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palazzo balsamo sede municipio gallipoli foto di Emiliano PiccioloGALLIPOLI. Il destino del governo cittadino, guidato da Francesco Errico, si deciderà giovedì mattina in Consiglio comunale, la massima assise cittadina. L’anteprima del 27 scorso non è andata a buon fine. Nonostante l’azzeramento il 26 sera della Giunta dell’Errico bis (con gli ingressi di Sandro Quintana, Udc, e di Mery Cataldi, consigliera di centrodestra di Sannicola) nominata appena il 20 luglio scorso. non è emerso nessun accordo su cui basare il programma già pronto da qualche tempo per gli ultimi due anni di consiliatura. Il Sindaco Errico punta adesso a recuperare il Pd (“In fondo, il programma lo abbiamo stilato io e Enzo Mariello”, confidava domenica sera ad alcuni cittadini) e proseguire con i dieci consiglieri che lo avevano sottoscritto agli inizi del mese, vale a dire la ex maggioranza senza Luigi Caiffa e Giancarlo Padovano (entrambi Udc) ma con Cosimo Chianella (Puglia prima di tutto) e Toti Di Mattina (Oltre con Fitto), ex oppositori.

La strada non è facile, non solo perché rimane il nodo irrisolto della terza Giunta in poco più di due mesi (con due donne, problema su cui si era arenata la neomaggioranza consiliare). Il quadro politico sembra sfarinarsi: Udc contro Udc ma non è una novità; ora fittiani (Antonio Barba) contro fittiani (Toti Di Mattina); centrodestra in frantumi e la schiera  degli indecisi e titubanti data in crescita, mentre tra ex consiglieri di maggioranza e presunti nuovi loro colleghi volano stracci. Ha dichiarato a Quotidiano Padovano, che è anche segretario cittadino dell’Udc: “Noi non veniamo considerati, siamo i traditori Caiffa e Padovano per il Sindaco, il quale poi fa assessore chi aveva intavolato la raccolta delle firme dei consiglieri per mandarlo a casa”, con chiaro riferimento a Quintana (Udc) e all’inizio della crisi che aveva portato alle dimissioni Errico agli inizi di maggio.

In attesa del D-day, c’è chi ricorda i crolli politico-amministrativi che hanno preceduto Errico, andando a ritroso quello di Giuseppe Venneri e di Vincenzo Barba, entrambi esponenti di centrodestra ed entrambi messi in ginocchio da rivoltosi interni: contro Venneri firmarono le dimissioni Caiffa, Padovano (Udc), Fabrizio Ferilli e Concetto Scariolo (lista civica Con Venneri Sindaco). A mandare a casa Barba furono invece Francesco Errico, Giuseppe Coppola, Francesco Fedele, ancora Padovano e Rosario Solidoro, anch’egli consigliere tuttora.

Di seguito i comunicati stampa integrali.

 

PD Circolo di Gallipoli, 21 luglio 2015

Il Circolo PD di Gallipoli, nella persona del suo coordinatore Silvio Bardi, e il Gruppo Consiliare composto da Enzo Mariello e Paolo Piccolo, in accordo con la Federazione provinciale, con i rappresentanti regionali e nazionali del nostro partito, in seguito alle inconcepibili ed estemporanee iniziative assunte dal Sindaco Francesco Errico che di fatto stravolgono clamorosamente l’originale assetto dell’amministrazione comunale di centro sinistra, comunicano, dopo aver condiviso le dimissioni irrevocabili della vice Sindaco Antonella Greco, di ritirare la fiducia sin qui accordata all’amministrazione Errico. Ritengono purtroppo definitivamente conclusa, con grande amarezza, un’esperienza che il PD di Gallipoli nel corso di questi anni aveva affrontato con grande entusiasmo, impegno, serietà e abnegazione. Rimane un grande rammarico per non aver potuto portare a compimento quel percorso che era stato delineato e di cui si cominciavano a vedere i primi frutti.

 

Vincenzo Barba: “Con l’Errico-bis, indietro tutta…verso il baratro”, 22 luglio 2015

No, non siamo su “Scherzi a Parte”!!! Siamo, invece, nella bellissima città di Gallipoli che viene oltraggiata dal varo di una Giunta che offende l’intelligenza dei cittadini e il decoro delle Istituzioni, oltre che la gallipolinità di ciascuno di noi.

Purtroppo siamo in presenza di un sindaco che pur di conservare la poltrona sarebbe disposto a chiamare nell’Esecutivo anche Cetto La Qualunque.

