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Nardò  – “Fate le pulci alla nostra corrispondenza interna senza nemmeno capirne il contenuto. Bastava chiedere e vi avremmo spiegato il senso… sarete a breve sbugiardati. Peccato che non siate stati altrettanto attenti quando provavate a governare visto che la Procura della Corte dei Conti continua a chiedere di voi”: questa è finora l’unica reazione da Palazzo Personè, sede del Comune, sul problema delle ristrettezze di cassa segnalate dal dirigente del settore con invito a bloccare o quasi i pagamenti fino a gennaio, quindi col nuovo esercizio finanziario. L’ha firmata questa mattina su Facebook Gianpiero Lupo, assessore comunale al Bilancio della Giunta di Giuseppe Mellone, già revisore dei conti dello stesso Comune dal 2006 al 2012 e che affianca al testo la recente lettera della Corte dei conti su precedenti conti e bilanci.

Dal Palazzo pochissime repliche. Per il resto, nonostante un apparato comunicativo di tutto rispetto, silenzio assoluto o quasi. Sempre sulla rete sociale, prende la parola il consigliere di “Andare oltre”, Marcello Greco: “Io personalmente, in quanto consigliere di maggioranza, non sento la necessità di essere rassicurato giacché conosco perfettamente la situazione e la cura con la quale si sta operando in ambito finanziario. Quei consiglieri che vomitano sentenze, che verranno puntualmente smentite dai fatti – afferma Greco – avrebbero fatto bene a chiedere rassicurazioni prima di fare l’ennesima magra figura. Sono convinto che sia loro dovere fare opposizione, farla in maniera seria e documentata. Ci sono persone che stimo e che sono certo farebbero molto meglio prendendo le distanze da chi, invece, in maniera strumentale quotidianamente stravolge la verità dei fatti”.

L’ex Sindaco vuol portare tutti i documenti alla Corte dei conti. Mira all’assessore, fino al 2012 revisore? Non tace, ovviamente, l’opposizione. Forse sollecitato dall’ennesimo riferimento alle sue gestioni (il riferimento è al post dell’assessore Lupo con tanto di lettera della Corte dei conti di Bari), ritorna sul tema delle casse in sofferenza e delle presunte responsabilità l’ex Sindaco Marcello Risi: “Comunico che in data odierna, nella mia qualità di sindaco della Città di Nardò dal giugno 2011 al maggio 2016, ho richiesto un incontro al Procuratore regionale presso la Corte dei conti pe riferire in merito ai bilanci di previsione e ai conti consuntivi del Comune di Nardò relativi agli anni 2010, 2011, 2012 e 2016. In particolare – scrive Risi – intendo portare all’attenzione della Eccellentissima Corte gravissime violazioni di legge perpetrate fino al maggio 2011 con l’avallo dell’organo di revisione, nonché evidenti illegittimità riferite al conto consuntivo 2016. Parte delle violazioni sono già illustrate in una nota a mia firma inoltrata a Codesta Corte dei Conti nell’anno 2012”. Non bisogna essere particolarmente forti di memoria per capire che il riferimento alle “gravissime violazioni di legge perpetrate fino al maggio 2011 con l’avallo dell’organo di revisione” è un siluro lanciato in direzione proprio dell’assessore Lupo.

Il primo allarme era arrivato da “Officina cittadina”. “A furia di spendere Babbo Natale neretino è rimasto a tasche vuote?” è la retorica domanda invece di Giuseppe Cozza, presidente dell’associazione “Officina cittadina”, che è stata la prima a tirare fuori il problema e che ora si sta lanciando in una campagna di manifesti per farsi conoscere. In una nota del 26 ottobre “Officina cittadina” affermava di aver elaborato “uno studio che, prendendo in considerazione il bilancio del Comune di Nardò e tutte le delibere di spesa assunte fino ad oggi, porta a concludere che le casse comunali dovrebbero essere vuote. Se i nostri calcoli sono esatti occorre prendere atto come la programmazione economica dell’amministrazione Mellone-Lupo non sia stata all’altezza di una città come Nardò”. Rivendicando le critiche “sulla inesperienza di una ‘giovane’ amministrazione che, probabilmente, ha operato guardando più alla propaganda che a una gestione della cosa pubblica puntuale ed efficiente”, l’associazione rilevava retroscena poi appurati anche dai consiglieri di minoranza: “Le ricadute sul territorio e sui cittadini sarebbero estremamente negative, infatti i vari settori amministrativi non potrebbero assumere nuovi impegni di spesa per mancanza di fondi: in altre parole le richieste dei vari settori verrebbero respinte dal dirigente Falco per mancanza di soldi”.

