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Cosimo Chiffi

Nardò –  La Ciclovia dell’Acquedotto pugliese fa un altro passo e si arricchisce di un ulteriore tratto. Ai dieci chilometri di pista già  percorribili e con i lavori appena conclusi, se ne aggiungono altri cinque. Per altri tratti di quelle che sono le strade di servizio per interventi lungo le condutture “che al momento non sono in condizioni di poter essere aperti liberamente al pubblico per motivi di sicurezza, sono state avviate le attività di progettazione per poter fruire dell’intera struttura nel modo più sicuro possibile”, si legge in una nota dellAp di oggi. Rispondendo a recenti polemiche di coloro che si erano trovati davanti a cancelli chiusi, dal’Acquedotto fanno sapere che “in via eccezionale e straordinaria, per alcuni eventi di ciclo esplorazione, è stato consentito, con le opportune assunzioni di manleva da parte degli organizzatori, il transito per un periodo limitato e compatibilmente con le esigenze di servizio”.

Due buone notizie per cicloturisti Due buone notize dunque per quel comitato “dal basso” coordinato da Cosimo Chiffi (foto) di Nardò, che in precedenza ha pure raggiunto l’obiettivo di far inserire la Ciclovia che porta dall’Irpinia a Leuca, tra i percorsi finanziati dal precedente governo, per iniziativa degli onorevoli Capone (Pd) e De Lorenzis (M5S). Acquedotto pugliese conferma così, con la Regione Puglia, la volontà di rendere fruibile ai tanti cicloamatori ed escursionisti, le stradine di servizio della storica infrastruttura che per prima ha portato l’acqua in Puglia, una grande condotta idrica che parte dal Sele, in Campania e arriva nel tacco della Puglia per circa 474 km.

La spinta dell’assessore regionale Giannini “Qui siamo nel cuore della Valle d’Itria: Locorotondo, con le sue 146 contrade, Cisternino, Martina Franca. Tre comuni contigui che coinvolgono tre Provincie: Bari, Brindisi e Taranto- prosegue la nota di Ap – un crocevia di bellezze naturalistiche, un comprensorio unico ed irripetibile”. Ne è un convinto sostenitore l’assessore Giovanni Giannini, con delega ai Trasporti, reti e infrastrutture per la mobilità, Mobilità sostenibile, Lavori pubblici, Risorse idriche e tutela delle acque: “La ciclovia rappresenta un potente strumento di promozione del territorio ed allo stesso tempo un volano di sviluppo economico, che arricchisce l’offerta turistica regionale. L’idea è quella di proporre un nuovo modo di fare turismo sostenibile e amico dell’ambiente con l’obiettivo di valorizzare il nostro patrimonio infrastrutturale, la nostra storia, anche recente”. La legge di Stabilità del 2016 ha inserito la Ciclovia dell’Acquedotto pugliese tra le prime quattro infrastrutture ciclabili di interesse strategico nazionale (capofila istituzionale del progetto la Regione Puglia). I primi 15 km sono stati messi a norma con fondi della Regione.

 

Nardò – Nuovo regolamento per la tanto attesa ztl (zona a traffico limitato) nel centro storico: se ne parla oggi, 13 giugno, alle 19 al Chiostro dei Carmelitani di corso Vittorio Emanuele. Relatori l’assessore alla Polizia locale e alla Mobilità Ettore Tollemeto, il comandante della Polizia Locale Cosimo Tarantino e il consulente per il Piano urbano della mobilità sostenibile, Cosimo Chiffi. Durante l’incontro verrà presentato il nuovo regolamento per l’accesso alle zone a traffico limitato e alle aree pedonali nel cuore antico della città. L’obiettivo di Palazzo Personè è quello di evitare verticistiche imposizioni dall’alto favorendo in questa decisione, per quanto possibile, il coinvolgimento e la partecipazione attiva della comunità. Per questo l’amministrazione comunale ha invitato i cittadini a intervenire e proporre osservazioni e suggerimenti per migliorare il nuovo regolamento prima che lo stesso segua il suo iter (commissioni preposte e Consiglio comunale). (nelle foto da sinistra Tollemeto, Chiffi, Tarantino)

