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D’Alema

Gabriele Abaterusso – Sindaco di Patù

Patù – Nel resto d’Italia può accadere di tutto, dalle vittorie a catena di Forza Italia allo tsunami dei Cinque stelle adesso ma nel reame degli Abaterusso – Ernesto prima (Sindaco, parlamentare ed ora capogruppo in Consiglio regionale di Art. 1) e Gabriele (Sindaco e candidato alla Camera) – ma a Patù le cose cambiano solo se lo dicono loro. Democraticamente e sempre convintamente insieme, la famiglia dei politici per eccellenza con i quasi duemila abitanti. E’ accaduto così anche il 4 marzo. Tenendo presenti i dati regionali al Senato uninominale (M5S 43%, centrodestra 33, centrosinistra 16,5, Leu 3), ecco come sono andate le cose nel paese “rosso”: Massimo D’Alema al 36,6%; stesso picco per Liberi e uguali. Distanziato Luciano Cariddi (coalizione centrodestra), fermo al 22,48; ancora più giù, al terzo posto – un caso eccezionale praticamente – la pentastellata vincente Barbara Lezzi al 21,9%.  Al Collegio plurinominale della Camera, il giovane Abaterusso, riceve 561 preferenze (50,81%) sempre per il partito di Pietro Grasso,quindi ben oltre i livelli di consenso nazionale e regionale, con il Pd e Teresa Bellanova – concorrente di D’Alema – al 16,3.

Significativo il commento di Salvatore Piconese, responsabile provinciale di Art. 1 e già segretario dep Pd salentino con vice Gabriele Abaterusso prima della scissione: “Ore 4.22 l’Italia sceglie il M5S e il Centrodestra, va rispettato il voto degli elettori… E’ nato un nuovo inizio, politico e umano – dice Piconese, attuale Sindaco di Uggiano La Chiesa – e spetta a noi farlo crescere e alimentarlo nel tempo”. Per completare il quadro, il M5S alla Camera ottiene 204 preferenze (18,47% dei votanti) mentre al Senato 221 (21,75%). Sempre in questa “oasi”, crollano i consensi per la coalizione di centrosinistra e in particolare del Pd che ha chiuso con 83 preferenze alla Camera (7,51 %) e 151 Senato (14,86%). La coalizione di centrodestra ottiene poco più: 221 preferenze alla Camera (19,89 %) con una significativa composizione leghista (6,15%)  e  230 voti al Senato (22,48 %).

“E’ importante sottolineare che il risultato ottenuto a Patù e nei paesi limitrofi come Castrignano del Capo (8,34%), Gagliano del Capo (6,34%), Tricase (6,42%), Salve (6,12%), Morciano di Leuca (9,01%), Corsano (11,41%) è superiore alla media nazionale – commenta Gabriele Abaterusso – ed è il segno che occorre ripartire dal territorio e da una radicalizzazione costante e continua proseguendo con l’impegno che ci siamo assunti con la decisione scomoda ma necessaria di avviare un nuovo progetto politico che guardi concretamente al futuro. Ripartire da quell’idea e portarla avanti. E’ questo che faremo”.

Ha collaborato Luana Prontera

Gallipoli – Gli osservatori, in tanti, sono stati a guardare al duello per il Senato tra gli ex pd Teresa Bellanova, viceministro uscente, e Massimo D’Alema, già presidente del Consiglio e “deputato di Gallipoli” in anni ormai lontani. L’attesa, bisogna dire, è andata scemando anche perchè nel Collegio Puglia 6 lo scontro non è stato poi tanto cercato. “Cosa penso della candidatura della Bellanova proprio in questo Collegio? Poteva non farlo”, era stato un commento del’ex compagno di partito fin dai tempi del Pci. Poi qualche scambio di frecciatine sul Sud rappresentato “non adeguatamente”, tanto da perdere peso politico; sul gasdotto di San Foca di Melendugno (“Ha firmato la petizione per il no… ma come, non lo aveva definito un ‘tubicino’?” detto dalla deputata).