Galatone –  Comune, occhio al bilancio! È una nota del 4 settembre scorso quella con cui la Corte dei conti mette in guardia l’amministrazione Filoni sullo stato delle casse del Comune: “La Corte dei conti ha aperto un procedimento sui bilanci 2013, 2014, 2015 e 2016 approvati dalla passata amministrazione” fa sapere l’assessore al bilancio Maurizio Pinca, che già aveva paventato qualche errore di gestione durante il Consiglio comunale dello scorso 7 agosto.
Pinca passa in rassegna le criticità evidenziate dall’organo di controllo, annunciando già le misure che saranno adottate nei prossimi trenta giorni, d’accordo con i giudici contabili: l’elenco include ritardi legati ad alcuni bilanci e rendiconti, erronee destinazioni di spesa, il ricorso ad anticipazioni di tesoreria in diverse annate (per un ammontare di oltre 2 milioni di euro), molti buchi di denaro dovuti a una non efficiente riscossione delle imposte comunali, il non rispetto del patto di stabilità nel 2014 e del limite di somme da spendere per convegni, mostre, pubblicità, arredamento. L’amministrazione sembra puntare soprattutto alla riscossione delle tasse non versate: “Si adotterà – spiega Pinca – una procedura mediante ingiunzione fiscale, più facile da monitorare, che comporterà uno sforzo organizzativo per l’ente, ma in questo momento resta l’unica alternativa. Se non adottiamo le misure correttive – sottolinea – l’ente andrebbe incontro entro un anno a un completo dissesto”.
Pinca non manca di pungolare Nisi, facendo sapere anche che sarà impugnata la richiesta di 600mila euro di pagamento da parte di “Progetto Ambiente”: “Le somme richieste a tal fine dal sindaco Nisi con l’aumento del 25% della Tarsu non sono state accantonate come promesso”.
Interpellato, l’ex sindaco rassicura: “Non ho ancora preso visione della relazione – dice – ma la Corte dei conti manda quel documento ogni anno, e sempre ci sono state delle piccole criticità che non sono insormontabili come quest’amministrazione fa sembrare. Alcuni ritardi di pochi giorni sono normali, approfondiremo la vicenda dalla prossima settimana”.

corte dei contiGALLIPOLI. L’assestamento del bilancio comunale è stato approvato con i voti della maggioranza nell’ultimo Consiglio comunale, ma rimane il nodo delle criticità evidenziate dalla Corte dei conti con una delibera notificata in Comune il 15 novembre scorso e da discutere per le controdeduzioni in aula. La data di notifica ha scatenato la bagarre politica e portato il gruppo di Flavio Fasano e Gallipoli Futura ad abbandonare l’aula dopo la presentazione di una interrogazione per contestare “l’occultamento” dell’atto della magistratura contabile, notificato poi ai consiglieri subito dopo la chiusura dei lavori consiliari. Il sindaco Stefano Minerva e il presiedente del Consiglio Rosario Soli- doro hanno affermato che “non è stato nascosto nulla” e che nei 60 giorni concessi per la discussione l’atto e le relative osservazioni saranno portate in Consiglio.

