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CRISTIAN CASILI

Nardò – Fibra ottica, approvvigionamento idrico, depuratore carente: sono queste le carenze tra le più più pesanti che registrano gli imprenditori che operano nella zona industriale di Nardò e Galatone, come spesso riferito e documentato su “Piazzasalento” con riferimento alle iniziative prese da Assoimprese e dalla presidente Angela Simone. Ora la precaria situazione operativa viene ripresa e rilanciata. “Da troppo tempo le imprese della zona industriale di Nardò e Galatone sono costrette a gestire autonomamente servizi e problematiche senza nessun ausilio da parte delle Amministrazioni pubbliche. Dimenticata, abbandonata e trascurata sotto ogni aspetto, questa realtà rischia di essere esclusa dal mercato, sminuita e poco conosciuta all’esterno, perdendo così opportunità di crescita importanti”: parte da questa denuncia l’intervento in Regione del consigliere regionale Cristian Casili (capogruppo del M5S, foto), che ha depositato una richiesta di audizione dei rappresentanti delle parti coinvolte in Commissione Attività produttive a Bari.

“Diverse sono le criticità segnalate dagli imprenditori – afferma in una nota Casili – tra le quali la mancanza di acqua potabile; il manto stradale dissestato e le strade illuminate solo per alcuni tratti; l’assenza di manutenzione e pulizia delle strade e del verde pubblico; la mancanza di isole ecologiche per la raccolta differenziata dei rifiuti; nessuna segnaletica idonea per indicare gli impianti”. I risvolti della situazione attuale sono davvero sconcertanti: ““La mancanza di servizi igienico-sanitari – rileva Casili – dovuti alla mancata erogazione di acqua potabile non consente alle aziende di ottemperare agli standard normativi e, cosa ancor più grave, di ottenere ulteriori certificazioni che garantirebbero una maggiore competitività sul mercato”.

Uno scenario “paradossale” per il consigliere regionale con riferimento, tra l’altro, anche al fatto che “le aziende versano regolarmente gli oneri di urbanizzazione, tasse e contributi vari, senza averne alcun corrispettivo in termini di servizi primari offerti. “Anzi, il Consorzio Asi di Lecce per qualsiasi azione compiuta dalle imprese – conclude Casili – pretende un “Contributo di Infrastrutturazione” esorbitante e sproporzionato che, per le piccole medie imprese insediate nel distretto, già vessate da una tassazione eccessiva, appare iniquo. Nel corso dell’audizione chiederemo chiarimenti su questo “contributo di infrastrutturazione”, di cui chiederemo conto circa la congruità rispetto allo stato in cui versa l’intera area”.

Nardò – Taglio del nastro per la nuova casa della Pro loco Nardò e Terra d’Arneo. Nel pomeriggio di sabato 7 aprile, dinanzi ad una nutrita presenza di soci, curiosi e rappresentanti delle istituzioni, l’ente guidato dal presidente Carlo Longo ha inaugurato la nuova sede posta all’interno del Castello Acquaviva. «Una sede prestigiosa – ha dichiarato soddisfatto e a tratti emozionato lo stesso Longo – nella quale porteremo avanti la nostra mission volta all’informazione e accoglienza turistica, alla promozione del territorio, agli eventi e alla formazione. Cinque punti che rappresentano un progetto politico complesso, perché noi siamo politici del territorio, senza bandiere, maglie o settorializzazioni di sorta: noi siamo e rappresentiamo una città che negli ultimi anni ha compiuto passi da gigante». Il presidente della Proloco Nardò e Terra d’Arneo ha ringraziato i soci e l’Amministrazione comunale che, in particolar modo nella figura dell’assessore al Turismo Giulia Puglia, si è fin dall’insediamento prodigata per l’attesa nuova sede, “perché questo è un progetto che portiamo avanti da tempo e che finalmente si concretizza”, ha dichiarato Puglia.
«Sono onorato di essere stato tra i soci fondatori – ha affermato Pinuccio Caputo – e da par mio ringrazio Marcello Fracella (attuale vice presidente, ndr), che si è sempre prodigato profondendo ogni energia per portare avanti un movimento così coeso». All’appuntamento presente anche il consigliere della Regione Puglia, Cristian Casili, che ha sottolineato come “la Pro loco è un contenitore in armonia col territorio, un punto di aggregazione da custodire caro, del resto Terra d’Arneo rievoca tanti e dolci ricordi”.
«La nuova sede rappresenta un’opportunità – ha aggiunto Antonio Gabellone, presidente della Provincia di Lecce – qui vi sono territori che altrove non esistono, però bisogna lavorare per la valorizzazione che meritano». Poi ha preso la parola l’onorevole Soave Alemanno: «È un momento storico per la nostra cittadinanza. La città e le nostre marine si rigenerano grazie ad enti come la Proloco. Sarò sempre un interlocutore attento e ben disponibile – ha concluso – nei confronti del presidente Longo e di tutti gli associati».

