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Silletti-Giuseppe copiaGALLIPOLI. Eradicazione e somministrazione di insetticidi? Una scelta che oggi appare inevitabile. A confermare le disposizioni del commissario e comandante del Corpo forestale di Puglia Giuseppe Silletti (a sinistra nella foto) è anche Veronica Vizzarri (a destra nella foto), patologa del Centro di ricerca per l’olivicoltura e l’industria olearia Cra-Oli di Rende, che sottolinea l’urgenza di interventi mirati e sempre più tempestivi. E mentre si continuano vagliare alternative possibili all’impiego dei tanto temuti fitofarmaci, – da sempre utilizzati e per i quali Silletti promette un impiego limitato e ponderato – ci si interroga ancora sulla possibilità di salvare i nostri ulivi “in modo naturale”.

Un tentativo è stato già fatto attraverso degli interventi di “lotta integrata”, una tecnica di produzione agricola che prevede, tra i vari accorgimenti mirati alla riduzione drastica dell’uso di fitofarmaci, l’inserimento di predatori ghiotti di cicaline e sputacchine, gli insetti-vettore responsabili della diffusione del batterio della Xylella fastidiosa.

«Sfruttare i cosiddetti insetti-antagonisti per abbattere il numero dei vettori e contenere la propagazione del batterio è un intervento di sicuro necessario», afferma la ricercatrice che però subito aggiunge che “si poteva considerare quando la situazione non era ancora così grave”. «La popolazione di ulivi colpita (secondo alcune stime un milione di alberi, ndr) è troppo alta e ora in modo biologico si può fare ben poco».
La lotta integrata, tuttavia, resta un valido coadiuvante nella battaglia contro la Xylella che, come è noto, non attacca solo gli ulivi. L’insidioso batterio, infatti, è in grado di colpire anche le coltivazioni delle drupacee, una specie che comprende, per esempio, alberi di mandorlo, ciliegio (alto è l’allarme nel Barese per le “Ferrovia”) e pesco oggi ancora a rischio.

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