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comune-melissanoMELISSANO. La sentenza della Corte dei conti, depositata lo scorso 10 novembre e riferita all’adunanza pubblica del 13 ottobre, ha messo la parola “fine” alle speranze di evitare il dissesto finanziario per l’Amministrazione comunale di Melissano. I giudici ritengono “che l’ente non sia in grado di porre in essere gli interventi correttivi atti a sanare le criticità riscontrate e che ricorrano le condizioni dello stato di dissesto finanziario”. Nelle conclusioni, la Corte sottolinea che “è evidente che il Comune di Melissano, non disponendo di mezzi finanziari sufficienti ad estinguere la cospicua, quanto indeterminata massa debitoria, né potendo utilizzare, oltre i limiti legali, il flusso di liquidità concesso dal tesoriere, gestisce un bilancio gravemente squilibrato, inidoneo a fronteggiare validamente le obbligazioni liquide ed esigibili”. Si evidenzia, inoltre, che “l’ente non ha adottato le necessarie misure correttive per superare gli squilibri di bilancio in grado di provocare il dissesto finanziario e, conseguentemente, la situazione di cronica e persistente insolvenza, già rilevata da questa Sezione nei precedenti pronunciamenti, si è fortemente consolidata, se non addirittura aggravata”. Per i giudici, anche la documentazione presentata dalla nuova Amministrazione “non ha fornito un dato unitario ed esaustivo della situazione debitoria dell’ente”

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consiglio-racale-23-1-15RACALE. Con delibera del 13 novembre 2015 la Corte dei Conti regionale ha giudicato congruo il piano di rientro approvato dal Consiglio comunale a fine agosto dello scorso anno. Il provvedimento fu sollecitato dalla magistratura contabile, che, con la delibera del 1° luglio, aveva ammonito l’Ente per via di alcune irregolarità contabili sui bilanci 2011, 2012 e 2013.
La sentenza è stata letta e discussa nel Consiglio comunale del 29 dicembre. Per il sindaco Donato Metallo “è massima la soddisfazione di questa Amministrazione dopo la risposta della Corte dei Conti che dà un parere di congruità al nostro piano di rientro, parla di trend di miglioramento nei conti pubblici e giudica dettagliato il programma delle entrate tributarie”. Metallo ha poi aggiunto: «I fatti, oggi, smentiscono tutti gli uccelli del malaugurio: all’inizio del nostro mandato avevamo otto milioni di buco, tra cui cinque e mezzo tra debiti fuori bilancio e transazioni e due e mezzo di anticipazioni di cassa. Gli ultimi dati, ora, ci dicono che il debito è sceso a un milione e ottocentomila e l’anticipazione di cassa dovrebbe essere sotto i due milioni e mezzo. Il tutto agendo non solo sull’imposizione tributaria, ma anche su taglio a costi e spese, recupero dell’evasione, alienazioni e fitti».

Approvazione con riserva dalla capogruppo di “XlaCittàNuova” Maria Stella Marzano: «Tutti i rilievi della Corte dei Conti erano stati ampiamente rilevati, per tempo, dal consigliere Ria. Il vostro ritardo nell’adempiere ha provocato a voi stessi e alla cittadinanza un notevole danno di tempo e d’immagine. Se, magari, aveste agito sull’evasione nel primo anno di mandato, forse ci saremmo risparmiati un po’ d’interessi passivi sulle anticipazioni di cassa. Comunque, la Corte invita il Comune a stare con gli occhi aperti e rileva criticità. Ci auguriamo che queste siano tenute d’occhio».

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comune di racale

Il Municipio, in basso da sinistra Donato Metallo e Lorenzo Ria

12 - Lorenzo Ria - opposizioneRACALE. Arriva il “cartellino giallo” della Corte dei conti sui bilanci relativi al 2011, 2012 e 2013. Con sentenza del 1° luglio, i giudici contabili hanno evidenziato alcune irregolarità, tra cui “uso spropositato delle anticipazioni di cassa”, “pagamento di debiti fuori bilancio senza preventivo riconoscimento” e “sovrastima delle entrate tributarie”. Il Comune, ora, avrà 60 giorni di tempo per presentare un piano di rientro correttivo, altrimenti gli atti passerebbero al prefetto che darebbe il via alla procedura di dissesto.
«Racale è sull’orlo del dissesto – scrive la minoranza di “XlaCittàNuova” – durissime le parole dei giudici contabili che dipingono una situazione disastrosa dei conti del Comune, derivante dal passato ma che è andata peggiorando durante l’Amministrazione Metallo fino a toccare questo punto di non ritorno». Il gruppo di Lorenzo Ria aggiunge che “il movimento non può che accogliere con amarezza questo pronunciamento e sottolineare che da tre anni cerca, invano, di attirare l’attenzione su tali problematiche. Non ci resta che denunciare, ancora una volta, l’incapacità e l’inerzia di quest’Amministrazione che sta trascinando il Comune nel baratro».

