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daniela donno

Nardò – L’ex gerontocomio della zona 167, lì da vent’anni e mai ultimato, va alla “De Nuzzo & C. Costruzioni”. Per 1milione 630mila euro da corrispondere al Comune tramite opere pubbliche, l’impresa leccese si è aggiudicata la gara per l’acquisto dell’immobile. La notizia è stata data dal primo cittadino durante il comizio tenuto in piazza della Repubblica a due anni dall’insediamento. Cosa ospiteranno quei “casermoni” incompiuti costituiti da tre piani di complessivi 1.820 metri quadrati? L’immobile, è lo stesso Mellone ad annunciarlo, sarà destinato a residenza per anziani (accoglienza temporanea o permanente di persone non autosufficienti, anziane e non, non curabili a domicilio), un nucleo “Dopo di noi” (il piano per persone con disabilità a cui vengono a mancare familiari e/o tutori) e un punto nascita.

Posti letto, sale operatorie, uffici e spazi verdi. Al piano terra ci sarà spazio per otto camere di degenza, ciascuna con bagno riservato, per un totale di dieci posti letto. Al primo piano due nuclei, uno da otto camere e venti posti letto, l’altro da sei camere e dodici posti letto. Al secondo piano un’ala ospiterà diciannove posti letto, mentre in un’altra ala sorgerà un punto nascita con otto posti letto distribuiti in sei camere di degenza, anch’esse con bagno riservato. L’immobile sarà dotato di reception, soggiorno, uffici, sale per attività comuni, infermeria, cucinino, lavanderia, spazi ricreativi e culturali, ambulatori, sala incubatrice, nursery, sale travaglio e sala operatoria. La ristrutturazione dell’edificio – strutturalmente in piedi ma negli anni danneggiato da deterioramento e atti vandalici – comporterà anche la realizzazione attorno all’immobile di accessi carrabili, vialetti pedonali e spazi verdi.

Soddisfatti sindaco e assessore. «Siamo tutti cresciuti – ricorda il sindaco Giuseppe Mellone – in “compagnia” del gerontocomio, altro simbolo dell’incapacità di due generazioni di classi dirigenti che riusciamo a cancellare, visto che sulle ceneri dell’inconcludenza e del menefreghismo di chi ci ha preceduti, faremo nascere finalmente una residenza per anziani, il nucleo dedicato all’assistenza di persone disabili e un punto nascita. Di quest’ultimo, in particolare, sono orgogliosissimo, perché restituiamo ai neretini la possibilità di tornare a nascere a Nardò e di vedere di nuovo quel bellissimo “F842” sul nostro codice fiscale». «Al di là dei pur importantissimi aspetti simbolici – sono le parole dell’assessore al Welfare Maria Grazia Sodero (nella foto con Mellone) – va sottolineato che l’aumento della popolazione in età avanzata a Nardò e su tutto il territorio nazionale, ha reso cruciale l’esigenza di incrementare l’offerta di strutture per anziani, anche considerando che numerosi utenti delle strutture site in comuni limitrofi provengono dalla nostra città. Questa è una risposta concreta, così come quella del “Dopo di noi” e quella del punto nascita che, lo dico da cittadina e da mamma, è una prospettiva che ci riempie il cuore».

Un edificio e più polemiche: cronologia. A febbraio di quest’anno l’Amministrazione comunale ha messo in vendita la struttura con base d’asta di 1milione 800mila euro. In assenza di offerte di acquisto, ha fatto sapere in quei giorni Palazzo Personè, sarebbero state valutate manifestazioni di interesse finalizzate alla ristrutturazione. “Qualora non dovessero pervenire offerte di acquisto – recitava inoltre l’avviso pubblico della scorsa settimana – saranno valutate le manifestazioni di interesse finalizzate a ristrutturazione, completamento e rifunzionalizzazione. In questo caso saranno considerate comunque preferibili proposte che prevedano il passaggio di proprietà finale dell’immobile”. In mezzo c’è spazio anche per un paio di polemiche. La prima si ha quando a marzo si diffonde la voce che l’ex gerontocomio avrebbe potuto ospitare un centro di accoglienza. L’ipotesi viene seccamente smentita dal vicesegretario cittadino di Andare Oltre (il partito del sindaco) Antonio Perrone, che bolla la notizia come “fake news lanciata per diffondere terrore”.

I 5 Stelle protestano e ironizzano sul punto nascita “privato” Un secondo intervento critico è della senatrice leccese del Movimento Cinque Stelle Daniela Donno (foto), rieletta alle ultime politiche nel collegio proporzionale neretino, che nei mesi scorsi ha

dichiarato che “mettere in vendita il gerontocomio significherebbe l’ennesima incapacità dell’Amministrazione neretina”. A proposito di M5S, la notizia dell’annunciata rinascita dell’edificio neretino fa rumore anche nella vicina Copertino, dove oggi gli attivisti grillini così si sono espressi: «Ecco la sanità come la intendono Emiliano e il suo amico Mellone: un Punto nascita pubblico come quello di Copertino che si chiude, per lasciare finalmente spazio ad uno privato, magari a soli due passi da noi, a Nardò! Chissà cosa ne pensano gli amici copertinesi di Emiliano, quelli che ricevono le sue letterine o quelli che siedono al suo fianco! I soldi non ci sono? I nascituri sono pochi? Beh, se è per il bene dei privati si troveranno i primi e aumenteranno per magia anche i secondi!» .

