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critiche al comizio

Parabita – Più immediata ancora delle dimissioni – annunciate ma non decise nei tempi e nei modi – la prima conseguenza del comizio tenuto dal sindaco Alfredo Cacciapaglia, è stata l’insurrezione di tutte le forze politiche cittadine. Netta e trasversale la condanna di un discorso definito “aberrante e delirante”, “frutto di un clima esasperato”, “tornato indietro di 30 anni”.

La replica di Cacciatore – «Un leone ferito ed agonizzante si è chiesto “chi siamo noi per giudicare?”  facendo proprie le parole di Papa Francesco per difendersi dalle critiche che gli sono piovute addosso», commenta Alberto Cacciatore, consigliere d’opposizione e segretario Udc, l’unico ad essere stato citato, con nome e cognome, dal sindaco nel suo discorso pubblico di giovedì 12 aprile. «Parole disattese subito dopo, quando è stato lo stesso Sindaco a criticare pesantemente tutti i suoi nemici. E così un cittadino è stato chiamato “panzone”, i giornalisti “porta e ‘nduci”, i commissari fatti passare per incapaci e le mogli dei suoi oppositori per delle “poco di buono”. Non c’è da restare scandalizzati se Parabita sprofonda sempre di più nelle tenebre, questo è l’uomo che ha governato questa città per sette anni, un uomo che non accetta la sconfitta politica e che ancora pensa che per amministrare una comunità serva un consenso come il suo, ignorando che i tempi sono cambiati, che le battaglie per la democrazia viaggiano spedite e che alla fine ripagano perché consentono di andare avanti, a guardare in faccia i tuoi figli con orgoglio ed a camminare a testa alta. Sono onorato di essere stato citato da Cacciapaglia, perché questo dimostra il buon lavoro fatto in tutti questi anni, un lavoro spesso ignorato e non compreso, ma che oggi proprio per la sconfitta di Cacciapaglia mi rende giustizia e mi gratifica», ha specificato Cacciatore.
Udc, Forza Italia e Psi «Con l’avvento dei commissari, la collettività ha vissuto un anno e due mesi di giustizia sociale. L’Amministrazione Cacciapaglia, invece – aggiungono le segreterie di Udc, Forza Italia e Psi – si è posta ai margini della vita sociale collettiva». «Esprimiamo – aggiunge Daniele Cataldo (Forza Italia) – la nostra solidarietà e vicinanza ai rappresentanti delle istituzioni, Prefetto e Commissari straordinari, a don Angelo Corvo, alle redazioni giornalistiche, all’Istituto comprensivo di Parabita, all’associazione Libera di Casarano, all’associazione “Piazza delle idee” e a tutti i cittadini della nostra comunità che hanno manifestato liberamente contro la mafia. Un amministratore pubblico deve accettare le critiche per il suo operato e le proposte per il bene dell’intera comunità in una dialettica non offensiva verso la persona e le istituzioni che rappresenta».

Adriano Merico «Sbaglia Cacciapaglia a dire di aver salvato il paese dal marchio della mafiosità. Il provvedimento del Ministero – continua il consigliere Adriano Merico, ex Pd oggi in “Liberi e uguali” – non diceva che la città di Parabita era mafiosa: sosteneva che c’erano dei collegamenti tra la mafia e la sua Amministrazione. Che la gente di Parabita fosse onesta si sapeva già, lui non ha salvato nulla se non se stesso».
Rifondazione Comunista Critiche anche dall’estrema sinistra e dal neo segretario Carlo De Marco. «L’intervento del sindaco di ieri sera non ha nulla di politico, si è trattato solo di una serie di critiche ed attacchi personali nei confronti di avversari politici, giornalisti, cittadini (gravemente definiti “omertosi”). Sarebbe stato opportuno seguire le nostre richieste di dimissioni prima del decreto di scioglimento del ministero per evitare tutto ciò che ne è derivato».

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