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GALATONE – L’attuale maggioranza (di centrosinistra) “non può dirsi all’oscuro” circa l’impianto di stoccaggio rifiuti della Progest. Ad intervenire nell’ennesimo scontro politico a Galatone sono Livio Nisi e Annamaria Campa,  consiglieri comunali d’opposizione e, rispettivamente, ex sindaco ed ex assessore all’ambiente. Oggetto del contendere  il “trasferimento” (come spiegano Nisi e Campa) dell’impianto della società che si occupa dello smaltimento di apparecchiature non funzionanti all’interno del distretto industriale Galatone – Nardò. «Non più tardi di qualche giorno fa è stato il Comune di Galatone a rilasciare il permesso a costruire alla Progest, ben dopo il ballottaggio», affermano i due consiglieri di opposizione in risposta alla maggioranza di Filoni che ha, invece, parlato di “una richiesta accordata dalla Provincia e col benestare della passata Amministrazione comunale alla vigilia dello scorso ballattoggio”. Secondo Nisi, non si tratterebbe, dunque, di un nuovo impianto ma di un “trasferimento” visto che la Progest “svolge la sua attività in un capannone di 800 metri quadrati in affitto e ha chiesto di poterne costruire uno, della stessa estensione, su terreno di sua proprietà. Quindi non si estende la superficie del capannone, né si modifica la natura dell’attività”. Per questo l’ex sindaco invita Filoni “a ricorrere al Tar e a ritirare il permesso di costruire” ricordando come “il 21 settembre 2017  la Provincia ha rilasciato  l’autorizzazione unica alla Progest e dopo un mese e mezzo l’assessore Bove si accorge dell’esistenza di questo atto e grida ai quattro venti che farà le barricate, senza spiegare perché non le ha fatte quando – da assessore della giunta Miceli – ha avallato l’impianto”. Tra l’altro, Nisi e Campa spiegano pure che l’impianto in questione non è “una discarica, ma un sito in cui si recupera il materiale riciclabile per poi smaltire, successivamente, in discarica tutto ciò che non è utilizzabile”.

Sul caso interviene anche l’Amministrazione comunale di Nardò, pronta a “dare battaglia”. Il sindaco Pippi Mellone ribadisce la necessità che gli impianti per i rifiuti siano “pubblici” ricordando i “disagi e le criticità” causati da discariche “come quella di Castellino” . «Siamo assolutamente convinti – gli fa eco l’assessore all’Ambiente Mino Natalizio – che qualsiasi impianto per la gestione dei rifiuti debba essere di natura pubblica o, al limite, pubblico-privata. Questa vicenda – continua l’assessore – non ci ha coinvolto direttamente ma non ci lascia indifferenti e siamo pronti a respingere nelle sedi e con gli strumenti opportuni la prospettiva di un nuovo impianto privato tra Nardò e Gallipoli».

“Contrarietà” viene espressa anche dal consigliere regionale (neretino) Cristian Casili che ricorda l’esistenza dei siti di Castellino e Rei: «I territori di Galatone e Nardò e dei comuni confinanti non possono permettersi nessuna nuova discarica». Secondo il consigliere del Movimento 5 Stelle, vicepresidente della V commissione Ambiente, “è paradossale che, per un’autorizzazione così importante e complessa, l’iter autorizzativo si sia consumato in pochissime settimane e a pochi giorni dalla chiusura della campagna elettorale per le elezioni amministrative di Galatone, consentendo alla Provincia di Lecce, il 27 giugno del 2017, di dare il via a questo nuovo impianto”. Con il previsto “allargamento dei codici Cer”, che passano dagli originali 14 a 124, “con la nuova autorizzazione – continua Casili -vengono inclusi anche rifiuti pericolosi e non pericolosi e rifiuti speciali”. Secondo quanto elencato nell’Autorizzazione unica della Provincia, “le quantità dovrebbero essere 6700 tonnellate di rifiuti speciali pericolosi e 34000 tonnellate annue di rifiuti non pericolosi. Si tratterebbe quindi di un sito di stoccaggio e trattamento, mentre lo smaltimento verrebbe fatto altrove”, spiega Casili. Sul progetto Arpa e Asl avrebbero, inoltre , “scritto diverse prescrizioni”. Secondo il consigliere, che invita la Regione a intervenire, “è fondamentale  che la Provincia non resti inerme, trincerandosi dietro l’autorizzazione, e che i Comuni di Galatone e Nardò pongano in essere tutte le azioni necessarie a scongiurare questo intervento».