L’impresa costruttrice ha realizzato altre opere a Nardò. L’impresa “De Nuzzo & C. Costruzioni srl” ha sede a Lecce ma nasce nel 1994 a Casarano; svolge la sua attività nel campo dell’edilizia residenziale, per poi passare anche alla progettazione e realizzazione di centri commerciali e direzionali. Nel 2002 si lancia nella costruzione di villaggi turistici. Qui “spuntano” alcune opere neretine: il “Blu Salento Village” nella marina di Sant’Isidoro (2004) e il recupero del Grand Hotel Riviera lungo la litoranea Santa Maria al Bagno-Santa Caterina (2016), che ha riportato all’antico splendore la storica struttura ricettiva dopo un decennio di inattività.

il Gerontocomio

Nardò – «Mettere in vendita il gerontocomio significherebbe l’ennesima incapacità dell’Amministrazione neretina». Stavolta la polemica travalica Palazzo Personè ed entra nella campagna elettorale in corso. A contestare la decisione della Giunta Mellone di mettere in vendita l’immobile mai ultimato sito in zona 167 che avrebbe dovuto ospitare il gerontocomio, è la senatrice uscente del Movimento Cinque Stelle, la leccese Daniela Donno. «Nel 2016 – ricorda la Donno, ricandidata nel collegio neretino – ho sollevato l’attenzione sull’annosa questione presentando un’interrogazione e una richiesta di accesso agli atti al Comune, ma a parte delle generiche rassicurazioni, non è accaduto granché a livello di azioni locali da parte del primo cittadino Giuseppe Mellone. La Puglia, e il Salento nello specifico, vivono da troppo tempo il dramma delle opere incompiute – prosegue la pentastellata – che, purtroppo, nascondono la totale assenza di una politica di valorizzazione territoriale oltre che di una virtuosa gestione del denaro pubblico». Ma quale sarà il futuro dell’immobile composto da 1800 metri quadri su tre livelli con piano seminterrato, mai ultimato dal 1998 a oggi? Il primo tentativo messo in atto dall’Amministrazione risale ai giorni scorsi ed è la vendita della struttura (l’avviso pubblico esplorativo scade il 20 marzo, ndr) con base d’asta di 1milione e 800mila euro. In assenza di offerte di acquisto, fa sapere Palazzo Personè, saranno valutate manifestazioni di interesse finalizzate alla ristrutturazione. La Donno avrebbe evidentemente preferito una rinascita dell’edificio per mano pubblica.

Altri edifici, altre polemiche. Non è solo il mai nato gerontocomio a generare “contrasti immobiliari” negli ultimi tempi. Un’altra incompiuta, quella di via Incoronata sorta trent’anni fa che avrebbe dovuto ospitare il nuovo Municipio, è stata demolita a gennaio scorso tra le aspre critiche di chi, vedi gli ex sindaci Gregorio Dell’Anna e Marcello Risi, avrebbe voluto un recupero almeno parziale della struttura. Al posto dello scheletro di cemento, ha promesso il sindaco Mellone, sorgerà un parco pubblico entro il 2019. Ancora in zona 167, è poi finita in vendita la farmacia comunale, retta finora da una società mista nata nel 2009 della quale il Comune possiede il 51% del capitale (il restante 49% è della privata “Neritofarma snc”). La farmacia, all’astata per circa 800mila euro, è ritenuta dai contestatori una risorsa per le casse comunali, quindi da mantenere nel patrimonio comunale.

 

GALATONE. Pentastellati del Salento a raduno, domenica 18 dicembre a Galatone. Alle 17, gli attivisti del M5S saranno a Palazzo Marchesale per un incontro sul tema “ Il MoVimento 5 Stelle: un corpo solo, un’anima sola”, recentemente postato dallo stesso Beppe Grillo. Parteciperanno i portavoce al Senato Daniela Donno e Maurizio Buccarella, il consigliere regionale Tony Trevisi e altri portavoce eletti nei comuni del Salento. Si discuterà del post referendum, del governo Gentiloni e delle elezioni amministrative di primavera. Dal gruppo “Amici del Movimento 5 stelle” di Galatone, che ospita l’iniziativa, viene rimarcato che nel movimento le “opinioni personali lasciano il tempo che trovano e non hanno nessuna dignità politica”. Anticipazioni anche sul voto a Galatone: «La lista che verrà presentata alle prossime amministrative sarà composta da 17 persone e nel rispetto delle regole del movimento non verrà fatta nessuna alleanza con i partiti che come al solito stanno organizzandosi in torbidi minestroni indigesti e sempre tra gli stessi politici che a fasi alterne hanno governato a Galatone».

 

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...