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Stefano Minerva

Gallipoli – “Leggendo l’esposto di “Gallipoli Futura” pubblicato sui media locali,  mi sono meravigliato che non sia stata interessata anche la Corte  europea dei Diritti dell’Uomo, considerando l’elenco di enti coinvolti  da parte di chi tenta di spostare l’agone politico dalle aule consiliari  a quelle contabili, amministrative e penali”: comincia così la replica del capo dell’Amministrazione comunale, Stefano Minerva, alla conferenza stampa del gruppo di opposizione guidato da Flavio Fasano, in cui è stato annunciato l’invio di un esposto riguardante il bilancio di previsione 2018-20, la gestione dei rifiuti con presunti aggravi sulle tasche dei cittadini, il contributo per il “Carnevale 2018” (articolo più dettagliato su questo sito).

. “Purtroppo credo che  l’ironia sia il solo modo per rispondere a chi, da due anni a questa  parte, ha l’ossessivo pensiero di attaccare quest’Amministrazione  comunale – prosegue il Sindaco Minerva – e non riuscendoci a livello politico, sposta l’asticella sul  versante giudiziario lo stesso che, ogni volta che è stato adito, ha  soltanto legittimato l’operato della civica Amministrazione. Non è la  prima volta e, conoscendo qualcuno, credo proprio non sarà nemmeno  l’ultima”. L’obiettivo dell’associazione culturale e politica sarebbe insomma – per il primo cittadino quello di screditare “ogni atto dell’Esecutivo cittadino, non avendo ancora digerito il democratico responso di due anni fa”,, fino a criticare anche atti e provvedimenti “già consolidati dalla prassi amministrativa: “Lampante, a tal  proposito – rileva Minerva – è la questione della pulizia della spiaggia della Purità, che  si fa da sette anni e che ha visto altre amministrazioni, politiche e  commissariali, adottare lo stesso atto che anche noi, come lo scorso  anno, abbiamo approvato. Solo che se la firma è del sindaco Minerva si  deve necessariamente gridare allo scandalo, perché questa è  l’opposizione del “tutto va male” anche di fronte ad azioni positive per  la comunità cittadina”.

Circa le questioni sollevate  dall’esposto “urbi et orbi” (spedito alla Corte dei conti di Puglia, Guardia di finanza di Lecce, Ispettorato per la Funzione pubblica e Ministero Economia e finanza di Roma) “avrò modo e tempo di replicare in modo  puntuale e preciso a quanto messo nero su bianco dai denuncianti che  hanno avuto tempo e modo di dileggiare anche il Dirigente del Settore  finanziario, cui invece va tutta la stima e solidarietà mia personale e  dell’Amministrazione comunale per le capacità tecniche e le qualità  umane”. “Per adesso posso dire – conclude il Sindaco – che si tratta di atti e procedure vagliati  ed approvati tecnicamente, per la regolarità, da un organo terzo quale è  quello dei Revisori dei conti, su cui si gettano ombre soltanto perché,  per l’appunto, ha attestato la legittimità del nostro operato. Intanto,  mentre qualcuno concentra le proprie energie per prepararsi al prossimo  esposto ed all’ennesima denuncia, noi continuiamo a governare ed  amministrare nell’interesse esclusivo di questa comunità cittadina”.

Gallipoli – “Non ci sono le condizioni per poter collaborare con questa Amministrazione comunale”. “Inizia una protesta civile e democratica contro l’inagibilità democratica nel Comune di Gallipoli”: Cambiano le parole ma il messaggio è simile, sia che lo esprima un adirato presidente dell’associazione, Luigi De Tommasi, sia che lo invii un convinto capogruppo, Flavio Fasano. Al Consiglio del 22 prossimo due sedie quindi rimarranno vuote, quella di Fasano e l’altra del consigliere Giuseppe Cataldi. Non vogliono condividere responsabilità “pesanti”- a seguito di precedenti che risalgono al Consiglio comunale di marzo sul piano economico e finanziario sulla gestione dei rifiuti ed a quello successivo sul bilancio di previsione 2018-20 – con altri conti, riguardanti questa volta il conto consuntivo finale dell’anno 2017.