NARDÒ. In un clima di vacanze o di pre vacanze con agosto, c’è chi deve impegnarsi a non perdere il lavoro, quello stesso – specializzato – fatto in forme precarie da vent’anni a questa parte. Sono i 15 lavoratori della “La Porsche Engineering”, la pista di collaudo di Nardò, da tempo alla ricerca di una soluzione che dia stabilità e serenità. L’Usb (unione sindacale di base) ha comunicato che “la società tedesca ha interrotto da qualche giorno ogni trattativa, non chiamando più neanche attraverso il lavoro somministrato, una parte di questi lavoratori che erano tornati parzialmente a lavoro”. Subito dopo si sono registrate alcune reazioni. “Non può continuare a giocare con il futuro dei lavoratori. Dopo mesi di presidio davanti al circuito di Nardò sembrava che l’azienda volesse risolvere la vertenza dei 15 collaudatori mandati a casa dopo oltre 20 anni di precariato. Oggi invece apprendiamo che la situazione è di nuovo precipitata e per questo chiederemo alla Prefettura di Lecce l’immediata istituzione di un tavolo a cui convocare azienda, sindacati e istituzioni. I lavoratori e le loro famiglie hanno bisogno di risposte”: questa la dichiarazione dei consiglieri del M5S Antonio Trevisi e Cristian Casili, quest’ultimo di Nardò e da tempo impegnato a seguire questa delicata vertenza. In campo anche  il presidente del gruppo consiliare Articolo 1 – Mdp Ernesto Abaterusso: “Siamo vicini a questi collaudatori della pista Porsche di Nardò che da tempo stanno conducendo una lotta contro il piano di ristrutturazione imposto dalla Porsche Engineering Group che prevede il licenziamento, dopo 20 anni di precariato, di figure altamente specializzate”. Abaterusso rimarca le responsabilità dei vertici di un’azienda “che, nonostante i cospicui finanziamenti regionali e le commesse in attivo, si dimostra sorda di fronte alle preoccupazioni, alle proteste e alle legittime richieste di riconoscimento di un diritto”. Si chiede infine alla Regione Puglia “e a tutte le istituzioni coinvolte di fare tutto ciò che è nelle proprie possibilità per trovare una via d’uscita a questa vertenza”. Conclude Aabaterusso: “Auspichiamo inoltre che tutte le forze politiche e non predispongano iniziative a sostegno dei lavoratori e delle loro famiglie”.

Il sistema informatico per presentare i progetti per il settore agricolo non funziona a l’Ordine degli agronomi è pronto ad indire uno sciopero. Lo annuncia il presidente dell’ordine professionale Rosario Centonze raccogliendo il malcontento del mondo agricolo e i particolare dei professionisti impegnati ad istruire le pratiche di agevolazioni. Il sito internet in questione è quello dell’Elaborato informatico progettuale (Eip) che risulta “in manutenzione” mentre i bandi riguardanti il sostegno agli investimenti nelle aziende agricole e al Pacchetto Giovani sono stati pubblicati nel luglio 2016. «Quello che era stato pensato come un sistema innovativo ha di fatto bloccato qualsiasi tentativo di sviluppo rurale, dall’acquisto di un trattore ad un progetto più articolato», afferma Centonze lamentando i limiti di un software “che si blocca in continuazione lasciando i professionisti senza assistenza”. In particolare viene segnalato che l’“helpdesk” non funziona quasi mai, nessuno risponde al telefono, il manuale è stato pubblicato solo ora mentre l’atto che ne decreta il pieno funzionamento risale ad oltre tre mesi fa”. «Tra la Regione e le aziende agricole – spiega Centonze – ci siamo noi professionisti che dobbiamo presentare le istanze per il settore agricolo e progettare il futuro di una azienda, ma viene così calpestata la nostra dignità professionale». Per questo l’Ordine proporrà uno sciopero ad oltranza durante il quale nessun agronomo o forestale accederà più all’Elaborato informatico progettuale. A rischio sono le potenzialità del Piano di sviluppo rurale della Puglia, tanto più importante in una terra colpita dall’emergenza-xylella.

Di “paralisi totale” parla anche il consigliere regionale 5 Stelle Cristian Casili. «Mentre le altre regioni sono partite per tempo con le misure del PSR 2014/2020 a sostegno degli investimenti in agricoltura la Puglia, già vessata da problematiche fitosanitarie e strutturali, è ferma al palo: su 1,7 miliardi si sono spesi solo 40 milioni di euro. Le ragioni principali sono da ricercarsi nei continui malfunzionamenti del sito dell’Elaborato informatico progettuale che è costantemente in manutenzione. Uno strumento che avrebbe dovuto ridurre i tempi burocratici ha in realtà portato alla paralisi del sistema agricolo pugliese», ha dichiarato Casili annunciando la richiesta di audizione urgente dell’assessore Di Gioia, del responsabile del Dipartimento agricoltura della Regione Puglia, Gianluca Nardone, e dei presidenti degli organi provinciali dei dottori agronomi e forestali, “allo scopo di avere risposte immediate circa il malfunzionamento dell’Eip con la presenza dei professionisti che hanno il gravoso compito di lavorare le domande di finanziamento».

NARDÒ. Un ritorno alle origini per ridare vita alla nostra terra: l’associazione Verdesalis presenta il corso introduttivo sul recupero naturale della fertilità del suolo, col contributo del bando regionale “Mettici le mani”. Presso il parco culturale giovanile “La Saletta” programmati cinque incontri nei giorni 14, 15, 18, 21 e 27 luglio con i relatori Cristian Casili (agronomo esperto in fertilità del suolo) e Paolo Nutricato (perito agrario). Le iscrizioni scadranno il 12 luglio. «Il corso – afferma Ivano Manca dello staff Verdesalis – mira a fornire conoscenze tecniche e pratiche sul recupero della terra. Si tratta del primo passo di un percorso formativo nel quale vogliamo coinvolgere non solo appassionati e professionisti ma soprattutto chi è ancora troppo distante dai principi dell’agricoltura naturale». Sviluppo economico ecosostenibile, sovranità ambientale e biodiversità locale sono le mission dello staff di Verdesalis, composto oltreché da Manca, anche da Ilijas Costantini, Luigi Vaglio, Gianni Casaluce e Igor Costantini.

