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Nardò – Carenza idrica a Boncore, proteste dei residenti contro l’Acquedotto pugliese. Ma forse questa volta l’Aqp non c’entra molto. Ci sarebbero state infatti delle manomissioni abusive e anonime ovviamente, che avrebbero danneggiato alcune condutture, causando di consegnenza anomalie  nella erogazione dell’acqua nelle case. Questo sostiene lo stesso Acquedotto pugliese, con una nota ufficiale: ” Sabato 7 luglio, nell’abitato di Boncore (frazione di Nardò), si sono verificati due episodi di anomalo abbassamento della pressione nelle reti, uno nel corso della mattinata ed un altro in serata, causati dalla manomissione da parte di ignoti degli organi di manovra posti sulle condotte che alimentano l’abitato”.

Le strutture di servizio di Aqp avrebbero ridotto al minimo i disagi, si afferma nella nota per cui “la piena funzionalità della rete è stata ripristinata già nella nottata”. Si starebbero adesso valutando gli elementi del fatto accaduto per decidere se segnalare o meno anche all’autorità giudiziaria la vicenda. A parte quello che – si spera – resti un episodio “non dipendente dall’impegno di Aqp, l’azienda conferma l’adeguatezza del servizio alle esigenze della comunità locale”.

Interrogazione alla Regione Sull’allarme già partito dagli abitanti, era intervenuto subito con una interrogazione urgente il consigliere regionale Ernesto Abaterusso (Art. 1- Leu), rilevando l’erogazione dell’acqua solo per poche ore al giorno. ““Non è pensabile né accettabile che in piena stagione estiva ci siano centinaia di famiglie e turisti privati di un servizio primario, indispensabile e insopprimibile come l’acqua corrente ed è inoltre assurdo che tale problema sembri essere legato alla mancanza di una rete idrica adeguata a rispondere alle richieste dell’utenza”, ha sostenuto Abaterusso, invitando la Regione a prendere le iniziative necessarie affinché l’accaduto non capiti più. 

Gallipoli – Nove giorni con le pompe idrovore in azione per tutte le 24 ore; effetti delle straordinarie piogge del 26 febbraio fino al 10 marzo sera, quando sono finite le operazioni di aspirazione delle acque; attivazione del Centro operativo comunale con ordinanza del Sindaco per garantire incolumità pubblica; elevate situazioni di criticità idrogeologica rilevate dalla Protezione civile Cir di Gallipoli e quella di Alezio; danni pesanti ai beni immobili pubblici e privati: questi gli elementi essenziali su cui il Comune di Gallipoli ha basato la sua richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale. La Giunta comunale presieduta dal Sindaco Stefano Minerva ha inviato l’istanza al presidente della Regione puglia che a sua volta la indirizzerà al presidente del Consiglio dei ministri.

L’eventuale riconoscimento dello stato di calamità naturale aprirebbe le porte “all’attivazione degli interventi strutturali atti a rimuovere in futuro il verificarsi di problematiche ed emergenze similari”. Come si ricorderà, il protrarsi piuttosto consistente degli allagamenti ha prodotto conseguenze pesanti alle abitazioni, non solo nei locali seminterrati ma anche ai pianoterra. Le duecento persone residenti a Baia verde hanno avuto grosse difficoltà sia nel raggiungere la propria abitazione, sia nell’allontanarsi da essa. Primi interventi urgenti di ripristino di tratti viari sono stati necessari dopo la piena pluviale; la completa riparazione di questi danni “non è sopportabile per i costi dal bilancio comunale”, si legge nella delibera. Ci sono voluti gli interventi anche dei carabinieri forestali e dei vigili urbani anche per disciplinare gli accessi al quartiere dalla Statale 274 (bloccati per alcuni giorni) sua dalla litoranea sud.

La quantificazione dei danni è ancora in corso, informano dal Comune. Nell’atto della Giunta si richiamano infine “le criticità croniche in cui versa la marina, anche a causa di decennali scelte edilizie ed urbanistiche poco ponderate che causano ciclicamente simili problematiche in caso di precipitazioni appena sopra la media”. Da qui l’obiettivo principale: lavori strutturali che consentano il deflusso delle acque senza intoppi e in modo controllato e veloce.