I tre presunti danni arrecati al Comune e all’Erario Presentatisi con un mucchio di documenti (pareri di revisori e dirigenti del settore, verbali densi di dichiarazioni e controrepliche, raffronti di piani economico finanziari non combacianti, come nel caso della Tari), Fasano e De Tommasi hanno annunciato la denuncia presentata alla Corte dei conti di Bari (procuratore regionale e presidente sezione regionale di controllo), Ispettorato per la Funzione pubblica di Roma, al Ministero economia e finanza di Roma, alla Guardia di finanza nucleo polizia tributaria di Lecce, “tre aspetti di danno erariale”. I presunti illeciti riguarderebbero appunto il piano economico finanziario per il servizio rifiuti 2018 di marzo scorso , il bilancio di previsione e l’organizzazione e il finanziamento della manifestazione del Carnevale 2018. “Questi in estrema sintesi i tre gravi aspetti emersi a carico di quei Consiglieri comunali – Sindaco compreso – che con il loro voto espresso in Consiglio comunale, ignorando volontariamente ogni e qualsiasi approfondimento su quanto i sottoscritti Consiglieri avevano formalmente eccepito – sostengono da GF – hanno realizzato un “falso contabile” e “danno erariale” con la complicità di funzionari e dirigenti nonché con la responsabilità dell’Organo di revisione”. “I documenti parlano chiaro – affermano Fasano e De Tommasi – ed è nostro dovere esporre tutto quanto affinché vengano adottati, con la dovuta urgenza che il caso richiede, i doverosi provvedimenti tesi ad eliminare il “danno” ed a perseguire chi si è reso dolosamente (perché avvertito in tempo!) responsabile di quanto causato alla comunità cittadina”.

Capitolo Rifiuti Oltre ad un “illegittimo” regime di proroghe (quattro), l’accusa è quella di una “incidenza di ben 1 milione 300mila euro in più all’anno (a far data dal 21 novembre 2017 posta come Tari a carico dei cittadini con vantaggio solo per la ditta esecutrice dell’appalto”. “Falsità” o errore grave sarebbe la non corrispondenza tra il piano economico presentato dalla società vincitrice dell’appalto dell’Aro di cui fa parte Gallipoli (pari a 5 milioni 80mila euro) e il piano economico del Comune (4 milioni 560mila euro). “Se fosse già entrato in funzione il nuovo appalto Aro, il costo sarebbe sceso appunto di 1 milione 300ila euro”, è stato spiegato. Circa i 28 addetti in più in attesa di sistemazione affidando loro servizi e incombenze particolari (quindi in aggiunta a quanto previsto dall’appalto, “sono passati due anni e non si è fatto niente: noi eravamo d’accordo e siamo d’accordo”.

Capitolo Bilancio 2018-20 La “peggior situazione in cui io, che ho una esperienza ormai quasi quarantennale, mi sia trovato” sarebbe costituita dal bilancio di previsione per quest’anno, ha rilevato Fasano che, insieme al presidente De Tommasi, non ha lesinato valutazioni negative circa il dirigente dell’ufficio che se ne occupa. La “mostruosità” sarebbe rappresentata dalle somme che ruotano intorno al Piano sociale di zona, qualcosa di “impossibile da non denunciare”: “Ben 356.954 euro di somme a destinazione vincolata (piano sociale di zona, ndr) sono state impropriamente destinate a “spese correnti” e ciò pone gravissimi dubbi sulla “fedeltà” di questo bilancio”. Il dirigente, durante il Consiglio comunale, ha fatto riferimento “ad una fase in cui stiamo chiudendo la programmazione 2014-16” con proroga nel 2017: “L’anno prossimo, con la programmazione 2018/2020 o forse appena verrà approvata, ci sarà l’entrata, una variazione complessiva derivante dall’approvazione del nuovo piano di zona 2018/2020 che mi dicono che è in cottura”, Il dirigente ha aggiunto che alcuni Comuni non stanno corrispondendo le somme dovute; c’è inoltre un Comune in dissesto (Melissano) Questa risposta ha convinto Sindaco e consiglieri di maggioranza ma non l’opposizione che adombra il reato di falsità in atti pubblici.

