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L’ingresso della Guardia medica

Parabita. Dopo le proteste sulla disorganizzazione e le irregolarità strutturali della guardia medica locale, a cui Piazzasalento per prima ha dato voce nel n. XXI del 6-21 ottobre 2011, sembra finalmente prospettarsi una soluzione. E’ lo stesso sindaco Alfredo Cacciapaglia ad annunciarlo, dopo aver ricevuto rassicurazioni in merito dal Direttore del distretto socio sanitario di Casarano.

Entro la fine di dicembre si dovrebbe procedere al trasloco nei nuovi locali di via Ferrari, messi a disposizione dal Comune in comodato d’uso gratuito con delibera di G.C. n. 80/2010, con la quale li si adibiva a sede del Consultorio familiare.

E la causa dei ritardi  riscontrati sul trasferimento pare fosse proprio questa. In una prima bozza del piano di riorganizzazione dei Consultori predisposto dalla Asl, infatti, come sedi operanti a pieno regime sarebbero rimaste  solo quelle di Casarano e Taurisano, con un più elevato numero di personale e di utenti. Parabita era stata designata solo come punto di accoglienza, ad operatività part-time per tre giorni a settimana, e per questo motivo non le erano stati dedicati particolari finanziamenti o adeguamenti strutturali.

In seguito alle proteste delle Amministrazioni e del personale delle restanti cittadine afferenti al distretto, Parabita, Matino, Supersano, Collepasso e Ruffano, che hanno segnalato il rischio di un’eccessiva concentrazione di competenze, queste decisioni sono state riviste, e Parabita è stata ripristinata come struttura funzionante a pieno titolo. Via libera dunque ai lavori di adeguamento del nuovo edificio, che oltre al Consultorio familiare ospiterà anche il servizio di Guardia Medica.

Tra le operazioni necessarie prima del trasferimento, tiene a specificare il sindaco, in primis ci sarà la messa in sicurezza della struttura: sarà necessario predisporre un impianto di videosorveglianza e di illuminazione.

DP

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Ospedale di Casarano. Foto Emiliano Picciolo

Casarano. Ostetricia chiuderà i battenti? Nessuna decisione è stata ancora presa in merito. A rassicurare i cittadini è l’assessore provinciale Gianni Stefàno (Pdl), che nei giorni scorsi ha incontrato il direttore generale della Asl di Lecce, Valdo Mellone.

Da quanto l’assessore regionale alla Sanità, Tommaso Fiore, avrebbe detto a Mellone, nulla è stato ancora stabilito in materia di chiusura di unità operative né a Casarano, né altrove, nonostante le voci circolate in queste settimane. Come evidenziato da Stefàno, prima di ogni decisione, però, si dovrà attendere i pareri di un’apposita commissione, dell’assessorato regionale e della terza commissione consiliare della Regione.

«Nel corso dell’incontro – commenta Stefàno – ho avuto la possibilità di segnalare alcune criticità e peculiarità che fanno dell’ospedale di Casarano una struttura su cui puntare.

Se infatti Casarano, da polo industriale quale era, nel giro di pochi anni ha lasciato all’ospedale il ruolo di primo datore di lavoro, stessa cosa non si può ad esempio dire, a puro titolo esemplificativo, della vicina Gallipoli che invece ha nei settori del turismo e del commercio i suoi principali generatori di economia. Salvaguardare Casarano quindi non è un mero esercizio di campanilismo ma soprattutto una più equa distribuzione delle risorse non solo economiche ma anche di sbocco “sociale”».    

AN

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Casarano. Il momento caldo che sta vivendo la sanità pugliese non poteva non ripercuotersi anche sul «Francesco Ferrari» di Casarano che, alle prese con la crisi del sistema, si trova a fronteggiare problemi di carenza di personale e non solo sul fronte strettamente sanitario.

Carenza di organico e turnazione, sono, infatti, anche i problemi denunciati dagli addetti alle pulizie del «Ferrari».

Dopo che nel mese di giugno gli operatori sanitari del Pronto soccorso avevano chiesto un aumento di organico, poiché, a fronte dei sette medici ufficialmente in pianta organica, solo tre prestavano servizio, giunge il grido d’allarme dei dipendenti della Sanità service, società controllata dall’azienda sanitaria che ha assorbito il personale delle imprese private.

Gli operatori in questione sono 29, alcuni dei quali con un part-time di sole tre ore al giorno e con un monte ore complessivo di 980 ore lavorative, contro le 1400 di Gallipoli e le 1300 di Copertino.

Eppure, secondo gli addetti, aumentando il monte ore e passando al tempo pieno, si potrebbe ottenere un servizio migliore ed ovviare alla “incongruenza” secondo la quale la pulizia delle aree comuni, come corridoi, androni e scale, è ancora affidata a ditte esterne.

«Siamo convinti della utilità e della importanza della Sanità service – dicono – ma è necessario che quest’ultima monitori su quanto avviene nei singoli presidi. Per altro, chi si occupa dei nostri turni, nei giorni festivi fa prestare servizio solo a 4 o 5 di noi che devono sobbarcarsi la pulizia dell’intero ospedale. Sarebbe auspicabile, in quei casi, aumentare il numero degli addetti in servizio, in modo tale da diminuire il carico di lavoro. Inoltre, non ci spieghiamo come mai il business plan presentato dalla Sanità Service prevedeva per l’ospedale di Casarano ben 88 addetti, mentre ad oggi siamo solo in 29».

La speranza degli operatori è legata ad una promessa, cioè all’impegno assunto dalla Sanità service secondo cui, con la chiusura dei piccoli ospedali, che ormai è una realtà, sarà possibile trasferire personale nei presidi con maggiori necessità, per poi, entro la fine dell’anno far passare dal part-time al tempo pieno gli addetti alle pulizie.

AN

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...