Gallipoli – Motori diesel che improvvisamente si spengono, mezzi di soccorso chiamati ad intervenire e ricoveri in officine di riparazione. E sempre con la stessa diagnosi: il sistema di alimentazione del motore intasato o bloccato. Centinaia, forse migliaia gli automobilisti delle province di Lecce, Brindisi e Taranto che tra Natale e i primi giorni dell’anno hanno chiesto l’intervento del meccanico lamentando incresciosi problemi alla vettura. La diagnosi – questo il dato curioso e sconcertante allo stesso tempo, è risultata essere “guasti all’alimentazione e filtri intasati”.

Sono gli stessi meccanici a certificare che il danno è stato causato dal cosiddetto “gasolio sporco” nel serbatoio. Così sono partiti i controlli della Guardia di finanza, che già in passato aveva scoperto irregolarità in una trentina di impianti di distribuzione in Puglia, sequestrando 3.900 litri di carburante. La prima replica è di Eni, la statale Ente nazionale idrocarburi: «Il gasolio spedito dalla raffineria di Taranto (foto) rispetta tutti i requisiti di qualità previsti, per cui si esclude categoricamente che le presunte anomalie possano essere imputabili alla raffineria. Sono tuttora in corso – fa sapere la società d bandiera – approfondimenti sulla catena di distribuzione a valle per accertare le cause dei disservizi subiti».

Il presidente provinciale di Federconsumatori Lecce, Antonio Moscaggiuri, dà qualche consiglio ai malcapitati automobilisti: «Innanzitutto è necessario dar prova che il danno subito sia stato causato dal cosiddetto ”gasolio sporco”. Questa certificazione può essere richiesta alla stessa officina che ha effettuato la riparazione. Altro aspetto fondamentale è provare presso quale distributore abbiamo effettuato il rifornimento di carburante. La prova può essere data, ad esempio, dalla stessa ricevuta rilasciata dal rifornitore o essere ricavata in caso di pagamento effettuato con bancomat o carta di credito». Queste dunque le “premesse” da allegare alla richiesta di rimborso, da inviare tramite raccomandata con ricevuta di ritorno a distributore e compagnia petrolifera.

Analoga reazione da parte di “Codici Puglia”, associazione che si occupa di tutela dei diritti dei cittadini e che sta avviando una “azione collettiva”, cioè una class action. Tramite l’avvocato Stefano Gallotta (foto), “Codici” fa sapere che verrà richiesto senz’altro “il rimborso delle spese di riparazione sostenute e il risarcimento di tutti i danni sofferti dagli automobilisti, rivolgendo le legittime pretese, in prima istanza, ai gestori delle pompe di benzina e alle compagnie petrolifere coinvolte, per aver illegittimamente somministrato carburante inidoneo. I consumatori, che solitamente non conservano lo scontrino dopo aver fatto rifornimento, possono comunque dimostrare di aver fatto rifornimento, ad esempio grazie alle prove testimoniali oppure attraverso l’esame dei filmati delle telecamere”. Va ricordato che in alcuni casi i costi per le riparazioni dell’automobile hanno superato i mille euro.

 

Nardò – Nuovo servizio ambientale per evitare danni al sottosuolo e persino alla falda acquifera. L’Amministrazione comunale, in collaborazione con la “Cemar sas”, ha organizzato la raccolta degli oli esausti, cioè quelli rivenienti da fritture o da contenitori con alimenti sott’olio appunto. Il servizio sarà a disposizione dei neretini ogni primo e ultimo mercoledì del mese. Si comincia domani, mercoledì 6 dicembre; in viale della Libertà (nei pressi della chiesa di Santa Maria degli Angeli) ci sarà il punto di raccolta dalle 8 alle 12. “L’olio di frittura e quello di conservazione dei cibi in scatola (ad esempio il tonno) – si afferma in una nota del Comune – se buttati nel lavandino, possono danneggiare le tubature e finire nella falda acquifera, dove formano una pellicola al di sotto della quale niente più rimane in vita. Ecco perché è importante dimostrare concretamente attenzione e rispetto per l’ambiente raccogliendo in un contenitore o bottiglia di plastica l’olio per uso alimentare, dopo averlo fatto raffreddare, e consegnarlo al punto raccolta”. Il servizio è gratuito.

