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consorzio di bonifica

Gallipoli – Per fortuna ieri ed oggi di pioggia non se n’è vista ma della copiosa e prolungata precipitazione del fine settimana ed oltre ci sono ancora tracce pesanti a Gallipoli, in località Baia verde. Tanto pesanti che questo pomeriggio in redazione è giunta un’altra protesta. A farla è una dei residenti che abitano tutto l’anno. “Quando sono arrivata vicino alla Baia verde provenendo da Lecce, ho trovato un’amara sorpresa – racconta Maria Pia Romano, scrittrice e giornalista – che mi ha impedito praticamente di raggiungere la mia abitazione”. Con l’auto la residente non ha potuto procedere né dalla litoranea sud, bloccata anche con transenne per i lavori in corso, né dalla Statale 274, con l’accesso a Baia verde interrotto da transenne ancora oggi (foto). Ma la cosa che ha fatto infuriare alcuni componenti delle circa 50 famiglie che risiedono per davvero a Baia verde è stato il fatto che fino ad oggi nessun avviso sulla inacessibilità della zona è stato loro inviato in qualche forma: da un annuncio sul sito ufficiale del Comune ad un sms o un tweet. Romano ha infatti pubblicato su facebook: “Fino ad ora #BaiaVerde #Gallipoli è chiusa per allagamento. I residenti non possono raggiungere le abitazioni. Sul sito del Comune di Gallipoli nessun avviso. Possibile? Non sapete usare gli #hashtag?”.

La situazione comunque, al di là del black out informativo, resta seria, come hanno potuto constatare ancora una volta questa mattina gli amministratori comunali (il vicesindaco Cosimo Alemanno), i carabinieri della Forestale, i tecnici del consorzio di bonifica Ugento Li Foggi, con i vigili del fuoco di Gallipoli e Maglie impegnati al massimo delle loro possibilità. La piccola rete bianca esistente non è sufficiente davanti a precipitazioni così copiose come quelle dei giorni scorsi. Inoltre, entrambe le pompe che smaltiscono l’acqua riversandola in mare, nei pressi della rotonda principale, si sono bruciate per il continuo uso.

Consorzio di bonifica e canale (ormai insufficiente”) sotto accusa. “Il problema è che il canale (dei Samari, ndr) non è più sufficiente rispetto al carico umano che lo interessa, che è aumentato rispetto a quando fu realizzato”, è stato ribadito dagli addetti del consorzio di bonifica; la sua portata andrebbe ampliata, operazione non semplice sia per i costi che per gli impedimenti rivenienti dal fatto che ci si trova in pieno parco naturale. Intanto però il consorzio, anche in questo caso, sarà probabilmente chiamato nelle aule giudiziarie per rispondere delle presunte carenze di manutenzione con relativi danni.

In via delle Acacie questo pomeriggio ancora 40 cm d’acqua. “Ancora in questo momento e sono le 18 – racconta un altro residente, Cosimo Solida, originario di Alezio – in via delle Acacie ci sono 40 centimetri d’acqua. Tutti i pianoterra di un’ampia zona sono stati allagati; a casa mia ce n’erano almeno 15 centimetri e solo adesso, in qualche modo, siamo riusciti a far tornare l’asciutto”.  Con altri componenti dell’associazione Baia verde, Solida ha seguito le operazioni in corso: “Devo dire che l’interessamento e gli sforzi ci sono stati, lo abbiamo visto da parte del Comune, dei vigili del fuoco, dei carabinieri – racconta – ma devo anche aggiungere che abbiamo riscontrato, ad ogni cambio di turno dei pompieri strategie nuove, spostamenti di idrovore, poi di nuovo rimesse al posto di prima… ci è sembrato che non ci fosse un piano d’azione coordinato”. Oltre al fatto che “a quella piccola fognatura bianca che c’è ancora non si fa una manutenzione periodica e, soprattutto, prima della stagione in cui sono previste piogge”. “Lo abbiamo detto al Sindaco in uno dei nostri incontri – conclude Solida – e speriamo che si provveda”.

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Alliste – Incarico impegnativo per l’ex Sindaco ed attuale vicesindaco Antonio Ermenegildo Renna: la Giunta regionale della Puglia lo nominato sub commissario straordinario – insieme al tarantino  Paolo Ferrante – degli enti di bonifica “Consorzio speciale per la bonifica dell’Arneo”, “Consorzio di bonifica Ugento Li Foggi”, “Consorzio di bonifica Stornara e Tara” di Taranto, “Consorzio di bonifica Terre d’Apulia” di Gravina. Renna ha ricoperto per dieci anni la carica di primo cittadino di Alliste; è stato consigliere provinciale e componente del consiglio di amministrazione dell’Ato Lecce 3 sino al 2009.

