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GALLIPOLI. Praticamente, il Comitato scientifico nazionale, nominato dal ministro Maurizio Martina a metà settembre, si è riunito per la prima volta a Gallipoli il 21 ottobre per un’ora, durante una pausa del Simposio internazionale sul problema europeo della Xylella fastidiosa negli ulivi. Lo ha rilevato, come dato di cromaca in un contesto di operatori però sempre più impaziente, Marina Barba, direttrice del Cra (Centro ricerche patologia vegetale) di Roma, ora coordinatrice del comitato creato ad hoc.
Duecento studiosi provenienti da 18 Paesi si sono confrontati per due giorni tra loro e con i massimi organismi europei come l’Efsa di Parigi (sicurezza alimentare) e Eppo (protezione delle piante), e con chi da almeno un anno se ne sta occupando qui, dall’Osservatorio fitosanitario regionale alla sezione specifica del Cnr di Bari e all’Università barese.
Nessun dubbio che si tratti del micidiale e invincibile batterio (nonostante lo si conosca da oltre un secolo); tanti invece i dubbi su cosa fare contro un contagio che ha colpito duro in altre parti del mondo, dalla Florida, alla California, dal Brasile all’Argentina e al Costa Rica. Il Salento è l’ultima sua tappa ma non è detto che non colpisca ancora altrove. Da qui la grande attenzione palpabile nella sala congressi del “Costa Brada”.

Studiare, studiare e ancora studiare (con tanti soldi da investire, naturalmente): non ci sono bacchette magiche e neanche interventi con buone probabilità di riuscita. Certo, si potrebbero trovare varietà di ulivi più resistenti alla Xylella (si pensa in particolare al Leccino); si potrebbe puntare a piante di ulivo geneticamente modificate (in più di un passaggio si è posto l’accento su questa “via d’uscita” ancorché assai impopolare); si possono sperimentare metodi piuttosto originali proposti da un brasiliano, tipo somministrare agli ulivi mucolitici che fluidifichino la circolazione della linfa rendendo il batterio molto meno letale. «Sia chiaro che si tratta di azioni sperimentali, va stabilito un protocollo… insomma c’è tanto da lavorare», commenta Donato Boscia, del Crn di Bari e componente del Comitato scientifico che tornerà a riunirsi a Roma il 30 ottobre prossimo. Valuterà le linee guida della Regione in materia per la zona infetta; studierà un programma di lotta agli insetti vettori che resta il fronte più praticabile al momento, quantomeno per ridurre i danni; appronterà misure agronomiche per gli uliveti ancora intonsi.
Che cosa potrà succedere? Chi alla Xylella ha destinato anni di studi e ricerche, il professore Alexander Purcell di Berkeley (California), allarga le braccia: «Ci sono troppe variabili per fare previsioni. Si dovrà procedere per tentativi, come abbiamo fatto in California e forse anche qui ci vorranno anni».

XYLELLA-SYMPOSIUM-PROGRAMME-1GALLIPOLI. Reso noto ufficialmente il programma del “Simposio internazionale sull’epidemia di Xylella fastidiosa negli uliveti del Salento” che si terrà tra Gallipoli e Locorotondo dal 21 al 24 ottobre. Le giornate di studio sono  promosse da Regione Puglia, Servizio fitosanitario nazionale, Istituto per la protezione sostenibile delle piante, Cnr e dipartimento di Scienza del suolo della pianta e degli alimenti dell’Università di Bari, Centro di ricerca e sperimentazione “Caramia” di Locorotondo e Istituto agronomico mediterraneo “Ciheam” di Bari, per fare il punto sulla situazione ed indicare vie d’uscita alla rapida diffusione del batterio in grado di provocare il disseccamento delle piante. Saranno presenti oltre 200 partecipanti da 18 Paesi (tra i quali anche Stati Uniti, Olanda, Messico, Brasile e Argentina). Le prime due giornate saranno a Gallipoli: il 21 ottobre con l’analisi della ricerca internazionale sulla Xylella ed la mattinata del 22 con la discussione sulle azioni di controllo disposte dai vari organismi competenti. Il pomeriggio del 22 è prevista la visita di alcune aree contagiate ed in serata la partecipazione alla “Notte dell’extravergine 2014” con la raccolta notturna delle olive. Le ultime giornate saranno dedicate a due workshop a Locorotondo sui protocolli di diagnosi di laboratorio e l’identificazione degli insetti vettori.
Il programma completo del “Simposio internazionale sull’epidemia di Xylella fastidiosa negli uliveti del Salento”

Gallipoli. L’arrivo di investitori stranieri, russi in particolare, in città, fortemente intenzionati a rilevare una delle strutture alberghiere di alta fascia, simbolo del turismo salentino, il Grand Hotel “Costa Brada” sul litorale sud della città, ha uscitato reazioni in città, in gran parte positive. Alla fine, arriva anche una ufficiale presa di posizione di Antonio Sergio Filograna, ai vertici del Gruppo Filanto di Casarano, proprietario della famosa struttura.  A fronte di diverse notizie di stampa che si sono susseguite da un po’ di tempo a questa parte e, più di recente, dopo gli articoli apparsi su “Piazzasalento”, l’amministratore smentisce categoricamente: “L’operazione di cui si parla e di cui noi non sappiamo assolutamente nulla, non ci interessa. Non rientra negli interessi del gruppo cedere il Costa Brada”.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...