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Corteo storico Murattiano

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ALEZIO. Ha riscosso molto successo e larghissima partecipazione la IV edizione del “Corteo storico murattiano” organizzato lo scorso 21 luglio dalla Pro loco. In centinaia, tra figuranti e pubblico, hanno affollato piazza Vittorio Emanuele II. Prima della partenza del “Corteo”, la banda della città di Taviano insieme a quella aletina degli “Amici di San Rocco” si sono esibite con l’Inno di Alezio, (composto agli inizi del ‘900 da Agostino Cataldi), e quello del Re di Paisiello, accompagnate dal coro polifonico di figuranti popolani. Ad animare la serata ci hanno  pensato anche giocolieri e  mangiatori di fuoco che si sono esibiti durante il tragitto del “Corteo”.

Ma quest’anno l’evento ha avuto qualcosa di speciale in quanto ricadeva esattamente a 200 anni dalla visita di Murat al vescovo di Gallipoli (città che proprio nel 1813 inglobava Alezio come frazione rurale). Il “Corteo” (ripreso dalla “GiraSud film” che ne ha fatto un dvd a breve disponibile presso la Pro loco) si è concluso presso largo Fiera, dove le coppie di figuranti di corte si sono esibite con alcuni balli tipici dell’età murattiana sulle note di orchestra composta da otto musicisti professionisti.

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Quarta edizione, di successo, per il “Corteo storico murattiano” a cura della Pro loco, ma per la prima volta l’evento è ricaduto precisamente a 200 anni dalla visita di Murat al vescovo di Gallipoli (città di cui Alezio era frazione nel 1813). Domenica 21, i figuranti di corte hanno affollato piazza Vittorio Emanuele II tra canti, balli e degustazioni a tema. L’evento è stato pubblicizzato anche sulla pagina facebook dell’associazione.

Le foto sono di Emiliano Picciolo. Per gli approfondimenti, consulta l’articolo dell’edizione cartacea.

 

Un momento del corteo in piazza Sandro Pertini. Sotto, piazza Vittorio Emanuele II gremita di gente.

Alezio. Grande partecipazione di pubblico per la terza edizione del “Corteo storico murattiano”  organizzato dalla “Pro Loco” di Alezio. Quest’anno l’evento ha avuto la partecipazione straordinaria dell’associazione “Gioacchino Murat” di Pizzo Calabro, con il presidente Giuseppe Pagnotta. Il corteo, partito da piazza Vittorio Emanuele II, ha poi sfilato per le vie del paese “percorrendo” un viaggio nel diciannovesimo secolo con abiti e cibi caratteristici dell’epoca borbonica.

Gli abiti realizzati a regola d’arte e “animati” dal portamento dei figuranti, hanno strappato gli applausi e i complimenti di tutti gli spettatori, molti dei quali provenienti anche dai paesi limitrofi. Alla fine del corteo tutti a “A tavola con… Gioacchino” con la degustazione presso la “Vinolea”. Erano presenti, tra gli altri, il sindaco Vincenzo Romano e gli assessori Walter De Santis e Paola De Mitri.

«Sono molto contenta del risultato ottenuto e soprattutto della tanta gente che ci ha accolto con grande calore in piazza», ha affermato la presidente della Pro Loco Tina Levantaci.

Il “Corteo murattiano” cresce, dunque, di anno in anno arrivando a contare ben quarantacinque figuranti, tra cui sei provenienti dalla Calabria.

NP

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La coppia regale in piazza Vittorio Emanuele II. Foto di Emiliano Picciolo

Alezio. Sotto lo sguardo austero del re Gioacchino Murat, i sudditi hanno dato prova della loro fedeltà, con un caloroso saluto al suo passaggio, sventolando le bandierine e gridando “Viva il re”.

Sua maestà, dall’alto della carrozza che lo portava verso il banchetto allestito in suo onore, non si è scomposto ed ha salutato la folla con un gesto della mano. Accanto a lui la consorte, Carolina Bonaparte, sorella minore di Napoleone.

La banda festosa precedeva il corteo. Una volta arrivati sul sagrato della Lizza, il re ha preso posto alla tavolata, ai suoi lati gli altri componenti della famiglia reale. A turno, i sudditi hanno reso omaggio portando sul tavolo graditi doni (il re era goloso), frutto dei loro sacrifici.

Poi, sempre con fare solenne, Murat ha dato inizio alle danze, ballando con la sua regina un vorticoso walzer (appena diffuso in Europa venne considerato un ballo scandaloso, per via del modo troppo stretto di ballare), lasciando dopo il centro della piazza agli altri commensali. Fuochi d’artificio per suggellare la festa che poi è proseguita con la degustazione di piatti tipici e allegria generale.

Tutto è stato ricostruito fin nei minimi dettagli, ogni gesto, ogni cosa, dai vestiti al modo di comportarsi durante un pranzo ufficiale, sono stati tratti dal modo di vivere della società dell’800. La seconda edizione del “Corteo storico Murattiano” è stata, ancora una volta, la dimostrazione che la storia è spettacolare. Non è stata semplice da organizzare, viste le ristrettezze economiche di tutti, ma fortemente voluta, perchè dalla storia si traggono esempi ed insegnamenti.

I ringraziamenti per la buona riuscita della manifestazione sono andati, in primis, alla professoressa Tina Levantaci della Pro Loco, che ha condotto gli studi necessari per la completa ricostruzione della serata. A lei il compito di raccontare cosa succedeva in quei tempi. «Ringrazio anche le associazioni che hanno dato un contributo; il Comune e tutti coloro che, lavorando in silenzio e dietro le quinte, hanno reso possibile lo spettacolo, dalle sarte ai parrucchieri», ha concluso la prof. Levantaci.

Ilaria Lia

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...