«Vogliamo condividere il regolamento con gli interessati e con tutta la città – dichiara infatti l’assessore Ettore Tollemeto – non solo in questo incontro ma per il tempo che servirà ad accogliere il punto di vista di chi vive nel centro storico, ci lavora o lo frequenta. Il regolamento ha un suo impianto già definito e non cambierà nei princìpi di fondo ma ovviamente è migliorabile con contributi utili e costruttivi. Quello che è certo – conclude l’esponente della giunta Mellone – è che dovrà cambiare profondamente l’approccio di tutti a questa zona della città. È arrivato il momento di dimostrare che siamo capaci di stare al passo con le città che da tempo hanno reso i centri storici luoghi profondamente vivibili».

Come si ricorderà, a fine 2017 l’Amministrazione comunale annunciò per il 2018 la chiusura totale al traffico del centro storico già a partire dalla primavera e l’apertura di un presidio di polizia urbana in piazza Salandra per tre giorni a settimana. Un segnale che aveva fatto ben sperare residenti e non solo, specialmente chi abita in zone prese d’assalto dagli automobilisti perché non comprese nell’area monumentale attorno a piazza Salandra, già formalmente chiusa al traffico dal 2015. Ad oggi il presidio di polizia locale è effettivamente attivo ma della tanto attesa chiusura totale al traffico nemmeno l’ombra. Probabilmente sarà lo stesso Tollemeto, domani, a chiarire anche questo aspetto.

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NARDÒ. È proprio un grande ambizioso e lungimirante risultato ottenuto “dal basso”, proprio come si chiama il comitato nato un paio di anni fa per volontà di una trentina di soggetti, tra associazioni e cooperative ambientali, turistiche, sportive coordinate da Cosimo Chiffi (foto) di Nardò. Il miracolo si chiama burocraticamente “Protocollo d’intesa” tra i ministeri dei trasporti, dei Beni culturali, le Regioni Campania, Molise e Puglia, e stabilisce tempi e modi per realizzare la Ciclovia del’Acquedotto pugliese, 500 km da fare tutti ed esclusivamente in bicicletta, seguendo le strutture e le stradine di servizio già in gran parte esistenti, dell’Aqp, a partire dalla fine del 2018. Nel pacchetto firmato nei giorni scorsi il via libera è stato dato anche alla Ciclovia del Sole (Verona-Firenze) e alla Ciclovia Vento (Venezia-Torino). Compagne di tutto rispetto per l’infrastruttura campano- molisano-pugliese, inserita tra le priorità nazionali nella legge di stabilità di quest’anno, per iniziativa corale dei parlamentari pd della Puglia. «Le risorse per i progetti di fattibilità rileva l’on. Salvatore Capone saranno assegnate con decreto ministeriale a valere sui 91 milioni stanziati complessivamente per il triennio 2016-18». La pista sarà realizzata nel rispetto degli standard che ne prevedono l’utilizzo da parte di utenti con diverse abilità e garantita “user-friendly, quindi con larghezze e pendenze prestabilite. Il progetto è stato seguito con particolare attenzione dalla precedente Amministrazione comunale (Sindaco Risi e assessore Filograna), non solo per la portata ambientale e turistica, ma anche per definire al meglio il tracciato dei 37 km che si snodano da Arneo-Boncore alla città per poi proseguire verso Galatone e Seclì, passando tra masserie fortificate (Fattizze, area della Pista di collaudo, Zanzara, Agnano fino ai Pagani), muretti a secco e paesaggi rurali. Il tracciato è stato infine collegato alla Ciclovia degli Appennini, progetto di cooperazione internazionale, mentre è in piedi la proposta di collegarlo anche alla rete ciclabile europea, precisamente all’itinerario Londra-Roma-Brindisi.

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...