Capitolo Carnevale 2018  “Non abbiamo niente contro le associazioni, anzi; ma proprio perché le rispettiamo, vorremmo che tutto si svolgesse in modo trasparente e serio”: con questa premessa Fasano ha aperto un altro capitolo spinoso per il Comune, a suo dire. La tassa sulle affissioni “affidata” all’associazione per il Carnevale gallipolino sarebbe del tutto illegittima e “ad ogni modo, è impossibile delegare ad una associazione la riscossione di una tassa come quella per la pubblicità e il suolo pubblico: si volevano dare 40mila euro al Carnevale” Lo si poteva fare senza fare giri fuori dalle norme”.  “Succederà lo stesso per la festa di Santa Cristina”, ha chiosato De Tommasi. “Siamo di fronte ad una palese incapacità politica del Sindaco, degli assessori che si è scelto e dei variegati e saltellanti suoi consiglieri comunali. Ad una Amministrazione che si autodefiniva eccezionale, avremmo preferito una Amministrazione semplicemente normale”, la chiusa ironica infine di Fasano.

 

 

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Nardò – La sentenza della Corte dei conti di Bari, che ieri ha assolto l’ex sindaco Marcello Risi e altri 15 tra funzionari e amministratori del periodo 2011-2016 dall’accusa di aver commesso gravi irregolarità nel bilancio 2012, ha scatenato reazioni in entrambi gli schieramenti, essendo stato un tema che aveva acceso uno dei tanti scontri politici. Tutto era nato quando gli allora consiglieri comunali di minoranza Giuseppe Mellone e Oronzo Capoti – oggi sindaco e vicesindaco – aveva presentato un esposto alla Corte dei conti chiedendo di accendere un faro sul bilancio 2012 redatto della giunta Risi, “sospettando” un mancato rispetto del patto di stabilità ed uno slittamento voluto di debiti fuori bilancio all’anno seguente.

“Ora pagate di tasca vostra gli avvocati. E dimettetevi” Il consigliere comunale del Pd Lorenzo Siciliano oggi esulta: «I conti del Comune erano in perfetta regola. La Corte dei conti – dichiara – – ha posto la parola fine a una macchina del fango tenuta in moto per anni, assolvendo tutti gli ex amministratori di maggioranza finiti nel tritacarne del duo Mellone-Capoti». Alcuni di quegli ex amministratori finiti sotto accusa oggi siedono con Siciliano tra i banchi della minoranza, vedi Daniele Piccione (capogruppo Pd) e Roberto My (Art.1). «La Corte dei Conti pone invece un decisivo interrogativo – conclude – sulla gestione di Mellone, Capoti, Lupo e tutta la loro fallimentare amministrazione, stabilendo che l’ex (oggi riassunto) Dirigente Falco, nelle sue controdeduzioni fornite alla Magistratura contabile, ha commesso un clamoroso errore. Una condanna che costerà circa 15mila al Comune per il pagamento delle spese legali. Paghino di tasca propria questa spesa resasi necessaria grazie a un esposto inutile a firma Mellone e Capoti. E immediatamente dopo rassegnino le loro irrevocabili dimissioni».

Alla richiesta di dimissioni da parte di Siciliano si associano anche la segreteria cittadina del Pd e Lucio Tarricone del Centro studi “Salento Nuovo”. «Dimettetevi – è l’appello finale del circolo neretino del Pd alla maggioranza dopo aver in una nota attaccato non solo l’attuale Giunta ma anche quella retta da Antonio Vaglio precedente all’insediamento di Risi nel 2011 – poiché un gesto di dignità salverebbe anche le vostre tasche». Tarricone affronta anche l’argomento “propaganda” e ricorda i manifesti di pochi mesi fa  (foto) “con i quali Andare Oltre metteva alla berlina Risi e gli altri consiglieri comunali, e le dichiarazioni con selfie di Mellone e Lupo” con cui si chiedevano le dimissioni di Falangone, Marinaci, Piccione e My (attualmente consiglieri comunali di minoranza).

