Home Tags Posts tagged with "controlli carabinieri"

controlli carabinieri

carabinieri gallipoli genericaGALLIPOLI. C’è anche quella di un autista di pullman tra le patenti ritirate, durante lo scorso fine settimana, dai carabinieri della Compagnia di Gallipoli per “tasso alcolico superiore ai limiti di legge”. Paradossalmente i giovani baresi che trasportava erano, tutto sommato, abbastanza sobri. I 45 carabinieri in azione hanno ritirato, nel complesso, 18 patenti e sottratto ben 120 punti ai guidatori “pizzicati”. Le “normali” contravvenzioni cono state, invece, 80. Un gallipolino di 52 anni è stato deferito in stato di libertà per spaccio di marijuana; stessa sorte per un 29enne di Galatone ed un altro 20enne sempre di Gallipoli.

Per un 42enne di Parabita è scattata, invece, la denuncia per aver rubato alcuni giocattoli (valore 50 euro) nel supermercato dove lavorava. Nei guai anche un 62enne di Aradeo, per aver sfregiato con un punteruolo, a quanto pare senza motivo, quattro auto parcheggiate per strada, e per un 44enne di Alezio che ha danneggiato l’auto di un “amico” con una sbarra di ferro in seguito ad una lite. Controlli anche nell’area di Casarano dove tra le città, Parabita, Melissano, Matino e Taviano in sette sono stati denunciati per guida alterata da stato di ebrezza o uso di stupefacenti. Una 50enne di Parabita è stata, invece, denunciata per furto e otto ragazzi (tra Racale, Taurisano e Matino) segnalati in Prefettura per uso di stupefacenti: avevano addosso, nel totale, mezzo grammo di eroina e dieci grammi di marijuana.

Casarano. L’inchiesta avviata dalla Guardia di finanza coinvolge anche “Iris sud srl”, una tra le poche aziende a non aver conosciuto la crisi che attanaglia l’intero settore calzaturiero. I sigilli sono stati apposti anche all’azienda nata nel 2000, con lo sbarco nel Salento degli imprenditori della Riviera del Brenta, e facente parte del “Consorzio produttori salentini”. Ora si teme per il futuro lavorativo dei circa cento operai dell’azienda visto che il sequestro in atto impedisce l’utilizzo dei macchinari bloccando la produzione e mettendo a rischio il rispetto delle scadenze di consegna.

«Abbiamo commesse per due milioni di euro e speriamo nello sblocco del provvedimento», ha affermato Giuseppe Baiardo, amministratore della Iris sud mentre Gabriele Caputo, inquisito nella qualità di amministratore della società tra il 2002 e il 2003, rivendica la “bontà dell’iniziativa”. «Credo di non aver neppure amministrato quel progetto che però, ricordo, rispondeva all’esigenza di dotare l’azienda di un polo innovativo e i frutti si raccolgono ancora oggi», afferma l’attuale consigliere comunale e provinciale del Pd.

Tra quanti, come lo stesso Caputo, chiedono venga concessa la facoltà d’uso dei macchinari, in modo tale da rispettare i tempi di consegna, anche il sindaco Gianni Stefàno (Pdl). «Rivolgo un appello agli organi competenti – dice il Primo cittadino – affinché, facendo ricorso agli strumenti ordinari o anche straordinari consentiti, permettano la riapertura delle aziende e la continuità delle produzioni. È necessario che la giustizia, con i suoi tempi essenziali per l’accertamento della verità, e le produzioni, che devono rispettare dei tempi imprescindibili per non uscire dal mercato, viaggino su binari paralleli. In questo modo si coniugherebbero le esigenze di tutti, e soprattutto quelle di quei lavoratori, che, al momento, sono coloro che stanno subendo incolpevoli le concrete conseguenze di questa situazione».