“Troppo spesso – spiega l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio – un gesto che erroneamente consideriamo innocuo, come sversare l’olio esausto nei lavandini domestici, può avere conseguenze dannose per la nostra casa e per l’ambiente. È importante sapere che c’è la possibilità di consegnare l’olio a un operatore specializzato e dimostrarsi così rispettoso dell’ambiente. È un gesto banale e gratuito. Confido nella sensibilità dei neretini”.

SANNICOLA. “Casa sul lago a Sannicola, in via Vecchia Galatone”. No, non è un annuncio economico, e nemmeno potrebbe esserlo. In Salento, è risaputo, gli unici laghi propriamente detti sono gli Alimini a Otranto. Ma nelle campagne sannicolesi se n’è formato uno lo scorso 7 ottobre, in occasione del violento maltempo, e guardando le foto sembra quasi che la casa ci galleggi sopra. Stiamo provando a sdrammatizzare, con questa foto che desta curiosità, ma senza dimenticare, e immaginare, i disagi e i danni vissuti dagli abitanti di queste zone e di tutte le altre messe in ginocchio dalla bufera di pioggia e vento. Sorridere serva a ricaricarci. Poi bisogna ripartire, però, mettendo in atto tutte le misure necessarie per evitare il ripetersi almeno di una parte di quello che è successo, di quella parte che poteva essere prevista.

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SANNICOLA. Ha impressionato, il maltempo del 7 ottobre scorso. Ha impressionato così tanto che, più di qualcuno, ha deciso di fissarlo in una foto, o in un video come in questo caso. Il piccolo filmato girato da Fabio Molle dà un’idea molto precisa dell’entità dell’allagamento che ha interessato il campo sportivo, sulla via provinciale per Lecce.

 

ARADEO. Quella di ieri è stata una mattinata di panico, almeno fino a mezzogiorno quando l’acqua ha cominciato a defluire. Si è temuto che si ripetessero allagamenti a scantinati ed abitazioni, che puntualmente il paese subisce. Per fortuna l’intervento immediato di associazioni di volontariato ha alleviato i disagi. Provvidenziale l’opera della Protezione civile e della Misericordia, la cui idrovora ha  svuotato numerosi scantinati letteralmente colmi di  acqua. Le zone di criticità: contrada Cafari, via Aldo Moro, Via Paolo VI, contrada Tre masserie. Impossibile raggiungere il paese da Noha, per lo straripamento del canale dell’Asso. Allagata via Convento a Seclì e quindi interrotte le comunicazioni per Galatone-Lecce. Agibile solo la via per Neviano e quella per l’incrocio Noha-Cutrofiano-Collepasso. Non è la prima volta, purtroppo, che il paese va in tilt a causa degli acquazzoni. Trovandosi a valle rispetto a Collepasso, Neviano, Tuglie ed essendo attraversata all’interno da vari canali  (Raschione, Fontana), in caso di grandi piogge  il paese subisce le acque che arrivano rovinosamente, invadendo il centro abitato. A ciò si aggiunge che molte scoline non ci sono più e i canali sono stati ristretti nella loro capacità e forzati in tubazioni interrate sotto il manto stradale. Così, se la portata d’acqua è maggiore, è la strada che diventa  torrente.

Per fortuna oggi il maltempo ha dato una tregua, ma si continuano a contare i danni delle abbondanti piogge e raffiche di vento che ieri hanno colpito il Salento. A Ugento, la pioggia ha aperto delle grosse voragini sulla provinciale per Acquarica e nei pressi del palazzetto dello sport. Gli allagamenti hanno interessato tutto il paese, colpito anche il deposito dei vigili urbani. A Torre San Giovanni, la situazione si è dimostrata ancora più grave: caditoie ostruite e tantissime cantine allagate a causa di un fiume d’acqua alto 40 centimetri.

Niente scuola a Gallipoli: presso l’istituto nautico “Vespucci” di via della Provvidenza (edificio ex-Salesiani), alcune classi sono state rese inagibili dagli allagamenti  e le lezioni sono state sospese. Numerose le infiltrazioni d’acqua, dal soffitto, dalle finestre e nelle scalinate. Un insegnante della scuola, Enrico Mario Preite, ha lamentato che il maltempo di ieri ha solo riportato a galla una situazione già nota, destinata ad aggravarsi ogni anno di più: “Sarebbero necessarie poche migliaia di euro – protesta il prof – per sistemare le infiltrazioni di acqua dai solai e dalle finestre, ma nessuno interviene. Chi agirebbe così dissennatamente a casa propria e chi tratterebbe così i suoi figli? Ma la scuola non è forse casa nostra e gli studenti non sono nostri figli?”.