Apprendiamo dell’ennesima farsa che si consuma a Palazzo di Città, dove più che pensare alla stagione estiva appena iniziata, alle problematiche degli operatori turistici e dei cittadini, alle esigenze dei vacanzieri che si lamentano di tante inefficienze, allo stato di abbandono in cui versano gallipolini, ci si preoccupa – sciupando settimane e settimane di prezioso tempo con i vari Giungato & company di turno – solo e soltanto di mettere in Giunta questo o quel nome per accontentare questo o quel gruppetto o gruppuscolo di consiglieri. Tanto chi si preoccupa di Gallipoli e dei suoi abitanti?

Per risolvere i problemi della città, Francesco Errico tira fuori i nomi di Sandro Quintana, noto per i vari master conseguiti in cambi di casacca e di opinione e di una certa Mery Cataldi, forse di Galatone, o di Uggiano, o ancora di Racale, alla quale si affida l’importante Assessorato ai Lavori Pubblici, perché nel suo curriculum risulta che conosce benissimo i problemi di Gallipoli, in quanto ha visitato la nostra città per una volta dopo la Prima Comunione.

D’altronde, visto che il suo predecessore al ramo è stato un tal Felice Stasi, tutto è consentibile…

Noi siamo quelli che non si rassegnano, noi apparteniamo a coloro che non vogliono rassegnarsi, che credono che Gallipoli meriti ben altro, che la “Perla dello Jonio” abbia diritto a un futuro amministrativo decoroso che può fare a meno di personaggi e personaggetti piccoli piccoli, messi in un posto importante come il Governo Cittadino per creare i problemi anziché risolverli.

Errico e i consiglieri comunali che ancora si ostinano a sostenerlo oltre ogni logica, ma solo per conseguire qualche vantaggio personale, si stanno assumendo una gran bella responsabilità, non solo dinanzi a Gallipoli ma, soprattutto, nei confronti della storia di questa città che rischia di segnare il passo e di collassare per la cupidigia di un pugno di uomini che non hanno contezza di quando bisogna fermarsi e fare un passo indietro nell’interesse di tutti.

Ancora una volta ribadiamo con fermezza che il vero centrodestra, quello dell’On.le Fitto e del Sen. Vincenzo Barba, non sosterrà mai Errico e questa sgangherata maggioranza, da cui sono lontani mille miglia.

Noi siamo stati dagli elettori mandati all’opposizione e lì rimaniamo dignitosamente fino alla prossima tornata elettorale.

Agli amici del Partito Democratico che raccontano ai quattro venti di non voler sostenere la Giunta Errico, in quanto l’asse politico si sarebbe spostato troppo a destra visto l’ingresso nella squadra di governo di Sandro Quintana e Mery Cataldi, con la presente sono a rassicurarli del tutto poiché il centrodestra vero, il centrodestra doc, il centrodestra votato dagli elettori gallipolini è mille miglia lontano da Francesco Errico e dalla sua Giunta.

Il paventato ingresso di qualche militante del centrodestra nella nuova maggioranza non ha nulla a che fare con il sostegno all’esecutivo da parte dei cosiddetti fittiani, poiché è un sostegno meramente personale scaturente da decisioni strumentali e opportunistiche .

Fittiani si nasce, si cresce e si pasce e nessuno può azzardarsi ad infangare il nome del nostro leader che a livello internazionale e nazionale si è messo sempre contro i potenti di turno per far trionfare un principio di democrazia e di libertà.

L’Errico-bis non si poggia né sulla sinistra né sulla destra e nemmeno sul centro: si poggia semplicemente sull’interesse di un gruppo di persone che confonde la politica con l’arrivismo personale.

Perciò il Pd, dica la verità, tutta la verità: va via non perché l’asse si è spostato a destra, ma perché è consapevole della china distorta che sta prendendo il Sindaco e non vuole essere responsabile del disastro verso cui sta conducendo la Città Bella. Ci arriva con un po’ di ritardo visto che sono cose che noi ripetiamo ormai da mesi e mesi ma come diceva il caro Massimo Troisi “Meglio tardi che mai”.

 

Sandro Quintana (Udc), 22 luglio 2015

Trovo assurde tutte le polemiche ad personam  che si stanno alzando in queste ore. L’amore che ho sempre nutrito verso la mia Gallipoli mi ha imposto di valutare ed alla fine accettare le richieste di aiuto da parte del Sindaco Errico e non permettere che la città  finisse commissariata proprio in estate, momento economicamente vitale per i miei concittadini.  Ho ritenuto opportuno mettere da parte e non incappare in nessuna forma di speculazione politica ma compiere l’unica scelta giusta nell’interesse della mia comunità. Il mio ruolo politico, e questo voglio sia ben chiaro, non è  mai stato inteso come un impegno lavorativo poiché  come si sa, ho già  il mio progetto di vita. Non ho alcun interesse, non ho progetti da spingere,non ho spiagge da chiedere, vivo  del mio lavoro. Il mio impegno è proteso  unicamente a ridare dignità  ad una città troppe volte baratta per richieste che alle volte hanno rasentano la legalità .