AN

by -
0 648

Fernando D'Aprile, direttore di PiazzasalentoEra il 2003 quando il governo diede il via libera ad altre tre Province, tra cui la Bat. Barletta Andria e Trani, dopo una battaglia vinta durata però molti anni, ne impiegarono altri cinque semplicemente per spartirsi le sedi di Prefettura, Questura, Compagnia dei carabinieri… Nodi risolti appena in tempo prima di vedere la Bat defungere. Oggi infatti le Province vanno ridotte o accorpate. Quelle di Brindisi e Taranto sono costrette ad unirsi e stanno già disputando la prevedibile e “fondamentale” gara per accaparrarsi il ruolo di capoluogo.
Succede sempre così, quando l’ombra rassicurante del campanile diventa una cappa che ha poco o nulla a che vedere col prezioso senso di appartenenza. Si rinuncia ad essere protagonisti, ad essere dirigenti e ci si acconcia nel ruolo di capipopolo, mentre altri prendono i nostri posti  nei luoghi che contano.
Rischia di finire così anche per gli ospedali da sopprimere. Invece di vivere di sospetti (“puntano a Gallipoli”, “no a Casarano”), attacchi e contrattacchi, non sarebbe tempo di prendere al balzo l’apertura del direttore dell’Asl verso un polo con due plessi, gli Ospedali riuniti, migliorando l’offerta di sanità a questo territorio e pure risparmiando?
Se non ci piace, se vogliamo mantenere l’impossibile, se preferiamo le ripicche, basta sapere che stiamo consegnando le forbici ad altri.

Sannicola. Risultava ancora chiusa (nei giorni precedenti la chiusura di questo numero) l’attività commerciale  “Compro Oro” di Sannicola. Varie erano state le irregolarità amministrative rilevate  dai carabinieri della locale Stazione nei  confronti del gestore del negozio, un 50enne originario  di  Lecce.

La mancata annotazione sui registri degli oggetti in consegna insieme  alla mancata autorizzazione degli addetti  a  ricevere i preziosi in questione hanno portato all’applicazione di una multa di circa 1.400 euro, con la conseguente proposta di  revoca o sospensione della licenza commerciale.

Dall’indagine condotta dai militari risultano attivi, nella sola provincia di Lecce, circa 70 punti vendita “compro oro”.
Complice anche la crisi economica, che spinge molti a monetizzare i tesori di famiglia, tale numero, riferito al 2011, risulta praticamente raddoppiato rispetto all’anno precedente. I carabinieri sono ora al lavoro anche per accertare la provenienza degli oggetti presi in consegna dal negozio.

Carabinieri del Noe in azione

Racale. È stato dissequestrato il deposito di materiali per l’edilizia chiuso nelle scorse settimane dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce diretti dal capitano Nicola Candido unitamente ai colleghi della locale stazione guidati dal luogotenente Riccardo Minerba, per le ipotesi di reato di emissioni in atmosfera di polveri autorizzate e getto pericoloso di cose.

Il proprietario dell’attività, che si estende su due aree per complessivi duemila metri quadrati, ha, infatti, ottemperato, dopo un’ulteriore proroga alla prima scadenza stabilita, ai previsti interventi di adeguamento della struttura alla normativa vigente.

Erano stati presentati i relativi progetti all’indomani del sequestro preventivo che andavano realizzati entro il termine stabilito: in caso contrario, i militari avrebbero eseguito il sequestro coattivo.

Le indagini da parte dei carabinieri erano scattate nel 2010 in seguito, prima, ad alcune segnalazioni telefoniche da parte di famiglie residenti nella zona, a cui sono poi seguiti una serie di esposti. In particolare, uno era stato sottoscritto da quaranta genitori di alunni che frequentano le classi della Scuola materna dell’Istituto comprensivo 2° Polo ubicate accanto ai depositi a cielo aperto.

Tutti lamentavano disagi relativi ai rumori e, soprattutto, alle polveri disperse dell’aria. I genitori manifestavano la loro preoccupazione per la salute dei propri figli costretti, a loro dire, a frequentare aule in cui la presenza di polveri invadeva arredi scolastici e banchi oltre ad impedire la fruizione del giardino della scuola. I residenti parlavano anche di difficoltà nell’areazione dei locali delle abitazioni poiché preda di polveri soffuse e gas di scarico provenienti dai mezzi che operavano sui terreni sequestrati.