L’assessore Lupo: “Abbiamo dato anche noi una mano a ricostruire in modo esatto i fatti”  Agli attacchi risponde per la maggioranza Tony Romano, consigliere comunale di AO. «L’assoluzione – dichiara, riferendosi all’ex sindaco Marcello Risi – è una buona notizia (anzi, complimenti!) ma in questo caso non fa di lui in automatico un mago dei conti e della finanza pubblica. Marcello Risi resterà sempre il sindaco dei bilanci di previsione approvati a Natale, della perpetua gestione in dodicesimi, delle casse lasciate completamente vuote, della mancata sorveglianza sui conti della farmacia comunale e quindi del super ammanco». Infine il commento, piuttosto atteso, dell’assessore al Bilancio Gianpiero Lupo: «La sentenza di cui si parla riguarda esclusivamente la scelta fatta dal Procuratore della Corte dei conti di verificare se, come avvenuto per il 2011, anche nel 2012 i conti del Comune fossero stati artefatti. Nel corso dell’istruttoria – prosegue Lupo – è stato necessario l’impegno da parte dell’attuale Amministrazione comunale e del dirigente preposto al fine di ricostruire in modo esatto i fatti, proprio per evitare che le sanzioni chieste dal Procuratore fossero accolte dalla Corte. Infatti, in caso condanna da parte di Risi e dei suoi, a pagarne le conseguenze sarebbe stata anche l’attuale Amministrazione con tagli di risorse, blocco delle assunzioni del personale e riduzione delle indennità delle cariche istituzionali. Può apparire paradossale – conclude – ma, almeno questa volta, gli interessi dell’Amministrazione comunale erano perfettamente coincidenti con quelli dell’opposizione».

De Tuglie: “Penso che alcuni genii dei bilanci poi tanto geniali non siano” Fuori dai cori e con la solita punta di ironia, in merito ai conti contestati dall’allora minoranza ecco infine il commento dell’ex assessore comunale (fino all’uscita dalla Giunta per un rimpasto voluto da Mellone) Graziano De Tuglie: “Penso che alcuni genii dei bilanci poi tanto geniali non siano”, ha scritto su Facebook l’ex amministratore con delega all’Ambiente.

 

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Nardò  – “Fate le pulci alla nostra corrispondenza interna senza nemmeno capirne il contenuto. Bastava chiedere e vi avremmo spiegato il senso… sarete a breve sbugiardati. Peccato che non siate stati altrettanto attenti quando provavate a governare visto che la Procura della Corte dei Conti continua a chiedere di voi”: questa è finora l’unica reazione da Palazzo Personè, sede del Comune, sul problema delle ristrettezze di cassa segnalate dal dirigente del settore con invito a bloccare o quasi i pagamenti fino a gennaio, quindi col nuovo esercizio finanziario. L’ha firmata questa mattina su Facebook Gianpiero Lupo, assessore comunale al Bilancio della Giunta di Giuseppe Mellone, già revisore dei conti dello stesso Comune dal 2006 al 2012 e che affianca al testo la recente lettera della Corte dei conti su precedenti conti e bilanci.

Dal Palazzo pochissime repliche. Per il resto, nonostante un apparato comunicativo di tutto rispetto, silenzio assoluto o quasi. Sempre sulla rete sociale, prende la parola il consigliere di “Andare oltre”, Marcello Greco: “Io personalmente, in quanto consigliere di maggioranza, non sento la necessità di essere rassicurato giacché conosco perfettamente la situazione e la cura con la quale si sta operando in ambito finanziario. Quei consiglieri che vomitano sentenze, che verranno puntualmente smentite dai fatti – afferma Greco – avrebbero fatto bene a chiedere rassicurazioni prima di fare l’ennesima magra figura. Sono convinto che sia loro dovere fare opposizione, farla in maniera seria e documentata. Ci sono persone che stimo e che sono certo farebbero molto meglio prendendo le distanze da chi, invece, in maniera strumentale quotidianamente stravolge la verità dei fatti”.

L’ex Sindaco vuol portare tutti i documenti alla Corte dei conti. Mira all’assessore, fino al 2012 revisore? Non tace, ovviamente, l’opposizione. Forse sollecitato dall’ennesimo riferimento alle sue gestioni (il riferimento è al post dell’assessore Lupo con tanto di lettera della Corte dei conti di Bari), ritorna sul tema delle casse in sofferenza e delle presunte responsabilità l’ex Sindaco Marcello Risi: “Comunico che in data odierna, nella mia qualità di sindaco della Città di Nardò dal giugno 2011 al maggio 2016, ho richiesto un incontro al Procuratore regionale presso la Corte dei conti pe riferire in merito ai bilanci di previsione e ai conti consuntivi del Comune di Nardò relativi agli anni 2010, 2011, 2012 e 2016. In particolare – scrive Risi – intendo portare all’attenzione della Eccellentissima Corte gravissime violazioni di legge perpetrate fino al maggio 2011 con l’avallo dell’organo di revisione, nonché evidenti illegittimità riferite al conto consuntivo 2016. Parte delle violazioni sono già illustrate in una nota a mia firma inoltrata a Codesta Corte dei Conti nell’anno 2012”. Non bisogna essere particolarmente forti di memoria per capire che il riferimento alle “gravissime violazioni di legge perpetrate fino al maggio 2011 con l’avallo dell’organo di revisione” è un siluro lanciato in direzione proprio dell’assessore Lupo.

