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costo aumentato

Gallipoli – La tassa sulla gestione del servizio dei rifiuti solidi urbani cresce di altri 110mila euro; il totale della spesa raggiunge quota 7 milioni 414mila; aumentano del 7% i costi a carico delle utenze “non domestiche”, circa 2.200. mentre per quelle domestiche (4.300 titolari) si redistribuisce diversamente il carico tra coloro che hanno abitazioni con pertinenze (esempio: garage) che vedono calare l’onere di 50 euro (valore medio) e coloro che hanno immobili senza pertinenze abbinate (+5/7 euro). Naturalmente si parla di base annuale.

Vicenti: “In linea con le previsioni consolidate dell’anno precedente” Per raggiungere la somma complessiva concorre un recupero dell’evasione della Tari stimata in 380mila euro; il contributo del Ministero dell’Istruzione di 18mila euro per le sedi scolastiche. Più in particolare, per l’igiene urbana se ne andranno nel corso dell’anno 4 milioni 455mila euro; per smaltimento e recuperi altri 2 milioni 415mila euro “in linea con le previsioni assestate di spesa dell’anno precedente”, ha rimarcato l’assessore Dario Vincenti, il quale ha comunque aggiunto che “si è tenuto conto dell’oggettivo incremento dei costi del combustibile da rifiuti Cdr) così come quantificati dal commissario dell’Agenzia regionale rifiuti nel gennaio 2017 ed oggetto di recentissima conferma da parte del Tar Lecce (5 marzo 2018) che ha fatto lievitare questa voce di costo da euro 79 a tonnellata a 112,95”.  Dall’opposizione Flavio Fasano di “Gallipoli Futura” con l’altro consigliere Giuseppe Cataldi ha votato contro il piano; un “no” è venuto anche nel Consiglio comunale riunito ieri anche dai consiglieri Oltremarini e Quintana; astenuto Vincenzo Piro. Erano assenti i consiglieri Guglielmetti e Piteo. L’assessore ha in chiusura del suo intervento rimarcato che sono in corso diverse iniziative “per rendere più fedele lo schema di riparto alla realtà del servizio”, quali un aggiornamento della banca dati  mediante l’incrocio di e il raffronto delle planimetrie e delle autocertificazioni ; una verifica a campione “con rilevazioni in loco delle superfici dichiarate”; un censimento puntuale delle utenze domestiche”. Dopo aver rilevato che il pian appena approvato vale fino al 30 giugno perché dall’1 luglio scatta il nuovo servizio dell’Aro 11 di cui Gallipoli è capofila con Alliste, Melissano, Racale, Taviano.

Fasano: “Questo piano un ludibrio contabile pieno di errori, da ritirare” “Colpisce tra l’altro l’abnorme aumento delle spese di raccolta e del trasporto con un tentativo di compensazione attraverso la diminuzione  insufficiente delle spese per il personale in carico alla ditta concessionaria del servizio” ha attaccato Fasano, che ha criticato anche un “fondo rischi crediti” da 138.354 euro. “I numeri inseriti nel piano a cosa si riferiscono? al contratto in essere con la ditta o alle somme effettive che mensilmente si stanno versando a seguito di ordinanze del nostro attivo Sindaco e di questa solerte Amministrazione”, ha chiesto polemicamente il capogruppo di “Gallipoli Futura”. “La mia domanda è del tutto retorica  in quanto i dati inseriti sono quelli comunicati dalla ditta, corretti e modificati non si sa perché dall’Amministrazione”, ha incalzato Fasano per il quale “meglio sarebbe stato non sottoporci a questo ludibrio contabile”.  Netta la conclusione: “Questo piano è assolutamente da annullare in quanto contiene errori e falsi dati a danno dei contribuenti e non soddisfa alcuna aspettativa della cittadinanza gallipolina”. A sostegno di questa tesi, durante il lungo intervento tra l’altro Fasano ha presentato un prospetto in cui ci sarebbe una discordanza notevole tra il piano portato in Consiglio e quello che sarebbe dovuto essere il documento economico finanziario se si fosse tenuto fede al contratto dell’Aro sottoscritto il 21 novembre scorso con la ditta vincitrice della gara. Un ballo 1 milione 300mila euro di risparmi per gli utenti sottoposti alla Tari. Con, sullo sfondo, la precarietà permanente dei lavoratori in esubero (oltre venti) “al sicuro” fino al 30 giugno prossimo. Il capogruppo ha infine adombrato un esposto indirizzato alla Corte dei conti.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...