Man mano che però procedevano i sondaggi (di parte e vietati e comunque noti) l’appeal si era spostato su un altro parlamentare uscente, la leccese Barbara Lezzi, uscita indenne dal caso dei bonifici al partito fatti e poi bloccati (lei aveva chiarito l’equivoco). Fino ad un fuori onda a margine di una trasmissione tv, in cui il magliese Raffaele Fitto diceva a Salvini e Meloni di essere certo che il M5S avrebbe fatto “cappotto” nei collegi uninominali. Così è stato: tutti pentastellati gli eletti in Puglia e non con pochi voti di distacco. Anche nel Puglia 6, Collegio di Nardò che comprende il Centro Sud Salento, è arrivata l’onda che ha travolto tutti gli altri concorrenti.

Il sito del Senato dà eletta la Lezzi con 107.291 voti; Luciano Cariddi, già Sindaco di Otranto, per il centrodestra mette insieme 94.532 voti. I due litiganti per eccellenza, dati i precedenti partitici appunto, sono arrivati al traguardo come terzo e quarto. La Bellanova si è fermata a 46.725 suffragi, pagando caro la debacle del Pd a livello nazionale e pugliese (attestatosi intorno al 14%). Va meglio che altrove per Liberi e Uguali ma D’Alema va poco oltre i 10mila voti, esattamente 10.502. Il Sud Salento ha dato i voti con percentuali che non si discostano molto dai voti sui candidati: il 39,87 al M5S; il 35,19 al centrodestra (Lega Nord al 7,69); il 17,35 a Pd e alleati; il 3,90 a Leu. In conclusione, un duello amarognolo ma inutile tra coloro che si erano tanto amati.

Speciale Elezioni 2018:

Maglie – Massimo D’Alema, candidato al Senato con la lista Liberi e Uguali, prosegue domani il suo tour elettorale nel Salento. Alle ore 16,30 incontrerà a Lecce un gruppo di operatori del comparto turistico e del commercio. Alle ore 19,00 parteciperà a Maglie, presso la Libreria Universal (via Ospedale, 24), a un’iniziativa pubblica con la coordinatrice della campagna elettorale di LeU Rossella Muroni e il candidato alla Camera Marcello Risi, già Sindaco di Nardò. Introdurrà Luca Andriani, coordinatore di Articolo 1 Mdp di Maglie.

“Il tema fondamentale che preoccupa le famiglie oggi è quello del destino dei propri ragazzi e delle proprie ragazze che o emigrano perché qui non trovano lavoro oppure sono costretti a un’occupazione precaria, incerta che rende difficile costruirsi un futuro”. Lo ha dichiarato Massimo D’Alema a Fasano (Brindisi) parlando con i giornalisti prima di inaugurare il comitato elettorale di Giuseppe Palazzo durante il tour elettorale dei giorni scorsi. “Questo è il grande tema sul quale fino ad oggi è mancata una grande azione dei governi nazionali che in questi anni si sono succeduti e al quale occorre dare delle risposte che guardino con attenzione alle famiglie, al Mezzogiorno e che sostengano lo sviluppo di questa terra per offrire una prospettiva alle nuove generazioni. Nel Sud – ha concluso D’Alema – esistono realtà importanti e imprenditori capaci che tra mille difficoltà vanno avanti, ma che da soli non possono bastare a dare risposte al bisogno di certezze e di lavoro di tante famiglie”.

 

 

 

Nardò – I collegi neretini di Camera e Senato? Entrambi al centrodestra. A dirlo è un “fresco” sondaggio di Repubblica, che da ieri sta facendo discutere non poco candidati, elettori e osservatori. Secondo questo studio elaborato da Salvatore Vassallo, professore ordinario di Scienza politica e Analisi dell’opinione pubblica all’Università di Bologna, nel collegio uninominale neretino della Camera dei Deputati vincerebbe Andrea Caroppo (centrodestra, di Maglie). L’avvocato classe ’79 , ex fittiano da qualche mese passato alla Lega di Matteo Salvini, la spunterebbe con il 37.34% dei consensi. Dietro di lui Soave Alemanno del Movimento Cinque Stelle (31.74%, di Nardò) e, in terza posizione, il centrosinistra del Pd Sergio Blasi (Melpignano), che si fermerebbe al 21.42%. Resterebbero fuori dal podio, stando a tali numeri, l’ex sindaco di Nardò Marcello Risi (Liberi e Uguali) e i candidati “estremi” di CasaPound e Potere al Popolo. Stesso esito all’uninominale del Senato: l’ex sindaco di Otranto Luciano Cariddi (Noi con l’Italia) col centrodestra avrebbe la meglio (37.87%) sulla senatrice uscente del Movimento Cinque Stelle Barbara Lezzi (30.89%) e la Pd Teresa Bellanova (21.57%). Di clamoroso, in quest’ultima proiezione, ci sarebbe, se confermato, il deludente risultato di Massimo D’Alema (Liberi e Uguali). Va però ricordato che D’Alema, Lezzi e Bellanova sono capilista nei rispettivi partiti anche nel listino proporzionale: quindi il loro biglietto per Roma è praticamente sicuro.