Il primo allarme era arrivato da “Officina cittadina”. “A furia di spendere Babbo Natale neretino è rimasto a tasche vuote?” è la retorica domanda invece di Giuseppe Cozza, presidente dell’associazione “Officina cittadina”, che è stata la prima a tirare fuori il problema e che ora si sta lanciando in una campagna di manifesti per farsi conoscere. In una nota del 26 ottobre “Officina cittadina” affermava di aver elaborato “uno studio che, prendendo in considerazione il bilancio del Comune di Nardò e tutte le delibere di spesa assunte fino ad oggi, porta a concludere che le casse comunali dovrebbero essere vuote. Se i nostri calcoli sono esatti occorre prendere atto come la programmazione economica dell’amministrazione Mellone-Lupo non sia stata all’altezza di una città come Nardò”. Rivendicando le critiche “sulla inesperienza di una ‘giovane’ amministrazione che, probabilmente, ha operato guardando più alla propaganda che a una gestione della cosa pubblica puntuale ed efficiente”, l’associazione rilevava retroscena poi appurati anche dai consiglieri di minoranza: “Le ricadute sul territorio e sui cittadini sarebbero estremamente negative, infatti i vari settori amministrativi non potrebbero assumere nuovi impegni di spesa per mancanza di fondi: in altre parole le richieste dei vari settori verrebbero respinte dal dirigente Falco per mancanza di soldi”.

Galatone –  Comune, occhio al bilancio! È una nota del 4 settembre scorso quella con cui la Corte dei conti mette in guardia l’amministrazione Filoni sullo stato delle casse del Comune: “La Corte dei conti ha aperto un procedimento sui bilanci 2013, 2014, 2015 e 2016 approvati dalla passata amministrazione” fa sapere l’assessore al bilancio Maurizio Pinca, che già aveva paventato qualche errore di gestione durante il Consiglio comunale dello scorso 7 agosto.
Pinca passa in rassegna le criticità evidenziate dall’organo di controllo, annunciando già le misure che saranno adottate nei prossimi trenta giorni, d’accordo con i giudici contabili: l’elenco include ritardi legati ad alcuni bilanci e rendiconti, erronee destinazioni di spesa, il ricorso ad anticipazioni di tesoreria in diverse annate (per un ammontare di oltre 2 milioni di euro), molti buchi di denaro dovuti a una non efficiente riscossione delle imposte comunali, il non rispetto del patto di stabilità nel 2014 e del limite di somme da spendere per convegni, mostre, pubblicità, arredamento. L’amministrazione sembra puntare soprattutto alla riscossione delle tasse non versate: “Si adotterà – spiega Pinca – una procedura mediante ingiunzione fiscale, più facile da monitorare, che comporterà uno sforzo organizzativo per l’ente, ma in questo momento resta l’unica alternativa. Se non adottiamo le misure correttive – sottolinea – l’ente andrebbe incontro entro un anno a un completo dissesto”.
Pinca non manca di pungolare Nisi, facendo sapere anche che sarà impugnata la richiesta di 600mila euro di pagamento da parte di “Progetto Ambiente”: “Le somme richieste a tal fine dal sindaco Nisi con l’aumento del 25% della Tarsu non sono state accantonate come promesso”.
Interpellato, l’ex sindaco rassicura: “Non ho ancora preso visione della relazione – dice – ma la Corte dei conti manda quel documento ogni anno, e sempre ci sono state delle piccole criticità che non sono insormontabili come quest’amministrazione fa sembrare. Alcuni ritardi di pochi giorni sono normali, approfondiremo la vicenda dalla prossima settimana”.

corte dei contiGALLIPOLI. L’assestamento del bilancio comunale è stato approvato con i voti della maggioranza nell’ultimo Consiglio comunale, ma rimane il nodo delle criticità evidenziate dalla Corte dei conti con una delibera notificata in Comune il 15 novembre scorso e da discutere per le controdeduzioni in aula. La data di notifica ha scatenato la bagarre politica e portato il gruppo di Flavio Fasano e Gallipoli Futura ad abbandonare l’aula dopo la presentazione di una interrogazione per contestare “l’occultamento” dell’atto della magistratura contabile, notificato poi ai consiglieri subito dopo la chiusura dei lavori consiliari. Il sindaco Stefano Minerva e il presiedente del Consiglio Rosario Soli- doro hanno affermato che “non è stato nascosto nulla” e che nei 60 giorni concessi per la discussione l’atto e le relative osservazioni saranno portate in Consiglio.