Cristian Casili

Cristian Casili

GALLIPOLI. Accedere ai bandi del Piano di sviluppo regionale in materia di agricoltura? Facile a dirsi, difficile a farsi. Lo sostiene il consigliere regionale Cristian Casili (M5S) di Nardò. “Il dibattito che si è innescato sul PSR conferma quanto denunciamo da tempo: la Regione Puglia, in materia di agricoltura, non ha una programmazione. Segnali allarmanti arrivano da più versanti. L’ultimo, in ordine di tempo, è quello sul Fondo europeo di sviluppo rRegionale”. Casili aveva denunciato già lo scorso marzo “continui malfunzionamenti del portale informatico per l’accesso ai bandi PSR Puglia 2014-2020 e i conseguenti problemi per le aziende agricole, già in difficoltà per il grave ritardo con cui il PSR 2014-2020 è partito”. Ora il consigliere correda questa seconda preoccupata segnalazione con una serie di episodi esplicativi: “Ad esempio per la misura 4.1.A di “ammodernamento” l’iter di inserimento dati si interrompe una volta iniziato, mentre per la misura 6.1 di “Primo insediamento” il portale ancora non consente l’inserimento totale dei dati pregiudicando investimenti certi per circa 2400 aziende. La misura 6.4, quella che riguarda gli Agriturismi, è bloccata. Sul biologico la Regione ha dato l’ok per presentare tutte le pratiche, comprese quelle per la riconversione in biologico trascinando le aziende in un limbo: sono 4000 quelle nuove e altrettante quelle vecchie, che per ritardi nell’istruttoria da parte della regione Puglia non sono state ancora pagate per l’anno 2016, con il rischio di dover pagare le società di certificazione senza alcuna certezza”. Da qui la richiesta urgente all’assessore Di Gioia “affinchè i disservizi della Regione non vadano ad infierire su un settore già duramente colpito dai problemi meteorologici e da fitopatie come la Xylella, che ha investito gli ulivi salentini”.

agrario nardoIN EVIDENZA. Accesso facilitato all’agricoltura e creazione della “Banca della Terra di Puglia” per dare in uso ai giovani pugliesi suoli pubblici abbandonati. Passa in Regione, approvata all’unanimità, la proposta di legge a prima firma del consigliere regionale di Nardò Cristian Casili e arricchita da emendamenti e proposte. Il sì incassato dall’agro- nomo del Movimento Cinque Stelle potrebbe portare, si auspica, a un recupero di terreni incolti, spesso trasformati in discariche a cielo aperto, magari da offrire a giovani senza lavoro. Si otterrebbero più vantaggi: lotta alla disoccupazione, recupero dell’agricoltura tipica, rinascita del paesaggio. A Nardò a trarre beneficio da questa recente norma potrebbe essere l’ex Istituto Agrario di via Galatone.

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Cristian Casili

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NARDÒ. Giunta comunale sotto il fuoco incrociato di Cinque Stelle e sinistra. Il casus belli è la fresca nomina della “Commissione paesaggio” avvenuta lo scorso 5 aprile. Si tratta di un organo tecnico-consultivo che per tre anni esprimerà pareri obbligatori (non vincolanti) in materia di paesaggio. I cinque nominati: Carlo Potenza (ingegnere), Bruno Capuzzello (architetto), Antonietta Martignano (archeologo), Alessandro Manca (archeologo) e Antonio Filoni (geometra). Una sesta figura, l’architetto Laura Giuranna, si occuperà esclusivamente di Via e Vas. Nomine che non vanno giù al consigliere regionale neretino Cristian Casili (Movimento Cinque Stelle): «Non metto in dubbio – precisa – il valore professionale dei tecnici selezionati ma la Commissione da regolamento deve comprendere pluralità di competenze di cui non vi è traccia, mancando figure fondamentali come l’agronomo, il geologo e il botanico. L’amministrazione comunale ha perciò eluso l’articolo 8 della legge regionale 20/2009». Casili ha segnalato l’accaduto agli uffici regionali, i quali chiederanno al Comune di inserire le figure ignorate. All’appunto tecnico di Casili si aggiunge quello, prettamente politico, di “Nardò Bene Comune”: «Siamo costretti a registrare – scrivono dall’associazione – come ambiente e paesaggio vengano usati come leve per procurarsi consenso. Sempre più lontani i buoni propositi di qualche mese fa, quando sindaco e sodali, primo fra tutti l’Assessore all’ambiente De Tuglie, si sperticavano in critiche e denunce verso l’utilizzo di pratiche alle quali sembrano invece essersi perfettamente integrati». Lo stesso Cristian Casili, seppur agronomo grillino e “ostile” all’amministrazione comunale dell’epoca, dal 2012 al 2015 è stato componente della medesima commissione.

Cristian Casili

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NARDÒ. L’assessore regionale al Territorio, Anna Maria Curcuruto, rilasciando il piano della “Oasi Sarparea” ha sottolineato: «Si tratta di un progetto sostanzialmente diverso, con meno volumetrie e una accurata rilevazione delle alberature; è un progetto di maggiore qualità sia nel contesto complessivo che nei singoli fabbricati». Tocca, com’è noto, alla Giunta comunale adesso intervnire in materia, E mentre continua a defilarsi l’assessore Graziano De Tuglie, ambientalista pugnance, il Sindaco Giuseppe Mellone si schiera su posizioni prudenti: ha partecipato alla presentazione dell’elaborato urbanistico alle Quattro colonne” a cura degli imprenditori “per ascoltare”. «Ritengo prematuro ogni commento. Il piano non abbiamo avuto il tempo di vederlo; toccherà all’ingegnere D’Alessandro, che ha le competenze necessarie, valutare questo importante progetto». Da allora più nulla, se non una battuta su “Quotidiano”: «Invidio quei sedicenti ambientalisti che esprimono giudizi netti senza nemmeno aver visto il progetto».