Allagata, sempre a Gallipoli in via Ravenna, anche la sede dell’associazione “Fideliter Excubat”: oltre 20 centimetri d’acqua in tutte le sale, macchinari elettrici irreparabilmente danneggiati e frigorifero rotto. “Era già difficile partire, ora bisogna ripartire, in qualche modo. Grazie ai ragazzi che ci hanno aiutati tutta la giornata”: si legge così in didascalia alle foto dei danni pubblicate sulla pagina facebook dell’associazione.

Il maltempo di ieri nel Salento, dunque, ha funzionato come una lente d’ingrandimento sulle carenze strutturali di vari edifici e del sistema viario. Ora, passata la pioggia, arriva il momento di agire per evitare che si ripropongano gli stessi problemi, almeno quelli più facilmente risolvibili.

RACALE. Stamattina, il manto stradale dissestato di via Aldo Moro ha provocato dei danni a un’automobile. Le buche, che pure non passano inosservate, erano poco visibili a causa dell’abbondante pioggia, perciò sono state prese in pieno dalla vettura che, a fine della corsa, si è ritrovata con le ruote anteriori forate.

Segnalazione e foto di Mery Giannelli.

 

CASARANO. Tanti allagamenti anche a Casarano per il nubifragio che dalla notte ha colpito l’intera zona. Tra le zone più colpite contrada Ceneri, tra le strade provinciali per Taviano e Melissano, dove si è riproposto il problema dei tombini della fogna nera straripanti e contrada Saraceni (sulla strada secondaria per Matino), dove l’acqua ha superato il metro. Altri disagi nel tratto urbano della Provinciale per Supersano e su viale De Matteis, rimasto chiuso al traffico in mattinata per il consueto allagamento nei pressi della Fondazione Filograna. In centro da segnalare gli allagamenti tra via Archimede e da Bormida, nei pressi dell’ospedale, ed i tombini scoperchiati su via Ombrone.

L’autunno è arrivato nella notte tra domenica 6 e lunedì con un maltempo caratterizzato da forte vento di scirocco e intensa pioggia. Le precipitazioni sono durate diverse ore, sia pure inframmezzate da brevi pause, ed hanno subito messo in evidenza i problemi idrogeologici del territorio, in alcuni casi già ben noti. Gran lavoro per i vigili del fuoco intervenuti anche nel centro storico di Gallipoli sin dalle prime ore dell’alba. Alcune imbarcazioni del seno del Rivellino sono state affondate mentre allagamenti si sono registrati anche nella zona del cimitero. La stazione ferroviaria di Alezio è rimasta bloccata per alcune ore a causa dell’acqua che aveva sommerso i binari interrompendo, così, i collegamenti sulla linea Nardò-Gallipoli. L’acqua è penetrata anche nel seminterrato del municipio, sgomberato con l’intervento della Protezione civile. Una voragine di 30 metri, profonda due, si è aperta lungo la strada Ugento-Gemini. Ha ceduto in maniera piuttosto preoccupante anche il manto stradale di recente rifatto nella zona industriale di Tuglie. Numerosissimi gli allagamenti di locali seminterrati e interrati, nei paesi e nelle marine di Taviano e Ugento. Altrettanto numerose le auto bloccate per strada dal deflusso delle acque, come nel caso di Alliste dove in piazza Indipendenza una vettura è andata in panne ed è stata rimossa solo dopo l’intervento dei volontari della Protezione civile. Disagi anche a Parabita. Ma il gran lavoro di vigili del fuoco, vigili urbani e Protezione civile non termina qui, perché si prevedono le stesse condizioni meteo anche per domani.

UGENTO. Come un sipario calato di colpo sull’estate, ieri mattina una pioggia violenta è scesa sul Salento, causando non pochi disagi e problemi di viabilità. A Ugento, in via Goldoni (nei pressi del palazzetto dello sport e del supermercato Lidl), due auto, semi sommerse dall’acqua, sono andate in panne, ma l’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha evitato il peggio.