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comune-melissanoMELISSANO. La sentenza della Corte dei conti, depositata lo scorso 10 novembre e riferita all’adunanza pubblica del 13 ottobre, ha messo la parola “fine” alle speranze di evitare il dissesto finanziario per l’Amministrazione comunale di Melissano. I giudici ritengono “che l’ente non sia in grado di porre in essere gli interventi correttivi atti a sanare le criticità riscontrate e che ricorrano le condizioni dello stato di dissesto finanziario”. Nelle conclusioni, la Corte sottolinea che “è evidente che il Comune di Melissano, non disponendo di mezzi finanziari sufficienti ad estinguere la cospicua, quanto indeterminata massa debitoria, né potendo utilizzare, oltre i limiti legali, il flusso di liquidità concesso dal tesoriere, gestisce un bilancio gravemente squilibrato, inidoneo a fronteggiare validamente le obbligazioni liquide ed esigibili”. Si evidenzia, inoltre, che “l’ente non ha adottato le necessarie misure correttive per superare gli squilibri di bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario e, conseguentemente, la situazione di cronica e persistente insolvenza, già rilevata da questa Sezione nei precedenti pronunciamenti, si è fortemente consolidata, se non addirittura aggravata”. Per i giudici, anche la documentazione presentata dalla nuova Amministrazione “non ha fornito un dato unitario ed esaustivo della situazione debitoria dell’ente”

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consiglio-racale-23-1-15RACALE. Con delibera del 13 novembre 2015 la Corte dei Conti regionale ha giudicato congruo il piano di rientro approvato dal Consiglio comunale a fine agosto dello scorso anno. Il provvedimento fu sollecitato dalla magistratura contabile, che, con la delibera del 1° luglio, aveva ammonito l’Ente per via di alcune irregolarità contabili sui bilanci 2011, 2012 e 2013.
La sentenza è stata letta e discussa nel Consiglio comunale del 29 dicembre. Per il sindaco Donato Metallo “è massima la soddisfazione di questa Amministrazione dopo la risposta della Corte dei Conti che dà un parere di congruità al nostro piano di rientro, parla di trend di miglioramento nei conti pubblici e giudica dettagliato il programma delle entrate tributarie”. Metallo ha poi aggiunto: «I fatti, oggi, smentiscono tutti gli uccelli del malaugurio: all’inizio del nostro mandato avevamo otto milioni di buco, tra cui cinque e mezzo tra debiti fuori bilancio e transazioni e due e mezzo di anticipazioni di cassa. Gli ultimi dati, ora, ci dicono che il debito è sceso a un milione e ottocentomila e l’anticipazione di cassa dovrebbe essere sotto i due milioni e mezzo. Il tutto agendo non solo sull’imposizione tributaria, ma anche su taglio a costi e spese, recupero dell’evasione, alienazioni e fitti».

Approvazione con riserva dalla capogruppo di “XlaCittàNuova” Maria Stella Marzano: «Tutti i rilievi della Corte dei Conti erano stati ampiamente rilevati, per tempo, dal consigliere Ria. Il vostro ritardo nell’adempiere ha provocato a voi stessi e alla cittadinanza un notevole danno di tempo e d’immagine. Se, magari, aveste agito sull’evasione nel primo anno di mandato, forse ci saremmo risparmiati un po’ d’interessi passivi sulle anticipazioni di cassa. Comunque, la Corte invita il Comune a stare con gli occhi aperti e rileva criticità. Ci auguriamo che queste siano tenute d’occhio».