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Il Sindaco di Galatone Livio Nisi e, a sinistra, il consigliere regionale Cristian Casili

Il Sindaco di Galatone Livio Nisi e, a sinistra, il consigliere regionale Cristian Casili

IN EVIDENZA. Tra le tante potenziali o verosimili bombe ecologiche su cui ormai da tempo sono puntati i fari, c’è una doppia preoccupazione intorno a contrada “Vignali–Castellino”, tra il territorio di Galatone e quello di Nardò (competenza giuridica degli enti neretini). Verso la fine del 2006 la discarica di Castellino è stata chiusa (anticipatamente rispetto alla volumetria ancora disponibile) dopo aver raccolto per 15 anni i rifiuti di ben 46 Comuni facenti parte dell’allora “Ato 2”. Dopo la cessazione delle attività, la “Mediterranea Castelnuovo 2”, la società che gestiva l’impianto, non ha mai provveduto alla bonifica e alla messa in sicurezza dell’impianto: colpa – secondo l’azienda, già vincente in alcuni contenziosi – dei comuni che smaltivano nella discarica, che non hanno mai versato i contributi dovuti dopo la chiusura pari a 5 milioni di euro. Sarebbe proprio la somma necessaria per chiudere la questione Castellino definitivamente. In attesa di un evento assai improbabile e lontano (il pagamento degli arretrati da parte dei Comuni morosi), Galatone e Nardò spingono perché sia la Regione a farsi carico di questi costi (l’Ato, ormai non più esistente, non ha mai effettuato peraltro la rideterminazione delle tariffe) ma pare che a Bari Castellino non sia ancora una priorità, nonostante pressioni ripetute di alcuni consiglieri regionali come Cristian Cassili di Nardò e Sergio Blasi.

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NARDÒ. Ok ad un nuovo piano delle acque (fra quanto tempo?); via libera alle reti fognarie di Porto Cesareo (in corso di realizzazione e da ultimare entro dicembre 2017) e delle marine (quasi tutte) di Nardò; avanti con un nuovo progetto da presentare al Ministero dell’Ambiente (reflui fognari depurati in trincee drenanti ossia profondi solchi sul terreno). E avanti con il sistema dei due depuratori in parallelo, (solo che quello di Porto Cesareo è praticamente un rudere). Se queste, in sintesi, sono le ipotesi – date per conclusioni definitive – sul versante politico, su quello tecnico si suona una musica più articolata. Non esistono alternative al collettamento delle reti fognarie di Nardò e Porto Cesareo (inizio lavori nel gennaio 2017, fonte Aqp) ed al versamento in mare dei liquidi emessi dai depuratori. Non ci sono altre strade per evitare la procedura d’infrazione che il Ministero e la Regione hanno già detto di non voler pagare con i loro soldi. Non c’è impianto che non preveda lo smaltimento in mare (o in un fiume) per i casi di necessità ed urgenza. Non è consentito scaricare in falda, neanche in funzione anti salinizzazione.

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NARDÒ. Cosa è stato finora fatto rispetto a quanto previsto nel protocollo d’intesa del 2014, nel Centro prove Porsche? Lo chiede il consigliere regionale di Nardò Cristian Casili (foto), con una interrogazione al governo regionale e lo ribadisce in questi giorni, dopo che l’incontro fissato in Regione tra l’azienda tedesca e i sindacati è saltato per l’assenza della parte imprenditoriale. Casili (M5S) chiede trasparenza in merito ai lavori effettuati, al piano di sviluppo industriale concordato tra Regione ed azienda e all’attuale organico aziendale, soprattutto alla luce del finanziamento di 9 milioni erogato dall’ente regionale. «Nel 2014, infatti – ricorda il consigliere – l’assessore regionale alle Aree protette Barbanente sottoscriveva un protocollo di intesa per la Gestione dell’area Sic intorno al circuito di prove con l’impegno di Porsche alla collaborazione per la redazione del piano di gestione del Parco».

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Da sinistra il Sindaco Pippi Mellone, Cristian Casili e il consigliere Marcello Risi

Da sinistra il Sindaco Pippi Mellone, Cristian Casili e il consigliere
Marcello Risi

NARDÒ. Un dato comune tra i vari protagonisti su questa intrigata vicenda della destinazione delle acque di fogna depurate c’è: hanno tutti fretta. Chi per evitare l’arrivo di un commissario inviato dal Ministero dell’Ambiente; chi per cominciare i lavori che si è visto assegnare (Acquedotto pugliese); chi per trovare soluzioni non solo praticabili ma anche accettabili in tempi certi e vicini; chi non vuole sentire ragioni e reclama la soluzione promessa dal Protocollo d’intesa poi revocato, Porto Cesareo in primis: 17mila abitazioni, tutte con pozzi neri; d’estate tutte occupate mentre nelle altre stagioni ci sono circa 6mila abitanti. Da questo Comune si susseguono voci che parlano di un incarico legale già affidato ad avvocato leccese. «Porto Cesareo protesta? Ma hanno voluto l’autonomia da Nardò – ha affermato il Sindaco Mellone a Telerama – e da allora devono pensare loro ai loro problemi e risolverli; noi pensiamo ai nostri». Riemergono in queste parole vecchie ruggini mai sopite, come quella – poco si è fatto in questa direzione: in una nota l’ex assessore Mino Natalizio ha richiamato quella ferita, ancora aperta del’Area marina protetta da estendere fino a Portoselvaggio con i cesarini che fanno orecchie da mercante da sempre. «