Alle 11 circa, una famiglia di Felline (Alliste) viaggiava a bordo di una Panda, quando all’improvviso l’auto si è fermata, non essendo più in grado d’opporre resistenza alla valanga d’acqua che è cominciata a penetrare nell’abitacolo fino all’altezza dei sedili. Ci hanno pensato i vigili del fuoco, coordinati dal caposquadra Massimiliano Negro, a mettere in salvo la giovane conducente e i due anziani genitori che erano con lei: «Siamo arrivati sul posto – riferisce Negro – ma l’acqua era troppo alta anche per il nostro camion che rischiava a sua volta di restare in panne. A piedi, perciò, con l’acqua alla vita, abbiamo raggiunto l’auto, e sollevandola l’abbiamo portata fuori dal pericolo».

Ma non è stata l’unica operazione che ha visto impegnati i vigili del fuoco di Ugento: nella stessa zona, sempre intorno alle 11, hanno portato in salvo anche due ragazze di Racale la cui auto, una Clio, era andata in panne. Gli altri interventi del corpo di pompieri hanno riguardato, infine, numerose cantine e abitazioni allagate.

Pubblichiamo le foto delle zone interessate dall’allagamento a Ugento.

Parco di San Pio

ACQUARICA DEL CAPO. Ancora un atto vandalico ai danni del parco dedicato a S. Pio. Alcuni ignoti hanno rotto per l’ennesima volta le bolle di vetro di uno dei lampioni che illuminano il parco. In precedenza erano stati danneggiati i  lampioni e l’impianto irriguo ed era stata asportata la pompa elettrica che ricicla l’acqua delle vasche. Questa volta però l’episodio ha provocato la reazione della Pro-loco che da sempre ha il compito di vigilanza e di manutenzione del parco e che alcune settimane fa aveva presentato formale denuncia contro ignoti presso la caserma dei carabinieri di Presicce.

«Il parco dedicato a S. Pio è costato circa 350mila euro – ha dichiarato il presidente della Pro-loco Vito Romano, ed è stato realizzato su un suolo del comune grazie ad una consistente donazione di un pensionato di Acquarica.  Noi da parte nostra abbiamo da subito assunto l’onere della vigilanza e della manutenzione, ma siamo stanchi di stare dietro a persone che ci costringono a riparare i loro danni ogni quindici giorni. Per cui da questo momento la Pro-loco declina l’impegno della vigilanza e della manutenzione e invita il sindaco a dotare il parco di un sistema di vigilanza con telecamere”.

 

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Clicca sulle foto per ingrandirle

 

Gallipoli. Nel giro di meno di un mese – 31 ottobre- fine novembre – la zona della Giudecca (dove ci sono le sedi del Tribunale, della Compagnia dei carabinieri e della Guardia di Finanza tra l’altro) – è stata devastata dalla forza del mare. Ondate incontenibili da parte di quel che rimane di una barriera di scogli ormai semisommersa, si sono abbattute sia sui pesanti arredi del marciapiede sia sulla strada, compromettendo l’asfalto e scaricando detriti come si può vedere nelle foto accanto. è tempo di trovare dei rimedi.

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Alezio. «Quando succedono queste cose il Signore ci dice: “Risollevatevi, non abbiate paura, alzate gli occhi al cielo e abbiate fiducia in Dio”». Ancora visibilmente scosso per l’accaduto, don Antonio Minerba, parrocco dell’Addolorata, con queste parole ha informato i fedeli di quanto accaduto lo scorso 2 dicembre quando, verso le 4.30 del mattino, un fulmine si è abbattuto sulla croce posta sulla cupola della chiesa (foto).

L’interno della cupola colpita

Lo ha fatto durante l’omelia della messa tenuta poche ore dopo al santuario della Lizza, parlando di “avvenimenti inaspettati che ci fanno cadere nell’angoscia e nella paura umana”.

«Ringrazio il Signore che sia accaduto tutto quando la gente non era in chiesa. Sapremo risollevarci e dare le nostre risposte nell’affrontare questa prova», ha poi affermato don Antonio con il suo solito ottimismo.

Oltre alla cupola sono stati danneggiati anche l’impianto elettrico (l’Enel ha dovuto sostituire il contatore) e tutto ciò che ad esso era collegato, come l’impianto di amplificazione, le campane e l’organo. Le funzioni religiose saranno celebrate al Santuario della Lizza finchè non verrà ripristinata l’agibilità della struttura. La carica elettrica ha provocato, infatti,  anche la caduta di pezzi di tufo, cemento e polistirolo che si sono riversati sui banchi e sul pavimento della chiesa. È accaduto tutto questo nonostante la presenza di un impianto di parafulmini situato accanto alla cupola.