Mercoledì prossimo Renna avrà il primo incontro ufficiale col commissario unico  Borzillo, che lo coinvolgerà nella gestione dei quattro consorzi commissariati, attualmente gravati da pesanti debiti. «Esprimo soddisfazione per la mia nomina – commenta Renna – la ritengo un riconoscimento delle mie qualità morali e professionali. Nell’espletamento di questo incarico, metterò a disposizione dei Consorzi la mia esperienza professionale e amministrativa, collaborando con il commissario Borzillo per garantire ai consorzi una guida efficace, trasparente, proficua e orientata esclusivamente al bene degli utenti e dei cittadini. I Consorzi di bonifica assolvono ad importanti funzioni e, pertanto, abbiamo l’obbligo di assicurare a questi Enti in difficoltà una guida solida, affinché possano fornire servizi efficienti e puntuali agli utenti”.

Renna ed altri sei candidati “esperti in materia” sono stati proposti dalle associazioni di categoria Cia Puglia, Confagricoltura, Coldiretti, Copagri.

GIUSEPPANTONIO STANCONardò. A vantare crediti sono in due: il Consorzio di bonifica “Arneo” e quello di Ugento “Li Foggi”. Il primo “pretende” somme per complessivi 6 milioni di euro, 4 invece li chiede Ugento. I debitori sono i proprietari di terreni e fabbricati che in questi mesi hanno ricevuto avvisi di pagamento. Così sul piatto ballano circa 10 milioni, che i due consorzi intendono riscuotere anche rivolgendosi ad Equitalia se necessario.
Non ci sta Diego Lazzari dell’Unione provinciale agricoltori Lecce: «I due Consorzi sono stati da tempo commissariati. I piani di classifica formulati dal Commissario, che ha stabilito quali territori fossero da assoggettare a tassazione, sono stati già impugnati nel 2012 da 8mila agricoltori». Di tutt’altro avviso Giuseppantonio Stanco (foto), Commissario straordinario unico per i due enti di bonifica: «Tale contributo – ha spiegato – trova la sua fonte in specifiche norme di legge e viene imposto sugli immobili che traggono beneficio dalle opere di bonifica, come individuati dai Piani di classifica legittimamente approvati».
Tra le ragioni che spingerebbero moltissimi utenti a non versare i tributi richiesti, proprio i mancati interventi di bonifica, a loro dire. Anche su questo Stanco è intransigente: «Dal 2003 sono mancate ai Consorzi le disponibilità finanziarie per svolgere la necessaria attività, per cui la contestazione di assenza di attività di bonifica è pretestuosa e fuorviante, posto che finora nessuno ha pagato affinché potesse essere effettuata».

Polemiche esagerate? Tutt’altro. Qualche numero aiuta a capire la complessità di due realtà come “Arneo” e “Ugento Li Foggi”. Il Consorzio di bonifica dell’Arneo comprende una superficie di oltre 249mila ettari ripartita tra le province di Brindisi, Taranto e Lecce. Ventiduemila gli ettari di terreni e fabbricati che ricadono nella sola Nardò; 730 invece i chilometri di canali gestiti dall’ente. Numeri altrettanto significativi quelli del “Li Foggi” di Ugento: qui il comprensorio di bonifica si estende su una superficie pari a 189.494 ettari, comprende 78 comuni della provincia di Lecce (oltre al capoluogo, anche Gallipoli, Alezio, Aradeo) e 405 chilometri di canali.

La sede del Consorzio a Ugento

La sede del Consorzio a Ugento

Greco Rocco pdCASARANO. Fronte comune di maggioranza e opposizione per la sospensione immediata degli avvisi di pagamento, la proroga della scadenza, il riconoscimento dello stato di calamità naturale, l’avvio della riforma generale dei consorzi di bonifica ed il sostegno all’agricoltura pugliese. Nei giorni scorsi, l’Assise comunale, nel corso di seduta straordinaria monotematica aperta, ha deliberato all’unanimità di inoltrare una serie di richieste al presidente della Regione Michele Emiliano. Alla seduta hanno preso parte, tra gli altri, il delegato del commissario del consorzio di bonifica Ugento Li Foggi Antonio Bruno, il responsabile zonale della Cia Rocco Greco (foto accanto), il presidente provinciale della Coldiretti Giuseppe Brillante e il consigliere provinciale Guido Stefanelli.

«Non siamo contrari a pagare per ottenere un servizio – spiega il sindaco Gianni Stefàno – lo siamo quando non vediamo ricadute concrete. Ecco perché chiediamo la sospensione del tributo, per capire quali opere il consorzio ha in programma in breve tempo e con quali programmi di investimento saranno impiegati i contributi dei cittadini». Non molto diverso il parere di Brillante e del vicesindaco Adamo Fracasso. Ben più duro l’intervento di Greco che ha definito i consorzi delle “strutture vecchie, burocratiche, inadeguate e prive di credibilità”. A tenere banco sono stati anche i disservizi e le cartelle pazze. Su questo aspetto, Bruno, dicendosi disponibile a rettificare gli errori riscontrati nell’emissione degli avvisi, ritiene più che legittime le richieste del consorzio e vanta tra i più recenti successi l’aver evitato un conflitto tra Casarano e Gallipoli nell’at- tivazione del depuratore consortile le cui acque, usate per scopi irrigui, rischiavano di sfociare sul litorale jonico.