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Antonio Vaglio - condidato sindaco Polo dei ModeratiNardò. Insulti “elettorali” su Facebook, volano le denunce. A rivolgersi alle autorità competenti è il candidato sindaco del centrodestra Antonio Vaglio (foto). Il veterinario 64enne infatti ha ritenuto diffamatorio un commento apparso nella serata di ieri 11 maggio sulla bacheca Facebook del consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle, Cristian Casili. Un utente, commentando un post dello stesso Casili in cui si parlava della gestione della discarica di Castellino, si è rivolto a Vaglio con epiteti che vanno al di là del legittimo diritto di contestare un politico. Il commento non è stato rimosso ed è arrivato così alla vista del diretto interessato. «Le critiche, anche aspre, vanno sempre bene – ha scritto in mattinata Vaglio proprio sulla bacheca di Casili – ma le offese e la diffamazione sono altra cosa, e avendo ritenuto qualche commento diffamatorio nei confronti della mia persona, provvederò oggi stesso a presentare regolare denuncia».

 

nard per violaNardò. Dolore e sconforto anche a Nardò, città del consigliere regionale Cristian Casili. Annullata la “Notte bianca”, spente le luci del castello ed illuminata di “viola” (come il nome della piccola scomparsa) la fontana, in tanti si sono ritrovati la sera dopo la tragedia in piazza Salandra (foto) per la fiaccolata e la veglia di preghiera. Era stato lo stesso blogger Roberto De Pace, curatore del sito Agorà notizia, a lanciare la proposta di annullare la prevista “Notte bianca” in segno di dolore e di rispetto per la famiglia Casili, organizzando la veglia cui hanno preso parte tantissimi neretini.
A rilanciare la proposta l’Unione commercianti e l’associazione vittime della strada “Alla conquista della vita”. «La tragedia ha turbato e commosso l’intera comunità, profondamente scossa da un evento così devastante accaduto in circostanze inaccettabili», ha scritto il sindaco Marcello Risi nel decreto con il quale ha subito proclamato il lutto cittadino invitando poi dirigenti e docenti delle scuole cittadine, “ad organizzare momenti di confronto e riflessione sui temi della sicurezza stradale”.

TUGLIE.  È il giorno dell’ultimo saluto per le vittime del drammatico incidente dello scorso sabato sulla superstrada Brindisi – Bari. Questo pomeriggio, con inizio alle 15, a Tuglie si terranno i funerali dei  coniugi Vito Muscatello e Rosetta Minerba, della sorella di quest’ultima Annamaria Minerba e di Viola Casili, nipote di tre anni dei coniugi Muscatello e figlia di Marta Muscatello e di Cristian Casili, consigliere regionale del Movimento 5Stelle. La madre della piccola Viola ha potuto abbracciare ieri per l’ultima volta la sua piccola creatura nell’ospedale di Brindisi dove si trova ricoverata a causa delle fratture riportate nell’incidente. Ieri mattina è stata allestita la camera ardente nella Sala Consiliare del Municipio, meta di tantissimi concittadini che hanno voluto rendere un saluto ed un momento di preghiera agli scomparsi. Il corteo funebre di questo pomeriggio partirà dal Comune per raggiungere la chiesa Matrice in piazza Garibaldi dove sarà celebrato il rito officiato dal vescovo di Nardò-Gallipoli Fernando Filograna.

Nella serata è poi prevista una fiaccolata che alle 19.45 partirà da piazza Garibaldi per giungere al Municipio per rendere omaggio alle vittime. L’ordinanza di istituzione del lutto cittadino prevede per oggi la chiusura dei negozi dalle ore 14 alle 17, in concomitanza con lo svolgimento dei funerali, e la chiusura della scuola dell’Infanzia. La scuola Elementare resterà, invece, aperta ma l’attività didattica sarà dedicata a momenti di riflessione sulla tematica della sicurezza stradale. Il sindaco Massimo Stamerra ha invitato tutti i cittadini a sospendere, fino al giorno dei funerali, ogni attività ludico ricreativa e a tenere spente le luci natalizie che addobbano le vie cittadine. Lutto cittadino e commozione anche a Nardò (città di Cristian Casili)  dove in tanti hanno preso parte, domenica sera, alla veglia in piazza Salandra svoltasi in luogo della prevista “Notte bianca”.