Il sondaggio di Repubblica, come si diceva, fa rumore. Il consigliere comunale Pd Lorenzo Siciliano (sostenitore di Sergio Blasi) ieri ha rivolto un appello agli elettori di centrosinistra senza risparmiare attacchi agli ex compagni di partito di “Liberi e Uguali”: «La formazione di D’Alema è fuori dai giochi ovunque. Stanno combattendo una battaglia esclusivamente per sottrarre consenso al Partito democratico. È evidente che chi vota per Liberi e Uguali regala automaticamente la vittoria alla destra più estrema. E compiere questo atto irragionevole, deleterio per il nostro territorio è clamorosamente irriguardoso nei confronti di questa terra che ha pagato lungamente lo scotto delle politiche leghiste in vent’anni di governi Bossi-Berlusconi».

Nel frattempo il professor Vassallo ha spiegato i criteri utilizzati per la realizzazione di questo sondaggio: «Lo studio si basa sui sondaggi delle ultime due settimane, ma anche sui flussi da un partito all’altro applicati ai risultati delle politiche 2013 in ogni collegio del Rosatellum. Le simulazioni qui pubblicate – ha spiegato il docente a Repubblica – non derivano da un singolo sondaggio ma sono il prodotto di una mia personale elaborazione, svolta sulla base di una molteplicità di fonti, tra cui anche i dati di due rilevazioni campionarie cortesemente messe a mia disposizione da Swg, da cui ho ricavato una “matrice dei flussi”, cioè degli spostamenti dell’elettorato da un partito all’altro, differenziati per macro-aree, che ho applicato ai risultati elettorali del 2013 in ciascun collegio del Rosatellum».
Stefano Manca

Gallipoli – Di un ritorno nel Sud Salento di Massimo D’Alema nel collegio senatoriale 2 si sapeva da tempo; dopo è arrivata una scomoda concorrente, il viceministro Teresa Bellanova, sindacalista Cgil e – a questo punto – con una ex militanza in comune nel Pd. Per “Liberi e uguali” D’Alema – oltre che nel collegio 6 uninominale in cui è in corsa anche Luciano Cariddi di Otranto – è capolista nel listino proporzionale, in cui figura anche Antonio De Donno, presidente regionale Acli di Tricase.

Un superlavoro attende Raffaele Fitto, della storica “scuola” di Maglie: è capolista (per necessità o per altro?) in tre dei quattro collegi proporzionali per la Camera in cui è suddivisa la Puglia. Sembra un derby cittadino il collegio 8 per Montecitorio: sono infatti di Nardò Marcello Risi, ex Sindaco, per i Leu; Pierpaolo Giuri, CasaPound; Maria Soave Alemanno per i 5 Stelle; sullo stesso terreno di gioco c’è Sergio Blasi (Pd) di Melpignano e Andrea Caroppo (centrodestra) di Maglie.

Nel collegio uninominale 9 si trovano nel confronto-duello altri “pezzi grossi”: c’è l’on Rocco Palese di Acquarica del Capo, uscente, centodestra dapprima col partito di Fitto ed ora con Forza Italia; Ada Fiore, già Sindaco a Corigliano d’Otranto, operatrice culturale e scrittrice, per il centrosinistra; Salvatore Piconese, Sindaco di Uggiano La Chiesa e già segretario provinciale dei democratici prima della scissione. Di Casarano è il concorrente di Casapound, Andrea Pizzileo.