Da lì, sono scattati le indagini e i successivi accertamenti hanno appurato che l’azienda rivendeva, all’ingrosso e al dettaglio, materiali per costruzioni edili, impianti idrotermici, ferramenta, vernici e sanitari attuando attività di manipolazione, trasporto, stoccaggio, in assenza della prevista autorizzazione alle emissioni. Inoltre, stando a quanto verificato dagli uomini del Noe, la ditta avrebbe causato, di conseguenza, emissioni di polveri che avrebbero arrecato disagi alle persone residenti nelle immediate vicinanze e ad agli alunni della materna.                                               

AP

by -
0 780

Fernando D'Aprile, direttore di PiazzasalentoE’ un caso che i maggiori centri di questa zona siano governati attualmente da due commissari straordinari, dopo il forfait degli eletti. Come pure il fatto che entrambi abbiano scelto le stesse misure per cercare di tutelare due comunità con problemi e insicurezze simili.

Forse proprio per questo non ci sono state critiche su “privacy in pericolo, tutti spiati, stato di polizia” … Si farà dunque così, soldi permettendo: telecamere sempre accese non più solo vicino ad una banca o ad una caserma ma su ampie zone, come un centro storico o un parco naturale. Si chiama aumento della sicurezza pubblica.

Ma allora, da domani, possiamo stare più tranquilli? Solo il tempo dirà quanto questo auspicio è fondato. Però i pescatori ci possono già ora spiegare che quando una rete si rompe si prendono meno pesci, non di più. E qui una rete si sta rompendo, quella che tiene insieme una comunità, che la fa sentire ed agire come tale, capace perciò di esercitare da sola un controllo sociale sul territorio in cui vive, lavora e si riconosce.

Quando il senso di appartenenza è forte, ci si sa difendere da soli perchè si è un gruppo, anche senza l’aiuto di tecnologie più o meno invadenti.

Dopo le denunce dei genitori, sono stati i Noe a intervenire

Racale.  Polveri e rumori “indigesti” in una scuola a Racale. Per tale ragione, i carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Lecce, diretti dal capitano Nicola Candido, unitamente ai colleghi della locale stazione guidati dal luogotenente Riccardo Minerba, hanno posto sotto sequestro preventivo, nei giorni scorsi, due aree per complessivi duemila metri quadrati utilizzati da un’azienda che si occupa della commercializzazione di materiali per l’edilizia.

Le ipotesi di reato contestate al legale rappresentante della ditta sono emissioni in atmosfera di polveri non autorizzate e getto pericoloso di cose. Dopo i primi cinque giorni di tempo, il titolare ha chiesto e ottenuto un’ulteriore proroga di 10 giorni allo scopo di presentare adeguati progetti di adeguamento della struttura alla normativa vigente, altrimenti, i militari eseguiranno il sequestro coattivo. Gli interventi sarebbero però già in corso. Tanto è stato disposto dal pubblico ministero dottor Negro in rappresentanza dell’Autorità giudiziaria.

Le indagini da parte dei carabinieri sono scattate nel 2010 in seguito, prima, a segnalazioni telefoniche da parte di alcune famiglie residenti nella zona a cui sono poi seguiti una serie di esposti. In particolare, uno era stato sottoscritto da quaranta genitori di alunni che frequentano le classi della Scuola materna dell’Istituto comprensivo 2° Polo ubicate accanto ai depositi a cielo aperto.

Tutti lamentavano disagi relativi ai rumori e, soprattutto, alle polveri disperse dell’aria. I genitori manifestavano la loro preoccupazione per la salute dei propri figli costretti, a loro dire, a frequentare aule in cui la presenza di polveri invadeva arredi scolastici e banchi oltre ad impedire la fruizione del giardino della scuola.