Non mi sorprendo invece  nel vedere che c è  chi non riesce a smettere di ergersi a moralizzatore e approfitta di qualunque occasione per denigrare  e dimostrare quanto in alcuni casi contano 2 pesi e 2 misure. Il senatore Barba per esempio, dall’alto del suo piedistallo ,si sente nella posizione di poter urlare allo scandalo per la mia nomina in giunta  e questo  mi fa capire che il nostro senatore ha alle volte la memoria corta. Mi piace aiutarlo a ricordare quand’ègli  Sindaco di Gallipoli  si rese protagonista di nomine fatte di lustrini e paiette,  inserendo nella propria giunta assessori che ben poco potevano rappresentare i cittadini Gallipoli, poiché  sue conoscenze  di Nardò  e di Lecce. Mi trovo con amarezza a constatare quanto il Senatore sia ancora bramoso, dopo le varie trombate, di presentarsi a sindaco di questa città visto che ne lui ne il nipote( e meno male)ricoprono più incarichi istituzionali in rappresentanza di Gallipoli….e forse dimentica l’onorevole come egli stesso ABBIA incarnato il personaggio di ”CETTO LA QUALUNQUE” sia sui palchi, quando dai paesi limitrofi giungevano per farsi due risate, sia nel goffo tentativo di governare battendo nel contempo tutti i record di permanenza durante il suo mandato da sindaco proprio in virtù di quelle nomine in giunta quando duró appena un solo anno? Il sottoscritto non ha e non vuole riconoscimenti in management o lauree da appendere al muro…ho un corso accelerato in materia di strada dove sento e tocco con mano le tante problematiche e le richieste di questa comunità cercando quotidianamente di aiutare e venire incontro…e a me basta questa laurea di strada….

Allo stesso tempo invito i consiglieri  dell’UDC  a giocare a carte scoperte. Laddove non si sentissero rappresentati  da me vorrei che fossero i vertici nazionali  regionali e provinciali del partito a confrontarsi con me ed a motivare le proprie rimostranze. Ma laddove ciò  non dovesse accadere, sarei portato a pensare che anche il loro exploit sia animato più  da sterili personalismi e non da interessi comuni  e se così  fosse, sarebbe cosa alquanto grave, poiché Gallipoli ha bisogno di estrema  chiarezza. Un generale politico nei momenti di bisogno della città deve saper servire anche da soldato come sto facendo io in questo momento..le polemiche sterili di chi oggi si firma con petto in fuori” consigliere nazionale dell’UDC” e capogruppo in consiglio lasciano il tempo che trovano…bene farebbero sia Caiffa e Padovano a rimboccarsi le maniche per superare le criticità di questa Gallipoli e agire ,forse per la prima volta, nell’interesse della collettività Gallipolina…
Gallipoli 2012: “L’amore per la Città”, 22 luglio 2015

Parafrasando Roland de la Platière: “Oh Gallipoli, quanti delitti si commettono in tuo nome”.
“Per amore di Gallipoli”. È questo ormai lo slogan con il quale si giustificano le peggiori nefandezze di carattere politico, amministrativo e, se permettete, anche di coerenza personale.
In questi ultimi anni, ancora e sempre per “amore per la Città”, abbiamo visto aumentare il degrado urbano, l’inquinamento acustico e l’occupazione abusiva di ogni spazio utile.
“Per amore della Città” abbiamo visto la criminalità intrecciata alla politica.
Ancora “per amore della Città” si è continuato a distruggere quel pò che rimaneva dell’ambiente, con buona pace degli ambientalisti, con dune ormai solo un lontano ricordo e scogliere pronte a subire l’ultimo e definitivo attacco.
“L’amore per la Città” ha ridotto il centro storico a friggitoria a cielo aperto (d’estate) o a marina deserta (d’inverno).
“L’amore per la Città” ha ridotto gli spazi vitali per i residenti nella città antica con i bastioni oramai “assediati”, come nel glorioso passato, con i Veneziani sostituiti dai “Lanzichenecchi”, irrispettosi del luogo, della storia e della cultura.
“L’amore per la Città” ha impedito di conservare spazi verdi e luoghi di svago e sport, a disposizione di anziani e bambini, per farne discoteche a cielo aperto con i luoghi destinati ad “usi civici” diventati  bar/ristorante.
“Per amore della Città” abbiamo perso i finanziamenti destinati allo sport, per realizzare quartieri dormitorio da socialismo reale, dove anche i servizi più banali sembrano un’eroica conquista.
Sempre “l’amore per la Città” ha impedito a questa classe di amministratori (ma anche a quelle precedenti) di progettare un piano traffico degno di questo nome.
“L’amore per la Città” ha costretto la classe politica a taroccare le delibere di Consiglio Comunale e alterare le tavole grafiche allegate, trasformando nei fatti le sorti urbanistiche della “Perla”.
Potremmo continuare commentando le ultimissime “acrobazie” compiute per “amore della città” ma d’ora in poi, parafrasando Baldur von Schirach, “quando sentiremo parlare d’amore per la città, metteremo mano alla pistola”.