consorzio bonifica ugento  (1)UGENTO. Continuano ad arrivare gli avvisi di pagamento emessi dai consorzi di bonifica Arneo e Ugento-Li Foggi e le reazioni  si moltiplicano. Tutti contro: gli agricoltori che vivono la richiesta come un doppio affronto:  per i vantaggi che dicono inesistenti e per le difficoltà che stanno vivendo per la xylella  e per l’Imu agricola; i politici, senza alcuna distinzione di destra e sinistra, che si schierano a difesa degli agricoltori; le associazioni di categoria, i sindaci dei numerosi Comuni interessati. Si parla di “richieste illegittime”, si affilano le armi per fermare la pioggia di avvisi di pagamento. Il segretario della Fna (Federazione nazionale agricoltura) ha affidato ad un avvocato il mandato esplorativo per una class action per ottenere la sospensione degli avvisi e in un secondo momento l’annullamento.  C’è chi invita a non pagare il tributo richiesto (che riguarda il 2014) perché subito dopo potrebbe arrivare la richiesta degli arretrati. Ricorsi annunciati anche dallo “Sportello dei diritti” e dalla Federconsumatori.

Sul fronte politico il neoconsigliere regionale Abaterusso  (Pd) ha sollecitato il presidente della Regione Emiliano a intervenire e a bloccare l’invio delle cartelle. Medesima richiesta è partita anche dai consiglieri regionali di centrodestra mentre si pensa a iniziative legislative.
Intanto dall’altra parte Vito Caputo, direttore generale dei due consorzi risponde che sono stati emessi gli avvisi di pagamento “dovuti”. Leo Piccinno, presidente Coldiretti è su posizioni interlocutorie: «Pagheremo, se dovuto, dopo aver verificato le singole posizioni e l’elenco delle opere che i consorzi affermano di avere effettuato».

depuratore  e vora casarano (2)CASARANO. Dovrebbero concludersi entro l’anno i lavori per l’adeguamento dell’impianto che consentirà il riutilizzo per scopi irrigui delle acque depurate. Si tratta di una delle novità più attese per la completa bonifica dell’area in contrada Vora, dove c’è l’impianto al servizio anche dei comuni di MatinoParabita. Ad aggiudicarsi il bando da poco meno di 200mila euro, emanato dal consorzio di Bonifica “Ugento-Li Foggi”, è stata l’impresa Bulfaro Spa di Senise, nel potentino.Il capitolato d’appalto prevede la realizzazione di un “by-pass” che escluda il vecchio depuratore e colleghi l’attuale vasca di aerazione alla vasca di rilancio delle acque pre-trattate fornite dall’Aqp.

Si dovrà, inoltre, adeguare l’impianto elettrico e quello di sollevamento, oltre a fornire i gruppi di consegna automatizzati. Il bando era stato pubblicato lo scorso 16 luglio, con scadenza fissata al 17 settembre. L’aggiudicazione definitiva è giunta, attraverso delibera del commissario del consorzio di bonifica Giuseppantonio Stanco, il 2 dicembre scorso. La Bulfaro Spa si è aggiudicata il bando con un ribasso del 32,389 per cento. Si tratta di un intervento atteso da quando, nel 2010, l’amministrazione De Masi attivò il nuovo depuratore, andando incontro ai veti della Provincia, e del Comune di Gallipoli, allarmati dall’ipotesi che i reflui riversati nel canale del Raho raggiungessero, attraverso il canale dei Samari, il litorale gallipolino. Per quanto tale evenienza, secondo la Polizia provinciale  e i tecnici dell’Aqp, non si sarebbe mai verificata, il progetto ormai prossimo eliminerebbe anche il rischio potenziale che ciò possa accadere.

Per contro, all’epoca, il comune di Casarano aveva l’esigenza di attivare il nuovo impianto di depurazione, ormai ultimato da anni, per avviare a soluzione il problema igienico-sanitario rappresentato dai bacini di spandimento della zona Vora. Non a caso, nel 2008, l’allora sindaco Remigio Venuti aveva emesso un’ordinanza che vietava di estrarre acqua ad uso potabile entro i mille metri dal depuratore. Il divieto era assoluto, vale a dire per qualsiasi uso, entro i 500 metri. Oggi i campi di spandimento sono praticamente asciutti. Per di più, il nuovo impianto depura i reflui secondo i parametri della cosiddetta tabella 4, consentendone il riutilizzo per usi irrigui. Per farlo, però, era necessario dar corso al progetto del consorzio di bonifica che trasformerà, finalmente, un’emergenza in una risorsa.

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Una buona fetta dell'impegnativa torta chiamata turismi (balneare, religioso, culturale, giovanile, ambientale, crocieristico...) è stata riservata l'altra sera a Gallipoli, durante un'assemblea plenaria, al...