Nella sua replica, il sindaco Metallo ricorda “di aver ereditato una situazione debitoria difficilissima” ed elenca, tra le altre, le manovre di risanamento finanziario attuate: taglio ai costi della politica, al personale, agli sprechi “ma non ai servizi”, alle spese legali, valorizzazioni e alienazioni mobiliari, risparmio per un milione per transazioni e controlli, pagamento di debiti per tre milioni e intercettamento di finanziamenti per 26 milioni.
Poi commenta: «La situazione è oggettivamente migliorata rispetto a tre anni fa, ma milioni di euro di debiti non si cancellano in poco tempo. Serve lavoro, sacrificio, creatività, tutto ciò che noi stiamo cercando di fare. Noi lavoriamo e ci siamo assunti responsabilità immense per scempi fatti da altri, c’è chi invece vuole solo “gufare”, tagliare e aumentare il costo di tutti i servizi ed è pronto solo a criticare senza una minima idea costruttiva. Ma noi racalini diamo il meglio nei momenti più difficili. Ce la faremo».

vincenzo romano sindaco alezio

Romano: «Prendiamo atto della pronuncia della Corte e faremo del nostro meglio. Due dei parametri sono già superati». Luchina: «Abbiamo chiesto di essere coinvolti in prima linea per ripristinare gli equilibri di bilancio»

ALEZIO. La Corte dei conti “ammonisce” il Comune di Alezio. Con una pronuncia, l’organo di controllo ha dichiarato la presenza di alcune irregolarità, risalenti al 2012, che rischierebbero di far cadere l’ente in uno stato deficitario. Nello specifico, sarebbero stati superati quattro, dei cinque parametri oltre i quali si concretizza lo stato di “deficitarietà strutturale”, come previsto dal  Testo unico degli enti locali.
L’Amministrazione comunale ha, comunque, fornito i necessari chiarimenti alla Corte dei conti, spiegando come il superamento dei parametri, sia dovuto “alla costante presenza di debiti fuori bilancio provenienti da sentenze esecutive sfavorevoli, ai tempi di riscossione della Tarsu e ai pagamenti di spese legali relative ad alcuni procedimenti in corso”. «Per quanto riguarda i parametri – ha spiegato il sindaco Vincenzo Romano, in sede di Consiglio – già nel 2013, quindi nel consuntivo successivo al 2012, due di questi parametri sono stati superati. Ne rimangono quindi due. Prendiamo atto della pronuncia della Corte, ci impegneremo e ci impegniamo a fare del nostro meglio».

Intanto l’opposizione si è dichiarata favorevole alla collaborazione con la maggioranza per risolvere queste “criticità”.
«Noi dell’opposizione abbiamo chiesto alla maggioranza di coinvolgerci in prima linea per cercare, insieme, di rimuovere le irregolarità e ripristinare gli equilibri di bilancio, magari istituendo una commissione permanente di bilancio, chiedendo la collaborazione dei cittadini, quindi promuovendo la cittadinanza attiva ed evitando l’esternalizzazione dei servizi pubblici», ha affermato Rocco Luchina, consigliere di minoranza.

comune casarano nuove  (3)CASARANO. La Corte dei conti boccia il Piano di riequilibrio pluriennale del Comune di Casarano e ne preannuncia il dissesto. La valutazione degli “obiettivi intermedi” relativi al 2013 porta i magistrati contabili a parlare di “un brusco peggioramento della situazione finanziaria dell’Ente”: ciò è scritto nella deliberazione dello scorso 10 settembre della “Sezione regionale di controllo per la Puglia” che questo pomeriggio il Consiglio comunale si è trovato a dover discutere, per la sua inevitabile presa d’atto, in sessione straordinaria con estrema urgenza. La Corte dei conti, dopo aver elencato una serie di “forti criticità” (“sin dal rendiconto 2007”), anticipa che il “reiterare” dell’attuale situazione porterà all’inevitabile procedura di “dissesto finanziario” con la nomina di un Commissario. In sostanza, “la reale situazione dell’Ente è di molto peggiore rispetto a quella considerata nel Piano di riequilibrio”.