 

Salvatore Guglielmetti (Gruppo misto) – 22 luglio 2015

Per quanto dobbiamo assecondare una politica alla Penelope? Di giorno tessiamo progetti e la notte li sfiliamo o meglio, dobbiamo osservare chi fa il buono e cattivo tempo.
Mesi fa, quando la Giunta evidenziò  i primi segnali di cedimento,  e di mancanza di coesione  all’interno della compagine amministrativa, con una volontà  esplicita da parte di una componente  importante della maggioranza,UDC, di addivenire  alla conclusione anticipata della consiliatura  prima  scadenza naturale della stessa, volontà  che culminò  nella notte dei “coltelli” in cui si cercò in modo spasmodico da parte dell UDC stesso,  di raccogliere le firme per arrivare allo scioglimento del consiglio comunale, fu allora che  10 rappresentati  del governo cittadino ( Mariello Paolo Piccolo -PD-, Paolo Barba -lista civica- Mino Chiarella -puglia prima di tutto- Salvatore di Mattina -Oltre con fitto- Attila Piccolo, Mino Giuncato, Teresa Perrone – Lista errico Sindaco- Salvatore Gugliemetti -Gruppo Misto- ed il Sindaco Francesco  Errico, hanno deciso di sedersi ad un tavolo, pronti ad aprire un dialogo che potesse portare ad un progetto per garantire  a Gallipoli la serenità  che merita. Proprio in quelle occasioni  è  stato stilato un documento  con delle linee  pragmatiche  chiare ed inequivocabili, condivise da tutti gli esponenti politici, in rappresentanza delle correnti politiche sopra citate, alcune delle quali non facevano parte dell originaria maggiorana elettorale che vinse le elezioni nel 2012, e firmato sotto i migliori auspici. Su quel documento insieme alla mia firma e quella di altri consiglieri, compare anche la firma dei 2 esponenti del  PD. Adesso, che quel documento deve valere da garanzia alla comunità e da vademecum  per noi consiglieri, vedo  che qualcosa sta traballando  e c è  chi proprio  ora, che c è  da tessere, proprio come fece Penelope cerca di scucire.  Forte dell’impegno che ho preso durante quegli incontri, mi sento nel dovere di esortare il Sindaco Errico di farsi garante di quanto concordato  ed andare avanti in un progetto in modo compatto. Se anche un solo consigliere, dei 10 firmatari,dovesse  cambiare la propria posizione,io stesso non esiterò a lasciare i banchi della maggioranza e spostarmi i  quelli dell’opposizione non ritrovando più  il progetto iniziale che poteva essere garanzia per il bene della mia comunità. Purtuttavia,  con senso di responsabilità  non essendo il sottoscritto un cacciatore di poltrone ma avendo a cuore unicamente l’interesse di Gallipoli che deve essere amministrata in maniera limpida e cristallina, invito il Sindaco Errico ad un azzeramento della compagine amministrativa e della Giunta stessa ed a convocare un tavolo politico con la presenza dei 10 firmatari del documento,  primi fra tutti gli esponenti del PD, per addivenire ad una rapida soluzione della crisi condivisa da tutte le forze politiche poiché  a prevalere non devono essere le beghe interne e gli interessi personali bensì lo sviluppo socio economico  e politico della mia Gallipoli.

