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Nardò – “Vicino al Sindaco di Nardò anche in questa occasione. Arrivando, ho visto una città completamente trasformata, la cura di ogni dettaglio: in corso le potature degli alberi all’epoca giusta, piccoli segni di attenzione che, sia chiaro, non cambiano la vita delle persone però…”: se qualcuno nutriva interessati dubbi sulla solidità del fidanzamento o sulle “armoniose convergenze”, come le ha definite il primo cittadino Giuseppe Mellone, tra il capo dell’Amministrazione neretina e il presidente della Puglia, Michele Emiliano, è servito di barba e capelli.

“Ho visto una città completamente trasformata”. Sono le parole dette dal capo del governo regionale a margine delle prime operazioni per abbattere il vecchio scheletro del Palazzo comunale in eterna costruzione. Se nubi ci sono state in quello scorcio di ottobre scorso in cui Mellone annunciava l’apertura di un “nuovo reparto” nell'”ospedale” di Nardò – subito rettificato dai comunicati ufficiali  dell’Asl come servizio senologico e Presidio territoriale di assistenza – sono di certo passate senza lasciare scorie. Anche se le due assenze proprio al taglio del nastro sorpresero molti, considerato il battage promozionale dei giorni precedenti.

Il corteggiamento continua, in vista delle Politiche. Con le elezioni politiche in arrivo a primavera, del resto, chi mira ad agganciare gruppi civici e magari anche pezzi di elettorato di centrodestra, non può certo vanificare il lungo corteggiamento per un manifesto tre per sei malfatto. E se Emiliano, ormai lanciato sulla scena nazionale fin dalle primarie primaverili del Pd per la segreteria, ha in serbo un raggruppamento di liste civiche sparse per l’Italia, come potrebbe mai mollare l’area di “Andare Oltre” e delle liste collegate a Mellone? Di sicuro c’è stato l’assenso del Sindaco alla creazione, in seno alla maggioranza, di un gruppo “Fronte democratico” (dal nome della corrente di Emiliano), composto da due consiglieri fino a pochi giorni fa ed ora ridotto ad un solo esponente (l’altro è migrato verso la Lega di Salvini).

Depuratore e scarichi, un’altra trincea comune. “Il Sindaco si sta dando molto da fare – ha continuato il presidente della Regione – ma le persone devono sapere che i Sindaci non sono dei super eroi: fanno tutto quello che è possibile fare, soprattutto i Sindaci bravi che sono quelli che condividono ogni momento della loro vita con le persone”. Da condividere Mellone ed Emiliano avranno, peraltro, altri “momenti” ed altre occasioni che li vedono marciare nella stessa direzione. Primo fra tutti lo scarico a mare dei reflui depurati, che resterà anche nel nuovo schema progettuale a Torre Inserraglio ed in battigia, praticamente dove si trova oggi per smaltire quanto produce il depuratore neretino. Secondo gli annunci dei due amministratori, “non una goccia andrà a finire in mare”, tutto il liquido privo di scorie verrà utilizzato in campagna e per il verde pubblico durante l’estate; secondo gli scettici ed esponenti della Regione (il dirigente del Dipartimento e l’ormai ex assessore Giannini), ad oggi non ci sarebbero sistemi in grado di  scongiurare lo smaltimento in vigore.

Il disegno del presidente è chiaro, quello del Sindaco presto alla prova del 9. Ma le mire di Emiliano potrebbero, secondo alcuni, trovare un altro punto di convergenza con l’uomo che ha riempito di complimenti questa mattina, ultimi di una serie. Dove punta Mellone? Piantare bandiere di “Andare Oltre” anche a Lecce, Gallipoli, Alezio, Galatina, Copertino e Vernole, dove vuole portare? C’è chi azzarda l’ipotesi di una candidatura in prima persona del “Sindaco di tutti”, che può godere ancora dell’onda lunga del voto del giugno 2016. Condizione essenziale però sarebbe l’unità del suo movimento: sarebbe disposto tutto intero a giocare la partita con Emiliano e quindi in un campo politicamente avverso a quello di provenienza?

La scommessa: tenere insieme maggioranza e “Andare oltre”. Attento com’è, Mellone non può non cogliere imbarazzi e scontentezza per questo “abbraccio pubblico” che, ogni volta che si palesa, determina disorientamenti anche nella sua maggioranza, in buona parte formata da liste civiche. Per ora tutto è rientrato di fronte alla ribadita vicinanza e considerazione della Regione (leggi Emiliano ma anche assessore Capone, altro esponente pd) alle esigenze della città. Ma quale prezzo sono disposti a pagare i militanti più decisi e inamovibili? Basterà loro la concessione di spazi e riconoscimenti a Casa Pound e gruppi giovanili di estrema destra? La strada per Mellone potrebbe dunque farsi stretta, con l’approssimarsi della campagna elettorale e della formazione degli schieramenti in campo. Intanto, da politico vecchia maniera (qualcuno ricorda ancora “la politica dei due forni” di Andreotti), si tiene aperte tutte le porte: ancora c’è tempo. Forse per questo ieri al “grande amico di Nardò” Michele Emiliano, Mellone ha riservato, ai microfoni, un cortese e distaccato: “Il presidente ha voluto esserci”.

 

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