Continuando a scorrere i nomi nei collegi che interessano il Centro-Sud Salento, al Senato nel collegio proporzionale 2 c’è un ex parlamentare, Rino Dell’Anna, ex Sindaco di Nardò, in “Civica popolare” della Lorenzin, e una new entry: si tratta di Antonio Raone, di Presicce, nell’Esecutivo comunale fino a qualche mese fa, in quota Udc;  capeggia la lista “Noi con l’Italia” del raggruppamento di centrodestra. New entry anche se ha respirato politica e Parlamento fin da bambino per via degli impegni del padre Ernesto, c’è in lista nel collegio proporzionale Gabriele Abaterusso, Sindaco di Patù e vicesegretario provinciale del Pd fino alla nota separazione e all’adesione a Leu.

Tra i candidati della lista “Potere al Popolo”, figurano infine Francesca Seclì di Parabita (collegio uninominale di Casarano) e Ada Donno, di Lecce ma originaria di Gallipoli, nell’uninominale al Senato.

Con la nuova e contrastata legge elettorale detta “Rosatellum”, la Puglia è suddivisa in due colleghi plurinominali e otto uninominali per il Senato; quattro plurinominali e 16 uninominali per la Camera dei deputati.

Alessandra Boccardo

Nardò  – L’on. Massimo D’Alema torna nel Salento, a conferma che sarà candidato qui per il Senato, molto probabilmente nel collegio di Nardò-Gallipoli per le elezioni politiche di marzo prossimo. Domani, mercoledì 27 dicembre, sarà in città per un “incontro col mondo agricolo” come si legge nel manifesto di annuncio. Appuntamento per le 11 nei locali di “Cream & caramel” di via Antonaci, 1. Introdurrà i lavori il coordinatore regionale di Articolo 1 – democratici e progressisti, Ernesto Abaterusso, che è anche capogruppo alla Regione Puglia. In scaletta ci sono gli interventi di Vito Murrone (Cia provinciale); Fabio Ingrosso (Copagri); Santo Ingrosso (confcooperative); Maurizio Cezzi (Confagricoltura). La coordinatrice del circolo, Alessandra Boccardo, aprirà i lavori. “Sarà un confronto vero – rilevano gli organizzatori – su temi di importanza vitale per il nostro territorio. Saranno illustrate proposte e azioni da portare avanti in seno all’Unione europea ed alla Regione”.

Massimo D’Alema e Linda Giuva, la moglie

Gallipoli – Dopo indiscrezioni sempre più frequenti, in queste ore si è avuta una prima conferma. Le ipotesi, ventilate dallo stesso Massimo D’Alema (“Se mi viene chiesto di candidarmi, ci posso pensare”), sono ormai una certezza. Il parlamentare “del collegio di Gallipoli”, già presidente del Cpnsiglio dei ministri, europarlamentare e – agli inizi – segretario regionale del Pci, è di nuovo in campo in vista delle eleziomi politiche della prossima primavera. Il primo passo è stato compiuto oggi: nella prima assemblea provinciale promossa da Articolo 1 – Movimento democratici e progressisti, D’Alema è tra i delegati all’assemblea nazionale del prossimo 3 dicembre. che vedrà anche la partecipazione di Sinistra italiana e Possibile di Civati. L’obiettivo non dichiarato (“Per scaramanzia” ha detto con una battuta in un incontro ad Alezio) è il Senato. Questi gli altri 19 eletti: Gabriele Abaterusso (Patù), Maria Teresa Bellante (Casarano),  Alessandra Boccardo (Nardò), Matteo Calcagnile, Antonio De Donno, Pupa De Maggio, Valerio Ferilli, Anna Inguscio, Laura Isernio, Antonella Lezzi, Marianna Lentini, Emilio Miccoli, Giuseppe Salvatore Piconese (Uggiano La Chiesa), Sonia Pellizzari (Sogliano ) , Rita Quarta, Daniela Sindaco, Salvatore Serra, Francesca Torsello (Alessano), Pierluigi Valentino. I due delegati supplenti sono Robert D’Alessandro (Racale) e Danilo Scorrano (Sannicola). “Un’assemblea unitaria, quella di oggi a Lecce – scrivono in una nota gli organizzatori – che nasce dalla necessità di avviare un percorso alternativo al Pd, alla destra e al Movimento 5 Stelle, che parta dai temi importanti quali il lavoro, la scuola, la sanità, i diritti e la lotta alle disuguaglianze per dar vita a un progetto di ampio respiro che ridia una casa politica agli elettori di sinistra e risponda alle esigenze dei cittadini”.

 

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