RM

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PURE IL PALAZZO MUNICIPALE Con l’ultimo nubifragio anche alcuni locali del Comune si sono ritrovati sott’acqua

Racale. Continua a fare acqua, anche a distanza di qualche settimana dal nubifragio notturno verificatosi tra il 31 ottobre e l’1 novembre scorso, il sistema di prevenzione messo a punto dal Comune di Racale contro il rischio idrogeologico.

Si potrebbe dire lo stesso di tanti altri Comuni della zona che sembrano avere, purtroppo, un unico e identico problema: la scarsità di fondi.

Perché l’impegno delle amministrazioni c’è, anche nel caso della giovane squadra di Racale capitanata dal sindaco Donato Metallo (insediatosi solo nel maggio scorso), ma non può, ovviamente, bastare: «Se si è riusciti ad evitare grossissimi danni – spiega il primo cittadino – lo dobbiamo al pronto intervento dei vigili urbani e dei volontari di Protezione civile, oltre che alla prevenzione realizzata appena una settimana prima dell’evento poco felice, quando abbiamo predisposto la pulizia delle vasche di decantazione e delle caditoie».

Ora, il sindaco e il suo staff sono al lavoro per elaborare un piano di valutazione delle criticità del paese, concentrate soprattutto nella marina di Torre Suda, nel centro storico del paese e in via Fiumi Marina (dov’è il Municipio), tutti punti deboli venuti alla luce nella notte del 31 ottobre.

Si ricorderà, infatti, che in quell’occasione si è allagato il piano terra del municipio (raggiungendo, nell’ufficio della polizia municipale, l’altezza di 30 centimetri), così come gli scantinati di numerose abitazioni nella parte antica della cittadina (dove i residenti si sono lamentati della mancanza di adeguate vie di fuga per l’acqua piovana) e a Torre Suda.

Il sindaco rassicura i suoi cittadini: «Procederemo al più presto con piccoli interventi, come l’allargamento delle caditoie, così da fronteggiare meglio il maltempo che verrà. Per gli interventi maggiori, però, aspettiamo fondi da investire».

Roberta Rahinò

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Il porto di Torre San Giovanni devastato dalla tempesta

Ugento. A subire i danni maggiori del maltempo della notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, nella zona di Ugento, è stato il porto della marina di Torre San Giovanni. Qui le onde altissime, spinte dal vento di libeccio, si sono abbattute sul molo foraneo posto a protezione delle barche dei pescatori, con conseguenze quasi devastanti. Grossi massi si sono staccati dalla barriera e sono andati a finire a ridosso delle reti e sul tratto di molo usato dai pescatori per raggiungere le barche attraccate nel porto. La forza del mare ha fatto affondare alcune imbarcazioni da diporto, che sono state recuperate nella mattinata dagli stessi proprietari, con mezzi di fortuna.

La furia dell’acqua piovana non ha risparmiato nemmeno le strade della marina e la nuova piazza del Porto che, nell’area giochi, per l’ennesima volta si è completamente allagata, mettendo ancora una volta in evidenza i problemi di deflusso delle acque che interessano la zona, nonostante i recentissimi lavori di riqualificazione dell’intera area.

Anche la periferia della marina ha vissuto notevoli disagi. Nella zona di “Mare verde” si sono registrati allagamenti in abitazioni e sulle strade. Scantinati allagati anche a Ugento e nella frazione di Gemini. I vigili del fuoco del locale distaccamento sono stati impegnati per tutta la notte e anche nell’intera giornata di festa per limitare i disagi alla popolazione di Ugento e dei paesi limitrofi.

Ritornando ai grossi problemi che il maltempo ha causato al porto di Torre San Giovanni, sono da segnalare le proteste  di alcuni pescatori, che da anni chiedono la sistemazione della difesa foranea. Sulla vicenda è intervenuto il consigliere di opposizione Angelo Minenna del Pdci, che ha scritto all’assessore regionale Dario Stefano per sollecitare un suo intervento. Da Minenna è partita anche un’interpellanza al sindaco e all’assessore alla Protezione civile Antonio Ponzetta per chiedere chiarimenti sulle iniziative del Comune.

PT

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