foto BrindisiReport

foto BrindisiReport

TUGLIE. Due comunità, quelle di Tuglie e Nardò, sotto choc per il tragico incidente di sabato 12 dicembre costato la vita ai coniugi Vito Muscatello (71 anni) e Rosetta Minerba (74), alla sorella di quest’ultima Annamaria Minerba (74) ed a Viola Casili, nipote di tre anni dei coniugi Muscatello e figlia di Marta Muscatello (45), anche lei rimasta gravemente ferita ed ora ricoverata al “Perrino” di Brindisi, e di Cristian Casili, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle. «I tugliesi sono sconvolti dalla notizia e si stringono con dolore attorno ai loro cari. Un’apposita ordinanza istituirà il lutto cittadino che sarà osservato il giorno in cui si svolgeranno i funerali», si legge sul sito istituzionale del Comune di Tuglie (paese natale dei quattro scomparsi) mentre il sindaco Massimo Stamerra ha invitato tutti i cittadini a sospendere, fino al giorno dei funerali, “ogni attività ludico ricreativa e a tenere spente le luci natalizie che addobbano le vie cittadine”. Dolore e sconforto anche a Nardò, città di Casili, dove il sindaco Marcello Risi ha proclamato il lutto cittadino. «La tragedia ha turbato e commosso l’intera comunità cittadina, profondamente scossa da un evento così devastante accaduto in circostanze inaccettabili», si legge nel decreto con il quale, oltre a proclamare il lutto cittadino da domenica 13 dicembre fino allo svolgimento della cerimonia funebre, si dispone l’esposizione delle bandiere a mezz’asta nella sede comunale e la partecipazione di una delegazione del Comune di Nardò ai funerali della piccola Viola. Fino alla conclusione della cerimonia funebre vengono, inoltre, annullate tutte le manifestazioni di intrattenimento organizzate con il patrocinio dell’Amministrazione comunale mentre i titolari delle attività lavorative e commerciali sono stati invitati a sospendere l’attività per dieci minuti in coincidenza dell’inizio della cerimonia funebre. Stesso invito per tutte le attività ludiche e ricreative “per due ore dall’orario di inizio della cerimonia funebre”.

In occasione delle competizioni sportive in programma in città fino a domenica 20, le società sportive sono state invitate ad osservare un minuto di raccoglimento prima dell’inizio delle gare. Il sindaco Risi ha pure invitato dirigenti e docenti delle scuole cittadine, “nel pieno rispetto della loro autonomia”, ad organizzare entro i prossimi 30 giorni momenti di confronto e riflessione sui temi della sicurezza stradale. Intanto è stato arrestato per “omicidio colposo plurimo” Francesco De Sario, l’autotrasportatore 57enne di Terlizzi, coinvolto nel terribile incidente sulla superstrada 379 Brindisi – Bari, nei pressi di Fasano, costato la vita anche a Leo Orlandino, 21enne portiere del Real Paradiso Brindisi. «Da quanto emerso – si legge in un comunicato diffuso dalla Polizia stradale di Brindisi – si rileva una perdita di controllo del mezzo pesante condotto da F.D., il cui rimorchio, dopo aver oltrepassato lo spartitraffico centrale, ha invaso la carreggiata opposta, divenendo uno ostacolo per i veicoli che provenivano dal senso opposto, che non potevano evitare la collisione».

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A Taviano, la decisione del Consiglio comunale di approvare la costruzione di una discoteca con una deroga allo strumento urbanistico che consente, appunto, di costruire in zona agricola, ha creato più di una polemica al punto che il consigliere regionale salentino del M5S, Cristian Casili parla di “autentica follia” e aggiunge: “Come mai la Regione concede parere favorevole a questi scempi paesaggistici? Richiederò all’assessore alla Pianificazione territoriale, arch. Curcuruto tutti gli atti autorizzativi e i verbali della conferenza dei servizi relativi al progetto. Mi risulta, poi, che in quella zona per costruire la discoteca sono stati espiantati 16 ulivi con la scusa della Xylella”. Nel dibattito entra il sindaco di Taviano, Carlo Portaccio che smorzando i toni della polemica sintetizza: “Abbiamo autorizzato in Consiglio comunale, peraltro all’unanimità, in quanto il procedimento amministrativo aveva ottenuto tutti i pareri favorevoli, compreso quello della V.a.s. (Valutazione Ambientale Strategica)”. Sulla questione degli alberi abbattuti il sindaco chiarisce: “La vecchia proprietà aveva abbattuto i 16 ulivi, prima di vendere il terreno, senza analisi di laboratorio e per cui aveva ricevuto una multa”. Infine il primo cittadino conclude: “Con la costruzione della discoteca ci sarà la possibilità di occupare, nella stagione estiva, almeno trenta giovani oltre ai turisti che incrementeranno la presenza a Taviano o nella marina di Mancaversa. E di questi tempi non è poco”. Intanto il primo cittadino di Taviano, Carlo Portaccio, fa alcune precisazioni in merito alla vicenda e, in particolare, alle eradicazioni. “In merito alla realizzazione del locale di intrattenimento in località Fontana –dice – voglio precisare che il sottoscritto non ha mai parlato di alberi di ulivo, ne’ tantomeno di alberi di ulivo si è parlato in Consiglio comunale”. L’ex proprietario del terreno Dario Tempesta sostiene: “Ho venduto i due ettari di terreno il 18 febbraio di quest’anno, con regolare atto pubblico e gli ulivi erano al loro posto”. Il mistero resta.