 

Cosimo Chianella  – Capogruppo Consiliare “Puglia Prima Di Tutto”, 23 luglio 2015

Preme far chiarezza sulla posizione politica del Capogruppo Consiliare della “Puglia Prima di Tutto” in merito alla crisi amministrativa e allontanare una volta per tutte illazioni, pettegolezzi e visione distorta sull’operato politico del sottoscritto.
Vorrei ricordare agli addetti ai lavori e a coloro che si interessano sporadicamente di politica e che si ergono a salvatori della città, che il sottoscritto da quando si è insediato fino ad oggi ha conservato un “modus operandi” coerente con il discorso di insediamento in seno al Consiglio Comunale…
…“modus operandi” propositivo e costruttivo verso quei progetti e iniziative che potessero portare beneficio alla città di Gallipoli, andando oltre i colori politici e disposto anche a subire critiche gratuite da coloro che sono abituati a giudicare senza mai porsi, anche una sola volta, disponibili ad unire forze e idee per il bene di questa città.
Quando fui chiamato dal Sindaco per le consultazioni atte a risolvere la crisi amministrativa ed ascoltai le tanto discusse linee programmatiche mi resi subito disponibile alla realizzazione di quei progetti che potessero portare finanziamenti per la realizzazione di opere per la collettività cittadina.
Ho accettato di aiutare il Sindaco dando la mia disponibilità senza nulla chiedere in cambio, senza mai chiedere rappresentanti in giunta, in quanto ritengo che in questa fase politica, garanzia dei lavori in Giunta possa essere rappresentata solo ed esclusivamente dal Sindaco, il massimo garante.
Con tanti buoni propositi, ho accettato di aderire al progetto firmando un documento con altri nove consiglieri, considerandolo un patto tra gentiluomini, che vanno oltre ogni colore, oltre ogni ideologia, contro ogni rappresaglia personale ma uniti al solo scopo e bene comune: un Patto di Responsabilità..!!
Patto di responsabilità che non può prescindere dai dieci sottoscrittori, dai dieci galantuomini che hanno condiviso quel progetto, tanto che anche l’assenza di uno di loro porta il fallimento di tale condivisione.
In ultimo vorrei ricordare che la “Puglia Prima Di Tutto” è un contenitore politico ideato e realizzato dall’on. Fitto per riunire tutte quelle persone moderate che non erano in “Forza Italia” ma, uscite da altri partiti, volevano conservare una loro autonomia politica nel centro destra.

pescatori_gallipolimassimo esposito sel gallipoliGALLIPOLI. Un settore sempre più imbrigliato nelle maglie della crisi. E per pescatori, ma soprattutto membri di equipaggi e marinai dei pescherecci della flotta ancorata sul molo del porto di Gallipoli, si prospettano tempi sempre meno propizi. Le opportunità di lavoro, già soffocate dal caro gasolio, le norme comunitarie sempre più restrittive, la riduzione del pescato e il calo delle vendite, potrebbero ancor più colare a picco dopo l’annuncio di alcuni armatori locali di dismettere i loro motopescherecci. Una circostanza che interesserebbe almeno dodici unità di pesca della marineria gallipolina e che rischia di ripercuotersi su almeno una quarantina di famiglie legate all’attività della pesca a bordo di quelle imbarcazioni. Gli armatori di dodici pescherecci hanno infatti presentato richiesta alle autorità competenti per demolire i loro motopesca, usufruendo in tal modo, come ristoro, dei relativi incentivi elargiti dell’Unione europea. Una decisione drastica ma motivata dalla crisi del comparto che impedisce agli armatori di mantenere ancora a galla l’impresa della pesca.

In tal modo la flotta della marineria di Gallipoli rischia di impoverirsi sempre più di uomini e mezzi. Già nel corso degli ultimi anni si è passati da circa 100 agli attuali 46 pescherecci in attività. E che ora, con i dodici per i quali è stata comunicata la volontà di procedere alla demolizione, si arriverebbe a veder ormeggiati in banchina solo 34 pescherecci. Il tutto con le evidenti ricadute sui livelli occupazionali della filiera e anche sulle attività economiche dell’indotto.

Un allarme reale del quale si è fatto interprete anche il circolo di Sel, con il segretario Massimo Esposito (a sinistra), che ha avuto un incontro con alcuni rappresentanti della marineria. «Abbiamo incontrato nei giorni scorsi alcuni rappresentanti della marineria – dice Esposito – e da quanto abbiamo appreso tutto il comparto versa in una situazione a dir poco disastrosa, in particolar per le figure dei marinai parte da sempre più debole e bistrattata». A tal proposito è partita anche una richiesta indirizzata al sindaco Errico per l’istituzione di un tavolo tecnico permanente nel quale far confluire, oltre all’Amministrazione comunale, anche i rappresentanti degli armatori, delle cooperative ittiche, dei marinai, la capitaneria di porto, guardia di finanza e dell’ispettorato del lavoro. Richiesta che ha già trovato la disponibilità del primo cittadino che convocherà a breve un incontro.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...