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Il Municipio, in basso da sinistra Donato Metallo e Lorenzo Ria

12 - Lorenzo Ria - opposizioneRACALE. Arriva il “cartellino giallo” della Corte dei conti sui bilanci relativi al 2011, 2012 e 2013. Con sentenza del 1° luglio, i giudici contabili hanno evidenziato alcune irregolarità, tra cui “uso spropositato delle anticipazioni di cassa”, “pagamento di debiti fuori bilancio senza preventivo riconoscimento” e “sovrastima delle entrate tributarie”. Il Comune, ora, avrà 60 giorni di tempo per presentare un piano di rientro correttivo, altrimenti gli atti passerebbero al prefetto che darebbe il via alla procedura di dissesto.
«Racale è sull’orlo del dissesto – scrive la minoranza di “XlaCittàNuova” – durissime le parole dei giudici contabili che dipingono una situazione disastrosa dei conti del Comune, derivante dal passato ma che è andata peggiorando durante l’Amministrazione Metallo fino a toccare questo punto di non ritorno». Il gruppo di Lorenzo Ria aggiunge che “il movimento non può che accogliere con amarezza questo pronunciamento e sottolineare che da tre anni cerca, invano, di attirare l’attenzione su tali problematiche. Non ci resta che denunciare, ancora una volta, l’incapacità e l’inerzia di quest’Amministrazione che sta trascinando il Comune nel baratro».

Nella sua replica, il sindaco Metallo ricorda “di aver ereditato una situazione debitoria difficilissima” ed elenca, tra le altre, le manovre di risanamento finanziario attuate: taglio ai costi della politica, al personale, agli sprechi “ma non ai servizi”, alle spese legali, valorizzazioni e alienazioni mobiliari, risparmio per un milione per transazioni e controlli, pagamento di debiti per tre milioni e intercettamento di finanziamenti per 26 milioni.
Poi commenta: «La situazione è oggettivamente migliorata rispetto a tre anni fa, ma milioni di euro di debiti non si cancellano in poco tempo. Serve lavoro, sacrificio, creatività, tutto ciò che noi stiamo cercando di fare. Noi lavoriamo e ci siamo assunti responsabilità immense per scempi fatti da altri, c’è chi invece vuole solo “gufare”, tagliare e aumentare il costo di tutti i servizi ed è pronto solo a criticare senza una minima idea costruttiva. Ma noi racalini diamo il meglio nei momenti più difficili. Ce la faremo».

vincenzo romano sindaco alezio

Romano: «Prendiamo atto della pronuncia della Corte e faremo del nostro meglio. Due dei parametri sono già superati». Luchina: «Abbiamo chiesto di essere coinvolti in prima linea per ripristinare gli equilibri di bilancio»

ALEZIO. La Corte dei conti “ammonisce” il Comune di Alezio. Con una pronuncia, l’organo di controllo ha dichiarato la presenza di alcune irregolarità, risalenti al 2012, che rischierebbero di far cadere l’ente in uno stato deficitario. Nello specifico, sarebbero stati superati quattro, dei cinque parametri oltre i quali si concretizza lo stato di “deficitarietà strutturale”, come previsto dal  Testo unico degli enti locali.
L’Amministrazione comunale ha, comunque, fornito i necessari chiarimenti alla Corte dei conti, spiegando come il superamento dei parametri, sia dovuto “alla costante presenza di debiti fuori bilancio provenienti da sentenze esecutive sfavorevoli, ai tempi di riscossione della Tarsu e ai pagamenti di spese legali relative ad alcuni procedimenti in corso”. «Per quanto riguarda i parametri – ha spiegato il sindaco Vincenzo Romano, in sede di Consiglio – già nel 2013, quindi nel consuntivo successivo al 2012, due di questi parametri sono stati superati. Ne rimangono quindi due. Prendiamo atto della pronuncia della Corte, ci impegneremo e ci impegniamo a fare del nostro meglio».

Intanto l’opposizione si è dichiarata favorevole alla collaborazione con la maggioranza per risolvere queste “criticità”.
«Noi dell’opposizione abbiamo chiesto alla maggioranza di coinvolgerci in prima linea per cercare, insieme, di rimuovere le irregolarità e ripristinare gli equilibri di bilancio, magari istituendo una commissione permanente di bilancio, chiedendo la collaborazione dei cittadini, quindi promuovendo la cittadinanza attiva ed evitando l’esternalizzazione dei servizi pubblici», ha affermato Rocco Luchina, consigliere di minoranza.

