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convegno informativo

Da sinistra Donato Boscia (Cnr Bari), Rosario Centonze (Ordine agronomi) e Fabio Ingrosso, vicepresidente regionale Copagri

Da sinistra Donato Boscia (Cnr Bari), Rosario Centonze (Ordine agronomi) e Fabio Ingrosso, vicepresidente regionale Copagri

Tra riunioni che rinviano, procedimenti abbozzati che procedono a piccoli passi, comitati scientifici che devono ancora insediarsi, si va profilando una prima linea d’azione concreta in sede di Osservatorio fitosanitario regionale, Università di Bari e Centro nazionale delle ricerche, sede pugliese. Se per fronteggiare efficacemente la Xilella fastidiosa occorrerà il tempo necessario ai ricercatori affinchè trovino magari l’antitodo giusto, perchè non agire da subito sulle cicaline o sputacchine, gli insetti che propagano il morbo a dismisura? I dati diffusi dal Cnr Bari – da ultimo nel convegno  informativo organizzato da Copagri e Cisl a Parabita – dicono tutto. Durante gli accertamenti di marzo aprile scorsi la percentuale di ulivi contaminati dalla Xylella risultava essere il 20%; a maggio -giugno il 60, a luglio l’80 e ad agosto (zona Sauli) il 100%.
Inoltre, questi insetti da ottobre a marzo stanno sul terreno e tra le erbe uscite con le piogge; sarebbe quindi assai utile avviare una campagna a tappeto per sterminare i tassisti della Xylella. Insomma, una campagna simile a quella che si è condotto contro la mosca olearia in altri tempi.

«Stiamo cercando di convincere Roma e Bari che questo deve essere il primo impegno. Adesso è l’unica indicazione operativa possibile e razionale», ha detto il dottor Donato Boscia, del Cnr di Bari e componente del comitato scientifico voluto dalla Regione per studiare le mosse di un futuro – si spera – molto prossimo. Con questa indicazione tecnico-scientifica d’accordo anche gli agronomi col presidente Rosario Centonze e Copagri di Fabio Ingrosso.
«La Xylella è da quarantena e perciò ci possono imporre interventi obbligatori – ha ricordato Centonze – come l’eradicazione di piante (ma vedere gli alberi secchi del resto è un brutto spettacolo) e trattamenti antiparassitari, ma la Xylella sta dentro e questi agiscono all’esterno…». Concorda Ingrosso: «La lotta, con sostanze lecite e autorizzate, si può fare ai vettori, non alla Xylella. I fondi vadano alla ricerca in primo luogo e poi ai produttori per i trattamenti da effettuare sui terreni coltivati a ulivo».

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