Sotto accusa la “debolezza” degli strumenti messi in campo per ripianare uno squilibrio di Bilancio di oltre 14 milioni di euro ed il ruolo avuto dalla società di cartolarizzazione “Casarano, città contemporanea” costituita nel 2010 per dismettere il patrimonio comunale. “La società – scrive ancora la Corte dei conti – ha pagato al Comune il prezzo dei beni acquistati dallo stesso con soldi prestati dalla banca stessa”. Oltre ad aver venduto “solo due immobili”, la società “ha registrato varie perdite” (oltre due milioni al giugno scorso) che il Comune ha deciso di accollarsi “senza esserne obbligato”. Lo stesso fondo di rotazione concesso con l’approvazione del Piano di riequilibrio, pari ad oltre 5 milioni di euro (“tra l’altro da restituire”) non poteva essere utilizzato per le spese correnti. Malgrado il Comune abbia già comunicato l’intenzione di modificare il Piano stesso (previo parere positivo della Corte), i magistrati contabili sono categorici: “La dichiarazione dello stato di dissesto non è frutto di una scelta discrezionale dell’Ente”. La sola speranza per evitare il commissariamento è quella della “effettiva, rapida, vendita a terzi del patrimonio”.

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CONSIGLIO COMUNALE GENERICA melissano (3)

MELISSANO. C’è un paese col fiato sospeso da prima di Natale. Da quando cioè il proprio Sindaco, Roberto Falconieri, in questo caso riguardante Melissano, è stato convocato a Bari presso la Corte dei conti regionale per fornire ulteriori documenti chiarificatori sulla situazione e sugli impegni da prendere: era il 19 dicembre scorso.

Nel pomeriggio del 20 i magistrati contabili di Puglia hanno esaminato tutto il corposo fascicolo sullo squilibrio dei conti del Comune e sui possibili eventuali rimedi cui ricorrere. Ad oggi non ci sarebbe ancora il verdetto ufficiale ma le insistenti voci in circolazione (anche in altri Comuni che ci sono passati, come Casarano che ha ottenuto il disco verde, o che ci stanno arrivando) dicono di un esito infausto.

A poco sarebbero serviti sia gli sforzi fatti dal gruppo tecnico di salvataggio, nominato da Falconieri e affidato al commercialista ed  amministratore comunale in carica a Taviano, Giuseppe Tanisi, sia la decisione di mettere a capo dei Servizi finanziari l’allora segretario comunale Giancarlo Ria, anch’egli di Taviano, rimuovendo il responsabile in carica, oggetto di critiche e relazioni piene di appunti a suo carico in particolare per i bilanci di tre anni confezionati fino al 2012 (l’Amministrazione Falconieri è stata eletta nella primavera del 2011).

Da quel che si può dedurre, sembrerebbe che i punti critici, evidenziati dalla Corte dei conti nell’aprile scorso davanti ad una prima elaborazione del piano di risanamento comunale, siano rimaste sostanzialmente lì dov’erano o non abbiano trovato convincenti strumenti per essere superati.

Come si ricorderà, già in quella fase di dissesto acclarato da scongiurare presentando in extremis altre proposte risolutive, a convincere i giudici contabili della ineluttabilità della situazione erano stati sei parametri negativi (su undici complessivi) rilevati nelle carte: troppi e troppo pesanti da poter essere invertiti, si vede.

In Comune vige la regola del silenzio. «Aspettiamo di vedere la lettera della Corte dei conti, poi si vedrà il da farsi», dice un amministratore. Si capisce che veranno valutate tutte le possibili vie d’uscita, compresa anche quella del ricorso a Roma.

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...