comune casarano nuove  (3)CASARANO. La Corte dei conti boccia il Piano di riequilibrio pluriennale del Comune di Casarano e ne preannuncia il dissesto. La valutazione degli “obiettivi intermedi” relativi al 2013 porta i magistrati contabili a parlare di “un brusco peggioramento della situazione finanziaria dell’Ente”: ciò è scritto nella deliberazione dello scorso 10 settembre della “Sezione regionale di controllo per la Puglia” che questo pomeriggio il Consiglio comunale si è trovato a dover discutere, per la sua inevitabile presa d’atto, in sessione straordinaria con estrema urgenza. La Corte dei conti, dopo aver elencato una serie di “forti criticità” (“sin dal rendiconto 2007”), anticipa che il “reiterare” dell’attuale situazione porterà all’inevitabile procedura di “dissesto finanziario” con la nomina di un Commissario. In sostanza, “la reale situazione dell’Ente è di molto peggiore rispetto a quella considerata nel Piano di riequilibrio”.

Sotto accusa la “debolezza” degli strumenti messi in campo per ripianare uno squilibrio di Bilancio di oltre 14 milioni di euro ed il ruolo avuto dalla società di cartolarizzazione “Casarano, città contemporanea” costituita nel 2010 per dismettere il patrimonio comunale. “La società – scrive ancora la Corte dei conti – ha pagato al Comune il prezzo dei beni acquistati dallo stesso con soldi prestati dalla banca stessa”. Oltre ad aver venduto “solo due immobili”, la società “ha registrato varie perdite” (oltre due milioni al giugno scorso) che il Comune ha deciso di accollarsi “senza esserne obbligato”. Lo stesso fondo di rotazione concesso con l’approvazione del Piano di riequilibrio, pari ad oltre 5 milioni di euro (“tra l’altro da restituire”) non poteva essere utilizzato per le spese correnti. Malgrado il Comune abbia già comunicato l’intenzione di modificare il Piano stesso (previo parere positivo della Corte), i magistrati contabili sono categorici: “La dichiarazione dello stato di dissesto non è frutto di una scelta discrezionale dell’Ente”. La sola speranza per evitare il commissariamento è quella della “effettiva, rapida, vendita a terzi del patrimonio”.

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CONSIGLIO COMUNALE GENERICA melissano (3)

MELISSANO. C’è un paese col fiato sospeso da prima di Natale. Da quando cioè il proprio Sindaco, Roberto Falconieri, in questo caso riguardante Melissano, è stato convocato a Bari presso la Corte dei conti regionale per fornire ulteriori documenti chiarificatori sulla situazione e sugli impegni da prendere: era il 19 dicembre scorso.

Nel pomeriggio del 20 i magistrati contabili di Puglia hanno esaminato tutto il corposo fascicolo sullo squilibrio dei conti del Comune e sui possibili eventuali rimedi cui ricorrere. Ad oggi non ci sarebbe ancora il verdetto ufficiale ma le insistenti voci in circolazione (anche in altri Comuni che ci sono passati, come Casarano che ha ottenuto il disco verde, o che ci stanno arrivando) dicono di un esito infausto.

A poco sarebbero serviti sia gli sforzi fatti dal gruppo tecnico di salvataggio, nominato da Falconieri e affidato al commercialista ed  amministratore comunale in carica a Taviano, Giuseppe Tanisi, sia la decisione di mettere a capo dei Servizi finanziari l’allora segretario comunale Giancarlo Ria, anch’egli di Taviano, rimuovendo il responsabile in carica, oggetto di critiche e relazioni piene di appunti a suo carico in particolare per i bilanci di tre anni confezionati fino al 2012 (l’Amministrazione Falconieri è stata eletta nella primavera del 2011).

Da quel che si può dedurre, sembrerebbe che i punti critici, evidenziati dalla Corte dei conti nell’aprile scorso davanti ad una prima elaborazione del piano di risanamento comunale, siano rimaste sostanzialmente lì dov’erano o non abbiano trovato convincenti strumenti per essere superati.

Come si ricorderà, già in quella fase di dissesto acclarato da scongiurare presentando in extremis altre proposte risolutive, a convincere i giudici contabili della ineluttabilità della situazione erano stati sei parametri negativi (su undici complessivi) rilevati nelle carte: troppi e troppo pesanti da poter essere invertiti, si vede.

In Comune vige la regola del silenzio. «Aspettiamo di vedere la lettera della Corte dei conti, poi si vedrà il da farsi», dice un amministratore. Si capisce che veranno valutate tutte le possibili vie d’uscita, compresa anche quella del ricorso a Roma.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...