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l’ex discarica di Castellino

Nardò. È una nota firmata dal Movimento 5 Stelle neretino e dal consigliere regionale Cristian Casili, a bacchettare l’amministrazione comunale sulla cava di calcarenite (di cui è titolare la ditta “Itasmal”) in località “Pantalei”, proprio nei pressi dell’ex discarica di Castellino, in questi giorni ritornata agli onori delle cronache a causa degli alti livelli di nichel nei pozzi circostanti. «La vicenda Itasmal – scrivono i pentastelluti – ci dà la reale percezione del fallimento di questa amministrazione e della superficialità con cui vengono trattate tematiche importanti». Sotto accusa l’impegno degli amministratori, alla luce della sentenza del Tar, che si è espresso dopo che la ditta titolare della cava ha impugnato la decisione del Comune e della conferenza dei Servizi di non concedere l’ampliamento della cava nonostante la documentazione richiesta e presentata dalla ditta. «Il progetto è impattante per la popolazione e l’ambiente», avevano scritto i tecnici comunali. Ma il Tar ha dato ragione all’Itasmal: «Non si può ritenere assolto l’obbligo motivazionale dalla mera elencazione degli atti; non sono esplicitate le ragioni che hanno portato l’Amministrazione ad escludere la compatibilità ambientale del progetto». Una carenza di motivazioni che ora i Cinque Stelle rinfacciano a Risi e ai suoi: «Crediamo che questo progetto sia da fermare:  manca una reale valutazione della dispersione acustica e delle polveri, e, continuando a sfruttare la cava, esiste il rischio della fuoriuscita di percolato a causa della vicinanza con Castellino, come nel 2000».

CASILI IN REGIONENardò. Alle elezioni regionali del 31 maggio ha superato le seimila preferenze; con i suoi 38 anni e una laurea con lode in Scienze e Tecnologie Agrarie, Cristian Casili è il più giovane neretino ad essere mai approdato nel Consiglio regionale pugliese. Il 22 luglio l’insediamento ufficiale e il primo discorso. «In parte leggevo, in parte parlavo a braccio. Ero sereno e tranquillo – dice – nonostante il peso della responsabilità: il movimento entrava in Consiglio regionale per la prima volta e i suoi otto rappresentanti, a nome dei quali ho preso la parola, per la prima volta in assoluto entravano nelle istituzioni. Le emozioni le ho superate subito, dritto come un treno dopo i primi due secondi. È stato un discorso molto politico. Lo stesso presidente Emiliano – prosegue – ha applaudito il mio intervento. Ce l’avevo di fronte, lo osservavo mentre buttavo un occhio alla scaletta. Fa piacere quando maggioranza e opposizione condividono le tue parole». E gli “in bocca al lupo” di amici e parenti? «Ho evitato di leggere e inviare messaggi. Anzi, prima di prendere la parola ho spento il telefono per evitare interferenze con il microfono». Infine, il “retroscena” domestico. «Ogni consigliere – racconta – aveva a disposizione due pass per far accedere all’uditorio i propri familiari. Io li ho ceduti a mia moglie e mia madre». Suocera dunque tagliata fuori? «Ho lasciato che lei e mia madre – svela divertito – decidessero tra loro chi delle due dovesse venire a Bari». Almeno in famiglia, niente primarie.

cristian casiliGALLIPOLI. E’ dalla ricerca che vengono notizie potenzialmente positive nella battaglia contro la propagazione dell’infezione che fa morire di sete gli ulivi, ostruendo i vasi linfatici che portano l’acqua dalle radici alla chioma. Il complesso di disseccamento rapiso (Codiro) che vede al centro il batterio da quarantena Xylella fastidiosa.
Non vi è ancora nulla di definitivo ma le sperimentazioni sulle varietà Leccino, Frantoio e Coratina lasciano ben sperare. «Sarebbe bene però – dice l’esperto Donato boscia del Cnr di Bari – di allargare al massimo la ricerca di fonti di resistenza con un importante piano finanziato dall’Ue». Se si trovassero cultivar certificate come inattaccabili dal batterio (ma i tempi non sono corti come annunciato dal ministro Marti na a Lecce, forse per un equivoco), sarebbe poi più sostenibile la rimozione del divieto di reimpianto di ulivi fichè non sarà provata la  scomparsa della malattia.
Nutre speranze anche il consigliere regionale  del M5S, Cristian Casili (foto), per le ricerche del prof. Scortichini del Cra di Caserta e dell’Università di Foggia circa “l’utilizzo di microrganismi per via fogliare, radicale e sul tronco che dopo pochi mesi hanno dimostrato che il trattamento su piante con sintomi fdi disseccamento vi è stata una regressione”.

consigliere con scisciulaSANNICOLA. “Gestione ecologica del territorio di Sannicola mediante l’uso di prodotti ecologici” è il titolo del convegno organizzato dal Comune di Sannicola in collaborazione con l’esercizio commerciale Ecoland. L’evento avrà luogo domenica 14 giugno alle ore 18,30 nel Centro culturale di via Oberdan. Interverranno il sindaco Cosimo Piccione, l’assessore all’Ambiente Graziano Scorrano, il biochimico Alessandro Malitesta, l’architetto Giampaolo Miglietta, responsabile dell’Ufficio tecnico comunale e l’agronomo Cristian Casili (nella foto, di Nardò), appena eletto consigliere regionale con il Movimento 5 Stelle. Nel corso della serata è prevista la presentazione delle “Guardie ecologiche ambientali volontarie”.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...