I residenti parlavano anche di difficoltà nell’areazione dei locali delle abitazioni poiché preda di polveri soffuse e gas di scarico provenienti dai mezzi che operavano sui terreni sequestrati. Da lì, sono scattate le indagini e i successivi accertamenti hanno appurato che l’azienda rivendeva, all’ingrosso e al dettaglio, materiali per costruzioni edili, impianti idrotermici, ferramenta, vernici e sanitari attuando attività di manipolazione di materiali pulvirulenti in assenza della prevista autorizzazione alle emissioni. Ora, per poter chiedere il dissequestro delle aree, il proprietario dovrà mettersi in regola.

Attilio Palma

by -
0 810

NIENTE PAURA Giochi gonfi abili per i più piccoli, poi musica e stand per la sagra che non ha avuto paura dei controlli del Nas

Sannicola. Con i complimenti dei medici che hanno effettuato i controlli per conto della Asl. Così è iniziata la sagra dei sapori locali che ha avuto luogo nell’area mercatale il 9 agosto.

«Sono estremamente soddisfatto e orgoglioso dei risultati raggiunti – commenta il presidente del Comitato festa Madonna delle Grazie, Tiziano Piccione – e un caloroso ringraziamento va senza dubbio a tutti i volontari che, con sacrificio e dedizione, hanno donato il proprio tempo e il proprio lavoro alla eccezionale riuscita della festa, sia facenti parte del comitato che cittadini e famiglie che hanno in vario modo collaborato. È stata festa di sapori, di profumi, di danza e di musica e che ha richiesto uno sforzo organizzativo di natura titanica».

Non è cosa da poco, di questi tempi, visto le stragi di sagre, a causa di irregolarità igieniche, che si stanno verificando in molti paesi del Salento.

«I fondi raccolti in questi anni sono serviti per pagare il restauro della statua della Madonna, che ritornerà tra di noi il 28 di questo mese presentata a cura di Mariangela Marra – continua il presidente – sono inoltre state realizzate le serate “Bimbi in festa” in cui i bambini gratuitamente hanno potuto giocare sulle giostre gonfiabili in piazza nella massima sicurezza e sotto l’occhio vigile, oltre che dei loro genitori, anche dei nostri volontari».

Il piccolo comune salentino, in realtà, oltre che luogo ricco di spiritualità, di divertimento per tutte le età, si conferma capitale del gusto.

«Essere in perfetta regola – spiega il presidente – non è stato facile. Ci siamo recati personalmente presso gli uffici della Asl di Gallipoli, per farci descrivere nel minimo dettaglio ogni accortezza da prendere, ogni regola da seguire. Abbiamo avuto prova che non c’è alcuna volontà negativa da parte della Asl nei confronti delle sagre, ma solo il dovere di salvaguardare la salute pubblica attraverso il rispetto delle regole.
È importante anche puntualizzare i rapporti di reciproco rispetto e collaborazione con i ristoratori di Sannicola e gli altri esercizi commerciali, sia perché il pubblico della sagra è diverso dalla clientela del ristorante, sia perché nella stessa serata della sagra l’enorme afflusso di gente offre anche a loro un buon riscontro, sia perché la promozione del territorio e dei prodotti locali, che passa anche attraverso le nostre iniziative, dà vantaggi di immagine a tutto il segmento della ristorazione e della vendita di prodotti tradizionali».

Per l’andamento della sagra, per il successo di pubblico ottenuto, tutto il comitato ha espresso viva soddisfazione.

«E’ un grande piacere – commenta Antonio Piccione – vedere che i nostri sforzi hanno avuto successo. I volontari hanno lavorato in maniera eccellente e un vivo ringraziamento da parte di tutti noi va al presidente Tiziano Piccione, che ci ha coordinati tutti e ha tenuto conto di ogni dettaglio per la perfetta riuscita della serata. Auspichiamo che nei prossimi anni la manifestazione prosegua e diventi punto di riferimento di cultura, tradizione, musica, saperi e sapori».

Maria Cristina Talà

Voce al Direttore

by -
Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...