del bacino di domenica 17 novembre, è partito un esposto indirizzato, oltre che alla Procura di Lecce, anche al prefetto, ai presidenti di Regione e Provincia, all’assessorato regionale, alla Protezione civile e alla Asl di Lecce. A firmarlo sono stati il “Comitato per Torre San Giovanni”, il “Comitato Io conto”, i consiglieri di opposizione, il Pd, il Pdci, il Prc e Sel.

I firmatari non si sono solo soffermati sui motivi che hanno causato la tracimazione accusando Consorzio di bonifica e Comune di negligenza, ma hanno ripreso quanto ha evidenziato il professor Alberto Basset dell’Università del Salento in uno studio sulla moria di pesci nei bacini di Ugento. Il docente ha segnalato la presenza di “una situazione di grave rischio dal punto di vista igienico-sanitario e con notevoli danni per le economie legate al settore turistico”  a causa di diverse situazioni pericolose (livelli oltre il limite della presenza di metalli pesanti, livello trofico basso, la presenza di punti di scarico delle acque reflue lungo i canali). Da qui la richiesta di intervento all’autorità giudiziaria.

giuseppe resta - galatoneGALATONE. I recenti danni alluvionali destano ancora preoccupazioni e polemiche. Le pesanti conseguenze che la tromba d’aria dello scorso 19 novembre ha portato in tutto il paese, dagli allagamenti nelle principali arterie della città alle precarie situazioni venutesi a creare nelle zone di campagna e nel cimitero (numerosissimi i danni alle costruzioni e circa 1000 gli alberi sradicati), hanno portato il sindaco Livio Nisi a richiedere lo stato di calamità naturale e a stanziare 30mila euro per il recupero delle strutture danneggiate, oltre ai soliti provvedimenti di mobilitazione delle forze dell’ordine e della protezione civile (che Nisi ringrazia sentitamente nei suoi comunicati per il lavoro svolto) e la tanto contestata “apertura delle caditoie stradali” (le “fogne bianche”) per far defluire meglio l’acqua.

Ma il primo cittadino loda le opere idrauliche realizzate dalla Provincia (la vasca di raccoglimento in zona Vorelle) e le misure preventive di pulizia dei canali ad opera del Comune. «Abbiamo scongiurato il peggio» afferma Nisi.

Non è, però, dello stesso parere l’architetto Giuseppe Resta (foto) che critica pesantemente le carenze delle carte idrografiche e del Piano regolatore insieme ai criteri finora adottati per il conferimento degli incarichi ai vari tecnici. «Il piano paesaggistico tiene conto soltanto del canale Asso-Raschione. Non c’è traccia di nessun altro rivolo della rete imbrifera secondaria: è come se nella pianura Padana fosse riportato solo il Po». La vasca di cui parla Nisi, per Resta, serve a ben poco: «Essa raccoglie soltanto l’acqua proveniente da Vorelle. E tra l’altro non tutta. Galatone è collocata, come gran parte dei paesi del Salento, in una conca. Si allaga a causa di tutta l’acqua che viene giù dai Cappuccini, dalla cosiddetta “Sculatura” e da tutte le altre aree altimetricamente più alte».

Il problema è aggravato anche dalle tante opere di cementificazione e malagestione degli ultimi anni: esempi lampanti la trasformazione del canale di via Torrente da “torrente tombinato” a condotto fognario, e la cementificazione del canale della Cutura, nei pressi della strada per Nardò.

Voce al Direttore

by -
Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...